| Amanda Knox a Seattle |
Reduce dalla relazione sentimentale avviata a Perugia con Raffaele Sollecito e interrotta dopo il delitto Kercher - per il quale anche il ragazzo è stato assolto in appello - Amanda, arrivata a West Seattle, nella casa di famiglia, aveva confidato agli amici di voler trascorrere un periodo tranquillo con i suoi.
Ma l'incontro con James Terrano, ospite nella stessa casa, é stato di nuovo 'fatale' e i due - hanno riferito alcuni amici di Amanda - ora convivono in un alloggio affittato alla fine di ottobre nel quartiere cinese della città.
"La fine di Meredith è stata particolarmente brutale e violenta ma il suo ricordo durante questo processo sembrava essere andato perduto, il mondo si è dimenticato di lei ed è stato molto doloroso". Per la prima volta dopo la sentenza d'appello che ha prosciolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito, oggi ai microfoni di 'Domenica Cinque' parlano Arlene e Stephanie Kercher, la madre e la sorella di Meredith. "Noi ricordiamo Meredith ogni giorno e ringraziamo il vostro programma che onora ancora la sua memoria. Mia figlia - dice Arlene - è morta senza una ragione, e dopo 4 anni è dura ricominciare da zero, tornare a chiederci chi è stato, con la possibilità che forse non arriveremo mai a una soluzione. Ma noi andiamo avanti comunque perché vogliamo giustizia, anche se la giustizia non ce la riporterà indietro".Alla domanda in merito all'appello in Cassazione contro la sentenza che ha assolto Amanda e Raffaele, la sorella Stephanie risponde: "Noi non faremo direttamente appello contro la sentenza, i Pm faranno il loro appello contro i due prosciolti. Noi procediamo andando a vedere le motivazioni della sentenza contro Rudy Guede. Dice che ha ucciso in concorso con altre due persone, ma se non erano le due persone assolte, allora chi erano? Molti pensano che il nostro appello sia contro i due prosciolti, ma l'abbiamo sempre detto, noi non vogliamo che vadano in carcere le persone sbagliate, vogliamo solo capire cos'è successo quella notte".
"Non penso che Meredith possa essere stata uccisa da una sola persona - continua mamma Arlene - Lo dicono i giudici nella sentenza contro Rudy Guede, ci sono molte prove che lo dicono: se fosse stata una sola persona ci sarebbero stati più segni di lotta e invece non ci sono. Mia figlia era forte, faceva karate, ginnastica. Si sarebbe difesa." Alla domanda se credono ancora nella giustizia, mamma Arlene risponde: "Ci dobbiamo credere, altrimenti passa la logica dell'ognuno per sé. Aspettiamo che emergano nuovi elementi e che ci dicano davvero cos'è successo"."Siamo noi gli unici ad essere condannati per la vita, all'ergastolo - aggiunge - perché sentiremo sempre la sua mancanza, con la quale impareremo a convivere. L'ultima cosa che ci siamo dette è che ci volevamo bene".
Nessun commento:
Posta un commento