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sabato 28 marzo 2015

FIOM in piazza a Roma. Landini: abbiamo più consensi del governo

Landini arriva alla manifestazione
ROMA, 28 marzo - La Fiom in piazza contro il Jobs Act per combattere la precarietà e contro "l'attacco ai diritti". "Pensiamo di avere più consenso di quello che ha il governo": ha detto il leader della Fiom, Maurizio Landini, arrivando in piazza per la manifestazione organizzata dal sindacato.
Al corteo è arrivata anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Ha raggiunto la testa del corteo ed ha salutato con una stretta di mano il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, Landini. 
"Non siamo in piazza per difendere cose che non ci sono più, anche perché ci hanno tolto tutto - ha aggiunto -. E Renzi stia tranquillo, non siamo qui contro di lui, ma abbiamo l'ambizione di proporre idee per il futuro dell'Italia".
"Unire il lavoro: questa è la nostra proposta. Non è un percorso facile ma intendiamo andare avanti, sia per riformare il sindacato sia per ridare voce" a tutti i lavoratori, ha detto ancora Landini. 
"Ci sono persone che non sono rappresentate ma ora inizia una nuova fase, una nuova primavera, nei prossimi giorni metteremo in campo azioni concrete anche nei luoghi di lavoro", ha spiegato il segretario Fiom-Cgil.
"Se uno dice è anche una manifestazione politica, assolutamente sì, fatta dal sindacato": così, Maurizio Landini, risponde al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dicendo che "in Italia tutti fanno politica, compresa Confindustria", ma anche il sindacato "così è da 100 anni, non esisterebbe la Cgil se non fosse anche soggetto politico".
"In questa piazza ci sono i lavoratori metalmeccanici iscritti alla Cgil, che giustamente sono in lotta perché la legge delega sul lavoro riduce i diritti e perché vogliono rinnovare il contratto di lavoro". Così il leader Cgil, Susanna Camusso, replica al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha parlato di manifestazione politica.

mercoledì 29 ottobre 2014

CAMUSSO: Renzi al governo per i poteri forti. PICERNO (Pd): Cgil? Tessere false e pullman pagati

Pina PIcerno
ROMA - "Sono rimasta molto turbata dalle parole di Camusso che dice oggi a qualche giornale che Renzi è al governo per i poteri forti. Potrei ricordare che la Camusso è eletta con tessere false o che la piazza è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò". Lo ha detto Pina Picierno, eurodeputata del Pd, questa mattina ad Agorà, su Rai Tre.

"A me colpisce molto" come Marchionne "possa dire del nostro presidente del Consiglio 'l'abbiamo messo là e che lo possa fare senza suscitare alcuna reazione". Così il segretario Cgil Susanna Camusso, intervistata da Repubblica afferma che il premier è a Palazzo Chigi per volere dei poteri forti. Con in mano il lancio d'agenzia, Camusso sottolinea come la frase dell'ad di Fca, che parlava della riforma del mercato del lavoro e della necessità di togliere "i rottami dai binari", non sia mai stata smentita. "Quelle parole di Marchionne, continua il segretario, spiegano "perché questo governo non ha alcuna disponibilità a confrontarsi con chi, come i sindacati, rappresenta interessi generali, non corporativi". E sottolinea: "il governo copia le proposte delle grandi imprese di Confindustria". Il taglio dell'Irap? "Favorirà prevalentemente le grandi imprese", ma "non avrà alcun effetto sull'occupazione". Ribadisce la posizione della Cgil sulla manovra: "non rinunciamo affatto all'idea di poter cambiare la Stabilità come le riforme che sono state presentate". Quanto al Tfr dice: "questo governo vuole aumentare le tasse sul Tfr e penalizzare la previdenza integrativa. E i sindacati non avrebbero titolo a discuterne?". Non commenta invece l'ipotesi scissione nel Pd: "ho la responsabilità di difendere l'autonomia" del sindacato, "non intervengo nelle vicende interne di un partito". Le voci sulla leadership politica del segretario Fiom Maurizio Landini? "Mi immagino che abbia la stessa opinione sull'autonomia del sindacato". E ribadisce la volontà di fare lo sciopero generale: "ci saranno gli scioperi articolati, manifestazioni iniziative e poi faremo lo sciopero generale".

martedì 28 ottobre 2014

RENZI rompe con i sindacati: le leggi le fa il Parlamento, che non chiede loro il permesso


ROMA - Le leggi si fanno in Parlamento e se i sindacati vogliono trattare si facciano eleggere. E' scontro totale -ieri sera  tramite Lilli Gruper a Otto e mezzo - tra Matteo Renzi e le organizzazioni del lavoro, la Cgil di Susanna Camusso in testa, che dopo il nuovo round sulla legge di Stabilità aveva parlato di incontro "surreale" senza un confronto vero e risposte perché i ministri presenti non avevano "mandato a discutere di niente". Ma il sindacato, mette in chiaro una volta per tutte il premier, "non fa trattative con il governo, che non chiede permesso", perché "le leggi non si scrivono con i sindacati ma in Parlamento". Compito del governo è "parlare e ascoltare" i sindacati, spiega Renzi, "ma forse è arrivato in Italia il momento che ciascuno torni a fare il suo mestiere". E le leggi "si fanno in Parlamento, non nei tavoli per le trattative" che le organizzazioni devono invece fare, giustamente, con le imprese.

giovedì 9 ottobre 2014

JOBS ACT, Bersani e Fassina polemici, Camusso pronta alla battaglia

ROMA - "Voglio credere che ci siano spazio e tempo per le modifiche" sul Jobs Act alla Camera. L'ex segretario Pd Pier Luigi Bersani lo afferma a margine di una conferenza a Montecitorio, mentre la Cgil accusa il governo di aver compiuto, ponendo la fiducia, "una palese forzatura che ha compresso il dibattito parlamentare, posto le basi per un'ulteriore precarizzazione dei giovani, tolto diritti invece di estenderli, aperto spazi all'arbitrio e al sopruso".
"In assenza di modifiche significative" sul Jobs Act "io ritengo che la manifestazione della Cgil del 25 ottobre sia utile e quindi andrò in piazza". Lo spiega il deputato "dissidente" Pd Stefano Fassina a margine di una conferenza stampa a Montecitorio. Fassina ha quindi sottolineato di non essere "disposto a votare la delega sul lavoro come uscita dal Senato". E sulla volontà del governo di accelerare l'esame del Jobs Act in vista della legge di stabilità Fassina precisa: "La legge arriva in Aula a metà novembre, ci sono tutti i tempi per una discussione approfondita in commissione. Non è un problema di tempi, ma di volontà politica del governo. Se c'è facciamo un testo utile ai lavoratori", osserva.
 Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, la fiducia incassata dal governo sul Jobs Act non chiude la battaglia. "Sapevamo che il Senato avrebbe votato, era assolutamente chiara la volontà del governo ma come abbiamo detto anche programmando la manifestazione del 25 ottobre, non è sufficiente il voto del Parlamento per decidere che questa battaglia è finita". 

 Rispondendo a una domanda sull'eventualità che le altre organizzazioni sindacali possano unirsi alla manifestazione del 25 ottobre, la Camusso ha quindi spiegato che "bisogna avere la pazienza di guardare un movimento che cresce e nel frattempo non avere la preoccupazione che il tempo sia contro di noi. Il tempo è con noi". 

domenica 23 marzo 2014

Renzi attacca la "strana coppia" Squinzi-Camusso: "vuol dire che siamo sulla strada giusta"

La "stana coppis" (secondo Renzi" Squinzi-Camusso
ROMA - Le opposizioni all'azione del governo sono "uno scontro tra palude e corrente impetuoso"; la "strana coppia Squinzi-Camusso" davanti alla "scommessa politica di togliere per la prima volta alla politica e restituire ai cittadini e alle imprese si oppongono. Lo ritengo un ottimo segnale che siamo sulla strada giusta". Lo dice il premier Renzi in un'intervista al Messaggero.

Tra un mese ''prenderemo in mano la riforma della P.A., per scardinarla completamente. Lì vedremo il derby palude contro corrente, conservazione contro innovazione. Sarà durissima, la vera battaglia. Al confronto la strana coppia Camusso-Squinzi contro il governo sarà solo un leggero antipasto''. ''Culturalmente - aggiunge il premier - mi colpisce questa strana assonanza tra il capo dei sindacati e il capo degli industriali''. Per Renzi è ''uno scontro tra palude contro torrente impetuoso'': ''chi in questi anni ha fatto parte dell'establishment, vive con preoccupazione i cambiamenti di merito e di metodo. Soffrono il fatto che si facciano le riforme senza concordarle con loro. Ma se queste riforme aiutano imprese e famiglie e colpiscono i politici, io vado avanti''. Quanto al proposito di ''scardinare'' la P.A., Renzi cita la riforma delle Province che ''non si limita ai 160 milioni di euro di risparmi che facciamo sui consiglieri provinciali o ai 600 milioni di risparmi che facciamo con le spese collegate''. ''Ha senso - si chiede - continuare ad avere più di 100 sedi della Banca d'Italia o dell'agenzia delle entrate, per ogni struttura periferica dello Stato insomma?''. ''Ecco perché abbiamo voluto cominciare proprio dalla politica: perché solo riformando se stessa, la politica avrà le carte in regola per chiedere a tutti gli altri di cambiare''.

venerdì 14 marzo 2014

Camusso all'attacco di Renzi: il decreto sul lavoro va cancellato

Susanna Camusso
ROMA - "Siamo disposti a discutere di un contratto unico, ma prima bisogna abolire il decreto" sul lavoro che prevede contratti a termine senza causale per tre anni. Lo dice il leader Cgil, Susanna Camusso, a Matrix, sostenendo che "si è fatto esattamente l'opposto di quello che lo stesso premier dichiarava: si è creata un'altra forma di precarietà". 
Infatti il segretario della Cgil se la prende con le misure del decreto su contratti a termine e apprendistato. "Il provvedimento del ministro del Lavoro Poletti introduce ulteriore flessibilità e precarietà".
Camusso ha aggiunto: "Si annunciano i jobs act raccontando che per superare questo sindacato, le sue resistenze, si faceva un bel contratto unico a tutele crescenti e così si dava un risposta: ma il contratto unico a tutele crescenti non corre il rischio di avere, in realtà, tutele descrescenti?". "Bisogna prestare attenzione a quello che si sta facendo nel mercato del lavoro - ha sostenuto - l'abbiamo detto con una regolarità da orologio svizzero. Chi continua a pensare che il tema della crescita nel nostro Paese siano le regole del mercato del lavoro, insegue una politica che abbiamo già visto fare tante volte. E che non ha determinato la crescita né nel nostro Paese né in altri. Ci pare che non abbiano capito bene, bisogna fare ancora qualche ripetizione".
Squinzi, Renzi è una Formula 1 ma ora cose concrete - "Indubbiamente Renzi è una persona molto energica, giovane, sembra un motore di Formula Uno. Il problema adesso è di scaricare la potenza per terra e fare delle cose concrete che vadano nella direzione giusta". Lo ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi rispondendo a una domanda sul premier Matteo Renzi. "Per ora abbiamo visto dei titoli". "Per adesso abbiamo visto dei titoli, noi pensiamo che per rilanciare il paese sarebbero stati necessari tre tipi d'interventi: costo del lavoro, pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e una riforma del mercato del lavoro. Sopra tutto questo la semplificazione normativo burocratica del paese che per me è la priorità assoluta", ha proseguito Squinzi parlando a margine di un convegno a Chiavari.

lunedì 10 marzo 2014

Bordate della Camusso contro Renzi

Susanna Camusso
BARI - Nuove bordate del segretario della Cgil contro il premier Matteo Renzi che, ha detto Susanna Camusso a Bari,  "mi è parso disattento al fatto che c'è una parte del Paese che ha pagato un prezzo altissimo durante questa crisi, che ha più volte cercato di invertire le politiche economiche proprio perché la crisi non continuasse a precipitare'', una parte di Paese che attende ''una svolta''. Renzi - secondo Camusso - ''deve sapere che quella parte del Paese e quella parte del mondo del lavoro e delle pensioni sta guardando ai suoi tanti annunci e alle coerenze che poi ci saranno tra gli annunci che fa e l'idea di avere una effettiva svolta di politica economica". E ancora "Renzi deve sapere che se risposte ai lavoratori non arrivano o se si tolgono risorse e si riduce la coperta degli ammortizzatori ci sarà un problema di risposta al mondo del lavoro".  "Capisco che Renzi abbia una visione calcistica ma il mondo non è fatto di derby. Il tema è a chi vuoi dare delle risposte" ha detto ancora Camusso riferendosi alle dichiarazioni fatte ieri dal premier sulla posizione dei sindacati e di Confindustria su Irpef e Irap.

venerdì 14 febbraio 2014

Milano, finisce a schiaffi la battaglia sulla rappresentanza della Cgil

MILANO - Finisce a schiaffi e spintoni la battaglia sulla rappresentanza interna alla Cgil. L'ex leader della Fiom, Giorgio Cremaschi, ha fatto irruzione con altri lavoratori all'attivo regionale del sindacato, a Milano, dove è presente anche il segretario, Susanna Camusso. "Contestiamo l'accordo sulla rappresentanza e volevamo intervenire”, ha detto Cremaschi. La Fiom chiarisce: "Nessun blitz, noi non c'eravamo".

Camusso: "Non c'è nessuna scissione" - Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, getta acqua sul fuoco: "Io penso che non ci sia nessuna scissione né vicina né lontana". "Non c'è mai stato - assicura - il tema della scissione". 

I perché del contrasto - A scatenare la guerra interna al sindacato è l'accordo sulla rappresentanza siglato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria nel maggio del 2013 e reso operativo il 10 gennaio. Due i punti che i metalmeccanici contrastano: l'introduzione delle sanzioni per chi non rispetta gli accordi e l'istituzione dell'arbitrato interconfederale in sostituzione dell'autonomia delle singole categorie. 

Cremaschi: "Scissione? Ci devono cacciare loro" - "L'accordo sulla rappresentanza sta distruggendo il sindacato", tuona Giorgio Cremaschi. "Presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica. Contestiamo l'accordo e volevamo intervenire", prosegue. Al momento, però, non è prevista alcuna scissione: "Ci devono cacciare loro", conclude il leader dei metalmeccanici. 

Baseotto: "Buriana per un po' di notorietà" - Il segretario generale della Cgil Lombardia, Nino Baseotto, condanna il blitz: "Sarebbe meglio, tra noi dirigenti, evitare di alzare i toni per avere un po' di notorietà in più. Sarebbe stato carino da parte di chi ha fatto questa buriana lasciare la parola ai rappresentanti dei luoghi di lavoro che oggi sono qui". 

Una persona è finita all'ospedale - Un uomo, che presentava un trauma alla caviglia, è stato portato dal 118 all'ospedale Gaetano Pini per accertamenti. E' rimasto coinvolta nella rissa avvenuta all'ingresso del teatro Franco Parenti, a Milano. 


La Fiom: "Nessun blitz, non c'eravamo" - La Fiom smentisce di aver organizzato un blitz al teatro Parenti di Milano. "Non essendo stati invitati non c'eravamo proprio. Nessun blitz, quindi, nessuna irruzione. Noi dissentiamo, rivendichiamo, non provochiamo", scrive il sindacato in una nota. La Fiom difende poi il suo ex leader Cremaschi: "Consideriamo grave e preoccupante che a un componente del Direttivo nazionale della Cgil e primo firmatario della mozione congressuale 'Il sindacato e' un'altra cosa', sia stata negata la parola".

venerdì 18 ottobre 2013

Ma c’è qualcuno (a parte Letta) a cui piace la legge di stabilità?

ROMA - "Se volessimo portare tutte le persone che sono a livello di povertà alla metà del livello in cui sono oggi servirebbe 1 miliardo e mezzo, queste risorse non sono state trovate nella Legge di stabilità, ma io continuerò a spingere il Parlamento a riflettere su questo". Lo ha detto il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ospite della trasmissione Omnibus su La7. "Ci sono soggetti - conclude - che non usufruiscono degli ammortizzatori sociali e sono ai limiti della nostra società: questo non possiamo più accettarlo. L'Italia come la Grecia è l'unico paese che non ha un meccanismo di questo tipo e credo sia venuta l'ora di realizzarlo".
"La questione non è tanto di vedere quanto si sia stanziato o se si dovesse o potesse stanziare di più" dice il Capo dello Stato,Giorgio Napolitano, delle misure per ridurre il prelievo fiscale su imprese e lavoro. "Il problema è di vedere nell'insieme su quali risorse possiamo contare seriamente senza inventarci delle coperture fasulle".
''Se si vuole tagliare la spesa e restituire potere d'acquisto alle imprese e alle famiglie qualcuno si arrabbia, perché la bacchetta magica non esiste e come dicono gli inglesi 'non ci sono pasti gratis''', ha spiegato Giovannini. ''La crescita non la fa una Legge di stabilità - aggiunge - oltretutto ricordo che questo è un disegno di legge, che questa è la proposta del Governo che verrà discussa in Parlamento, quindi il percorso è ancora lungo e nulla è scritto sulla pietra''. E a chi critica il Governo di aver formulato una manovra poco coraggiosa, replica: ''Dovremmo invece essere apprezzati per non vendere fumo. Abbiamo tagliato la spesa pubblica in modo realistico - sottolinea - senza mettere numeri che poi non si possono realizzare e senza tagli lineari, che si è visto non hanno funzionato''.

"I costi standard alla fine dell'anno dovrebbero essere finalmente completati e si potrà così finalmente aggredire la spesa pubblica in maniera più seria, piuttosto che con i tagli lineari", ha detto Giovannini. "Inizialmente c'era l'idea di agliare di 3 miliardi la spesa sanitaria: se questo fosse stato fatto, avremmo potuto fare una riduzione del cuneo", aggiunge il ministro, osservando tuttavia che una riduzione c'è stata.
''Complessivamente - sottolinea il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato - è una legge che coglie tutti gli aspetti ma non ha i numeri che piacerebbero anche a me. Per esempio - ha aggiunto il ministro - avrei voluto un taglio molto maggiore del cuneo fiscale, ma comunque un taglio c'è. Non ci sono aumenti di tasse e ci sono interventi importanti''. ''In Parlamento - ha spiegato - cercheremo di potenziare alcuni aspetti della legge".
"E' una misura che viene apprezzata per la parte qualitativa, si vorrebbe più importante per quella quantitativa. Cercherò di impegnarmi in questa direzione. Ci sono elementi che consentiranno di aumentare il Pil di un punto il prossimo anno. Questa è la sferzata che siamo stati in grado di dare", ha sottolineato Zanonato. 
Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, avverte:"L'orientamento unitario è per fare lo sciopero contro la legge di stabilità varata dal governo: lunedì lo decidiamo".

sabato 22 giugno 2013

Centomila in piazza a Roma per chiedere lavoro. “Letta abbia coraggio”

ROMA - Sono tornati in piazza San Giovanni a Roma Cgil, Cisl e Uil, nella manifestazione "Lavoro è democrazia". I sindacati chiedono provvedimenti urgenti sul lavoro, fisco contratti, politiche industriali. Presenti oltre 100mila persone. Due i cortei, il primo da piazza della Repubblica,  il secondo da piazzale dei Partigiani: entrambi poi sono arrivati in piazza San Giovanni.
Per il lavoro bisogna fare delle scelte, decidere ora e non tra qualche mese". E' l'appello ai politici del leader della Cigl, Susanna Camusso, durante la manifestazione dei sindacati a Roma. La Camusso ha ricordato che il lavoro è soprattutto "progetto e autonomia" per le persone. "Vogliamo salvare queste Paese", ha concluso la segretaria ricordando che "il futuro deve avere il lavoro come base".
"Questa di oggi non è una manifestazione una tantum, non è una manifestazione fatta tanto per dire che ci siamo: questa è la prima, e la nostra lotta proseguirà. Perché questa volta non possiamo perdere, se perdiamo noi il Paese perderà ogni speranza". Parole del leader della Uil, Luigi Angeletti, sottolineato chiudendo il suo comizio dal palco della manifestazione unitaria dei sindacati. "Il sindacato serve a sconfiggere questa politica", ha aggiunto.

"Basta cincischiare, basta bizantinismi: ora Letta abbia coraggio". Così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che aggiunge: "Il governo Letta ora deve dare una risposta, deve indicare una strada coraggiosa al Paese". Bisogna "dare una scossa", bisogna "dimezzare le tasse sul lavoro, ridurle fortemente su pensioni e imprese che investono".

venerdì 21 giugno 2013

La Camusso: il governo moltiplica i dossier, ma non decide

ROMA -  "Noi abbiamo la sensazione che i dossier si moltiplichino e che non si decida sui singoli capitoli" e "penso che ci sia un motivo. Il Governo precedente ha lanciato un infinito numero di compiti". Lo ha affermato il leader della Cgil, Susanna Camusso a 'Nove in punto' su Radio24. Intervendo sull'azione del Governo, Camusso ha sottolineato come il dibattito Imu-Iva evidenzia che si "continua a stare dentro gli echi della campagna elettorale più che tirar fuori il Paese".
"L'aumento dell'Iva diventa anche per un impatto psicologico" un provvedimento "importante" ciò che "non va bene è l'idea che siccome si deve intervenire sull'Iva, devi abolire anche la tassa sulla proprietà della casa", sull'Imu

"Il tema non è" parlare di "quali forme di flessibilità" per potenziare l'occupazione ed il lavoro in Italia, ma di "quali investimenti", mentre riguardo gli incentivi "c'è un rischio di difetto di efficacia se si fa solo quello". Sugli incentivi, Camusso ha aggiunto che "non abbiamo nessuna illusione che sia questo da solo il provvedimento che può determinare un'effettiva ripresa", "il Governo deve investire e guardare molto al territorio". Il "diritto di licenzirae chissà perche'" si pensa che potrebbe realizzare "chissà quale splendido mercato del lavoro" Invece "invito ad una riflessione. Il tema non è continuare a moltiplicare le incertezze ma creare una condizione migliore" per i lavoratori. "La discussione che non si fa è come ci si immagina che le persone affrontino il futuro. Nella totale incertezza? In Germania il sindacato ha il diritto di veto sul licenziamento che forse è una cosa ancora piu' decisiva della nostra normativa" ha aggiunto ancora Camusso

domenica 14 aprile 2013

Camusso: fondi esauriti, in 500mila rischiano di restare senza cassa integrazione


ROMA - C'e' il rischio'' che mezzo milione di italiani possa restare senza cassa integrazione. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso intervistata da Maria Latella a SkyTg24. ''In qualche regione siamo gia' arrivati all'esaurimento dei fondi. Non e' neanche detto che in alcune regioni si arrivi fino a giugno'' con i fondi della cig.
 ''I numeri di oggi non sono i numeri'' veri, ''perché sta moltiplicandosi la domanda di cig in deroga. Purtroppo i primi mesi del 2013 hanno determinato un'ulteriore accelerazione della crisi e della difficoltà''', ha spiegato Camusso, sottolineando che ''quelle risorse bisogna trovarle, non solo per proteggere il reddito di quei lavoratori, ma per evitare che ci sia un'ulteriore spirale di avvitamento sulla riduzione dei consumi e quindi un'ulteriore riduzione della base produttiva di questo paese che si e' già ridotta consistentemente''. 

lunedì 25 marzo 2013

Berlusconi propone un governo Bersani-Alfano


ROMA - Per Pier Luigi Bersani "la verità è che c'è una situazione drammatica e servirebbe un governo che fa miracoli". Intanto Silvio Berlusconi mette le carte in tavola per la formazione del governo nel corso dell’assemblea dei gruppi alla Camera: sì a Bersani premier a patto che suo vice sia il segretario Pdl,Angelino Alfano. Il Pdl terrà nuove manifestazioni sul modello di quella fatta sabato a Roma, la prima a Bari tra 15 giorni.
Il leader del Pd, del resto, è consapevole che la nascita dell'esecutivo a sua guida non può prescindere da una partita al Colle che coinvolga anche il Pdl. Così sfodera una rosa di cattolici sui quali potrebbe aprirsi una trattativa: Franco Marini, Sergio Mattarella ePierluigi Castagnetti.  Lo annuncia Silvio Berlusconi nel corso dell'assemblea dei gruppi in corso alla Camera.
“Bisogna fare il governo e farlo a tutti i costi. La situazione è drammatica e il Paese ha bisogno di un accordo tra le forze politiche. Una classe politica avveduta e responsabile deve trovare la sintesi". Così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine delle consultazioni del premier incaricato Pier Luigi Bersani con i sindacati alla Camera. Bonanni ribadisce: "Siamo contrarissimi a tornare a votare".
"Bisogna fermare la crisi dell'economia ed il degrado del Paese" e, quindi, "porre l'accento su come si danno risposte al lavoro". Serve un governo che indichi "un segno di cambiamento" per "cominciare ad occuparsi dell'economia reale e della condizione delle persone". Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine delle consultazioni del premier incaricato Pier Luigi Bersani con i sindacati alla Camera.

giovedì 3 gennaio 2013

Diluvio di critiche sulle esternazioni di Monti a Unomattina


ROMA - "Monti ci dà degli estremisti. Tagliare le ali vuol dire far fuori Stefano Fassina e me con i nostri cattivi consigli. Non solo si è montato la testa, ma ha proprio perso la testa". Renato Brunetta a Tgcom24 ha commentato così le critiche arrivategli dal premier uscente, scatenato a Unomattina questa mattina. "La cosa che mi ha toccato - ha chiarito - è stato il silenziare Fassina: è inaccettabile". "Monti - ha poi aggiunto - si comporta come un tecnocrate autoritario".
"Siamo un partito liberale che non chiuderà mai la bocca a nessuno". E' quanto detto dal leader Pd, Pier Luigi Bersani, in risposta alle parole di Mario Monti, che aveva giudicato "una buona cosa il silenziare gli estremisti". "Ribadisco il rispetto - ha aggiunto Bersani - ma lo chiedo per tutto il partito. Credo che il coraggio che mi si chiede io l'ho già dimostrato, non è quello di chiudere la bocca alla gente ma di farla partecipare".
"Monti è sceso in campo con la presunzione di chi vuole partecipare ma anche sentirsi arbitro e decidere chi ha vinto: ha vinto lui". E' durissimo il leader di Sel, Nichi Vendola, con il presidente del Consiglio, e parlando a Tgcom24 denuncia in Monti "un elemento di arroganza che va respinto". Vendola, poi, sottolinea come il premier abbia "imparato le regole della politica con grande velocità: occupa tv e mass media con abilità berlusconiana".
"E' un professore e i professori parlano sempre ex cathedra e non accettano di essere contraddetti", dichiara il leader del Pdl Berlusconi intervistato da Radio Radio. "Sono lontani dalla realtà che guardano dal buco della serratura mentre hanno lo stipendio sicuro e non conoscono - conclude - le difficoltà che ha un'impresa". A proposito della presenza in tv di Monti ha commentato: "Se lo fa lui non è scandalo, lui che ha parlato 4 volte al giorno per 13 mesi approfittando di ogni occasione per mettersi in mostra. Se lo fa lui va bene se le faccio io è uno scandalo". Il leader Pdl non ha risparmiato neanche Marco Travaglio: "Travaglio è bravissimo. E' un genio del male, un pm mediatico. Chi fa il pm ama fare il male agli altri, io amo fare il bene. Non tutti i pm? Se uno non è così non fa il pm". Poi l'affondo in direzione del pm Antonio Ingroia: "Grasso è una persona non estremista mentre Ingroia si è dimostrato di estremissima sinistra e questo la dice lunga su come stanno le cose nella magistratura. In Italia ci sono magistrati che hanno avuto indagini delicatissime come Ingroia che si è occupato della trattativa Stato-mafia e le ha portate avanti con la testa che ha, questo è un cancro della nostra vita democratica".
Severo giudizio della leader della Cgil, Susanna Camusso, sull'operato dell'esecutivo. "Sul piano delle politiche realizzate ha sbagliato tutto, Monti ce l'ha con il lavoro e non ha idea di com'è fatto il nostro Paese", ha spiegato la Camusso in un'intervista all'Espresso. "Chi ha deciso di candidarsi alle elezioni dovrebbe discutere dei suoi programmi. Trovo abbia poche proposte e molte critiche".


giovedì 13 settembre 2012

Monti: lo statuto dei lavoratori frena nuovi posti di lavoro


ROMA - Intervenendo a un convegno all'Università Roma Tre il premier Mario Monti ha affrontato i problemi del mercato del lavoro. "Alcune disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate a un intento nobile di difendere i lavoratori - ha detto - hanno determinato un'insufficiente creazione di posti di lavoro".
Alle parole di Monti ha replicato Susanna Camusso: "Penso che sia la dimostrazione che questo governo non ha idea su cosa fare per lo sviluppo e la crescita". Il leader della Cgil ha dichiarato: "Pare che il governo abbia esaurito qualunque spinta propulsiva. E' la ripetizione di un film che abbiamo già visto".

Monti ha inserito la sua considerazione sullo Statuto dei lavoratori in un discorso più generale riferito alle politiche economiche del passato ed in particolare a "certe disposizioni, giustamente, tese a tutelare le parti deboli nei rapporti economici". Disposizioni che però "hanno finito, impattando nel gioco del mercato, per danneggiare le stesse parti che intendevano favorire".

A tal proposito il presidente del Consiglio ha fatto riferimento anche a "certe norme sul blocco dei fitti" che "hanno reso più difficile la disponibilità di alloggi in affitto a favore di coloro che si volevano tutelare".

martedì 3 luglio 2012

Spending review: i sindacati insoddisfatti dell’incontro con il governo. “Verso lo sciopero generale”


ROMA - "Non credo si possa evitare lo sciopero generale se ci saranno solo tagli lineari" come quelli annunciati sui pubblici dipendenti”. Lo afferma il segretario della Uil, Luigi Angeletti, uscendo da Palazzo Chigi dopo l'inconro sulla spending review. Siete soddisfatti? "No", replica.
Angeletti, al termine del confronto con il Governo, spiega che "hanno annunciato anche intenzioni che condividiamo, tipo accorpare le province oppure rivedere i costi per gli acquisti. Ma sono solo buone intenzioni, non dicono come lo faranno". E sul taglio dei dipendenti della P.a. il leader della Uil aggiunge: "Noi abbiamo detto che che siamo disposti a discutere ma loro si sono rifiutati di farlo. Temiamo che alla fine, banalmente, saranno solo tagli lineari". Sulla tempistica dell'intervento sul pubblico impiego aggiunge: "ci hanno detto che faranno valutazioni sulle varie amministrazioni e poi ci sarà l'esito. Ma è talmente complicato che alla fine la cosa più semplice sarà fare i tagli lineari".
 E Susanna Camusso (Cgil): "Stiamo procedendo ad una mobilitazione unitaria, che deve continuare. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti che pensiamo che bisogna usare anche lo sciopero generale e pensiamo il tema di quello sciopero si chiami lavoro e creazione di lavoro perché questa è la risposta di cui ha bisogno il Paese".

sabato 16 giugno 2012

Roma: duecentomila al corteo dei sindacati per il lavoro



ROMA - "Siamo 200 mila": questa la cifra aggiornata dagli stessi organizzatori di quanti partecipano, in piazza a Roma, alla manifestazione unitaria organizzata da Cgil, Cisl e Uil, per il lavoro, la crescita, il welfare e per cambiare il fisco. "Ci aspettiamo che il ministro Fornero corregga il suo errore": così il numero uno Raffaele Bonanni ha risposto ad una domanda sull'intervento previsto in Parlamento martedì sulla questione. Secondo Bonanni la vicenda esodati "é il risultato di iniquità e spregiudicatezza e il frutto malefico della mancanza di confronto e concertazione".
Cigl Cisl e Uil sono in piazza oggi "per le ragioni del cambiamento" perché l'agenda politica per ora ha prodotto solo "iniquità e diseguaglianza e non ha dato risposte sul lavoro e sullo sviluppo". Lo ha detto il segretario generale Cgil, Susanna Camusso, a margine della manifestazione "Chiediamo il cambiamento dell'agenda politica, senza non ci sono prospettive per il Paese".
Il corteo e' partito da piazza della Repubblica e arriva in piazza del Popolo. Nel corso della manifestazione è possibile che i sindacati annuncino nuove mobilitazioni e nuovi scioperi contro, afferma il numero uno della Cgil, Susanna Camusso "l'insopportabile iniquità con cui si è esercitato il rigore".

martedì 12 giugno 2012

Camusso: sugli esodati pronti a sciopero generale


ROMA - Sugli esodati ci vuole "una via d'uscita che sia uguale per tutti", serve "una norma generale che dia certezza a tutti i lavoratori che si trovano in quella condizione". E in assenza di risposte la Cgil e' pronta allo sciopero generale.
  Lo ha ribadito la leader del sindacato, Susanna Camusso, in un'intervista a 'Repubblica' dopo la diffusione del rapporto Inps sul numero degli esodati e la conseguente polemica con il ministero del Lavoro, che sugli esodati da' altre cifre. Anche Susanna Camusso critica l'Inps e osserva: "Nella gestione dell'Inps non c'e' trasparenza". .

venerdì 16 marzo 2012

Mercato del lavoro: la Camusso si mette di traverso, ma per il ministro Fornero "trovare un accordo è imprescindibile"


ROMA - La leader della Cgil Susanna Camusso frena sulla riforma del mercato del lavoro: per l'accordo c'e' ancora molta strada da fare e le proposte sull'art.18 fatte finora non vanno bene. Ma il ministro del Lavoro Elsa Fornero incalza: un'intesa e' imprescindibile, ed e' per il futuro dei giovani e del Paese. Emma Marcegaglia invece chiede al governo di rivedere la flessibilita' in entrata.
"Nel mercato del lavoro - dice il ministro durante il suo intervento a Bologna alla cerimonia per ricordare i 10 anni dalla morte di Marco Biagi - trovare un accordo e' un elemento importante ed imprescindibile che da un valore aggiunto di notevole importanza alla qualita' della riforma". La riforma "non e' fatta contro qualcuno ma per il Paese, per il suo futuro e per le giovani generazioni che sono il futuro come ben sapeva Marco Biagi". Fornero si e' detta "fiduciosa che questa riforma si fara' con il consenso".

La Camusso sull'articolo 18: le proposte finora non convincono, c'è ancora strada da fare


FIRENZE  - Sull'articolo 18 "vedremo quali proposte saranno fatte: quelle sentite finora dal governo non ci convincono, e non vanno bene". Lo ha affermato Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, parlando della riforma del mercato del lavoro a margine di una iniziativa del sindacato a Firenze.
"Gli accordi sono possibili quando c'é un merito che viene condiviso: se dovessi dirlo oggi, credo che ci sia ancora della strada da fare".

"Continuo a pensare che la trattativa vada fatta con le parti sociali". Ha detto Camusso parlando dell'ipotesi di 'modello tedesco' per la riforma del mercato del lavoro, emersa ieri al vertice fra il premier Mario Monti e i segretari dei grandi partiti di maggioranza. "Non ho notizie, se non quelle giornalistiche, su cosa si siano detti", ha proseguito a margine di un'assemblea a Firenze, aggiungendo che "vedremo cosa ci dirà il governo al tavolo martedì".