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martedì 8 ottobre 2013

Ingroia indagato per violazione del segreto istruttorio

PALERMO -  L'ex pm di Palermo, Antonio Ingroia, è indagato dalla Procura di Caltanissetta per il reato di violazione del segreto istruttorio. Il fascicolo è stato aperto dopo l'esposto presentato nei mesi scorsi dal legale del boss Bernardo Provenzano, l'avvocato Rosalba Di Gregorio. La fuga di notizie riguarderebbe alcuni dettagli dell'interrogatorio del boss da parte di Ingroia, apparsi su un giornale qualche giorno dopo.
Nell'esposto la Di Gregorio faceva presente che l'articolo pubblicato sul "Fatto quotidiano" sull'interrogatorio di Bernardo Provenzano, condotto da Ingroia, era stato pubblicato il 5 giugno e che solo due giorni dopo il contenuto del colloquio investigativo era stato trascritto negli atti della Procura. Per il legale quindi solo chiaveva fatto l'interrogatorio, era in grado di dare la notizia. La tesi, secondo il difensore, sarebbe stata avvalorata dal fatto che nell'articolo erano riportate impressioni dei pm sullo stato di salute di Provenzano

L'esposto, presentato dall'avvocato, è stato firmato dai figli del boss Angelo e Francesco Paolo. Nei giorni scorsi i magistrati di Caltanissetta hanno sentito sulla vicenda la giornalista Sandra Rizza, autrice del pezzo

mercoledì 19 giugno 2013

Le furbizie di Ingroia. Non si dimette, sceglie di “decadere” da magistrato

AOSTA -  Antonio Ingroia ha scelto di "decadere" dal servizio come magistrato alla Procura di Aosta anziché presentare le dimissioni. Lo ha riferito il procuratore capo di Aosta, Marilinda Meneccia. Ingroia, che pertanto non ha firmato la lettera di dimissioni dalla magistratura, ha annunciato che invierà una lettera a Csm, ministero della Giustizia e Procura per spiegare le ragioni per le quali non si presenterà domani, allo scadere delle ferie, in servizio.

Si terrebbe così aperta la strada per poter chiedere al Csm, nei prossimi due anni, di tornare ad esercitare le funzioni di magistrato. Se invece avesse firmato le dimissioni, la scelta sarebbe divenuta irrevocabile non consentendogli più passi indietro. Lo si è appreso da fonti della magistratura - scrive l'Ansa - che conoscono bene i meccanismi che regolano le procedure di Palazzo dei Marescialli e che fanno notare come sia stata la giurisprudenza della Corte dei Conti a prevedere la possibilità di rientro in servizio dopo la decadenza.

venerdì 14 giugno 2013

Antonio Ingroia lascia la toga


Antonio Ingroia
PALERMO - Antonio Ingroia dice addio alla toga: «Ho deciso a malincuore di abbandonarla. Non ci sono più le condizioni perché la tenga ancora indosso e ci sono invece delle gravi ragioni per le quali è venuto il momento di dedicarsi a tempo pieno all'attività politica». L'ex pm di Palermo annuncia la sua definitiva uscita di scena dal mondo della magistratura in un'intervista a Repubblica e la conferma poche ore dopo con un tweet lanciato in rete.

giovedì 2 maggio 2013

Dopo il flop elettorale, “Rivoluzione civile” si è sciolta


ROMA - "I soggetti che hanno dato vita a Rivoluzione Civile hanno deciso all'unanimità di considerare conclusa questa esperienza. Il risultato insoddisfacente delle elezioni politiche del febbraio scorso ha indotto ognuna delle componenti a una riflessione profonda della nuova fase politica al proprio interno". Così una nota congiunta. La nota, firmata da Antonio Ingroia (Azione Civile), Angelo Bonelli (Verdi), Luigi De Magistris (Movimento Arancione), Oliviero Diliberto (Pdci), Antonio Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc) e Leoluca Orlando (Rete2018), prosegue: "Si è preso atto che le scelte strategiche future dei singoli soggetti sono incompatibili con la prosecuzione di un progetto politico comune, quanto meno nell'immediato. Resta intatta la stima reciproca tra tutte le forze che hanno dato vita a RC e la volontà di mantenere comunque interlocuzioni finalizzate al profondo cambiamento politico, culturale e sociale dell'Italia. Resta inoltre forte il convincimento che nel nostro Paese la presenza in Parlamento di rappresentanti delle forze unite attorno a Rivoluzione Civile avrebbe portato un arricchimento importante al dibattito per la realizzazione di una legislazione avanzata sul terreno dei diritti sociali e civili, della legalità, dell'etica nella politica e di un nuovo impianto istituzionale. Il contrario - conclude la nota - di quanto purtroppo è avvenuto".

giovedì 11 aprile 2013

Il Csm conferma: Ingroia spedito ad Aosta come sostituto pm. Lui si sente vittima

Antonio Ingroia, perplesso

ROMA - L'ex pm di Palermo, Antonio Ingroia, è stato trasferito allaprocura di Aosta come sostituto. Lo ha deciso il plenum del Consiglio superiore della magistratura con 19 voti a favore e 7 astenuti. Aosta è l'unica circoscrizione in cui Ingroia, che ha preso parte alle elezioni politiche di febbraio con Rivoluzione civile, non si è candidato e quindi l'unica in cui riprenderà la sua attività di magistrato. Il commento di Ingroia a Tgcom24: "E' una punizione".
Ingroia aveva inviato al Csm una richiesta per essere ascoltato sulla questione del trasferimento ad Aosta ma il plenum del Consiglio è passato direttamente al voto, decretandone lo spostamento alla procura aostana. "C'è un orientamento contrario ad un ritorno della pratica in Commissione e a un audizione in plenum", ha spiegato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti.
"C'è poco da commentare". Così Ingroia a Tgcom24. Il magistrato è "amareggiato" e "deluso". "Il Csm ha fatto valutazioni che mi lasciano abbastanza sconcertato. Prendo atto delle decisioni che non mi sembrano ispirate da disponibilità e attenzione nei confronti di un magistrato come me che per 25 anni ha dedicato la propria vita e la propria attività nella lotta alla mafia. Si è trascurato la possibilità di mettere a frutto la mia esperienza. Ne prendo atto e aspetto che mi venga notificato il provvedimento", ha detto. Sull'ipotesi di lasciare la magistratura, ha risposto: "C'è anche questa in uno spettro molto ampio di possibilità".
 "Si è scelto di non valorizzare la mia professionalità, anche con una punta di disprezzo nei confronti del mio lavoro di questi anni", ha aggiunto Ingroia. "Ha il sapore di un provvedimento punitivo. Non so le ragioni perché si è parlato di alcune regole come se fossero inflessibili, ma lo stesso Csm ha violato le regole che dice di essersi dato. Mi mandano a fare il pm e non il giudice, violando la regola che chi rientra da un'aspettativa politica non può fare il pm. Perché fare un'eccezione a questa regola e non eccezioni a regole relative a sede di destinazione e funzioni? E' difficile non scorgere un effetto punitivo in questi provvedimenti. Ne terrò conto", ha concluso.

mercoledì 10 aprile 2013

No del Csm a Ingroia presidente della Riscossione spa in Sicilia


PALERMO - L'ex pm di Palermo, Antonio Ingroia, non potrà andare a presiedere la società che riscuote le tasse in Sicilia,rimanendo nei ruoli di magistrato . A negare l'autorizzazione, la Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura. Il leader di Rivoluzione Civile era stato scelto dal governatore Rosario Crocetta per questo incarico, dopo il suo rifiuto al trasferimento alla procura di Aosta.
Una decisione attesa, visto che in tutti i casi analoghi precedenti, l'ultimo dei quali risaliva all'inizio di quest'anno, il Csm ha finora vietato le autorizzazioni per incarichi amministrativi. Ora il plenum del Csm deciderà sul trasferimento di Ingroia al tribunale di Aosta.
Il Csm di solito autorizza un magistrato a lavorare in un altro ente quando l'incarico è occasione di un accrescimento professionale del magistrato e quando c'è anche un interesse dell'amministrazione della giustizia che - nel caso di semplice collocamento fuori ruolo, a differenza di quanto accade con l'aspettativa - continua a corrispondergli lo stipendio, oltre a garantirgli il mantenimento dell'originario rapporto di servizio, anche sotto il profilo della progressione della carriera.
Per questo Ingroia aveva sottolineato la "linea di continuità" del nuovo ruolo con la sua esperienza di magistrato a Palermo, ricordando che in passato "la riscossione delle imposte era in mano al sistema mafioso", e evidenziando le "opacità e anomalie" emerse negli ultimi tempi e denunciate da Crocetta.

lunedì 8 aprile 2013

Crocetta: “Ingroia presidente della Riscossione Sicilia spa”


PALERMO - "Abbiamo indicato Antonio Ingroia come presidente del Consiglio di amministrazione della Riscossione Sicilia SpA", la nuova società per la riscossione delle imposte che fa capo alla Regione. Lo dice ai cronisti il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. Come vice presidente del Cda di Riscossione Sicilia Spa, il governo Crocetta ha nominato l'avvocato Lucia Di Salvo, moglie di un magistrato. Nel Cda anche l'avvocato Maria Mattarella, figlia di Piersanti, l'ex presidente della Regione siciliana assassinato dalla mafia il sei gennaio 1980.

sabato 23 marzo 2013

Berlusconi in piazza del Popolo: Bersani è accecato dall’odio contro di noi. Siamo pronti per la campagna elettorale




ROMA - "Grazie per essere qui in tanti siete uno spettacolo straordinario - ha detto Berlusconi dal palco dove si e' presentato da solo e senza occhiali Da oggi la chiameremo piazza del Popolo della Libertà". Così ha esordito in piazza del Popolo a Roma dove c’è stata la affollatissima manifestazione indetta dal Pdl "Tutti con Silvio per un'Italia nuova": "Ci avevano dati per agonizzanti e invece eccoci qui - ha quindi detto il leader del Pdl-. Siamo pronti a una nuova campagna elettorale, per vincere davvero e alla grande".
''Siamo maggioranza del Paese'', ha affermato. ''A Pierluigi Bersani è stato dato un incarico precario''. ''Monti è sempre stato supino alla Germania ora anche all'India'', ha aggiunto Berlusconi, e facendo riferimento alla vicenda ha aggiunto che un Paese ''non dovrebbe mai lasciare soli i propri uomini''. Un ''abbraccio'' ai due marò Latorre e Girone è stato quindi indirizzato, dal palco di piazza del popolo. La folla ha applaudito calorosamente.
''Se Bersani proseguirà nel tentativo assurdo di un governo minoranza sappia che la nostra opposizione sarà durissima nel Parlamento e nelle piazze. Se invece non ci riusciranno, allora l'essenziale è che non facciano perdere tempo al paese si torni subito al voto''. ''Bersani rifiuta il patto con noi perché è accecato dall'odio contro di noi. Hanno invidia per il ceto medio e non gli importa che ci siano tre milioni di disoccupati e stiano nella miseria''. ''Ribadisco la mia fiducia nell'equilibrio di Napolitano'', ha sottolineato Berlusconi.
 ''E' passato più di un mese, dite a Bersani che non ha vinto le elezioni'', ha proseguito il leader del Pdl. ''Ma l'avete visto Bersani? Prima del voto era convinto di avere già vinto'' ed ora ''ha la faccia di uno che ha cercato di smacchiare un giaguaro e il giaguaro lo ha ridotto molto male''. Poi ha lanciato una frecciata a Gianfranco Fini: "Mando un saluto a lui e a tutto il suo club di gentiluomini. Sono convinto che a Montecarlo non se la passi così male''. Stessa musica per Di Pietro e Ingroia: ''Mando un saluto a Di Pietro, spero che le sue braccia che sono tornate all'agricoltura non facciano troppi danni''. Un saluto anche ad Antonio Ingroia: ''Lo hanno mandato in Valle d'Aosta, l'unico posto dove non si è candidato, ora farà le intercettazioni agli stambecchi del Gran Paradiso''.
''La sinistra ha messo le mani sulle presidenze e adesso vuole farlo per la presidenza della Repubblica: sarebbe un golpe un atto ostile contro meta' e oltre del paese. Bersani vuole sequestrare il 100% delle cariche istituzionali, questo e' inaccettabile'', ha poi affermato Silvio Berlusconi. ''Il Capo dello Stato deve essere un moderato del centrodestra, dieci milioni di italiani non possono essere esclusi dalle più alte cariche''. ''Bersani - ha aggiunto - non può deciderlo con Vendola e Monti; e magari invitando Romano Prodi''. ''Bersani non ha mai pronunciato la parola sviluppo, il suo unico problema è togliere di mezzo il signor Berlusconi. Scherzano con il fuoco e non capiscono che persino per un grande Paese come il nostro possono esserci scenari drammatici come Cipro''.
''Questi signori hanno fatto sparire i problemi reali e hanno messo sul tavolo il conflitto d'interesse, la legge sulla corruzione e il falso in bilancio e persino la questione lunare della mia presunta ineleggibilità. Vogliono mettere fuori gioco il leader di 10 milioni di italiani. Una cosa da irresponsabili, e fuori dalla realtà''. ''Presenteremo nei prossimi giorni i primi 4 ddl per abolire e restituire l'Imu e per modificare i poteri del 'mostro' Equitalia. Gli altri chiacchierano, noi lavoriamo per il cambiamento'', ha detto ancora.
''Avete visto ieri Grillo? E' andato da Napolitano travestito da dittatore dello Stato libero di Bananas…''. "Altro che scouting" - ''Bersani lo insegue e tenta con i voti dei grillini di mettere insieme i numeri che non ha. Si tratta di compravendita di parlamentari, non si chiama scouting. E' un ribaltone democratico? No, si chiama scouting. Bersani è diventato british e parla di scouting con un accento perfetto, Sono degli ipocriti e sepolcri imbiancati. Sono sempre gli stessi, è la doppia morale comunista'', aggiunge.

giovedì 21 marzo 2013

Il Csm: Ingroia vada a fare il giudice ad Aosta


ROMA Il Csm proporrà al Plenum la ricollocazione di Antonio Ingroia al Tribunale di Aosta, con la funzione di giudice. La decisione è stata presa dalla terza commissione del Consiglio superiore della magistratura, che ha deliberato con due astensioni e un assente. Aosta è l'unica sede d'Italia in cui l'ex procuratore aggiunto di Palermo non è stato candidato durante le ultime elezioni.

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni, i vip che restano fuori: Fini, Buttiglione, Cesa, Binetti, Ingroia, Di Pietro


ROMA - Molto affollata di nomi noti la lista dei "trombati" di questa tornata elettorale. Ecco la lista dei più "famosi". Al primo posto non si poteva che mettere l'attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini. Anche nell'Udc sono in molti a rimanere fuori dai Palazzi come Paola Binetti, Rocco Buttiglione e il segretario Lorenzo Cesa. Con Rivoluzione Civile restano a casa Antonio Ingroia, Antonio Di Pietro e Giovanni Favia.

giovedì 21 febbraio 2013

Ingroia: il Pd ha un accordo, farà un governo con Monti. E Vendola ha firmato


ROMA - "Il Pd ha già deciso che farà un governo con Monti". Lo ha detto il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, ricordando che "nell'accordo della coalizione, sottoscritto da Pd e Sel, si farà un patto di legislatura con il centro liberale". "Sono sorpreso quando Vendola dice che non farà mai un governo con Monti - continua Ingroia - . Ha sottoscritto quel patto pur di entrare in Parlamento".

mercoledì 30 gennaio 2013

Ingroia furioso per le critiche della Bocassini che lo ha definito “piccola figura di giudice”


ROMA. - "Ho atteso finora una smentita,invano. Siccome non e' arrivata dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". E' la dura replica del leader di Rivoluzine Civile, Antonio Ingroia, alle critiche del Pm di Milano. "La prossima volta pensi e conti fino a tre prima di aprire bocca - prosegue - Quanto ai suoi personali giudizi su di me, non mi interessano e alle sue piccinerie siamo abituati da anni. Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Ogni parola in piu' sarebbe di troppo". La lite tra i due è nata da un giudizio della Boccassini su Ingroia. "E' una vergogna che Ingroia si paragoni a Giovanni Falcone". Queste le parole durissime che il procuratore aggiunto a Milano ha rivolto al leader di Rivoluzione Civile che ha deciso di lasciare la toga per candidarsi alle elezioni. "Come ha potuto Antonio Ingroia paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? - ha detto la Boccassini che a lungo ha lavorato fianco a fianco al magistrato ucciso dalla mafia a Capaci - tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Le parole del magistrato milanese si riferiscono alle dichiarazioni dello stesso Ingroia sulle "critiche avanzate da alcuni magistrati per la mia decisione di candidarmi". "E' un copione che si ripete - aveva detto l'ex procuratore aggiunto di Palermo - cosi' come accadde a Giovanni Falcone".
E intanto nella polemica è intervenuto l'ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, capolista del Pd al Senato nel Lazio. "Giovanni Falcone - ha detto - ha fatto cose talmente eclatanti che oggi, paragonarsi a lui, mi sembra un fuor d'opera". Lo ha affermato ad Agorà, su Rai Tre, in riferimento allo scontro tra il pm Ilda Boccassini e il leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia."C'è da riconsiderare - continua Grasso - ciò che ha subito Giovanni Falcone nella sua vita: ha subito un attentato all'Addaura ed è stato accusato di esserselo procurato da solo; è stato accusato di aver insabbiato le carte dei processi nel rapporto con la politica; è stato accusato di fare il professionista dell'antimafia; è stato accusato di andare nei palazzi della politica, dove effettivamente è riuscito a fare una legislazione che tutti ci invidiano"..

sabato 19 gennaio 2013

Ingroia: rotto il dialogo con il Pd, ci vediamo in Parlamento


ROMA - "Abbiamo rotto il dialogo con il Pd. Ci vediamo in Parlamento dove il primo provvedimento da esaminare dovrà essere quello sul conflitto di interessi, visto che Bersani non ha mai trovato il tempo per approvarlo negli ultimi 20 anni". Lo ha detto il candidato premier di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, in una conferenza stampa.

giovedì 17 gennaio 2013

Bersani: batteremo la destra, basta politica-cabaret. Ingroia: nessuna desistenza


ROMA - "Questa campagna elettorale ci sta mettendo fuori dai binari. Noi non staremo dentro una campagna fatta solo di politicismo e cabaret: Monti e la desistenza, il Senato e la Camera... sono abbastanza allibito". Lo ha detto Pier Luigi Bersani, aprendo la campagna elettorale del Pd. "Vinceremo la battaglia perché susciteremo le nostre forze in tutto il Paese e le nostre forze questa volta sono in grado di battere la destra".
Poi attacca i partiti personali. "Io sono l'unico a non aver messo il nome nel simbolo. Sistemi organizzati su una persona che spesso si sceglie da sola sono un tumore che rendono la democrazia ingessata, inefficace e impotente".
"Escludo patti di desistenza, non ci sono patti di alcun tipo con nessuno, noi non facciamo queste cose dietro le quinte. Noi siamo alternativi al montismo, è impensabile quindi parlare di desistenza se prima il Pd non chiarisce i suoi rapporti con Monti". Lo afferma il leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia in una nota.


martedì 15 gennaio 2013

Elezioni: 34 simboli ricusati dal Viminale, anche quelli “patacca” di M5S, Monti e Ingroia


ROMA - Su un totale di 219 simboli presentati, 169 sono stati ammessi e 34 sono stati ricusati, ovvero i depositanti sono invitati a sostituirli entro 48 ore. Altri 16 simboli non hanno i requisiti necessari per partecipare alla competizione elettorale per carenza di documentazione. E' quanto rende noto il Viminale.
Il ministero dell'Interno ha deciso di ricusare, tra gli altri,  il "simbolo civetta" clone di quello del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che era stato depositato dall'ex grillino Danilo Foti. Ora, Foti ha 48 ore di tempo per modificare il suo contrassegno.
Sono stati ricusati dal Viminale anche i due "simboli civetta" che copiavano quelli del premier uscente Mario Monti ("Monti presidente per l'Europa") e del magistrato Antonio Ingroia ("Rivoluzione Civile"). E' stato ricusato dal Viminale pure il contrassegno presentato dalla Lega Nord, che ha anche lei ora 48 ore di tempo per modificare il suo simbolo.
"L'unico problema è stato la M maiuscola di Tremonti che potrebbe confondersi con quella di Monti. Monti gode di una tutela particolare e mi piacerebbe che lo stesso trattamento venga attuato per tutte le liste di Lega patacca. Abbiamo apportato le dovute modifiche al simbolo e lo ripresenteremo corretto". Lo afferma Roberto Calderoli, senatore della Lega Nord a Tgcom24.
Tra i simboli di partito ricusati dal Viminale anche quello di 'Noi consumatori - Liberi da Equitalia', apparentato alla coalizione di centrodestra Pdl-Lega. Questo l'elenco completo dei simboli non ammessi dal Viminale alle elezioni: 'ValleCamonica Provincia', 'Italia societa' civilé, 'Democratici di sinistra', 'Fronte dell'Uomo qualunqué, 'Italia Opera', 'Italia dei Valori - Lista Di Pietro (Idv)', 'Fronte per l'Indipendenzà, 'Partito dei Comunisti italiani', 'Federazione dei Verdi', 'Veneto Stato' (presentato due volte), 'Rifondazione Comunista-Sinistra Europea', 'Partito Italia Nuova', 'Come ci hanno ridotto', 'Democrazia Europea' (simbolo presentato due volte).

Berlusconi incontra Ingroia e fa il gesto delle manette


ROMA - "Forse dovrei salutarti così" e incrocia i polsi pronto per le manette. Silvio Berlusconi incontra Antonio Ingroia per la prima volta nei rispettivi ruoli di avversari politici. Accade, come spiega una nota dell'ufficio stampa della Lista Ingroia, negli studi di La7, nel backstage, sotto gli occhi divertiti del direttore Enrico Mentana che riprende stretta di mano e saluti con il cellulare. "Tu stai diventando troppo di sinistra" chiosa Berlusconi, ma Ingroia, ospite questa sera di Ballarò, non raccoglie, saluta sorridente ed entra in studio. "Vi siete salutati con affetto!", chiosa la conduttrice. "Ci siamo salutati cordialmente, da avversari politici", puntualizza l'ex pm.

venerdì 11 gennaio 2013

Liste civetta: problemi per Grillo, Ingroia e Monti


ROMA - Sono stati affissi i primi contrassegni elettorali al Viminale e compaiono le prime liste civetta. In particolare tra i contrassegni presentati c'è Movimento cinque stelle: nulla ha a che fare con il simbolo del movimento di Beppe Grillo 'Movimento Cinque stelle' con la dicitura beppegrillo. it. Lo stesso problema si presenta anche per la lista di Antonio Ingroia. Il terzo contrassegno elettorale presentato, infatti, è costituito dalla lista civetta "Rivoluzione civile" nella quale non compare il nome del magistrato candidato. Lista civetta anche per quella del premier uscente Mario Monti presentata da un omonimo del premier.
Beppe Grillo si chiede chi ci sia dietro il "simbolo farlocco". "Il primo in alto a sinistra è il simbolo farlocco del M5S che qualcuno ha presentato prima di noi. Come è possibile? Chi c'è dietro?", afferma in una nota a cui allega la foto dei simboli.

Una lista Monti è stata depositata. Ma non si tratta di quella che appoggia il premier uscente Mario, bensì dell'omonimo Samuele, che ci tiene a precisare: "Non si tratta di una lista civetta".

Giovanni Favia, espulso da Grillo, si candida con Ingroia


BOLOGNA - Giovanni Favia, espulso dal Movimento 5 stelle da Beppe Grillo, ha accettato la proposta di Antonio Ingroia di candidarsi alle prossime elezioni politiche. L'ex grillino sarà capolista per "Rivoluzione civile" in Emilia-Romagna. Lo ha annunciato lo stesso Favia leggendo una lettera nella sede dell'Assemblea legislativa a Bologna.
"Per quanto concerne il mio mandato in Regione, ormai depotenziato e con le gambe spezzate dall'espulsione - ha spiegato Favia nella breve conferenza stampa - ho deciso di rimanere all'interno del gruppo con Andrea Defranceschi col quale vi è ancora un ottimo rapporto umano e politico, ma senza firmare gli atti in nome del movimento. Nel caso in cui non venissi eletto in Parlamento, portata a termine la mia attuale attività, alla prossima relazione semestrale presenterò ai cittadini dell'Emilia Romagna che mi hanno sostenuto e votato, le mie dimissioni irrevocabili, ridando al movimento la possibilità di avere due rappresentanti abilitati pienamente a rapprentarlo".

sabato 29 dicembre 2012

Berlusconi: Monti prenderà pochi voti, indagine sul suo governo. Ingroia straparla e critica anche il procuratore Grasso

VENEZIA - La pensione dove soggiorna Monti

ROMA -  Una grande delusione, prenderà pochi voti'. Berlusconi parla così di Mario Monti il giorno dopo l'annuncio dell'ingresso in politica alla testa delle liste centriste. Il Cavaliere, che torna a Milano in treno da Roma con la fidanzata Francesca Pascale, annuncia che, se vincerà le elezioni, proporrà una commissione d'inchiesta sugli atti del governo dei tecnici e sul complotto di cui sarebbe stato vittima al momento delle sue dimissioni.  Monti, intanto, è a Venezia con la famiglia per qualche giorno di vacanza in una pensione a tre stelle. 'Se tutti lavoriamo uniti, la situazione dell'Italia migliorerà', dice. Monti ha pranzato all'Hostaria Da Franz a Castello, sestiere popoloso e popolare di Venezia, che offre un menu degustazione 'Laguna', il piccolo costa 35 euro, quello più ricco 65 euro a persona.
Il premier alloggia alla Pensione Villa Maravegie (delle meraviglie) che ha 27 camere tra cui una suite, all'interno contiene pezzi artistici di valore: le due colonne nella sala colazione appartenute alla loggetta del campanile di San Marco andate all'asta dopo il crollo campanile a inizio Novecento.
Pensando a Mario Monti "mi viene in mente quel fumetto in cui c'é il mago cattivo Gargamella, che vuole prendere i puffi e trasformarli in oro: noi siamo i puffi, lui Gargamella che ha anche un'altra caratteristica, è sfigato" perché non li cattura mai. In questi termini il segretario della Lega Roberto Maroni ha parlato del presidente del Consiglio e del suo impegno in politica, alla 'Berghem Frecc'. Maroni ha detto che "chi è con Monti non potrà essere alleato della Lega". Il leader della Lega ha crticato di nuovo Monti: "Monti + Casini + Fini = il 'nuovo' che puzza di stravecchio. “Prima il Nord", ha scritto su Twitter.
Antonio Ingroia scioglie la riserva. Si candida a premier alla testa della lista arancione per la 'rivoluzione civile' con il suo nome nel simbolo e al fianco di Di Pietro e del sindaco di Napoli De Magistris. 'Conquisteremo Palazzo Chigi e avremo milioni di consensi - dice in una conferenza stampa - perché vogliamo fare una rivoluzione pacifica dei cittadini'. Bersani, aggiunge, 'ha smarrito la strada della lotta alla mafia' e 'ha sbagliato' a candidare l'ex capo della Dna Piero Grasso che 'voleva dare un premio a Berlusconi'.

lunedì 17 dicembre 2012

Ingroia scende in campo, cbiede l’aspettativa e presenta “Io ci sto”



ROMA - Antonio Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo, ha inviato al Csm domanda di collocamento in aspettativa per motivi elettorali. Lo si apprende da fonti del Csm. Antonio Ingroia torna dal Guatemala e il 21 dicembre spiegherà il suo programma politico in un'assemblea convocata al teatro Capranica di Roma. La base è il manifesto "Io ci sto" firmato da Ingroia insieme ai Sindaci di Palermo, Leoluca Orlando e di Napoli, Luigi de Magistris. 
"Il dato certo è che le elezioni politiche in Italia si terranno anticipatamente. Ad oggi non ho deciso di essere in lizza per le consultazioni che daranno un nuovo Parlamento e un nuovo Governo al Paese. Sto ancora riflettendo. La mia richiesta al Csm di aspettativa per motivi elettorali è solo cautelativa". Lo dice Antonio Ingroia.