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giovedì 22 gennaio 2015

FASSINA: Renzi capeggiò i 101 che bocciarono Prodi


ROMA, 22 gennaio - “Non è un segreto" che Matteo Renzi nel 2013 abbia guidato i 101 che bocciarono Romano Prodi al Colle. Così il deputato della minoranza Pd Stefano Fassina. "A differenza di quelli che oggi chiedono disciplina e due anni fa hanno capeggiato i 101, noi siamo persone serie. Nessuno deve temere da noi i franchi tiratori", afferma.
A Palazzo Chigi un vertice tra Matteo Renzi e la delegazione Pd in campo per il Quirinale: Guerini, Serracchiani, Orfini, Zanda e Speranza. Secondo quanto si apprende, viene confermato il metodo condiviso in direzione per arrivare all'indicazione del candidato alla presidenza della Repubblica.
Si svolgerà domani alle 16 la riunione della segreteria del Pd rinviata oggi. Al termine, secondo quanto si apprende, verrà diffuso il calendario degli incontri tra il Pd e le altre delegazioni di partito sul Quirinale. Alla riunione della segreteria parteciperanno anche i componenti della delegazione che affianca Matteo Renzi in vista delle votazioni sul Colle. 

Grillo e Casaleggio 'chiamano' Matteo Renzi e invitano il premier a fornire una rosa di nomi che sottoporranno, poi, al giudizio del web. "Chiediamo a Renzi prima che inizino le votazioni la rosa dei nomi che si appresta a presentare - pressano i due dal blog dell'ex comico - per proporla ai nostri iscritti in Rete e farla votare". "Toc toc Renzi batti un colpo di democrazia" si legge sul blog. 

venerdì 26 dicembre 2014

JOBS ACT, Cgil: lesi i diritti collettivi e individuali. Fassina, dettato dalla Troika

ROMA, 26 dicembre - Nuove critiche dalla Cgil al governo dopo l'approvazione del Jobs Act. Le nuove misure, sottolinea il sindacato, danno "il via libera alle imprese a licenziare in maniera discrezionale lavoratori singoli e gruppi di lavoratori". "Più che di rivoluzione copernicana - viene chiarito - siamo ad una delega in bianco alle imprese a cui viene appaltata la crescita. Queste misure ledono diritti collettivi ed individuali".

"Purtroppo, i primi due decreti attuativi della Delega Lavoro confermano l'obiettivo vero dell'intervento: ulteriore svalutazione del lavoro, data l'impossibilità di svalutare la moneta, per puntare illusoriamente a crescere via export. Insomma, un'altra tappa del mercantilismo liberista raccomandato dalla Troika". Lo scrive il deputato Pd Stefano Fassina sul blog dell'Huffington Post. "Non è una rivoluzione copernicana. È una rivoluzione conservatrice, un cambiamento regressivo", attacca.

sabato 22 novembre 2014

Affondo di FASSINA: mi preoccupa questo Pd in linea con i poteri forti



Stefano Fassina
ROMA -  "Questo Pd mi preoccupa perché è sempre più in linea con gli interessi più forti e meno vicino agli interessi e alle domande delle persone che cercano lavoro e che sono precarie". Lo afferma il deputato del Pd Stefano Fassina ai microfoni del Gr1, replicando al premier Renzi. Lo fa anche sul Jobs act sottolineando che "la soluzione trovata non è soddisfacente. Rimane un intervento che fa arretrare le condizioni del lavoro e il contrasto alla precarietà è puramente virtuale e senza risorse"

giovedì 9 ottobre 2014

JOBS ACT, Bersani e Fassina polemici, Camusso pronta alla battaglia

ROMA - "Voglio credere che ci siano spazio e tempo per le modifiche" sul Jobs Act alla Camera. L'ex segretario Pd Pier Luigi Bersani lo afferma a margine di una conferenza a Montecitorio, mentre la Cgil accusa il governo di aver compiuto, ponendo la fiducia, "una palese forzatura che ha compresso il dibattito parlamentare, posto le basi per un'ulteriore precarizzazione dei giovani, tolto diritti invece di estenderli, aperto spazi all'arbitrio e al sopruso".
"In assenza di modifiche significative" sul Jobs Act "io ritengo che la manifestazione della Cgil del 25 ottobre sia utile e quindi andrò in piazza". Lo spiega il deputato "dissidente" Pd Stefano Fassina a margine di una conferenza stampa a Montecitorio. Fassina ha quindi sottolineato di non essere "disposto a votare la delega sul lavoro come uscita dal Senato". E sulla volontà del governo di accelerare l'esame del Jobs Act in vista della legge di stabilità Fassina precisa: "La legge arriva in Aula a metà novembre, ci sono tutti i tempi per una discussione approfondita in commissione. Non è un problema di tempi, ma di volontà politica del governo. Se c'è facciamo un testo utile ai lavoratori", osserva.
 Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, la fiducia incassata dal governo sul Jobs Act non chiude la battaglia. "Sapevamo che il Senato avrebbe votato, era assolutamente chiara la volontà del governo ma come abbiamo detto anche programmando la manifestazione del 25 ottobre, non è sufficiente il voto del Parlamento per decidere che questa battaglia è finita". 

 Rispondendo a una domanda sull'eventualità che le altre organizzazioni sindacali possano unirsi alla manifestazione del 25 ottobre, la Camusso ha quindi spiegato che "bisogna avere la pazienza di guardare un movimento che cresce e nel frattempo non avere la preoccupazione che il tempo sia contro di noi. Il tempo è con noi". 

domenica 5 gennaio 2014

Renzi a Fassina: non ci si dimette per una battuta

ROMA - E' stata, come è noto,  una battuta di Renzi su Fassina a portare alle dimissioni del viceministro dell'Economia che lascia in polemica con lo stesso segretario Pd accusato di volere "un partito padronale". E il sindaco di Firenze replica su Facebook: "Visione padronale? Non me ne ero accorto quando si trattava di confermare i capigruppo o di scegliere il presidente dell'assemblea o di tenere aperta la segreteria anche a persone non della maggioranza".
Se il viceministro dell'Economia - in questi tempi di crisi - si dimette per una battuta, mi dispiace per lui. Se si dimette per motivi politici, grande rispetto", ha aggiunto riferendosi sempre a Fassina. Il vicesegretario si è dimesso in modo irrevocabile, consapevole che i suoi spazi di manovra, dentro un esecutivo nel quale Renzi vorrà dettare la linea, sono sempre più ristretti.
Renzi ha sempre assicurato di non voler nessun rimpasto al governo stile vecchia Repubblica: "A differenza di quello che avrebbe fatto la politica tradizionale il primo mio gesto non è stato chiedere il rimpasto, come Fassina mi ha chiesto su tutti i giornali. Continuo a non chiederlo". Di sicuro si sa che non "gradisce" il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Più Anna Maria Cancellieri (Giustizia) e qualcuno dei cinque ministri di Angelino Alfano. "Il rimpasto non è all'ordine del giorno - ha assicurato il leader del Pd - la mia squadra funziona. Il rilancio del governo passerà a gennaio attraverso il contratto di coalizione, non con un carosello di poltrone tipico della Prima Repubblica".


Sulla riforma del voto, invece, per Renzi la prossima settimana il momento della verità. "Abbiamo fatto tre proposte: su una Fi ha mostrato interesse, e aspettiamo risposte da quello che e' il secondo partito, su un'altra ha aperto Ncd mentre Grillo ha preso tempo. Perché non dovremmo farcela?". Il leader Pd ha semplificato, certo, le difficoltà dei veti incrociati e nella riunione, a quanto si apprende, ha ribadito che il perimetro per cercare un accordo parte dalla maggioranza di governo ma per arrivare in porto "non chiudiamo a nessuno". Una determinazione che alimenta i timori di chi sospetta che il vero obiettivo di Renzi siano le elezioni politiche a fine maggio. Il premier Letta non la pensa così ed è convinto che alla fine si troverà un'intesa dentro la maggioranza. 

sabato 4 gennaio 2014

Renzi: Fassina chi? E lui si dimette

ROMA - Il viceministro dell'Economia Stefano Fassina ha presentato al premier Enrico Letta le proprie "dimissioni irrevocabili", secondo quanto ha riferito all'ANSA.  Fassina chi? Così Matteo Renzi aveva interrotto la domanda di un giornalista che gli stava chiedendo: "So che è allergico al termine rimpasto, ma Fassina...". Renzi lo ha guardato sorridendo ribattendo "chi?"

"Le parole del segretario Renzi su di me confermano la valutazione politica che ho proposto in questi giorni: la delegazione del Pd al governo va resa coerente con il risultato congressuale. Non c'è nulla di personale. È questione politica. È un dovere lasciare per chi, come me, ha sostenuto un'altra posizione". Così Fassina spiega le sue dimissioni. "È responsabilità di Renzi, che ha ricevuto un così largo mandato - osserva Fassina, nel motivare le sue dimissioni dal governo - proporre uomini e donne sulla sua linea". Di conseguenza "restituisco irrevocabilmente il mio incarico al presidente Letta - aggiunge - Ringrazio il presidente Letta per la fiducia che mi ha concesso. Ringrazio anche il ministro Saccomanni per l'opportunità che mi ha dato per lavorare con lui. Ringrazio i colleghi, il viceministro Casero e i sottosegretari Giorgetti e Baretta per l'ottima intesa che abbiamo avuto. Continuerò - conclude Fassina - a dare il mio contributo al governo Letta dai banchi della Camera".

martedì 26 novembre 2013

Fassina: nella legge di stabilità il reddito minimo, tassando le pensioni d'oro

ROMA - Nel maxiemendamento alla legge di Stabilità "vi è un importante intervento, seppur sperimentale, per il contrasto alla povertà: l'introduzione di un reddito minimo". Lo ha detto nell'aula del Senato il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, nell'ufficializzare la richiesta della fiducia. Il reddito minimo sarà finanziato abbassando da 150mila a 90mila euro la soglia delle pensioni d'oro da cui attingere per il contributo di solidarietà.

lunedì 11 novembre 2013

Il viceministro Fassina contro l'intesa Pd-Pdl sulla no tax area

ROMA - "E' presto" per parlare di intesa tra Pd e Pdl sull'ampliamento della 'no tax' area per i redditi fino a 12mila euro. Lo afferma il viceministro dell' Economia, Stefano Fassina, che boccia l'idea: l'operazione, afferma, è "molto costosa e non è finalizzata soltanto ai redditi più bassi". Ne beneficerebbero anche i più ricchi. Le "poche risorse" a disposizione, osserva, "le dirotterei su quella parte di lavoratori e famiglie più in difficoltà" mentre "aumentare la 'no tax area' vuol dire darle anche a chi ha un milione l'anno. Non mi sembre una priorità". "Mi pare sia presto per parlare di intese" dice Fassina rispondendo ai giornalisti che chiedono se i due emendamenti alla legge di stabilità presentati Pdl (Bonfrisco) e Pd (Sangalli) siano il frutto di un'intesa. "Ci sono emendamenti che offrono convergenze - aggiunge il viceministro Pd - ma mi sembra che una discussione per definire intese non vi sia". A chi chiede se comunque sia personalmente favorevole alla proposta, Fassina replica affermando che "su questo punto il Governo ha dato al Parlamento ampia disponibilità di rivedere l'area dei beneficiari della riduzione fiscale concentrandola sui redditi più bassi". "Da come ho capito gli emendamenti - aggiunge - temo che l'operazione sia molto costosa e non finalizzata soltanto ai redditi più bassi. Essendo un innalzamento della 'no tax area' riguarda tutti. Non sono sicuro che sia il modo migliore per utilizzare le scarse risorse che abbiamo. Ne discuteremo nei prossimi giorni. Io le dirotterei su quella parte di lavoratori e famiglie più in difficoltà. Purtroppo abbiamo poche risorse. Aumentare la 'no tax area' vuol dire darle anche a chi ha un milioni l'anno di reddito. E non mi sembra una priorità oggi".

domenica 3 novembre 2013

Fassina: il Pdl ora critica la Sevice tax; ma non si era dichiarato d’accordo?

ROMA - "Perché una parte del Pdl ora critica? Ha cambiato idea? Oppure è un attacco strumentale per coprire scelte dovute alla vicenda giudiziaria di Berlusconi?". Così il viceministro all'Economia Stefano Fassina a proposito degli attacchi relativi alla Service tax prevista dalla Legge di Stabilità. "L'impianto della Tari-Tasi introdotto dal Disegno di Legge di Stabilità - afferma Fassina - è stato definito, insieme alla cancellazione dell'Imu, dal Consiglio dei Ministri di fine agosto, con l'accordo di tutti i capigruppo della maggioranza a sostegno del governo Letta. Pdl incluso e soddisfatto. Perché una parte del Pdl ora critica? Ha cambiato idea?".

 Viste le dichiarazioni dei lealisti sulla legge di stabilità, "è lecita una domanda: vogliamo migliorarla nell'interesse dei cittadini oppure vogliamo trasformare la legge di stabilità in una assurda resa dei conti interna" al Pdl "sulla pelle degli italiani, lasciando il Paese senza governo?". Così il ministro Maurizio Lupi.

lunedì 21 ottobre 2013

Fassina: da misersabile il gesto dell'ombrello a Equitalia di Maradona a Che tempo che fa

ROMA - "E' un gesto da miserabile e credo che vada perseguito con grande determinazione". Così il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, commenta il gesto dell'ombrello a Equitalia di Maradona, ospite a Che tempo che fa. Funzionari di Equitalia hanno notificato nei giorni scorsi a Diego Armando Maradona un avviso di mora da oltre 39 milioni di euro. "Stiamo parlando di quasi 40 milioni di euro, farebbe bene a imparare a rispettare le leggi"
L'esponente del governo e del Pd ha parlato a a Mix 24 su Radio24, toccando anche altri temi. "Sarebbe un errore - dice il viceministro riferendosi alle polemiche sulla legge di stabilità - se i sindacati dovessero optare (come successivamente hanno fatto ndr) per lo sciopero generale. E spiega che, di fronte ai vincoli stringenti in cui si muove, il governo potrebbe trovare nello sciopero "un momento di difficolta'". Per Fassina, le tasse sono un'emergenza nazionale: dobbiamo ridurle, colpire i grandi evasori per recuperare risorse. E sull'Imu spiega che la seconda rata "non si paghera'", ma il governo dovrà trovare il modo per coprire 2,4 miliardi, un ammontare "che e' molto difficile coprire".

domenica 15 settembre 2013

Brunetta: a giorni il decreto di blocco dell'aumento dell’Iva

ROMA - ''A giorni ci sarà un decreto di non aumento dell'Iva con relativa copertura. Ve lo dico, è una garanzia''. Lo ha affermatoRenato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera. ''C'e' l'impegno del governo e delle forze di maggioranza a non far aumentare l'Iva a ottobre. Poi nella legge di stabilità - ha aggiunto - ci sarà la riforma complessiva della tassazione Iva''.
Serve una manovra aggiuntiva per l'equilibrio dei conti ? ''Chiedete a Saccomanni, i dati li ha lui'' è la risposta di Brunetta. ''E' lui che governa il Tesoro ma mostra opacità. Mostrare opacità - ha aggiunto a margine del Meeting della Confesercenti - non fa mai bene alla credibilità''.

''L'aumento dell'Iva sarebbe molto negativo, avrebbe un effetto recessivo molto pesante, va evitato''. Lo afferma il viceministro all'Economia Stefano Fassina. Sollecitato a scegliere tra un intervento sul cuneo fiscale e l'aumento dell'aliquota Iva, ''scelgo il non aumento dell'Iva - ha detto parlando alla platea della Confesercenti.

giovedì 29 agosto 2013

Fassina: all’addio all’Imu farà scattare l’Iva. Alfano: non è vero

ROMA - L'addio all'Imu, con la cancellazione per tutti delle rate dell'imposta, rende ormai "irrimediabile" l'aumento dell'Iva previsto per il primo ottobre. Ne è convinto il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina. "In una fase così difficile - spiega - dedicare un miliardo per eliminare l'Imu per meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse a finanziare, ad esempio, il rinvio dell'aumento dell'Iva per ottobre".
La cancellazione dell'Imu non porterà all'introduzione di altre tasse perché il gettito mancante verrà compensato da tagli alla spesa pubblica e "altre modalità virtuose". E' stata un'operazione "fatta senza commutare questo con altre tasse". Questa, indirettamente, la risposta del vicepremier Angelino Alfano al collega di governo Fassina: "Speriamo che tutto ciò si trasformi in consumi perchè impedendo che i soldi per il pagamento dell'Imu affluiscano alle casse dello Stato avremo messo circa 5 miliardi nell'economia reale", ha aggiunto Alfano.

Il vicepremier poi, sul tema Iva, non si sottrae e precisa: il prossimo obiettivo è quello di evitarne l'aumento, a partire dalla scadenza di ottobre. "Per noi ha avuto davvero il senso di una missione compiuta - dice riferendosi al provvedimento preso in Consiglio dei ministri - perché è stata una grande battaglia che abbiamo spiegato agli italiani durante la campagna elettorale e avere centrato questo risultato è davvero straordinario. E' chiaro che lo consideriamo non il nostro successo, ma il successo di milioni di italiani che dovevano pagare una tassa e non dovranno più pagarla". Ma aggiunge anche: "Ora un altro obiettivo importante che abbiamo per settembre è quello di evitare l'aumento Iva di un punto percentuale e siamo fiduciosi".

Fassina - Insomma, per Fassina la "vittoria" del Pdl sull'Imu rende ormai una via obbligata il ritocco di un punto sull'imposta sul valore aggiunto. Ma, continua, quelle risorse sarebbero servite anche ad "allentare il Patto di stabilità interno dei Comuni e a rianimare i piccoli cantieri e l'attività di migliaia di imprese artigiane e relativi lavoratori". Tutto sfumato, per il viceministro, proprio per colpa del decreto legga appena approvato.

D'altra parte, Fassina ci tiene a precisare che il Consiglio dei ministri ha abolito l'Imu ma "non la tassazione sulla prima casa" perché la Service Tax "conferma una componente patrimoniale dell'imposta come è per l'Imu". Una decisione che viene giudicata dal viceministro un buon compromesso tra le esigenze politiche in campo, che però contiene anche parti che il Pd giudica "sbagliate", come spiega all'Huffington Post. "Dobbiamo dire la verità. L'errore va evitato nel reperimento dei 2,4 miliardi necessari a finanziare la cancellazione della seconda rata dell'Imu 2013 dovuta a dicembre. Vanno chiamate a contribuire anche le prime abitazioni di valore più elevato attraverso un acconto della Service Tax o altre soluzioni temporanee. Altrimenti, priorità di interesse generale continuano a soffrire".

Anche il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, ritiene a questo punto inevitabile l'aumento dell'Iva. "E' chiaro - spiega - che avere dedicato tante risorse all'abolizione dell'Imu creerà qualche problema in più sulla questione dell'Iva, su questo il viceministro Fassina ha perfettamente ragione".



domenica 25 agosto 2013

Sull’Imu scontro Brunetta-Fassina

ROMA - ''Non pensi Saccomanni di arrivare in Cdm con una proposta 'prendere o lasciare'. Dati i tempi non penso che sarebbe produttivo''. Così Renato Brunetta intervistato da Sky Tg24.''Sull'Imu io non ho nessuna informazione e mi sono anche stufato di questo modo di procedere per indiscrezioni del governo'' dice il capogruppo del Pdl alla Camera sottolineando che ''i membri della Cabina di Regia non hanno avuto alcuna proposta ufficiale da parte di Saccomanni. Brunetta ricorda invece che ''si sapeva sin dall'inzio che l' Imu era un problema e il Pdl il 22 luglio ha consegnato a Saccomammi un articolato con proposte e le relative coperture. Ma ad oggi ho sentito solo indiscrezioni, chiacchiere e non una proposta''.

Le risorse per cancellare l'Imu sulla prima casa non sono sufficienti ad esentare anche le abitazioni di lusso:  così replica il viceministro all'Economia, Stefano Fassina, sempre a SkyTg24. ''Vorrei che il Pdl prestasse, attenzione non solo verso chi ha appartamenti di 400 metri quadrati ma verso chi rischia di non vedere rifinanziata la Cig in deroga''. 

domenica 5 maggio 2013

Berlusconi. la fiducia al governo legata all’abrogazione dell’Imu


ROMA - La fiducia del pdl al governo Letta è legata all'abrogazione dell'Imu. Lo dice Silvio Berlusconi al Tg4: "E' così, ma non per puntiglio: è cosa buona e giusta non pagare l'Imu a giugno". L'Imu, dice Berlusconi, è negativa per l'economia: "Produce negatività nelle famiglie che hanno incertezza sul loro futuro e consumano meno". "E' molto difficile per la sinistra italiana venir fuori dallo stato precedente, di odio nei nostri confronti", ha aggiunto Berlusconi parlando dei veti sulla presidenza della convenzione per le riforme. "Ho la speranza che stando al governo insieme possiamo chiudere questa guerra civile fredda per iniziare la riappacificazione"
"L'impegno che ha preso Enrico Letta è che la rata di giugno non si paga". E' quanto ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, in merito all'Imu. "Sono due miliardi - ha evidenziato - e c'é un lavoro per recuperarli. Non è tantissimo; il bilancio dello Stato sono 800 miliardi".
Il Movimento 5 Stelle "é favorevole a togliere l'Imu sulla prima casa", ma solo "per le soglie di reddito più basse... Chi ha redditi elevati paghi le tasse sulla prima casa". Lo ha detto il capogruppo al Senato, Vito Crimi, intervistato su Sky da Maria Latella.
"Troveremo un compromesso sull'Imu, ma è solo una delle tante voci che pesano sulle famiglie. Evitiamo guerre di religione, l'obiettivo è aumentare il potere d'acquisto". Lo afferma il viceministro dell'Economia Stefano Fassina, secondo cui "non c'é dubbio che gli sforzi andrebbero concentrati sulle tasse che gravano sul lavoro e sull'impresa". Su questo, dichiara in un'intervista alla Stampa, "cercheremo di convincere il Pdl".

mercoledì 2 gennaio 2013

Monti sale sempre più in campo: “ Miro a ridurre la tassazione sul lavoro e la spesa pubblica”


ROMA - "D'ora in poi per realizzare riforme, occupazione e crescita dovremmo avere un'altra coalizione: dovremo coalizzare chi è disponibile per le riforme e non per la conservazione". Così il presidente del Consiglio Mario Monti a "Radio Anch'io", auspicando "maggioranze larghe per grandi riforme".
Il premier commenta anche l'annuncio di Berlusconi a proposito di una commissione d'inchiesta sulla nascita del governo tecnico dicendo che è "un'idea interessante, stravagante, tardiva. Ma ben venga". 
Monti dice poi di puntare a "ridurre la tassazione sul lavoro e parallelamente la spesa pubblica", primi obiettivi indicati. "Servono - precisa - alleggerimenti di situazioni per le famiglie, soprattutto quelle numerose, un sistema sanitario che funzioni ancora meglio e a costi minori, e ci stiamo lavorando, e un sistema fiscale che consenta una redistribuzione del reddito dai più ricchi ai più poveri. Per questo il sistema fiscale deve funzionare".
Monti torna poi a parlare del suo concetto di innovazione, dicendo: "Io sono salito in campo non schierandomi pro o contro singoli partiti, ma schierandomi fortemente per determinate idee. Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi e in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro".
Monti ha inoltre chiarito come avverrà la selezione dei candidati nelle liste della coalizione che sostiene l'Agenda Monti: "Bondi farà un secondo controllo. Il primo sarà quello dell'adeguatezza dei candidati a un disegno che scommette su un'Italia nuova, dovremo essere selettivi. Poi con l'aiuto di Bondi valuteremo il pieno rispetto dei criteri sulla candidabilità, introdotti ora per legge".
A proposito dell'ipotesi di una sua candidatura al Colle, la risposta al direttore del Gr Rai Antonio Preziosi è: "La prospettiva del Quirinale non è mai stata un mio obiettivo. Sono stati gli osservatori a parlare di una mia candidatura al Quirinale. Un obiettivo che ora è meno probabile".

lunedì 3 dicembre 2012

Bersani al lavoro per il nuovo governo. Renzi: “Sono in modalità off e torno a fare il sindaco”


ROMA - Matteo Renzi torna a fare il sindaco di Firenze e Pierluigi Bersani lavora al "governo del cambiamento" dopo il ballottaggio delle primarie del centrosinistra che ha visto il leader Pd battere lo sfidante con oltre il 60% di preferenze. "E' stata una splendida pagina di democrazia, una bellissima avventura", ha detto il segretario arrivando alla sede del Pd. "La prossima avventura e' il governo, ma il governo del cambiamento - ha sottolineato - ci si mette dunque a lavorare per allestire il profilo di cambiamento".
Renzi, arrivando di buon mattino in Comune, non nasconde l'amarezza, dicendosi "dispiaciuto", ma sottolineando che "il risultato politico c'e'" e che "straperdere al ballottaggio era largamente prevedibile". Tanto che "una settimana prima del primo turno", spiega, si era accorto che la distanza dal segretario del partito era divenuta ormai incolmabile. Il dispiacere deriva, semmai dai sondaggi che a meta' ottobre "erano ottimi". Partita finita, comunque, "sono in modalita' off", dice congedando i giornalisti.
Per non disperdere il 'tesoretto' di consensi che si e' aggregato attorno a Renzi, i comitati che lo hanno sostenuto non chiuderanno. Parola di Roberto Reggi, coordinatore delle primarie per il sindaco di Firenze: "I comitati Renzi sicuramente resteranno aperti. Siamo riusciti a coinvolgere piu' di un milione di persone, non si può disperdere tutta questa gente che non era più interessata alla politica e che e' ritornata con grande passione. Per consolidare questa rete dobbiamo fare in modo che questo progetto che abbiamo proposto trovi spazio nel progetto di governo, altrimenti - osserva - ci sarebbe ancora più disaffezione e questo non conviene a nessuno. Il segretario lo sa bene". Parole a cui risponde indirettamente Stefano Fassina, responsabile economico del Pd e bersaniano di ferro: "Il programma di governo rimane in capo a chi ha vinto le primarie, e le ha vinte in modo netto. Ovviamente si terrà conto di un risultato importante avuto da Renzi che però, mi pare, si sia molto qualificato sul terreno del rinnovamento, più che dei contenuti programmatici"