NAPOLI, 3 luglio - Otto misure cautelari, di cui sei arresti, sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Napoli sui rapporti della cooperativa Cpl Concordia con il clan dei Casalesi. Nel mirino degli investigatori ci sono alcuni appalti irregolari per la metanizzazione in vari comuni del Casertano. Fra i destinatari di un'ordinanza in carcere vi è anche l'ex presidente Roberto Casari, già ai domiciliari.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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venerdì 3 luglio 2015
martedì 21 aprile 2015
“Colpo mortale” a clan mafioso di BARI, decine di arresti e sequestri
BARI, 21 aprile - Decine di arresti vengono eseguiti dai Carabinieri a carico di presunti componenti il clan mafioso barese 'Di Cosola'. Tra gli arrestati un imprenditore edile a cui è stata sequestrata l'azienda. L'operazione è definita dai militari un "colpo mortale" al clan ai cui beni sono stati apposti i sigilli. L'indagine avrebbe ricostruito anni di egemonia in settori vitali dell'economia, primo fra tutti quello dell'edilizia dove viene registrata l'imposizione tipicamente mafiosa dell'acquisto del cemento di bassa qualità.
La ditta sequestrata è alle porte di Bari e il titolare risulta tra gli arrestati per associazione mafiosa. Il provvedimento cautelare è a firma del gip del Tribunale di Bari, che ha accolto le richieste della Dda.
Sotto il controllo del clan era finito - secondo l'accusa - anche il redditizio mercato delle slot machine e dei videopoker: 100 euro mensili imposti su ogni macchinetta che, moltiplicati per i numerosi locali taglieggiati, facevano migliaia di euro al mese per ogni comune della provincia barese nel quale il clan imperava. Nell'ambito dell'operazione sono state arrestate anche alcune delle donne del clan che si occupavano della contabilità.
Colpito anche il tesoro della holding mafiosa con il sequestro di beni per milioni di euro, tra cui 23 immobili, 19 terreni, 80 conti correnti, due cassette di sicurezza, 15 autoveicoli e quattro società. Sullo sfondo anche il consolidato controllo del mercato della droga da parte della parallela associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti: 250 gli episodi di spaccio documentati nel corso dell'indagine.
Sotto il controllo del clan era finito - secondo l'accusa - anche il redditizio mercato delle slot machine e dei videopoker: 100 euro mensili imposti su ogni macchinetta che, moltiplicati per i numerosi locali taglieggiati, facevano migliaia di euro al mese per ogni comune della provincia barese nel quale il clan imperava. Nell'ambito dell'operazione sono state arrestate anche alcune delle donne del clan che si occupavano della contabilità.
Colpito anche il tesoro della holding mafiosa con il sequestro di beni per milioni di euro, tra cui 23 immobili, 19 terreni, 80 conti correnti, due cassette di sicurezza, 15 autoveicoli e quattro società. Sullo sfondo anche il consolidato controllo del mercato della droga da parte della parallela associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti: 250 gli episodi di spaccio documentati nel corso dell'indagine.
sabato 4 aprile 2015
KENIA, 5 arresti per il massacro di Garissa (2 sono addetti alla sicurezza del campus)
GARISSA (Kenya), 4 aprile - Una ragazza è sopravvissuta all'attacco al campus di Garissa, che ha causato 148 vittime, in Kenya. Lo hanno reso noto fonti mediche a due giorni dall'attentato, che il gruppo fondamentalista al Shabaab ha rivendicato. Si tratta di Cynthia Charotich, 19 anni: la studentessa si era nascosta in un armadio coprendosi con dei vestiti: a differenza dei suoi compagni usciti dai nascondigli dopo le richieste dei terroristi, era rimasta dentro il guardaroba.
Intanto il ministero della Sicurezza ha annunciato che gli agenti hanno arrestato cinque persone legate alla sparatoria: sono state fermate mentre cercavano di fuggire nella vicina Somalia. "Tre di loro hanno coordinato l'attacco mentre gli altri due erano addetti alla sicurezza del campus", ha affermato il ministro dell'Interno di Nairobi.
Il presidente: "Risponderemo duramente ad al Shabaab - "Risponderemo duramente agli al Shabaab", promette il presidente del Kenya, Uhruru Kenyatta, in un messaggio alla nazione. Il massacro è stato, dice secondo quanto riportano Ap e Al Jazeera, un "attacco all'umanità e gli al Shabaab non riusciranno a creare un califfato in Kenya". Inoltre, il presidente ha decretato tre giorni di lutto nazionale.
Nuove minacce dai militanti somali -Ma nuove minacce arrivano da militanti somali, che annunciano altri attacchi imminenti in Kenya dopo la strage. "Nessuna precauzione o misura di sicurezza sarà in grado di garantire la vostra sicurezza, di sventare un altro attacco o di prevenire un altro bagno di sangue nelle vostre città", recita infatti una dichiarazione del gruppo al Shabaab inviata all'agenzia Reuters via email.
martedì 3 marzo 2015
TORINO, sgominate due bande di rapinatori, 52 arresti per 55 "colpi"
TORINO, 3 marzo - I carabinieri di Torino stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di 52 persone responsabili di 55 rapine a mano armata. Tra i reati contestati, ci sono anche sequestro di persona, traffico internazionale di droga, ricettazione e furti. Gli arrestati fanno parte di due gruppi criminali non collegati tra loro, ritenuti responsabili anche di 19 furti. Le indagini, partite alla fine del 2010, avevano già portato all'arresto di altre 59 persone. Gli arrestati fanno parte di due gruppi criminali non collegati tra loro, ritenuti responsabili anche di 19 furti. I banditi erano soliti puntare armi col colpo in canna a cassieri di gioiellerie, supermercati, farmacie, agenzie di viaggio e altri negozi. Nel corso dell'indagine, i carabinieri hanno sequestrato 70 chili di droga, tra cocaina, marijuana, skunk, ecstasy e hashish. Le indagini, partite alla fine del 2010, avevano già portato all'arresto di altre 59 persone.
mercoledì 28 gennaio 2015
OPERAZIONE "DAMA BIANCA": sgominata banda della droga, 28 arresti a NAPOLI
| Federica Gagliardi, la dama bianca, con Berlusconi a Toronto |
NAPOLI, 28 gennaio - Sono complessivamente 28 i provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip del tribunale di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla Dama Bianca che ha portato agli arresti di oggi. Si tratta di 27 ordinanze di custodia cautelare in carcere e di un provvedimento agli arresti domiciliari. I militari della Guardia di Finanza di Napoli e i poliziotti della questura di Frosinone hanno eseguito anche il sequestro di beni mobili e immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per circa 4 milioni.
Tra gli arrestati c'è anche un poliziotto della Polaria in servizio all'aeroporto di Fiumicino. A quanto si è appreso, l'agente all'ultimo momento si sarebbe tirato indietro, dopo essere stato contattato dai trafficanti, in seguito all'arresto di alcuni colleghi per fatti analoghi.
Tra gli arrestati c'è anche un poliziotto della Polaria in servizio all'aeroporto di Fiumicino. A quanto si è appreso, l'agente all'ultimo momento si sarebbe tirato indietro, dopo essere stato contattato dai trafficanti, in seguito all'arresto di alcuni colleghi per fatti analoghi.
L'inchiesta nasce dall'arresto a Fiumicino con 24 kg di cocaina di Federica Gagliardi, la Dama bianca nella delegazione per il G8 di Toronto insieme all'allora premier Berlusconi.
L'indagine degli uomini della Guardia di Finanza e della Polizia, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha consentito di scoprire un'organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga che aveva la base operativa in provincia di Napoli e ramificazioni sia in Italia sia all'estero, in particolare in Spagna, Olanda e Sud America. L'inchiesta è partita lo scorso 13 marzo quando, all'aeroporto di Fiumicino, Federica Gagliardi fu bloccata all'arrivo da Caracas con 24 chili di cocaina nascosti in uno zainetto e in un trolley.
La donna fu soprannominata la Dama bianca quando, a giugno del 2010, fu vista scendere dal volo di Stato che portava il premier Silvio Berlusconi e il suo staff a Toronto per il G8 in Canada. In molti si chiesero che ruolo ricoprisse nella delegazione italiana quella donna completamente vestita di bianco, che era presente anche alla visita del presidente del Consiglio a Panama in quello stesso anno. E pure in quell'occasione era in bianco. Alla fine, la Gagliardi risultò essere la responsabile della segreteria del segretario della Regione Lazio, allora governata da Renata Polverini. Per giustificare la sua presenza al summit di Huntaville fu spiegato che la Dama Bianca, che aveva fatto parte del comitato elettorale della Polverini, durante la campagna aveva avanzato la richiesta di partecipare ad una missione all'estero in caso di vittoria elettorale.
Organizzazione in contatto con cartelli sudamericani - I vertici dell'organizzazione scoperta da Guardia di Finanza e Polizia nell'ambito delle indagini sulla Dama Bianca, avevano contatti diretti con i cartelli sudamericani, dai quali acquistavano grossi carichi di droga. Lo stupefacente, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, entrava in Italia via terra e, soprattutto, tramite navi ed aerei. Una volta nel nostro paese, la droga finiva in Campania dove andava a rifornire le piazze di spaccio. Nel corso dell'indagine sono stati arrestati diversi corrieri utilizzati per il trasporto della droga - fra i quali secondo l'indagine ci sarebbe stata anche la stessa Gagliardi - e sequestrati complessivamente 93 chili di cocaina e 930 di hashish, per un controvalore al dettaglio stimabile in almeno 35 milioni.
La donna fu soprannominata la Dama bianca quando, a giugno del 2010, fu vista scendere dal volo di Stato che portava il premier Silvio Berlusconi e il suo staff a Toronto per il G8 in Canada. In molti si chiesero che ruolo ricoprisse nella delegazione italiana quella donna completamente vestita di bianco, che era presente anche alla visita del presidente del Consiglio a Panama in quello stesso anno. E pure in quell'occasione era in bianco. Alla fine, la Gagliardi risultò essere la responsabile della segreteria del segretario della Regione Lazio, allora governata da Renata Polverini. Per giustificare la sua presenza al summit di Huntaville fu spiegato che la Dama Bianca, che aveva fatto parte del comitato elettorale della Polverini, durante la campagna aveva avanzato la richiesta di partecipare ad una missione all'estero in caso di vittoria elettorale.
Organizzazione in contatto con cartelli sudamericani - I vertici dell'organizzazione scoperta da Guardia di Finanza e Polizia nell'ambito delle indagini sulla Dama Bianca, avevano contatti diretti con i cartelli sudamericani, dai quali acquistavano grossi carichi di droga. Lo stupefacente, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, entrava in Italia via terra e, soprattutto, tramite navi ed aerei. Una volta nel nostro paese, la droga finiva in Campania dove andava a rifornire le piazze di spaccio. Nel corso dell'indagine sono stati arrestati diversi corrieri utilizzati per il trasporto della droga - fra i quali secondo l'indagine ci sarebbe stata anche la stessa Gagliardi - e sequestrati complessivamente 93 chili di cocaina e 930 di hashish, per un controvalore al dettaglio stimabile in almeno 35 milioni.
giovedì 18 dicembre 2014
OMICIDIO FANELLA, nuovi arresti nel milieu dell'estremismo di destra
ROMA - L'arresto di quattro persone, tra cui una donna, oltre a numerose perquisizioni, sono state effettuate nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Silvio Fanella, considerato l'ex cassiere di Gennaro Mokbel, ucciso a luglio nella sua abitazione di Roma alla Camilluccia. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.
Le indagini vanno a colpire gli esecutori e organizzatori del tentato sequestro sfociato nell'omicidio di Fanella, rivelando - a quanto reso noto - il coinvolgimento a vario titolo di numerose persone,pregiudicate e legate all'estrema destra, che gravitano sul litorale romano di Ostia, in Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige. Tra gli arrestati, Emanuele Macchi di Cellere, ex N.A.R. fermato nel sud della Francia dalla Squadra Mobile di Roma lo scorso settembre, e Manlio Denaro, già coinvolto nelle indagini sulla truffa Fastweb Telecom Sparkle.
Le indagini vanno a colpire gli esecutori e organizzatori del tentato sequestro sfociato nell'omicidio di Fanella, rivelando - a quanto reso noto - il coinvolgimento a vario titolo di numerose persone,pregiudicate e legate all'estrema destra, che gravitano sul litorale romano di Ostia, in Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige. Tra gli arrestati, Emanuele Macchi di Cellere, ex N.A.R. fermato nel sud della Francia dalla Squadra Mobile di Roma lo scorso settembre, e Manlio Denaro, già coinvolto nelle indagini sulla truffa Fastweb Telecom Sparkle.
La polizia ha arrestato già nei mesi scorsi i presunti esecutori materiali dell'omicidio: Giovanni Battista Ceniti, rimasto ferito durante il delitto, Egidio Giuliani e Giuseppe Larosa, rintracciati a Roma e a Novara lo scorso 7 settembre.
E' stata perquisita dalla polizia anche la Cooperativa Sociale Multidea di Novara. A quanto reso noto nella coop, che ha tra le finalità quella del reinserimento sociale degli ex detenuti, opererebbero pregiudicati appartenenti alle Brigate Rosse e ai movimenti eversivi di destra.
Tra i fondatori compare Egidio Giuliani, arrestato a settembre per l'omicidio insieme a Giuseppe Larosa, che figurava invece come dipendente. L'operazione ha visto impiegati oltre 150 uomini della polizia di Stato, con l'impegno, oltre che di quella di Roma, anche delle Questure di Genova, Verbania, Novara, Torino, Trento e Varese.
E' stata perquisita dalla polizia anche la Cooperativa Sociale Multidea di Novara. A quanto reso noto nella coop, che ha tra le finalità quella del reinserimento sociale degli ex detenuti, opererebbero pregiudicati appartenenti alle Brigate Rosse e ai movimenti eversivi di destra.
Tra i fondatori compare Egidio Giuliani, arrestato a settembre per l'omicidio insieme a Giuseppe Larosa, che figurava invece come dipendente. L'operazione ha visto impiegati oltre 150 uomini della polizia di Stato, con l'impegno, oltre che di quella di Roma, anche delle Questure di Genova, Verbania, Novara, Torino, Trento e Varese.
lunedì 15 dicembre 2014
MAFIA CAPITALE, scattano altri arresti (anche 3 ufficiali della Marina Militare9
ROMA - Altri sei arresti nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale. La Guardia di Finanza ha effettuato sei ordinanze, tre dei destinatari sono appartenenti alla Marina Militare. La tranche dell'inchiesta nell'ambito della quale sono state eseguite le ordinanze riguarda un presunto commercio nero di carburante che avrebbe rifornito le pompe di benzina legate al clan. Gli arrestati sono Mario Leto (capitano di Corvetta della Marina Militare), Sebastiano Distefano (primo maresciallo Marina Militare) e Salvatore Mazzone (maresciallo Marina Militare). In manette anche Lars P. Bohn, Massimo Perazza e Andrea D'Aloja, titolari di società conniventi per ottenere il carburante. Dieci in tutto gli indagati.
mercoledì 10 dicembre 2014
Le mani della ‘ndrangheta sull’UMBRIA, 61 arresti
PERUGIA - Le mani della 'ndrangheta sull'Umbria: 61 gli arresti in corso di esecuzione da parte dei carabinieri del Ros. Sequestrati beni per oltre 30 milioni. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con "diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale" e "saldi collegamenti" con le cosche calabresi di origine.
Diversi i reati contestati nelle misure cautelari, richieste dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia: associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. I carabinieri del Ros stanno eseguendo gli arresti nella provincia di Perugia e in varie città italiane, contestualmente al sequestro di beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati e ritenuti provento dei reati. L'inchiesta, spiegano gli investigatori, "ha documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive".
Diversi i reati contestati nelle misure cautelari, richieste dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia: associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. I carabinieri del Ros stanno eseguendo gli arresti nella provincia di Perugia e in varie città italiane, contestualmente al sequestro di beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati e ritenuti provento dei reati. L'inchiesta, spiegano gli investigatori, "ha documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive".
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mercoledì 8 ottobre 2014
MONTAQUILA (Isernia): arrestati sindaco, medici e infermieri per maltrattamenti ad anziani in una struttura di ricovero
| Montaquila |
ISERNIA - Anziani e malati psichiatrici maltrattati in una Residenza sociale assistenziale della provincia di Isernia. I carabinieri dei Nas stanno eseguendo 13 arresti per maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci. Coinvolti un medico, infermieri e operatori socio-sanitari. In manette anche il sindaco della cittadina in provincia di Isernia, Montaquila, dove si trova la clinica. Il sindaco è il titolare della struttura. Tutto è partito dalla segnalazione dei familiari di un paziente che presentava segni sul corpo.
I Nas di Campobasso, Napoli, Bari, Salerno e Foggia con i colleghi dell'Arma territoriale, nelle province di Isernia e Campobasso, stanno eseguendo i 13 arresti domiciliari a carico di un medico e di infermieri e operatori socio-sanitari. Sono accusati, a vario titolo, di maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci.
martedì 9 settembre 2014
BURUNDI, il massacro delle suore: fermati tre guardiani della parrocchia
| Due delle suore uccise |
BUJUMBURA (Burundi) - Sono stati fermate tre persone a Bujumbura in relazione al massacro delle tre suore missionarie saveriane che lavoravano in Burundi. I tre sono guardiani dipendenti della parrocchia cattolica Guido Maria Conforti, collegata al convento delle religiose a Kamenge, a nord della capitale. Lo riferiscono i media locali citando fonti vicine all'inchiesta.
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mercoledì 27 agosto 2014
VENEZIA, 5 arrestati per terrorismo. Reclutavano aspiranti ijhadisti per l’Iraq
VENEZIA - Cinque persone residenti in Veneto risultano indagate nell'ambito di un'inchiesta per terrorismo aperta dalla Procura distrettuale di Venezia e condotta dai Ros. Si tratterebbe - scrive il "Corriere del Veneto" - di elementi sospettati di essere vicini alle organizzazioni che si battono per la jihad. Gli inquirenti sospettano che almeno alcuni di questi cinque abbiano svolto attività di reclutamento di persone, immigrati ma non solo, interessate a raggiungere la Siria o l'Iraq, per prendere parte alla "guerra santa" condotta dalle formazioni estremiste.
Dopo l'allerta terrorismo lanciata nei giorni scorsi dal Ministero dell'Interno, si è intensificata in Veneto l'attività di intelligence sui centri islamici e sui soggetti considerati pericolosamente vicini al fondamentalismo.
martedì 17 giugno 2014
Terremoto de L'Aquila, scattano 5 arresti per corruzione e falso (tangenti)
| L'AQUILA -La chiesa delle Anime Sante, oggetto di bustarelle |
L’AQUILA - Presunte mazzette nell'ambito della ricostruzione post-terremoto per accaparrarsi appalti per il recupero di beni culturali ed ecclesiastici nel centro storico dell'Aquila. Polizia e Guardia di finanza stanno eseguendo cinque ordinanze di custodia cautelare, due in carcere e tre ai domiciliari, nei confronti di un funzionario del Mibac, di un professionista e di tre imprenditori, per i reati di corruzione, falso, turbativa d'asta, millantato credito ed emissione e utilizzo di fatture inesistenti.
L'operazione che ha portato ai cinque arresti è scattata su disposizione della Procura dell' Aquila. Le ordinanze sono state emesse dal gip Giuseppe Romano Gargarella. I provvedimenti in corso di esecuzione sono il risultato di una complessa e lunga indagine sulle procedure che riguardano la ricostruzione e il consolidamento di alcuni beni ecclesiastici e di altri beni culturali di particolare rilievo storico-artistico nel centro storico del capoluogo abruzzese, gravemente danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009. L'inchiesta che ha portato ai cinque provvedimenti all'Aquila ruota intorno alla figura dell'ex vicecommissario ai Beni culturali alla ricostruzione Luciano Marchetti e alla funzionaria del Mibac Abruzzo, Alessandra Mancinelli. Con loro la Procura aquilana ha ottenuto gli arresti anche per gli imprenditori Nunzio Massimo Vinci, Patrizio Cricchi e l'aquilano Graziano Rosone. Ruolo chiave era quello di Marchetti, che si sarebbe firmato degli incarichi da progettista mentre era ancora in carica come vicecommissario. Al centro dell'inchiesta la ricostruzione di due importanti chiese distrutte dal terremoto: Le Anime Sante in Piazza Duomo e Santa Maria Paganica. Per quest'ultima esiste anche un filmato che testimonia una tangente dell'1% sui 19 milioni necessari per la sua ricostruzione: la dazione di danaro con 10 mila euro è stata effettuata dentro un'automobile. Le indagini hanno riguardato il biennio 2012-2013 e sono in corso al momento circa 20 perquisizioni in tutta Italia.
giovedì 22 maggio 2014
Truffa alla banca Carige, 7 arresti. Anche il vicepresidente dell'Abi
| Giovanni Berneschi |
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lunedì 28 aprile 2014
Paul Simon e la moglie se le danno di santa ragione. Arrestati tutti e due
NEW CANAAN - Il cantante Paul Simon e' stato arrestato dopo un 'incidente domestico' con la moglie. Il cantante - riporta Tmz - e' accusato di violenze domestiche insieme alla moglie, con la quale avrebbe avuto un acceso litigio casalingo durante il fine settimana in Connecticut.
Secondo le prime ricostruzioni la settantaduenne rockstar americana, vincitrice di ben 12 Grammy, avrebbe avuto nella sua casa di New Canaan una violentissima discussione con la moglie Edie Brickell, 48 anni e componente della band New Bohemians. I due, quindi, sarebbero stati entrambi arrestati - spiegano i media - per schiamazzi e molestie notturni (era quasi mezzanotte) dopo le telefonate dei vicini. Tra i capi di accusa formulati ci sarebbe anche quella di "violenze domestiche". Sarebbero poi stati rilasciati con l'impegno di presentarsi davanti alla Corte di Norwalk nelle prossime ore. Non sono chiari i motivi del litigio tra i due artisti sposati da 22 anni. E per il momento nessun commento e' arrivato dall'entourage di Simon. Paul e Edie hanno tre figli
Secondo le prime ricostruzioni la settantaduenne rockstar americana, vincitrice di ben 12 Grammy, avrebbe avuto nella sua casa di New Canaan una violentissima discussione con la moglie Edie Brickell, 48 anni e componente della band New Bohemians. I due, quindi, sarebbero stati entrambi arrestati - spiegano i media - per schiamazzi e molestie notturni (era quasi mezzanotte) dopo le telefonate dei vicini. Tra i capi di accusa formulati ci sarebbe anche quella di "violenze domestiche". Sarebbero poi stati rilasciati con l'impegno di presentarsi davanti alla Corte di Norwalk nelle prossime ore. Non sono chiari i motivi del litigio tra i due artisti sposati da 22 anni. E per il momento nessun commento e' arrivato dall'entourage di Simon. Paul e Edie hanno tre figli
Simon è membro delle Songwriters Hall of Fame e Rock n 'Roll Hall of Fame - come metà del duo Simon and Garfunkel e come artista solista. "What I Am", registrato con la sua band New Bohemians, è stato un enorme successo nel 1988..
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mercoledì 9 aprile 2014
Truffa da 17 milioni ai danni di Equitalia, 7 arresti
ROMA - Sette persone sono state arrestate da finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria per truffa ai danni di Equitalia e corruzione. Tra loro anche un funzionario di Equitalia-sud Lazio. Le misure cautelari sono state disposte dalla magistratura di Roma, che ha anche ordinato decine di perquisizioni. Il funzionario di Equitalia su Lazio arrestato è Salvatore Fedele. Nelle misure cautelari disposte dal gip di Roma Maria Bonaventura, su richiesta dei pm Nello Rossi, Francesca Loi e Stefano Fava, si ipotizza una truffa ai danni di equitalia per 17 milioni di euro. Alcuni imprenditori attraverso professionisti, avrebbero contattato il funzionario di Equitalia sud lazio, riuscendo, con pratiche corruttive, a ottenere prima la rateizzazione dei propri debiti con l'erario, infine la cancellazione.
giovedì 20 marzo 2014
Il tragico rogo nella fabbrica di Prato, 5 arresti (2 italiani e 3 cinesi)
PRATO - La polizia e la Gdf hanno eseguito arresti nell'inchiesta sul rogo del primo dicembre 2013 alla ditta 'Teresa moda', a Prato, nel quale morirono 7 lavoratori cinesi. Gli arrestati sono 5, fra misure cautelari in carcere e ai domiciliari. Fra gli arrestati ci sono cinesi e italiani. Fra le accuse l'omicidio colposo plurimo.
Le misure riguardano due italiani, proprietari del capannone bruciato, e tre cinesi, ritenuti gestori di fatto dell'attività. Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri, titolare delle indagini, non aveva chiesto misure di custodia cautelare per la donna cinese che risulta titolare della confezione, in quanto potrebbe essere stata una semplice prestanome.
martedì 4 marzo 2014
‘Ndrangheta in Brianza, decine di arresti in Lombardia. Una banca clandestina a Seveso
MILANO - La Polizia sta eseguendo alcune decine di arresti in Lombardia e in altre regioni italiane al termine di un'indagine nei confronti di presunti appartenenti alla 'ndrangheta operanti in Brianza. In corso anche perquisizioni e sequestri di beni mobili, immobili e società per un valore di decine di milioni di euro.
L'inchiesta, condotta dalla Squadra mobile e coordinata dalla Dda milanese, ha portato all'emissione di oltre 30 ordinanze di custodia cautelare. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, riciclaggio, usura, estorsione, corruzione, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni e società. L'organizzazione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe più volte fatto ricorso all'intimidazione e alla violenza mentre in più occasioni sarebbe intervenuta per pacificare i dissidi sorti all'interno della stessa 'locale' di 'ndrangheta o con altre organizzazioni criminali.
Nell'ambito delle indagini, gli investigatori hanno scoperto a Seveso (Monza) una vera e propria banca clandestina, in cui venivano riciclati i proventi delle estorsioni e dell'usura, grazie ad un'ampia rete di società ma anche alla collusione di imprenditori e di impiegati postali e bancari.
I capitali accumulati, hanno inoltre accertato gli inquirenti e gli investigatori, oltre ad essere esportati in Svizzera e a San Marino venivano reimpiegati dall'organizzazione attraverso l'acquisizione di attività economiche nel settore edilizio, negli appalti e nei lavori pubblici, nei trasporti, nella nautica, nelle energie rinnovabili e nella ristorazione.
Secondo gli inquirenti, inoltre, i membri dell'organizzazione avevano anche organizzato una raccolta di denaro per sostenere i familiari di 'ndranghetisti detenuti.
Nell'ambito delle indagini, gli investigatori hanno scoperto a Seveso (Monza) una vera e propria banca clandestina, in cui venivano riciclati i proventi delle estorsioni e dell'usura, grazie ad un'ampia rete di società ma anche alla collusione di imprenditori e di impiegati postali e bancari.
I capitali accumulati, hanno inoltre accertato gli inquirenti e gli investigatori, oltre ad essere esportati in Svizzera e a San Marino venivano reimpiegati dall'organizzazione attraverso l'acquisizione di attività economiche nel settore edilizio, negli appalti e nei lavori pubblici, nei trasporti, nella nautica, nelle energie rinnovabili e nella ristorazione.
Secondo gli inquirenti, inoltre, i membri dell'organizzazione avevano anche organizzato una raccolta di denaro per sostenere i familiari di 'ndranghetisti detenuti.
mercoledì 12 febbraio 2014
Ragazza di 15 anni violentata nei bagni della scuola. Arrestati 4 compagni
FINALE LIGURE (Savona) - Quattro studenti di età compresa tra i 15 e i 16 anni sono stati arrestati con l'accusa di violenza sessuale in concorso su una loro compagna di classe. L'abuso sarebbe stato compiuto nei bagni della palestra di una scuola di Finale Ligure, nel Savonese. I quattro giovani sono stati affidati ad alcune comunità per minori.
Il gip del Tribunale dei minori di Genova ha disposto l'affidamento, in stato di arresto, per gli studenti autori della violenza, tutti allievi di un istituto alberghiero della cittadina ligure. I quattro ragazzini sono stati prelevati dai carabinieri nelle loro abitazioni di Loano, Pietra Ligure e nel Finalese e accompagnati nelle comunità di Genova, Alessandria, La Spezia e Massa Carrara.
I fatti risalgono ad alcuni giorni fa: secondo le testimonianze della vittima e di alcuni suoi compagni, uno dei ragazzi l'avrebbe presa sottobraccio e portata nei bagni dove sarebbe stata costretta a un rapporto orale. Sembra che gli altri tre abbiano assistito alla scena, forse aspettando il loro turno. La ragazzina è stata salvata dall'intervento di un insegnante che passava vicino alle toilette e ha sentito rumori strani provenire dall'interno. I compagni di scuola dei quattro sostengono che la vittima "ha mentito. Nessuno di loro avrebbe mai fatto una cosa del genere".
I fatti risalgono ad alcuni giorni fa: secondo le testimonianze della vittima e di alcuni suoi compagni, uno dei ragazzi l'avrebbe presa sottobraccio e portata nei bagni dove sarebbe stata costretta a un rapporto orale. Sembra che gli altri tre abbiano assistito alla scena, forse aspettando il loro turno. La ragazzina è stata salvata dall'intervento di un insegnante che passava vicino alle toilette e ha sentito rumori strani provenire dall'interno. I compagni di scuola dei quattro sostengono che la vittima "ha mentito. Nessuno di loro avrebbe mai fatto una cosa del genere".
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sabato 8 febbraio 2014
Dieci arresti a Trieste: importati 100 cuccioli abusivamente dalla Romania
TRIESTE - Importavano illegalmente cani dalla Romania per poi rivenderli in Italia come cuccioli d'allevamento. Per questo la guardia di finanza di Trieste ha arrestato 10 persone nell'ambito di un'indagine che vede indagate 21 persone. I militari hanno sequestrato, in più interventi, oltre 100 cuccioli, centinaia di passaporti falsi per animali da compagnia, microchip da impiantare e medicinali. Le indagini sono iniziate dopo il fermo di un autocarro proveniente dalla Romania che trasportava 12 cuccioli di cane nascosti nel carico. I cuccioli, destinati ad essere venduti on line, erano portati via dopo pochi giorni di vita, stipati in gabbie strette, nascosti negli spazi adibiti alla ruota di scorta. Spesso arrivavano morti a causa dello stress per le troppe ore di viaggio affrontate in condizioni proibitive.
Scoperti anche due allevamenti abusivi nelle province di Biella e di Brescia, dove gli animali venivano ristretti in stanze chiuse e buie per non destare sospetti dei vicini. Contestati, oltre all'associazione per delinquere, la falsificazione dei pedigree, la frode in commercio, il maltrattamento di animali ed il traffico illecito di animali da compagnia.
martedì 4 febbraio 2014
Camorra, arrestate 29 persone legate al clan Zaza
ROMA - Ventinove persone ritenute legate al clan di camorra del defunto Michele Zaza sono state arrestate dal personale del Centro operativo della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Roma e della Squadra mobile della Capitale, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Emersa una fitta rete d'investimenti, frutto del traffico di droga e delle estorsioni, in molti settori, dagli alberghi ai ristoranti, alle scommesse. Sequestrati beni per circa 400 milioni.
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