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martedì 17 febbraio 2015

BRUNETTA: Mattarella auspica la ripresa del dialogo sulle riforme. Grillo incontrerà il presidente

ROMA, 17 febbraio - “Il presidente Mattarella ha auspicato che il dialogo sulle riforme possa riprendere. Conoscendolo, userà tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione per ripristinare un clima di dialogo". Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia, al termine dell'incontro con il Capo dello Stato. Mattarella ha ricevuto anche una delegazione di Sel capitanata da Nichi Vendola.
L'incontro tra il presidente della Repubblica e Brunetta è durato circa mezz'ora: "Le Costituzioni devono unire, non possono dividere - ha continuato il cpaogruppo di FI -. Forza Italia conferma la coesione nazionale sulla crisi libica. Ma questo deve trovare un clima positivo. Il presidente della Repubblica ha ascoltato e ha molto apprezzato. Noi auspichiamo che la riforma costituzionale e la legge elettorale trovino un alveo di ampia condivisione. Non si può pensare di chiedere la coesione nazionale di giorno e procedere a colpi di maggioranza di notte per approvare 40 articoli della Costituzione". 
"Vogliamo serietà da parte del Governo e lo abbiamo detto anche al Capo dello Stato". Queste, invece, le parole di Vendola. "Renzi dovrebbe rivolgersi con più rispetto a chi siede in Parlamento, anche nei confronti di una piccola forza come Sel che si batte con orgoglio per le proprie idee. Ogni volta che Renzi dice 'una parte di Sel' fa inquinamento della dialettica democratica", ha concluso il leader di Sinistra e Libertà.
Beppe Grillo annuncia sul suo blog che incontrerà Mattarella. "Il presidente ha cortesemente risposto alla mia lettera di auguri", scrive Grillo che pubblica testo e foto del carteggio con il Capo dello Stato. E aggiunge: "La ringrazio Presidente. Ci vediamo al Quirinale". 

Mattarella, come riporta lo stesso blog, aveva così scritto al leader del Movimento 5 Stelle: "La ringrazio vivamente per le cortesi espressioni di augurio che ha voluto inviarmi in occasione della mia elezione a Presidente della Repubblica. Nella Sua lettera auspica anche di potermi incontrare al Quirinale e desidero assicurarLe che sarò lieto di riceverLa prossimamente, in una data che i nostri uffici potranno concordare. Nel frattempo Le invio i miei saluti più cordiali".

domenica 25 gennaio 2015

VENDOLA-CIVATI, prove di un nuovo partito della sinistra

MILANO, 25 gennaio -  “Il Patto del Nazareno è il momento di fondazione del Partito della Nazione. E' il seppellimento della dialettica tra destra e sinistra, tra giustizia ed ingiustizia. Ed è organico a questo progetto che la politica sia soltanto la processione dei commenti mentre altrove si esercita l'arte del comando". Lo afferma Nichi Vendola a Human Factor.
"Possiamo prefigurare la nascita di un coordinamento fatto da rappresentati di tutti coloro che sono interessati a questo processo. In questo coordinamento dovrà essere consentita la doppia militanza, ognuno con la sua tessera", ha affermato Vendola alla convention di Sinistra Ecologia e Libertà. "Un partito, un movimento, un soggetto politico che vuole costruire un programma di governo non può non passare per l'attività cucita in questa tre giorni. Ci rivedremo presto. Non è stato un ballare in una sola giornata", ha detto ancora Vendola. "Lo dico agli scritti e ai militanti di Sel. Lo sfregio che abbiamo subito con la separazione di una parte di ceto parlamentare, da noi non ha prodotto i fuochi pirotecnici dell'immagine del traditore. È un guadagno": così Vendola alludendo al passaggio di Gennaro Migliore dal gruppo parlamentare di Sel a quello del Pd e agli insulti sul web rivolti al deputato dissidente Pd Pippo Civati. “Questa tre giorni non è un evento è l'inizio di un cammino che ci ha già trasformati. È un luogo di una sinistra plurale, ricco in cui non avete percepito né il rancore, né la depressione che sono i due sentimenti che da troppo tempo accompagnano la sinistra”, ha detto ancora Nichi Vendola. 
"Parlare sempre contro il proprio partito non è una bella cosa e non è neanche giusto ma che devo fare se arriva il Jobs Act di Maurizio Sacconi, lo sblocca Italia di Lupi?": così il deputato della minoranza PdPippo Civati. "Secondo me si è rotto il centrosinistra quando si cercò di eleggere Romano Prodi. Ci hanno spiegato che le larghe intese non ci avrebbero contaminato. C'è ancora chi distingue tra Alfano e Berlusconi. Ci hanno spiegato che potevamo cambiare premier senza andare al voto. Io queste cose non le capisco". Ma "non esco dal Pd. Calmi". Poi ancora: "In tanti se ne sono già andati. Non c'è bisogno di dividere il Pd ma io non posso garantire che questo non succeda - ha affermato Civati dal palco della convention di Sel -. Non c'è alcun disegno per rompere. Ma se non si cambia non è una scissione, è un'altra cosa ed è un'altra cosa che vogliamo costruire tutti insieme. Per me è doloroso dire queste cose perché sono partito dall'Ulivo. Se queste cose interessano il Pd io ne sarò felice. Se non interesse, come dice Renzi, ce ne faremo una ragione". 
"Io ho fatto il nome di una persona che non è espressione di quel patto e devo essere attaccato nel centrosinistra perché faccio il nome di Prodi? Ma è il rovesciamento della realtà. Dire così è rivoluzionario, è una candidatura polemica? Bisogna chiudere la guerra civile perciò dobbiamo fare la pace con Berlusconi ma la guerra civile la facciamo con Prodi", ha detto Pippo Civati.

"Sulla mia pagina facebook ieri hanno scritto che ho rotto... ma secondo me si è rotto il centro sinistra. Si è rotto due anni fa, quando non fu votato Romano Prodi": ha aggiunto Civati. "Gli attacchi li ho avuti perché ho fatto il nome di Prodi e devo essere attaccato nel centrosinistra perché faccio il nome di Prodi? E' lo stravolgimento della realtà". "Noi vogliamo ricostruire il centro sinistra che si è rotto".

venerdì 23 gennaio 2015

QUIRINALE, Vendola e Civati lanciano un fronte “anti-Nazareno”

ROMA, 23 gennaio - Un fronte anti-Nazareno per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. E' la linea di Sel e del fronte dei 'dissidenti dem' di Pippo Civati. La proposta era stata lanciata dal leader di Sel, Nichi Vendola, che ha aperto oggi la tre giorni 'Human Factor' e che chiama a raccolta la sinistra proprio nel weekend del voto greco. Serve un fronte anti-Nazareno" di cui faccia parte "non solo la sinistra di alternativa ma tutte le forze che amano la Costituzione e considerano il Patto del Nazareno una forma di inquinamento della politica". Anche il M5S? "Tutti coloro che vogliono giocare questa partita". 
"Tutti coloro" che sono contro il patto Renzi-Berlusconi, "dovrebbero fare una proposta sul presidente della Repubblica perché non sia espressione del Nazareno". Così il deputato della minoranza Pd Pippo Civati, che auspica "un candidato NN, non-Nazareno, che possa arrivare ai voti necessari, senza essere il candidato di questo o quello". "Tutti coloro che stanno dicendo peste e corna del patto del Nazareno e della sua estensione (e addirittura della sua finalizzazione alla creazione di un nuovo soggetto politico) dovrebbero fare una proposta perché" il nuovo capo dello Stato "non sia espressione del Nazareno, come ormai scrivono tutti i giornali, e quindi di quella che si può definire una trattativa privata (fino alla rottura in Senato, tutti negavano che nel patto ci fosse anche il Quirinale, ma ormai tutti ammettono che non era vero)", scrive Pippo Civati sul suo blog. "Se fosse un'iniziativa che nasce in Parlamento, oltre al Nome della Rosa (e alla Rosa dei Nomi), costringerebbe tutto il Pd a un dibattito vero, non al solito 'canguro' tra le dichiarazioni, al termine delle quali si arriva puntualmente all'o così, o niente", prosegue. "Un candidato NN, non-Nazareno - conclude - che non nasce tra quattro mura, ma all'aperto, nell'aula parlamentare e nella società italiana, perché le sappia rappresentare entrambe, con autorevolezza e autonomia (che poi sono la stessa cosa)"
Manca ormai meno di una settimana alla prima seduta comune delle Camere per il voto sulla presidenza della Repubblica e i partiti stanno mettendo a punto le loro strategie. Sembrano abbassarsi un po' i toni nel Pd dopo le accuse di ieri di Stefano Fassina a Renzi sui franchi tiratori che affossarono Prodi. Alfano - intanto - in mattinata ha riunito i suoi e non ha chiuso a un nome del Pd. Beppe Grillo, che è a Roma, è tornato ad attaccare il 'Patto del Nazareno'.

E sarà lo stesso premier Matteo Renzi a guidare la delegazione del Pd che da martedì incontrerà tutti i partiti in vista dell'elezione del presidente della Repubblica.

sabato 4 ottobre 2014

VENDOLA in piazza a Roma: l’abolizione dell’articolo 18 sarebbe un “delitto molto grave”

ROMA - "Porre la fiducia" sulla legge delega di riforma del lavoro "significa non avere fiducia nella propria maggioranza e ricorrere agli strumenti dell'arroganza". Cosi' il leader di Sinistra Ecologia e Liberta, Nichi Vendola, al suo arrivo in piazza Santi Apostoli, a Roma, dove si svolge la manifestazione di Sel.
Quindi la denuncia sul lavoro si sta per compiere "un delitto molto grave. Chi lavora vive con la paura. Pensare di cancellare le tutele e' un delitto molto grave", sottolinea ancora Vendola per il quale bisogna riportare liberta' e sicurezza sul lavoro", prosegue il leader di Sel per il quale "si devono vergognare quando si inchinano di fronte alle parole di Papa Francesco per poi travolgere quello che e' stato conquistato".
Bisogna "dare reddito a chi non ce l'ha", insiste Vendola mentre in piazza arriva il democratico Pippo Civati e si aspetta il segretario della Fiom, Maurizio Landini. La sinistra "è nata per mettere insieme dignità, libertà, sicurezza e lavoro", dice ancora Vendola. "Renzi vuol tornare in una condizione arcaica. Ci propone l'800 2.0". La denuncia e' del leader di Sel, Nichi Vendola, che 'attacca' sulla riforma del lavoro all'esame del Senato.
"Oggetto vero della sua controriforma e' andare indietro in nome del conservatorismo", continua Vendola nel suo affondo. E a chi gli chiede se da piazza Santi Apostoli stia per nascere un progetto nuovo, risponde: "Un progetto, una coalizione dei diritti e del lavoro". Quindi sottolinea: "La sinistra semplicemente non c'e'. Non e' nata per difendere i privilegi dei dominatori ma per dare diritti e tutele a coloro che sono in basso nella gerarchia dei dominatori".
E ancora: "La gente ha bisogno di lavoro. Quando si riducono le tutele si riduce il lavoro", sottolinea Vendola che insiste: "Bisogna investire sull'ambiente e dare lavoro ai giovani non togliere le tutele". Questa "non e' modernita'", e' "uno schifo".
Duro anche il leader della Fiom, Maurizio Landini, che si è unito alla manifestazione di Sel. "Se il governo vuole unire il Paese può fare un atto molto intelligente: tolga la discussione dall'art. 18 e si metta con noi ad un tavolo per capire come cambiare le politiche in Europa". Perché, chiosa, non basta dire che la Francia fa bene a non rispettare il vincolo del 3%.
"Il 25 ottobre la piazza sara' piena. Ma noi non ci fermeremo dopo il 25" ha affermato Landini, a proposito della manifestazione indetta dai sindacati sulla riforma del lavoro.
  Renzi "puo' mettere tutte le fiduce che vuole". Riguardo all'incontro di martedi' prossimo tra il governo e i sindacati, Landini ha rilevato: "Mi aspetto dal governo che voglia fare un confronto. Se davvero si vuole discutere bisogna farlo a 360 gradi". Bisogna vedere "se davvero si vuol confrontarsi e discutere o far vedere che prima della fiducia si e' stati bravi perche' ci si e' confrontati con le parti sociali. I veri problemi non sono i licenziamenti".

E ancora: "Contrapporre i diritti del padre perche' il figlio e' precario e' una coglionata totale". "Penso che il governo debba riflettere", e riprendendo il "cambiare verso" di Matteo Renzi, ha attaccato: "Quel verso li' non porta da nessuna parte. Aumentare la contrapposizione e dividere il Paese non serve". "Chi ha deciso di riaprire il conflitto in questo Paese e' proprio il governo Renzi".

sabato 15 febbraio 2014

Vendola: appoggio a Renzi? Fantapolitica

ROMA - "L'ipotesi di sostegno a un governo Renzi è puramente fantapolitica". Lo ha affermato Nichi Vendola dopo le consultazioni. "Abbiamo rappresentato al Capo dello Stato il nostro giudizio negativo sul modo usato per sfrattare Letta", ha spiegato. Il leader di Sel ha espresso critiche anche nei confronti dell'agenda politica del sindaco di Firenze. "L'iniziativa di Renzi - ha poi ribadito - ha prodotto una virata a destra con la resurrezione di Berlusconi".

giovedì 30 maggio 2013

Grillo scatenato: Rodotà “ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco”

ROMA - Attacco di Beppe Grillo ai "maestrini dalla penna rossa" che dopo le comunali hanno criticato il M5S. Dito puntato anche contro Stefano Rodotà, cui Grillo allude come a "un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo di rifondare la sinistra" L'attacco di Beppe Grillo a Stefano Rodotà arriva dopo un'intervista del giurista al Corriere della Sera, con accenti critici nei confronti del Movimento 5 Stelle e del suo rapporto con la Rete. Il leader del M5S esprime "sincero stupore" nel vedere proprio Rodotà, suo candidato alla presidenza della Repubblica, "in prima fila" tra i critici del Movimento. E lo 'scarica' con parole di fuoco. E poi attacca quei "maestrini che vedono la pagliuzza negli occhi del M5S, pagliuzza che spesso non c'é neppure, e non hanno coscienza della trave su cui sono appoggiati". Grillo non fa nomi, ma attraverso allusioni e soprannomi è possibile riconoscere tra i politici bersaglio del suo duro attacco Stefano Rodotà e Nichi Vendola, Pier Luigi Bersani, Walter Veltroni, Anna Finocchiaro e anche Matteo Renzi e Pippo Civati.

"E' tornato in grande spolvero il supercazzolaro che non sa nulla né di Ilva, né degli inceneritori concessi alla Marcecaglia", scrive Beppe Grillo con allusione a Nichi Vendola. "C'é poi lo smacchiatore di Bettola - aggiunge, parlando di Bersani - in grande forma che spiega, con convinzione, che la colpa del governo delle Larghe Intese è del M5S quando il pdmenoelle ha fatto l'impossibile per fottere prima Marini e poi Prodi e non ha neppure preso in considerazione Rodotà. Belin, questo ha perso più battaglie del general Cadorna a Caporetto e ci viene venduto da Floris come Wellington a Trafalgar". Il leader del Movimento 5 Stelle ne ha anche per Matteo Renzi: "Renzie, lo statista gonfiato, imperversa con le sue ricette e le critiche al M5S su tutti i canali televisivi preda di compiacenti cortigiane come la Gruber. Renzie non è più sindaco di Firenze da tempo, è diventato un venditore a tempo pieno di sé stesso. Vende in giro un sindaco mai usato, come nuovo". E ancora: "Persino Topo Gigio Veltroni è stato riesumato per discettare delle elezioni, forte della sua esperienza di averle perse tutte, ma proprio tutte. E poi c'é la claque, quella cattiva e quella buona, quella che attacca a testa bassa, la cui esponente è la Finocchiaro che vuole fuorilegge il M5S, accampata in Parlamento da 8 legislature, e quella buona, alla Pippo Civati, che ha votato Napolitano, non ha fatto i nomi dei 101 che hanno affossato Prodi, che vive in un partito che succhia da anni centinaia di milioni di finanziamenti pubblici, ma però è tanto buonino. Lo vorresti adottare o, in alternativa, lanciargli un bastone da riporto".

giovedì 25 aprile 2013

Letta ha iniziato le consultazioni (con Sel)


ROMA - Il presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, ha iniziato le consultazioni per la formazione del governo. La prima delegazione a essere ricevuta, nella Sala del Cavaliere di Montecitorio, è stata quella di Sel, con i capigruppo del Senato, Loredana De Petris, e della Camera, Gennaro MiglioreL'ultimo gruppo sarà quello del M5S atteso alle 18.
Enrico Letta tornerà probabilmente domenica al Colle per sciogliere la riserva sul governo. La fiducia del Parlamento è prevista per lunedì. Quanto ai numeri del governo ci si muoverebbe sul solco di Monti, quindi intorno ai 18 ministri.

mercoledì 17 aprile 2013

Qurinale, Grillo candida Rodotà. Il Pd smentisce accordi con il Pdl, Vendola di traverso


ROMA  - "Dopo la rinuncia di Milena Gabanelli e Gino Strada ho chiamato Rodotà che ha accettato di candidarsi e che sarà il candidato votato dal M5S": ad annunciarlo è stato Beppe Grillo sul suo blog.
"Nessuna rosa è stata presentata a Berlusconi. Si ragiona da giorni su diverse possibilità con tutte le forze parlamentari per arrivare ad un nome largamente condiviso". Lo precisa il Pd in una nota.
"Se le intese, gli accordi e i dialoghi" che sono in corso in queste ore sul futuro Presidente della Repubblica costituiscono "la prova d'orchestra di un governissimo allora esprimiamo la nostra radicale contrarietà". Lo dice Nichi Vendola parlando in sala stampa a Montecitorio. E aggiunge: ''Per noi e' molto importante che la ricerca della convergenza piu' larga sul nome del presidente della Repubblica non sia propedeutico a larghe intese. Il fatto nuovo e' la disponibilità concreta da M5S di offrire nomi di grandi protagonisti della vita democratica e invitiamo il Pd a riflettere su questo''.

venerdì 29 marzo 2013

Vendola: incarico a Bersani, nessun accordo possibile con il Pdl


ROMA - Il leader di Sel Vendola, dopo le consultazioni al Quirinale, ha ribadito che l’unica soluzione è l’incarico pieno a Bersani. Ha anche detto che con il Pdl non è possibile alcun accordo e lo ha accusato di assalto al tribunale e di cospirazione, per aver fatto dimettere il ministro Terzi.  

mercoledì 20 marzo 2013

Vendola: a Napolitano abbiamo fatto il nome di Bersani


ROMA - "Il nome che noi facciamo è quello di Bersani: a lui spetta il governo e il programma". Lo ha detto Nichi Vendola dopo l'incontro con Giorgio Napolitano. Sulla possibilità di un eventuale secondo nome fatto durante le consultazioni al Quirinale, il leader di Sel ha spiegato che Bersani è stato scelto "dalla democrazia con oltre 3 milioni di voti conquistati alle primarie: spetterà poi a lui farsi carico della richiesta di cambiamento del Paese".

venerdì 15 marzo 2013

Presidenza Camera: Vendola spinge per un candidato M5S


ROMA -  ''L'auspicio e' che si possa determinare una scelta in favore di un candidato del Movimento cinque stelle'': lo dice il leader di Sel Nichi Vendola, nel corso di una conferenza stampa, in merito all'elezione del presidente della Camera e sottolineando di auspicare un ''atto unilaterale del centrosinistra''. Vendola ci tiene a evidenziare come Sel non voglia ''piantare bandierine ma contribuire a sbloccare la situazione''.

giovedì 21 febbraio 2013

Ingroia: il Pd ha un accordo, farà un governo con Monti. E Vendola ha firmato


ROMA - "Il Pd ha già deciso che farà un governo con Monti". Lo ha detto il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, ricordando che "nell'accordo della coalizione, sottoscritto da Pd e Sel, si farà un patto di legislatura con il centro liberale". "Sono sorpreso quando Vendola dice che non farà mai un governo con Monti - continua Ingroia - . Ha sottoscritto quel patto pur di entrare in Parlamento".

domenica 10 febbraio 2013

Monti, netto no al voto disgiunto in Lombardia. E attacca Berlusconi, Bersani e Vendola


ROMA - Mario Monti mette fine alla querelle sul voto in Lombardia e sul possibile voto utile a favore di Ambrosoli chiesto da alcuni candidati di Scelta Civica: "Albertini è stato coraggioso e un amministratore più esperto di Ambrosoli, non condivido la logica del voto utile, auspico che coloro che voteranno Scelta Civica votino Albertini". Lo ha detto intervistato da Tgcom24: "Questo il pensiero del leader del movimento", ha aggiunto.
Mario Monti torna poi ad attaccare Silvio Berlusconi ripetendo il timore ventilato in Europa su un possibile ritorno del Cavaliere: "Berlusconi mi ha deluso, ha mancato tutti gli appuntamenti e ha tradito la rivoluzione liberale". "L'Ue - dice  - teme un suo ritorno perché ne hanno avuto abbastanza dell'indisciplina finanziaria e dell'incapacità di decidere che mette a rischio anche l'eurozona".
Monti  chiude anche la porta a una possibile alleanza col Pd insieme a Sel. "E' vendola che si è espresso con durezza sull'ipotesi di alleanza  io non ho nessuna affinità per una sinistra che includa questi elementi che non sono a favore dell'interesse dei lavoratori, hanno posizioni di una tale rigidità che impediscono all'Italia di affermarsi e condannano i giovani o alla disoccupazione o all'emigrazione".
"E' un po' infantile parlare di vittoria di Pirro perché è chiaro che ognuno ha interesse" a rivendicare una vittoria nel proprio Paese. Così Mario Monti replica a Pier Luigi Bersani che lo aveva critica sull'operato nel recente vertice Ue. "Quello che ha fatto Berlusconi in Europa è sotto l'occhio di tutti, Bersani non ha ancora fatto nulla, io sono riuscito a far calare i contributi italiani nell'Ue di 5 miliardi nei prossimi cinque anni aumentando invece gli investimenti per il Meridione".

mercoledì 6 febbraio 2013

Bersani a Monti: nessuno tocchi il mio Polo


ROMA - Bersani stretto tra l'altolà di Vendola e l'aut aut di Monti. Il giorno dopo l'apertura del segretario del Pd al Professore, dal leader di Sel arriva infatti un deciso stop ('Siamo inconciliabili al Prof'), mentre Monti chiede a Bersani di fare delle scelte all'interno del suo polo ("Immagino che se Bersani è interessato, come ha dichiarato, a una collaborazione con le forze che rappresento dovrà fare delle scelte all'interno del suo polo"). Ma il candidato premier del centrosinistra risponde a muso duro: “Il mio polo è il mio polo, che nessuno lo tocchi. A partire da lì sono pronto a discutere".
Non esiste alcun accordo, né alcuna conversazione in vista di accordi con nessun'altra forza politica". Così Mario Monti, da Trento, risponde a Oscar Giannino secondo il quale Scelta Civica è "una corrente del Pd". "Queste cose - ha precisato Monti - saranno per il dopo elezioni".

martedì 5 febbraio 2013

Vendola: paura a girare a Roma da solo. Ruotolo: anch’io sono gay


ROMA - "Questo clima mi impone di limitare gli spazi della mia vita privata. Sono costretto a gestire ogni mossa con molta prudenza. Se a Roma di sera mi viene voglia di fare due passi da solo, rinuncio". Lo ha detto il leader di Sel, Nichi Vendola, in un'intervista al "Fatto Quotidiano", in cui oggi il direttore Padellaro ha lanciato un appello a tutti i leader politici di esprimere, con un "coming out" comune, la solidarietà a Vendola, dopo gli insulti ricevuti in strada nella Capitale. "A Roma negli anni di Alemanno - ha aggiunto - ho visto lo sdoganamento dei piccoli gruppi dediti all'igiene del mondo". A raccogliere l'invito Sandro Ruotolo, candidato di Rivoluzione civile.

Vendola ha anticipato che nei prossimi giorni presenterà una proposta di legge per i matrimoni gay. "Non ho sciolto il mio partito nella coalizione: se andremo al governo rispetteremo il programma, ma siamo liberi di presentare le nostre proposte. E io credo che questa partita vada aperta".

"Voglio raccogliere immediatamente l'appello di Padellaro: anch'io sono gay. E mi auguro che nelle prossime ore anche tutti gli altri candidati, di Rivoluzione civile e di tutte le altre coalizioni, facciano outing: è vergognoso che nella culla della civiltà un omosessuale o un ebreo debba aver paura a circolare di notte", ha dichiarato Ruotolo in una nota. "Casapound con la sua cultura fascista - ha aggiunto - ha inquinato il clima di Roma. Tutti devono impegnarsi per ripulire la Capitale del Paese da questa vergogna".

giovedì 3 gennaio 2013

Diluvio di critiche sulle esternazioni di Monti a Unomattina


ROMA - "Monti ci dà degli estremisti. Tagliare le ali vuol dire far fuori Stefano Fassina e me con i nostri cattivi consigli. Non solo si è montato la testa, ma ha proprio perso la testa". Renato Brunetta a Tgcom24 ha commentato così le critiche arrivategli dal premier uscente, scatenato a Unomattina questa mattina. "La cosa che mi ha toccato - ha chiarito - è stato il silenziare Fassina: è inaccettabile". "Monti - ha poi aggiunto - si comporta come un tecnocrate autoritario".
"Siamo un partito liberale che non chiuderà mai la bocca a nessuno". E' quanto detto dal leader Pd, Pier Luigi Bersani, in risposta alle parole di Mario Monti, che aveva giudicato "una buona cosa il silenziare gli estremisti". "Ribadisco il rispetto - ha aggiunto Bersani - ma lo chiedo per tutto il partito. Credo che il coraggio che mi si chiede io l'ho già dimostrato, non è quello di chiudere la bocca alla gente ma di farla partecipare".
"Monti è sceso in campo con la presunzione di chi vuole partecipare ma anche sentirsi arbitro e decidere chi ha vinto: ha vinto lui". E' durissimo il leader di Sel, Nichi Vendola, con il presidente del Consiglio, e parlando a Tgcom24 denuncia in Monti "un elemento di arroganza che va respinto". Vendola, poi, sottolinea come il premier abbia "imparato le regole della politica con grande velocità: occupa tv e mass media con abilità berlusconiana".
"E' un professore e i professori parlano sempre ex cathedra e non accettano di essere contraddetti", dichiara il leader del Pdl Berlusconi intervistato da Radio Radio. "Sono lontani dalla realtà che guardano dal buco della serratura mentre hanno lo stipendio sicuro e non conoscono - conclude - le difficoltà che ha un'impresa". A proposito della presenza in tv di Monti ha commentato: "Se lo fa lui non è scandalo, lui che ha parlato 4 volte al giorno per 13 mesi approfittando di ogni occasione per mettersi in mostra. Se lo fa lui va bene se le faccio io è uno scandalo". Il leader Pdl non ha risparmiato neanche Marco Travaglio: "Travaglio è bravissimo. E' un genio del male, un pm mediatico. Chi fa il pm ama fare il male agli altri, io amo fare il bene. Non tutti i pm? Se uno non è così non fa il pm". Poi l'affondo in direzione del pm Antonio Ingroia: "Grasso è una persona non estremista mentre Ingroia si è dimostrato di estremissima sinistra e questo la dice lunga su come stanno le cose nella magistratura. In Italia ci sono magistrati che hanno avuto indagini delicatissime come Ingroia che si è occupato della trattativa Stato-mafia e le ha portate avanti con la testa che ha, questo è un cancro della nostra vita democratica".
Severo giudizio della leader della Cgil, Susanna Camusso, sull'operato dell'esecutivo. "Sul piano delle politiche realizzate ha sbagliato tutto, Monti ce l'ha con il lavoro e non ha idea di com'è fatto il nostro Paese", ha spiegato la Camusso in un'intervista all'Espresso. "Chi ha deciso di candidarsi alle elezioni dovrebbe discutere dei suoi programmi. Trovo abbia poche proposte e molte critiche".


mercoledì 2 gennaio 2013

Monti sale sempre più in campo: “ Miro a ridurre la tassazione sul lavoro e la spesa pubblica”


ROMA - "D'ora in poi per realizzare riforme, occupazione e crescita dovremmo avere un'altra coalizione: dovremo coalizzare chi è disponibile per le riforme e non per la conservazione". Così il presidente del Consiglio Mario Monti a "Radio Anch'io", auspicando "maggioranze larghe per grandi riforme".
Il premier commenta anche l'annuncio di Berlusconi a proposito di una commissione d'inchiesta sulla nascita del governo tecnico dicendo che è "un'idea interessante, stravagante, tardiva. Ma ben venga". 
Monti dice poi di puntare a "ridurre la tassazione sul lavoro e parallelamente la spesa pubblica", primi obiettivi indicati. "Servono - precisa - alleggerimenti di situazioni per le famiglie, soprattutto quelle numerose, un sistema sanitario che funzioni ancora meglio e a costi minori, e ci stiamo lavorando, e un sistema fiscale che consenta una redistribuzione del reddito dai più ricchi ai più poveri. Per questo il sistema fiscale deve funzionare".
Monti torna poi a parlare del suo concetto di innovazione, dicendo: "Io sono salito in campo non schierandomi pro o contro singoli partiti, ma schierandomi fortemente per determinate idee. Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi e in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro".
Monti ha inoltre chiarito come avverrà la selezione dei candidati nelle liste della coalizione che sostiene l'Agenda Monti: "Bondi farà un secondo controllo. Il primo sarà quello dell'adeguatezza dei candidati a un disegno che scommette su un'Italia nuova, dovremo essere selettivi. Poi con l'aiuto di Bondi valuteremo il pieno rispetto dei criteri sulla candidabilità, introdotti ora per legge".
A proposito dell'ipotesi di una sua candidatura al Colle, la risposta al direttore del Gr Rai Antonio Preziosi è: "La prospettiva del Quirinale non è mai stata un mio obiettivo. Sono stati gli osservatori a parlare di una mia candidatura al Quirinale. Un obiettivo che ora è meno probabile".

domenica 23 dicembre 2012

Monti scende o non scende in campo? “Qualcosa mi dice di no”. Mai con Berlusconi e Vendola


ROMA - "Non lo so ancora. Ma dentro di me qualcosa mi dice di no". Così il premier Mario Monti in un colloquio con Eugenio Scalfari su Repubblica alla vigilia della sua conferenza stampa risponde alla domanda se scenderà o meno in campo come portabandiera e leader del Centro. E poi spiega che oggi farà il bilancio dei suoi 400 giorni di governo rendendo pubblica la sua agenda "programmatica" da dare a chiunque voglia utilizzarla per le prossime elezioni.
Il premier conferma che non sa se sarà in prima persona leader del Centro: "So che Napolitano preferirebbe che io, pur incoraggiando la parte politica a me più congeniale, restassi in panchina".
Nel colloqui con Scalfari, Monti ha preannunciato alcuni punti della sua "agenda": una legge aggiuntiva contro la corruzione, le liberalizzazioni, la legge elettorale e la riforma fiscale. Questi i punti cardine degli interventi da svolgere nei primi cento giorni del nuovo governo. Sulla legge anti corruzione mancano dei punti importanti che non sono stati affrontati da questo esecutivo. Bisogna, secondo Monti, proseguire con le liberalizzazioni e rendere più penetrante l'azione antitrust in favore della libera concorrenza. Portare a termine l'impegno di abolizione delle Province. Cambiare la legge elettorale basandola sui collegi. Dimezzare il numero dei parlamentari. Portare avanti la riforma fiscale. Difendere fino in fondo la riforma delle pensioni. Cambiare il welfare e creare un sistema generale di ammortizzatori sociali. E soprattutto investire nelle scuole superiori, nell'università e nella ricerca.
Secondo Scalfari, Monti punta a rafforzare il Centro per "limitare il riafflusso alla destra populista". Il centro attuale, con Casini Fini, Montezemolo e il ministro Riccardi senza di lui è stimato dai sondaggi "tra il 9 e il 12 per cento". "Vedo che i sondaggi su di me mi danno intorno al 40 per cento; alcuni anche di più". E all'ipotesi di un blocco del Centro con Berlusconi risponde che "non lo farà mai". Monti osserva che i provvedimenti del suo governo, oltre a Grillo e ai berlusconiani, "li contestano anche la Camusso e Vendola. Questa è una forte differenza tra il Centro e il Pd". "Camusso, Vendola e molti altri nel Pd - sottolinea - vogliono e dicono di voler smantellare quello che è stato fatto. Io sono del parere di Ichino - aggiunge - che del resto è uno dei più fedeli a quel partito e credo nell'onestà intellettuale di Bersani".

lunedì 26 novembre 2012

Renzi: chi si accontenta, voti Bersani


ROMA - "Sono convinto che siamo in grado di spostare una parte dei voti di Bersani, voglio andarli a prendere". Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi aggiungendo di puntare anche ai voti di "Tabacci, Puppato e Vendola con cui colmare la distanza di 250mila voti. "Chi si accontenta di come sono andate le cose voti Bersani, chi vuole investire sul cambiamento può scegliere noi": così Matteo Renzi, secondo il quale "il ballottaggio è semplice, è un aut-aut". "E' già passata la gioia di ieri sera - ha aggiunto - ora ci stiamo mettendo sotto per riportare le persone a votare e iscriverne di nuove se è possibile. Siamo convinti di potercela fare". 
Pier Luigi Bersani, su un eventuale patto con Nichi Vendola in vista del ballottaggio per il centrosinistra, afferma: "Non stiamo aprendo tavoli o tavolini" ma chiarisce che con Sel "ci sono evidenti punti di assonanza e convergenza" come la centralità del lavoro e la precarietà. Poi, su Matteo Renzi, "ha sempre il difettuccio di dire 'noi e loro', ma noi siamo tutti noi, loro è Berlusconi. Non c'è bisogno di fuoco amico, l'avversario è la destra".
"Il cambiamento non si fa a chiacchiere aggiunge Pier Luigi Bersani - bisogna che il cambiamento avvenga su dei fatti, accettando delle sfide. E questa sarà la chiave, che sta in poche parole, che andrò a dire sia in vista del ballottaggio sia se tocca a me".

Primarie Pd, ore 24: Bersani 44,38%, Renzi 36,7%


ROMA - 3930 seggi su 9232: Bersani 44,38%, Vendola 15,07%, Renzi 36,7%