ROMA - Il premier Mario Monti ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni. Lo ha comunicato al presidente Napolitano durante un colloquio al Quirinale. Monti attenderà l'approvazione della legge di Stabilità.
Il presidente del Consiglio Mario Monti non ritiene "possibile l'ulteriore espletamento del suo mandato e ha di conseguenza manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni". Lo scrive il Quirinale in una nota al termine dell'incontro fra il presidente del Consiglio Mario Monti e il capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Il Presidente del Consiglio, in sostanza, non ritiene possibile l’ulteriore espletamento del suo mandato e ha sottolineato a Napolitano come il discorso di ieri di Alfano alla Camera costituisca, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione.
Secondo quanto comunicato dal Quirinale, Monti "accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio - rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo - siano pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio. Subito dopo il presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica".
Dopo aver "manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni", da Monti arriva un preciso avvertimento alle forze politiche "che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio", il che, sottolinea ancora, renderebbe "ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo". L'appello è dunque quello di essere "pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio". Il passaggio successivo sarà la formalizzazione delle "irrevocabili dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica".
Secondo quanto comunicato dal Quirinale, Monti "accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio - rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo - siano pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio. Subito dopo il presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica".
Dopo aver "manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni", da Monti arriva un preciso avvertimento alle forze politiche "che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio", il che, sottolinea ancora, renderebbe "ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo". L'appello è dunque quello di essere "pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio". Il passaggio successivo sarà la formalizzazione delle "irrevocabili dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica".
Il primo commento è arrivato dal segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani: "Di fronte all'irresponsabilità della destra che ha tradito l'impegno assunto un anno fa davanti al paese, aprendo di fatto la campagna elettorale, Monti ha risposto con un atto di dignità che rispettiamo profondamente. Noi siamo pronti ad operare per l'approvazione nei tempi più rapidi della legge di stabilità".
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