ROMA - La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il ddl del governo con la riforma del bicameralismo e del titolo V. Il testo approda martedì prossimo in Aula. Tra gli emendamenti approvati, quello che definisce il quorum per eleggere il capo dello Stato, fissato a 3 quinti dei votanti a partire dal nono scrutinio. Il testo varato dal Senato prevedeva i due terzi dei grandi elettori nei primi tre scrutini. Dalla quarta votazione si scendeva ai tre quinti, e alla maggioranza assoluta dal nono. L'emendamento approvato stasera in commissione conserva la maggioranza dei due terzi dei grandi elettori nei primi quattro scrutini; dalla quinta votazione si scende ai tre quinti dei grandi elettori e dal nono scrutinio il quorum è fissato ai tre quinti dei votanti. L'emendamento ha avuto il sì di tutti i gruppi rimasti in Commissione: Pd (compresa la minoranza), Ncd, Pi, Sc e Forza Italia.
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domenica 14 dicembre 2014
mercoledì 10 dicembre 2014
Via i 5 senatori di nomina presidenziale dal nuovo SENATO, governo battuto
ROMA - Il Governo è stato battuto alla Camera in Commissione Affari costituzionali per 22 a 20, con un’inedita alleanza tra parte di Forza Italia e minoranza PD. La maggioranza è stata sconfitta due volte sul voto di due emendamenti al ddl riforme, uno presentato da SEL e l’altro dalla minoranza PD, che eliminano dall’attuale testo del ddl i cinque senatori di nomina presidenziale. Dunque, di fatto, con l’approvazione di questi due emendamenti il nuovo Senato sarà composto solo da 100 senatori eletti nei consigli regionali e non ci saranno più, invece, i cinque senatori di nomina presidenziale.
venerdì 24 gennaio 2014
Primo sì alla legge elettorale ma continuano le fibrillazioni
ROMA - La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il testo base della riforma della legge elettorale, comprese le tabelle con i collegi, nodo peraltro ancora da sciogliere. A favore hanno votato Pd, FI, Sc e Ncd. Assente Sel, contrari M5S e Lega. Il termine per gli emendamenti è fissato per lunedi' alle 13.
Le trattative sulla legge elettorale vanno avanti senza sosta, sia tra le forze che hanno stretto l'accordo per la riforma sia dentro il partito democratico, dove si registrano i maggiori malumori. Le fibrillazioni nel Pd hanno destato non poche preoccupazioni in Forza Italia; si chiedono garanzie sulla tenuta dell'accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, e sul fatto che, né in commissione né in Aula, vi siano colpi di mano.
Al Pd e' arrivata la richiesta anche da Ncd di ragionare sull'introduzione di un sistema misto collegi-preferenze. Si andrebbe invece sciogliendo il nodo del cosiddetto 'salva-Lega'.
La sinistra del Pd pero' non è intenzionata a cedere davanti a un'intesa blindata. Nel corso di una riunione questa mattina tra i membri dem della commissione Affari costituzionali, che proseguira' nel pomeriggio, l'area Cuperlo è tornata a porre il tema delle liste bloccate che è la tesi a più riprese sostenuta, vanno contro a un sentire piuttosto diffuso tra l'elettorato.
La sinistra del Pd pero' non è intenzionata a cedere davanti a un'intesa blindata. Nel corso di una riunione questa mattina tra i membri dem della commissione Affari costituzionali, che proseguira' nel pomeriggio, l'area Cuperlo è tornata a porre il tema delle liste bloccate che è la tesi a più riprese sostenuta, vanno contro a un sentire piuttosto diffuso tra l'elettorato.
Ma sulle preferenze si è aperto uno scontro anche dentro il governo, con il premier Enrico Letta favorevole e il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, nettamente contrario. Intanto, il relatore della legge elettorale in prima commissione alla Camera, Francesco Paolo Sisto, legge l'accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi come un esautoramento del governo: "Sostanzialmente questa legge va oltre il governo e fa a meno del governo. Renzi e Berlusconi hanno cesellato un piccolo capolavoro istituzionale".
Ed è ancora Sisto a dirsi contrario a una delega al governo per risolvere la questione dei collegi: "Non sono d'accordo con chi sostiene che si debba affidare una delega al governo per i collegi, allungherebbe i tempi e sarebbe un modo per tornare indietro" Da più parti arriva l'appello a migliorare il testo: "Quello che noi chiediamo, visto che stiamo modificando il tanto odiato porcellum, è di modificare la cosa più odiata del porcellum", spiega il vice presidente del consiglio Angelino Alfano: "il Parlamento dei nominati e le liste bloccate", ha spiegato. Pier Ferdinando Casini ha ribadito che in Parlamento votera' per le preferenze: "Il Parlamento non e' un passacarte e potrà migliorarla".
sabato 3 novembre 2012
Brutto venerdì per il governo, battuto tre volte in commissione alla Camera
ROMA - Il governo è stato battuto tre volte nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera a cominciare da un emendamento della Lega Nord che consente ai Comuni e gli enti locali di revocare a Equitalia e alle società partecipate la gestione della riscossione dei tributi. "Si tratta di un provvedimento importante, passato nonostante l'opposizione del governo e del Pd, che porrà un freno alle ganasce fiscali dell'esecutivo", hanno detto i deputati leghisti.
Giornata complicata per l'esecutivo, che alcuni minuti prima aveva incassato un altro stop sulla spending review, applicata alle amministrazioni locali. Il governo era stato battuto nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera sul decreto legge per il taglio dei costi della politica negli enti locali. Nel corso della seduta odierna è infatti passato, contro il parere dell'esecutivo, un emendamento del deputato Pd Simonetta Rubinato sull'estinzione anticipata, senza penali, dei prestiti dei Comuni.
Governo battuto per la terza volta al voto del dl sui costi della politica alla Camera. Passa un emendamento, con il 'no' del governo, che sposta al 30/6/2013 il pagamento di tasse e contributi per il 'cratere' del terremoto: cioe' i comuni di E.Romagna e Lombardia. Il governo si è riservato di verificare l'impatto economico.
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