ROMA - La Camera ha dato, senza l’apporto del Pdl, il via libera definitivo dal decreto legge sui costi della politica negli enti locali. I voti a favore sono stati 268, 153 i contrari, un astenuto.
Salgono a 10 i deputati del Pdl che votano sì, in dissenso con il proprio gruppo, in Aula alla Camera sul dl sui costi della politica (ieri sulla fiducia erano stati 5). Si tratta di Francesco Biava, Giuliano Cazzola, Marcello De Angelis, Franco Frattini, Mario Landolfi, Gennaro Malgieri, Alfredo Mantovano, Carlo Nola, Barbara Saltamartini e Mario Valducci. Il vice presidente della Camera, Maurizio Lupi, ha votato no.
"Voto a marzo dopo la legge di stabilità? Penso di sì perché la legge di stabilità l'abbiamo riscritta noi visto che quella del governo non era buona". Così Renato Brunetta del Pdl, che aggiunge: "Abbiamo finalmente detto basta al governo Monti. Dopo 13 mesi la nostra economia è sul baratro. Riforme sbagliate come quella delle pensioni che ci costa 10 miliardi con il problema degli esodati".
"Non ci sono le condizioni per cambiare la legge elettorale, si voterà con il Porcellum": lo dice Vannino Chiti, vicepresidente del Senato. "Non ci sono le condizioni per realizzare una nuova legge elettorale. E' un fatto grave. I cittadini - conclude - valuteranno la responsabilità".
"Napolitano incontra tutti tranne la Lega, unico partito di opposizione. Viva la democrazia!". Lo scrive su Twitter il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, che chiude il messaggio con "via da Roma, prima il Nord!".
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