giovedì 27 ottobre 2011

Il direttore di macchina della Savina Cylyn sequestrata dai pirati telefona a "Chi l'ha visto": "Aiutateci, stamo morendo"


Antonio Verrecchia
ROMA - "Aiutateci, ci stanno torturando". E' questo il drammatico appello a RaiTre dei marinai italiani del cargo "Savina Caylyn" sequestrato dai pirati somali. "Stiamo morendo, aiutateci", ripete Antonio Verrecchia, direttore di macchine, descrivendo le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere gli ostaggi.
L'appello in diretta alla trasmissione a "Chi l'ha visto?". La "Savina Caylyn" è stata sequestrata dai pirati al largo delle coste somale l'8 febbraio.

Tra gli ostaggi ci sono anche 5 marinai italiani. Per il rilascio del mercantile è stato richiesto un riscatto. Il direttore di macchine, Antonio Verrecchia, ha descritto le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere gli ostaggi.

Condizioni che sono ancora più dure per gli altri marittimi italiani che sono stati trasferiti sulla terraferma e che rischiano di essere usati come scudi umani: Giuseppe Lubrano Lavadera, di Procida, Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, di Procida e Gian Maria Cesaro, allievo di coperta, di Piano di Sorrento. Dalla Somalia è arrivata anche la testimonianza di Eugenio Bon, di Trieste: "Quando si avvicinano le unità militari in pattugliamento, specialmente gli elicotteri, i pirati si innervosiscono e per noi si fa ancora più dura", ha detto il primo ufficiale di coperta della petroliera sequestrata.

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