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mercoledì 11 febbraio 2015

Ecatombe al largo di LAMPEDUSA, 200 morti e forse 100 dispersi



LAMPEDUSA, 11 febbraio - Il naufragio di due giorni fa, avvenuto a un centinaio di miglia da Lampedusa, è una vera e propria ecatombe. Secondo il racconto dei nove superstiti, raccolti da un mercantile italiano e giunti stamane nell'isolotto siciliano, i migranti sui due gommoni, travolti dalle onde del mare in tempesta, erano 212. Il bilancio delle vittime quindi sale a oltre 200. Ma forse un altro gommone con un centinaio di migranti a bordo sarebbe disperso, secondo quanto hanno riferito due dei nove superstiti..
I migranti erano in 105 e 107 sui due gommoni che sono stati travolti dalle onde del mare in tempesta.  I sopravvissuti, originari del Mali e del Senegal, erano in due su un gommone e in sette sull'altro; uno di loro è un minore. Hanno raccontato di essere partiti sabato scorso dalle coste libiche insieme a un terzo barcone sul quale viaggiavano i 105 profughi soccorsi da due mercantili, 29 dei quali sono morti assiderati mentre venivano trasportati a Lampedusa dalle motovedette della Guardia Costiera.I due gommoni avrebbero fatto naufragio lunedì pomeriggio, tra le 15 e le 16, dopo essere stati capovolti dalle onde del mare forza 8. I nove superstiti sarebbero riusciti a salvarsi rimanendo aggrappati disperatamente ai tubolari prima di essere soccorsi da un rimorchiatore italiano. La Guardia Costiera, che negli ultimi due giorni ha partecipato con grande impegno e spirito di abnegazione alle operazioni di soccorso che si sono svolte al limite delle acque libiche, sta valutando il racconto dei nove superstiti. La zona del naufragio, nonostante le proibitive condizioni meteo, è già stata perlustrata dalle unità intervenute sul posto e da un aereo Atr 42 alla ricerca degli oltre 200 dispersi sulla cui sorte non vi sarebbero purtroppo speranze.

domenica 21 settembre 2014

MIGRANTI: nuovo naufragio,10 morti, 30 dispersi al largo della LIbia


TRIPOLI - Almeno dieci persone sono morte nel naufragio di un barcone carico di migranti, avvenuto a circa 30 miglia dalle coste libiche. Una trentina di persone risulta dispersa, 55 sono state tratte in salvo da un mercantile. La notizia è stata confermata dalla Guardia Costiera italiana.

martedì 26 agosto 2014

Salito a 24 morti il bilancio dell’ultimo naufragio nel canale di SICILIA

LAMPEDUSA - E' salito da 6 a 24 il bilancio delle vittime del naufragio dell'altra sera nel canale di Sicilia, dove un peschereccio carico di migranti si è rovesciato. I corpi sono stati recuperati dalle navi della Marina impegnate per tutta la giornata di ieri nelle ricerche dei dispersi. I superstiti sono 364 e saranno portati a Augusta.
Nell'area del naufragio hanno operato in soccorso dei migranti gli uomini delle navi Foscari e Fenice, della Marina Militare, e della motovedetta Cp 904 della Guardia Costiera, tutti impegnati nell'operazione Mare Nostrum. Per partecipare alle ricerche dei naufraghi è stato dirottato nella zona anche un mercantile.

Si tratta del terzo naufragio di migranti in poco più di 48 ore: il primo è avvenuto sabato a largo delle coste libiche con un bilancio presunto di oltre 200 vittime; il secondo nella notte tra sabato e domenica con un bilancio di 18 morti.

lunedì 25 agosto 2014

LAMPEDUSA, altro naufragio, sei morti. 4000 salvati in 3 giorni


LAMPEDUSA- Almeno sei persone sono morte nell'ennesimo naufragio avvenuto la scorsa notte nel Canale di Sicilia, diverse miglia a sud di Lampedusa. Un peschereccio con a bordo circa 370 immigrati si è capovolto: 364 persone sono state salvate dagli uomini dell'operazione "Mare Nostrum", che hanno recuperato anche sei cadaveri. Si cercano i dispersi. Si tratta del terzo naufragio in poco più di 48 ore.

Sono quasi 4.000 gli immigrati salvati e recuperati tra venerdì e domenica in numerosi soccorsi effettuati dagli equipaggi delle navi della Marina militare, capitanerie di Porto e navi mercantili nell'ambito dell'operazione "Mare Nostrum". In una nota diffusa dalle autorità si precisa che "sono stati recuperati anche diversi corpi senza vita".

martedì 13 maggio 2014

Il naufragio dei migranti a 100 miglia da Lampedusa: 200 in fondo al mare, 200 salvati

Il recupero dei migranti da parte dei messi della Marina italiana
CATANIA - L’ennesima strage di migranti nel viaggio della speranza verso l'Italia: è salito a 17 il numero dei corpi recuperati dopo il naufragio di un barcone con 400 persone a bordo avvenuta ieri a 40 miglia dalle coste della Libia e ad un centinaio a sud di Lampedusa. Le salme sono su nave Grecale, assieme a 206 sopravvissuti, che sta facendo rotta verso Catania dove il suo arrivo è previsto per le 13.
I duecento migranti li avevano salvati ieri le navi italiane e i mercantili dirottati in zona: molti altri, probabilmente 200, sono in fondo al mare. La strage avviene a pochi giorni di distanza da un altro naufragio costato la vita a una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano.
La Commissione Ue, per bocca del commissario Cecilia Malmstrom, ha espresso "shock" per la "nuova tragedia" tra Lampedusa e la Libia, ringraziando le autorità italiane e chiedendo "a tutti gli Stati membri di dimostrare solidarietà e di discutere nel prossimo Consiglio Interni come si può contribuire ad affrontare le sfide nel Mediterraneo".

Un appello al quale il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, risponde denunciando un "deficit di cooperazione" a livello europeo e internazionale. "Ci attendiamo un segnale forte, serve un salto di qualità", sottolinea il ministro. Al quale fa eco il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, secondo la quale ci sono state "mancanze da parte dell'Ue. Da parte italiana sappiamo che dobbiamo continuare a salvare vite, Mare Nostrum serve a questo oltre che a contrastare il traffico di essere umani, ma è come svuotare il mare con un cucchiaino". Per il ministro serve "un sistema sostenibile a medio e lungo periodo sia nel salvataggio in mare sia nell'accoglienza". Ed è "una responsabilità che dobbiamo portare avanti insieme a tutti gli altri paesi europei perché non sono frontiere italiane, sono frontiere europee".


Infine, anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sottolinea come "le nostre navi sono lì a recuperare morti e a soccorrere i vivi: l'Europa non ci sta aiutando. Si faccia carico di accogliere i vivi". L'Italia, sostiene il leader di Ncd, "non può diventare la prigione dei rifugiati politici. Quelli che hanno diritto d'asilo andranno in Europa se ci vorranno andare".

venerdì 18 aprile 2014

Lo Schettino della Corea del Sud: se ne va dalla nave che affonda (280 morti). Mandato d'arresto


SEOUL - Il traghetto affondato mercoledì al largo della Corea del Sud con centinaia di persone a bordo era timonato da un giovane ufficiale e non dal comandante al momento dell'incidente. Lo rivela il procuratore generale Park Jae-eok in conferenza stampa. Il capitano Lee Joon-seok è stato duramente criticato dai parenti delle vittime per aver lasciato la nave mentre centinaia di passeggeri erano rimasti intrappolati (come il nostro Schettino). "C'era il terzo luogotenente al timone quando e' avvenuto l'incidente. Non il capitano, che stava dietro", ha affermato il procuratore. Per il capitano è stato emesso un mandato d'arresto. Tra l'altro avrebbe ritardato di mezz'ora l'ordine di abbandonare la nave.
Le cause dell'incidente non sono ancora state chiarite. Molti passeggeri hanno detto di aver sentito un forte rumore, dopo il quale il traghetto si è fermato di colpo. Il capitano ha detto di non aver colpito uno scoglio, anche se questa sembra l'ipotesi più accreditata.
Il vice preside del liceo che era stato salvato dalla nave è stato trovato appeso a un albero, suicidaUn ufficiale di polizia dice che il corpo del vice preside, identificato solo con il suo cognome Kang, è stato trovato sull'isola di Jindo, dove i passeggeri in salvo si erano rifugiati. 
I subacquei lavorando in turni cercano di entrare nella nave affondata, dove la maggior parte dei passeggeri mancanti si pensa siano in trappola, ha detto il portavoce della guardia costiera Kim Jae-in. La guardia costiera ha detto che i subacquei hanno iniziato oggi a pompare aria dentro la nave, nel tentativo disperato di sostenere improbabili sopravvissuti.

domenica 13 ottobre 2013

Preso e arrestato a Malta lo scafista del secondo naufragio, anche lui tunisino. Recuperato il cadavere di un bimbo di 3 anni

LA VALLETTA - Le autorità maltesi starebbero trattenendo un cittadino tunisino sospettato di essere lo 'scafista' del barcone del nuovo naufragio avvenuto ieri nel canale di Sicilia. Secondo indiscrezioni raccolte a La Valletta, l'uomo sarebbe stato identificato da molti dei 146 sopravvissuti trasferiti a Malta e che stanno testimoniando alle autorità quanto accaduto.
La marina maltese ha comunicato che ha recuperato il cadavere di un bambino di 3 anni, disperso in mare nel nuovo naufragio di venerdì al largo di Lampedusa. Il corpo è stato trovato a circa 55 miglia sud est di Lampedusa.
Sono stati soccorsi e portati sabato sera a bordo di nave Libra, della marina militare, 87 migranti (di cui 8 donne) che si trovavano a bordo del gommone che aveva lanciato l'Sos. Lo si apprende da fonti della Marina militare.

sabato 12 ottobre 2013

Il primo tragico bilancio del secondo naufragio: 34 corpi recuoerati (donne e bambini), 211 salvati

LAMPEDUSA - Il bilancio del naufragio di ieri è di 211 naufraghi e 34 corpi senza vita recuperati. Lo rende noto la Marina Militare. ''Nella notte - prosegue in un comunicato - individuato un altro Gommone a 80 miglia a Sud Est da Lampedusa, dove si sono dirette la Fregata Espero ed il Pattugliatore Libra della Marina Militare. La Nave Libra, accertate le precarie condizioni di stabilità/galleggiabilità, ha dichiarato lo stato di emergenza - 'ricerca e soccorso' e sta procedendo a prestare soccorso e imbarcare i migranti''.
Sono nove i superstiti dell'ultimo naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia trasportati in elicottero nel Poliambulatorio di Lampedusa per essere sottoposti a cure urgenti. Dopo i primi tre, tra i quali una donna e un bimbo, giunti intorno alle 22, il responsabile sanitario dell'isola Pietro Bartolo ha curato atre sei persone. Sono complessivamente 211 i superstiti dell'ultimo naufragio avvenuto ieri nel Canale di Sicilia, tra Lampedusa e Malta; 34 i cadaveri recuperati, in gran parte donne e bambini, mentre non è ancora possibile ipotizzare se vi siano dispersi. Sul barcone, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, viaggiavano infatti circa 250 migranti

mercoledì 9 ottobre 2013

Lampedusa problema europeo, dice Barroso. Per le vittime funerali di stato

LAMPEDUSA - "L'Europa sta con la gente di Lampedusa. Il problema di uno dei nostri Paesi, come l'Italia, deve essere percepito come un problema di tutta l'Europa. Insieme possiamo agire in modo più adeguato. L'Europa non può girarsi dall'altra parte" ha detto il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, durante la visita a Lampedusa.
"L'immagine delle centinaia di bare non andrà mai via dalla mia mente. E' un'immagine che non si può dimenticare, C'erano bare di bambini, madri e figli: è qualcosa che mi ha scioccato e rattristato" ha detto il presidente della Commissione europea.
"Ho visto sofferenza e dolore" dice Letta. "Grazie al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ed al commissario Cecilia Malmstrom per essere qui con noi oggi, per aver accettato l'invito del governo a vedere in prima persona il dramma che si sta vivendo qui". E' stato deciso, dice ancora Letta, che per le vittime del naufragio di Lampedusa ci sarà il funerale di Stato. 

L'aereo con la delegazione formata dal presidente Letta, il presidente della commissione europea Barroso, la commissaria Cecilia Malmstrom e il ministro Alfano è ripartito alle 13.45 da Lampedusa. Si e' cosi' conclusa la visita dei politici sull'isola dopo il naufragio del tre ottobre.

martedì 8 ottobre 2013

Lampedusa: fermato lo scafista del naufragio

LAMPEDUSA - La Procura di Agrigento ha disposto il fermo del presunto scafista del naufragio di Lampedusa in cui sono morti centinaia di immigrati. Si tratta del 35enne tunisino Kaled Bensalam, indicato da alcuni testimoni come il "comandante". E' indagato per naufragio e omicidio volontario plurimo.
Il corpo di un immigrato è stato recuperato dai soccorritori alla deriva, a circa 300 metri dall'Isola dei Conigli. Si tratta della prima vittima del naufragio il cui corpo non è stato recuperato all'interno o nelle immediate vicinanze del relitto. Il bilancio provvisorio e ufficiale della strage sale ora a 236 vittime.

Prima che divampasse l'incendio a bordo, i naufraghi di Lampedusa sono rimasti fermi al largo per due ore, avvistati da due piccole imbarcazioni civili che non sono intervenute. Lo sostengono i sei testimoni della tragedia nelle loro deposizioni agli atti dell'inchiesta della Procura di Agrigento. Uno dei sopravvissuti spiega che "si sono avvicinate due imbarcazioni alle quali abbiamo rivolto dei cenni di saluto. Erano probabilmente due pescherecci". E un altro sostiene che "credevamo che da terra ci avessero avvistati e stessero venendo a prenderci, si sono avvicinate due imbarcazioni, ma non abbiamo chiesto aiuto perché pensavamo che stessero per arrivare i soccorsi".

domenica 6 ottobre 2013

Lampedusa, altri 32 corpi recuperati dal mare

LAMPEDUSA - Sono 16 i corpi recuperati al momento dai sommozzatori nel relitto del peschereccio affondato giovedì a Lampedusa. I cadaveri si trovano già a bordo di una motovedetta delle Capitanerie che a breve arriverà nel porto dell'isola. Il bilancio ufficiale e provvisorio della strage sale così a 149 morti.
"Mercoledì mattina il presidente della Commissione Ue Barroso sarà a Lampedusa accompagnato dal ministro Alfano per rendersi conto di persona" dice il presidente del Consiglio Enrico Letta a 'l'Intervista' su Sky Tg24.

"Ogni vita umana che perdiamo è un contributo che perdiamo. Quello che è avvenuto non deve accadere più. Dobbiamo aprire una riflessione per impedire nuove tragedie" ha detto il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, entrando nel Centro di accoglienza a Lampedusa per una visita. Il ministro sta incontrando i sopravvissuti al tragico naufragio di giovedì scorso.

venerdì 4 ottobre 2013

Lampedusa: 111 i corpi finora ritrovati, la metà sono donne, 4 i bambini. "Tre pescherecci non ci hanno soccorso"

LAMPEDUSA - La morgue all'aperto sul molo
LAMPEDUSA _ Un corso galleggiante nel luogo della sciagura
LAMPEDUSA - Sono finora 111 i corpi ritrovati dei migranti vittime del tragico naufragio di ieri davanti a Lampedusa. Circa la metà donne, quattro i bambini, , il più piccolo di soli tre mesi. Molti soccorritori, all'arrivo dei corpicini, non sono riusciti a trattenere le lacrime. Decine di cadaveri attendono ancora di essere estratti dal relitto. Oggi è giorno di lutto nazionale. Alfano riferirà alla Camera facendo appello ancora una volta all'Europa. E l'hangar dell'aeroporto di Lampedusa è stato trasformato in un enorme obitorio.
Sono proseguite per tutta la notte le ricerche al largo dell' isola dei Conigli, davanti a Lampedusa. Nonostante il mare grosso, alzatosi durante la notte, gli uomini di capitanerie e Vigili del Fuoco, ai quali si sono aggiunti i sub della Guardia di Finanza e dei carabinieri arrivati in nottata, hanno continuato a cercare gli altri dispersi che, secondo le testimonianze dei migranti, sarebbero ancora in fondo al mare. Gli investigatori hanno già fermato il presunto responsabile di questa tragedia, un tunisino di 35 anni indicato come lo scafista del "barcone della morte". Dovrà rispondere di omicidio plurimo e favoreggiamento. Ma a fare ancora più orrore è il racconto dei superstiti: "Durante la traversata tre pescherecci ci hanno visto, ma non ci hanno soccorso". Un'accusa, specie per uomini di mare, durissima. 

giovedì 3 ottobre 2013

Orrore a Lampedusa, si incendia e naufraga barcone con 500 migranti. Recuperati 82 corpi (anche donne e bimbi), centinaia di persone ancora in acqua, il bilancio delle vittime aumenterà


La tragedia è avvenuto a mezzo miglio al largo dell'isola dei Conigli
I superstiti sbarcano al porto di Lampedusa
I corpi delle prime vittime recuperate allineati sulla banchina del porto di Lampedusa
LAMPEDUSA - Un barcone carico di migranti è naufragato a largo di Lampedusa: ha preso fuoco per un corto circuito, la gente stipata a bordo ha cercato di mettersi in salvo e il natante si è rovesciato. La Guardia Costiera ha recuperato  finora 82 cadaveri a circa mezzo miglio tra la Tabaccara e dall'Isola dei Conigli. Tra essi anche i corpi di bambini e di molte donne. Non riesce a trattenere il pianto uno dei soccorritori che si trova su uno dei pescherecci che stanno recuperando i cadaveri dal mare. "Sono decine i morti, molti galleggiano - dice - Sembra un incubo". Secondo i carabinieri i migranti per farsi notare dagli isolani hanno dato fuoco a una coperta e questa potrebbe essere stata la causa dell'incendio che si e' sviluppato a bordo.
I corpi delle vittime si trovano ancora sulla banchina del porto di Lampedusa. Il bilancio potrebbe tuttavia essere destinato ad aumentare. Altri corpi sono stati infatti avvistati in acqua e ila tragica conta dei morti si aggrava di minuto in minuto 
I migranti soccorsi e salvati sono circa 120 ma diverse fonti sottolineano che il bilancio, sia dei vivi che dei morti, è ancora provvisorio in quanto sul barcone erano presenti molti migranti e diversi sono ancora in acqua: secondo le testimonianze di alcuni soccorritori mancherebbero almeno 250 persone. Sono in gran parte eritrei e somali quelli tratti in salvo. La polizia ha individuato e fermato uno dei presunti scafisti del barcone: è un giovane tunisino che era stato raccolto tra i superstiti. A riconoscerlo sarebbero stati alcuni immigrati. 
L'allarme del naufragio è stato dato dall'equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona. Il barcone - ha detto il commissario straordinario dell'Asp di Palermo, Antonio Candela, che sta coordinando le operazioni di assistenza ai feriti - trasportava circa 500 migranti.

"I superstiti ci hanno raccontato che sul barcone viaggiavano circa 500 persone. Fino ad ora sono stati recuperati 82 cadaveri e 151 sopravvissuti. Basta fare un rapido calcolo per rendersi conto che ancora mancano all'appello centinaia di persone", ha detto Pietro Bartolo, il medico responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.
Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa
"Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? E' un orrore continuo". Lo dice il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, mentre cerca di tenersi informata sull'ennesima tragedia. "Le dimensioni non le conosciamo ancora - dice Nicolini -. Se è vero che erano 500 sul barcone e in salvo già sul molo ce ne sono soltanto 140, è davvero un orrore".
A Lampedusa, intanto, nella notte erano arrivate più di 463 persone di origini siriane. Tra loro ci sarebbero tre donne in gravidanza e più di 20 bambini, uno dei quali di due mesi. 
Angelino Alfano e gli altri ministri del Pdl hanno annullato la conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo la tragedia di Lampedusa. Lo riferiscono fonti vicine al ministro dell'Interno sottolineando che Alfano è impegnato sull'emergenza e si recherà il prima possibile sull'isola, come peraltro deciso stamane in un incontro con il premier Enrico Letta.

La procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un'inchiesta sul naufragio. Il fascicolo è stato istruito dal sostituto procuratore Andrea Maggioni. La procura, oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ipotizza anche il reato di omicidio plurimo

domenica 9 giugno 2013

Un altra barca di migranti naufraga nel mare australiano: decine di morti

MELBOURNE - Almeno 13 persone sono morte e decine sono disperse nell’affondamento di una barca che trasportava richiedenti asilo vicino all'Australia.
Il ministro degli Interni Jason Clare ha detto oggi che la sorveglianza aerea ha avvistato 13 corpi tra  detriti di legno e salvagenti vicino all'isola di Chrismas, dove tentano di attraccare in disperati in fuga che si imbarcano in Sri Lanka o Indonesia. Ha aggiunto che un’operazione su vasta scala che coinvolge 15 navi e 10 aerei è in corso per la ricerca di sopravvissuti.
Clare ha descritto  l'accaduto come "un’altra terribile tragedia, un altro terribile ammonimento su quanto siano pericolosi questi viaggi".
Erano state contate circa 55 persone sul ponte quando la barca alla deriva è stata avvistata da un aereo della protezione delle frontiere mercoledì scorso. Erano per lo più uomini adulti, ma c’erano anche donne e bambini.
La nave della Marina HMAS Warramunga era stata inviata a intercettare la barca giovedì, ma l’imbarcazione era scomparso e le ricerche aeree non avevano dato risultati fino a venerdì, quando uno "scafo sommerso" è stato visto dal cielo.
Il Warramunga, arrivato sul sito, ha trovato detriti con il primo corpo nella notte di venerdì e  altri 12 recuperati questa mattina.

Centinaia di rifugiati sono morti in naufragi durante il viaggio dall'Indonesia verso l'Australia negli ultimi anni. L'Australia è alle prese con un record di afflusso di rifugiati che arrivano in barca da Indonesia e Sri Lanka, circa 25.000 nei 12 mesi dal giugno scorso 2012. 

lunedì 25 marzo 2013

Migranti naufragano al largo dell’Isola di Natale, in Australia. Due morti, 95 ricoverati



MELBOURNE - Due persone sono state uccise e altri due sono stati gravemente feriti dopo che una nave che trasportava almeno 95 richiedenti asilo rovesciate fuori Australia. La barca si è capovolta 14 miglia nautiche a nord ovest dell’Isola di Natale, spesso presi di mira dai richiedenti asilo.
Una motovedetta della dogana ha recuperato lepersone dall'acqua e le ha trasportate al centro di immigrazione sull'isola.
Negli ultimi mesi si è registrato un aumento del numero di richiedenti asilo che arrivano in Australia in barca. Molti giungono da Afghanistan, Iraq, Iran e Sri Lanka in Indonesia e di qui in Australia in barca.
L’ Isola di Natale (Christmas Island) - che si trova a circa 2.600 km dall’ Australia, ma solo a 300 km a sud  dell’Indonesia - viene spesso presa di mira perché è il più vicino pezzo di territorio australiano all’Indonesia.
"I primi rapporti indicano che  95 persone sono state recuperate dall'acqua tra cui due persone decedute e due gravemente ferite," ha detto il ministro degli Interni Jason Clare. Ha aggiunto che una ricerca aerea e marittima continuava, anche se non era chiaro se qualcuno mancava ancora all’appello. La nazionalità dei richiedenti asilo non è ancora nota.

domenica 13 gennaio 2013

Al Giglio il giorno del ricordo: in mare lo scoglio delle Scole su cui si schiantò la Concordia


ISOLA DEL GIGLIO (Grossetto) - Il suono prolungato delle sirene dei traghetti ha salutato il ritorno in mare dello scoglio delle Scole contro cui un anno fa ando' a schiantarsi la Concordia prima di naufragare. Alla cerimonia, che apre le iniziative previste per l'anniversario della tragedia, hanno assistito i familiari e i parenti delle 32 vittime del disastro a bordo di uno dei traghetti Alla commemorazione partecipano anche il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, e il comandante della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco, che coordinò i soccorsi. 
Lo scoglio era stato strappato dalla Concordia ed era rimasto conficcato nella lamiera per diversi mesi.
La commemorazione del naufragio non si svolgono solo sull'Isola del Giglio: bandiere a mezz'asta infatti in tutti gli uffici Costa del mondo e su tutta la flotta e messa in memoria delle vittime nei teatri di tutte le navi. A Genova, città sede della compagnia, inoltre, nella Basilica di S.Maria Assunta di Carignano i dipendenti di terra della Costa partecipano ad una messa di suffragio. Nel rispetto delle diverse religioni degli equipaggi, inoltre, in programma anche una cerimonia indù a Mumbay e Bali, una musulmana a Jakarta, una buddista a Shanghai e una cattolica a Goa, Jakarta, Manila e Lima.
"Speravo proprio di incontrarla, grazie per quello che ha fatto, in Italia c'è bisogno di gente come lei". Così Elio Vincenzi, marito di Maria Grazia Tricarico, una dei due dispersi del naufragio di Costa Concordia, si è rivolto al capitano Gregorio De Falco, l'uomo che cercò, inutilmente, di rimandare il comandante Francesco Schettino a bordo della nave. "Purtroppo non sono riuscito a fare tutto quello che avrei voluto", ha risposto De Falco prima di una calorosa stretta di mano.


venerdì 3 giugno 2011

Centocinquanta cadaveri di clandestini ripescati in mare al largo della Tunisia. Ne amnacano altri cento

L'isola di Kerkennah davanti lle coste della Tunisia
TUNISI - I cadaveri di 150 clandestini, morti tra martedì sera e mercoledì nell'affondamento di un barcone al largo dell'isola tunisina di Kerkennah, sono stati recuperati a 20 km a largo delle coste tunisine. Lo afferma l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati. Il barcone aveva a bordo per lo più profughi libici in fuga dalla guerra. Sembra fosse diretto in Italia. La guardia costiera tunisina ha salvato 570 persone ma i dispers9i sono fra 200 e 270.
Il barcone era carico fino all'inverosimile ed è bastato un brusco movimento di un gruppo di passeggeri per farlo ribaltare. Quando il motore della "carretta" che avrebbe dovuto portarli in Italia li ha traditi e si sono visti in balia del mare grosso, sono stati preda del panico che li ha portati a spostarsi tutti insieme verso una fiancata e, quindi, a fare capovolgere la barca intorno alla quale c'erano i "gommoni" dei soccorritori. Molti di loro sono finiti in mare, molti di loro non ce l'hanno fatta. 
Se l'esperienza insegna qualcosa, tra qualche giorno le correnti porteranno dei cadaveri prima sulle spiagge dell'isola di Kerkennah (al centro del golfo di Gabes) e poi a riva. Per loro l'ultima meta non sarà l'Italia, ma la morgue del policlinico di Sfax dove si cercherà di dare loro un nome e, quindi, una sepoltura.

sabato 7 maggio 2011

Ore 17,30: naufraga barcone in acque libiche nel tardo pomeriggio, con a bordo seicento persone. Troppo carico, affonda alla partenza. Decine di morti


LAMPEDUSA - Il mare è a forza sette, ma i barconi di disperati partono ugualmente dalla Libia e la tragedia è sempre in agguato. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio e non è: un vecchio natante con a bordo seicento persone stipate fino all’inverosimile sarebbe naufragato in acque libiche.  Nell'incidente sarebbero morti decine e decine di migranti; altri si sarebbero salvati raggiungendo a nuoto la riva. L'imbarcazione sarebbe infatti colata a picco subito dopo la partenza, a poche decine di metri dalla spiaggia, perché sovraccarica. Secondo una prima ricostruzione, attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti, il barcone con oltre 600 migranti sarebbe partito un'ora dopo un'altra "carretta" che aveva un numero analogo di persone a bordo. Quasi certamente si tratta dell'imbarcazione con 655 profughi approdata in nottata a Lampedusa dopo essere stata soccorsa a circa venti miglia dall'isola dalle motovedette della Guardia Costiera. 
La notizia si è subito diffusa nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, provocando commozione e sgomento. Una donna somala giunta ieri sta piangendo dopo avere appreso telefonicamente da alcuni parenti che il figlio, partito con il secondo barcone, sarebbe tra le vittime.