Visualizzazione post con etichetta Bari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bari. Mostra tutti i post

venerdì 24 luglio 2015

MODUGNO, esplode fabbrica di fuochi artificiali, 4 morti


MODUGNO (Bari) - E’ di quattro morti e sei feriti, uno dei quali in gravi condizioni, un primo bilancio dell'esplosione avvenuta nella fabbrica di fuochi pirotecnici Bruscella, a Modugno alle porte di Bari.  Abitualmente in fabbrica, sulla provinciale 92, lavorano una decina di persone. Ci sarebbero anche alcuni dispersi.

Le sei persone ferite, di cui una in modo grave, sono ricoverate al Policlinico di Bari, e agli ospedali San Paolo e Di Venere. Intanto i vigili del fuoco, con l'aiuto di due canadair, stanno arginando i roghi causati dalle esplosioni, che minacciano le campagne e un bosco  attorno all'azienda.

giovedì 21 maggio 2015

Imprenditore di videoogiochi evadeva le tasse a GRAVINA (Bari), sequestrati beni per 50 milioni


BARI, 21 maggio - E' in corso dall'alba un'operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Bari che stanno eseguendo un decreto di sequestro beni per un valore di 50 milioni di euro, emesso dal locale Tribunale, a carico di Giuseppe Cassone, un imprenditore 68enne di Gravina in Puglia (Bari) con precedenti penali per truffa, bancarotta fraudolenta e falso. I militari stanno sequestrando sei società che si occupano di produzione, commercializzazione e installazione di slot machine e videogiochi, tre società di servizi, un albergo, un ristorante, 12 appartamenti, quattro ville, otto locali commerciali, 14 automezzi e 38 conti correnti. Le indagini dei militari del Reparto operativo hanno fatto emergereun'evidente sproporzione tra il patrimonio accumulato dall'imprenditore e il reddito dichiarato che, secondo i parametri Istat, non sarebbe bastato nemmeno a mantenere la propria famiglia. E' stato inoltre documentato che la costituzione e la gestione delle molteplici società riconducibili all'imprenditori erano intestate a familiari o a soggetti che fungevano da prestanome, di fatto realizzandosi una sorta di monopolio nell'area delle Murge. 

mercoledì 13 maggio 2015

BARI, incendio su traghetto diretto in Albania, nessun ferito


BARI, 13 maggio - Momenti di paura nella notte per un incendio divampato per cause non ancora accertate nella sala macchine del traghetto 'Francesca' della linea Adria Ferries, partito da Bari con circa 260 persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio e diretto a Durazzo dove sarebbe dovuto arrivare alle 8 del mattino. L'incendio è stato subito tenuto sotto controllo e poi spento da personale di bordo. Non ci sono feriti e le condizioni dei passeggeri sono buone.
Non appena è scattato l'allarme, sono state approntate le scialuppe ma non è stato dato l'ordine di abbandono nave perché erano in corso le operazioni di spegnimento delle fiamme. L'imbarcazione - non appena segnalata la situazione - è stata immediatamente raggiunta da tre mezzi della Capitaneria di porto di Bari, da vedette della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco. Sono stati allertati anche i rimorchiatori a Bari e Barletta. A notte fonda, intorno alle 2:30, si è saputo che le fiamme erano state spente dalla squadra antincendio del personale di bordo e che non c'era nessun pericolo per le persone che si trovavano sul traghetto. Il 'Francesca', con l'intervento di un rimorchiatore, si è diretto nuovamente verso Bari dove è arrivato nelle prime ore del mattino. Nel porto del capoluogo pugliese è stata predisposta l'accoglienza dei 203 passeggeri (50 gli italiani), che saranno trasferiti su un'altra motonave, in arrivo alle 10.30, per proseguire il viaggio. Cinquantatre i membri d'equipaggio (20 gli italiani).
I passeggeri stanno sbarcando dalla nave. Accompagnati da bus navette del porto di Bari stanno raggiungendo il terminal traghetti dove, su richiesta della Procura di Bari, saranno identificati da uomini della Polizia di Frontiera. La nave sarà trasferita sulla diga foranea per far posto all’altro traghetto che imbarcherà i passeggeri per riportarli in giornata a Durazzo.

venerdì 1 maggio 2015

BARI, agguato a padre e figlio, feriti in pieno centro

BARI, 1 maggio - Due persone, padre e figlio, sono state ferite in un agguato avvenuto in una strada del centro di Bari. Sono Luigi Luisi, di 46 anni, e Antonio Luisi, di 27. L'uomo che ha sparato sarebbe arrivato sul luogo dell'agguato a bordo di una moto, forse in compagnia di un complice e indossava un casco. Secondo gli investigatori, Gino Luisi, è molto vicino a Giuseppe Mercante, noto come "Pinucc u' drogat", uno dei pezzi da 90 del quartiere Libertà.

martedì 21 aprile 2015

“Colpo mortale” a clan mafioso di BARI, decine di arresti e sequestri

BARI, 21 aprile - Decine di arresti vengono eseguiti dai Carabinieri a carico di presunti componenti il clan mafioso barese 'Di Cosola'. Tra gli arrestati un imprenditore edile a cui è stata sequestrata l'azienda. L'operazione è definita dai militari un "colpo mortale" al clan ai cui beni sono stati apposti i sigilli. L'indagine avrebbe ricostruito anni di egemonia in settori vitali dell'economia, primo fra tutti quello dell'edilizia dove viene registrata l'imposizione tipicamente mafiosa dell'acquisto del cemento di bassa qualità.

La ditta sequestrata è alle porte di Bari e il titolare risulta tra gli arrestati per associazione mafiosa. Il provvedimento cautelare è a firma del gip del Tribunale di Bari, che ha accolto le richieste della Dda.
Sotto il controllo del clan era finito - secondo l'accusa - anche il redditizio mercato delle slot machine e dei videopoker: 100 euro mensili imposti su ogni macchinetta che, moltiplicati per i numerosi locali taglieggiati, facevano migliaia di euro al mese per ogni comune della provincia barese nel quale il clan imperava. Nell'ambito dell'operazione sono state arrestate anche alcune delle donne del clan che si occupavano della contabilità.
Colpito anche il tesoro della holding mafiosa con il sequestro di beni per milioni di euro, tra cui 23 immobili, 19 terreni, 80 conti correnti, due cassette di sicurezza, 15 autoveicoli e quattro società. Sullo sfondo anche il consolidato controllo del mercato della droga da parte della parallela associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti: 250 gli episodi di spaccio documentati nel corso dell'indagine.

martedì 10 febbraio 2015

"Risiko" tra clan mafiosi, arresti nel BARESE

BARI, 10 febbraio - Giro di vite nella guerra fra clan nel Barese per il controllo del mercato della droga e delle estorsioni. Diversi gli arresti effettuati da carabinieri e polizia su richiesta della Dda. Le indagini sono state avviate all'indomani dell'omicidio di Mario Rizzo, avvenuto a Rutigliano nel dicembre 2012, freddato all'interno di un bar del centro con diversi colpi alla testa.
Gli investigatori parlano di "scenario da Risiko, con il feroce clan mafioso barese dei Campanale all'attacco dei più deboli clan del sud della provincia".

Al tentativo di negoziare un accordo con i clan locali per spartirsi il mercato di droga ed estorsioni, sarebbe seguito il brutale omicidio di Rizzo, colpevole di aver umiliato un luogotenente dei Campanale, picchiato e fatto inginocchiare in pubblico, pistola alla tempia, simulando un'esecuzione.

L'omicidio di Rizzo, secondo gli investigatori, avrebbe spianato la strada ai Campanale per la conquista barese. Alcuni clan dell'hinterland si sarebbero alleati con quelli cittadini per dominare i gruppi meno forti ed imporsi nella gestione di traffico di droga ed estorsioni. Forse per ritorsione, i primi taglieggiati sarebbero stati proprio gli imprenditori del territorio controllato dal defunto Rizzo, tra cui anche un'impresa di pompe funebri.

domenica 11 gennaio 2015

BARI, ucciso a raffiche di kalashnikov il padre di un boss del quartiere San Girolamo


BARI, 11 gennaio - Un 58enne, Nicola Lorusso, è stato ucciso alle 9.30 in strada a colpi d'arma da fuoco nel quartiere San Girolamo di Bari. Pregiudicato e sorvegliato speciale, l'uomo era il padre di Umberto Lorusso, 37enne considerato dagli investigatori il capo dell'omonimo clan della zona. La vittima è stata raggiunta da numerosi colpi. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo era in compagnia della moglie alla guida di una Ford Fiesta e si stava recando in Questura per firmare la presenza. Lorusso si sarebbe accorto di essere seguito da un'altra auto e ha fatto scendere la moglie dalla vettura. Quindi ha proseguito la marcia ma poco dopo sarebbe stato affiancato e crivellato di proiettili da un killer che avrebbe sparato con un mitra kalashnikov.
Sembra che un uomo che transitava nella zona, uditi gli spari, abbia poi visto il cadavere a terra e abbia messo davanti un cassonetto dell'immondizia per evitare che il corpo venisse travolto dalle auto di passaggio. 
Le donne della famiglie hanno inveito contro la magistratura e le forze dell'ordine. Numerose pattuglie hanno cercato di riportare la calma.  In particolare pianti, grida e minacce si sono uditi da parte della nuora della vittima, la moglie di Umberto Lorusso, figlio di Nicola e ritenuto il capo clan della zona, contrapposto a quello dei Campanale. "Da oggi in poi - ha urlato la donna in italiano - chi va con quella razza moriranno tutti. Anche per un caffè. Avviso a tutte le orecchie del mondo. Maledetti". 

venerdì 2 gennaio 2015

MINERVINO MURGE (Bari): madre e figlio uccisi da esalazioni di gas



BARI, 2 gennaio - Due persone, Angela Sciascia, di 82 anni, e Giuseppe Tricarico, di 55 anni, madre e figlio, sono morti a Minervino Murge forse a causa di esalazioni di gas. L'allarme è stato dato da una parente dopo che inutilmente aveva cercato di mettersi in contatto con i due. Dopo aver forzato la porta dell'abitazione, i soccorsi hanno trovato l'uomo in camera da letto e la donna sul pavimento della cucina.

sabato 13 dicembre 2014

BARI, muore buttandosi nella tromba delle scale per sfuggire alle fiamme nel suo appartamento. Tre feriti

Il palazzo dove è avvenuto l'incendio
BARI - Una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite in un incendio divampato in una palazzina a Bari, in corso Cavour 168. La vittima è una donna di 53 anni, morta lanciandosi nella tromba delle scale per sfuggire alle fiamme. I feriti sono invece un'anziana e due fratelli: tutti apparterrebbero allo stesso nucleo familiare. Il rogo potrebbe essere stato causato da un corto circuito, provocato da un allacciamento abusivo a una centralina Enel.
La vittima è Michela Corvaglia, 53enne di Potenza. I feriti sono Giovanni Corvaglia, 54enne di Potenza, trovato dai soccorritori chiuso nel bagno del piccolo appartamento; Maria Santoro, 82enne di Spongano, nel Leccese, che al momento dell'arrivo dei soccorritori era seduta alla finestra dell'abitazione e stava per lanciarsi nel vuoto. Il terzo ferito è Valentina Russo, 26enne di Bari: anche lei si sarebbe lanciata nella tromba delle scale della palazzina per sfuggire alle fiamme, e ora è ricoverata in ospedale.

sabato 13 settembre 2014

RENZI a Bari: staremo dentro il 3% ma il patto deve essere di stabilità e crescita

BARI -  Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi  a Bari ha partecipato alla cerimonia inaugurale della Fiera del Levante di Bari.   In sala tra le autorità sono presenti anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti.
Sotto il governo di Nichi Vendola "in 10 anni la Puglia è cambiata", ha detto il premier. Renzi ha detto che occorre "dare atto del lavoro serio" compiuto da Vendola, che si vede dal fatto che "questa regione è la numero uno come capacità di spesa dei fondi Ue".
"Dopo anni di ubriacature da soluzioni tecniche e tecnocratiche è il momento che la politica torni a fare il proprio mestiere". Così Renzi, che citando Giorgio La Pira ha sottolineato che "fare politica significa la più alta forma di servizio".
"Oggi la crisi economica è globale, ma vede nell'eurozona un punto di difficoltà maggiore e vede l'Italia non ancora ripartita, non ancora rimessa in moto", ha aggiunto Renzi osservando come, definire "devastanti" i dati della disoccupazione, soprattutto al Sud, "sarebbe riduttivo".
La "cornice internazionale è di profondi sconvolgimenti. O l'Ue torna a fare l'Europa o noi non abbiamo più futuro. Se noi facciamo quello che dobbiamo fare l'Ue non sarà più solo spread e indicatori economici", ha detto Renzi. 
L'Europa sta vivendo "una grandissima difficoltà con la Russia. Questo non è un problema di energia o gas. Chi riduce tutto solo a una questione energetica commette un errore tragico. E' questione di come si sta con i nostri vicini".
"Noi rispettiamo il patto di stabilità e di crescita, noi stiamo dentro il 3%". ha  Matteo Renzi , ricordando tuttavia come quello europeo, non sia solo un patto per la stabilità, ma un patto per la stabilità e la crescita.
LA TAPPA A TARANTO - "Per noi l'Ilva è una questione nazionale, la scommessa di come si può fare impresa rispettando la salute". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando con i giornalisti dopo un incontro istituzionale sul caso Ilva che si è svolto nella Prefettura di Taranto.

Fuori dalla Prefettura la contestazione da parte di un sit-in di operai e ambientalisti. Alcune decine di manifestanti hanno urlato 'buffone, buffone' contro il premier e scandito lo slogan 'Taranto libera'. Alcuni agenti in assetto antisommossa si sono schierati per tenere sotto controllo il presidio. Non sono mancati momenti di tensione perché alcuni dei manifestanti, che chiedevano di partecipare all'incontro, hanno cercato di superare lo sbarramento delle forze dell'ordine. Numerosi gli striscioni contro l'inquinamento e l'emergenza sanitaria a Taranto.

mercoledì 10 settembre 2014

GRAVINA (Bari): risarcito con 65mila euro il padre di Ciccio e Tore, accusato ingiustamente di averli uccisi. E incarcerato

Filippo Pappalardi in una puntata di Porta a Porta
BARI - Non vide per l'ultima volta i corpi dei suoi figli, morti in una cisterna nel giugno 2006 e ritrovati 20 mesi dopo. Partecipò ai loro funerali, il 9 aprile 2008, dopo essere stato in carcere e ai domiciliari con l'accusa di averli sequestrati e poi uccisi. Dopo essere stato scagionato, e a più di otto anni da quella tragedia, Filippo Pappalardi, padre dei fratellini di Gravina (Bari)Ciccio e Tore, sarà risarcito con circa 65mila euro. Accogliendo la richiesta del difensore di Pappalardi, l'avvocato Angela Aliani, la seconda sezione penale della Corte d'Appello di Bari ha riconosciuto all'uomo un'indennità pari a circa 20.500 euro per la "privazione della libertà personale" (235 euro per 75 giorni in carcere e 117 euro per 25 giorni agli arresti domiciliari), oltre a 45mila euro complessivi per i "gravissimi danni morali" dovuti "al clamore mediatico della vicenda", per i danni "personali per non aver potuto vedere almeno per un'ultima volta i corpi dei propri figli", per i danni sul piano della salute, "avendo sofferto di depressione", ed economici, "essendo stato sospeso dal posto di lavoro". 
Per la Corte d'Appello "grande è stato il danno morale patito" soprattutto per la "sofferenza psichica indotta dal sacrificio della libertà personale" e aggravata dall'accusa "infamante" di aver ucciso i propri figli.
L'uomo fu arrestato il 27 novembre 2007 per i reati di sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere. E' rimasto in carcere fino all'11 marzo 2008 quando, dopo il ritrovamento dei figli, il gip gli concesse i domiciliari derubricando le accuse in abbandono di minore seguito da morte.

E' libero dal 4 aprile 2008, dopo che le autopsie sui corpi dei due bambini rivelarono che la morte fu conseguenza di una caduta accidentale. Anche la Corte di Cassazione, nel giugno successivo, annullò l'arresto di Pappalardi per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Dopo alcuni mesi, tramite l'avvocato Angela Aliani, l'uomo ha chiesto un risarcimento da 516mila euro per ingiusta detenzione a cui, nell'udienza del 10 giugno, l'avvocatura dello Stato si è opposta ritenendo che al momento dell'arresto la Procura avesse fondati sospetti per ritenere Pappalardi responsabile della morte dei due bambini.

mercoledì 6 agosto 2014

BARI, bimba di 3 mesi muore in ospedale, 7 medici indagati


BARI - La Procura di Bari ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità nella morte il 27 luglio di una bambina di tre mesi poco dopo il ricovero in un ospedale a Bari. La piccola era stata trasferita dal nosocomio della Murgia di Altamura. Sono sette i medici di quest'ultimo ospedale a essere indagati per omicidio colposo. Dopo il decesso è stata compiuta un'autopsia i cui risultati sono al vaglio della Procura. La bimba era stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale della Murgia, aperto dallo scorso aprile dopo lavori durati 17 anni, perché aveva la febbre alta ma i genitori avevano rifiutato il ricovero e firmato le dimissioni. Il 27 luglio erano ritornati nell'ospedale di Altamura perché le condizioni della piccola si erano aggravate ed era stato disposto il trasferimento a Bari dove è morta poco dopo il ricovero.

venerdì 30 maggio 2014

Bari: 18ene uccisa dalla meningite. Profilassi agli scrutatori del seggio dove domenica aveva lavorato

BARI - Domenica scorsa aveva lavorato come rappresentante di lista in un seggio elettorale di Bari e pochi giorni dopo è morta al Policlinico del capoluogo pugliese, uccisa dalla meningite. E' accaduto a una ragazza di 18 anni. Immediatamente le autorità sanitarie si sono attivate e sono scattate le procedure per la profilassi su tutti quelli che hanno lavorato con lei nella giornata elettorale. La 18enne ha lavorato domenica notte nel seggio allestito nella scuola di via Omodeo, a Bari. Mercoledì sera non si è sentita bene ed è stata portata con l'ambulanza al Policlinico di Bari. Giovedì mattina la diagnosi: meningite. Intorno alle 20.30 il decesso.

lunedì 21 aprile 2014

Azzannato dal cane dei nonni, grave bimbo di 2 anni nel Barese

BARI - Un bimbo di poco più di due anni è stato azzannato al capo e al volto dal cane dei nonni (un meticcio di pastore tedesco) in una contrada di campagna a Triggiano, Comune alle porte a sud di Bari. Il piccolo è stato portato nell'ospedale cittadino dai genitori e da qui trasferito con codice rosso in ambulanza nel reparto di chirurgia plastica del Policlinico di Bari. Sul posto si sono recati i carabinieri della compagnia di Triggiano.

venerdì 14 marzo 2014

Camorra: sequestrati beni per 50 milioni a pregiudicato di clan barese

BARI - Beni per un valore complessivo di 50 milioni di euro, riconducibili al 59enne barese Francesco Vavalle, pluripregiudicato vicino al clan mafioso barese dei Mercante, sono stati sequestrati dai carabinieri. Tra i beni centinaia di slot machine, otto società, 13 immobili tra locali commerciali e appartamenti, due terreni agricoli, 13 auto e 20 conti correnti accesi in sei diversi istituti di credito.

lunedì 10 marzo 2014

Bari, fa a fare una rapina in banca e muore d’infarto


BARI - La banca dove è avvenuto il tentativo di rapina
BARI - Finale tragico per un ladro che, armato con cacciavite, stava tentando di rapinare una banca. L'uomo, un 37enne, è morto, presumibilmente stroncato da un infarto durante una colluttazione che avrebbe avuto o con un dipendente della banca o con un addetto alla sicurezza. E' accaduto nel rione Libertà di Bari. Sul posto i carabinieri. La vittima si chiama Luigi Abatantuono, di 37 anni, di Bari, separato e padre di tre figli. A quanto si apprende dagli investigatori, aveva precedenti specifici per rapina. La banca che stava tentando di rapinare è la filiale di via Napoli 286 A della Banca Popolare di Puglia e Basilicata.

venerdì 21 febbraio 2014

Giallo a Bari, spariscono direttore di banca e (forse) 50 milioni

BARI - Un conto scoperto, 50 milioni di euro svaniti nel nulla e un direttore di banca di cui, da almeno tre giorni, non si ha più alcuna notizia. Giallo a Bari dove la moglie di un dirigente di una filiale di Unicredit ha denunciato la scomparsa del marito. E dove due imprenditori locali accusano: "Spariti anche i nostri soldi". I documenti in mano ai facoltosi investitori accertano il versamento della somma. Dagli atti dell'istituto, invece, non risulta. I presunti truffati sono due tra i più famosi imprenditori della città che hanno raccontato di aver visto sparire nel nulla soldi che pensavano invece fossero in investimenti sicuri.
A lanciare per primo l'allarme è stato uno dei due imprenditori: doveva incassare un assegno da un milione di euro ma il conto risultava scoperto. Chi l'aveva firmato, convinto delle sue disponibilità, ha così iniziato a chiamare il direttore della banca. Nessuna risposta: l'uomo non si era recato al lavoro e non era neppure rientrato a casa.
Il timore è che il direttore della filiale di Bari Poggiofranco, Michele Scannicchio, si sia dato alla fuga portando con sè tutti i soldi.
L'istituto, dal canto suo, si difende: "Noi siamo parte lesa". E c’è un colpo di scena: stando ai primi accertamenti effettuati all'interno della banca, non risulta alcun ammanco. Per Unicredit quei 50 milioni di euro non sono mai stati sottratti. Semplicemente, al contrario di quanto raccontano i documenti su carta intestata in mano ai due imprenditori, non risulta siano mai stati versati.

martedì 11 febbraio 2014

Bari: banda spara e porta via una cassaforte di un istituto di vigilanza


BARI - Un commando composto da una decina di persone ha preso d'assalto nella notte il caveau dell'istituto di vigilanza Secur Service nel rione San Pio, a Bari. I banditi, sparando alcuni colpi d'arma da fuco in aria, sono riusciti a portare via una cassaforte che era nell'edificio e al cui interno c'erano valori non ancora quantificati. Per giungere all'obiettivo il gruppo criminale ha organizzato diversi blocchi stradali, in tutte le direzioni.

mercoledì 5 febbraio 2014

"Addio, mia amata". E si da fuoco in auto nel Barese. Morto

TORITTO - Brucia l'auto del suicida per amore

BARI - Non è riuscito a sopportare la fine della sua storia d'amore: si è chiuso in auto e si è dato fuoco davanti al luogo di lavoro della sua ex a Toritto, a 22 chilometri da Bari, ed è morto carbonizzato. L'uomo, V.A. 40enne di Bitonto, era andato a trovare la sua ex: i due hanno parlato per un po', e quando si sono salutati lui è salito in auto e si è ucciso.

lunedì 3 febbraio 2014

Terlizzi (Bari): tre ragazze morte in un incidente stradale

BARI - Tre giovani donne sono morte e due persone sono rimaste ferite nella notte in un incidente stradale avvenuto sulla strada provinciale 112 a Terlizzi (Bari), tra una Daewoo Matiz e una Fiat Grande Punto. Le vittime sono la guidatrice della Matiz, Luciana Bonasia, di 23 anni ed Enrica De Noia, di 24, entrambe di Terlizzi, e Simona Zaza, di 26, di Corato. Le tre ragazze stavano raggiungendo alcuni amici in discoteca.

Ferite non preoccupanti ha riportato la coppia che era sull'altra vettura: il conducente della Grande Punto, di 39 anni, di Ruvo di Puglia, è stato ricoverato nell'ospedale San Paolo di Bari mentre la donna nel nosocomio di Corato.