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lunedì 15 settembre 2014

OCSE: Italia, unico Pil negativo tra i Paesi del G7

PARIGI - L'Italia registrerà nel 2014 una contrazione del Pil dello 0,4%, l'unico dato negativo tra i Paesi del G7. E' la stima dell'Ocse che ha tagliato drasticamente le precedenti stime, pari a +0,5%. Nel 2015, secondo l'organizzazione, ci sarà una timida ripresa dello 0,1% (+1,1% la precedente stima).
Il recupero in Eurolandia "rimane deludente, specialmente nei Paesi più grandi: Germania, Francia, Italia". Lo scrive l'Ocse nell'Interim Economic Assessment. "Mentre - si legge - la ripresa in alcune economie periferiche è incoraggiante, altri Paesi fronteggiano ancora sfide strutturali e di bilancio, insieme al peso di un alto debito".
Per Eurolandia l'Ocse prevede una crescita quest'anno dello 0,8%, in accelerazione all'1,1% nel 2015. Il Pil dovrebbe aumentare in Germania dell'1,5% sia quest'anno che il prossimo, mentre in Francia il prodotto interno lordo dovrebbe assestarsi allo 0,4% nel 2014 e all'1% nel 2015. Secondo l'organizzazione la crescita nell'area dell'euro sembra quindi nel breve termine dover rimanere "frenata". Al contrario la ripresa "è solida" negli Stati Uniti, si sta rafforzando in India ed è in linea in Giappone e Cina. "L'inferiore sincronizzazione economica dei diversi Paesi si riflette in requisiti di strategia politica divergenti. - scrive l'Ocse - Ciò nonostante, resta vero che le condizioni monetarie dovrebbero rimanere di sostegno in tutte le principali economie avanzate, mentre la maggior parte dei Paesi dovrebbero fare ulteriori progressi nel consolidamento di bilancio per assicurare che il debito resti sostenibile. Per rafforzare sostanzialmente la crescita, - insiste l'organizzazione parigina - alcuni Paesi stanno cogliendo l'opportunità di riforme strutturali e devono ora assicurarne l'effettiva implementazione, mentre altri devono essere più ambiziosi per aumentare la competizione e l'occupazione".

S&P, sofferenze Italia diventate più pronunciate
Standard and Poor's taglia le stime per il Pil Italiano nel 2014. L'agenzia prevede ora una crescita zero contro il +0,5% previsto a giugno. E' quanto si legge in un rapporto dedicato all'Eurozona.
Le misure annunciate in marzo dal governo Renzi (gli 80 euro e il pagamento dei debiti P.a) "non hanno avuto effetti" sui consumi in Italia. Secondo Standard and Poor's la precedente stima di un aumento del Pil 2014 dovuto a queste misure, dello 0,3%, è ora ridotto a un +0,1% mentre la domanda interna "è anemica".
"I deludenti risultati del secondo trimestre hanno gettato dubbi sulla sostenibilità della ripresa dell'Eurozona, ma le ultime azioni messe in campo dalla Bce suggeriscono un approccio più proattivo che potrebbe alla fine annunciare un programma completo di 'quantitative easing' e sostenere la crescita nel medio termine". Lo scrive l'agenzia di rating Standard & Poor's in un rapporto, in cui sottolinea: "Le condizioni economiche restano fragili nell'Eurozona, ma stanno emergendo alcuni segnali" positivi.
C'è anche l'Italia alla base delle difficoltà dell'Eurozona. "Tre fattori sono alla base di questi segnali di debolezza: la crescita degli scambi mondiali è stata abbastanza modesta finora quest'anno; la spesa delle aziende ha mostrato piccoli segnali di ripresa; mentre le sofferenze dell'Italia sono diventate più pronunciate". Secondo S&P, Germania e Francia sono "in difficoltà per sostenere la ripresa iniziata lo scorso anno e l'Italia resta bloccata nella recessione".

I ritardi dell'Italia "nelle riforme intraprese" hanno "fatto fallire" l'obiettivo di far risalire "la fiducia delle aziende e degli investitori". L'agenzia rileva inoltre come i principali mercati delle esportazioni italiane (Germania,Francia e Usa) abbiano frenato nel primo trimestre pesando quindi sull'export del nostro paese.

domenica 10 febbraio 2013

Monti, netto no al voto disgiunto in Lombardia. E attacca Berlusconi, Bersani e Vendola


ROMA - Mario Monti mette fine alla querelle sul voto in Lombardia e sul possibile voto utile a favore di Ambrosoli chiesto da alcuni candidati di Scelta Civica: "Albertini è stato coraggioso e un amministratore più esperto di Ambrosoli, non condivido la logica del voto utile, auspico che coloro che voteranno Scelta Civica votino Albertini". Lo ha detto intervistato da Tgcom24: "Questo il pensiero del leader del movimento", ha aggiunto.
Mario Monti torna poi ad attaccare Silvio Berlusconi ripetendo il timore ventilato in Europa su un possibile ritorno del Cavaliere: "Berlusconi mi ha deluso, ha mancato tutti gli appuntamenti e ha tradito la rivoluzione liberale". "L'Ue - dice  - teme un suo ritorno perché ne hanno avuto abbastanza dell'indisciplina finanziaria e dell'incapacità di decidere che mette a rischio anche l'eurozona".
Monti  chiude anche la porta a una possibile alleanza col Pd insieme a Sel. "E' vendola che si è espresso con durezza sull'ipotesi di alleanza  io non ho nessuna affinità per una sinistra che includa questi elementi che non sono a favore dell'interesse dei lavoratori, hanno posizioni di una tale rigidità che impediscono all'Italia di affermarsi e condannano i giovani o alla disoccupazione o all'emigrazione".
"E' un po' infantile parlare di vittoria di Pirro perché è chiaro che ognuno ha interesse" a rivendicare una vittoria nel proprio Paese. Così Mario Monti replica a Pier Luigi Bersani che lo aveva critica sull'operato nel recente vertice Ue. "Quello che ha fatto Berlusconi in Europa è sotto l'occhio di tutti, Bersani non ha ancora fatto nulla, io sono riuscito a far calare i contributi italiani nell'Ue di 5 miliardi nei prossimi cinque anni aumentando invece gli investimenti per il Meridione".

sabato 17 novembre 2012

Il Governo: con il nostro rigore, salvata l’Eurozona


ROMA - In un anno l'Italia ha intrapreso profonde trasformazioni. Questo governo e' nato sull'onda dell'emergenza, trovandosi di fronte ad un bivio drammatico: lasciare affondare il Paese o sforzarsi di uscire dalla palude.
  “Tra questi due estremi il primo passo e' stato compiuto ed e' quello del risanamento che era condizione preliminare per ogni altro obiettivo e anche necessario a evitare che l'Italia, per la sua dimensione, non determinasse un cambiamento dello scenario europeo, e forse mondiale, degli avvenimenti economici e finanziari". E' quanto si legge nel documento pubblicato sul sito del governo, dal titolo "Un anno dopo. Il governo, l'Italia, i cittadini", sottotitolo "appunti di viaggio", un bilancio ad un anno dall'insediamento dell'esecutivo guidato da Mario Monti. "Forse oggi, senza le politiche di rigore messe in atto dall'esecutivo non ci sarebbe piu' l'Eurozona. O sarebbe notevolmente ristretta come dimensione geografica, senza quello che l'Italia, con uno sforzo collettivo di cui non si ricordano molti precedenti nella storia repubblicana, è riuscita a compiere", si legge ancora nel documento. "Certamente sarebbe stato necessario fare di più, e forse alcuni errori sono stati commessi, ma l'impianto delle riforme necessario ad uscire dalla fase di emergenza e' stato condiviso dalla 'strana maggioranza' che ha appoggiato l'esecutivo", viene sottolineato nel documento.

giovedì 9 agosto 2012

La Bce: netto deterioramento dell’Eurozona


MILANO – L'Eurozona ha visto un "netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese" misurato dai tassi attesi d'insolvenza, con un "incremento che è stato particolarmente pronunciato per le imprese italiane e piuttosto moderato per quelle olandesi e tedesche". Lo scrive la Bce nel bollettino di agosto. L'Eurotower ha rivisto al ribasso le stime sul Pil nel 2012 e 2013, mentre lancia l'allarme occupazione: "Il tasso di disoccupazione nell'Eurozona continua ad aumentare, specie fra i lavoratori più giovani, e gli indicatori "segnalano ulteriori perdite di posti di lavoro, a ritmo sostenuto, sia nell'industria sia nei servizi all'inizio del terzo trimestre del2012".

 I Governi dell'Eurozona "devono essere pronti ad attivare l'Efsf-Esm nel mercato obbligazionario in caso di circostanze eccezionali nei mercati finanziari e di rischi per la stabilità finanziaria, nel rispetto di condizioni rigorose ed efficaci in conformita' con le linee guida stabilite". Gli esperti spiegano che l'osservanza degli impegni assunti dai Governi e l'assolvimento del ruolo dei fondi salva-Stati rappresentano condizioni necessarie. 

La Bce, dal canto suo, "nell'ambito del proprio mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine e nel rispetto della propria indipendenza nel determinare la politica monetaria, può condurre operazioni di mercato aperto definitive di entità adeguata a conseguire il proprio obiettivo" e prenderà in considerazioni eventuali altre misure non convenzionali se necessario per ripristinare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Nelle prossime settimane l'Eurosistema "definirà le modalità adeguate per queste misure".

I dati diffusi dall'Eurotower portano incertezza sui mercati. Milano viaggia intorno alla parità. Stesso andamento per le principali piazze europee. Spread invece in flessione a quota 430.

martedì 31 luglio 2012

Monti-Hollande: faremo di tutto per salvare l’eurozona


Monti e Hollande all'Eliseo

PARIGI - Faremo di tutto per salvare l'Eurozona. Lo ha dichiarato il presidente francese Francois Hollande al termine del colloquio all'Eliseo con il premier Mario Monti. "Italia e Francia riaffermano la loro volontà di impegnarsi e di fare tutto il possibile affinché le decisioni del Consiglio europeo siano applicate e la zona euro sia difesa, preservata, consolidata", ha aggiunto. Il numero uno dell'Eliseo ha poi sottolineato che la "qualità" delle relazioni tra Italia e Francia "è un elemento molto importante per regolare le questioni che sono di nostra responsabilità, nei giorni a venire, per rafforzare e consolidare la zona euro". E Monti ha fatto eco a Hollande dicendo, al termine del suo incontro all'Eliseo: "Condivido parola per parola quanto dichiarato dal presidente francese Hollande sul graduale schiarirsi delle prospettive dell'Eurozona". 
Come Hollande, anche il premier italiano ha posto l'accento sull' "ottimo lavoro" di Italia e Francia, spiegando che i due Paesi hanno contribuito "ai buoni risultati" del consiglio europeo di fine giugno e dell'Eurosummit. Monti ha assicurato che Italia e Francia "desiderano lavorare insieme anche per le prossime scadenze" e sottolineato "l'intensità di collaborazione stretta" tra i Paesi che si rafforzerà anche in vista del vertice bilaterale di dicembre.

sabato 9 giugno 2012

Madrid cede: chiederà aiuto all'Europa per le sue banche


BRUXELLES - Madrid cede: chiederà l’aiuto dell’Europa per salvare le sue banche in gravi difficoltà, in partcolare Bankia soffocata dai debiti. E’ la conclusione - non scontata - del vertice telefonico tra i ministri delle finanze europei. Madrid aveva sostenuto, fino a poco fa, di non volere aiuti. Di fronte alla situazione sempre iù drammatica, ha cmabiato idea: lo chiederà lunedì. Pronti fino a 100 miliardi di euro.
La crisi senza controllo della Spagna avrebbe potuto coinvolgere altri Paesi, Italia compresa.

Conferenza telefonica dei ministri delle finanze dell'Eurozona sulla Spagna

BRUXELLES - I ministri delle finanze della zona euro si sentiranno oggi in conferenza telefonica per affrontare il caso spagnolo. La Spagna dovrebbe fare domanda d'aiuto per ricapitalizzare il sistema bancario. Lo hanno detto fonti governative europee all'Afp.

La zona euro ha concesso ieri semaforo verde a "una teleconferenza dell'eurogruppo sabato alle 16 in vista dellapprovazione di una dichirazione che sottolinei l'intenzione della Spagna di sollecitare l'aiuto e l'impegno dell'Eurogruppo a concederlo" ha detto la fonte

mercoledì 6 giugno 2012

Pil: Italia fanalino di coda dell'Eurozona. Confindustria: il Paese arretra


BRUXELLES - Crescita zero per il Pil dell'eurozona e dell'Ue nel primo trimestre dell'anno: la conferma e' arrivata oggi da Eurostat. Nello stesso periodo l'Italia ha registrato una flessione del Pil dello 0,8%, il risultato peggiore tra quelli riportati da Eurostat dopo l'Ungheria (-1,3%) e la Repubblica ceca (-1%).
L'Italia soffre la recessione, un "feroce" credit crunch, la bassa redditività: lo rileva il centro studi di Confindustria. "L'Italia arretra", per produzione manifatturiera scivola da quinta a ottava scavalcata da India, Brasile e Corea Sud. E' a rischio "la stessa sopravvivenza" di "parti importanti dell'industria".
 "La ricaduta in recessione mette a repentaglio l'industria italiana". E "per rafforzare il manifatturiero, motore della crescita attraverso l'innovazione, è tornata strategica la politica industriale": ma è un punto debole del nostro Paese - rileva il capo del centro studi di Confindustria, Luca Paolazzi - per i limiti legati alle "inefficienze della pubblica amministrazione" ed alla mancanza di "governi dalla visione di lungo periodo". Coonfermando una "scalata degli emergenti", nella classifica per produzione manifatturiera 'L'Italia con una quota che scende dal 4,5 al 3,3% dal 2007 al 2011, passa dalla quinta all'ottava posizione, superata da India, Brasile e Corea del Sud". In tesa è salda la Cina. Perdono quota di produzione gli Stati Uniti (-3,9 punti), Francia e Regno Unito (entrambi -0.9) SPagna (-0,7) e Canada (-0,4). Crecono di più Cina (7,7 punti), India, Indonesia 
Nel complesso l'Ue15 cala dal 27,1% al 21%. La classifica dei Paesi produttori, indica il CsC, nel 2011 vede quindi prima la Cina che, al primo posto da un triennio, in vetta ha "scavalcato ormai stabilmente" gli Stati Uniti. Poi il Giappone (tra i paesi che "Reggono l'urto"), la Germania, la Corea del Sud, Brasile, India e Italia.

venerdì 11 maggio 2012

Berlino alza la voce: o Atene mantiene gli impegni o esce dall’Eurozona


Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble

BERLINO - Berlino avverte Atene: mantenga gli impegni assunti o rischia di non avere la nuova tranche dei prestiti internazionali e di finire fuori dall'Eurozona e la moneta unica e' in grado di andare avanti anche senza la Grecia. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble ritiene che l'Europa sia piu' protetta per difendersi da un contagio della crisi greca. "Abbiamo imparato molto dalla lezione degli ultimi due anni - ha detto in un'intervista sul giornale Rheinische Post - e abbiamo costruito dei meccanismi di difesa. Sono diminuiti i pericoli di contagio per gli altri paesi dell'area euro, L'Eurozona e' diventata piu' resistente"."L'Europa - aggiunge - non andra' sotto cosi' in fretta".
 Schaeuble avverte poi la Grecia: "E' pericoloso spingere i cittadini a credere che ci sia un altro modo piu' semplice per consentire una ripresa della Grecia senza difficolta'".
"Vogliamo che la Grecia resti nell'Eurozona - aggiunge - Ma deve rispettare i suoi impegni e noi non possiamo obbligare nessuno a farlo". "Vogliamo aiutare la Grecia e lo faremo. Ma la Grecia deve volerlo. Se devieranno dagli impegni presi sulle riforme, allora il pagamento di ulteriori tranche di aiuti non sara' più possibile" ha aggiunto il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle ai parlamentari tedeschi. "Il Fiscal pact e' stato deciso - aggiunge Westerwelle - Gli accordi tra gli stati non possono essere invalidati da nuove elezioni. Il futuro della Grecia nell'Eurozona adesso e' nelle mani della Grecia".

 

giovedì 10 maggio 2012

Grecia, ultimo tentativo del leader socialista Venizelos di formare un nuovo governo


Evangelos Venizelos

ATENE -Il leader socialista greco Evangelos Venizelos farà oggi un ultimo tentativo di formare un governo per evitare nuove elezioni a giugno, dopo che gli elettori hanno di fatto respinto l'accordo per il salvataggio finanziario sottoscritto con la Ue e l'Fmi, provocando una crisi politica.
Le chance che Venizelos possa riuscire sono scarse, dopo che sia i conservatori di Nuova Democrazia, primo partito alle elezioni, sia la sinistra di Syriza - secondo partito - non sono riusciti a formare una maggioranza dopo i tre giorni di consultazioni che hanno fatto seguito al voto di domenica, che ha visto il tracollo dei partiti maggiori.
Lo stallo ha provocato la minaccia dei partner europei di espellere la Grecia dall'eurozona, mentre i governi hanno trattenuto parte della tranche di aiuti finanziari che devono essere versati oggi alla Grecia.

domenica 26 febbraio 2012

Italia quintultima per gli stipendi dell’Eurozona. Meglio anche la Grecia. In Germania guadagnano il doppio


ROMA - L'Italia in Europa risulta tra i paesi con le retribuzioni lorde annue più basse, secondo una rilevazione di Eurostat, che fa riferimento a dati del 2009, la Penisola si piazza in dodicesima posizione nell'area euro, fanno meglio anche Irlanda, Grecia, Spagna e Cipro e peggio Malta, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. Soprattutto il valore dello stipendio annuo per un lavoratore di un'azienda dell'industria o dei servizi (con almeno 10 dipendenti) è pari a 23.406 euro, ovvero la metà di quanto si guadagna in Lussemburgo (48.914), Olanda (44.412) o Germania (41.100).  Eurostat riporta l'elenco delle paghe lorde medie annue dei Paesi dell'Unione europea, nell'ultimo rapporto diffuso 'Labour market Statistics', anche per gli anni precedenti all'ultimo aggiornamento (2009), così da poter anche osservare la crescita delle retribuzioni.
L'avanzamento per l'Italia risulta tra i più ridotti: in quattro anni (dal 2005) il rialzo è stato del 3,3%, molto distante dal +29,4% della Spagna, dal +22% del Portogallo. E anche i Paesi che partivano da livelli già alti hanno messo a segno rialzi rilevanti: Lussemburgo (+16,1%), Olanda (+14,7%), Belgio (+11,0%) e Francia (+10,0%) e Germania (+6,2%). 
Una buona notizia per l'Italia, invece, arriva dalle differenze di retribuzioni tra uomini e donne, quello che Eurostat chiama "unadjusted gender pay gap", l'indice utilizzato in Europa per rilevare le disuguaglianze tra le remunerazioni (definito come la differenza relativa, espressa in percentuale, tra la media del salario grezzo orario di lavoratori e lavoratrici). Ma è solo un'illusione.
La Penisola, infatti, con un gap che supera di poco il 5% (con riferimento al 2009) si colloca ampiamente sotto la media europea, pari al 17%, risultando il paese con la forbice più stretta alle spalle della sola Slovenia; ma, appunto, non è tutto oro quel che luccica. Perché a ridurre le differenze di stipendio in Italia contribuiscono fenomeni di cui non si può andare fieri, come il basso tasso di occupazione femminile e lo scarso ricorso (a confronto con il resto d'Europa) al part time. Non a caso tra i Paesi che vantano una minor divario ci sono anche Polonia, Romania, Portogallo, Bulgaria, Malta, ovvero tutti stati con una bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

venerdì 9 dicembre 2011

Monti: l'Italia ha fatto la sua parte nella soluzione della crisi dell'Eurozona


Roma, 9 dic. - "Con la manovra l'Italia ha fatto la sua parte nella soluzione di una crisi dell'Eurozona che non era certo di responsabilita' solo italiana. Questo ha consentito all'Italia di affrontare con maggiore serenita' e di dare un contributo attivo le giornate di oggi per avviare a soluzione sistemica la crisi dell'Eurozona". Lo ha detto il premier Mario Monti alla fine del Consiglio europeo che ha sancito l'accordo tra i 26 Paesi dell'Europa sui vincoli di bilancio.
 "Abbiamo preso decisioni di vasta portata", ha affermato il presidente del Consiglio citando "la credibilita'" che acquisiscono i Paesi dell'Eurozona ponendo 'paletti' sul bilancio" e "il potere di fuoco per quanto riguarda la prevenzione di contagi rispetto ai Paesi dell'Eurozona".
"Si sono chiarite meglio le regole del 'fiscal compact', c'e' stato quasi un accordo costitutivo sul comportamento fiscale che non innova la disciplina gia' esistente". Monti fa il punto sui risultati del vertice di Bruxelles che ha sancito l'accordo dei 26 Paesi europei sulla questione dei vincoli di bilancio. "Avrei preferito - ricorda il premier - una impostazione totalmente comunitaria con una modifica di trattato che fosse a 27 Paesi. Questo non e' stato possibile, ho dedicato parecchio tempo per cercare di trovare vie di mediazione. Il Regno Unito manifestava l'esigenza di poter mostrare al proprio Parlamento di aver ottenuto alcune cose", ricorda il Professore riferendosi all'esclusione decisa da David Cameron, rispetto all'accordo trovato questa notte e al tentativo dell'Italia di insistere su Londra sul fatto che la Gran Bretagna e' sempre stata "una paladina" del mercato unico. "La discussione sul ruolo del mercato unico comunque ha lasciato qualche traccia positiva", ha spiegato il Capo dell'esecutivo. "Non si parla piu' solo di disciplina di bilancio ma anche di approfondimento del mercato", afferma Monti.
"Non lasciatevi trarre in inganno, gli eurobond non figurano nell'accordo, ma questo non significa che le trattative non vanno avanti". Mario Monti insiste sulla sua idea degli eurobond come strumento per far uscire l'Unione dalla crisi. "Alcuni Paesi avrebbero voluto sopprimere l'idea nella culla", ricorda il premier. "Io mi sono battuto: e' prevalsa l'idea che sarebbe incoerente che per una zona integrata che dichiara di voler fare passi verso una unione fiscale dichiarare di non volere uno strumento utilissimo come l'emissione in comune dei titoli pubblici", dice il presidente del Consiglio.

giovedì 8 dicembre 2011

La Merkel: probabile un vertice dell'Eurozona. Obama "molto preoccupato"


BRUXELLES - La cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato, al suo arrivo a Bruxelles, un "probabile" vertice dell'Eurozona oltre a quello dei capi di Stato e di governi Ue. Secondo la cancelliera, il vertice che comincia questa sera a Bruxelles deve far si' che "l'Euro guadagni la sua credibilita' in parte perduta", attraverso un inasprimento della disciplina comune di bilancio prevista dai trattati Ue. Non si sa ancora, ha detto ancora Merkel, se si riuscira' a modificare il trattato con l'accordo dei 27 paesi dell'Unione europea o invece solo con i 17 paesi della moneta unica: per questo, probabilmente, i leader dell'Eurozona "dovrebbero incontrarsi separatamente".
Barack Obama, alla vigilia del Consiglio europeo, ha esortato i Ventisette a dimostrare la volonta' politica di agire per evitare la crisi dell'Euro. "Ritengo che loro (i leader Ue) ora debbano riconoscete l'urgenza di fare qualcosa di significativo e coraggioso", ha dichiarato il presidente americano aggiungendo che "se faranno appello alla loro volonta' politica, ne saranno capaci".
 
Obama, ha detto che "governi come quello italiano sono in grado di finanziare il loro debito". Il presidente Usa, che ha parlato ai giornalisti alla Casa Bianca, ha ribadito di essere "molto preoccupato" per la crisi della zona euro ma di essere certo che il Vecchio Continente ha le risorse per risolvere i suoi problemi se i leader riusciranno a trovare la volonta' politica.

giovedì 15 settembre 2011

La Ue rivede al ribasso la crescita del'Italia. Quest'anno il Pil salirà dello 0,7% (contro un aumento dell'1,6% nell'Eurozona)

BRUXELLES- La Commissione Ue ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l'Italia: quest'anno, secondo Bruxelles, il Pil salira' dello 0,7%, contro un aumento dell'1,6% nell'Eurozona e dell'1,7% nell'Ue a 27 paesi. E' quanto si legge nelle previsioni economiche intermedie della Dg Ecfin. La stima della Commissionee' di 0,3 punti percentuali inferiore rispetto alla precedente, diffusa nello scorso maggio, quando si prevedeva per l'Italia una crescita dell'1%, mentre e' stata confermata la stima per il Pil della Spagna, che nel 2011 salira' dello 0,8%. A controbilanciare le crescite contenute di Italia e Spagna ci sono il dato tedesco, la cui stima di crescita sale del 2,6% di maggio all'attuale 2,9% e, seppur ridotti rispetto a maggio, quelli di Francia (sceso da 1,8% a 1,6%) e Olanda (da 1,9% a 1,7%).

venerdì 22 luglio 2011

Nells notte trovato l'accordo tra i 17 Paesi dell'euro per il salvataggio dei conti della Grecia: 109 miliardi con l'intervento dei privati. Apprezzata la manovra italiana


BRUXELLES - Una "soluzione eccezionale e unica" per una situazione, quella dei conti pubblici di Atene, di gravita' eccezionale, tale da mettere in pericolo la stabilita' dell'Eurozona: al termine di oltre sette ore di vertice, i capi di Stato e di governo dei 17 paesi della moneta unica hanno raggiunto un accordo su un secondo pacchetto di assistenza finanziaria alla Grecia per 109 miliardi che prevedera' l'intervento "su base volontaria" degli investitori privati, come chiesto dalla Germania.
Tutti i partecipanti alla riunione hanno quindi accettato il rischio che questo porti a un default "parziale" o "selettivo" dei titoli greci da parte delle agenzie di rating: i 17 hanno posto soprattutto l'accento sulla necessita' di "isolare" il caso greco, evitando il contagio al resto dell'Eurozona. "Abbiamo lavorato bene - ha commentato il premier Silvio Berlusconi - Abbiamo difeso l'euro che è la nostra moneta. Abbiamo rassicurato i mercati mondiali che l'area Euro e' solida". In particolare, il premier insiste sulla comune volonta' di "evitare il rischio contagio. C'e' un chiaro impegno dei Paesi a non far fallire nessuno Stato dell'area Euro".
E nelle conclusioni si leggono anche parole di apprezzamento dei partner dell'Euro per la manovra finanziaria varata dal governo italiano. Inoltre, l'Eurozona ha fatto proprio l'appello del presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Barroso a "una strategia globale per la crescita e gli investimenti in Grecia", una sorta di piano Marshall europeo che pero', diversamente da quanto si leggeva nella bozza circolata durante la riunione, non viene piu' esplicitamente citato nelle conclusioni. "Gli Stati membri e la Commissione mobiliteranno tutte le risorse necessarie per fornire un'assistenza tecnica eccezionale" perche' la Grecia realizzi le riforme.

lunedì 11 luglio 2011

Riunione del consiglio europeo per discutere la crisi del debito nell'Eurozona

BRUXELLES - . - Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha convocato una riunione per questa mattina per discutere della crisi del debito nell'Eurozona. Il vertice servira' a "coordinare" le posizioni dei vari paesi europei, investiti dalla turbolenza dei mercati.
  Il portavoce del presidente Van Rompuy, ha spiegato che l'incontro ha una funzione essenzialmente di "coordinamento" tra i principali attori, "cosi' come abbiamo fatto in passato".
 Quindi seguira' l'incontro dell'Eurogruppo, nel primo pomeriggio. Al vertice prenderanno parte il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e quello dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Al centro del summit sarà la discussione circa il secondo pacchetto di aiuti alla Grecia. All'incontro, proseguono le fonti, e' stato invitato anche il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn.
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