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domenica 15 febbraio 2015

CANALE DI SICILIA, scattano i soccorsi a 12 barconi carichi di migranti

LAMPEDUSA - Sono 12 i barconi carichi di migranti segnalati a sud di Lampedusa su cui stanno convergendo i soccorsi, coordinati dalla centrale operativa della Guardia costiera. Le imbarcazioni sono a 100 miglia a sud di Lampedusa e nella zona si stanno dirigendo mercantili, rimorchiatori, mezzi della Gdf, della Marina e delle Capitanerie. 

Stanno sbarcando a Pozzallo 280 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Tra loro un giovane centroafricano che presenta esiti di una ferita di arma da fuoco. La polizia di Stato lo sta interrogando. Secondo una prima ricostruzione contro l'extracomunitario sarebbe stati esplosi arma da fuoco da trafficanti sulle coste della Libia per costringerlo a salire su gommoni. Indaga la squadra mobile della Questura.

mercoledì 11 febbraio 2015

Ecatombe al largo di LAMPEDUSA, 200 morti e forse 100 dispersi



LAMPEDUSA, 11 febbraio - Il naufragio di due giorni fa, avvenuto a un centinaio di miglia da Lampedusa, è una vera e propria ecatombe. Secondo il racconto dei nove superstiti, raccolti da un mercantile italiano e giunti stamane nell'isolotto siciliano, i migranti sui due gommoni, travolti dalle onde del mare in tempesta, erano 212. Il bilancio delle vittime quindi sale a oltre 200. Ma forse un altro gommone con un centinaio di migranti a bordo sarebbe disperso, secondo quanto hanno riferito due dei nove superstiti..
I migranti erano in 105 e 107 sui due gommoni che sono stati travolti dalle onde del mare in tempesta.  I sopravvissuti, originari del Mali e del Senegal, erano in due su un gommone e in sette sull'altro; uno di loro è un minore. Hanno raccontato di essere partiti sabato scorso dalle coste libiche insieme a un terzo barcone sul quale viaggiavano i 105 profughi soccorsi da due mercantili, 29 dei quali sono morti assiderati mentre venivano trasportati a Lampedusa dalle motovedette della Guardia Costiera.I due gommoni avrebbero fatto naufragio lunedì pomeriggio, tra le 15 e le 16, dopo essere stati capovolti dalle onde del mare forza 8. I nove superstiti sarebbero riusciti a salvarsi rimanendo aggrappati disperatamente ai tubolari prima di essere soccorsi da un rimorchiatore italiano. La Guardia Costiera, che negli ultimi due giorni ha partecipato con grande impegno e spirito di abnegazione alle operazioni di soccorso che si sono svolte al limite delle acque libiche, sta valutando il racconto dei nove superstiti. La zona del naufragio, nonostante le proibitive condizioni meteo, è già stata perlustrata dalle unità intervenute sul posto e da un aereo Atr 42 alla ricerca degli oltre 200 dispersi sulla cui sorte non vi sarebbero purtroppo speranze.

lunedì 9 febbraio 2015

Saliti a 25 i migranti morti per il freddo su un barcone al largo di Lampedusa

LAMPEDUSA, 9 febbraio - Sono saliti a venticinque i profughi  morti per ipotermia e altri sono in gravissime condizioni, raccolti a un centinaio di miglia dall'isola di Lampedusa. I migranti fanno parte del gruppo di 105 profughi salvati nel corso della notte. L'intervento era stato chiesto nel primo pomeriggio di domenica al Centro nazionale di Soccorso della Guardia costiera di Roma, tramite telefono satellitare. Nell'area inviate le motovedette CP 302 e la CP 305 da Lampedusa.

Le condizioni proibitive del mare - forza 8, con onde alte anche fino a nove metri - hanno reso particolarmente difficile il soccorso. Sull'isola si stanno predisponendo le operazioni per l'assistenza sanitaria dei migranti sopravvissuti. Non è escluso il trasferimento di alcuni di loro in eliambulanza, visto che a Lampedusa l'assistenza sanitaria è garantita solo dal Poliambulatorio.

Sette migranti morti per il freddo al largo di LAMPEDUSA


LAMPEDUSA, 9 febbraio - Sette profughi sono morti per ipotermia e altri quindici sono in gravissime condizioni a un centinaio di miglia dall'isola di Lampedusa. I migranti fanno parte del gruppo di 105 profughi salvati nel corso della notte. L'intervento era stato chiesto nel primo pomeriggio di domenica al Centro nazionale di Soccorso della Guardia costiera di Roma, tramite telefono satellitare. Nell'area inviate le motovedette CP 302 e la CP 305 da Lampedusa.

martedì 23 dicembre 2014

LAMPEDUSA, 67 migranti soccorsi su un gommone, c’erano anche 4 morti


LAMPEDUSA - Sessantasette migranti sono stati soccorsi la scorsa notte da un mercantile a sud di Lampedusa: si trovavano a bordo di un gommone sul quale sono stati recuperati anche quattro cadaveri. Sia i superstiti che i corpi senza vita dei loro compagni sono stati trasbordati su navi della Marina Militare Italiana. I migranti sono stati trasferiti a bordo della nave militare Borsini e da questa i sopravvissuti trasbordati sulla rifornitrice Etna mentre i quattro corpi sulla nave Orione.

lunedì 25 agosto 2014

LAMPEDUSA, altro naufragio, sei morti. 4000 salvati in 3 giorni


LAMPEDUSA- Almeno sei persone sono morte nell'ennesimo naufragio avvenuto la scorsa notte nel Canale di Sicilia, diverse miglia a sud di Lampedusa. Un peschereccio con a bordo circa 370 immigrati si è capovolto: 364 persone sono state salvate dagli uomini dell'operazione "Mare Nostrum", che hanno recuperato anche sei cadaveri. Si cercano i dispersi. Si tratta del terzo naufragio in poco più di 48 ore.

Sono quasi 4.000 gli immigrati salvati e recuperati tra venerdì e domenica in numerosi soccorsi effettuati dagli equipaggi delle navi della Marina militare, capitanerie di Porto e navi mercantili nell'ambito dell'operazione "Mare Nostrum". In una nota diffusa dalle autorità si precisa che "sono stati recuperati anche diversi corpi senza vita".

domenica 24 agosto 2014

NUOVA TRAGEDIA: 18 cadaveri di migranti recuperati a sud di Lampedusa

LAMPEDUSA - Nuova tragedia nel Mediterraneo: gli uomini della Marina Militare impegnati nell'operazione Mare Nostrum hanno recuperato a sud di Lampedusa i cadaveri di 18 migranti, tutti uomini, che erano a bordo di un gommone. Sull'imbarcazione altre 73 persone che sono state salvate. Da venerdì sono stati salvati complessivamente oltre 3.500 migranti. L'ultimo intervento si è concluso poco fa con 215 persone, tra cui 55 donne e 38 minori, trasportate a bordo di nave Fenice.

   

martedì 1 luglio 2014

Strage di Lampedusa, 9 fermi, individuato un pericoloso network malavitoso eritreo, etiope e sudanese


PALERMO - Personale del Servizio centrale operativo e delle Squadre Mobili di Palermo ed Agrigento hanno eseguito 9 decreti di fermo e 5 informazioni di garanzia nelle province di Agrigento, Catania, Milano, Roma e Torino nell'ambito dell'inchiesta sulla strage di Lampedusa del 3 ottobre del 2013, quando morirono 366 migranti. I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere, al favoreggiamento dell'immigrazione e della permanenza clandestina. Le indagini, avviate dopo il tragico naufragio hanno consentito di ricostruire le rotte e le tappe intermedie (caratterizzate spesso da stupri di massa e segregazioni) di quello e di numerosi altri terribili viaggi della speranza compiuti da centinaia di migranti, spinti e sfruttati durante le peregrinazioni, dai componenti di un pericoloso network malavitoso transnazionale, composto da soggetti eritrei, etiopi e sudanesi, i cui principali esponenti sono anch'essi destinatari del provvedimento restrittivo.
Anche attraverso mirate attività tecniche è stato possibile verificare come l'attivita' di reclutamento e trasporto in Italia di consistenti flussi di migranti trovasse un'importante appendice nel nostro Paese in attive ed efficienti "cellule" eritree, capaci di favorire la permanenza degli extracomunitari e prepararne l'approdo in altri stati del nord Europa e del Nord America.

martedì 13 maggio 2014

Il naufragio dei migranti a 100 miglia da Lampedusa: 200 in fondo al mare, 200 salvati

Il recupero dei migranti da parte dei messi della Marina italiana
CATANIA - L’ennesima strage di migranti nel viaggio della speranza verso l'Italia: è salito a 17 il numero dei corpi recuperati dopo il naufragio di un barcone con 400 persone a bordo avvenuta ieri a 40 miglia dalle coste della Libia e ad un centinaio a sud di Lampedusa. Le salme sono su nave Grecale, assieme a 206 sopravvissuti, che sta facendo rotta verso Catania dove il suo arrivo è previsto per le 13.
I duecento migranti li avevano salvati ieri le navi italiane e i mercantili dirottati in zona: molti altri, probabilmente 200, sono in fondo al mare. La strage avviene a pochi giorni di distanza da un altro naufragio costato la vita a una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano.
La Commissione Ue, per bocca del commissario Cecilia Malmstrom, ha espresso "shock" per la "nuova tragedia" tra Lampedusa e la Libia, ringraziando le autorità italiane e chiedendo "a tutti gli Stati membri di dimostrare solidarietà e di discutere nel prossimo Consiglio Interni come si può contribuire ad affrontare le sfide nel Mediterraneo".

Un appello al quale il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, risponde denunciando un "deficit di cooperazione" a livello europeo e internazionale. "Ci attendiamo un segnale forte, serve un salto di qualità", sottolinea il ministro. Al quale fa eco il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, secondo la quale ci sono state "mancanze da parte dell'Ue. Da parte italiana sappiamo che dobbiamo continuare a salvare vite, Mare Nostrum serve a questo oltre che a contrastare il traffico di essere umani, ma è come svuotare il mare con un cucchiaino". Per il ministro serve "un sistema sostenibile a medio e lungo periodo sia nel salvataggio in mare sia nell'accoglienza". Ed è "una responsabilità che dobbiamo portare avanti insieme a tutti gli altri paesi europei perché non sono frontiere italiane, sono frontiere europee".


Infine, anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sottolinea come "le nostre navi sono lì a recuperare morti e a soccorrere i vivi: l'Europa non ci sta aiutando. Si faccia carico di accogliere i vivi". L'Italia, sostiene il leader di Ncd, "non può diventare la prigione dei rifugiati politici. Quelli che hanno diritto d'asilo andranno in Europa se ci vorranno andare".

lunedì 12 maggio 2014

Barcone di migranti naufraga al largo di Lampedusa: almeno 14i morti


LAMPEDUSA - Un barcone carico di migranti è naufragato a circa un centinaio di miglia a sud di Lampedusa. Le motovedette della Guardia Costiera avrebbero già recuperato una quindicina di  morti. Sul luogo dell'incidente sarebbero già presenti, oltre ai mezzi della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto impegnate nell'operazione Mare Nostrum, anche alcuni mercantili che sono stati dirottati in zona per le operazioni di soccorso. Al momento sarebbero circa duecento i migranti salvati.

mercoledì 25 dicembre 2013

Il papa alla benedizione “Urbi ed Orbi”: mai più Lampedusa. E pace in Siria e Africa

CITTA' DEL VATICANO - Troppe vite, ha detto il Papa nel messaggio natalizio "Urbi et Orbi (alla Città e al mondo, ndr), "ne ha spezzate negli ultimi tempi il conflitto in Siria, fomentando odio e vendetta. Continuiamo a pregare il Signore perché risparmi all'amato popolo siriano nuove sofferenze e le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l'accesso agli aiuti umanitari". "Abbiamo visto - ha aggiunto il Papa riferendosi agli esiti della veglia interreligiosa di preghiera per la Siria da lui indetta questo autunno - quanto è potente la preghiera! E sono contento che oggi si uniscano a questa nostra implorazione per la pace in Siria anche credenti di diverse confessioni religiose. Non perdiamo mai il coraggio della preghiera! Il coraggio di dire: Signore, dona la tua pace alla Siria e al mondo intero". "E anche ai non credenti invito - h aggiunto a braccio - a desiderare la pace, con il suo desiderio, quel suo desiderio che allarga il cuore, tutti uniti, o con la preghiera o con il desiderio, per la pace".
Repubblica centraficana, Sud Sudan, Nigeria, c'è tanta Africa nella invocazione di pace di papa Francesco nel suo primo messaggio "Urbi et Orbi". Insieme a una invocazione al "Principe della pace", perché converta "ovunque il cuore dei violenti perché depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo". "Dona pace - ha detto il Papa latinoamericano - alla Repubblica Centroafricana, spesso dimenticata dagli uomini. Ma tu, Signore, non dimentichi nessuno! E vuoi portare pace anche in quella terra, dilaniata da una spirale di violenza e di miseria, dove tante persone sono senza casa, acqua e cibo, senza il minimo per vivere. Favorisci la concordia nel Sud-Sudan, dove le tensioni attuali hanno già provocato diverse vittime e minacciano la pacifica convivenza di quel giovane Stato". "Tu, Principe della pace, - ha proseguito - converti ovunque il cuore dei violenti perché depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo. Guarda alla Nigeria, lacerata da continui attacchi che non risparmiano gli innocenti e gli indifesi". "Benedici la Terra che hai scelto per venire nel mondo - è l'invocazione del Papa a Dio, principe della pace - e fà giungere a felice esito i negoziati di pace tra Israeliani e Palestinesi. Sana le piaghe - ha aggiunto nel messaggio 'Urbi et Orbi' - dell'amato Iraq, colpito ancora da frequenti attentati".
Ha poi chiesto "accoglienza" per "i migranti" in cerca di dignità , e che "Tragedie come quelle di quest'anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai più!". "Dona - ha detto papa Francesco nel messaggio natalizio 'Urbi et Orbi' - speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, specialmente nel Corno d'Africa e nell'est della Repubblica Democratica del Congo. Fa' che i migranti in cerca di una vita dignitosa trovino accoglienza e aiuto". Subito prima aveva chiesto protezione per i cristiani perseguitati: "Signore della vita proteggi quanti sono perseguitati nel tuo nome".

Non abbiamo paura che il nostro cuore si commuova, - ha esortato il Papa a braccio - ne abbiamo bisogno, lasciamolo riscaldare dalla tenerezza di Dio" le "carezze di Dio non fanno ferite, ci danno pace e forza, abbiamo bisogno delle sue carezze". "Lasciamoci commuovere dalla bontà di Dio", ha concluso riprendendo il testo scritto. " A voi, cari fratelli e sorelle, giunti da ogni parte del mondo in questa Piazza, e a quanti da diversi Paesi siete collegati attraverso i mezzi di comunicazione, rivolgo il mio augurio: buon Natale! In questo giorno illuminato dalla speranza evangelica che proviene dall'umile grotta di Betlemme, invoco il dono natalizio della gioia e della pace per tutti: per i bambini e gli anziani, per i giovani e le famiglie, per i poveri e gli emarginati. Gesù, nato per noi, conforti quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza; sostenga coloro che si dedicano al servizio dei fratelli più bisognosi. Buon Natale a tutti!". La folla in piazza, che probabilmente ha superato le centomila persone, ha a lungo festeggiato il Papa, manifestando il proprio entusiasmo prima che la banda dei carabinieri eseguisse l'Inno di Mameli.

martedì 24 dicembre 2013

Svuotato il centro di prima accoglienza di Lampedusa

LAMPEDUSA - Il Centro di prima accoglienza di Lampedusa si svuota: i 169 profughi presenti nella struttura sono partiti questa mattinacon dei voli per Roma e Palermo per essere trasferiti in altri Centri, come aveva annunciato il vice ministro dell'Interno Filippo Bubbico: "Entro oggi svuoteremo il Centro". 
L'annuncio della partenza dei primi cento migranti è stato dato dal deputato del Pd Khalid Chaouki che il 22 dicembre si è barricato del Centro in contrada Imbriacola proprio per chiedere che tutti i migranti vengano trasferiti e la struttura chiusa in modo da ripristinare condizioni di vita umane. Nel Cpa - dove arriveranno altri 8 operatori della Croce Rossa per rafforzare la presenza umanitaria - restano però ancora 17 superstiti, 7 del naufragio del 3 ottobre scorso nel quale morirono 366 eritrei che erano stipati nel barcone affondato davanti all'isola dei Conigli, e dieci del naufragio dell'11 ottobre: la loro permanenza è dovuta al fatto che non sono stati ancora identificati con certezza e che sono in attesa di esser sentiti dalla magistratura agrigentina, ha spiegato Bubbico ribadendo comunque che il governo si e' impegnato per trovare una nuova sistemazione ai profughi. 

Il deputato Chaouki resterà con i profughi finché tutti non saranno andati via.

domenica 22 dicembre 2013

Deputato pd “autorecluso” nel Cie di Lampedusa: ripristinare subito la legalità

Khalid Khaouki nel centro di identificazione di Lampedusa
LAMPEDUSA - 'Barricato' a oltranza nel Cie di Lampedusa finche' "non sarà ripristinata la legalità'". E' la protesta di Khalid Chaouki, deputato del Partito Democratico che da questa mattina alle 11 si trova nel centro dell'isola siciliana per chiedere al governo "di fare immediatamente qualcosa per questa situazione drammatica". Chaouki, sentito telefonicamente dall'Agi, ha raccontato che all'interno del Cie "ci sono 220 persone, sotto la pioggia e in condizioni disumane, che non dovrebbero essere qui, perché la legge prevede che non si possa restare all'interno del Cie per oltre 96 ore. Tra questi anche sette persone, sei uomini e una donna", scampati alla tragedia dell'ottobre scorso, quando a seguito del naufragio di una imbarcazione libica, morirono 366 persone a largo dell'isola.
  "Non e' tollerabile che perfino le persone che sono sopravvissute a quella tragedia si trovino ancora qui - aggiunge l'esponente Democratico - si tratta di una palese violazione della legge. Mi sembra il minimo chiedere che il governo intervenga immediatamente per ripristinare la legalità e resterò qui finché ciò non avviene" Chaouki è in contatto con il giovane siriano che qualche giorno fa ha girato il video choc sulle 'spruzzate anti scabbia' che "è da giorni in sciopero della fame e della sete”.
"Non è la prima volta che vengo in ispezione nel Centro di Lampedusa, sono tornato dopo le notizie allarmanti arrivate negli ultimi giorni, non immaginavo di trovare questa situazione. Lo dico per primo a chi non la pensa come me, a chi fa parte di altri schieramenti politici: venite a vedere cosa c'è qui oggi. Impossibile non avvertire l'esigenza di cambiare qualcosa. Poi parleremo del come..." 
Chaouki è stato intervistato da Tgcom:

In che condizioni si trovano le persone ospitate nel Centro? 
"Ho trovato condizioni igieniche allucinanti: non tutti i bagni sono funzionanti, ci sono infiltrazioni d'acqua, stanze, dove dormono gli ospiti del centro, completamente allagate, matarassi accatastati, sporcizia. Inoltre siamo in una situazione di illegalità: di fatto gli immigrati sono reclusi nella struttura. Le forze dell'ordine non permettono di uscire, mentre questo dovrebbe essere solo un centro di accoglienza non di reclusione. Condizioni igieniche e tempistiche non sono accettabili".

Quale tipo di "accoglienza" che il Centro dovrebbe offrire?
"Chi arriva al Centro di prima accoglienza di Lampedusa dovrebbe restare al massimo 96 ore, per avere supporto psicologico e sanitario e successivamente essere trasferito in un Cara, i centri per i richiedenti asilo. Ad oggi, 22 dicembre, a Lampedusa di trovano ancora 7 superstiti del naufragio del 3 ottobre, una tragedia per la quale si sono sprecate belle parole per poi dimenticarsene dopo due giorni". 

Non sempre gli italiani si sono mostrati particolarmente sensibili a questi temi...
"L'Italia è chiamata a rispettare il diritto internazionale e a recuperare l'orgoglio di una tradizione di accoglienza e umanità. Bisogna smettere di pensare che determinati interventi tolgano qualcosa agli italiani: questo tipo di politiche sono finanziate dalla Ue".

Quali sono le sensazioni che ha provato entrando nel Centro?

"Resta la sensazione di impotenza dello Stato e la sensazione che ormai ci sia l'abitudine al fatto che i diritti non vengano rispettati. Anche le associazioni che lavorano nel Centro di Lampedusa si sentono vittime di un sistema che non funziona più. Ormai ci sembra normale: mettiamo in secondo piano la dignità delle persone".

mercoledì 18 dicembre 2013

Legacoop rimuove i dipendenti del centro immigrati di Lampedusa

LAMPEDUSA - Legacoop Sicilia ha dato indicazione ai soci di 'Lampedusa Accoglienza', la coop che gestisce il centro per migranti, "di rimuovere e rinnovare il management attuale e di avviare immediatamente una migliore organizzazione con altre professionalità". La decisione dopo il video del Tg2 sul trattamento riservato ai migranti. Inoltre, la presidenza di Legacoop Sicilia ha promosso l'istituzione di una commissione d'indagine conoscitiva, affidandone la responsabilità a LegacoopSociali, per verificare quanto accaduto nel centro di accoglienza". "La commissione - spiega Legacoop - si avvarrà anche dell'apporto di professionisti esterni, per accertare al meglio disfunzioni e responsabilità". Secondo Legacoop, "comportamenti come questi non sono ammissibili anzi, sono contrari all'etica cooperativa e vanno rimossi e sanzionati". In un documento redatto al termine di una riunione dell'organismo dirigente di Legacoop si lancia un invito anche ai governi regionale e nazionale e al mondo associativo. "Dopo l'indignazione generale - sottolinea l'associazione - davanti alle scene viste in tv di sindaci, prefetti, ministri, associazioni e cittadini, siamo i primi a chiedere che i riflettori sul delicato tema dell'accoglienza dei migranti restino accesi per affrontare alla radice la questione".

Il lager di Lampedusa, la Ue minaccia la sospensione degli aiuti

BRUXELLES - Immagini “spaventose e inaccettabili”. Il commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmstrom, parla in questo modo della situazione nel Cie di Lampedusa documentata da un filmato trasmesso dal Tg2 9 in cui si vedono immigrati nudi sottoposti a disinfestazione. L’Ue, dice, non esiterà “ad aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia” e potrebbe sospendere l’erogazione di aiuti. Intanto, mentre la Procura di Agrigento apre un’inchiesta sul trattamento riservato ai profughi, la cooperativa che gestisce il centro si difende: “Non è un lager. C'è stata una messinscena degli immigrati".

L’Unione Europea apre un’indagine
Il filmato, in cui si vedono alcuni profughi completamente denudati e sottoposti a un trattamento anti scabbia, ha destato impressione a Bruxelles. L’Unione Europea "ha già cominciato un’indagine" che riguarda "le spaventose condizioni in molti centri di detenzione italiani, Lampedusa compresa", dichiara la commissaria europea Cecilia Malmstrom annunciando che "non esiteremo ad aprire una procedura di infrazione per assicurarsi che gli standard europei siano rispettati". Malmstrom aggiunge che l'Ue contatterà "le autorità italiane per chiedere maggiori informazioni su questi eventi e chiederemo loro di fare piena luce su quanto accaduto". "La nostra assistenza e sostegno alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori – continua il commissario europeo – può continuare solo se il paese garantisce condizioni umane e dignitose nel ricevimento di migranti, richiedenti asilo e
rifugiati".

Inchiesta della Procura di Agrigento
Sui trattamenti disumani ai quali sarebbero stati sottoposti alcuni profughi ospiti del Centro di prima accoglienza e soccorso di Lampedusa indaga anche la Procura della Repubblica di Agrigento, che ha aperto un'inchiesta. I reati ipotizzati, a carico di ignoti, sono quelli di violenza privata e maltrattamenti nei confronti di persone sottoposte a cura e custodia.

"Messinscena degli immigrati"

Cono Galipò, amministratore delegato della cooperativa “Lampedusa accoglienza” che gestisce il centro, difende l’operato del personale della struttura. "Non esiste né un lager né un campo di concentramento", afferma. "Non potete metterci alla gogna per qualche sequenza che non dice nulla di ciò che facciamo. Il trattamento che noi stavamo facendo, previsto da un protocollo, stava durando da un'ora e mezza e a un certo punto alcuni immigrati si sono spazientiti, si sono spogliati e hanno chiaramente inscenato quanto si vede".  "Il tutto va contestualizzato - aggiunge il responsabile del centro -  Abbiamo avuto tre sbarchi in cui il sospetto di scabbia era molto alto e normalmente quando i casi sono pochi i trattamenti si fanno in infermeria, ma quando sono 104 ci vogliono dei locali disponibili". Il rammarico di Galipò è di "non aver bloccato l'iter e l'operazione quando i due immigrati si sono innervositi. Certo, non siamo d'accordo su quelle condizioni, ma ribadisco che tutto va rapportato al momento". 

venerdì 8 novembre 2013

Lampedusa, arrestato miliziano somalo organizzatore della tragica traversata (366 migranti morti). Ha violentato le migranti, ha rischiato il linciaggio.

Mouhamad Elmi Muhidin, il somalo arrestato
LAMPEDUSA - Un giovane somalo di 24 anni, Mouhamud Elmi Muhidin, ritenuto uno degli organizzatori della traversata del barcone naufragato il 3 ottobre scorso davanti alle coste di Lampedusa e che costò la vita a 366 migranti, è stato arrestato nell'isola dalla polizia. L'operazione è stata condotta dalle Squadre Mobili di Palermo ed Agrigento e dal Servizio Centrale Operativo di Roma, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia nell'ambito di un'inchiesta sulla tratta di migranti tra l'Africa e la Sicilia.
Si tratta di una delle prime occasioni in cui gli investigatori sono riusciti a risalire alla identità di uno dei capi della organizzazione criminale transnazionale che gestisce i flussi migratori illegali tra il corno d'Africa, il Sahara e la Libia verso le coste della Sicilia. L'uomo, appartenente ad un gruppo di miliziani armati, è accusato di numerosi e gravissimi reati: dal sequestro di persona a scopo di estorsione all'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento della immigrazione clandestina, dalla tratta di persone alla violenza sessuale. Nel corso delle indagini sono emersi, inoltre, elementi di colpevolezza a carico di un palestinese, Attour Abdalmenem, 47 anni, in ordine alla sua partecipazione alla organizzazione di un altro sbarco, questa volta di cittadini siriani, avvenuto sempre a Lampedusa; anche questo indagato è stato sottoposto a fermo. 

Il somalo è stato individuato perché era stato riconosciuto nel cpa di Lampedusa dai migranti sopravvissuti che hanno tentato di linciarlo.
"Dai racconti dei sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre è emerso che le donne venivano tutte violentate dai componenti dell'organizzazione criminale che gestiva la tratta dei migranti". Lo riferisce il capo della Mobile di Agrigento. In particolare venti clandestine sarebbero state stuprate sia dal cittadino somalo fermato sia da alcuni miliziani libici nel periodo in cui i migranti erano tenuti prigionieri in un centro di raccolta a Sheba, in Libia. Gli immigrati hanno raccontato anche di avere subito torture con scosse elettriche e percosse.

lunedì 21 ottobre 2013

Agrigento: Alfano duramente contestato alla cerimonia per le vittime di Lampedusa

AGRIGENTO - Il vice premier Angelino Alfano ha interrotto le interviste per la contestazione di alcuni eritrei e attivisti: "Assassini... assassini, basta con la Bossi-Fini", gli hanno urlato mentre parlava coi cronisti alla fine della cerimonia per le vittime di Lampedusa. La sicurezza ha fatto un cordone attorno al ministro portandolo via.
Il vice premier aveva partecipato ai funerali con i ministri Cecile Kyenge e Mario Mauro. Nella banchina c’erano centinaia di eritrei giunti da ogni parte d'Italia e d'Europa. 
"Siamo arrivati con tre pullman da Roma e tre da Milano - ha detto l'eritrea Naznet Indipendenca Araia, dal '79 in Italia dove vive a Roma e dove fa l'interprete - Ma sono arrivati altri nostri fratelli, varie comunità eritree, da tutto il mondo. Non conoscevamo le vittime, ma sono le nostre vittime", e quanto avvenuto "ci tocca anche se non siamo familiari. Vorremmo avvicinarci ai ministri per chiedere perché non ci sono i sopravvissuti. Il ministro degli interni ha detto che chi è morto ha automaticamente la cittadinanza. E chi è vivo che cos'ha?".

Per il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, era meglio che questa cerimonia si fosse organizzata a Lampedusa, ma e' il tempo del dolore, non delle polemiche".

martedì 15 ottobre 2013

Salvati nella notte 400 migranti nel canale di Sicilia

LAMPEDUSA - 400 migranti sono stati salvati nella notte dalle motovedette nel Canale di Sicilia in quattro interventi e portati a Pozzallo, Lampedusa e Marsala. 80 persone su un barcone in acque libiche sono state prese da un mercantile. Tra Malta e Lampedusa un barcone con 250 eritrei è stato soccorso dalle navi della Marina e della Guardia costiera. La nave Peluso ha preso a bordo 80 persone su un terzo barcone.
A sud-ovest di Marsala, la Guardia di Finanza ha soccorso un barchino con sei tunisini.

lunedì 14 ottobre 2013

Continuano gli sbarchi di migranti a Lampedusa: all’alba altri 137. A Pozzallo 152

LAMPEDUSA - Non si fermano gli sbarchi. Un barcone con a bordo 137 migranti, 22 dei quali sono donne, è approdato alle 5 direttamente nel porto di Lampedusa, senza essere stato avvistato. Anche questi profughi sono stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza di contrada Imbracola. A Lampedusa con l'arrivo della nave "Libra" della Marina militare continua il trasferimento delle altre bare delle vittime del naufragio del 3 ottobre a Porto Empedocle (Agrigento).

E' giunto poi a Pozzallo (Ragusa) il mercantile italiano Asso 30 che ha aiutato sabato un'imbarcazione di migranti in difficoltà nel Canale di Sicilia, portando a bordo 152 persone.

domenica 13 ottobre 2013

Partita da Lampedusa per Porto Empedocle nave con 150 bare delle vittime del naufragio

LAMPEDUSA - E' salpata questa mattina la nave Cassiopea della Marina Militare, con 150 bare delle vittime del naufragio di migranti del 3 ottobre scorso al largo di Lampedusa. L'imbarcazione è diretta a Porto Empedocle, dove arriverà nel pomeriggio. Le operazioni di carico è cominciata ieri ma è stata più volte interrotta perché i familiari delle vittime hanno chiesto di poter dare l'ultimo saluto ai feretri, già portati sulla nave, e attaccare una foto dei loro congiunti. Sono più di 200 ancora le bare custodite nell'hangar dell'aeroporto di Lampedusa che dovranno essere portate a Porto Empedocle: le vittime del naufragio sono 359. A queste nell'hangar si aggiungeranno le bare dei 21 morti di un altro naufragio, accaduto l'altro ieri a 60 miglia dall'isola.

"Scusaci, ma siamo molto nervosi", dice una giovane mamma eritrea ad un carabiniere. Sul molo, a seguire la scena tanti lampedusani. Sono solidali con gli immigrati, anche se molti osservano che la richiesta di riaprire le bare è un'assurdità. Nessuna insofferenza, ma anzi una gran voglia di dimostrare vicinanza. Come ha fatto la proprietaria del bar che ha servito da bere al gruppo di eritrei parenti dei morti e poi non ha voluto essere pagata. O come i medici del poliambulatorio che la notte scorsa si sono presentati tutti in attesa che arrivassero i naufraghi dell'ultima tragedia del mare. "Abbi Pietà Signore, tante volte siamo accecati dalla nostra vita comoda e non vediamo quelli che muoiono vicino a noi'', ha scritto Papa Francesco in un tweet. Non sembra proprio che questo ammonimento riguardi i lampedusani.