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giovedì 9 aprile 2015

NEW DELHI, la Corte Suprema autorizza Latorre a restare in Italia fino al 15 luglio

NEW DELHI, 9 aprile - Il marò Massimiliano Latorre è stato autorizzato dalla Corte suprema indiana a rimanere in Italia fino al 15 luglio. La decisione è giunta dopo un dibattito durato una ventina di minuti, durante il quale è stato riesaminato brevemente l'iter giudiziario in cui sono coinvolti i due marò. I giudici hanno disposto la fissazione entro fine aprile di un'udienza per esaminare il ricorso italiano contro la presenza della polizia antiterrorismo.

mercoledì 7 gennaio 2015

INDIA, la Corte suprema esaminerà la richiesta di allungamento del permesso al marò Latorre, operato al cuore

 NEW DELHI, 7 gennaio - La Corte suprema indiana ha accettato oggi di discutere lunedì prossimo una nuova istanza presentata dall'Italia per una estensione del permesso concesso al fuciliere di Marina Massimiliano Latorre di curarsi in Italia per le conseguenze dell'ictus subito a settembre. Il giudice ha accettato la richiesta e ha fissato l'udienza per lunedì' 12 gennaio, giorno in cui alla mezzanotte scadra' l'autorizzazione di quattro mesi concessa a settembre. La decisione sarà inappellabile.

mercoledì 10 dicembre 2014

Il caso PISTORIUS alla Corte Suprema sudafricana


PRETORIA - Il processo del campione paraolimpico sudafricano Oscar Pistorius, condannato a 5 anni di carcere per aver ucciso la sua fidanzata Reeva, sarà riesaminato in appello dalla Corte Suprema su richiesta del pubblico ministero. Lo ha deciso il giudice Thokozile Masipa, accettando che i giudici della Corte Suprema verifichino la corretta applicazione della legge nel corso del processo conclusosi con una condanna considerata da molti troppo lieve.

lunedì 8 settembre 2014

NEW DELHI, spiraglio per il rientro di Latorre

NEW DELHI - Si apre uno spiraglio per il rientro in Italia per Massimiliano Latorre dopo  che la difesa del fuciliere ne ha chiesto il rimpatrio per tre o quattro mesi per motivi di salute dopo l'attacco ischemico subito.
Il ministro degli Esteri indiano, Sushma Swaraj, ha assicurato che non ci sarà opposizione a una eventuale decisione in tal senso della Corte
Il tribunale stamani ha esaminato l'istanza ed ha chiesto al governo un parere aggiornando l'udienza al 12 settembre. Nel caso di una concessione del permesso, la Corte porrebbe delle condizioni a garanzia che, si è appreso, l'Italia è pronta ad accettare.

La Corte suprema indiana ha esentato Massimiliano Latorre su richiesta della difesa dall'obbligo di firma presso il commissariato di polizia per due settimane per le sue condizioni di salute. 

venerdì 28 marzo 2014

Due marò, la Corte suprema accoglie il ricorso italiano, processo sospeso


NEW DELHI - La Corte suprema indiana ha accolto il ricorso dei due marò contro l'utilizzo della polizia Nia antiterrorismo e ha sospeso il processo a loro carico presso il tribunale speciale. La prossima udienza si terrà tra quattro settimane. Fonti legali al termine dell'udienza hanno spiegato che il ricorso accolto oggi dalla Corte Suprema indiana "contesta in toto il diritto dell'India a condurre l'inchiesta e a giudicare i marò". 

lunedì 10 marzo 2014

Due marò, la Nia non demorde e vuol dire la sua davanti all'Alta Corte

Mssimiliano Latorre e Salvatore Girone
NEW DELHI. - Accusata di lungaggini nelle indagini sulla vicenda dei due maro' italiani e di non avere neppure la giurisdizione sul caso, la Nia (la polizia antiterrorismo indiana), ha chiesto di poter difendere la sua posizione dinanzi alla Corte Suprema: lo scrive l'Indian Express, secondo cui l'agenzia ha chiesto al giudice di sentire la sua versione della vicenda. Dopo che il governo indiano ha rinunciato al Sua Act, la legge per la repressione della pirateria, la difesa di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha presentato nei giorni scorsi un'istanza per chiedere che la polizia antiterrorismo non si occupi piu' del loro caso. Adesso la Nia vuole dire la sua, in particolare sulla sua giurisdizione a portare avanti determinate indagini su indicazione del governo centrale o dei tribunali (l'articolo 5 della sezione 6 del Nia Act), che potrebbe -secondo l'agenzia- avere conseguenze anche su altre inchieste

venerdì 7 marzo 2014

Istanza dei due marò: la Nia non può indagare

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
NEW DELHI -  I due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, hanno presentato alla Corte Suprema indiana un'istanza con la quale si oppongono all'utilizzo della Nia (la polizia antiterrorismo) per condurre le indagini sul loro caso. Nel documento si sostiene che la Nia, per sua natura, non può agire in assenza di specifiche leggi speciali, come il Sua Act, per la repressione della pirateria.
Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha chiamato il suo omologo indiano per un colloquio sulla vicenda dei due marò. "Ho parlato ora con il ministro degli Esteri indiano Khurshid dei nostri Marò - ha scritto la Mogherini su Twitter -. Lavoriamo per riportarli in Italia".

lunedì 10 febbraio 2014

Due marò, ennesimo rinvio della Corte Suprema. Ma la procura vuole la legge antipirateria, anche se “light”. Dura reazione di Letta e Bonino

NEW DELHI - La Corte suprema di New Delhi, incaricata di esaminare il ricorso italiano sulla vicenda dei marò, ha fissato una nuova udienza per martedì 18 febbraio.
Nell'udienza di oggi il giudice Chauhun ha ascoltato la pubblica accusa, che ha confermato la richiesta dell'applicazione nella vicenda della legge per la repressione della pirateria (Sua act), e la categorica opposizione ad essa da parte dell'avvocato della difesa italiana Mukul Roahtgi.
La Procura generale indiana ha presentato un'ipotesi di accusa basata sulla Legge anti-pirateria (Sua Act), in una versione però "light", senza evocare una richiesta di pena di morte. Ipotizzando cioè un'accusa per violenze in base ad un articolo della legge che comporta fino a dieci anni di carcere.
"Inaccettabile l'imputazione proposta dalle autorità indiane. L'uso del concetto di terrorismo da rifiutare in toto, l'Italia e l'Ue reagiranno". Così il premier Enrico Letta su Twitter commenta la richiesta, giunta dalla Procura indiana, di applicare la legge antiterrorismo nei confronti dei due marò.
"Queste sono strade eventuali, tutto è sul tappeto. E penso anche che forse non è il caso di rendere pubbliche tutte le carte che abbiamo". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Emma Bonino, circa le possibili reazioni dell'Italia nel caso marò, tra cui anche un ricorso davanti al tribunale Onu per il diritto del mare. "Dopo due anni senza un capo d'accusa, il nostro obiettivo è riportare a casa Salvatore Girone e Massimiliano Latorre".

lunedì 20 gennaio 2014

India: il ministero degli interni dice sì alla polizia, legge antipirateria contro i marò

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
NEW DELHI - Il ministero dell'Interno indiano, accogliendo le richieste della polizia, ha autorizzato nel caso dei marò l'uso della legge antipirateria (il Sua Act), che può prevedere, per i reati contestati a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, anche la pena di morte. Lo sostiene il quotidiano "Times of India". Immediata la reazione dell'inviato del governo italiano, Staffan De Mistura: "Quello che fa fede per noi è ciò che dirà la Corte Suprema".
La decisione che è stata presa venerdì sera, è venuto a fronte alla dura opposizione dall'Italia e all'appello presentato presso la Corte suprema perché siano dichiarate decadute tutte le accuse contro di loro a causa dell'eccessiva ritardo nella presentazione delle prove. "La questione è in sospeso in attesa del pronunciamento della Corte suprema. Anche se noi abbiamo il permesso di perseguire i marines con il SUA, vorremmo attendere la decisione della Corte Supremae poi procedere con l'accusa. La nostra indagine nel caso è completata", ha detto un ufficiale di NIA.

I due marò: la Corte Suprema indiana ordina al governo di trovare una soluzione entro 15 giorni

NEW DELHI - La Corte Suprema indiana ha chiesto al governo di trovare una soluzione entro due settimane allo stallo che sta ritardando il processo ai due marò. In una breve seduta, durata una decina di minuti, i giudici hanno chiesto di "riconciliare il conflitto di opinione all'interno dell'amministrazione" e hanno rinviato l'udienza al 3 febbraio.
La decisione è stata presa dal 'Court 4', composto da una giuria di due giudici: B.S. Chauhan e J.Chelameswar. Quest'ultimo aveva affiancato l'ex capo della Corte suprema Altamas Kabir nell'esame del precedente ricorso italiano e aveva emesso la sentenza del 18 gennaio scorso in cui ordinava l'istituzione di un 'tribunale ad hoc' per processare i due fucilieri di Marina, accusati dell'uccisione di due pescatori mentre erano in servizio su una petroliera indiana al largo delle coste dello stato meridionale del Kerala.

venerdì 17 gennaio 2014

"Ritardo inaudito", l'Italia chiederà il rientro dei due marò

ROMA - "In attesa di sviluppi, chiederemo alla Corte suprema indiana di far rientrare in Italia i due fucilieri". Lo ha detto all'ANSA l'inviato del governo per il caso dei marò, Staffan De Mistura, dopo la riunione a Palazzo Chigi con il premier Letta e i ministri Bonino e Mauro. "Lunedì non ci aspettiamo una decisione della Corte - ha precisato De Mistura - ma sarà l'occasione per i nostri avvocati di insistere fortemente perché si accelerino i tempi". I legali di Salvatore Girone e Massimo Latorre illustreranno alla Corte Suprema i contenuti del ricorso italiano presentato il 13 gennaio.
Il premier Enrico Letta, con i ministri Emma Bonino e Mario Mauro, ha deciso di "mantenere ferma la rotta, con una posizione decisa e determinata, alla luce della petizione presentata dall'Italia alla Corte Suprema indiana il 13 gennaio" dice De Mistura, al termine della riunione a Palazzo Chigi, "utile a fare il punto della situazione sugli ultimi sviluppi della vicenda".
"Il ritardo inaudito" nella vicenda giudiziaria dei due marò e "l'applicazione della Sua Act (legge antiterrorismo, ndr) come linea rossa inaccettabile non solo per l'Italia ma a livello internazionale": sono questi i punti della 'petizione' che gli avvocati dei due fucilieri illustreranno lunedì alla Corte Suprema indiana. Lo ha spiegato all'ANSA De Mistura. Nella riunione a Palazzo Chigi è stato notato che "oggi è esattamente un anno da quando (il 18 gennaio 2013) la Corte Suprema indiana ha ingiunto alla polizia investigativa Nia di accelerare i tempi per arrivare in pochi mesi, si era parlato di 3, alla conclusione delle indagini e all'inizio del processo", ha spiegato De Mistura.

giovedì 16 gennaio 2014

New Delhi: lunedì il ricorso dei due marò davanti alla Corte Suprema

NEW DELHI - Il presidente della Corte Suprema indiana esaminerà, a partire da lunedì, il ricorso presentato dall'ambasciatore d'Italia, Daniele Mancini, a nome dei due marò, per sbloccare il processo che li vede coinvolti. Lo si è appreso da fonti giudiziarie indiane. La prima udienza sarà monopolizzata dall'intervento dell'avvocato Mukul Rohatgi che illustrerà il contenuto della "petition" e solleciterà la Corte a prendere iniziative concrete. Questo perché dopo un anno dalla sentenza in cui il massimo tribunale indicava contenuti, modi e tempi delle indagini e del processo, nulla è stato fatto. E anche perché l'accusa, attraverso la polizia investigativa Nia, ha cercato di far trasferire la tutela dei due marò ad una Corte speciale antiterrorismo, in base a una Legge per la repressione della pirateria marittima (SUA Act).
Molto probabilmente l'udienza di lunedì sarà seguita da una seconda, in cui la parola passerà al rappresentante dello Stato indiano, che dovrà presentare le sue controdeduzioni. Quindi il giudice Sathasivam potrà decidere il da farsi.

De Mistura partito da New Delhi per Roma - L'inviato del governo italiano per la vicenda dei marò, Staffan de Mistura, è partito da New Delhi diretto a Roma, dove avrà consultazioni a livello governativo e parlamentare. De Mistura, che era giunto in India il 7 gennaio, ha lasciato Delhi alle 10.35 locali, e dopo uno scalo a Dubai, rientrerà a Roma nel tardo pomeriggio. A quanto risulta, l'inviato vedrà i principali ministri coinvolti negli sforzi per riportare in Italia Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e quindi riferirà sulla sua missione davanti alla Commissioni per i diritti umani, Esteri e Difesa del Parlamento.

mercoledì 26 giugno 2013

La Corte Suprema Usa boccia la legge che limitava i diritti ai matrimoni gay



WASHINGTON - Con 5 voti contro 4 la Corte Suprema ha bocciato il Defence Marriage Act (DOMA), la legge federale americana secondo cui il matrimonio è solo tra uomo e donna spiegando come sia incostituzionale, in quanto viola il quinto emendamento sulla difesa delle libertà individualiLa norma, approvata nel 1996, stabiliva che nel caso di matrimoni omosessuali venisse meno il vincolo di reciprocità che lega gli Stati americani. Con la bocciatura di questa legge, i diritti delle coppie gay sposate saranno riconosciuti in tutto il Paese, anche in quelli in cui gli stessi matrimoni sono vietati. 
Un boato di gioia, grida e applausi della folla emozionata fuori dalla Corte Suprema hanno accolto la notizia della decisione. Tantissimi con bandiere con i colori del movimento gay e striscioni da giorni attendevano questa sentenza che assume ha un carattere storico. La decisione significa che uomini e donne omosessuali legalmente sposati hanno il diritto di rivendicare gli stessi benefici federali disponibili per le coppie sposate di sesso opposto.
La sfida legale  è stata portata avanti da Edith Windsor, 83 anni, di New York alla quali il fisco aveva imposto di pagare 363,000 dollariquando aveva ereditato la tenuta della  sua sposa Thea Speyer, un prelievo che non avrebbe dovuto pagare se fosse stata sposata con un uomo.
Il verdetto  non influenza i divieti di matrimonio omosessuale sanciti nelle costituzioni di oltre 30 stati americani. Dodici Stati degli Stati Uniti e il District of Columbia attualmente riconoscono il matrimonio gay.
“La sentenza di oggi della Corte Suprema sulle nozze gay è uno storico passo avanti verso l'uguaglianza”. Lo ha twittato il presidente Usa Barack Obama.
"Un giorno tragico per la nazione: la Corte Suprema ha sbagliato". Questa la reazione dei vescovi Usa dopo la sentenza della Corte. ''E' un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra nazione'', si legge nel comunicato della conferenza episcopale americana firmato dal presidente, l'arcivescovo di New York Timothy Dolan.

venerdì 26 aprile 2013

I due marò: la Corte Suprema lascia le indagini agli 007 indiani. Torna l'incubo della pena di morte


NEW DELHI - La suprema corte di New Delhi ha deciso oggi di lasciare la decisione al governo indiano di come condurre le indagini sul caso dei Maro', Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Siccome il governo aveva gia' incaricato la polizia antiterrorismo Nia di investigare sul caso, la competenza rimane a questo organismo. I giudici hanno detto che dovra' agire nel piu' breve tempo possibile
l presidente del massimo organismo giudiziario indiano Altamas Kabir, a capo di una sezione di tre giudici, ha letto una breve ordinanza scritta in cui si dice che "non è responsabilità della Corte Suprema decidere quale tipo di agenzia di polizia utilizzare per le indagini". I giudici hanno quindi lasciato al governo la facoltà di usare l'organismo "più appropriato" e anche la scelta delle leggi da applicare. L'Italia aveva contestato duramente il ricorso a una legge sulla sicurezza marittima (Sua Act) che prevedeva sulla carta fino a una possibile pena di morte. La Corte ha poi detto che "il tribunale speciale" che dovrà giudicare i due marò "deve essere esclusivamente dedicato a quel caso" e "dovrà operare con ritmo quotidiano". Tali condizioni erano già state stabilite nella sentenza del 18 gennaio in cui si trasferiva la giurisdizione dallo stato del Kerala a New Delhi. Su richiesta dell'avvocato dei marò Mukul Rohatgi, il giudice Kabir ha aggiunto peraltro nella sua ordinanza che l'Italia ha la possibilità di presentare ricorso "nelle sedi appropriate" contro l'utilizzazione della Nia. E' stato anche precisato che i due fucilieri rimangono in libertà su cauzione e che continueranno a risiedere nell'ambasciata d'Italia a New Delhi.

lunedì 25 marzo 2013

“I due marò sconteranno l’eventuale pena in Italia”


NEW DELHI - La Corte Suprema indiana ha designato il magistrato capo della Patiala House Court a capo della corte speciale che dovrà giudicare Salvatore Girone e Massimiliano La Torre. Lo riporta il Times of India, specificando che, secondo fonti della Corte Suprema, sarà il giudice Amit Bansal responsabile del caso.
Secondo quanto riporta il sito di Ndtv la nomina ufficiale sarà notificata al magistrato che avrà il compito di condurre il processo con udienze quotidiane. Il sito indiano ricorda infatti che il governo italiano, nel momento del ritorno a Nuova Delhi dei due marò accusati di aver ucciso due pescatori durante un'operazione anti-pirateria, ha chiesto che il processo sia veloce. Se condannati, sottolinea ancora il sito indiano, i due fucilieri potranno scontare la loro pena in patria a seguito di un recente accordo siglato da India e Italia.
Dura la posizione del premier del Kerala, Oommen Chandy, che ha ribadito la sua convinzione che l'Italia non abbia nessuna giurisdizione sul caso. I due fucilieri italiani "non sono vittime della politica o delle emozioni del Kerala ma piuttosto delle loro stesse azioni criminali" ha detto Chandy, intervistato dall'emittente Ndtv.
"Il processo deve essere in India perché hanno sparato a due pescatori indiani su una barca indiana, non c'è alcuna ragione - ha sottolineato - per cui l'Italia debba processare i due marines".

lunedì 18 marzo 2013

Il presidente della Corte Suprema indiana: l’ambasciatore italiano ha perso l’immunità


NEW DELHI - Il presidente della Corte Suprema indiana, Altamas Kabir, ha sostenuto che l'ambasciatore italiano, Daniele Mancini, ha "automaticamente perso il diritto all'immunità" diplomatica quando ha presentato insieme ai marò una dichiarazione giurata. Il magistrato ha concluso dicendo di aver "perso ogni fiducia nel signor Mancini".
Il presidente della Corte ha fatto allusione, senza citarlo, al paragrafo 3 dell'art. 32 della Convenzione di Vienna secondo cui un agente diplomatico che gode dell'immunità giurisdizionale e che promuove una procedura non può invocare questa immunità. Questo, sulla base del fatto che il 9 marzo l'ambasciatore Mancini aveva volontariamente firmato, anche se precisando "come rappresentante della Repubblica italiana", una dichiarazione giurata a sostegno della richiesta italiana di permesso elettorale per i marò.
 Il difensore dei due marò italiani e dell'ambasciatore Mancini, Mukul Rohatgi, ha ricordato alla Corte suprema indiana che - in base alla Convenzione di Vienna - la persona dell'ambasciatore è inviolabile e che quindi "nessuna autorità indiana può imporre restrizioni sui suoi movimenti

La Corte suprema rinvia al 2 aprile la decisione sui marò. L’ambasciatore sempre bloccato


NEW DELHI - La Corte suprema indiana ha rinviato al 2 aprile prossimo la decisione sul caso dei marò. I giudici hanno esteso fino alla data della prossima udienza il divieto di espatrio per l'ambasciatore Daniele Mancini, che non era presente in aula. Il presidente della Corte Suprema Altamas Kabir ha chiarito di non volersi esprimere sul non ritorno del marò fino alla scadenza del permesso il 22 marzo.

giovedì 14 marzo 2013

New Delhi: l’ambasciatore italiano non può lasciare l’India senza il permesso della Corte Suprema. Lui non accetta il divieto

Daniele Mancini

NEW DELHI - L'ambasciatore d'Italia Daniele Mancini ''non puo' lasciare l'India senza l'autorizzazione della Corte Suprema prima dell'udienza fissata dalla stessa per il 19 marzo''. Lo ha detto l'avvocato Dilijeet Titus, responsabile dello studio legale che assiste i maro', dopo che la Corte ha emesso un'ordinanza in cui si chiede all'ambasciatore Mancini di restare in India e di inviare una comunicazione entro il 18 marzo, in vista di un' udienza che si terrà il 19 marzo" e nel contempo invitando il diplomatico a spiegare perché il governo italiano si rifiuti di far rientrare in India i due fucilieri di Marina.  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, come annunciato lunedì. Il giudice ha chiesto al diplomatico di non lasciare il Paese fino a nuovo ordine e ha anche invitato il governo italiano a dare una spiegazione sui fatti entro il 18 marzo. Secondo quanto riportano fonti indiane, citate sul sito dell'emittente indiana 'Ibn Cnn', Mancini si è rifiutato di accettare il divieto.
Nelle ultime ore si erano susseguite le voci sulle azioni che il governo indiano aveva intenzione di intraprendere, ed era circolata l'ipotesi non solo dell'espulsione del diplomatico italiano, ma anche di non riconoscergli l'immunità diplomatica. Proprio a proposito dell'immunità diplomatica di Mancini, secondo la stampa locale, ci sono opinioni diverse in seno al governo indiano; giovedì il ministro degli Esteri, Salman Kurshid ha incontrato il premier, Manmohan Singh, nella sua residenza per discutere della questione. 
Era stato il Procuratore Generale G E Vahanvati a portare la questione dinanzi ai giudici - il Chief Justice, Altamas Kabir, insieme ai colleghi, AR Dave e Vikramajit Sen - sostenendo che, il mancato ritorno dei marò, era stata "una violazione dell'impegno assunto dinanzi all'Alta Corte" e rilevando "che il governo è estremamente preoccupato". Anche il leader del partito d'opposizione, Janata Patry, Subramanian Swamy, aveva chiesto un'azione contro l'ambasciatore italiano per oltraggio alla Corte. 
La decisione è definita "storica" dalla stampa indiana che segue con grande rilievo la vicenda dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a cui i giudici avevano concesso di rimpatriare per il voto, dopo che l'ambasciatore Mancini aveva assicurato che sarebbero tornati indietro, e che invece sono rimasti in Italia.

giovedì 28 giugno 2012

Grande vittoria di Obama: la Corte Suprema promuove la riforma sanitaria


WASHINGTON - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha promosso l'intera riforma sanitaria varata dall'amministrazione Obama nel 2010, compreso l'obbligo per la maggioranza degli americani di avere una assicurazione medica. Si tratta di una enorme vittoria per il presidente statunitense.
In base alla riforma la maggioranza degli americani dovrà dotarsi obbligatoriamente di un'assicurazione sanitaria entro il 2014, pena il pagamento di sanzioni. La decisione è stata presa in un clima di grande divisione tra i nove 'saggi'. Il fatto che la riforma - ha scritto il capo dei giudici costituzionali, John Roberts, motivando la decisione - prevede che alcuni cittadini possano pagare delle sanzioni per non aver ottenuto l'assicurazione medica può essere ragionevolmente considerato come una tassa". Dunque, nulla di incostituzionale. Perché "la Costituzione - prosegue il giudice - permette tasse del genere e non è nelle nostre competenze vietarle".
La riforma sanitaria del presidente Usa Barack Obama è stata promossa dalla Corte Suprema con 5 voti a favore e 4 contrari. Contro l'Obamacare si sono schierati i giudici Antonin Scalia, Anthony Kennedy, Clarence Thomas e Samuel Alito. A sorprese il presidente John Roberts, un conservatore che ha scritto la sentenza, ha votato in favore.

venerdì 15 giugno 2012

Turtto da rifare in Egitto: elezioni "illegittime"


IL CAIRO - Tutto da rifare in Egitto per l'elezione del Parlamento. La Corte Suprema egiziana, infatti, ha sancito lo scioglimento dell'assemblea perché illegittima. La sentenza rappresenta "un colpo di Stato" militare secondo i fratelli Musulmani, principale organizzazione islamica il cui partito deteneva la maggioranza dei seggi.

La parziale incostituzionalità della legge elettorale rende l'intero Parlamento illegittimo: lo ha stabilito l'alta Corte nel commento alla sentenza con la quale ha stabilito che gli articoli che riguardano l'attribuzione dei seggi uninominali (un terzo del totale) sono contrari alla Carta fondamentale attualmente in vigore.

Il sistema uninominale riguarda in realtà solo un terzo dei 508 seggi, mentre il rimanente viene attribuito mediante un sistema di liste. Le elezioni politiche hanno visto la vittoria dei Fratelli Musulmani, principale organizzazione islamica, ma anche dei salafiti di Al Nur, seconda forza in Parlamento.

Secondo fonti militari il Consiglio Supremo dell'esercito - al potere dopo le dimissioni dell'ex presidente Hosni Mubarak - si sarebbe riunito in seduta straordinaria e potrebbe riassumere il potere legislativo fino all'elezione di una nuova Assemblea del Popolo.