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sabato 13 dicembre 2014

SCANDALO MOSE, indagati due parlamentari Pd per finanziamento illecito


VENEZIA - Nel percorso che porta alla chiusura delle indagini sulla vicenda Mose con l'unico eccellente a processo, l'ex sindaco Giorgio Orsoni, il Pd veneziano è nella bufera per il finanziamento illecito dei partiti che avrebbe ricevuto dal Consorzio Venezia Nuova retto allora da Giovanni Mazzaurati. Nel registro degli indagati, infatti, sono finiti i due parlamentari veneziani Michele Mognato e Davide Zoggia mentre oggi è stato sentito l'ex assessore ai lavori pubblici della giunta Orsoni ma all'epoca dei fatti (2010) segretario veneziano del partito, Alessandro Maggioni Indagando sul concessionario unico per le realizzazioni delle opere di salvaguardia di Venezia, il pool di magistrati veneziani - Paola Tonini, Stefano Buccini, Stefano Ancillotto coordinati dall'Aggiunto Carlo Nordio - avrebbe scoperto contributi illeciti per 450mila euro ricavati da fondi neri ed un altro centinaio di migliaia di euro fatturati in modo irregolare. Mognato e Zoggia erano stati sentiti dai magistrati martedì scorso ed hanno respinto ogni addebito mentre Maggioni (che non è indagato) è stato convocato in Procura oggi dove ha spiegato, in circa un'ora di incontro, che all'epoca dei fatti si occupava di aspetto organizzativi e non economici.

A tirare in ballo Mognato e Zoggia era stato lo stesso Orsoni che, allo scoppio dello scandalo il 4 giugno scorso, era finito per un periodo ai domiciliari. L'ex sindaco sentito dal pool aveva detto come gli aspetti economici della sua campagna elettorale, dopo aver ammesso di essersi rivolto a Mazzacurati per ottenere un finanziamento ma negando di aver mai visto i soldi, erano stati seguiti dai due parlamentari ora finiti nel registro degli indagati. I due deputati del Pd i cui nomi circolavano fin dai primi giorni del blitz con 35 arresti tra carcere e domiciliari, avevano sempre smentito le affermazioni di Orsoni. Secondo quanto si è appreso nei prossimi giorni altri politici potrebbero essere sentiti dalla Procura veneziana. L'ex sindaco dovrebbe andare a processo dopo che un'ipotesi di patteggiamento con la Procura era stata respinta dal Gup perché ritenuta troppo 'leggera' specie sul fronte economico, la proposta di 16mila euro da versare al fondo per la giustizia. 

domenica 21 settembre 2014

VENEZIA: aereo acrobatico precipita al Lido, morto il pilota


Francesco Fornabaio
VENEZIA - Un aereo acrobatico è precipitato al Lido di Venezia mentre era in corso la manifestazione aerea "Fly Venice" e Francesco Fornabaio, il pilota alla guida, è morto. L'evento si stava tenendo all'aeroporto Nicelli. Il velivolo è caduto in un luogo deserto, tra la strada e la spiaggia di San Nicolò. I testimoni hanno raccontato che l'aereo è caduto verticalmente. La vittima, nata a Milano ma residente a Stigliano (Udine), era un campione italiano pluripremiato a livello mondiale. Si trovava a bordo di un "Breitling Xtreme 3000". La manifestazione del Lido è stata sospesa.

mercoledì 27 agosto 2014

VENEZIA, 5 arrestati per terrorismo. Reclutavano aspiranti ijhadisti per l’Iraq

VENEZIA - Cinque persone residenti in Veneto risultano indagate nell'ambito di un'inchiesta per terrorismo aperta dalla Procura distrettuale di Venezia e condotta dai Ros. Si tratterebbe - scrive il "Corriere del Veneto" - di elementi sospettati di essere vicini alle organizzazioni che si battono per la jihad. Gli inquirenti sospettano che almeno alcuni di questi cinque abbiano svolto attività di reclutamento di persone, immigrati ma non solo, interessate a raggiungere la Siria o l'Iraq, per prendere parte alla "guerra santa" condotta dalle formazioni estremiste. 

Dopo l'allerta terrorismo lanciata nei giorni scorsi dal Ministero dell'Interno, si è intensificata in Veneto l'attività di intelligence sui centri islamici e sui soggetti considerati pericolosamente vicini al fondamentalismo.

sabato 2 agosto 2014

Giancarlo GALAN resta in carcere


VENEZIA - L'ex governatore della Regione Veneto, Giancarlo Galan, resta in carcere per le accuse di corruzione nell'inchiesta sul Mose. Il Tribunale del Riesame di Venezia lo ha deciso dopo quattro ore di camera di consiglio. I giudici hanno infatti respinto le richieste della difesa, che chiedeva la scarcerazione o, in alternativa, i domiciliari.

I giudici hanno respinto tuttavia le contestazioni fatte dal gip Alberto Scaramuzza per fatti antecedenti il 22 luglio 2008. Tra questi, i finanziamenti per le per le campagna elettorali, altre dazioni, e i lavori per il restauro della villa dell'ex governatore. Hanno invece accolto la parte dell'ordinanza riguardante i presunti illeciti attribuiti a Galan dopo il 22 luglio 2008.

sabato 28 giugno 2014

Venezia, il gup respinge il patteggiamento dell'ex sindaco Orsoni: "pena incongrua"

L'ex sindaco di Venezia Orsoni
VENEZIA - Il gup di Venezia Massimo Vicinanza ha respinto il patteggiamento tra la Procura e l'ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, implicato nell'inchiesta Mose. Concordato in quattro mesi di reclusione e 15mila euro di multa, il patteggiamento è invece stato respinto perché secondo il gup "la pena è incongrua rispetto alla gravità dei fatti".

venerdì 13 giugno 2014

Venezia, il sindaco Orsoni si è dimesso. Glielo aveva chiesto anche il Pd

Orsoni annuncia le sue dimissioni da sindaco in una conferenza stampa
VENEZIA - Giorgio Orsoni si è dimesso da sindaco di Venezia. Ha comunicato la sua decisione in una conferenza stampa. Orsoni era tornato in libertà ieri mattina dopo una settimana ai domiciliari per finanziamento illecito nell'inchiesta sul Mose e il patteggiamento con il pm di una pena di 4 mesi. Il sindaco  prima di dare le dimissioni ha disposto la revoca delle deleghe a tutta la giunta comunale di Venezia. "Non è un atto contro i singoli amministratori, ma vuole significare che è venuto meno il rapporto con la politica".
Nei suoi confronti  "ci sono state reazioni opportunistiche ed ipocrite, anche da parte di elementi della giunta". Lo scrive lo stesso Orsoni, nel'atto con cui ha rassegnato le dimissioni. Le vicende dell'inchiesta Mose, aggiunge, "hanno fatto emergere la mia estraneità al mondo della politica a cui mi ero prestato con spirito di servizio. Dopo un chiarimento e dopo la disponibilità a rinnovare la mia carica, mi sono messo a disposizione nuovamente". Ma conclude: "Non sussistono le condizioni minime" per il mantenimento dell'incarico. 
Resterà ancora in carica per venti giorni, per il solo disbrigo delle questioni urgenti e obbligatorie. Avendo deciso anche di togliere tutti gli incarichi alla giunta comunale,  renderà conto direttamente al Consiglio comunale, anch'esso in carica per venti giorni. Trascorso il termine, subentrerà un commissario prefettizio.

 "Siamo umanamente dispiaciuti per la condizione in cui si trova Orsoni" ma "abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato. Invitiamo Orsoni a riflettere sull'opportunità di offrire le dimissioni". Lo avevno poco prima affermato Debora Serracchiani, vice segretario Pd e Roger De Menech, segretario regionale Pd.

giovedì 12 giugno 2014

Venezia, revocati gli arresti domiciliari al sindaco Orsoni. "Non mi dimetto"

VENEZIA - Il sindaco Orsoni rientra in municipio
VENEZIA - Sono stati revocati dal gip gli arresti domiciliari al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, che torna quindi in libertà, pur restando indagato nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. 
Orsoni ha concordato, attraverso i suoi legali, con i Pm dell'inchiesta Mose un patteggiamento a quattro mesi. Sulla congruità del patteggiamento dovrà esprimersi il Gup. Orsoni è indagato per finanziamento illecito. 
Orsoni è tornato sindaco a tutti gli effetti dopo la remissione in libertà e lui precisa: "Non mi dimetto". La carica era stata sospesa, dopo il provvedimento di arresti domiciliari nell'inchiesta Mose. Il sindaco è giunto a Ca' Farsetti alle 13 'scortato' da alcuni vigili urbani e dai due legali di fiducia, Daniele Grasso e Maria grazia Romeo. Un breve applauso da parte di alcuni dipendenti ha salutato il suo ingresso. Poi è salito al primo piano dove ha l'ufficio.
"Ho incontrato l'ing. Mazzacurati più volte, e fu lui a propormi di sostenere la mia campagna elettorale attraverso canali che ho sempre ritenuto leciti" ha detto Orsoni. "Ho consegnato anche a lui, come ad altri - ha aggiunto - il numero del conto corrente per la campagna, convinto fosse tutto lecito". Ha aggiunto di non aver mai immaginato "che venissero utilizzati sistemi illeciti" per la sua campagna elettorale nel 2010. "Non avevo un comitato elettorale - ha spiegato - sono stato sostenuto solo dai miei partiti: il maggior sostegno è venuto dal Pd e poi dagli altri con cui ho interloquito. Non ho mai ricevuto denaro che è stato gestito da altri. Io ho fatto il mio lavoro e mi sono posto contro chi voleva fare un utilizzo dissennato della città, mi sono opposto alle concessioni che solo uno Stato bene organizzato e forte può fare. Un modello che il nostro Stato forse non è in grado di gestire. Per questo mi sono fatto molti nemici".
"Non mi sono proposto io come sindaco ma mi è stato chiesto dalle segreterie dei partiti e dal mio predecessore. Mi era stato chiesto in altre occasione e avevo rifiutato questa volta ho ceduto ed evidentemente ho sbagliato nel farlo" ha detto Orsoni in una breve conferenza stampa. "Mi addolora di più in questa vicenda - ha aggiunto - l'aver visto quanti hanno preso le distanze da me". Orsoni ha ribadito che la sua campagna elettorale è stata sostenuta dai partiti che l'appoggiavano e da questi aver avuto indicazione che il suo avversario, Renato Brunetta, "aveva grandi disponibilità e che bisognava fare una campagna altrettanto imponente". "Mi era stato suggerito - ha concluso - di cercare di avere maggiori finanziamenti, per i quali ho dato incarico al mio mandatario al quale non ho chiesto conto sui fondi raccolti".

venerdì 6 giugno 2014

Scandalo Mose: 45 minuti di interrogatorio per il sindaco Orsoni. "Sono estraneo a tutto"

Giorgio Orsoni
VENEZIA - E' durato 45 minuti, davanti al gip Alberto Scaramuzza, l'interrogatorio di garanzia del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, agli arresti domiciliari per finanziamento illecito ai partiti. Secondo l'ordinanza del gip, Orsoni è entrato nella vicenda dei cosiddetti fondi neri per il Mose per una dazione di 260mila euro ricevuti nel 2010 per la campagna elettorale dal consorzio Venezia Nuova. Secondo la Procura si tratta di denaro che il consorzio Venezia Nuova, all'epoca presieduto da Giovanni Mazzacurati, aveva accantonato per tangenti alla politica in modo da favorire le imprese che operavano nella salvaguardia di VeneziaOrsoni ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee. "Sono state una serie di dichiarazioni molto lucide - ha detto l'avvocato di fiducia, Daniele Grasso - con le quali si è dichiarato estraneo ai fatti".
E se anche la tangentopoli veneziana è venuta a galla solo ora, c'è chi assicura che già nel 2009 era chiaro che girassero mazzette. "Avevamo la sensazione che il Mose investisse interessi e soggetti a livelli molto alti" racconta in un'intervista alla Stampa Antonio Mezzera, giudice della Corte dei Conti,  che spiega come la relazione che evidenziava le criticità dell'opera veneziana, da lui istruita e redatta nel 2009, fu modificata e pubblicata in ritardo. La relazione, sottolinea il magistrato, evidenziava "mancanza di concorrenza, commistione tra magistrato delle Acque e Consorzio, controllori (i collaudatori delle opere) scelti e pagati dal controllato (il Consorzio)".
Da parte della politica, invece, arrivano condanne sul caso Mose. L' ex primo cittadino di Venezia, Paolo Costa, sentito sempre dalla Stampa, si limita a commentare che "queste cose sono oltre ogni mia immaginazione. Non ce la faccio a dire altro". Ma spiega che "ci vuole semplificazione normativa e bisogna essere veloci. Se per assegnare un appalto si impiegano dieci anni e cento delibere, la tentazione dell'imprenditore di corrompere per oliare le pratiche e quella del politico di farsi convincere e alla fine comperare diventa molto più forte".
Il governatore Luca Zaia, invece, si toglie qualche sassolino dalle scarpe, e si sfoga con Repubblica: "Se le accuse reggeranno, il quadro che ne esce è inquietante. Ancora di più pensando ai proclami e alle lezioni pubbliche che Galan dispensava a tutti noi. Dall'alto della sua prosopopea è da quattro anni che sui giornali e le televisioni pontifica su come si deve amministrare un territorio. Che noi della Lega siamo quattro cialtroni...".
Ancora a Repubblica parla il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, che pur "considerando gli scandali Expo e Mose due casi di eccezionale gravità", sottolinea come "non possiamo buttare via 4 miliardi già spesi", e bisogna tenere a mente lo "scopo del Mose: salvare Venezia. Non è più tempo di scaricare la responsabilità sugli altri per mettersi a posto la coscienza, qui il problema è assumersi le responsabilità".

martedì 13 maggio 2014

Gang della droga sgominata in Veneto, decine di arresti

VENEZIA - Un'organizzazione criminale, che gestiva un traffico di droga nell'area del nordest, è stata sgominata dai carabinieri di Venezia che hanno eseguito alcune decine di arresti e una quarantina di perquisizioni. Il sodalizio, con a capo un albanese e un magrebino, e di cui facevano parte anche italiani, operava soprattutto nelle aree a cavallo tra le province di Venezia, Treviso e Udine.

lunedì 3 febbraio 2014

Coppia arrestata per l’omicidio della giovane iraniana trovata a Venezia. Un gioco erotico finito male


Mahtab Ahad Savoji, uccisa
VENEZIA - Un uomo di 29 anni e una donna di 30 anni sono stati fermati per l'omicidio di Mahtab Ahad Savoji, iraniana di 30 anni trovata senza vita in un canale di Venezia il 28 gennaio. Dopo aver strangolato e denudato la loro coinquilina a Milano, avrebbero nascosto il corpo in un trolley e, raggiunta la città lagunare in treno, l'avrebbero gettato nei pressi del Lido. I tre condividevano lo stesso appartamento nel capoluogo lombardo. 
Gli inquirenti sospettano che la morte di Mahtab, studentessa all'Accademia delle Belle Arti di Brera e da due anni residente a Milano, sia sopraggiunta durante un gioco erotico finito male. 
I due fermati, di nazionalità iraniana come la vittima, sono accusati di omicidio volontario in concorso e soppressione di cadavere. Come riporta Il Gazzettino, dopo aver gettato il cadavere nel canale, sarebbero tornati a Milano in taxi pagando la corsa 500 euro.

venerdì 31 gennaio 2014

Maltempo: mezza Italia alle prese con allagamenti, frane, nevicate eccezionali


Oltre che a Roma, anche in molte altre Regioni si registrano problemi causati dalla  pioggia battente o dalla neve. Ecco un panorama alle 12.30.

Livorno-Pisa  La Polizia Municipale di Livorno, d'intesa con la Questura, si è messa a disposizione della Polizia Municipale di Pisa per avvisare i livornesi diretti alla città della Torre Pendente che non potranno andare al di là dell'Arno se non usando l'autostrada. A Pisa infatti il maltempo ha colpito duramente; tutti i ponti sul fiume sono chiusi per il rischio che l'Arno straripi. Per quanto riguarda Livorno, la Protezione Civile ha monitorato anche con il volontariato per tutta la notte le zone più critiche, anche in collaborazione con il Consorzio delle Colline Livornesi e in stretto contatto con la Polizia Municipale. Vi sono stati modest iallagamenti, già rientrati, nella zona nord (Puzzolente e Vallelunga).

Arezzo Arno in piena ma situazione sotto controllo per quanto riguarda le dighe di Levane e La Penna, in provincia di Arezzo. La portata del fiume si aggira intorno agli 800 metri cubi al secondo, ma sotto il livello di guardia. La situazione è monitorata costantemente da Enel. Situazione sotto controllo anche per la diga di Borgo a Mozzano (Lucca), sul fiume Serchio. Finora non è stata superata la portata di 600 mc al secondo, con il livello di guardia che scatta a 900 mc.

Napoli Questa mattina collegamenti marittimi completamente bloccati tra Napoli e le località del Golfo a causa di un forte vento di scirocco forza 8 e un mare molto mosso forza sei. L'isola di Procida è isolata come lo è anche Ischia, oggi senza approvvigionamenti quotidiani (latte, frutta, giornali ecc.). Solo una nave è partita poco fa da Pozzuoli e sta per raggiungere l'isola d'Ischia. La Guardia Costiera ha emanato un avviso di burrasca proveniente da Sud-Est.
Calabria Vento forte di scirocco con temperature in netto rialzo e mare molto mosso nelle ultime ore in Calabria. A Reggio i vigili del fuoco, per il vento, hanno già compiuto oltre una ventina di interventi per alberi sradicati, cornicioni pericolanti e cartelloni stradali divelti. 

Cortina Scuole chiuse stamane a Cortina, ma anche in altri comuni del bellunese, a causa delle forti nevicate che stanno interessando l'area dolomitica da ieri mattina, mentre nella notte si sono registrati alcuni blackout, pare temporanei, in alcune zone del comelico. I tecnici sono al lavoro per riportare la situazione alla normalità. L'interruzione non ha interessato Cortina. L'assessore comunale di Cortina, Giovanna Martinolli, ha comunicato che la chiusura delle scuole riguarderà anche la giornata di domani visto che le forti nevicate hanno causato l'interruzione del trasporto pubblico.

Venezia Ha raggiunto una punta di 125 centimetri sul medio mare la massima di marea a Venezia, con il fenomeno dell'acqua alta che ha interessato oltre il 30% del suolo cittadino. Disagi alla circolazione pedonale e nei negozi. È il quarto giorno consecutivo che la marea supera i 110 cm. Per stasera, poco prima di mezzanotte, è prevista una massima di 140 cm, che se confermata vedrà oltre il 50% della città interessato dall'acqua alta. La marea dovrebbe restare sostenuta fino a domani.
Padova, Vicenza e Treviso Neve abbondante in montagna e fiumi pieni d'acqua a causa della pioggia, soprattutto in alcuni comuni vicentini e padovani dove è scattato il preallarme. Per l'emergenza maltempo nel trevigiano i vigili del fuoco sono impegnati nella zona est della provincia, specie a Portobuffolè, nella zona golenale del fiume Livenza per il soccorso ad un pastore rimasto bloccato con il suo gregge di pecore a causa dell'innalzamento del livello del fiume. A Gorgo al Monticano invece è registrato l'allagamento di alcune abitazioni dovuto alla tracimazione di un fossato di scolo. A Vittorio Veneto l'intervento è per alcune frane che hanno interessato la zona. Supporto dei vigili del fuoco trevigiani ai colleghi bellunesi a Borca di Cadore per emergenza neve. A Vicenza rischio allagamenti a sud della città. Le nuove previsioni giunte dalla protezione civile della Regione Veneto anticipano alla mattinata l'onda di piena che supererà i cinque metri. Per questo motivo il Comune di Vicenza ha deciso di diramare il preallarme alla cittadinanza attraverso un sms. Le zone più a rischio allagamenti in questa situazione restano quelle a sud della città, i cui cittadini sono stati informati già ieri. 

Trentino Alto-Adige In Trentino Alto Adige l'intensa nevicata delle ultime ore sta provocando problemi alla circolazione stradale e ferroviaria. In provincia di Trento la caduta di un cavo dell'alta tensione ha interrotto la ferrovia e la statale del Brennero tra Zambana e Trento. La circolazione è stata riattivata poco prima delle 10. Risulta interrotta anche la ferrovia della Trento-Malè a causa di problemi agli scambi. Bloccata anche la ferrovia della Valsugana a Villazzano, sopra Trento, per la caduta di alcuni alberi sui binari. I treni vengono bloccati a Pergine. Chiuso il passo del Tonale. Numerosi gli interventi per rimuovere rami caduti o pericolanti.
In Alto Adige sono stati chiusi i passi Giovo, Gardena, Sella, Pordoi, Campolongo, Valparola, Falzarego, Rolle, San Pellegrino e Fedaia. La statale di Alemagna è chiusa fra Dobbiaco e Cortina per una valanga. In alcune località ci sono strade chiuse per alberi schiantati. È interrotta anche la circolazione ferroviaria in Val Pusteria. Sospeso il servizio della funicolare della Mendola. 
Friuli Una slavina di grandi dimensioni è caduta lungo la strada di accesso alla frazione di Casso, in comune di Erto, località tristemenete famosa per la frana del Vajont di 51 anni fa. Da quanto si è appreso, la massa di neve ha invaso la carreggiata durante la notte. La frazione è  totalmente isolata. Sul posto stanno operando i tecnici del Comune e della Protezione civile ma, secondo quanto ha riferito il sindaco Luciano Pezzin, ben difficilmente si potrà aprire un varco prima di 24-48 ore. In paese risiedono una quindicina di persone, che sono tutte state contattate telefonicamente e stanno bene. 

Lazio Il maltempo sta flagellando le province di Rieti, Viterbo e Frosinone. La zona maggiormente colpita delle tre zone è certamente la Sabina nel reatino. In poche ore sono già alcune decine gli interventi compiuti dai vigili del fuoco che da questa mattina alle otto lavorano con turni raddoppiati. Il problema è costituito dagli allagamenti, dalle frane e dalle auto rimaste in panne in mezzo ai canali esondati sulle strade o nei sottopassi. Le zone maggiormente colpite sono Poggiomirteto, Forano, Selci, Tarano. Stesso problema a Viterbo ma in misura contenuta e per questo due squadre di vigili del fuoco, una di sommozzatori ed una attrezzata con mezzi anfibi, sono andati in supporto dei loro colleghi nella zona di Roma Nord. Nel frusinate il violento acquazzone di questa mattina sembra essersi concentrato tra i comuni di Ferentino e Veroli. Decine gli scantinati allagati e altrettante le richieste di interv

sabato 14 dicembre 2013

Corteo studenti e centri sociali, tensione a Torino e a Venezia

TORINO - Momenti di tensione in piazza Castello a Torino dove si è conclusa una manifestazione di studenti: quattro persone sono rimaste contuse, due tra le forze dell'ordine e due tra i manifestanti, e quattro persone fermate e portate in Questura per essere identificate: questo il bilancio delle due distinte manifestazioni svoltesi contro la legge di Stabilità e a sostegno del diritto allo studio.
Al termine del corteo degli studenti in piazza Castello alcuni giovani hanno lanciato uova di vernice colorata contro il Palazzo della Regione, imbrattandolo. Le forze dell'ordine a presidio del palazzo sono intervenute per allontanare i manifestanti.

Scontri anche a Venezia, 2 fermati - Due giovani dell'area antagonista sono stati fermati dalla Questura dopo gli scontri con polizia e carabinieri in Piazzale Roma a Venezia. Nei tafferugli avrebbero riportato leggere ferite e contusioni una decina di uomini delle forze dell'ordine. Il ponte di Calatrava è stato chiuso al transito. Nella fase più cruenta degli scontri, i giovani dei centri sociali hanno lanciato verso le forze dell'ordine alcune transenne e bidoni dei rifiuti. La polizia ha risposto con un paio di cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Dal gruppo antagonista è partita quindi una sassaiola.

mercoledì 27 novembre 2013

Un clochard ucciso dal freddo nel Veneziano

VENEZIA - Un uomo senza fissa dimora è stato trovato morto sotto un cavalcavia a Musile di Piave, nel Veneziano. La vittima è un tedesco di 58 anni. Non si esclude che a stroncarlo possa essere stato il freddo che nella notte ha colpito il Veneto, oltre a una ferita infetta che aveva sul collo. A dare l'allarme alcuni passanti, che hanno avvisato il 118. Al loro arrivo i medici non hanno potuto che constatare il decesso dell'uomo.

L'uomo aveva una lesione aperta sul collo che poteva essersi provocato sulla lamiera di un cassonetto mentre rimestava. Il clochard, presente a Musile da alcuni decenni e noto in paese, aveva rifiutato l'intervento di un'ambulanza chiamata per soccorrerlo. Il freddo della scorsa notte avrebbe poi completato il dramma. Era da mesi che il senzatetto dormiva sotto il cavalcavia in località Caposile avvolto in una telo di plastica appoggiato su un materasso di fortuna. Il 58enne conduceva una vita riservata, non aveva precedenti a teneva sempre un comportamento tranquillo. Parlava poco, capiva bene l'italiano ma non si esprimeva altrettanto correttamente.

martedì 22 ottobre 2013

Venezia: dà fuoco alla moglie cospargendola di mastice. Lei grave, lui ricercato

VENEZIA - E' ancora in gravi condizioni, al centro grandi ustioni dell'ospedale di Padova, una donna straniera di 35 anni alla quale il marito domenica sera, al culmine di un litigio nel loro laboratorio calzaturiero, ha spruzzato del mastice sul volto, appiccando poi il fuoco. Il fatto è avvenuto a Vigonovo, in provincia di Venezia. L'uomo, 47 anni, è fuggito ed è ricercato dai carabinieri per tentato omicidio.
La donna è stata soccorsa da alcuni parenti che hanno udito le sue urla disperate. Proprio la natura del mastice industriale, una sostanza usata per incollare le scarpe, ha reso difficile domare le fiamme sul corpo della donna, che e' giunta all'ospedale di Padova in condizioni molto serie, con ustioni estese oltre che al volto anche al busto. Ora è in prognosi riservata.
Il dramma si è consumato domenica pomeriggio in un’abitazione di Vigonovo dove vive una famiglia di stranieri. Se la donna ha ancora qualche chance di farcela è solo per l’immediato soccorso che le hanno prestato alcuni parenti accorsi non appena udite le sue grida di dolore e di terrore.

Prima hanno tamponato le bruciature come potevano e poi l’hanno trasportata il più velocemente possibile al pronto soccorso dell’ospedale di Dolo dove i medici hanno constatato immediatamente la criticità del quadro clinico, predisponendo il trasferimento nella struttura specializzata della Città del Santo. E sono stati gli stessi sanitari, una volta prestata tutta l’assistenza necessaria alla paziente, ad avvisare le forze dell’ordine di quanto accaduto, facendo scattare quindi la caccia all’uomo.

mercoledì 2 ottobre 2013

Crolla il tetto di una chiesa in una casa di riposo a Venezia. Nessun ferito

VENEZIA- Il tetto di una chiesa annessa ad una casa di riposo del Lido di Venezia è crollato al suolo nel primo pomeriggio di oggi. Sul posto stanno affluendo squadre dei vigili del fuoco e soccorritori anche con unità cinofile, perché al momento non è possibile escludere che nell'edificio potesse trovarsi qualcuno, anche se nel pomeriggio l'ipotesi pare fortunatamente scartata. L'istituto di riposo è il 'Carlo Steeb', in via Alberoni 60. Stamane nella chiesa era stata celebrata la messa, quindi se il fatto fosse avvenuto qualche ora prima le conseguenze potevano essere drammatiche. Secondo quanto riferito da personale della casa di riposo, il tetto della chiesa - un edificio di recente costruzione, staccato dal corpo dell'istituto - è collassato poco le dopo le 14. Prima è venuto giù il tetto della sala caldaie, quindi la copertura principale, per quello che - secondo le prime ipotesi - potrebbe essere stato un cedimento strutturale.

sabato 27 luglio 2013

Venezia: enorme nave da crociera passa a una ventina di metri da piazza San Marco

La Carnival Sunshine a Venezia
VENE ZIA - Una nave da crociera a una manciata di metri da Riva Sette Martiri, a pochi passi da Piazza San Marco, a Venezia: lo denuncia l'assessore comunale all'Ambiente, Gianfranco Bettin. "Attorno alle 11 - dice Bettin - la Carnival Sunshine (oltre 102mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri e larga 35 e alta 62), secondo le testimonianze che ci sono giunte, è passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri".
"L'impressione è che si sia trattato di un errore di manovra, che tra l'altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto pubblico e altre imbarcazioni", aggiunge. Bettin chiede di sapere "da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un 'inchino', assomiglia a uno 'struscio', molesto quanto rischioso". "L'ennesima prova - conclude - che il decreto Clini-Passera va applicato al più presto".

 Il passaggio assai ravvicinato della "Carnival Sunshine" davanti al molo di San Marco a Venezia non ha comportato "problemi di alcun genere per quanto riguarda la sicurezza della navigazione". Lo afferma una nota della capitaneria di porto. Dopo la segnalazione dell'episodio, fatta dall'assessore comunale Gianfranco Bettin, la capitaneria ha avviato una serie di verifiche sulle procedure seguite dal "gigante" del mare.

venerdì 26 luglio 2013

Campagna Lupia (Venezia): litiga col figlio e lo uccide a coltellate

Alessandro Minto (Facebook)
VENEZIA - Un padre di 65 anni ha ucciso il figlio 21enne con alcune coltellate. E' successo in mattinata pare a causa di una furiosa lite, scatenata da futili motivi, in un'abitazione di Campagna Lupia (Venezia). Verso le 11,30 di questa mattina, il genitore, Guerrino Minto, si è scagliato sul figlio con numerose coltellate. Non si conoscono per ora i motivi del folle gesto. La vittima si chiama Alessandro Minto, faceva l'operaio e non aveva fratelli.
Pare che il ragazzo e il padre litigassero spesso, ma niente faceva presagire una simile tragedia.

giovedì 25 luglio 2013

Le città metropolitane nasceranno l’1 gennaio 2014


ROMA - Le città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria vengono costituite dal 1 gennaio 2014. La città metropolitana di Roma, in ragione dello status di capitale, è regolata da una disciplina speciale. Tutte le città metropolitane subentreranno alle Province dal 1 luglio 2014. E' quanto prevede una bozza del ddl per il superamento delle Province che domani il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio porterà in Cdm.

venerdì 12 luglio 2013

Venezia, indagine sul Mose: raffica di arresti, anche l’ex presidente del consorzio

VENEZIA -  La guardia di finanza di Venezia ha eseguito una serie di arresti nell'ambito di un'inchiesta che vede al centro il Consorzio Venezia Nuova, la società che si occupa del Mose, il sistema di opere per la salvaguardia di Venezia dalle acque alte. La principale accusa nei confronti degli indagati è turbativa d'asta. Blitz in diverse regioni, tra cui Veneto e Lombardia. Tra gli arrestati, oltre a Giovanni Mazzacurati, già Presidente e Direttore Generale del Consorzio Venezia Nuova, dimessosi lo scorso 28 giugno, anche Pio Savioli, consigliere del Consorzio. 

Sono circa 100 le persone indagate nell'indagine del Nucleo di polizia Giudiziaria di Venezia che ha coinvolto il vertice del Consorzio Venezia Nuova e altre società consorziate, impegnate nei lavori di costruzione del Mose. Sono sette gli arresti domiciliari e altri sette gli obblighi di dimora notificati nelle 140 perquisizioni in corso da parte dei finanzieri. 

martedì 25 giugno 2013

Katharina Miroslawa libera: “Mi sento frastornata”


VENEZIA - E' rimasta a Venezia, nonostante dalla mezzanotte sua diventata una donna libera, Katharina Miroslawa,  51 anni, l'ex ballerina polacca condannata nel '93 a 21 anni e 6 mesi quale mandante dell'omicidio l'industriale Carlo Mazza.
''Sono ancora qui - racconta - perché devo fare un sacco di cose prima di partire per l'Austria''. Una partenza, dice, ''prevista a giorni, al piu' presto''. ''Devo sistemare tutto - spiega - a cominciare dai miei libri. Mi sento frastornata''.
''Io non scappo via - continua l'ex ballerina - .Ci rivedremo, non è un addio''. Nel suo primo giorno da donna libera non nasconde l'amarezza. ''Ho vissuto tutta la vicenda dell'omicidio da protagonista - sottolinea - pur non essendo né l'artefice né null'altro''. Il suo primo obiettivo, racconta ancora, è finire presto il suo libro.
''Si chiamera' 'Peccati' - annuncia - e spiegherà la mia storia. Finalmente dirò quello che sentivo, i miei pensieri più intimi, quello che succedeva dentro di me''.
Katharina Miroslawa stamane ha sentito anche il suo legale, Paolo Righi, che racconta i prossimi passi giudiziari. ''La signora mi ha dato l'incarico di portare avanti la revisione del processo - annuncia Righi -  Sto studiando come rifare le indagini difensive che erano state fatte in precedenza''. L'obiettivo e' quello di raccogliere le testimonianze ''a riscontro della tesi del marito, che scagionava Miroslawa''.