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domenica 23 dicembre 2012

Monti scende o non scende in campo? “Qualcosa mi dice di no”. Mai con Berlusconi e Vendola


ROMA - "Non lo so ancora. Ma dentro di me qualcosa mi dice di no". Così il premier Mario Monti in un colloquio con Eugenio Scalfari su Repubblica alla vigilia della sua conferenza stampa risponde alla domanda se scenderà o meno in campo come portabandiera e leader del Centro. E poi spiega che oggi farà il bilancio dei suoi 400 giorni di governo rendendo pubblica la sua agenda "programmatica" da dare a chiunque voglia utilizzarla per le prossime elezioni.
Il premier conferma che non sa se sarà in prima persona leader del Centro: "So che Napolitano preferirebbe che io, pur incoraggiando la parte politica a me più congeniale, restassi in panchina".
Nel colloqui con Scalfari, Monti ha preannunciato alcuni punti della sua "agenda": una legge aggiuntiva contro la corruzione, le liberalizzazioni, la legge elettorale e la riforma fiscale. Questi i punti cardine degli interventi da svolgere nei primi cento giorni del nuovo governo. Sulla legge anti corruzione mancano dei punti importanti che non sono stati affrontati da questo esecutivo. Bisogna, secondo Monti, proseguire con le liberalizzazioni e rendere più penetrante l'azione antitrust in favore della libera concorrenza. Portare a termine l'impegno di abolizione delle Province. Cambiare la legge elettorale basandola sui collegi. Dimezzare il numero dei parlamentari. Portare avanti la riforma fiscale. Difendere fino in fondo la riforma delle pensioni. Cambiare il welfare e creare un sistema generale di ammortizzatori sociali. E soprattutto investire nelle scuole superiori, nell'università e nella ricerca.
Secondo Scalfari, Monti punta a rafforzare il Centro per "limitare il riafflusso alla destra populista". Il centro attuale, con Casini Fini, Montezemolo e il ministro Riccardi senza di lui è stimato dai sondaggi "tra il 9 e il 12 per cento". "Vedo che i sondaggi su di me mi danno intorno al 40 per cento; alcuni anche di più". E all'ipotesi di un blocco del Centro con Berlusconi risponde che "non lo farà mai". Monti osserva che i provvedimenti del suo governo, oltre a Grillo e ai berlusconiani, "li contestano anche la Camusso e Vendola. Questa è una forte differenza tra il Centro e il Pd". "Camusso, Vendola e molti altri nel Pd - sottolinea - vogliono e dicono di voler smantellare quello che è stato fatto. Io sono del parere di Ichino - aggiunge - che del resto è uno dei più fedeli a quel partito e credo nell'onestà intellettuale di Bersani".

martedì 11 dicembre 2012

Monti: il mio futuro? Quello che verrà, verrà...Alla crescita dovevano pensare i governi precedenti


ROMA - Il presidente del Consiglio Mario Monti è stato intervistato poco fa  a Uno Mattina. Ecco alcune delle sue affermazioni:

ITALIA ED EUROPA “In Italia negli anni scorsi lo spirito e la regola dell’appartenza all’Europa era trascurata e la situazione economica era di converso ytrascurata. Oggi possiamo ritenere di aver fatto un grossissimo passo avanti che però ha avuto un grande costo e non c’è stata crescita. Vorrei però sapere come potevamo salvare l’Italia e contemporaneamente farla crescere in fretta. Si poteva farlo ma bisognava pensarci prima, dovevano farlo i governi precedenti quando non c'era in più anche da curarsi dalla crisiNei mercati ci sono infiniti soggetti grandi e piccoli che cercano di fare i loro interessi, spesso senza scrupoli, ma non ci sono complotti di forze occulte”.
IL PRECIPIZIO “Ho evitato che l’Italia cadesse nel precIpizio e altri l’avrebbero facilmente conquistata. Ho coinvinto tutti che la situazione italiana era il riflesso anche delle difficoltà dell’Eurozona. Abbiamo conquistato le scudo anti spread, perché si è riconosciuto che se c’erano spread così alti, c’era un problema più generale, non solo italiano”
LE DUE VELOCITA’ “Le due velocità dei Paesi  ci sono, ma dal punto di vista economico sono anche soluzioni variabili: dieci anni fa il grande malato d’Europa era la Germania. L’Europa ha spazio pee aiutare e aiutarsi, ma sono pericolosissimi gli stereotipi tipo quelli sulle nazioni del nord e del sud. Mi fanno arrabbiare.”
POPULISMI - “Il populismo c’è in quasi tutta Europa. Da noi ci sono state manifestazioni di secessionismo e d’altro canto ogni periodo elettorale ha dato luogo alla tendenza di ipersemplificare le cose per conquistare i cittadini, invece di prospettare un futuro logico e non promettere ciò che non può essere mantenuto. ci vuole autodisciplina per trattare i cittadini non come sciocchi, ma come cittadini maturi”.
LO SPREAD “Lo spread mi preoccupa, ma va preso con sangue freddo. Spero che i mercati constateranno che un governo qui da noi c’è e continua a lavorare. Dello spread non si deve fare un totem. Mio nipote era a casa nel pomeriggio e ha visto al telegiornale che si parlava di spread. E ha detto 'mamma, ma spread sono io'. Perché all'asilo lo chiamano 'Spread'. Le colpe dei nonni ricadono sui nipoti"
IL FUTURO “Non capisco perché ci deve interesse per il futuro di una persona anziana come me. La politica è soprattutto cultura, qualunque veste mi tocchi in futuro, continuerò a farlo in quest’ottica. E tutto il resto verrà...”.

mercoledì 26 settembre 2012

Monti alla Cnn: “Non mi ricandido. Berlusconi? Ne ha pieno diritto” . Stasera parla all'Onu


NEW YORK - ''Non correrò alle elezioni. Sono senatore a vita: penso che sia importante che la vita politica riprenda in Italia, mi auguro con maggiore responsabilità e maturità. Faciliterò il più' possibile questa evoluzione''. Lo afferma il premier Mario Monti in un'intervista alla CNN.
''Non so'' se Silvio Berlusconi ''si presentera' alle elezioni, ne avrebbe chiaramente tutto il diritto. Non ha mai lasciato la politica, ha lasciato la premiership''. Lo ha detto il premier Mario Monti. ''Vedo in lui uno dei maggiori sostenitori del governo'' aggiunge Monti. Berlusconi ''non ha mai lasciato la politica, ha lasciato l'incarico di presidente del Consiglio. Ma il suo partito è uno dei tre che compone la nostra maggioranza di governo. Non ho idea se si ripresenterà ma se dovesse decidere di farlo ne avrebbe tutto il diritto. Vedo in lui un sostenitore coerente del governo'' afferma Monti.
Le misure prese dal governo hanno gettato le basi per la crescita, afferma il premier, sottolineando che nel breve termine le misure adottate possono aver appesantito la crescita, che tornerà a un certo punto il prossimo anno. Di fronte alle azioni del governo gli italiani si sono mostrati ''altamente responsabili'': l'Italia non e' piu' nel gruppo di paesi che possono costituire un problema per l'Europa.

La crisi finanziaria internazionale e il ruolo dell'Italia per una nuova governance europea: questi i temi che oggi saranno affrontati da Mario Monti nel suo primo intervento all'assemblea generale delle Nazioni Unite, dove l'ultimo presidente del Consiglio presente era stato Silvio Berlusconi nel 2009. Il premier pronuncerà il suo discorso in aula oggi, intorno alle 13:15 (le 19:15 in Italia).
Monti parlerà anche delle primavere arabe e della politica verso il Mediterraneo, di lotta al terrorismo e al crimine organizzato, dell'impegno italiano per il peacekeeping, di sviluppo sostenibile e di sicurezza alimentare.
I progressi dell'Europa sono stati anche al centro del suo breve "scambio di cordialità" con il presidente degli Stati Uniti al ricevimento di lunedì sera al Waldorf Astoria, perché è "un tema che interessa molto all'America e a Obama", ha detto Monti, parlando con i giornalisti nel Rose Garden dell'Onu.

venerdì 17 agosto 2012

Monti: l’evasione fiscale? Siamo in stato di guerra


ROMA  - "L'evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all'estero". Lo afferma il premier Mario Monti in una intervista a 'Tempi'. " Io penso che l'Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno 'stato di guerra'".

"La notorietà pubblica del nostro alto tasso di evasione contribuisce molto a indisporre nei confronti dell'Italia quei paesi verso i quali di tanto in tanto potremmo aver bisogno di assistenza finanziaria", spiega Monti citando i paesi del Nord Europa. Questi "dicono: l'Italia è un paese molto ricco, però lo stato ha un fortissimo debito pubblico che magari richiederà domani di aiutarla a rinnovare; eppure ci sono italiani ricchi o medi che sistematicamente non pagano le tassé". Insomma, "l'evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all'estero". La convinzione del premier è che ci voglia un'azione decisa: "Io stesso, fino a poche settimane fa, quando sono stato anche ministro dell'Economia e delle Finanze e quindi responsabile dell'Agenzia dell'entrate e responsabile politico della Guardia di Finanza, ho sempre incoraggiato fortemente le persone che vi lavorano a fare una dura lotta all'evasione. La seria lotta all'evasione può comportare la necessità di momenti di visibilità che possono essere antipatici. Ma che hanno un forte effetto preventivo nei confronti degli altri cittadini".

Il premier Monti ha definito "grave" il caso delle telefonate del Capo dello Stato intercettate dalla procura palermitana. "E' peraltro evidente a tutti che nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi", per cui "è compito del governo prendere iniziative a riguardo".

Nel settore della giustizia, Monti anticipa, a Tempi, "numerose novita" legislative, volte "a dare risposta non solo all'emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d'Italia, incide negativamente sulla crescita del Paese per un punto percentuale di Pil".  

"Posso assicurare che il Governo non farà mancare al settore, cui riconosce una essenziale funzione complementare rispetto a quella esercitata dalle scuole pubbliche, il necessario sostegno economico".  
"A ciò si provvederà - spiega il premier - compatibilmente con i limiti tracciati con i recenti interventi di revisione della spesa pubblica, con la legge di stabilità del prossimo autunno". "

martedì 7 agosto 2012

Monti: con Berlusconi spread a 1200. Poi si dichiara “dispiaciuto”. Il Pdl fa mancare il numero legale in Senato per protesta


ROMA - Mario Monti, come ha chiarito in un colloquio telefonico con Berlusconi, "é dispiaciuto che una banale e astratta estrapolazione di tendenza di valori dello spread contenuta in un colloquio di ampio respiro con il WSJ, sia stata colta come una considerazione di carattere politico, il che non rientrava per nulla nelle sue intenzioni".
"Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile" aveva detto Mario Monti in un'intervista rilasciata il mese scorso al Wall Street Journal e pubblicata oggi sul sito on line.
Fonti di Palazzo Chigiprecisano che non c'è alcuna intenzione polemica nei confronti del passato esecutivo e che la stima di uno spread a 1200 viene da una proiezione degli effetti della speculazione sul nostro paese se non si fossero dati segni di discontinuità con il passato. E' infatti noto - spiegano - che lo spread in sei mesi era salito dai 150 punti base di maggio ai 550 di novembre. Le stesse fonti ricordano che anche per tale motivo si ricorse al governo tecnico, che potesse raccogliere consensi parlamentari tali da poter mettere mano a riforme fondamentali per il paese oltre che per far approvare misure anche impopolari ma non più procrastinabili.
Il Pdl ha fatto mancare il numero legale nell'aula del Senato per ritorsione alle frasi di Monti al Wsj per ben quattro volte. In base al regolamento questo certifica la fine della seduta che è anche l'ultima prima della pausa estiva. La presidente di turno Emma Bonino riconvoca l'Aula per il 6 settembre
"Capiamo che può risultare sgradito il fatto che il saliscendi degli spread sta avvenendo anche durante il suo governo e che ciò può averlo innervosito,ma questo non giustifica una provocazione tanto inutile quanto stupida che rinviamo al mittente" Fabrizio Cicchitto reagisce così l'intervista di Monti al WSJ. "Abbiamo l'impressione - dice il capogruppo del Pdl alla Camera - che il Presidente Monti dovrebbe avere una maggiore sobrietà nelle sue interviste a giornali esteri, ieri a Der Spiegel e oggi al WSJ. “ Crediamo che il momento sia cosi serio da non consentire questi inaccettabili e gratuiti esercizi polemici fatti nei confronti di chi sta appoggiando lealmente il suo governo". E' previsto per stasera a palazzo Grazioli a Roma un vertice dello stato maggiore del Pdl con Silvio Berlusconi. Domani altro incontro ma tra il segretario del partito, Angelino Alfano, e il presidente del Consiglio.
 "Monti disprezza il Parlamento e scatena critiche a non finire. Io non lo critico, almeno è stato onesto: lui la pensa davvero così". Lo scrive il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, sul suo profilo Facebook. "Per lui - prosegue Maroni parlando del presidente del Consiglio - la democrazia è un impiccio, per me e per i supertartassati contribuenti padani l'impiccio vero è lui". Dunque, conclude il leader leghista ribadendo il motto del partito, "Monti a casa, prima il nord".

martedì 31 luglio 2012

Monti: la fine del tunnel sta cominciando a illuminarsi


ROMA  “Decisamente si'", l'ormai famoso 'tunnel' rappresentato dalla crisi dei mercati che morde le economie degli Stati dell'Eurozona, "sta cominciando a illuminarsi". Lo spiega Mario Monti che, in procinto di partire per Parigi per la colazione di lavoro di oggi con Hollande, prima tappa di un nuovo, intenso, tour europeo, dai microfoni di Radio Anch'io su RadioUno Rai fa il punto della situazione.
  "La fine del tunnel sta cominciando a illuminarsi, questa e' una delle due cose che stanno succedendo. E noi e il resto d'Europa ci stiamo avvicinando alla fine del tunnel".
Cosi' Monti ricorda che "sono molto importanti le decisioni che abbiamo preso, a 17 e a 27, nel Consiglio europeo del 28 e 29 giugno".
  Ci sono voluti un giorno e una notte, ricorda, ma quelle decisioni si sono rivelate "proficue e adesso ne stiamo vedendo le conseguenze in termini di maggiori disponibilita' sia delle istituzioni europee sia dei singoli governi, compresi quello tedesco e quelli del Nord, credo, a fare tutti la loro parte oltre che ciascuno i compiti a casa". Si concede una risata e una battuta, Mario Monti, quando commenta con un "nemo propheta in patria" il desiderio di un 'Monti spagnolo' che gli viene prospettato dall'intervistatore.
"Lo scenario peggiore, quello che voglio esorcizzare, sarebbe quello di elezioni alla scadenza naturale, e quindi non anticipate, ma a cui si arrivasse senza una riforma elettorale e in un clima di disordinata rissa tra i partiti". Monti segue la linea del Colle e avverte che quello "scenario peggiore" sarebbe "una combinazione che darebbe ai cittadini, ahime', la sensazione, forse fondata, che la politica ha fatto grandi sforzi per sostenere in Parlamento questo governo, che ha preso decisioni impopolari, ma non ha fatto i compiti in casa propria riformando se stessa. E i mercati internazionali - rileva - sarebbero legittimati a nutrire scetticismo su quello che viene dopo questo governo".
"Sto diminuendo coscientemente la mia sensibilita' auditiva di fronte a questa domanda". Si affida a questa, eloquente, battuta Mario Monti quando, gli viene chiesto se continuerà a rispondere no ai partiti che gli chiedono di restare in campo a termine mandato