ROMA - "E' infondato che il dispositivo di sicurezza abbia avuto lacune con l'impegno di 1486 uomini. La polizia ha dovuto sedare la reazione dei supporter partenopei, convinti che responsabili del ferimento di Ciro Esposito fossero stato le forze dell'ordine". Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, lo ha detto alla Camera, sottolineando che "a fatica è stata riportata la calma".
Il ministro Alfano è intervenuto su De Santis, il presunto sparatore, dicendo che risulta da qualche tempo lontano dalla tifoseria attiva e non è inibito da provvedimenti restrittivi" ma nei suoi confronti "sono comunque emersi evidenti elementi di responsabilità per il ferimento dei tre supporter napoletani". E ha aggiunto che sono in corso "ulteriori rilievi per l'uso dell'arma da fuoco a seguito del risultato non dirimente della prova stub".
E ancora, sulle ipotesi di trattative, ha ribadito: "La sequenza dei fatti all'Olimpico, con l'atteggiamento tracotante di De Tommaso (Genny 'a carogna), con la vergognosa scritta sulla maglietta, ha fatto nascere il dubbio che la partita si sia svolta dopo l'assenso di De Tommaso. In realtà nessuna trattativa c'è stata, la partita si sarebbe svolta comunque anche per scongiurare rischi da deflusso".
"Voglio esprimere un grato ricordo all'ispettore Raciti e una sincera gratitudine alla sua famiglia", ha aggiunto il ministro dell'Interno, dopo aver ripercorso le vicende di sabato allo stadio a Roma quando un capo ultrà si è mostrato indossando una maglietta che inneggiava alla libertà per il condannato per la morte di Filippo Raciti, "Speziale libero". Il ministro ha raccolto l'applauso dell'Aula.
Il gip di Roma al termine degli interrogatori di garanzia, ha convalidato gli arresti per l'ultrà della Roma, Daniele De Santis, e Alfonso Esposito, uno dei tifosi del Napoli coinvolti negli scontri avvenuti nel prepartita della finale di Coppa Italia. De Santis è accusato di tentato omicidio mentre Esposito di rissa.
Per il questore di Roma, Massimo Maria Mazza, a sparare negli scontri di sabato prima della partita è stata una sola pistola. "E' stata ritrovata una sola pistola e a quanto ci risulta è l'unica arma con cui sono stati esplosi i colpi. Tutto è contenuto nell'informativa che abbiamo reso alla Procura", ha spiegato il questore.
Genny ricorrerà contro il Daspo
Niente stadio per 5 anni? Lo vedremo. Quel che per il momento si sa con certezza è che la sentenza che lo ha colpito non va giù a Genny 'a Carogna che, infatti, ha messo in mano la questione a un legale. Ed è proprio Lorenzo Contucci, avvocato dell'ultras napoletano, ad annunciare il ricorso a Radio Sportiva: "Per l'articolo 21 della Costituzione tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero: il Daspo è illegittimo". Il legale spiega poi nei dettagli la linea difensiva: "Lui (Genny 'a Carogna, ndr) non innneggia all'assasino di Raciti ma sostiene che l'assassino è un altro soggetto. Gli stessi Ris di Parma sostengono che Raciti è morto per altre cause e un conto è essere condannato per omicidio un conto per resistenza a pubblico ufficiale o altri reati. Seguendo la stessa logica devono condannare Berlusconi ogni volta che dice di essere innocente. Non c´è scritto su quella maglia viva l´assassino di Raciti, qui si reintra nell'ambito della manifestazione del pensiero".Per l'avvocato Contucci non è costituzionale impedire che qualcuno indossi magliette come quella pro-Speziale vestita da Genny 'a Carogna: "Ieri la Polizia ha messo fuori dal San Paolo tre tifosi che avevano la stessa maglietta? La Polizia mantiene una linea illeggittima e già sconfessata da diversi Tar del territorio nazionale, manifestare un pensiero per quanto criticabile non è reato e se Polizia vuole porsi in contrasto con Costituzione mi spiace".
Ciro Esposito resta in gravi condizioni
Sono stazionare ma ancora critiche le condizioni di Ciro Esposito. "Il quadro clinico è stazionario - spiega il bollettino medico diramato dal Policlinico Gemelli - senza alcun peggioramento. Le condizioni comunque permangono critiche e necessitano la prosecuzione dell'assistenza farmacologica e strumentale alle funzioni vitali".
Il ministro Alfano è intervenuto su De Santis, il presunto sparatore, dicendo che risulta da qualche tempo lontano dalla tifoseria attiva e non è inibito da provvedimenti restrittivi" ma nei suoi confronti "sono comunque emersi evidenti elementi di responsabilità per il ferimento dei tre supporter napoletani". E ha aggiunto che sono in corso "ulteriori rilievi per l'uso dell'arma da fuoco a seguito del risultato non dirimente della prova stub".
E ancora, sulle ipotesi di trattative, ha ribadito: "La sequenza dei fatti all'Olimpico, con l'atteggiamento tracotante di De Tommaso (Genny 'a carogna), con la vergognosa scritta sulla maglietta, ha fatto nascere il dubbio che la partita si sia svolta dopo l'assenso di De Tommaso. In realtà nessuna trattativa c'è stata, la partita si sarebbe svolta comunque anche per scongiurare rischi da deflusso".
"Voglio esprimere un grato ricordo all'ispettore Raciti e una sincera gratitudine alla sua famiglia", ha aggiunto il ministro dell'Interno, dopo aver ripercorso le vicende di sabato allo stadio a Roma quando un capo ultrà si è mostrato indossando una maglietta che inneggiava alla libertà per il condannato per la morte di Filippo Raciti, "Speziale libero". Il ministro ha raccolto l'applauso dell'Aula.
Il gip di Roma al termine degli interrogatori di garanzia, ha convalidato gli arresti per l'ultrà della Roma, Daniele De Santis, e Alfonso Esposito, uno dei tifosi del Napoli coinvolti negli scontri avvenuti nel prepartita della finale di Coppa Italia. De Santis è accusato di tentato omicidio mentre Esposito di rissa.
Per il questore di Roma, Massimo Maria Mazza, a sparare negli scontri di sabato prima della partita è stata una sola pistola. "E' stata ritrovata una sola pistola e a quanto ci risulta è l'unica arma con cui sono stati esplosi i colpi. Tutto è contenuto nell'informativa che abbiamo reso alla Procura", ha spiegato il questore.
Genny ricorrerà contro il Daspo
Niente stadio per 5 anni? Lo vedremo. Quel che per il momento si sa con certezza è che la sentenza che lo ha colpito non va giù a Genny 'a Carogna che, infatti, ha messo in mano la questione a un legale. Ed è proprio Lorenzo Contucci, avvocato dell'ultras napoletano, ad annunciare il ricorso a Radio Sportiva: "Per l'articolo 21 della Costituzione tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero: il Daspo è illegittimo". Il legale spiega poi nei dettagli la linea difensiva: "Lui (Genny 'a Carogna, ndr) non innneggia all'assasino di Raciti ma sostiene che l'assassino è un altro soggetto. Gli stessi Ris di Parma sostengono che Raciti è morto per altre cause e un conto è essere condannato per omicidio un conto per resistenza a pubblico ufficiale o altri reati. Seguendo la stessa logica devono condannare Berlusconi ogni volta che dice di essere innocente. Non c´è scritto su quella maglia viva l´assassino di Raciti, qui si reintra nell'ambito della manifestazione del pensiero".Per l'avvocato Contucci non è costituzionale impedire che qualcuno indossi magliette come quella pro-Speziale vestita da Genny 'a Carogna: "Ieri la Polizia ha messo fuori dal San Paolo tre tifosi che avevano la stessa maglietta? La Polizia mantiene una linea illeggittima e già sconfessata da diversi Tar del territorio nazionale, manifestare un pensiero per quanto criticabile non è reato e se Polizia vuole porsi in contrasto con Costituzione mi spiace".
Ciro Esposito resta in gravi condizioni
Sono stazionare ma ancora critiche le condizioni di Ciro Esposito. "Il quadro clinico è stazionario - spiega il bollettino medico diramato dal Policlinico Gemelli - senza alcun peggioramento. Le condizioni comunque permangono critiche e necessitano la prosecuzione dell'assistenza farmacologica e strumentale alle funzioni vitali".
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