domenica 14 dicembre 2014

VITTORIA (Ragusa), uomo ucciso a colpi di pistola

VITTORIA (Ragusa) - Un uomo è stato ucciso con colpi di pistola a Vittoria, nel Ragusano. La vittima è stata colpita mentre si trovava in una zona centrale del paese, all'incrocio tra la vie Roma e Cavour. Testimoni hanno visto due uomini fuggire dopo la sparatoria, e non si esclude che siano gli assassini. Sul posto per le indagini sono presenti i carabinieri.

RENZI: non ha senso il voto a ogni intoppo. Serve il coraggio di andare avanti

ROMA - “Non ha senso tornare a votare a ogni intoppo. Serve il coraggio e la voglia di andare avanti sul serio". Così Matteo Renzi all’assemblea Pd. "Pensate che" andare al voto "sia l'obiettivo di una forza politica che ha detto in tutte le lingue che vuole cambiare il Paese senza cambiare i parlamentari? Ha senso, Fassina? Per me no", afferma. "Non sono affezionato a un principio di obbedienza, in un partito sta insieme sulla base del principio di lealtà. Si può discutere di tutto ma se ci sono elementi di coscienza non siano organizzati per correnti, non siano usati per dare un segnale e mandare sotto il governo utilizzando una questione costituzionale".  "Io contesto - prosegue - che ci sia un racconto mitologico e nostalgico dell'Ulivo quando quell'esperienza politica è stata sostanzialmente mandata a casa da nostri errori e nostre divisioni. Contesto l'idea di fare un santino senza riconoscere la responsabilità di quanto accadde nell'ottobre del 1998". 
 "Il Pd non è un partito che va avanti a colpi di maggioranza ma sia chiaro che non starà fermo per i diktat della minoranza. Abbiamo il dovere di corrispondere all'impegno preso con gli italiani e non staremo fermi nella palude per guardare il nostro ombelico". Così Renzi in un altro passaggio dell’ assemblea Pd. "Il cantiere è il luogo che attrae di più i cittadini, specie quelli che non hanno molto da fare e stanno lì a mugugnare. Il Pd non si metta a osservare i cantieri: li faccia. Noi siamo quelli che cambiano l'Italia, non quelli che stanno a mugugnare su quelli che cambiano l'Italia". Lo dice il premier Matteo Renzi all'assemblea Pd.
"Chi è disonesto - aggiunge - non può camminare con il Pd, dobbiamo essere molto duri anche al nostro interno. Chi sbaglia paga anche nel Pd. Non tutti gli onesti votano Pd ma chi sta nel Pd deve avere onestà come punto fondamentale".
Poi dice: "So bene che non tutti sono d'accordo sul Jobs act. Mi piacerebbe che almeno fosse letto il testo del Jobs act, che ci fosse uno sguardo non ideologico, una discussione nel merito. Sull'articolo 18 l'abbiamo pensata in modo diverso, ormai è andata, ognuno tiene la propria opinione ma ormai è chiusa".
"Il Pd non è il partito della nazione perché immagina chissà quali strane mutazioni genetiche, ma perché avere quei colori vuol dire che il Pd non si accontenta di vedere i sogni dell'Italia stuprati da anni di mal governo", aggiunge.  
Grazie al Pd è "sparito dallo scenario politico colui che dettava l'agenda un anno fa, Beppe Grillo. Grazie al nostro risultato abbiamo restituito il suo talento alla comicità: andrà in tour, in bocca al lupo", ironizza Renzi 
"Non sono minimamente preoccupato per questo Parlamento: è tranquillamente nelle condizioni di eleggere il successore di Napolitano quando sarà il momento. Il fatto che nel 2013 sia fallito il colpo, non significa che oggi non sia stata imparata quella lezione", aggiunge Renzi, prima di annunciare: "La settimana prossima scriveremo un decreto che riguarderà l'Ilva ma non solo, riguarderà il porto e meraviglie culturali per la città" di Taranto.
"Io non sono solo indignato, sono schifato" da quanto emerge dall'inchiesta Mafia capitale. "Se siamo un Paese serio - continua il premier - l'indignazione e lo schifo non ci basta. Chiedo ai magistrati di arrivare velocemente ai processi e alle sentenze"
E poi: "Chi vuol cambiare il segretario si può mettere il cuore in pace, ha tempo da qui al 2017, chi vuole cambiare il capo del governo, si metta cuore in pace, ha tempo da qui fino al 2018. Ma chi vuole cambiare l'Italia non perda un secondo". 
Fassina a Renzi, basta scaricabarile se vuoi voto, dillo - "Se vuoi andare ad elezioni dillo, smettila di scaricare la responsabilità sulle spalle degli altri. La minoranza non fa diktat e non vuole andare al voto prima del 2018. Non ti permetto più di fare caricature di chi la pensa diversamente da te, è inaccettabile". Così Stefano Fassino si era rivolto a muso duro, a Matteo Renzi prima della replica del segretario.
Cuperlo, scissione? Accantoniamo questa parola - "Scissione? Accantoniamo questa parola, facciamo finta che non sia mai stata pronunciata. Il Pd è la nostra famiglia e qui noi vogliamo restare anche se non è ancora il partito che avevamo immaginato e l'inchiesta Mafia Capitale lo dimostra". Così Gianni Cuperlo a margine dell'assemblea del Pd.  "Matteo hai ragione a rivendicare il primato politica, ma non è mai esistito tale primato se è separata dalla società. Le piazze non sono mai stato il nostro nemico, il nostro avversario, e non potranno diventarlo", sottolinea Cuperlo, rivolgendosi direttamente a Renzi. 

Civati, scissione? Cruciale elezione capo Stato - "Scissione? Un passaggio cruciale sarà quello dell'elezione del capo dello Stato, un momento dove sarà il caso di eleggere una figura di alto profilo per le istituzioni". Così Pippo Civati arrivando all'assemblea del Pd. A chi gli chiedeva se avesse un nome da proporre Civati ha risposto: "Io sono affezionato a un bolognese... però l'esempio da seguire è proprio quello lì". "Se Renzi ci attacca risponderemo andando all'attacco. Le minoranze non hanno complotti in mente, vogliono solo fare le cose meglio. Renzi accetti qualche consiglio. La mia minoranza come quella di D'Alema? Non credo proprio - ha risposto - perché ci distinguono tutte le cose del mondo".

Sì in commissione alla Camera al ddl sulla riforma di bicameralismo e titolo V


ROMA - La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il ddl del governo con la riforma del bicameralismo e del titolo V. Il testo approda martedì prossimo in Aula. Tra gli emendamenti approvati, quello che definisce il quorum per eleggere il capo dello Stato, fissato a 3 quinti dei votanti a partire dal nono scrutinio. Il testo varato dal Senato prevedeva i due terzi dei grandi elettori nei primi tre scrutini. Dalla quarta votazione si scendeva ai tre quinti, e alla maggioranza assoluta dal nono. L'emendamento approvato stasera in commissione conserva la maggioranza dei due terzi dei grandi elettori nei primi quattro scrutini; dalla quinta votazione si scende ai tre quinti dei grandi elettori e dal nono scrutinio il quorum è fissato ai tre quinti dei votanti. L'emendamento ha avuto il sì di tutti i gruppi rimasti in Commissione: Pd (compresa la minoranza), Ncd, Pi, Sc e Forza Italia.

sabato 13 dicembre 2014

CIVATI: se Renzi continua così, si costituirà un partito a sinistra del Pd

BOLOGNA - “Se Renzi si presenta con il Jobs act e con le cose che sta dicendo alle elezioni a marzo, noi non saremo candidati con Renzi". Lo ha annunciato Pippo Civati, all'iniziativa dell'associazione "E' Possibile", a Bologna. "Se il premier continua così - ha aggiunto - un partito a sinistra del Pd si costituirà sicuramente, non per colpa nostra". L'assemblea del Pd di domenica "è un thriller, Renzi decide di notte... Ma io sto sereno come consiglia di fare lui da tempo: io non ho niente da perdere, qualcun altro ci perse palazzo Chigi", ha poi chiarito il deputato Pd, che fa parte della minoranza dem che si è opposta a vari provvedimenti del governo.

Per il Quirinale, ha aggiunto, "c'è un candidato di Bologna che va sempre bene". "Io - ha chiarito - dico sempre: o Romani Prodi o un Prodi-equivalente, una figura che a livello internazionale possiamo spendere e che abbia anche un rapporto con la politica. Non abbiamo bisogno di figure che non c'entrano nulla con la politica, questo sarebbe un messaggio molto sbagliato".

SCANDALO MOSE, indagati due parlamentari Pd per finanziamento illecito


VENEZIA - Nel percorso che porta alla chiusura delle indagini sulla vicenda Mose con l'unico eccellente a processo, l'ex sindaco Giorgio Orsoni, il Pd veneziano è nella bufera per il finanziamento illecito dei partiti che avrebbe ricevuto dal Consorzio Venezia Nuova retto allora da Giovanni Mazzaurati. Nel registro degli indagati, infatti, sono finiti i due parlamentari veneziani Michele Mognato e Davide Zoggia mentre oggi è stato sentito l'ex assessore ai lavori pubblici della giunta Orsoni ma all'epoca dei fatti (2010) segretario veneziano del partito, Alessandro Maggioni Indagando sul concessionario unico per le realizzazioni delle opere di salvaguardia di Venezia, il pool di magistrati veneziani - Paola Tonini, Stefano Buccini, Stefano Ancillotto coordinati dall'Aggiunto Carlo Nordio - avrebbe scoperto contributi illeciti per 450mila euro ricavati da fondi neri ed un altro centinaio di migliaia di euro fatturati in modo irregolare. Mognato e Zoggia erano stati sentiti dai magistrati martedì scorso ed hanno respinto ogni addebito mentre Maggioni (che non è indagato) è stato convocato in Procura oggi dove ha spiegato, in circa un'ora di incontro, che all'epoca dei fatti si occupava di aspetto organizzativi e non economici.

A tirare in ballo Mognato e Zoggia era stato lo stesso Orsoni che, allo scoppio dello scandalo il 4 giugno scorso, era finito per un periodo ai domiciliari. L'ex sindaco sentito dal pool aveva detto come gli aspetti economici della sua campagna elettorale, dopo aver ammesso di essersi rivolto a Mazzacurati per ottenere un finanziamento ma negando di aver mai visto i soldi, erano stati seguiti dai due parlamentari ora finiti nel registro degli indagati. I due deputati del Pd i cui nomi circolavano fin dai primi giorni del blitz con 35 arresti tra carcere e domiciliari, avevano sempre smentito le affermazioni di Orsoni. Secondo quanto si è appreso nei prossimi giorni altri politici potrebbero essere sentiti dalla Procura veneziana. L'ex sindaco dovrebbe andare a processo dopo che un'ipotesi di patteggiamento con la Procura era stata respinta dal Gup perché ritenuta troppo 'leggera' specie sul fronte economico, la proposta di 16mila euro da versare al fondo per la giustizia. 

BERGAMO, raccolti i soldi per il funerale del bimbo morto appena nato


BERGAMO - Il piccolo nato prematuro e morto dopo appena 15 ore all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sarà finalmente sepolto. Il corpicino del piccolo è da un mese nella camera mortuaria della struttura sanitaria poiché la madre non può sostenere le spese funebri: diffusa la notizia, in poche ore sono stati raccolti i 750 euro necessari. Il rito è stato fissato per oggi alle 16 nel cimitero di Cologne, nel Bresciano. La tragedia il 7 novembre all’ospedale bergamasco di Calcinate, dove Maryam, 29enne marocchina, aveva partorito in anticipo a causa di un incidente stradale a Cologne, dove la donna vive sin da quando era adolescente. Il bimbo, gravissimo, era stato portato all’ospedale di Bergamo, dove però è morto poche ore dopo la nascita.

BARI, muore buttandosi nella tromba delle scale per sfuggire alle fiamme nel suo appartamento. Tre feriti

Il palazzo dove è avvenuto l'incendio
BARI - Una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite in un incendio divampato in una palazzina a Bari, in corso Cavour 168. La vittima è una donna di 53 anni, morta lanciandosi nella tromba delle scale per sfuggire alle fiamme. I feriti sono invece un'anziana e due fratelli: tutti apparterrebbero allo stesso nucleo familiare. Il rogo potrebbe essere stato causato da un corto circuito, provocato da un allacciamento abusivo a una centralina Enel.
La vittima è Michela Corvaglia, 53enne di Potenza. I feriti sono Giovanni Corvaglia, 54enne di Potenza, trovato dai soccorritori chiuso nel bagno del piccolo appartamento; Maria Santoro, 82enne di Spongano, nel Leccese, che al momento dell'arrivo dei soccorritori era seduta alla finestra dell'abitazione e stava per lanciarsi nel vuoto. Il terzo ferito è Valentina Russo, 26enne di Bari: anche lei si sarebbe lanciata nella tromba delle scale della palazzina per sfuggire alle fiamme, e ora è ricoverata in ospedale.

Donna uccisa con 11 coltellate a PALERMO

PALERMO - Via Maggiore Toselli, dove è avvenuto il delitto
PALERMO - Una donna di 62 anni, Anna Maria Renna, è stata assassinata nella sua abitazione in via Maggiore Toselli, a Palermo. A lanciare l'allarme sarebbe stata la figlia della vittima. Non sentiva la madre da alcuni giorni. Si è recata a casa ha bussato e nessuno rispondeva. Così ha chiamato i vigili del fuoco. Aperta la porta gli uomini del comando provinciale si sono trovati riversa per terra la donna. C'erano numerosi fendenti sul corpo. La donna sarebbe stata colpita con undici coltellate. Secondo gli uomini della squadra omicidi  la donna sarebbe stata uccisa nei giorni scorsi. Il sangue trovato sul pavimento era secco.

Secondo indiscrezioni Renna avrebbe precedenti per prostituzione.

venerdì 12 dicembre 2014

RENZI: il Cdm ha approvato norme più severe sulla corruzione, cambiamo le regole del gioco

ROMA  - “Abbiamo mantenuto l'impegno che avevamo preso: norme più severe sulla corruzione". Lo annuncia il presidente del Consiglio Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi, con il ministro Andrea Orlando.
"Si sappia che da questa parte del tavolo c'è gente che non si darà tregua finchè ogni angolo d'Italia non sarà analizzato, eviscerato sui fenomeni corruttivi", ha affermato il premier.
"La pena minima per la corruzione propria passa da 4 a 6 anni, la massima da 8 a 10. E poi è prevista la restituzione del maltolto", detto il premier. Quella data dal Governo sulla corruzione "è una risposta seria, speriamo che il Parlamento sia il più veloce possibile", ha aggiunto Renzi.
"Noi siamo persone che vanno a testa più che alta su questi temi. Ma pensiamo di dover fare di più sulle norme perché siccome ci sono occasioni di patteggiamento che consentono di non andare in carcere e non pagare ciò che si deve pagare, è giusto cambiare le regole del gioco".
"Siamo disponibili a mettere la fiducia se sarà necessario" sul pacchetto corruzione, ha detto Renzi che ha difeso la scelta del ddl anzichè del decreto su questa materia. "Ma faremo presto", ha assicurato.
"Per quanto riguarda le vicende del passato vige il principio giuridico del favor rei": le nuove regole sulla prescrizione si approveranno a partire da quando "il testo diventerà legge, mi auguro nel tempo più breve", ha spiegato Renzi.
Sul provvedimento di contrasto alla corruzione "c'è stata la piena condivisione di tutti. Del resto era stata già fatta una discussione ad agosto". E - spiega Renzi - non è stato fatto un decreto "perchè non si fanno decreti su materie penali. Non si fanno per principio".
"Trovo che questa norma sia molto, molto, molto, giusta perché alza le pene e finiscono i tempi delle uscite gratis dalla prigione". Il premier ha anche evidenziato che viene prevista "la confisca del malloppo. Noi diciamo: ridatecelo o ce lo prendiamo. Insomma, quando li becchiamo, non gli consentiamo di svignarsela. Questo giochino finirà".



BRACCIANO, arrestato per omicidio volontario il fidanzato di FEDERICA MANGIAPELO


Federica Mangiapelo
Marco di Muro
LAGO DI BRACCIANO - E' stato posto agli arresti domiciliari Marco Di Muro, il fidanzato della 16enne Federica Mangiapelo, trovata senza vita sulla spiaggia di Vigna di Valle, lungo il lago di Bracciano, nel novembre del 2012.L'accusa per il 23enne è di omicidio volontario aggravato: per il pm è stato lui a tenerle la testa sott'acqua fino a farla morire annegata. La sua testimonianza agli inquirenti era sempre apparsa contraddittoria. Federica Mangiapelo sarebbe stata uccisa al culmine di una lite forse per motivi di gelosia. La svolta nelle indagini si è avuta con una perizia tecnica in sede di incidente probatorio che ha stabilito che Federica è morta non per cause naturali, ma per una morte violenta. Per Di Muro, già indagato, cambia il capo d'imputazione in omicidio.
Ci sono voluti due anni, passati tra perizie, esami e i disperati appelli della famiglia a far luce sulla verità. Il nome di Di Muro, oggi 25enne, era stato però da subito iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Civitavecchia. 
Era stato proprio lui l'ultima persona ad aver visto Federica prima della morte. E sempre lui aveva continuamente sostenuto di aver lasciato la ragazza attorno alle 3, di una piovosissima notte autunnale tra il 31 ottobre e l'1 novembre 2012, in piazza ad Anguillara, alle porte di Roma. Il corpo della 16enne venne poi trovato ore dopo a circa 5 chilometri di distanza da quel luogo. 
 L'autopsia rivelò che Federica morì a causa di problemi cardiaci, ma solo l'ostinazione della famiglia riuscì a convincere gli inquirenti a non chiudere l'inchiesta e a procedere a nuovi accertamenti. E proprio la perizia pneumologica in sede di incidente probatorio stabilì che Federica morì per annegamento e non per arresto cardiaco, che - stando ai medici - ne sarebbe stato solo una causa.
L'accusa per il giovane è quella di omicidio volontario aggravato. Secondo gli inquirenti, il giovane - da tempo inviso alla famiglia - l'avrebbe prima strattonata facendola cadere a terra e poi annegata tenendole la testa sott'acqua. "E' un primo passo verso la verità - il commento del sindaco di Anguillara, Francesco Pizzorno -, la famiglia non si arrenderà fino a quando non sarà fatta piena luce sulla morte di Federica".

MANAUS, preso stupratore seriale di ragazzine (68 vittime)

Renato Fragata se la ride
MANAUS - Un brasiliano di 30 anni è stato arrestato a Parintins, a 369 chilometri dalla capitale amazzonica Manaus, con l'accusa di aver stuprato 68 ragazze di età compresa tra i 13 e i 17 anni. L'uomo, Renato Fragata, attirava le minorenni in rituali di magia nera, durante i quali serviva loro bevande a base di sangue animale. Facevo loro credere di essere il leader di un gruppo rock. Le indagini sono cominciate dopo le denunce alle forze dell'ordine della preside di una scuola comunale a Iranduba, insospettita dallo strano comportamento di alcune alunne, che avevano cominciato improvvisamente ad abbigliarsi in stile "gotico". 
L'uomo convinceva le ragazze a dormire con lui in cambio di regali costosi. La serie di crimini è iniziata nel 2013 a Parintins. Lì, secondo la polizia, il sospetto ha violentato più di 50 ragazze. Dopo essere stato sottoposto a cinque indagini e incredibilmente rilasciato, sarebbe tornato ad agire a Iranduba tre mesi fa, dove ha commesso 12 reati. La polizia sta ancora indagando su altri sei casi a Iranduba. Il 4 dicembre, Renato Fragata è stato arrestato a Parintins con un mandato di arresto emesso dal giudice Rosalia Guimarães.

Nel corso di una conferenza stampa iil delegato Paul Mavignier ha detto: “Ha contattato le vittime nelle scuole e le ha poi portate a casa sua e nei cimiteri. Dopo aver detto che aveva una rock band e che potevano farne parte, avrebbero dovuto soddisfare alcuni requisiti tipo duelli o bere sangue animale di gatto e di capra. Per saltare queste condizioni, le vittime dovevano fare sesso con lui”. Secondo il delegato, il sospetto aveva ancora un gruppo chiuso su un social network dove ha pubblicato le foto dei rituali”. Ha aggiunto che altre ragazze possono essere ulteriori vittime . L’arrestato risponderà di stupro, corruzione di minori e di aver visualizzato le immagini di adolescenti su Internet.

CAOS nei cieli di Londra, guasto ai computer degli aeroporti, spazio aereo chiuso



LONDRA - Lo spazio aereo sopra Londra è stato chiuso fino alle 20:00 ora italiana a causa di "un errore del computer", hanno riferito i controllori del traffico.La notizia è stata annunciata in un breve messaggio sul sito web del corpo di sicurezza di volo di Eurocontrol .
I controllori inglesi del traffico aereo Nats confermato un "problema tecnico" al loro centro di controllo Swanwick in Hampshire. In un comunicato si assicura che viene presa "ogni azione possibile" per risolvere il problema.
La situazione negli aeroporti di Londra :
  • all'aeroporto di Heathrow i decolli sono ritardati e gli aerei in arrivo potrebbero essere dirottati
  • Voli in arrivo a Gatwick stanno atterrando, ma tutti i voli in partenza restano a terra
  • Stansted afferma che sta attualmente lavorando con Nats per scoprire in che modo il guasto influenzerà l'aeroporto. 
  • Eurocontrol ha detto: "C'è stato un errore del server del computer di dati di volo a Londra ACC [centro di controllo di area]. Gli ingegneri stanno lavorando sul problema e maggiori informazioni saranno fornite quando disponibili."

MALI, 4 militanti di al Qaeda liberi in cambio dell’ostaggio francese

Serge Lazaarevic dopo la liberazione
PARIGI - Quattro militanti appartenenti al ramo nordafricano di Al Qaeda sono stati liberati in cambio del rilascio dell’ostaggio francese Serge Lazarevic, avvenuto martedì: lo ha confermato oggio il ministro della Giustizia del Mali Mohamed Ali Bathily.
Lazarevic era stato rapito da uomini armati in Mali il 24 novembre 2011, durante un viaggio d'affari con il collega francese Philippe Verdon: il rapimento era stato rivendicato da al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM).
Verdon, che soffriva di ulcera e tachicardia era stato trovato ucciso lo scorso anno, e la sua famiglia ha suggerito che era stato giustiziato perché era debole.
Il governo francese ha finora rifiutato di commentare la notizia che alcuni prigionieri di al Qaeda, compresi coloro che srano stati coinvolti nel rapimento di Lazarevic in Mali nel 2011, siano stati rilasciati in cambio della sua libertà. "Ci sono stati negoziati, scambi diplomatici e discrezione”, ha detto il portavoce del governo Stéphane Le Foll.
Un Lazarevic raggiante, è stato accolto calorosamentedal presidente francese François Hollande in un aeroporto militare fuori Parigi un giorno dopo il suo rilascio è stato annunciato.
Ha abbracciato la madre e la sorella appena uscito dal jet con la figlia, che aveva volato il giorno prima per Niamey - la capitale del vicino Niger, che ha contribuito a ottenere la sua liberazione - per andare ad accoglierlo.

"La vita è buono quando si ha la libertà. Avevo dimenticato cosa significa essere liberi. Non lo dimenticherò pi”ù, ha detto ai giornalisti Lazarevic.

BORDIGHERA, la donna russa confessa: sì, ho affogato in mare il mio bambino. Era malato. Il corpo non ancora trovato


BORDIGHERA - Orrore a Bordighera, nell'Imperiese, dove si cerca il corpo di un bimbo di 9 mesi, figlio di una donna russa. Dopo un lungo interrogatorio Natalia Sotnikova, 40 anni, ha confessato di averlo affogato. In precedenza aveva detto ai carabinieri di averlo abbandonato sugli scogli. E' stata fermata con l'accusa di omicidio volontario aggravato da crudeltà. La 40enne temeva che il piccolo fosse schizofrenico.
Gli inquirenti hanno subito allertato anche le autorità francesi, visto che il tratto di costa è vicino al confine e le correnti marine, in quel punto, sono molto forti. Natalia Sotnikova era con un accompagnatore e nell'hotel alloggiavano in stanze separate. La madre, secondo le registrazioni dell'impianto di videosorveglianza,  a notte fonda verso le 2 ha portato il figlio in braccio fuori dall'albergo. E' salita su una lussuosa Bmw blu notte noleggiata a Ginevra, ha percorso una ventina di chilometri ed è arrivata sulla scogliera di Bussana. 

Qui avrebbe abbandonato - così ha raccontato inizialmente ai carabinieri - il piccolo, figlio del suo primo marito, e se ne è andata tornando con le braccia vuote in quell'hotel extralusso dove aveva trascorso una settimana di vacanza, alle 4 del mattino. L'uomo che l'accompagnava, che non è il padre del bambino e nemmeno il compagno di Natalia, le ha chiesto dove avesse lasciato il piccolo e, non ricevendo risposte coerenti, ha chiamato i militari. Interrogata a lungo, la donna si è contraddetta più volte davanti ai magistrati fornendo versioni discordanti. Forse lo ha ucciso perché temeva soffrisse di schizofrenia.

E' emerso anche che prima di uscire con il bimbo, la madre avrebbe lasciato in stanza un biglietto nel quale annunciava l'intenzione di farla finita; ai carabinieri giovedì sera ha infine rivelato di avere gettato il figlio in mare dopo aver raggiunto il largo e aver portato con sé in un marsupio il bambino. 

Russa, moscovita, di Natalia si dice essere stata la moglie di uno dei grandi ricchi dell'ex Unione sovietica. Da lui avrebbe avuto Semyon. Dopo il parto, la depressione, tanto che la donna scriveva qualche tempo fa in un post di esser stanca, di aver bisogno di una vacanza. Vacanza che è iniziata a Mosca, da qui a Francoforte e poi Ginevra, infine a Bordighera, nell'Ottocento luogo d'elezione delle vacanze dei nobili russi, in un hotel di lusso. 

NIGERIA, i massacri di Boko Haram: 30 morti per due bombe al mercato di Jos


ABUJA - Due bombe ucciso almeno 30 persone in una zona trafficata della città nigeriana di Jos. Le due bombe sono esplose in rapida successione in un mercato vicino al luogo dove era avvenuto un altro grave attentato a maggio. Jos ha una popolazione mista di musulmani e cristiani, e negli ultimi anni i militanti di Boko Haram hanno attaccato chiese e moschee. Il gruppo ha ucciso più di 2.000 persone quest'anno. Nessun gruppo ha detto cdi aver effettuato gli ultimi attentati.
Le esplosioni sono avvenute nel quartiere commerciale di Jos, vicino alla stazione degli autobus. La prima esplosione ha avuto luogo presso uno stand di cibo all'aperto. La seconda ha colpito direttamente il mercato. Separatamente, la polizia di seconda città più grande della Nigeria, ha arrestato una ragazza di 13 anni, che indossava una cintura esplosiva.
Mercoledì scorso, almeno quattro persone sono state  uccise e sette ferite in attacchi da parte di due donne kamikaze a Kano. Il mese scorso, più di 100 persone sono morte in un attacco durante le preghiere in una delle più grandi moschee della città.

Militanti di Boko Haram sono sospettati di essere dietro gli attacchi. Il gruppo ha conquistato diverse città e villaggi nel nord-est del paese, dichiarando l'area sotto il suo controllo per diventare un califfato. Migliaia di persone sono morte e più di un milione sono state costrette a fuggire dalle loro case in cinque anni insurrezione del gruppo.

PALERMO, importavano perfette monete false da 1 e 2 euro dalla Cina, 12 arresti


PALERMO  - Un'organizzazione importava dalla Cina in Italia monete false da uno e due euro ed era pronta a mettere in circolazione nei giorni dello shopping natalizio piu' di 300.000 pezzi, per un valore totale di oltre mezzo milione di euro. Lo hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Palermo Piazza Verdi e della Sezione Operativa del Comando Antifalsificazione monetaria di Roma, che hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Palermo, nei confronti di 12 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione, introduzione nello stato e spendita di monete falsificate. L'operazione, che i carabinieri hanno chiamato "Shanghai money" si e' articolata tra le provincie di Palermo, Napoli, Salerno e Cosenza dove operava il gruppo criminale che si occupava dell'approvvigionamento e della distribuzione di monete contraffatte 'made in China'. I falsari erano molto abili: secondo gli investigatori erano di altissima qualità le monete che arrivavano in Italia dalla Repubblica popolare cinese. Nell'ambito dell'indagine e' stato eseguito il più importante recupero di monete false dall'introduzione dell'euro, con il sequestro di un container imbottito con 306.000 monete da uno e due euro, per un importo pari a 556.000 euro.

ATENE, spari contro l'ambasciata di Israele

ATENE - Colpi di arma da fuoco sono stati sparati contro l'ambasciata israeliana ad Atene: lo ha reso noto la polizia locale, specificando che non ci sono vittime. Probabilmente si è trattato di colpi di Kalashnikov sparati da una moto sulla quale c'erano due persone. Altre due persone, che si trovavano a bordo di un'altra moto, sono sospettati di aver partecipato all'attacco

giovedì 11 dicembre 2014

RIO DE JANEIRO, arrestato per l’omicidio di una donna, ne confessa altri 41. “Lo facevo per puro piacere”

Il serial killer dopo il suo arresto
RIO DE JANEIRO - Un uomo, il 26enne Sailson Josè das Gracas, è stato arrestato a Rio de Janeiro, in Brasile, per aver accoltellato e ucciso una donna, a Nova Iguacu. Al momento del fermo, la terribile ammissione: la polizia, infatti, non si trovava di fronte a un omicida qualunque, bensì a un terribile serial killer che ha immediatamente confessato altri 41 omicidi, tra cui quello di un bimbo di appena due anni. Come spesso accade in simili casi, al peggio non c'è mai fine. Il 26enne, arrestato in flagranza, ha infatti ammesso che ben 38 delle sue 42 vittime sono donne; poi tre uomini e, appunto, un bimbo di soli due anni. "Seguivo la vittima scelta per una settimana, a volte un mese, poi uscivo a caccia", ha raccontato l'accusato con freddezza agli inquirenti, precisando che ammazzava "per puro piacere".

In commissariato, il giovane ha spiegato di aver cominciato con piccoli furti a 15 anni. Il primo delitto lo avrebbe commesso a 17 anni. ''Da quel momento - ha detto - ho sentito fluire adrenalina, mi è piaciuto e ho iniziato a farci l'abitudine''. Sorpreso dalle dichiarazioni anche il commissario Pedro Henrique Medina: ''E' la prima volta che mi trovo davanti alla confessione piena di dettagli di uno psicopatico''.

DROGA, sgominata banda a Firenze. Operava tra Italia, Olanda, Spagna e Marocco


FIRENZE - Arresti e perquisizioni da parte della Squadra mobile di Firenze nei confronti dei componenti di un gruppo criminale con base a Santa Croce sull'Arno, nel Fiorentino e specializzato nel traffico di hashish e cocaina tra Marocco, Italia, Olanda e Spagna. Quattro le persone raggiunte al momento da misura di custodia cautelare in carcere. Quindici le persone indagate nell'ambito delle indagini, condotte dalla procura di Firenze.

RAGUSA, c'è un altro cellulare "segreto" della mamma di Loris? Ipotesi di un complice


Veronica e il piccolo Loris
RAGUSA -  “Ho nascosto bene l'altro cellulare". Questa la frase che Veronica Panarello, madre del piccolo Loris e in stato di fermo con l'accusa di averlo ucciso, avrebbe detto alla sorella la sera del ritrovamento del cadavere del figlio. Secondo gli inquirenti proprio questo "telefonino fantasma" potrebbe essere necessario per individuare un possibile e ipotetico complice della donna. A insistere sull'eventuale presenza di un complice, secondo quanto riportato dal quotidiano "La Repubblica", sarebbe la madre di Veronica: "Non è un'assassina e in ogni caso non può aver agito da sola", avrebbe detto la donna.

Avanza l'ipotesi dell'infermità mentale - Mentre gli indizi sulla colpevolezza della madre di Loris sembrano diventare sempre più pesanti, sia da parte della famiglia sia da parte della Procura emerge l'immagine di una donna "disturbata e tormentata", tanto che i legali di Veronica hanno anticipato di essere pronti a chiedere una perizia psichiatrica. La strategia degli avvocati sembra chiara: qualora le accuse si rivelassero fondate sarebbero pronti a chiedere l'infermità o almeno la seminfermità mentale.

La telecamera e la macchina parcheggiata in garage - Fra gli ultimi indizi a carico della donna ci sarebbe anche un filmato di una telecamera, posizionata su un'abitazione a pochi passi dalla casa del piccolo Loris e della quale finora non si conosceva l'esistenza. Nel video si vede l'auto di Veronica Panarello fare manovra per entrare nel garage della palazzina dove abitano gli Stival. Il fatto che quella mattina Veronica avesse messo l'auto nel garage è apparsa strana anche al marito Davide: "Perché l'ha fatto? - ha detto guardando il video mostratogli dagli investigatori - lei non ci andava mai. Parcheggiava sempre in strada".

Operazione Potenza-New York, otto arresti per estorsione, anche un boss del clan Gambino


POTENZA - Otto persone arrestate, tra cui Francesco Palmieri, ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa americana dei Gambino: l'accusa per tutti è associazione a delinquere finalizzata all'estorsione con l'aggravante del metodo mafioso e della transnazionalità. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Potenza su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Vittima di una tentata estorsione è Lorenzo Marsilio, imprenditore lucano titolare della 'Sudelettra'. L'inchiesta del Servizio centrale operativo della Polizia e della squadra mobile di Matera, ha preso spunto da una segnalazione delle autorità americane, con le quali c'è stata una costante e continua collaborazione. Oltre a Palmieri, la Polizia ha arrestato Giovanni Grillo, detto Johnny e considerato il personaggio chiave dell'inchiesta, bloccato all'aeroporto di Malpensa mentre stava imbarcandosi cin un biglietto di sola andata per gli Usa e Salvatore Farina, figlio del boss defunto Ambrogio. Ordinanza anche per Carlo Brillante, Raffaele Valente, Daniele Cavoto, Michele Amabile e Francesco Vonella, già coinvolti nell'inchiesta New Bridge che ha provato i collegamenti tra i Gambino e le cosche della 'Ndrangheta. Francesco Palmieri era arrivato mesi fa in Italia per riscuotere un credito vantato da alcuni boss mafiosi americani nei confronti dell'imprenditore lucano Lorenzo Marsilio. Un credito risalente a 30 anni fa. Palmieri è stato bloccato dai poliziotti in un appartamento di Brooklyn, dove abitava senza risultare registrato. Oltre a Palmieri, è stato arrestato a New York anche Amabile. All'operazione hanno partecipato anche funzionari della polizia italiana.

    L'indagine, sottolineano gli investigatori, ha documentato "ancora una volta l'esistenza di un tradizionale e consolidato asse criminale tra i sodalizi mafiosi operanti negli Usa e le organizzazioni radicate sul territorio italiano".

MAFIA CAPITALE, arrestati 2 uomini del collegamento tra cupola romana e 'ndranghera calabrese

Il mercato Esquilino
ROMA - Ancora due arresti da parte dei carabinieri del Ros nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale: in manette Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, entrambi per associazione di tipo mafioso. Sono accusati di aver assicurato il collegamento tra alcune cooperative gestite dalla 'cupola romana' e la 'ndrangheta. 
Dal nuovo filone di indagine emerge che l'appalto per la pulizia del mercato Esquilino, a Roma, era stato dato in cambio della protezione in Calabria alle cooperative della 'cupola' che si occupano dell'assistenza ai migranti.
Le indagini dei carabinieri del Ros hanno evidenziato "interessi comuni" dell'organizzazione romana e della 'ndrangheta: in particolare hanno documentato come, a partire dal luglio 2014, Salvatore Buzzi con l'assenso di Massimo Carminati avesse affidato la gestione dell'appalto della pulizia del mercato Esquilino a Giovanni Campennì, ritenuto "imprenditore di riferimento" della cosca Mancuso, attraverso la creazione di una Onlus denominata "Cooperativa Santo Stefano".
I carabinieri sono riusciti a documentare, inoltre, come già nel 2009 Rotolo e Ruggiero si fossero recati in Calabria, su richiesta di Buzzi, allo scopo di accreditarsi con la cosca Mancuso, tramite esponenti della cosca Piromalli con riferimento all'esigenza di ricollocare gli immigrati in esubero presso il Cpt di Crotone. Secondo gli investigatori, dunque, Ruggiero e Rotolo avrebbero fornito uno "stabile contributo" alle attività di 'Mafia Capitale' proprio avvalendosi dei rapporti privilegiati instaurati con "qualificati esponenti" della 'ndrangheta. Tutto ciò attraverso quello che viene definito "un rapporto sinallagmatico" tra le due organizzazioni mafiose che, a fronte della protezione offerta in Calabria alle cooperative controllate da 'Mafia Capitale', ha consentito l'inserimento della cosca Mancuso, rappresentata da Giovanni Campennì, nella gestione dell'appalto pubblico a Roma.
 Una terza persona, indagata a piede libero, è stata perquisita. Gli interventi dei carabinieri, disposti dal Gip di Roma su richiesta della procura distrettuale antimafia, sono stati eseguiti nelle province di Roma, Latina e Vibo Valentia. Le indagini avrebbero dimostrato, sottolineano gli inquirenti, come gli indagati, ritenuti organici all'organizzazione 'Mafia capitale' abbiano assicurato il collegamento tra alcune cooperative gestite da Salvatore Buzzi, sotto il controllo di Massimo Carminati, e la cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), egemone nel territorio vibonese.

mercoledì 10 dicembre 2014

NAPOLITANO: colpire le pratiche corruttive, ma reagire anche all’antipolitica


ROMA - “Non deve mai apparire dubbia la volontà di prevenire e colpire infiltrazioni criminali e pratiche corruttive nella vita politica e amministrativa". Il capo dello Stato Giorgio Napolitano - nel suo intervento all'Accademia dei Lincei - fa riferimento all'inchiesta Mafia Capitale e invoca l'intervento della politica. Al tempo stesso - dopo aver sottolineato le responsabilità di partiti e istituzioni - Napolitano dice: "Da almeno due anni assistiamo al dilagare dell'antipolitica, in una costante attività di delegittimazione delle istituzioni". Un concetto che poi viene delineato con queste parole: "La critica della politica e dei partiti, preziosa e feconda nel suo rigore, - argomenta il capo dello Stato - purché non priva di obiettività, senso della misura, capacità di distinguere ed esprimere giudizi differenziati, è degenerata in antipolitica, cioè in patologia eversiva".  Per questo, secondo il presidente della Repubblica, "E' ormai urgente la necessità di reagire" ad una certa anti-politica, "denunciandone le faziosità, i luoghi comuni, le distorsioni impegnandoci su scala ben più ampia non solo nelle riforme necessarie" ma anche a riavvicinare i giovani alla politica". 

Giorgio Napolitano chiede alla politica di recuperare valori morali per rilanciare il proprio ruolo nella società. "La moralità di chi fa politica poggia - scandisce il capo dello Stato - sull'adesione profonda, non superficiale, a valori e fini alla cui affermazione concorre col pensiero e con l'azione. Altrimenti l'esercizio di funzioni politiche può franare nella routine burocratica, nel carrierismo personale, nella ricerca di soluzioni spicciole per i problemi della comunità, se non nella più miserevole compravendita di favori, nella scia di veri e propri circoli di torbido affarismo e sistematica corruzione".  

TORTURE CIA, i jihadisti minacciano ritorsioni. “Sono più umane le decapitazioni”

WASHINGTON - Il rapporto del Senato Usa sulle torture della Cia scatena la reazione dei jihadisti, che su Twitter promettono ritorsioni. "Fratelli e sorelle, vendicatevi del serpente americano", si legge in uno dei tweet. Lo rivela Site, il sito di intelligence che monitora l'attività online degli estremisti islamici. In altri tweet, riferisce Site, molti jihadisti usano la notizia delle torture per scopi di reclutamento alla guerra jihadista o per incitare agli attacchi. Mentre altri paragonano i metodi della Cia alle brutalità dell'Isis. "Essere decapitati è 100 volte più umano, più dignitoso di quello che queste sporche canaglie hanno fatto ai musulmani". E ancora: "ricordatevi, il 100% delle vittime di torture sono stati i musulmani fin dall'inizio del programma. E' una guerra contro l'islam, contro i musulmani".
Queen e Eminem a volume assordante per far impazzire detenuti
Queen, Metallica, Eminem e persino Britney Spears: tra le 'tecniche di interrogatorio avanzate' della Cia c'era anche l'uso della musica sparata a tutto volume. A rivelarlo è il rapporto della Commissione Intelligence del Senato Usa, secondo cui i detenuti venivano costretti ad ascoltare brani di ogni genere a volume molto elevato, poiché per gli esperti il rumore assordante permetteva di disorientarli creando in loro un "senso di disperazione". Il rapporto non menziona canzoni specifiche, mentre Andy Worthington nel suo libro 'The Guantanamo Files' spiega che uno dei brani piu' gettonati per fare impazzire i prigionieri era per esempio 'Hit me baby one more time' di Britney Spears. La pratica era già emersa alcuni anni fa, tanto da spingere una coalizione di star - tra cui i cantanti dei REM, dei Pearl Jam e tanti altri - a chiedere che fosse resa pubblica la playlist dei brani usati come forma di tortura. 
Merkel,io sconvolta come tanti americani
 "Sono sconvolta esattamente come tanti americani e tante americane". Lo ha detto Angela Merkel, rispondendo sui metodi di tortura della Cia.

Gentiloni, nessuna allerta in Italia
 Nessuna allerta particolare in Italia dopo la diffusione del rapporto del Senato Usa sulle torture della Cia. Lo assicura il ministro degli esteri Paolo Gentiloni. "L'amministrazione statunitense - ha spiegato nel corso di un punto stampa a New York - ha dato disposizione di rafforzare i sistemi di sicurezza e ha contattato anche alcuni Paesi immaginando che li' ci fosse un rischio maggiore. Non mi risulta che l'Italia sia uno dei Paesi contattati".

Un muratore ha violentato e ucciso la professoressa da SORA, scomparsa un mese fa. Sarebbe un suo cugino





SORA (Frosinone) - E' di Gilberta Palleschi, come si temeva, il corpo della donna trovata morta a Campoli Appennino: la professoressa scomparsa 40 giorni fa è stata vittima di un'aggressione a scopo sessuale estremamente violenta: l'assassino ha tentato anche di violentarla il giorno dopo averla uccisa 
E' in stato di fermo un uomo di 43 anni, italiano, di Arpino, che è stato interrogato dai carabinieri in relazione alla morte della donna ed ha confessato: secondo alcune agenzie, sarebbe un suo cugino, secondo altre nemmeno la conosceva. Si tratterebbe di un muratore originario di Sora. Sarebbe stato lui stesso ad indicare il luogo del ritrovamento del cadavere, una cava semiallagata. L'uomo è accusato anche di occultamento e vilipendio di cadavere. Secondo la ricostruzionel'uomo avrebbe malmenato e colpito con calci alla testa Gilberta Palleschi, la quale avrebbe reagito a un tentativo di stupro. Successivamente la donna, probabilmente ancora in vita, è stata caricata su un'auto e portata alla cava dove l'uomo l'ha finita colpendola con una pietra in testa. Il giorno dopo, sempre secondo la prima ricostruzione, il muratore è ritornato alla cava e ha tentato di avere un rapporto sessuale con il cadavere.
Il luogo del ritrovamento dista circa 20 chilometri da Broccostella, dove si erano perse le tracce di Gilberta Palleschi, 57 anni, uscita a fare jogging e non è più tornata. Il cadavere era privo degli indumenti. 

Via i 5 senatori di nomina presidenziale dal nuovo SENATO, governo battuto


ROMA - Il Governo è stato battuto alla Camera in Commissione Affari costituzionali per 22 a 20, con un’inedita alleanza tra parte di Forza Italia e minoranza PD. La maggioranza è stata sconfitta due volte sul voto di due emendamenti al ddl riforme, uno presentato da SEL e l’altro dalla minoranza PD, che eliminano dall’attuale testo del ddl i cinque senatori di nomina presidenziale. Dunque, di fatto, con l’approvazione di questi due emendamenti il nuovo Senato sarà composto solo da 100 senatori eletti nei consigli regionali e non ci saranno più, invece, i cinque senatori di nomina presidenziale.

Cadavere di donna nelle campagne del Frusinate. Forse è GILBERTA PALLESCHI

Gilberta Palleschi
Il corpo è stato trovato nelle campagne di Campoli Appennino
FROSINONE -  E' forse a una svolta, purtroppo negativa, il giallo sulla scomparsa di Gilberta Palleschi, la professoressa scomparsa circa un mese fa da Sora. Un cadavere di donna è stato rinvenuto nelle campagne di Campoli Appennino, in provincia di Frosinone. Il fratello di Gilberta è stato convocato dai carabinieri di Sora. Gilberta, 57 anni, era uscita a fare jogging e non è più tornata. Per giorni i vigili del fuoco e le forze dell'ordine hanno setacciato invano la zona che lei frequentava. Numerosi gli appelli lanciati dalla famiglia di questa insegnante di scuola media. Ora il ritrovamento del cadavere poco distante dalla zona in cui è stata vista l'ultima volta fa pensare al peggio.

Il caso PISTORIUS alla Corte Suprema sudafricana


PRETORIA - Il processo del campione paraolimpico sudafricano Oscar Pistorius, condannato a 5 anni di carcere per aver ucciso la sua fidanzata Reeva, sarà riesaminato in appello dalla Corte Suprema su richiesta del pubblico ministero. Lo ha deciso il giudice Thokozile Masipa, accettando che i giudici della Corte Suprema verifichino la corretta applicazione della legge nel corso del processo conclusosi con una condanna considerata da molti troppo lieve.

“Allora è stata lei...”, il padre di LORIS si è convinto della colpevolezza della moglie


RAGUSA - "Allora è stata davvero lei...". Solo le parole, appena udibili e pronunciate fuori dalla Procura di Ragusa da Davide, marito di Veronica e padre di Loris. Lui che ha saputo della morte del figlio mentre era in trasferta di lavoro via Facebook, e non dalla viva voce della moglie al telefono, sembra essersi convinto della sua colpevolezza. E mormora: "Ora lasciatemi solo, devo riflettere". Aveva scelto di credere a Veronica, ora non più. Ventinove anni, autotrasportatore, Davide sembra essersi convinto della colpevolezza della moglie Veronica, soprattutto,dopo aver visionato i filmati delle telecamere che mostrano l'auto della donna dove non doveva essere, quel 29 novembre. Evidenziando ancor più le bugie dette a lui e agli inquirenti.
"E' stata lei, tenetemela lontana, io sono il padre di Loris, rivoglio mio figlio, il mio bambino", ripete Davide allontanandosi verso casa. Solo qualche giorno fa, ancora sicuro nel credere all'innocenza di Veronica, diceva: "Se è stata lei allora può pure morire". Ora il mondo gli è crollato addosso.
Prima notte in carcere, in una cella di isolamento e sorvegliata per problemi di sicurezza nell'ala femminile del penitenziario di Catania, come da protocollo, per Veronica. Al suo arrivo, martedì sera, è stata fortemente contestata da detenuti dell'istituto che hanno fischiato e urlato contro di lei "assassina, devi morire". La donna avrebbe detto agli agenti penitenziari: "Adesso voglio stare sola".

Le mani della ‘ndrangheta sull’UMBRIA, 61 arresti




PERUGIA - Le mani della 'ndrangheta sull'Umbria: 61 gli arresti in corso di esecuzione da parte dei carabinieri del Ros. Sequestrati beni per oltre 30 milioni. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con "diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale" e "saldi collegamenti" con le cosche calabresi di origine.
Diversi i reati contestati nelle misure cautelari, richieste dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia: associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. 
I carabinieri del Ros stanno eseguendo gli arresti nella provincia di Perugia e in varie città italiane, contestualmente al sequestro di beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati e ritenuti provento dei reati. L'inchiesta, spiegano gli investigatori, "ha documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive". 

martedì 9 dicembre 2014

MONDAVIO (Pesaro), ammazza la moglie con un pugno e tenta il suicidio bevendo nafta

Rossella Latesta
PESARO - Una donna di 46 anni, madre di un bimbo di 10 anni, è stata trovata cadavere nella sua casa. E' accaduto a San Filippo sul Cesano, frazione di Mondavio, in provincia di Pesaro. A scoprire il corpo il padre di Rossella Latesta. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna è stata colpita mortalmente con uno o più colpi alla testa dal marito, al termine di una violenta lite. L'uomo, dopo l'omicidio, ha cercato di uccidersi ingerendo della nafta.

L'uomo, un piccolo imprenditore di Fondi (Latina) titolare di un'azienda che produce vetroresina, è stato trovato nel sottotetto della sua villetta, dove si era nascosto. E' ora ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale di Fano, dov'è piantonato dai carabinieri.
L'uomo, Gino Ruggeri, 48 anni, era stato cercato nelle campagne circostanti mentre era sempre rimasto nascosto nella soffitta della sua abitazione. Le sue condizioni sono considerate disperate. Secondo gli inquirenti non ci sono dubbi che sia lui ad aver ucciso la moglie, massacrata a martellate e bastonate. Si ignorano i motivi scatenanti del delitto. Il figlio della coppia, di 9 anni, che stamane era a scuola, è stato affidato ai nonni.

NUMANA (Ancona), uccide la moglie che lo aveva lasciato e il figlio di 5 anni. Poi si spara

Paula Cordoneanu
NUMANA (Ancona) -  Un operaio ha ucciso, con un colpo di pistola, la moglie romena, Paula Corduneanu, 28 anni, da cui si stava separando e il figlioletto di 5 anni: poi ha rivolto l'arma contro se stesso e si è sparato. La tragedia è avvenuta intorno a mezzogiorno a Numana, nell'Anconetano. Tutti e tre sono morti. La donna prima della tragedia aveva chiamato il 112 dicendo che l'ex la stava raggiungendo a casa e che lei aveva paura.
Daniele Antognoni, 38 anni, che in questo periodo era ospite di alcuni parenti, l'aveva chiamata al telefono poco dopo le 11 per dirle che voleva parlare con lei e che stava andando nella casa di via Urbino in cui la coppia aveva abitato insieme. Non si sa ancora che cosa abbia fatto scattare nella donna un campanello d'allarme, e se Antognoni l'abbia minacciata. Sta di fatto che Paula ha chiamato il 112 e i carabinieri di Osimo sono subito andati a Marcelli. Erano le 11.30 e la tragedia si era già consumata

Antognoni ha esploso diversi colpi di pistola uccidendo la donna e il figlioletto. Poi ha puntato l'arma contro di sé e ha fatto fuoco. Quasi subito sul posto anche gli uomini del 118, ma per i tre non c'era più nulla da fare.


Una vera esecuzione - I colpi sparati da Antognoni che hanno centrato più volte la moglie Paula al torace e il figlio di cinque anni Christian sono stati forse 7-8 in tutto. È stata una vera e propria esecuzione quella messa in atto, sicuramente in un raptus di follia, dal 38enne, che ha riservato per se' l'ultimo colpo, uno solo, alla testa. Probabilmente ha convinto la moglie, da cui si stava separando, ad aprigli la porta, ha fatto fuoco e poi ha rivolto l'arma contro se stesso, cadendo all'indietro con il viso accanto alla donna. L'autopsia chiarirà meglio la dinamica.

RAGUSA, non ammette nulla la mamma di LORIS, dopo un altro interrogatorio di 5 ore


Veronica Panarello e Loris
RAGUSA - E' terminato dopo cinque ore l'interrogatorio della madre di Loris, Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio e di averne occultato il cadavere. Anche oggi, secondo quanto si apprende, la donna non avrebbe ammesso alcuna responsabilità dell'omicidio e avrebbe ribadito la sua versione dei fatti.
 Nella tarda mattinata fonti qualificate avevano riferito che la donna all'inizio era intenzionata ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma il protrarsi della permanenza in questura potrebbe far supporre un cambiamento di atteggiamento della mamma di Loris nel corso dell'incontro con magistrati e investigatori.
"E' stata indagata mediaticamente 10 giorni prima dell'atto formale - ha detto l'avvocato Francesco Villardita - mi auguro che ora non la condannerete mediaticamente prima di una sentenza definitiva e di un regolare processo".
La donna ha trascorso una notte agitata nella camera di sicurezza della Questura dove è stata portata la notte scorsa dopo essere stata fermata dalla Procura per omicidio volontario e occultamento del cadavere del figlio di otto anni. Guardata a vista da un'ispettrice della Polizia di Stato nella camera di sicurezza in cui si trova, la donna ha dormito poco e non ha proferito parola.
''Intorno alle 13:30, l'inviato di "Chi l'ha visto?" Paolo Fattori ha rinvenuto una fascetta bianca da elettricista parzialmente bruciata sul luogo del ritrovamento del corpo di Loris Stival, accanto ai fiori deposti in questi giorni''. E' quanto si afferma in una nota della trasmissione televisiva di Raitre. Fattori ''ha avvisato subito i carabinieri presenti che, pochi minuti dopo, hanno trovato un'altra fascetta nera poco distante, nei pressi del mulino vecchio. I militari hanno fotografato le fascette per un immediato riscontro da parte degli inquirenti''.

VARESE, arrestate 5 guardie carcerarie, favorirono l’evasione di tre romeni (ripresi)


VARESE - Cinque agenti di polizia penitenziaria in servizio nelle carceri di Varese e Bollate sono stati arrestati con l'accusa di corruzione. I cinque avrebbero favorito, in cambio di denaro, l'evasione di tre romeni dal carcere di Varese il 21 febbraio 2013. Gli agenti avrebbero fatto entrare nel penitenziario la lima utilizzata per segare le sbarre e un telefono cellulare, nascosto nelle parti intime della fidanzata di uno dei tre detenuti. La fuga dei detenuti non è durata a lungo: qualche ora dopo l'evasione sono stati infatti rintracciati e arrestati in Svizzera e in provincia di Pavia.
Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, i tre romeni, che condividevano la stessa cella, hanno raggiunto il cortile dopo aver segato le sbarre di un bagno adiacente alla stanza. Qui hanno impilato dei cassonetti per salire sul muro di cinta dal quale si sono calati utilizzando delle lenzuola.
Uno dei romeni, Mikea Victor Sorin, 29 anni, stava scontando una condanna definitiva per sfruttamento della prostituzione. Gli altri due Daniel Parpalia e Marius Georgie Bunoro, 28 e 23 anni, erano ancora in attesa di giudizio per furto aggravato.