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mercoledì 8 ottobre 2014

PALAZZO CHIGI, “la fiducia riguarda l’art.18”. Landini: pronti a occupare le fabbriche


Il corteo con Landini a Milano
MILANO - Il voto di oggi sulla fiducia al Jobs Act riguarda evidentemente l'articolo 18. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi, contrariamente a quanto riportato da notizie di stampa. La delega, osservano, attribuisce al Governo il dovere di superare l'attuale sistema e il presidente del Consiglio ha indicato con chiarezza la direzione. E’ intanto in corso la riunione del ministri del Lavoro Ue per il Semestre italiano di presidenza europea e della riunione dei capi di Stato.  "Siamo pronti ad occupare le fabbriche": lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, alla partenza del corteo contro il vertice Ue sul lavoro a Milano. Alla manifestazione partecipano sigle sindacali, lavoratori e centri sociali. "La precarietà non si combatte rendendo più facile il licenziamento ma con il tempo indeterminato e garantendo i diritti a tutti", ha aggiunto Landini. "Siamo pronti ad occupare le fabbriche perché ci chiedono di abbassare i salari. Se Renzi pensa di fare il figo dandoci ottanta euro e se pensa che noi siamo i coglioni che accettano di firmare la riduzione, si sbaglia di grosso".
Al corteo, insieme alle sigle sindacali e ai lavoratori ci sono anche gli studenti e i militanti di alcuni centri sociali. In testa al corteo, dietro allo striscione della Fiom, Maurizio Landini. Che ha definito la manifestazione "la prima mobilitazione della stagione a cui ne seguiranno altre"
Attimi di tensione al corteo. Un gruppo di manifestanti, tra cui i centri sociali e Usb, si è staccato dal corteo principale per iniziare una marcia indipendente. Alla partenza, in via Traiano, ci sono stati alcuni secondi di contatto con le forze dell'ordine che tentavano di bloccare il fronte. Qualche spinta ed è iniziato il contro corteo.

sabato 4 ottobre 2014

VENDOLA in piazza a Roma: l’abolizione dell’articolo 18 sarebbe un “delitto molto grave”

ROMA - "Porre la fiducia" sulla legge delega di riforma del lavoro "significa non avere fiducia nella propria maggioranza e ricorrere agli strumenti dell'arroganza". Cosi' il leader di Sinistra Ecologia e Liberta, Nichi Vendola, al suo arrivo in piazza Santi Apostoli, a Roma, dove si svolge la manifestazione di Sel.
Quindi la denuncia sul lavoro si sta per compiere "un delitto molto grave. Chi lavora vive con la paura. Pensare di cancellare le tutele e' un delitto molto grave", sottolinea ancora Vendola per il quale bisogna riportare liberta' e sicurezza sul lavoro", prosegue il leader di Sel per il quale "si devono vergognare quando si inchinano di fronte alle parole di Papa Francesco per poi travolgere quello che e' stato conquistato".
Bisogna "dare reddito a chi non ce l'ha", insiste Vendola mentre in piazza arriva il democratico Pippo Civati e si aspetta il segretario della Fiom, Maurizio Landini. La sinistra "è nata per mettere insieme dignità, libertà, sicurezza e lavoro", dice ancora Vendola. "Renzi vuol tornare in una condizione arcaica. Ci propone l'800 2.0". La denuncia e' del leader di Sel, Nichi Vendola, che 'attacca' sulla riforma del lavoro all'esame del Senato.
"Oggetto vero della sua controriforma e' andare indietro in nome del conservatorismo", continua Vendola nel suo affondo. E a chi gli chiede se da piazza Santi Apostoli stia per nascere un progetto nuovo, risponde: "Un progetto, una coalizione dei diritti e del lavoro". Quindi sottolinea: "La sinistra semplicemente non c'e'. Non e' nata per difendere i privilegi dei dominatori ma per dare diritti e tutele a coloro che sono in basso nella gerarchia dei dominatori".
E ancora: "La gente ha bisogno di lavoro. Quando si riducono le tutele si riduce il lavoro", sottolinea Vendola che insiste: "Bisogna investire sull'ambiente e dare lavoro ai giovani non togliere le tutele". Questa "non e' modernita'", e' "uno schifo".
Duro anche il leader della Fiom, Maurizio Landini, che si è unito alla manifestazione di Sel. "Se il governo vuole unire il Paese può fare un atto molto intelligente: tolga la discussione dall'art. 18 e si metta con noi ad un tavolo per capire come cambiare le politiche in Europa". Perché, chiosa, non basta dire che la Francia fa bene a non rispettare il vincolo del 3%.
"Il 25 ottobre la piazza sara' piena. Ma noi non ci fermeremo dopo il 25" ha affermato Landini, a proposito della manifestazione indetta dai sindacati sulla riforma del lavoro.
  Renzi "puo' mettere tutte le fiduce che vuole". Riguardo all'incontro di martedi' prossimo tra il governo e i sindacati, Landini ha rilevato: "Mi aspetto dal governo che voglia fare un confronto. Se davvero si vuole discutere bisogna farlo a 360 gradi". Bisogna vedere "se davvero si vuol confrontarsi e discutere o far vedere che prima della fiducia si e' stati bravi perche' ci si e' confrontati con le parti sociali. I veri problemi non sono i licenziamenti".

E ancora: "Contrapporre i diritti del padre perche' il figlio e' precario e' una coglionata totale". "Penso che il governo debba riflettere", e riprendendo il "cambiare verso" di Matteo Renzi, ha attaccato: "Quel verso li' non porta da nessuna parte. Aumentare la contrapposizione e dividere il Paese non serve". "Chi ha deciso di riaprire il conflitto in questo Paese e' proprio il governo Renzi".

sabato 24 marzo 2012

Monti: la riforma del lavoro non è aperta a contributi esterni. Può essere modificata solo dal Parlamento. Scontro Bersani-Alfano sull'articolo 18


CERNOBBIO - La riforma del lavoro può essere modificata solo da governo e Parlamento. A ribadirlo il premier Mario Monti, spiegando la formula 'salva intese' per il disegno di legge. Per il ddl, ha detto Monti intervenendo al forum Confcommercio di Cernobbio, ci sarà "un processo di affinamento che non è aperto a contributi esterni. Nessuno pensi che sia suscettibile di incursioni"
."Ho cercato di rimediare ai mali che si erano determinati negli ultimi decenni". Ma "non ho cercato io questa posizione da premier"ha poi ribaidogt il presidente del Consiglio "Non pensiamo oggi di essere al punto di avere già compiuto il cammino della emergenza. Purtroppo no, non si risolvere in un anno o cinque mesi ciò che per decenni si è costruito". Dal premier una avvertenza: nessuno si faccia "illusionI su ricette miracolistiche. "Quando i politici, credo i migliori che l'Italia abbia avuto, speriamo che questo governo faccia cose che la politica non è riuscita a fare stanno dicendo che in passato la politica ha ascoltato troppo le categorie". "Teniamo basse le aspettative. Il Paese non è in una situazione brillante in cui si possono fare promesse. Non è sempre facilissimo far cadere in modo armonioso le tessere del mosaico in modo che tutti loro possano sostenerci in Parlamento, ma devo dare atto del grandissimo senso di responsabilità delle forze che appoggiano il governo".  Dire che la riforma del lavoro è stata varata "salvo intese" non significa che si metterà mano al documento: "A mio giudizio e del governo, le parti sociali, non più provviste di cedolino con diritto di veto, sono più autorevoli di prima, ma al loro posto".
Ma la situazione è molto complicata. Dopo lo scontro Fornero-Camusso è Bersani a ribadire che il Pd non voterà l'articolo 18 così come è stato ristrrutturato dal governo. Altrettando dura la replica di Alfano: "O si accetta il punto di equilibrio trovato dal governo dopo settimane o, se si lavora a qualche modifica, non si puo immaginare che siano di un solo colore. Prendiamo un impegno per chiudere i lavori entro un termine prefissato. Il presidente del Senato ha detto con saggezza entro l'estate, ovvero 4 mesi, e si chiude. Si prenda questo impegno per non dare impressione che su un capitolo fondamentale si perde tempo.  "La giurisprudenza è spesso contro i datori di lavoro. Qui non c'é una giurisprudenza tedesca. Se facciamo il modello tedesco con la giurisprudenza italiana abbiamo vanificato l'effetto di una norma del genere" sull'articolo 18. Oggi il Governo è meno forte di ieri  - ha proseguito Alfano - sulla riforma del lavoro non c'é un testo scritto, non ci sono tempi certi e la Cgil non ha revocato lo sciopero. Per questo va "raggiunta un'intesa" politica.

venerdì 23 marzo 2012

Sull’articolo 18 “nessuna marcia indietro”: lo dice il ministro Fornero. Oggi il consiglio dei ministri approverà la riforma del mercato del lavoro


ROMA - Oggi il Consiglio dei ministri approverà "salvo intese" la riforma del mercato del lavoro. Si tratta della formula che si usa quando un testo non è ancora definitivo. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi, sostenendo che non sarà necessario un nuovo Cdm per l'adozione della riforma.
 Il governo tira dritto sull'articolo 18. "Nessuna marcia indietro" e nessun cedimento a "pressioni" dice il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Articolo 18 compreso: "Non lo aboliamo. Distinguiamo le fattispecie", evidenzia Fornero, confermando che nei casi di licenziamento per motivi economici, se giudicati illegittimi, ci sarà solo l'indennizzo e, invece, che nei casi di licenziamento disciplinare si affida al giudice il potere di decidere tra reintegro e indennizzo. C'é però l'impegno, come assicura il premier Mario Monti, a riformulare la norma in modo che si evitino "abusi" su presunti motivi economici e, quindi, discriminazioni. L'articolo 18 resta nella sua formula attuale e quindi con il reintegro solo per i licenziamenti discriminatori. Questo, però, non significa che alle imprese "stiamo dando la licenza di licenziare", ammonisce Fornero, "ci deve essere una chiara, chiarissima presa di responsabilita". La riforma, però, come sottolinea lo stesso ministro Fornero non è solo l'articolo 18, è "tutto" l'intervento: dai contratti agli ammortizzatori alle politiche attive per il lavoro. Dall'apprendistato come contratto prevalente di ingresso all'Aspi, la nuova indennittà di disoccupazione, fino alla stretta su tutte le forme che camuffano rapporti di lavoro subordinati per combattere la precarietà.

giovedì 22 marzo 2012

Monti: sul’articolo 18 non si cambia, i licenziamenti economici non potranno essere "abusati"

La Cei: il lavoratore non è una merce, non lo si può trattare come un prodotto da dismettere


ROMA - Oggi non verranno consegnati i testi della riforma, prima saranno al vaglio del Cdm che si terra' domani. Lo ha detto Mario Monti alle parti sociali nell'incontro pert mettere a punto il documento conclusivo che si e' aperto a palazzo Chigi sulla riforma del mercato del lavoro. Oggi non si ritorna sulla flessibilita' in uscita, ha confermato il premier. "Sull'articolo 18 abbiamo percepito una diffusa preoccupazione, su cui vorrei rassicurare tutti, che il binario dei licenziamenti economici possa essere abusato con aspetti di discriminazione. Il governo si impegna affinché questo rischio non si verifichi perché è nostro dovere evitare discriminazioni con un minimo di attenzione alla stesura. Su questo mi impegno". Così il premier Mario Monti, durante il tavolo con le parti sociali, secondo quanto riferito da alcuni presenti. Il governo non cambia idea sull'articolo 18 in materia di licenziamenti economici: per questa fattispecie non ci sarà la possibilità di reintegro, ma solo quella di indennizzo. Così come previsto nella proposta presentata l'altro ieri alle parti sociali.

"Il lavoratore non è una merce. Non lo si può trattare come un prodotto da dismettere, da eliminare per motivi di bilancio". Così mons. Giancarlo Bregantini, capo-commissione Cei per il Lavoro, sulla riforma Fornero. "In politica - dice a Famiglia Cristiana - l'aspetto tecnico sta diventando prevalente sull'aspetto etico"."La modalità con cui è ipotizzato il licenziamento economico potrebbe rivelarsi infausta", dice mons. Bregantini. "Nemmeno il giudice può intervenire", osserva a Famiglia Cristiana, e così "é facilissimo che si arrivi in tutto il Paese" a "un clima di paura generalizzata"

mercoledì 21 marzo 2012

Bersani a “Prima serata”: le modifiche all’articolo 18 vannio corrette. “Non penso che Monti possa dire al Pd prendere o lasciare”


ROMA - Pier Luigi Bersani dichiara a “Prima serata” di Bruno Vespa, in onda questa sera di non condividere la modifica dell'art.18 "perché è all'americana e non alla tedesca". Per il segretario del Pd questa norma "va corretta". Sulla possibilità di un voto negativo del Pd alla riforma del lavoro risponde: "Io non penso che Monti possa dire al Pd prendere o lasciare. Non mi aspetto che Monti lo faccia, è chiaro che noi votiamo quando convinti, bisogna ragionare con noi".
A chi gli chiede se il governo rischia con la riforma del lavoro, Pier Luigi Bersani risponde: "Non credo perché i prossimi giorni chiariranno meglio la situazione. Noi conosciamo questi temi, li frequentiamo, altri li frequentano meno, ma più passano i giorni e più si vede meglio cosa vogliono dire nella coscienza collettiva. Si sono sentite cose tipo che i licenziamenti discriminatori sono impediti sotto i 15 dipendenti, già lo era. Io credo che la discussione in Parlamento potrà aggiustare" delle cose.

lunedì 19 marzo 2012

Mercato del lavoro: i sindacati cercano una posizione comune, che per ora non c’è. Il ministro Fornero: fate un passo avanti per il Paese e per i giovani. Sciopero della Fiom


ROMA - Giornata di intenso lavoro per i sindacati alla vigilia dell'incontro, che dovrebbe essere definitivo, con il governo sulla riforma del mercato del lavoro. I leader di Cgil, Cisl e Uil, si sono incontrati per circa due ore per trovare una posizione comune sull'articolo 18 che per ora ancora non e' stata trovata. Pressing invece da parte del ministro del Lavoro Elsa Fornero che spera in una posizione comune delle parti sociali e avverte: una riforma raggiunta con l'intesa con le parti sociali "ha un valore aggiunto".
Intanto il Comitato centrale della Fiom ha votato per domani due ore di sciopero contro le modifiche all'articolo 18.
  "Il mio impegno è massimo perché si raggiunga un'intesa - ha detto Fornero - credo che una riforma raggiunta con il consenso delle parti sociali abbia un valore aggiunto che la stessa riforma non ha senza questo consenso". "Posso capire - ha aggiunto Fornero - che i sindacati abbiano un attaccamento simbolico per la loro storia a certe regole e garanzie, ma le cose cambiano. Nessuno vuole togliere queste regole o garanzie in senso punitivo".
Ai sindacati il ministro chiede quindi di "fare un passo avanti per il Paese e per i giovani. E' difficile pensare che questa riforma venga rifiutata". 



venerdì 16 marzo 2012

Vertice notturno a Palazzo Chigi: accordo tra Alfano, Bersani e Casini su giustizia e mercato del lavoro, ma non sulla Rai

La foto dell'incontro messa su Twitter da Casini

ROMA - Accordo raggiunto al vertice a palazzo Chigi, sulla giustizia. In una nota diffusa da Palazzo Chigi, infatti, viene spiegato che "sui temi della giustizia, si e' convenuto sulla proposta del governo, esplicitata dal ministro Severino, mirante a: integrare una più ampia disciplina anti-corruzione nel disegno di legge dell'onorevole Alfano; pervenire ad una nuova disciplina delle intercettazioni telefoniche, tenendo conto delle iniziative dei gruppi parlamentari".
C'e' intesa anche sulla riforma dell'articolo 18 proposta del ministro del Welfare, Elsa Fornero. Il ministro ha preannunciato "la revisione delle norme che regolano il licenziamento dei lavoratori, distinguendo tra il licenziamento per ragioni discriminatorie da quello per ragioni disciplinati e quello causato da ragioni esclusivamente economiche".  Nel comunicato di Palazzo Chigi si legge che c'e' l'intenzione di "intraprendere una revisione del processo del lavoro che ne riduca la durata e che ne rafforzi l'efficacia in termini di certezza del diritto". Via libera dal vertice alla riforma degli ammortizzatori sociali illustrata dal ministro del Welfare, Elsa Fornero. Il ministro, si legge nella nota, ha proposta "la revisione degli ammortizzatori sociali assicurando l'universalita' di un nuovo sistema di assicurazione sociale per l'impiego".
Il futuro della Rai vede invece invariate le distanze tra Pdl e Pd che, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, hanno tenuto il punto con il Pdl che vuole procedere alle nomine in base alla legge Gasparri e il Pd che e' contrario. Per il Pdl c'è anche sul tavolo, e strettamente legato al tema Rai, la questione spinosa dell'asta sulle frequenze tv. Per il Pd, invece, resta netta la determinazione a non accettare un rinnovo dei vertici senza una riforma della governance.
Lo stop non raffredda pero' la soddisfazione di Monti che puo' considerare il vertice un ottimo passo avanti per il governo.

domenica 26 febbraio 2012

Il ministro Fornero sui salari bassi: "Bisogna scardinare questa situazione"

ROMA - In Italia abbiamo "salari bassi e un costo del lavoro comparativamente elevato. Bisogna scardinare questa situazione, soprattutto aumentando la produttività". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha commentato i dati di Eurostat secondo cui un lavoratore dipendente in media guadagna in Italia la metà che in Germania. 
Fornero è "fiduciosa" sulla possibilità di un'ampia intesa sulla riforma del mercato del lavoro e sull'articolo 18, ma mette in guardia le parti sociali: "Il tema va affrontato in maniera laica, senza levate di scudi". E alla vigilia dell'incontro di giovedì incontrerà il premier Mario Monti.

domenica 12 febbraio 2012

Vertice segreto Monti-Camusso sull'articolo 18

ROMA - Un vertice segreto fra il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il segretario della Cgil, Susanna Camusso, potrebbe aver sbloccato la trattativa per la riforma dell'articolo 18. E' quanto riporta Repubblica, svelando i retroscena di un incontro che si sarebbe tenuto prima della partenza di Monti per gli Stati Uniti. Nell'occasione non sarebbe stilato un testo definitivo o un documento, ma si sarebbe raggiunta un'intesa di massima per ''una normativa che 'sospenda' e non cancelli l'articolo 18 per chi esce dal 'precariato'. E' una 'interpretazione' meno rigida del principi 'giusta causa' da parte del Tribunale del Lavoro'', come spiega Repubblica.
"Fa sorridere che taluni discutano sotto banco quello che altri fanno sotto luce del sole". Così la Cisl su Twitter commenta l'incontro "segreto" tra Camusso e  Monti. "Speriamo sia vero l'incontro segreto", aggiunge ironica la segreteria della Cisl.
"Quanto riportato oggi da Repubblica è assolutamente infondato", scrive sul proprio profilo Twitter la Cgil.

domenica 8 gennaio 2012

Monti da Fazio: Non occorrono nuove manovre, ma altre operazioni

Mario Monti da Fabio Fazio
ROMA - 'Non occorrono nuove manovre ma altre operazioni'. Lo afferma il premier Mario Monti intervenendo a 'Che tempo che fa' su Rai3.
"Spero - prosegue il premier  - che siamo tranquilli. La tranquillità nelle cose l'abbiamo raggiunta con l'operazione di consolidamento dei conti dello Stato italiano che il governo ha proposto, il Parlamento l'ha approvato e gli italiani molto responsabilmente lo hanno acettato accettato. E un'operaZIone grossa anche in base agli standard Ue mette in sicurezza i conti pubblici conseguendo l'obittivo che non il mio governo ma quello precente ha accettato e cioè il pareggio di bilancio nel 2013. Dal punto di vista dei conti pubblici non occorrono altre manovre, quello che occorre sono alte operazioni di politiche economica meno indigeste".
Poi sulle liberalizzazioni: 'Agiremo su molti fronti'. Gia' entro l'Eurogruppo del 23 gennaio l'Ue chiede un primo pacchetto.

"La Germania - spiega poi il premier - ha un'opinione pubblica comprensibilmente preoccupata di dover pagare un giorno per comportamenti leggeri di altri paesi in Europa. Il mio sforzo nell'incontro che avrò mercoledì con la Merkel sarà quello di mostrare due cose: primo che l'Italia è ben lungi da tenere comportamenti irresponsabili, la maturità con cui l'opinione pubblica e il sindacato hanno accolto le pesanti misure imposte può essere da esempio per altri Paesi e, contemporaneamente mostrerò alla Merkel che soprattutto la Germania trae benefici dal mercato unico e dall'euro". "E' un discorso che si può fare da pari, è interesse della Germania, della Francia e nostro Paese che via via che i singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, noi non lo facciamo non perché ce lo chiede l'Ue, ma per non dissipare il futuro dei nostri figli è giusto e doveroso che decisioni prese collettivamente in Europa siano tali da dissipare i dubbi sulla solidità dell'euro".


"Il nostro atteggiamento mentale è che niente deve essere tabu tra forze mature e civili come sono i sindacati, le forze produttive e il governo" ha poi detto Mario Monti a proposito della eventuale riforma dell'articolo 18 ricordando che "il ministro Fornero aveva citato anche art. 18 in questo senso e sta tenendo incontri bilaterali con i leader sindacali per un metodo di dialogo con le parti sociali". "La caratteristica sarà che muovendoci in materie dominate dal diritto del lavoro e da simboli anche importanti, abbiamo bisogno - sottolinea - di lavoro per giovani e non di simboli". Il presidente del Consiglio rivendica "un'impostazione rivolta a vedere principi e soprattutto effetti economici sulla competività e per veri posti di lavoro".
"Credo che un certo disarmo multilaterale di tutte le corporazioni possa consentirci di dare più spazio alla concorrenza ed ai giovani"ha detto ancora Monti.
Si tratta di fare "diverse cose: creare più spazi per la concorrenza ed il merito in diversi settori. Liberalizzazioni? Si chiamano liberalizzazioni ma può sembrare un termine in parte ideologico: qui si tratta di ridurre quelle protezioni, quei diversi modi in cui ogni categoria in Italia più che in altri Paesi cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte rispetto a chi è fuori", prosegue il capo del Governo.


Privatizzare la Rai? Mario Monti non lo esclude. "La Rai non è venuta come urgenza numero uno della mia attività per incombenze più urgenti e drammatiche", dice il presidente del Consiglio."La Rai è una forza del panorama culturale e civile italiano e credo che abbia anch'essa bisogno di passi in avanti". Monti rivendica un certo riserbo su questo e su altri dossier ma aggiunge solo "ancora qualche settimana e vedrete".

martedì 20 dicembre 2011

Manovra anticrisi: giovedì il sì del Senato

Il ministro Fornero e la leader Cgil Camusso
ROMA - La manovra 'salva-italia' (34,9 miliardi il valore 'lordo' al 2014) si avvia blindata ad una conversione in tempi record: partito l'iter nelle commissioni del Senato, il via libera è atteso per giovedì prossimo in Aula dove potrebbe svolgersi un nuovo voto di fiducia. Ormai scontato il testo contro il quale anche ieri i sindacati hanno protestato (il ministro del Welfare, Elsa Fornero, si dice "preoccupata" per questo), si guarda alla 'fase due', cioè alla crescita in attesa di conoscere il dato sul Pil dell'ultimo trimestre dell'anno che - dicono gli osservatori - sarebbe negativo, cioè l'inizio della recessione (-1,6% prevede Confindustria nel 2012). Tra le misure qualche 'sorpresa' o anticipo, oppure correzione della manovra, potrebbe comunque già arrivare con il decreto 'milleproroghe' che tradizionalmente riceve il via libera a fine anno. La reazione dei sindacati alla posizione del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sull'articolo 18 "preoccupa e rammarica". Commenta il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, "rammaricata" ma anche "dispiaciuta e sorpresa" per un linguaggio di "un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi": "la reazione" dei sindacati, afferma, "non la capisco, e mi preoccupa anche molto non sul piano personale, ma per le sue implicazioni per il Paese". 
Alle sue parole replica il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: "Mi dispiace che reagisca in questo modo: ad essere preoccupati siamo noi". Già in mattinata, Bonanni aveva sostenuto la contrarietà a mettere mano all'articolo 18: dopo la manovra, "discussa con nessuno", che ha già colpito lavoratori e pensionati, è la sua posizione, "si aizza la protesta su una materia che si sa problematica", "spinosa". I sindacati chiedono piuttosto di far pagare di più il lavoro precario.
Il segretario Cgil Camusso è tornata a difendere l'articolo 18 definendolo "una norma di civiltà". Questa norma, ha sottolineato, "dice che nessun datore di lavoro può licenziare qualcuno perché gli sta antipatico, perché non ha opinioni, perché è iscritto a un sindacato o fa politica. E' importante che rimanga perché è un deterrente".