martedì 13 maggio 2014

Il naufragio dei migranti a 100 miglia da Lampedusa: 200 in fondo al mare, 200 salvati

Il recupero dei migranti da parte dei messi della Marina italiana
CATANIA - L’ennesima strage di migranti nel viaggio della speranza verso l'Italia: è salito a 17 il numero dei corpi recuperati dopo il naufragio di un barcone con 400 persone a bordo avvenuta ieri a 40 miglia dalle coste della Libia e ad un centinaio a sud di Lampedusa. Le salme sono su nave Grecale, assieme a 206 sopravvissuti, che sta facendo rotta verso Catania dove il suo arrivo è previsto per le 13.
I duecento migranti li avevano salvati ieri le navi italiane e i mercantili dirottati in zona: molti altri, probabilmente 200, sono in fondo al mare. La strage avviene a pochi giorni di distanza da un altro naufragio costato la vita a una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano.
La Commissione Ue, per bocca del commissario Cecilia Malmstrom, ha espresso "shock" per la "nuova tragedia" tra Lampedusa e la Libia, ringraziando le autorità italiane e chiedendo "a tutti gli Stati membri di dimostrare solidarietà e di discutere nel prossimo Consiglio Interni come si può contribuire ad affrontare le sfide nel Mediterraneo".

Un appello al quale il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, risponde denunciando un "deficit di cooperazione" a livello europeo e internazionale. "Ci attendiamo un segnale forte, serve un salto di qualità", sottolinea il ministro. Al quale fa eco il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, secondo la quale ci sono state "mancanze da parte dell'Ue. Da parte italiana sappiamo che dobbiamo continuare a salvare vite, Mare Nostrum serve a questo oltre che a contrastare il traffico di essere umani, ma è come svuotare il mare con un cucchiaino". Per il ministro serve "un sistema sostenibile a medio e lungo periodo sia nel salvataggio in mare sia nell'accoglienza". Ed è "una responsabilità che dobbiamo portare avanti insieme a tutti gli altri paesi europei perché non sono frontiere italiane, sono frontiere europee".


Infine, anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sottolinea come "le nostre navi sono lì a recuperare morti e a soccorrere i vivi: l'Europa non ci sta aiutando. Si faccia carico di accogliere i vivi". L'Italia, sostiene il leader di Ncd, "non può diventare la prigione dei rifugiati politici. Quelli che hanno diritto d'asilo andranno in Europa se ci vorranno andare".

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