Visualizzazione post con etichetta rodotà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rodotà. Mostra tutti i post

venerdì 4 aprile 2014

Maria Elena Boschi: i "professori" bloccano sempre le riforme

Maria Elena Boschi
ROMA - Per il ministro Maria Elena Boschi il governo deve proseguire sulla via delle riforme nonostante le critiche di alcuni costituzionalisti, come Stefano Rodotà. "Io temo che in questi trent'anni le continue prese di posizione dei professori abbiano bloccato un processo di riforma oggi non più rinviabile per il Paese - ha detto ad "Agorà" -. I dubbi di Rodotà sono legittimi ma ci sono anche costituzionalisti a favore del progetto del governo". La titolare del dicastero per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento ha sottolineato il mutamento di opinione di Rodotà dicendo: "Trovo legittimo che Rodotà abbia profondamente cambiato idea, perché ricordo che nell'85 fu il secondo firmatario di una proposta di legge che voleva abolire il Senato".

sabato 21 settembre 2013

Rodotà esagera: la lettera delle nuove Br ai No- Tav “deprecabile, ma comprensibile”

TORINO - Atti come la lettera delle nuove Brigate Rosse, in cui si auspica che il movimento no Tav 'faccia uno scatto politico - organizzativo', sono "deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell'opera a una mera questione di ordine pubblico". Lo ha detto il giurista ed ex candidato alla Presidenza della repubblica da parte del Movimento 5 Stelle, Stefano Rodotà, a margine di un convegno organizzato a Torino dal Forum italiano dei Movimenti per l'acqua. "In Italia - ha affermato - dovremmo prendere atto di quanto stia avvenendo a livello internazionale e riaprire una riflessione politica più ampia sull'infrastruttura, a maggior ragione in un momento di fibrillazione sociale molto forte, in cui non sarebbe giustificabile un impiego consistente di capitali in un'impresa che rischia di rimanere sospesa". Secondo Rodotà, il decreto con cui la Francia ha dichiarato di pubblica utilità alcuni lavori del cantiere Tav, senza però dare certezze sullo stanziamento finanziario per l'opera è "un sostanziale rinvio della Torino - Lione, che può apparire come una rinuncia a costruire la parte francese della linea". 
E se fosse diventato presidente della Repubblica?

Le parole di Stefano Rodotà, che oggi ha definito deprecabili ma comprensibili le affermazioni delle Nuove Br, ''sono gravissime, inquietanti. Le condanno duramente, mi auguro che Rodotà le rettifichi'' commenta il ministro dell'Interno Angelino Alfano. ''Mi chiedo - dice - se non ci sia da temere per il ritorno dei cattivi maestri''. Secondo Alfano la dichiarazione di Rodotà ''se fosse confermata sarebbe sconvolgente''. ''Mi pare intollerabile - ha aggiunto - che un candidato alla presidenza della Repubblica abbia potuto dire questo mentre i nostri poliziotti sono impegnati a proteggere il cantiere e mentre i lavoranti delle ditte sono lì a rischiare la vita''. ''Non possiamo dare un millimetro di vantaggio - ha detto il ministro - alle Nuove Br''. Alfano ha assicurato che ''lo Stato farà il proprio mestiere fino in fondo'' e ha ricordato che è stato raddoppiato il contingente di uomini. ''Pensiamo che le parole in questi momenti - ha concluso - pesino come pietre e che non si possano sbagliare le parole''.

giovedì 30 maggio 2013

Grillo scatenato: Rodotà “ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco”

ROMA - Attacco di Beppe Grillo ai "maestrini dalla penna rossa" che dopo le comunali hanno criticato il M5S. Dito puntato anche contro Stefano Rodotà, cui Grillo allude come a "un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo di rifondare la sinistra" L'attacco di Beppe Grillo a Stefano Rodotà arriva dopo un'intervista del giurista al Corriere della Sera, con accenti critici nei confronti del Movimento 5 Stelle e del suo rapporto con la Rete. Il leader del M5S esprime "sincero stupore" nel vedere proprio Rodotà, suo candidato alla presidenza della Repubblica, "in prima fila" tra i critici del Movimento. E lo 'scarica' con parole di fuoco. E poi attacca quei "maestrini che vedono la pagliuzza negli occhi del M5S, pagliuzza che spesso non c'é neppure, e non hanno coscienza della trave su cui sono appoggiati". Grillo non fa nomi, ma attraverso allusioni e soprannomi è possibile riconoscere tra i politici bersaglio del suo duro attacco Stefano Rodotà e Nichi Vendola, Pier Luigi Bersani, Walter Veltroni, Anna Finocchiaro e anche Matteo Renzi e Pippo Civati.

"E' tornato in grande spolvero il supercazzolaro che non sa nulla né di Ilva, né degli inceneritori concessi alla Marcecaglia", scrive Beppe Grillo con allusione a Nichi Vendola. "C'é poi lo smacchiatore di Bettola - aggiunge, parlando di Bersani - in grande forma che spiega, con convinzione, che la colpa del governo delle Larghe Intese è del M5S quando il pdmenoelle ha fatto l'impossibile per fottere prima Marini e poi Prodi e non ha neppure preso in considerazione Rodotà. Belin, questo ha perso più battaglie del general Cadorna a Caporetto e ci viene venduto da Floris come Wellington a Trafalgar". Il leader del Movimento 5 Stelle ne ha anche per Matteo Renzi: "Renzie, lo statista gonfiato, imperversa con le sue ricette e le critiche al M5S su tutti i canali televisivi preda di compiacenti cortigiane come la Gruber. Renzie non è più sindaco di Firenze da tempo, è diventato un venditore a tempo pieno di sé stesso. Vende in giro un sindaco mai usato, come nuovo". E ancora: "Persino Topo Gigio Veltroni è stato riesumato per discettare delle elezioni, forte della sua esperienza di averle perse tutte, ma proprio tutte. E poi c'é la claque, quella cattiva e quella buona, quella che attacca a testa bassa, la cui esponente è la Finocchiaro che vuole fuorilegge il M5S, accampata in Parlamento da 8 legislature, e quella buona, alla Pippo Civati, che ha votato Napolitano, non ha fatto i nomi dei 101 che hanno affossato Prodi, che vive in un partito che succhia da anni centinaia di milioni di finanziamenti pubblici, ma però è tanto buonino. Lo vorresti adottare o, in alternativa, lanciargli un bastone da riporto".

sabato 20 aprile 2013

Rodotà: non amo le marce su Roma


ROMA - ''Sono sempre stato convinto che le decisioni parlamentari possano e debbano essere discusse e criticate anche duramente, ma partendo dal presupposto che si muovono nell'ambito della legalita' costituzionale''. Lo ha detto Stefano Rodota' a Bari aggiungendo di non amare una qualsiasi “marcia su Roma”.
"L'ho saputo in questo momento, gli faccio veramente i miei migliori auguri". Con queste parole Romano Prodi ha commentato la rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica.

Quirinale, risultato finale: Napolitano 740 voti, Rodotà 217


ROMA - Ecco la votazione finale per il presidente della Repubblica: Napolitano  740,  Rodotà  217 (10 voti in più della M5S e vendoliani).     

venerdì 19 aprile 2013

Quirinale: terza votazione a vuoto. M5S: se il Pd vota Rodotà si aprono “praterie” per il governo


ROMA - Fumata nera anche nella terza votazione per l'elezione del presidente della Repubblica. Le schede bianche sono state 465, Rodotà ha incassato 250 preferenze, Prodi 22. Da questo pomeriggio per eleggere il nuovo Capo dello Stato basteranno 504 Grandi elettori. Tra gli altri hanno preso voti: Massimo D'Alema (34), Giorgio Napolitano (12), Cancellieri (9), Claudio Sabelli Fioretti (8), Sergio De Caprio (7), Franco Marini (6), Gianroberto Casaleggio, Ilaria Borletti Buitoni, Gherardo Colombo e Fabrizio Cicchitto (3), Sergio Chiamparino, Emma Bonino e Riccardo Merlo (4). Due voti poi anche a Castagnetti, a Di Giovanpaolo e a Martino. I voti dispersi in tutto sono stati 44, mentre le schede nulle 47.
Alla fine della terza votazione, arriva la proposta di M5S: Se il Pd voterà Rodotà per il Colle"si apriranno praterie"per il Governo. Questa la linea di M5S portata da Crimi e Lombardi all'assemblea dei parlamentari. "E'il presidente dei cittadini e non dei partiti". Per cui qualunque nome indicherà Rodotà per formare un nuovo esecutivo, una volta presidente, "a noi andrà bene".

Rodotà non rinuncia alla candidatura. Il M5S: il Pd spieghi il suo no


ROMA - Rodotà non rinuncia alla candidatura. Lo hanno reso noto i capigruppo 5 stelle Vito Crimi e Roberta Lombardi, che lo hanno incontrato, spiegando che il Pd dovrebbe chiarire perché non si può convergere sul nome dell'ex presidente dell'authority per la Presidenza della Repubblica.

giovedì 18 aprile 2013

Quirinale: niente di fatto anche nella seconda chiama, Marini fuori


ROMA - A vuoto anche la seconda votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Schede bianche di Pd e Pdl (418), Scelta civica si è astenuta, la Lega non ha partecipato alla votazione, Stefano Rodotà è stato votato da M5S e Sel (230, dieci voti in meno della prima chiama), oltre che, probabilmente, da deputati del Pd. Chiamparino (90) era stato indicato dai deputati renziani (e da  deputati montiani). D'Alema ha ricevuto 38 voti. Molti anche i voti dispersi.
 Il Pd votera' scheda bianca anche alla terza votazione e riunira' l'assemblea dei grandi elettori, richiesta a gran voce da varie aree del partito gia' per stasera, solo domani quando, alla vigilia della quarta votazione, si decidera' se andare avanti sul nome di Franco Marini o optare per un altro nome. Sarebbe questo l'orientamento emerso dall'ufficio di presidenza mentre si moltiplicano boatos e rumors sulla strategia da seguire.
Pier Luigi Bersani, a quanto si apprende, vorrebbe confermare, anche alla quarta votazione, Franco Marini ma anche tra i suoi comincia a farsi largo l'idea di cambiare candidato e i nomi che girano in queste ore sono sempre gli stessi: Massimo D'Alema anche nell'ottica di confermare l'intesa con Pdl, Lega e Scelta Civica, Romano Prodi per puntare, invece, su un nome simbolo per il centrosinistra o personalita' come Sergio Mattarella o Sabino Cassese. Ma la scelta e' complessa ed e' probabile che un vertice tra i big del partito si svolga gia' stasera.

mercoledì 17 aprile 2013

Qurinale, Grillo candida Rodotà. Il Pd smentisce accordi con il Pdl, Vendola di traverso


ROMA  - "Dopo la rinuncia di Milena Gabanelli e Gino Strada ho chiamato Rodotà che ha accettato di candidarsi e che sarà il candidato votato dal M5S": ad annunciarlo è stato Beppe Grillo sul suo blog.
"Nessuna rosa è stata presentata a Berlusconi. Si ragiona da giorni su diverse possibilità con tutte le forze parlamentari per arrivare ad un nome largamente condiviso". Lo precisa il Pd in una nota.
"Se le intese, gli accordi e i dialoghi" che sono in corso in queste ore sul futuro Presidente della Repubblica costituiscono "la prova d'orchestra di un governissimo allora esprimiamo la nostra radicale contrarietà". Lo dice Nichi Vendola parlando in sala stampa a Montecitorio. E aggiunge: ''Per noi e' molto importante che la ricerca della convergenza piu' larga sul nome del presidente della Repubblica non sia propedeutico a larghe intese. Il fatto nuovo e' la disponibilità concreta da M5S di offrire nomi di grandi protagonisti della vita democratica e invitiamo il Pd a riflettere su questo''.

Stretta finale per il Quirinale: in pole Amato e D’Alema. Incontro Bersani-Berlusconi?


ROMA - A poche ore dall'inizio delle votazioni per la scelta del nuovo presidente della Repubblica, continuano le febbrili trattative soprattutto tra Pd e Pdl. Oggi Bersani potrebbe incontrare Berlusconi e mettere sul tavolo la sua rosa di nomi. Giuliano Amato è tra i più quotati, seguito da Massimo D'Alema. Anche Franco Marini e Stefano Rodotà fanno capolino tra i democratici. Ma Bersani potrebbe giocarsi la carta del costituzionalistaSabino Cassese.
L'Ufficio di presidenza del Pdl, convocato per questa mattina alle 11, è slittato alle 15.30. All'ordine del giorno la discussione sul nome del prossimo Presidente della Repubblica. Alle 18 Berlusconi riunirà i gruppi di Camera e Senato del partito.