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sabato 23 maggio 2015

VICENZA, arrestati imprenditore e moglie dominicana per il rapimento in Brasile della figlia data in affidamento

Paolo Ceccato
VICENZA, 23 maggio - I carabinieri di Vicenza hanno arrestato, su mandato di cattura internazionale emesso dal Brasile, un vicentino e la sua compagna dominicana per il rapimento della loro figlia di 10 anni, che era stata data in affidamento. La coppia avrebbe organizzato nell'aprile del 2013 il prelevamento della piccola dalla casa della madre affidataria a Cuiabà, assoldando due malavitosi locali. L'accusa è di sottrazione di minore, rapimento e sequestro di persona.
La coppia, l'imprenditore 45enne Paolo Ceccato, e la moglie, la 38enne dominicana Isabel Elida Felis, erano già finiti nell'occhio del ciclone a gennaio, quando per la prima volta era emersa la vicenda. Che è ancora adesso molto oscura, con aspetti che rasentano l'intrigo internazionale.
Secondo il Giornale di Vicenza, che si è occupato a lungo del caso, infatti, secondo le autorità brasiliane la piccola era stata abbandonata all'età di tre mesi nel Mato Grosso dai genitori naturali, che avevano dovuto fuggire dal Paese per non meglio precisate ragioni (ma c'è anche chi parla di un arresto per droga con successiva detenzione in carcere).
Otto anni dopo, però, i due si sarebbero rifatti vivi rapendo la piccola a casa di una famiglia del posto, che nel frattempo aveva adottato la bambina.
 Non aiuta a districare l'intricata vicenda nemmeno il fatto che a organizzare il rapimento sarebbe stata una coppia dominicana: se la moglie di Ceccato infatti è originaria di Santo Domingo, lui è decisamente italiano. Ma qui, secondo gli inquirenti, sta il trucco: perché in Brasile, a quanto pare, Ceccato si faceva chiamare Pablo Milano Escarfulleri.
In attesa che anche le aurorità italiane, dopo l'arresto dei due, facciano chiarezza su un'ingarbugliatissima vicenda, il legale della coppia, Paolo Salandin, parla di "storia inverosimile", e sottolinea come "non c'erano esigenze cautelari".

domenica 15 marzo 2015

SANTA CATARINA (Brasile), bus in un burrone, 40 morti



SANTA CATARINA (Brasile) -Strage in Brasile dove un autobus con a bordo 50 persone è precipitato da una rupe nello Stato di Santa Caterina, nel sud del Paese. Almeno 40 i morti e una decina i feriti, molti i bambini. L'incidente è avvenuto nei pressi di una curva. Il mezzo ha fatto un volo di circa 400 metri prima di schiantarsi al suolo in un bosco.

L’incidente è avvenuto al km 89 della strada statale SC-418 in Campo Alegre, vicino a Joinville. L'autista del bus avrebbe perso il controllo del veicolo forse per un guasto ai freni. La destinazione del viaggio era la città di Guaratuba, all'interno dello Stato. Il luogo dell'incidente si trova nei pressi di un gazebo nella regione turistica della regione, nota come Serra Dona Francisca.


venerdì 12 dicembre 2014

MANAUS, preso stupratore seriale di ragazzine (68 vittime)

Renato Fragata se la ride
MANAUS - Un brasiliano di 30 anni è stato arrestato a Parintins, a 369 chilometri dalla capitale amazzonica Manaus, con l'accusa di aver stuprato 68 ragazze di età compresa tra i 13 e i 17 anni. L'uomo, Renato Fragata, attirava le minorenni in rituali di magia nera, durante i quali serviva loro bevande a base di sangue animale. Facevo loro credere di essere il leader di un gruppo rock. Le indagini sono cominciate dopo le denunce alle forze dell'ordine della preside di una scuola comunale a Iranduba, insospettita dallo strano comportamento di alcune alunne, che avevano cominciato improvvisamente ad abbigliarsi in stile "gotico". 
L'uomo convinceva le ragazze a dormire con lui in cambio di regali costosi. La serie di crimini è iniziata nel 2013 a Parintins. Lì, secondo la polizia, il sospetto ha violentato più di 50 ragazze. Dopo essere stato sottoposto a cinque indagini e incredibilmente rilasciato, sarebbe tornato ad agire a Iranduba tre mesi fa, dove ha commesso 12 reati. La polizia sta ancora indagando su altri sei casi a Iranduba. Il 4 dicembre, Renato Fragata è stato arrestato a Parintins con un mandato di arresto emesso dal giudice Rosalia Guimarães.

Nel corso di una conferenza stampa iil delegato Paul Mavignier ha detto: “Ha contattato le vittime nelle scuole e le ha poi portate a casa sua e nei cimiteri. Dopo aver detto che aveva una rock band e che potevano farne parte, avrebbero dovuto soddisfare alcuni requisiti tipo duelli o bere sangue animale di gatto e di capra. Per saltare queste condizioni, le vittime dovevano fare sesso con lui”. Secondo il delegato, il sospetto aveva ancora un gruppo chiuso su un social network dove ha pubblicato le foto dei rituali”. Ha aggiunto che altre ragazze possono essere ulteriori vittime . L’arrestato risponderà di stupro, corruzione di minori e di aver visualizzato le immagini di adolescenti su Internet.

venerdì 28 novembre 2014

Ergastolano in permesso fugge in Brasile dalla NUOVA ZELANDA. Preso ed estradato subito

Philiph Smith
AUKLAND - Un uomo della Nuova Zelanda condannato all’ergastolo per molestie su minori e omicidio e fuggito in Brasile è stato estradato oggi nel suo paese d'origine. Phillip Smith, 40, è stato scortato da agenti di polizia su un aereo che ha lasciato Rio de Janeiro per Auckland con scalo nella capitale cilena, Santiago.
Smith con un passaporto con il cognome della nascita, Traynor, era volato in Cile e poi in Brasile il 6 novembre. Era fuggito durante un permesso di tre giorni da una prigione a sud di Auckland. Era stato condannato all'ergastolo nel 1996, dopo aver ucciso il padre di un ragazzo di 13 anni di cui aveva abusato sessualmente tra il 1992 e il 1995.
La famiglia si era trasferita, ma Smith aveva individuato la loro nuova casa a Wellington nel dicembre 1995 e aveva ripetutamente accoltellato il padre, uccidendolo. Il ragazzo era riuscito a sfuggito e a dare l'allarme.
Smith è stato catturato una settimana dopo il suo arrivo in Brasile, quando qualcuno lo ha riconosciuto in un ostello della gioventù.
Il suo avvocato a New Zealand ha detto di essere rimasto sorpreso per il fatto che Smith era stato estradato così in fretta, perché era stata messa in discussione la legittimità della sua detenzione in Brasile.
La fuga di Smith ha portato a richieste di una revisione del sistema di permessi per i detenuti della Nuova Zelanda e del monitoraggio dei delinquenti ad alto rischio.
In una e-mail inviata a Radio New Zealand, Smith ha detto che aveva progettato la fuga eseguendo un controllo sul suo cognome di nascita scoprendo che non era stato segnalato alla polizia.
"La mia unica ansia era che qualcuno che conoscevo mi potesse incontrare in aeroporto”, ha scritto Smith, aggiungendo  che era stato in grado di finanziare la fuga con i soldi provenienti da vari lavori che aveva eseguito dal carcere.
Smith ha detto che aveva scelto il Brasile, perché pensava che sarebbe stato più difficile estradarlo se fosse stato catturato, perché i due paesi non hanno un trattato formale di estradizione.

Non è bastato.

lunedì 2 giugno 2014

La “talpa” Snowden chiederà asilo politico al Brasile

Edward Snowden durante l'intervista alla tv brasiliana
BRASILIA  - Edward Snowden ha reso noto di aver chiesto asilo politico in Brasile. "Mi piacerebbe tantissimo vivere in Brasile", ha dichiarato la talpa che ha svelato al mondo il programma di sorveglianza segreto della National Security Agency americana, in un'intervista a Globo Tv.
L'asilo temporaneo concesso a Snowden dalla Russia scade ad agosto e gli Stati Uniti hanno revocato il passaporto all'ex tecnico informatico, limitando le sue opzioni di viaggio.
Nell'intervista Snowden era affiancato da Glenn Greenwald, il giornalista americano che vive in Brasile e che dalle pagine del Guardian ha pubblicato gran parte delle rivelazioni dell'Nsagate, e ha spiegato che proprio il gigante sudamericano è uno dei Paesi a cui presentato formalmente domanda d'asilo.
Il ministero degli Esteri brasiliano ha pero' fatto sapere di non aver ancora ricevuto la richiesta.

La talpa ha spiegato di avere ancora documenti inediti da diffondere, in particolare su Gran Bretagna e Brasile, ma ha escluso di volerli barattare con l'asilo politico che a suo dire deve essere concesso per motivi umanitari. La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha recentemente annullato una visita di Stato negli Usa come protesta per esser stata spiata da Washington, come emerso dalle rivelazioni dell'Nsagate.

venerdì 30 maggio 2014

Preso a Fiumicino l'omicida dell'italiano a Natal, in Brasile

ROMA - I carabinieri di Budoni hanno arrestato a Roma il presunto responsabile dell'omicidio di Enzo Albanese, l'italiano di 42 anni ucciso a Natal, in Brasile il 3 maggio scorso. Si tratta di Pietro Ladogana, pregiudicato romano di 43 anni, ritenuto uno dei principali responsabili del delitto avvenuto a Natal, dove Albanese viveva e lavorava. E' stato arrestato dai carabinieri all'aeroporto di Fiumicino, proprio mentre stava per imbarcarsi per il Brasile. Si cercano i complici.

Albanese, intermediario immobiliare originario di Milano, si era trasferito a Natal da diversi anni, dove svolgeva un'attività edilizia e gestiva una clinica estetica insieme a un socio brasiliano, cugino della moglie, dalla quale si era separato e aveva avuto una bambina che ora ha 6 anni. Poco tempo fa aveva anche ottenuto la gestione del catering del nuovo stadio di calcio della città e sembra avesse effettuato degli investimenti nel campo dell'intermediazione immobiliare. Proprio in questo settore avrebbe avuto dei contrasti con un altro italiano. A ucciderlo è stato, davanti alla porta di casa, un uomo che indossava il casco: gli ha sparato, poi è fuggito insieme a un complice a bordo di una Corolla. Per gli inquirenti non si è trattato di una rapina, perché la moto di Albanese, parcheggiata fuori dall'abitazione, non è stata rubata.

Ladogana, ritenuto uno dei responsabili del delitto, è stato arrestato dai carabinieri di Budoni ieri sera proprio mentre stava per imbarcarsi per il Brasile. Come ha spiegato il capitano Andrea Senes, comandante della compagnia di Siniscola, le indagini erano partite dopo la denuncia presentata dal padre, dalla sorella e dal cognato della vittima, domiciliati a Budoni.

venerdì 11 aprile 2014

Ce ne faremo una ragione: Cesare Battisti tiferà Brasile

Cesare Battisti durante l'intervista tv
SAN PAOLO - Ai Mondiali di calcio del prossimo giugno "tiferò per il Brasile" e non per il "mio ex Paese", l'Italia. Lo ha dichiarato il terrorista italiano, Cesare Battisti condannato all'ergastolo, durante un'intervista, la notte scorsa, alla tv brasiliana Globo News.
Battisti ha spiegato che gli piace vivere in Brasile. "Sono venuto qui per scelta. E' un Paese tollerante, con un popolo bello e generoso, che un po' assomiglia al popolo del mio ex Paese", ha detto. 
Dopo aver ripetuto di non aver "mai ucciso nessuno", Battisti - condannato all'ergastolo per quattro omicidi commessi durante gli anni di piombo - ha ripercorso le tappe che lo hanno portato a fuggire dall'Italia e poi dalla Francia, prima di arrivare in Brasile, dove venne arrestato nel 2007 e dove ha ricevuto l'asilo politico. 
Secondo l'ex esponente dei Proletari armati per il comunismo, il carcere "è fatto per punire, non per rieducare". "Ne sono uscito grazie agli amici e ai parenti, ma non lo auguro nemmeno al mio peggiore nemico", ha aggiunto. Durante la sua latitanza nel Paese sudamericano, Battisti tuttavia non viveva "clandestinamente".

"Non mi nascondevo, lavoravo normalmente, lo sapevano tutti", ha spiegato l'ex terrorista, che attualmente vive a San Paolo. "Oggi non sono più attivista né militante - ha aggiunto - sono uno scrittore: non so fare altro". E alla domanda su chi sia il brasiliano che più ammira, Battisti ha risposto senza esitare: "Joaquim Barbosa", l'attuale presidente del Supremo tribunal federal (Stf, la Corte costituzionale brasiliana), che nel 2009 votò contro la sua estradizione. "E' un uomo coraggioso, una persona interessante", ha concluso Battisti. 
Senza vergogna

sabato 14 dicembre 2013

Manaus, operaio cade e muore dal tetto dello stadio degli azzurri


MANAUS - Incidente mortale allo stadio di Manaus, dove l'Italia esordirà ai mondiali di calcio il 14 giugno contro l'Inghilterra. Un operaio di 23 anni è deceduto cadendo dalla copertura dell'Arena Amazzonia. La conferma è stata data dalla Fifa e dal comitato organizzatore del torneo iridato in programma in Brasile. Il 27 novembre altri due operai avevano perso la vita nello stadio Itaquerao di San Paolo.

venerdì 6 dicembre 2013

Mondiali di calcio 2014: l'Italia contro Inghilterra, Costarica e Urugay. Prandelli: il gruppo più duro


RIO DE JANEIRO - L’Italia giocherà le partite iniziali del prossimi mondiali con Inghilterra, Costarica e Uruguay. Questo il riultato del sorteggio, avvenuto nel pomeriggio a  Costa do Sauipe"Il nostro è il girone più difficile - commenta Prandelli -. Ce la dovremo sudare". Il c.t. rimane ottimista, ma teme le condizioni climatiche: "Mi preoccupano, anche se abbiamo un leggero vantaggio perché abbiamo fatto la Confederations. Se arriveremo preparati sono convinto che faremo un grande torneo. Il primo obiettivo è passare il turno".Ecco il tabellino completo dei gruppi:

mercoledì 6 novembre 2013

Brasile: Battisti non terrà la conferenza in una università, il governo lo blocca


Cesare Battisti, l'ex terrorista rifugiato in Brasile
FLORIANOPOLIS (Brasile) - Dopo le ultime roventi polemiche, il governo brasiliano ha fatto annullare la conferenza che Cesare Battisti doveva tenere oggi all'Università Federale di Santa Catarina a Florianopolis. In un messaggio, diffuso dagli organizzatori, l'ex terrorista dei Pac sostiene che "attraverso una richiesta formale, all'ultimo momento, il governo mi ha proibito di partecipare". E' stato lo stesso comitato che aveva organizzato il seminario "Chi ha diritto di vivere" - nel quale Battisti era l'oratore principale - ad informare di aver ricevuto una e mail dell'ex terrorista nella quale si annunciava l'annullamento della conferenza (e la perdita dei 500 euro pattuiti per parteciparvi).

domenica 3 novembre 2013

Senza vergogna: Cesare Battisti, assassino, conferenziere in Brasile su “Chi ha diritto di vivere”

RIO DE JANEIRO - Torna al centro delle polemiche Cesare Battisti, dopo l'invito a tenere una conferenza in una università brasiliana. L'ex terrorista parteciperà infatti al VI forum dell’Università Federale di Santa Catarina a Florianopolis, dove terrà una lezione dal titolo "Quem tiem direito ao viver", ossia "Chi ha il diritto di vivere”.

Nelle vesti di conferenziere Battisti riceverà un compenso 1.500 Real, circa 500 euro, finanziato direttamente dal ministero dell'Educazione."Battisti è stato chiamato per dar voce agli esiliati, agli imprigionati" ha spiegato Paulo Lopes, organizzatore del seminario, al quotidiano brasiliano "O estado".
 Battisti, ex membro dei Pac, Proletari Armati per il Comunismo, gode della protezione del Brasile dal 2007. In Italia è stato condannato per quattro omicidi: quello di Pierluigi Torregiani, gioielliere ucciso durante una rapina il 16 febbraio del 1979, quello di Lino Sabbadin, un macellaio iscritto all’Msi, ucciso lo stesso giorno di Torregiani; quello della guardia carceraria Antonio Santoro; e infine per l'omicidio dell’agente della Digos Andrea Campagna.
Evaso dal carcere nel 1981, si è dato alla fuga in Francia, poi in Messico e poi di nuovo in Francia, dove è rimasto fino al 2004 quando è stata concessa l'estradizione. Fuggito nuovamente, di lui si sono perse le tracce fino al 2007, quando è stato rintracciato in Brasile, dove tuttora risiede.

lunedì 29 luglio 2013

Il Papa: "Se uno è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo?”. Le lobby e la sua borsa

Il Papa con la sua borsa
DALL’AEREO DEL PAPA - "Si scrive tanto sulla lobby gay nella Santa Sede, ma ancora non ho una cartella con le identità di chi ne farebbe parte". Papa Francesco risponde cosi' a una domanda dei giornalisti sull’aereo che torna dal Brasile  su quella che viene considerata una componente impropria, ma potente della Curia Romana. E' noto che lo stesso Francesco ne aveva parlato qualche settimana fa in una conversazione con i superiori religiosi dell'America Latina dicendo che voleva fare chiarezza e poi "vedere quello che si puo' fare". "Le lobby tutte - afferma - non sono buone. Mentre se uno e' gay e cerca il Signore chi sono io per giudicarlo? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo. Il problema per la Chiesa non e' la tendenza. Sono fratelli. Quando uno si trova perso cosi' va aiutato, e si deve distinguere se e' una persona per bene".
Le donne e il sacerdozio - "Sull'ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato. Quella di Giovanni Paolo II e' una formulazione definitiva. E' chiusa quella porta. Ma Maria era più' importante che gli apostoli. E dunque le donne sono più importanti dei vescovi e dei preti". Papa Francesco - nella conversazione con i giornalisti sull'aereo che lo riporta a Roma da Rio de Janeiro - usa una immagine emblematica: "una Chiesa senza le donne e' come il collegio apostolico senza Maria". E lo fa per esaltare il ruolo della donna nella Chiesa.
I divorziati - "La Misericordia e' piu' grande". Papa Francesco ha risposto cosi' a una domanda sulla comunione per i divorziati risposati. Nelle sue parole c'e' una promessa: il prossimo Sinodo affronterà il tema e recupererà finalmente lo studio avviato da Joseph Ratzinger quando era prefetto della Dottrina della Fede per trovare una soluzione alternativa - alla quale fa cenno Bergoglio esplicitamente nel suo ragionamento - ai processi canonici di annullamento, che attualmente sono l'unica strada percorribile per chi vuole tornare ai sacramenti.
Intanto il nuovo Pontefice delimita il tema sottolineando prima di tutto che "i divorziati possono accedere ai sacramenti". "Il problema - spiega - riguarda quelli che sono in una seconda unione. E va guardato nella totalità della pastorale matrimoniale. Gli ortodossi hanno sviluppato una teologia dell'economia (della salvezza ndr) per venire incontro a questi casi. Si deve studiare la cornice della pastorale matrimoniale". Poi Francesco rivela: "15 giorni fa ho incontrato monsignor Eterovic, segretario del Sinodo per scegliere il tema della prossima Assemblea, che sarà su 'come la fede aiuta la famiglia'". Dunque, annuncia, "siamo in cammino". 
Per quasi un'ora e mezzo complessiva, Papa Francesco si e' sottoposto ieri sera al fuoco di fila delle domande dei vaticanisti che viaggiavano con lui da Rio de Janeiro verso Roma. Ma davvero non si aspettava una domanda sulla famosa borsa nera che si porta da solo sull'aereo. 
La borsa del Papa - "Cosa c'e' dentro?", gli e' stato chiesto. "Non certo la chiave della bomba atomica", scherza Bergoglio per rivelare subito: "ci metto sempre il rasoio, il breviario, l'agenda e un libro da leggere, in questi gironi su Santa Teresina". "E' normale - osserva - che uno si porti la borsa con gli effetti personali. Dobbiamo essere lontani dalla mentalità dei principi e abituarci alla normalita' della vita di tutti".
La sicurezza - Tra le domande dei giornalisti, diverse hanno toccato proprio lo stile di Papa Bergoglio, che certamente si sta rivelando vincente. E tuttavia lo espone a qualche rischio in più. In Brasile, rivela, "non c'e' stato neppure il minimo incidente, ma abbiamo avuto problemi con le ipotesi di misure di sicurezza che volevano assumere. Invece con meno sicurezza, cioè' senza macchine blindate o scorte rafforzate, ho potuto abbracciare le persone senza problemi. 'Bisogna fidarsi di un popolo', ho detto a chi temeva potesse esserci qualcuno in agguato, magari un pazzo".
  "Dobbiamo - spiega Bergoglio - fidarci di un popolo e della Provvidenza di Dio". "E se per qualcuno questa visione e' una pazzia, per me è meglio avere il rischio dell'altra pazzia". Francesco, come aveva fatto nel discorso del pomeriggio al Coordinamento dei vescovi latino-americani insiste sul concetto della "vicinanza che fa bene a tutti".
"Questo aereo - esemplifica - non ha allestimenti speciali. A mia disposizione - spiega - ho una bella poltrona ma comune. Tanto che ho fatto scrivere una lettera o chiamare al telefono l'Alitalia per dire che non li volevo e sono stupito che ciò susciti meraviglia". Francesco chiarisce poi cosa intendeva dire sabato a Rio nel saluto ai giovani argentini presenti alla Gmg con l'espressione "certe volte mi sento ingabbiato". "Mi e' capitato - spiega - quando ho avuto voglia di andare per le strade, ma ho capito che non lo posso fare". "Sono buoni - aggiunge in proposito - questi uomini della Gendarmeria, e adesso mi lasciano fare qualcosa in più. Ma a me piacerebbe camminare per strada. E' la mia abitudine. Ero un prete 'camminatore'". "Perche' chiede sempre a tutti, insistentemente, di pregare per lei?", domanda al Papa una giornalista. "Sempre ho chiesto questo. Come prete lo chiedevo meno, ma da vescovo l'ho chiesto con una certa frequenza. Per il mio lavoro io sento che devo chiederlo. Se il Signore non aiuta, in questo lavoro non si può andare avanti". "Chiedere preghiere e' qualcosa - continua Bergoglio - che mi viene da dentro. Anche alla Madonna io chiedo sempre di pregare per me il Signore".

Santa Marta - Infine, Papa Francesco torna sulla scelta che ha fatto di restare ad abitare a Santa Marta: "certi cambiamenti - rivela - vengono da due parti: dai cardinali che li hanno chiesti alle Congregazioni Generali nel Preconclave e dalla mia personalità. Così sono rimasto a Santa Marta perchè non potrei vivere solo. Ma l'appartamento del Palazzo Apostolico non e' lussuoso, piuttosto e' troppo grande per starci da solo o con pochi collaboratori. Io ho bisogno della gente, di trovare la gente. E questo, come ho detto nell'incontro con gli allievi dei gesuiti, per 'motivi psichiatrici'". Quanto ai cardinali, al Papa non risulta che non vivano in appartamenti austeri. "Quelli che conosco, nelle cui case sono entrate vivono modestamente, non certo in case lussuose". "Ognuno - afferma Bergoglio - deve vivere come il Signore gli chiede di vivere, ma un'austerità generale è necessaria per tutti quelli che vivono nella Chiesa".

lunedì 22 luglio 2013

Papa Francesco vola verso il Brasile. Un tweed: arrivo

RIO DE JANEIRO - Ultimi lavori per approntare l'altare a Copacabana dove il Papa celebrerà una Messa

ROMA - Papa Francesco è in volo verso il Brasile per il suo viaggio apostolico in Brasile, il primo all'estero, in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù. I
Il pontefice è giunto alle 8:24 all'aeroporto di Fiumicino con un elicottero dell'Aeronautica militare. Ad accoglierlo, tra gli altri, il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Papa Francesco, sulla pista di Fiumicino, aveva con sé il bagaglio a mano, una borsa nera. Il pontefice ha salutato il premier Letta e le altre autorità continuando a mantenere con la mano sinistra la sua borsa, che ha portato anche salendo a bordo dell' aereo.
ROMA - Papa Francesco sale sull'aereo a Fiumicino
Papa Francesco si è fermato a lungo ai piedi dell'elicottero dove ha ricevuto l'omaggio di tutti i presenti, a cominciare dal presidente del Consiglio Letta. Poi, con alla destra il capo del Governo, ha percorso le poche decine di metri che lo separavano dall'airbus A330 che lo porterà a Rio de Janeiro. Con sulla sinistra la vecchia borsa di pelle nera, papa Bergoglio ha continuato a parlare con Letta gesticolando palesemente. Quindi, appoggiandosi al corrimano con la mano destra e un piccolo inciampo con la veste bianca, ha salito i gradini della scala mobile, accolto al portello da due hostess alle quali ha stretto la mano. 

Ed è partito un tweet di Papa Francesco dall’aereo: "Sto arrivando in Brasile fra qualche ora e il mio cuore è già pieno di gioia perché presto sarò con voi a celebrare la 28esima Gmg", Giornata mondiale della gioventù.

venerdì 28 giugno 2013

Brasile: respinto ricorso di Battisti per timbri falsi sul passaporto. Rischia l’espulsione

BRASILIA - Il Supremo tribunale di giustizia brasiliano ha respinto il ricorso dell'ex terrorista Cesare Battisti per la revisione di una condanna per uso di falsi timbri sul passaporto. Battisti rischia ora l'espulsione, riferisce la stampa brasiliana. La vicenda riguarda una condanna per l'uso di falsi timbri dell'immigrazione brasiliana sul passaporto di Battisti. La legislazione brasiliana prevede l'espulsione per chi falsifica documenti per ottenere l'ingresso o la permanenza nel Paese. Il caso passa ora nelle mani del ministro della Giustizia, José Eduardo Cardozo. Il Supremo tribunale di giustizia non ha dubbi che Battisti abbia falsificato i timbri, in quanto reo confesso.
Condannato all’ergastolo in contumacia da un tribunale italiano per quattro omicidi compiuti negli anni ’70, Battisti fu arrestato a Rio de Janeiro nel 2007. La richiesta di estradizione proveniente dall’Italia è stata rifiutata nel gennaio 2009 dall’allora ministro della giustizia Tarso Genro che creò un’aspra polemica fondando la sua decisione sul timore di una persecuzione di Battisti in Italia per le sue idee politiche. La Corte Suprema annullò nel novembre dello stesso anno la delibera di Genro concedendo l’estradizione condizionata però alla decisione finale del presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Come ultimo atto, al termine del suo secondo e ultimo mandato il 31 dicembre 2010, Lula decise per il no all’estradizione, decisione ratificata con la libertà all’ex membro dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) concessa dal Supremo Tribunale Federale l’8 giugno 2011.

Condannato all’ergastolo in contumacia da un tribunale italiano per quattro omicidi compiuti negli anni ’70, Battisti fu arrestato a Rio de Janeiro nel 2007. La richiesta di estradizione proveniente dall’Italia è stata rifiutata nel gennaio 2009 dall’allora ministro della giustizia Tarso Genro che creò un’aspra polemica fondando la sua decisione sul timore di una persecuzione di Battisti in Italia per le sue idee politiche. La Corte Suprema annullò nel novembre dello stesso anno la delibera di Genro concedendo l’estradizione condizionata però alla decisione finale del presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Come ultimo atto, al termine del suo secondo e ultimo mandato il 31 dicembre 2010, Lula decise per il no all’estradizione, decisione ratificata con la libertà all’ex membro dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) concessa dal Supremo Tribunale Federale l’8 giugno 2011.

domenica 23 giugno 2013

Brasile: 25 feriti negli scontri a Belo Horizonte dove si giocava Messico-Giappone

La folla in piazza a Belo Horizonte
BELO HORIZONTE - E' di 25 feriti, tra cui cinque poliziotti, e 22 arresti bilancio degli scontri nella notte a Belo Horizonte, in Brasile, dove si e' giocata la partita di calcio Giappone-Messico per la Confederations Cup. Nonostante l'appello alla calma della presidente brasiliana, Dilma Rousseff, le proteste dono proseguite. A Belo Horizonte sono scese in piazza 70.000 persone .

 Il 75% dei brasiliani appoggia le proteste che da due settimane infiammano il Paese. E' quanto emerge dal primo sondaggio al riguardo, pubblicato dal settimanale Epoca. La maggior parte degli intervistati ha detto di condividere il malcontento per la qualita' e le tariffe dei servizi pubblici, il 47% l'insoddisfazione nei confronti della classe politica e dell'alto livello di corruzione. Due terzi della popolazione resta pero' a favore dei mondiali di calcio in programma l'anno prossimo, nonostante i massicci investimenti che si ritiene abbiano sottratto risorse alle politiche sociali, con un 40% totalmente favorevole, un 27% abbastanza favorevole e solo un 29% contrario .

sabato 22 giugno 2013

La Rousseff schiera anche l’esercito per “difendere” Italia-Brasile a Salvador

BRASILIA - La presidente brasiliana Dilma Rousseff schiera l'esercito a protezione di Italia e Brasile, che oggi si affrontano a Salvador per la Confederations Cup. Lo rivela il sito Uol, secondo cui Dilma avrebbe garantito ai vertici del calcio mondiale l'impiego anche delle Forze armate per assicurare il regolare svolgimento della Confederations Cup.

 Il movimento di protesta ha annunciato manifestazioni e cortei per oggi in almeno 32 città, tra cui San Paolo e Brasilia, contro la Pec 37, una proposta di legge che tende a ridurre i poteri dei pubblici ministeri. A Belo Horizonte, è prevista invece una manifestazione contro le spese per i Mondiali di calcio del 2014. Non sono previste, al momento, proteste a Salvador.

Brasile, la Rousseff promette riforme. Ancora incidenti. E Balotelli va in giro (solo) per Salvador

Balotelli in giro per Salvador de Bahia
BRASILIA - "Organizzeremo un grande Mondiale", assicura la Rousseff. E nel suo discorso televisivo alla Nazione la presidente brasiliana sottolinea: "Gli stadi non tolgono fondi a sanità e istruzione. Il governo ascolta ogni protesta ma non tollera la violenza. Combatteremo la corruzione e miglioreremo i servizi". Quanto alle riforme chieste dalla piazza, la presidente del Brasile Il presidente brasiliano Dilma Rousseff ha svelato una serie di riforme, nel tentativo di porre fine giorni di livello nazionale proteste anti-governative.
Nel discorso televisivo ha detto che avrebbe redatto un nuovo piano a favore dei trasporti pubblici e che il 6% delle entrate petrolifere saranno utilizzate nella formazione e nell’istruzione.
Ha anche detto che migliaia di medici sarebbero stati fatti venire da oltreoceano per migliorare il servizio sanitario nazionale coprire le carenze della sanità e “faremo un piano nazionale per la mobilità"..
Delma Rousseff in tv
In precedenza aveva tenuto una riunione di gabinetto d'emergenza per discutere delle proteste.
E stasera di nuovo in campo la Confederations Cup: Italia-Brasile a Salvador e Giappone-Messico. Agli azzurri è stato detto di rimanere in albergo, vista l'escalation di violenze in Brasile, ma Mario Balotelli è andato in giro per Salvador, arrivando fino al lungomare e in certi momenti fermando il traffico. ''Ma lui aveva un permesso speciale, perché sembrava uno di loro'', ha scherzato Prandelli. Dal canto suo l'attaccante rossonero, già stato a Salvador l'anno scorso al seguito di una missione umanitaria, ha twittato con gioia al suo arrivo nella città brasiliana: "Salvador !! Sembro bahiano anch io! Kkk i look like a person from Bahia!!! Kkk", dove "kkk" sta per "ok".  Balotelli ha trascorso il Natale 2007 e 2008, ospite dalle missionarie Suor Claudia Strada e Suor Raffaella Corvino e dai ragazzi della favela di Mata Escura per sostenere il progetto “Un Ponte per il Futuro”. Mario ha aiutato alcune associazioni locali impegnate nell’educazione dei bambini della favela. 
Stanotte gruppi di manifestanti hanno effettuato saccheggi in negozi nella zona ovest di Rio de Janeiro, secondo quanto mostra la Tv GloboNews. Altri manifestanti hanno bloccato l'autostrada 'Presidente Dutra', che collega San Paolo con Rio de Janeiro, all'altezza di Guarulhos, vicino l'aeroporto internazionale della capitale paulista.

venerdì 21 giugno 2013

Incidenti in Brasile: la Fifa minaccia di sospendere la Conferations Cup


BRASILIA - La polizia militare brasiliana ha evacuato oggi l'edificio che ospita i ministeri della Cultura e dell'Ambiente, a Brasilia, in seguito alla segnalazione anonima della presenza di una bomba. Sul posto sono giunte squadre di artificieri.

Intanto la Fifa dà l'ulimatum al governo brasiliano: o è assicurata l'incolumità di squadre e dirigenti, o la Confederations sarà sospesa. Lo sostiene UOL Esporte, uno dei principali siti brasiliani, secondo il quale il messaggio è stato recapitato alla presidente Dilma Roussef. UOL sottolinea che ufficialmente la Fifa nega questo ultimatum. Secondo 'UOL Esporte', in particolare, l'ultimatum sarebbe arrivato dopo gli attacchi all'hotel e al pullman della Fifa verificatisi la notte scorsa a Salvador. Nell'occasione, dirigenti della Federazione di Zurigo avrebbero minacciato di fermare il torneo in caso di nuovi problemi per le delegazioni straniere.

Gli incidenti in Brasile, 500mila in piazza contro le spese per i mondiali 2014, un morto

La manifestazione a Rio de Janeiro
RIO DE JANEIRO - Sempre più tesa la situazione in Brasile, dove le manifestazioni di protesta contro le spese per i Mondiali del 2014 proseguono in tutto il Paese. La presidente, Dilma Rousseff, ha convocato venerdì mattina alle 9.30 (le 14.30 in Italia) un gabinetto di crisi con i ministri più vicini. La scorsa notte sono scese in piazza almeno 500mila persone. A Ribeirao un manifestante è morto investito da un auto della polizia.
Mentre negli stadi si esulta e gioisce per le partite della Confederations Cup, nelle strade la situazione si è fatta incandescente. La presidente Dilma Rousseff ha prima annunciato di aver annullato il previsto viaggio di a Salvador, nello stato di Bahia, e la prevista visita ufficiale in Giappone della prossima settimana. Quindi ha convocato il gabinetto di crisi.
A Rio de Janeiro, un pulmino della rete tv SBT è stato dato alle fiamme e cinque tra giornalisti e operatori sono rimasti lievemente feriti. La polizia, che ha usato mezzi blindati, ha caricato i manifestanti che lanciavano molotov contro la sede del comune, già bersaglio di violenze nei giorni scorsi. Alcuni manifestanti sono rimasti feriti da pallottole di gomma, così come un giornalista di GloboNews. Numerosi gli episodi di saccheggio.
A Brasilia, circa 25mila manifestanti si sono accampati sul prato di fronte al parlamento nazionale. La polizia militare ha circondato il palazzo di Planalto, sede della presidenza, e ha usato gas lacrimogeni. Alcune frange violente hanno lanciato bombe molotov contro la sede del ministero degli Esteri, ma il principio di incendio è stato prontamente domato dai vigili del fuoco. I manifestanti hanno lanciato pietre contro le vetrate dell'edificio, mandandole in frantumi.
A San Paolo, circa 30mila persone hanno invaso l'Avenida Paulista, principale arteria della città. Alcuni esponenti del Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra) della presidente Dilma Rousseff sono stati spintonati e allontanati. I manifestanti hanno anche bruciato bandiere del Pt.
A Belo Horizonte, sono scese in strada circa 15mila persone: i media locali parlano di numerosi saccheggi di negozi e atti di vandalismo.

Scontri tra polizia militare e manifestanti anche a Salvador de Bahia, dove si è giocata la partita Nigeria-Uruguay, valevole per la Confederations Cup. Gli agenti hanno caricato per disperdere la folla che si dirigeva verso lo stadio. Momenti di tensione e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine si segnalano anche a Belem, Porto Alegre e Campinas.

martedì 18 giugno 2013

Violenti sconti in tutto il Brasile: proteste per le faraoniche spese dei Mondiali di calcio


Un ferito nelle manifestazioni di Rio. Sopra, i manifestanti

Gli incidenti a San Paolo
Le proteste a Belo Horizonte
RIO DE JANEIRO - Sono finite con violenti scontri le manifestazioni di protesta organizzate in Brasile contro l'aumento dei trasporti pubblici e le faraoniche spese per la Confederations Cup e i Mondiali di calcio del 2014. A Brasilia alcuni manifestanti sono saliti sul tetto del Parlamento. A Rio de Janeiro invece sono state lanciate bombe molotov contro gli agenti, che hanno risposto sparando candelotti lacrimogeni. DatI alla fiamme anche cassonetti e auto.
Le manifestazioni hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone che si sono date appuntamento tramite i social network in almeno 11 città del Paese. 
La protesta è stata in gran parte pacifica ma è degenerata in scontri violenti a Rio de Janeiro e Belo Horizonte, dove si è disputato l'incontro di calcio Nigeria-Tahiti della Confederations Cup
A Brasilia centinaia di studenti sono saliti sul tetto del parlamento con striscioni, cori contro il governo e urlando: "Il parlamento è nostro".
 A Rio, dove anche due giorni fa si sono registrati incidenti nella zona attigua allo stadio Maracanà prima dell'inizio della partita Italia-Messico, almeno 40 mila persone - secondo la polizia - hanno invaso le strade del centro per concentrarsi davanti al parlamento locale. Nel centro della città un gruppo di manifestanti ha lanciato bombe carta contro la polizia, che ha risposto sparando candelotti di gas lacrimogeno e pallottole di gomma. Si segnalano incendi di cassonetti e auto in sosta. Due agenti sono rimasti feriti e una decina di manifestanti sono stati arrestati.
 In tutte le città i giovani indossano fasce con la scritta "La rivolta dell'aceto", la sostanza che viene usata per tentare di mitigare gli effetti del gas lacrimogeno lanciato dalla polizia militare.
Il segretario generale della presidenza brasiliana, Gilberto Carvalho, ha detto che il governo e la presidente Dilma Rousseff sono "preoccupati" per le manifestazioni che si stanno diffondendo a macchia d'olio in tutto il Brasile. Carvalho ha riferito che il governo dialogherà con i movimenti di protesta ma "non rinuncerà a garantire l'ordine e a far rispettare la legge". La presidente Rousseff ha affermato che è "le manifestazioni pacifiche sono legittime" e che "è prerogativa dei giovani manifestare". Ma è stata sonoramente contestata sabato nello stadio di Brasilia durante la cerimonia inaugurale della Confederations Cup. Il movimento "Copa pra quem" (Il mondiale per chi?) accusa il governo federale di aver sfrattato migliaia di famiglie per far posto a parcheggi e nuove strutture che ospiteranno i tifosi di tutto il mondo in occasione dei Mondiali di calcio del prossimo anno.