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martedì 7 ottobre 2014

ALFANO: ordinerò ai prefetti di annullare le trascrizioni dei matrimoni gay

ROMA - "Ordinerò ai prefetti di annullare le trascrizioni su matrimoni gay", lo dice il ministro dell'Interno Angelino Alfano che interviene così sul dibattito per i diritti civili. Nei giorni scorsi alcuni sindaci avevano trascritto alcune unioni omosessuali che erano state celebrate all'estero. Il primo caso è quello di una coppia formata da due donne che aveva fatto domanda al comune di Udine per registrare le nozze celebrate in Sudafrica.
Alfano annuncia quindi l'invio di una circolare ai prefetti perché rivolgano "un invito formale al ritiro e alla cancellazione" di quelle nozze, avvertendo che "in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d'ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati".

"Decisioni contrarie alla legge" - "Il punto è uno - dice il ministro, intervenendo a Rtl 105.5 -: a ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso, non sono conformi alle leggi italiane. In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge".

"Anzi - ha aggiunto - ne approfitto per annunciare che io proprio questa mattina firmerò una circolare che invierò ai prefetti della Repubblica italiana e con la quale dirò esattamente quello che ho detto a voi".

mercoledì 1 ottobre 2014

ALFANO: De Magistris verrà sospeso. La sentenza è arrivata al prefetto

ROMA - ''Il prefetto di Napoli ha ricevuto comunicazione della sentenza proprio nella mattinata di oggi e dunque procederà oggi stesso agli adempimenti di legge di sua competenza relativamente alla sospensione del sindaco De Magistris''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nel corso del question time rispondendo all'interrogazione del deputato di Forza Italia Paolo Russo sul caso Napoli.
Il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, non verrà sospeso. "Per quanto riguarda il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, preciso che la sentenza emessa a suo carico non comporta l'applicazione di provvedimenti sanzionatori o cautelari che inibiscano anche temporaneamente la funzione", ha detto Alfano al question time.

"No comment" da parte del sindaco di Napoli Luigi De Magistris sull'arrivo del dispositivo di sentenza a suo carico alla Prefettura di Napoli. "Salutamela", ha detto il sindaco, a margine di una conferenza stampa, ai cronisti che gli dicevano che la sentenza è arrivata in Prefettura.

martedì 17 giugno 2014

Scontro Procura-Alfano sull’arresto di Bossetti. “Opportuno il riserbo”. La madre: se è lui, deve pagare

Preso dopo un controllo stradale appositamente organizzato dai carabinieri per prelevare il suo DNA, che “non lascia dubbi”. Lui. “Sono sereno"

Massimo Giuseppe Bossetti

BERGAMO - ''Era intenzione della Procura mantenere il massimo riserbo'' sul fermo di Massimo Giuseppe Bossetti, fermato ieri per l'omicidio di Yara Gambirasio. ''Questo - ha spiegato il procuratore Francesco Dettori - anche a tutela dell'indagato in relazione al quale, secondo la Costituzione, esiste la presunzione di innocenza''. Il procuratore di Bergamo ha aggiunto che ''il fermo avrà il consueto iter di tutti gli altri''. Gli atti saranno quindi trasmessi entro 48 ore dall'esecuzione del fermo al gip che ne avrà altre 48 per fissare l'udienza e decidere sulla convalida del fermo.
L'arresto "è un grande risultato" frutto di un grande lavoro tecnico-scientifico" replica il ministro dell'Interno Angelino Alfano ribadendo che "per chi delinque il destino è la galera". "La presunzione di innocenza vale per tutti e vale anche in questo caso - ha aggiunto Alfano - saranno gli inquirenti, gli investigatori a fornire tutti gli elementi" relativi all'indagine che ha portato all'arresto dell'uomo".
Un normale controllo stradale, ieri sera, durante il quale è stato sottoposto al test dell'etilometro: con questo espediente i carabinieri hanno estratto il Dna che è risultato "perfettamente coincidente" con quello trovato sugli slip di Yara. E' quello di Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, padre di tre figli, una sorella gemella, incensurato: è lui - ne sono convinti inquirenti e investigatori che si occupano del caso di Yara Gambirasio - l''Ignoto 1' cui davano la caccia da anni. L'esame del Dna che lo indicava come figlio illegittimo dell'autista di autobus Giuseppe Guerinoni, scomparso nel 1999 e a cui era riconducibile il profilo genetico trovato sugli slip di Yara, sarebbe stata solo l'ultima conferma, perché Bossetti era già stato individuato: apparteneva a quel gruppo di persone che gli investigatori ipotizzavano potessero essere, in qualche modo, coinvolti nel delitto.
Erano partiti dal suo cellulare che era rimasto agganciato alla cella della zona di Brembate di Sopra nelle ore di quel 26 novembre del 2010 quando Yara, 13 anni, promessa della ginnastica artistica, era uscita dalla palestra per tornare a casa, distante poche centinaia di metri, e non era mai tornata.
Dopo tre mesi di ricerche senza sosta, con tutti i mezzi possibili e centinaia di uomini tra forze dell'ordine e volontari della Protezione civile, il suo corpo fu trovato esattamente tre mesi dopo: il 26 febbraio successivo. Bossetti vive a Mapello, che da Brembate di Sopra dista poco più di un chilometro. E' muratore e le indagini si erano in particolare concentrate su chi lavorava nel mondo dell'edilizia: questo a causa delle polveri di calce trovate sul corpo e, soprattutto, nelle vie respiratorie di Yara. Poi c'è stata l'estrazione del Dna e decine di migliaia di comparazioni che avevano portato a Guerinoni. Da qui si erano cominciate a studiare le sue relazioni.
Sono state sentite decine di testimoni, senza trascurare nemmeno la più flebile voce di paese e aveva cominciato a restringersi il cerchio delle donne con cui poteva aver avuto una storia. Alla fine l'hanno trovata e da lei sono arrivati a Bossetti, che i carabinieri del Ros hanno prelevato nel pomeriggio in un cantiere di Dalmine in cui stava lavorando.
Davanti al pm Letizia Ruggeri, che l'ha interrogato nella caserma dei carabinieri di Bergamo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Però ha premesso: "Sono sereno". Di fatto respingendo le accuse. Quando il corteo di vetture con a bordo Bossetti è uscito dalla caserma per portarlo in carcere ci sono stati applausi e incitamenti ai carabinieri. Le decine di persone radunate davanti alla caserma, quando l'uomo è stato portato via, hanno urlato: "assassino" e "devi morire".
Il suo avvocato, Silvia Gazzetti, nominato d'ufficio, ha solo precisato che "l'accusa è in relazione all'omicidio di Yara Gambirasio". Non sa ancora quando dovrà presentarsi per l'udienza di convalida del fermo davanti al gip. E, soprattutto, dovrà chiarire riguardo alla presenza del suo Dna sul cadavere di Yara. Dalle analisi scientifiche svolte da esperti di genetica è risultato, infatti, "altissimo, al punto da non lasciare dubbi", il dato di compatibilità che indica in Bossetti il soggetto che ha lasciato il proprio materiale biologico sul cadavere della ragazzina. Adempimenti finali - dicono gli investigatori - per affermare definitivamente che quella mano omicida non veniva da lontano (come qualcuno ipotizzò, tanto che il marocchino Mohamed Fikri fu fermato e per oltre due anni rimase 'sulla graticola' in attesa di un'archiviazione dall'accusa di omicidio), ma era "dietro l'angolo" e ha vissuto per oltre quattro anni tenendo dentro di sé e con i suoi famigliari il terribile segreto.

"Poteva succedere a un nostro conoscente, invece è successo a noi. Se è stato lui, deve pagare". A dirlo, parlando con una vicina di casa dell'arresto del sospetto assassino di Yara Gambirasio, è stata Ester Arzuffi, la mamma di Massimo Giuseppe Bossetti. Il discorso della donna è stato ascoltato attraverso il citofono, rimasto aperto, della sua abitazione a Terno d'Isola, paesino della Bergamasca dove vive col marito. Al secondo piano della palazzina di Terno d'Isola, Ester Arzuffi, è chiusa in casa, non risponde al citofono e non vuole rilasciare dichiarazioni. Con lei, nell'abitazione ci sarebbe il marito Giovanni, e due donne. Solo a loro la madre di Bossetti ha aperto la porta. A Terno d'Isola, per un breve periodo dopo il matrimonio, avrebbe vissuto anche il figlio Massimo Giuseppe, assieme alla moglie e madre dei suoi tre figli, Marita Comi. L'uomo è originario di Clusone, ma da anni vive con la famiglia a Mapello. Qui, gli abitanti del paese sanno poco, a sottolineare il carattere schivo di cui si parla. Bossetti è un artigiano con una piccola azienda edile, molto riservato, che oltre al lavoro non sembra avere particolari interessi. Salvo l'amore per gli animali, come si vede anche dal suo profilo Facebook, dove ha pubblicato le immagini di due gatti, due cani e perfino un coniglio. Bossetti sarebbe il nipote biologico della donna di servizio della famiglia Gambirasio.

lunedì 16 giugno 2014

Alfano: individuato l'assassino di Yara, è una persona del luogo


ROMA - "Le Forze dell'Ordine, d'intesa con la Magistratura, hanno individuato l'assassino di Yara Gambirasio". Lo fa sapere il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.  Il killer "secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti, è una persona del luogo, dunque della provincia di Bergamo", prosegue il ministro. Nelle prossime ore, prosegue Alfano, "saranno forniti maggiori dettagli. Ringraziamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, per l'impegno massimo, l'alta professionalità e la passione investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che, finalmente, non è più senza volto"

mercoledì 7 maggio 2014

Alfano alla Camera: nessuna lacuna della polizia all'Olimpico

ROMA - "E' infondato che il dispositivo di sicurezza abbia avuto lacune con l'impegno di 1486 uomini. La polizia ha dovuto sedare la reazione dei supporter partenopei, convinti che responsabili del ferimento di Ciro Esposito fossero stato le forze dell'ordine". Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, lo ha detto alla Camera, sottolineando che "a fatica è stata riportata la calma".
Il ministro Alfano è intervenuto su De Santis, il presunto sparatore, dicendo che risulta da qualche tempo lontano dalla tifoseria attiva e non è inibito da provvedimenti restrittivi" ma nei suoi confronti "sono comunque emersi evidenti elementi di responsabilità per il ferimento dei tre supporter napoletani". E ha aggiunto che sono in corso "ulteriori rilievi per l'uso dell'arma da fuoco a seguito del risultato non dirimente della prova stub". 
E ancora, sulle ipotesi di trattative, ha ribadito: "La sequenza dei fatti all'Olimpico, con l'atteggiamento tracotante di De Tommaso (Genny 'a carogna), con la vergognosa scritta sulla maglietta, ha fatto nascere il dubbio che la partita si sia svolta dopo l'assenso di De Tommaso. In realtà nessuna trattativa c'è stata, la partita si sarebbe svolta comunque anche per scongiurare rischi da deflusso".
"Voglio esprimere un grato ricordo all'ispettore Raciti e una sincera gratitudine alla sua famiglia", ha aggiunto il ministro dell'Interno, dopo aver ripercorso le vicende di sabato allo stadio a Roma quando un capo ultrà si è mostrato indossando una maglietta che inneggiava alla libertà per il condannato per la morte di Filippo Raciti, "Speziale libero". Il ministro ha raccolto l'applauso dell'Aula. 

Il gip di Roma al termine degli interrogatori di garanzia, ha convalidato gli arresti per l'ultrà della Roma, Daniele De Santis, e Alfonso Esposito, uno dei tifosi del Napoli coinvolti negli scontri avvenuti nel prepartita della finale di Coppa Italia. De Santis è accusato di tentato omicidio mentre Esposito di rissa.
Per il questore di Roma, Massimo Maria Mazza, a sparare negli scontri di sabato prima della partita è stata  una sola pistola. "E' stata ritrovata una sola pistola e a quanto ci risulta è l'unica arma con cui sono stati esplosi i colpi. Tutto è contenuto nell'informativa che abbiamo reso alla Procura", ha spiegato il questore.

Genny ricorrerà contro il Daspo
Niente stadio per 5 anni? Lo vedremo. Quel che per il momento si sa con certezza è che la sentenza che lo ha colpito non va giù a Genny 'a Carogna che, infatti, ha messo in mano la questione a un legale. Ed è proprio Lorenzo Contucci, avvocato dell'ultras napoletano, ad annunciare il ricorso a Radio Sportiva: "Per l'articolo 21 della Costituzione tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero: il Daspo è illegittimo". Il legale spiega poi nei dettagli la linea difensiva: "Lui (Genny 'a Carogna, ndr) non innneggia all'assasino di Raciti ma sostiene che l'assassino è un altro soggetto. Gli stessi Ris di Parma sostengono che Raciti è morto per altre cause e un conto è essere condannato per omicidio un conto per resistenza a pubblico ufficiale o altri reati. Seguendo la stessa logica devono condannare Berlusconi ogni volta che dice di essere innocente. Non c´è scritto su quella maglia viva l´assassino di Raciti, qui si reintra nell'ambito della manifestazione del pensiero".Per l'avvocato Contucci non è costituzionale impedire che qualcuno indossi magliette come quella pro-Speziale vestita da Genny 'a Carogna: "Ieri la Polizia ha messo fuori dal San Paolo tre tifosi che avevano la stessa maglietta? La Polizia mantiene una linea illeggittima e già sconfessata da diversi Tar del territorio nazionale, manifestare un pensiero per quanto criticabile non è reato e se Polizia vuole porsi in contrasto con Costituzione mi spiace".

Ciro Esposito resta in gravi condizioni

Sono stazionare ma ancora critiche le condizioni di Ciro Esposito. "Il quadro clinico è stazionario - spiega il bollettino medico diramato dal Policlinico Gemelli - senza alcun peggioramento. Le condizioni comunque permangono critiche e necessitano la prosecuzione dell'assistenza farmacologica e strumentale alle funzioni vitali".

lunedì 5 maggio 2014

Gli incidenti all'Olimpico, Genny a' carogna: non ho trattato con la Digos. Renzi: basta impunità



ROMA - Non si placano le polemiche per i fatti di sabato sera avvenuti allo stadio Olimpico di Roma in occasione della finale di Coppa Italia. Il capo ultrà napoletano, Genny la carogna, intervistato dal "Mattino" dice che "non c'è stata alcuna trattativa tra la Digos e la curva" e sottolinea che nessuno parli del fatto che "ci hanno sparato". Il premier Matteo Renzi, a "La Stampa", annuncia il pugno di ferro: "Basta impunità negli stadi". "Voglio far passare le elezioni perché è da sciacalli buttarsi su quello che è successo quando c'è un ragazzo che sta male. Non mi interessa prendere voti in questo modo. Se qualcuno lo vuol fare, lo faccia. Io non ci sto. Lascio passare le elezioni, lascio finire il campionato e poi, tra luglio e agosto, pensiamo a come restituire il calcio alle famiglie". E' quanto afferma Renzi, osservando che bisogna far ripartire la convivenza civile, e ci vorranno educazione e coercizione. "Sabato abbiamo visto lo stadio come il luogo dell' impunità", "la cosa più sconvolgente è stato vedere i giocatori che andavano a parlare con i capi delle tifoserie". E poi riflette: "comporterà la rottura con certi ambienti delle tifoserie organizzate? Vorrà dire che romperemo". Renzi spiega che servirà non solo "educazione" ma anche "coercizione", tuttavia, osserva, "ce l'hanno fatta in Inghilterra, negli Usa si perde col sorriso perché noi non dovremmo farcela?". E sull'inno fischiato Renzi osserva: "I bambini sono amareggiati dai fischi all'inno, che per loro è una cosa sacra, una cosa bella". E racconta che in quel momento qualcuno gli aveva proposto di lasciare lo stadio: "ma siamo rimasti, perché noi, a quella gente, il calcio non glielo lasciamo".
 "Lo Stato c'è, è forte e non fa trattative con le curve". Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, intervistato da Rtl, torna sugli scontri. "All'Olimpico - continua - la tensione è scoppiata per fatti verificatisi a tre-quattro chilometri dallo stadio. Perciò il capitano del Napoli Hamsik è andato a dire alla Curva non 'datemi il permesso di giocare', ma che il tifoso napoletano non era stato ferito in un contesto collegato a faide tra tifoserie". Inoltre Allfano sottolinea che la finale di Coppa Italia "è stata avviata perché l'ordine pubblico era garantito dentro e fuori lo stadio" contestando chi sostiene che l'ok allo svolgimento del match sia arrivato dal capo tifoso napoletano Genny 'a carogna.

domenica 4 maggio 2014

Il tifoso ferito a Roma: iniziata l'operazione che durerà 8 ore. Alfano pensa al Daspo a vita

ROMA - "Geeny 'a carogna" guida la curva napoletana con la maglietta "Speziale libero"
ROMA - "E' iniziata l'operazione". Lo ha riferito Giovanni Esposito, il padre di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito ieri e ora al policlinico Gemelli. Qui continua l'attesa dei parenti che sostano davanti al pronto soccorso dell'ospedale. "Ci hanno detto che l'intervento durerà sette, otto ore", ha spiegato il padre.
"Pensiamo anche al Daspo a vita", ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, commentando - intervistato nel programma 'L'Arena' sul Tg1' - gli incidenti di ieri per la finale di Coppa Italia a Roma.
"E' una vergogna": lo stadio "in mano a dei violenti" e lo "Stato che non reagisce, impotente e quindi ha perso". E' ancora "sconvolta" e stanca per "non avere potuto dormire" Marisa Grasso, la vedova di Filippo Raciti, morto il 2 febbraio del 2007 nello stadio di Catania, che ieri sera ha visto il maglietta del capo ultras Genny detto 'a Carogna', con la scritta 'Speziale libero'. Antonino Speziale sta scontando una condanna definitiva a 8 anni di reclusione per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore capo.
 ''Il calcio è vittima di situazioni che vanno oltre: gli ultrà utilizzano gli stadi per manifestazioni di potere''. Per Giancarlo Abete, presidente Figc, è il giorno dell'ira e della riflessione. ''E un dato di fatto:in alcuni stadi gli ultrà hanno un ruolo inaccettabile'', dice all'Ansa all'indomani delle violenza di Roma.

mercoledì 30 aprile 2014

Alfano non incontra i poliziotti del SAP (dopo gli applausi ai condannati)

Gli applausi del Sap agli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi
ROMA - "Revoco l'appuntamento che avevo dato al Sindacato autonomo di polizia per martedì a Roma, al Viminale". Lo ha annunciato al Gr1 il ministro dell'Interno Angelino Alfano dopo gli applausi dei delegati al congresso del Sap agli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. "E' stato un gesto gravissimo e inaccettabile" ha aggiunto il ministro. Il capo della Polizia Alessandro Pansa incontrerà oggi pomeriggio la mamma di Federico Aldrovandi. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno Angelino Alfano auspicando di poter partecipare anche lui all'incontro, compatibilmente con il Consiglio dei ministri del pomeriggio.

giovedì 3 aprile 2014

"600mila migranti in arrivo", allarme di Alfano


ROMA - Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, lancia l'allarme immigrazione. "Secondo le nostre informazioni, in Nordafrica ci sono tra 300 e 600mila persone in attesa di transitare nel Mediterraneo", ha detto. "Noi - ha aggiunto - ci batteremo perché l'Europa difenda le frontiere". Alfano ha aggiunto e precisato: "Non è una questione solo italiana, ci batteremo perché questa frontiera venga difesa. C'è lo strumento, si chiama Frontex, e va potenziato. Se non si difende la frontiera non si risolve il problema degli sbarchi".

venerdì 21 febbraio 2014

Oggi Renzi al Quirinale con la lista dei ministri. Aut aut ad Alfano

ROMA - Aut aut nella notte del premier incaricato ad Angelino Alfano, nel corso di una lunga  riunione: "O resti vicepremier o ministro dell'Interno" avrebbe detto Renzi. A questo punto Alfano dovrebbe optare per il Viminale. Alla riunione hanno partecipato Graziano Delrio, Dario Franceschini e, insieme ad Alfano, Maurizio Lupi. "Basta con il rilancio - avrebbe detto il premier incaricato - io domani vado al Colle, fatemi sapere la vostra scelta".

E infatti il premier incaricato Matteo Renzi salirà, a quanto si apprende da fonti Pd, in giornata al Colle con la lista dei ministri. Ieri sera poi Renzi ha incontrato, insieme a Luca Cordero di Montezemolo, lo sceicco Khaloon al Mubarak, patron del Manchester City e a capo di un fondo interessato all'operazione Etihad-Alitalia, chiedendogli conferma dell'interessamento per l'operazione che riguarda la compagnia aerea italiana.

mercoledì 19 febbraio 2014

Consultazioni finite, Renzi soddisfatto. E va a incontrare il governatore di Bankitalia

ROMA - Al termine delle consultazioni, Matteo Renzi incontra i giornalisti e si mostra ottimista: "Dopo un giorno e mezzo molto tosto di incontri, dialoghi e approfondimenti, sono decisamente convinto che ci sono le condizioni per fare un ottimo lavoro", ha detto Matteo Renzi. "Sabato sciolgo la riserva. Stasera vado dal Capo dello Stato per riferirgli sui colloqui e mi prendo la giornata di domani per la redazione di un documento programmatico". L'iter per la fiducia all'esecutivo potrebbe iniziare lunedì. 
“So che non mi crederete, non stiamo discutendo di nomi. Noi siamo interessati a darci un metodo per evitare di riaprire le discussioni dopo, una volta chiarito il percorso la strada porterà al raggiungimento degli obiettivi". ha affermato poi Renzi..
Nessun nuovo ingresso e nessuna defezione. La maggioranza che dovrebbe sostenere il primo governo Renzi sarà la stessa di quella che supportato l'esecutivo di Enrico Letta.  "Sono allergico ai vertici di maggioranza...poi se vogliono vedersi si vedano". Matteo Renzi risponde così alla richiesta di Angelino Alfano di organizzare un incontro. Il premier incaricato, però, promuove il principale alleato di governo: "Il documento Ncd è molto interessante e credo che dal pacchetto di proposte verrà fuori un lavoro molto buono e positivo".
Il presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, incontrerà questo pomeriggio il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. E' quanto si apprende in ambienti di Bankitalia. Sarà il nuovo ministro dell’Economia?

domenica 16 febbraio 2014

Giovanni Toti: Alfano ha fatto scelte nocive anche sul piano umano




ROMA - "Hanno una responsabilità gigantesca. Hanno spaccato il fronte moderato aprendo la strada a provvedimenti che hanno nuociuto al Paese". Questa l'accusa lanciata da Giovanni Toti contro il leader del Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano. "L'asse si era spostato a sinistra - riprende Toti a "In mezz'ora" -. Quando Berlusconi parla di utili idioti, al netto degli idioti, loro sono stati la stampella del governo di sinistra. Hanno fatto una scelta a nostro modo nociva anche dal punto di vista umano. Sono tutti nominati da Berlusconi e ancora oggi sono lì per quello. Oggi stanno volontariamente andando a sostenere un governo nato dal Comitato centrale di un partito".
Il segretario del Partito democratico Matteo Renzi salirà al Colle alle 10.30, per il colloquio con il Capo dello Stato. A questo punto è scontato che sarà il sindaco di Firenze il premier incaricato di formare il nuovo governo, che succederà all'esecutivo guidato da Enrico Letta. Secondo voci ufficiose che circolano negli ambienti vicini a Palazzo Vecchio, Renzi, dopo l'eventuale incarico, sarebbe intenzionato a rientrare a Firenze nel pomeriggio di domani per dare l'addio ufficiale al Municipio, salutando il Consiglio e la Giunta comunale. Potrebbe, invece, slittare il faccia a faccia tra Renzi e Angelino Alfano, previsto in un primo momento stasera a Roma, fermo restando che la trattativa con Ncd continua. In queste ore frenetiche di contatti si sta, infatti, cercando di trovare una soluzione. L'incontro tra i due leader dovrebbe tenersi dopo il conferimento dell'incarico. Dalle parti del Nazareno fanno sapere che allo stato non c'è nessuna conferma di un colloquio tra loro.
Intanto, Maria Elena Boschi, a Rainews24, parla dei tempi della formazione del governo. ''Sono giornate decisive, sono stati chiesti tempi non particolarmente accelerati. Prenderemo qualche giorno, e non resta che aspettare domani''. Quanto all'ipotesi che la stessa responsabile riforme del Pd rischi di diventare la più giovane ministro, Boschi replica: ''A parte che non rischio niente, il toto ministri è un po' come il toto Sanremo... E comunque, se dovesse succedere ci sono stati altri più giovani di me, come Giorgia Meloni, quando è diventata ministro''.
Ministero Economia - Mentre l'ufficio stampa di Romano Prodi esclude la possibilità che il Professore "assuma l'incarico di ministro dell'Economia", cosa "destituita di ogni fondamento", il ministro uscenteFabrizio Saccomanni asserisce che la politica non vuole occuparsi di economia, "perché è difficile". In un'intervista di Maria Latella, su Skytg24, alla domanda se a via XX settembre sia meglio un politico o un tecnico, Saccomanni risponde: il Mef è "un ministero cruciale, affidato più spesso a tecnici o politici 'anomali'''. ''L'ultimo vero politico è stato Emilio Colombo, negli anni '70''. Poi si sono susseguiti dei ''tecnici'' come ''Ciampi, Dini e Padoa-Schioppa'', oppure dei ''politici un po' anomali'' come ''Andreatta e Tremonti''. La politica preferisce occuparsi di altre cose ''perché questo è il ministero del no'', osserva Saccomanni.
Un altro 'no' è quello di Andrea Guerra. "Sono sereno e felice e rimango a fare il mio lavoro in questa bella azienda'', dichiara l'ad di Luxottica. ''Auguro tutto il bene possibile al nuovo governo che nascerà. Io personalmente, insieme a Luxottica -sottolinea- faremo sempre di tutto per contribuire alla evoluzione positiva del nostro Paese".

Durissimo attacco di Alfano a Berlusconi: irriconoscibile, circondato da troppi utili idioti

ROMA - "Berlusconi in questi anni si è circondato da troppi inutili idioti". Il contro-gioco di parole è servito, il messaggio a chi deve intendere anche. L'ex delfino Angelino Alfano alla convention degli amministratori locali di Ncd innesta la quinta ed è una sventagliata di dichiarazioni al cianuro. "Forza Italia - prosegue - a forza di calci è passata dal 38% al 22%, se vuole continuare così faccia pure. Sabato scorso ho visto un Berlusconi irriconoscibile ai miei occhi, rabbia e rancore non sono stati mai connotati del Berlusconi che conoscevo". In vista di un ipotetico voto, ragiona poi il leader del Nuovo Centro Destra, la coalizione Ncd-FI è "immaginifica" e dopo le parole di Berlusconi "la cosa è molto complessa". Alfano, affrontando il tema delle elezioni, ha poi sottolineato che le urne ora porterebbero "alla stessa scena" di queste ore con Renzi perché con l'attuale legge elettorale non ci "sarebbe premio di maggioranza". Alfano poi si è rivolto al sindaco di Firenze dandogli qualche consiglio. "Matteo Renzi si guardi alla sua sinistra, i freni possono arrivare solo da lì", spiegando invece che dal suo partito può arrivare una spinta "riformatrice". E sul patto di coalizione ha ribadito: "Noi siamo semplicemente decisivi" per la nascita del nuovo governo. "Se diciamo no al governo, questo non nasce" e "a chi ci assaltava" tre mesi fa dico "ciao, siamo decisivi". Infine un monito: "Ci stiamo giocando il futuro dell'Italia, il Paese si sta giocando tutto, noi ci stiamo giocando tutto".

Renzi avvisa Alfano: io vado avanti, altrimenti elezioni

FIRENZE - Matteo Renzi è in stand-by, è sicuramente il presidente del Consiglio incaricato, ma il Colle - messo in allarme dalle parole di Angelino Alfano - ha rinviato l'annuncio a lunedì per consentire una domenica di trattative, di messa a punto degli accordi della coalizione. Ma il sindaco mette sull'avviso l'alleato Ncd: "Non mi farò imbrigliare, queste sono solo resistenze di paura. Io vado avanti, se no si va al voto. Che Alfano tanto non vuole".
La lunga domenica di Matteo Renzi è iniziata con la messa a Firenze, seguita da un incontro con Diego Della Valle, patron di Tod's con il quale aveva già condiviso parte della serata sabato assistendo al match di campionato tra Fiorentina e Inter. Al termine dell'incontro, avvenuto in un hotel del centro fiorentino, né Renzi, néDella Valle hanno rilasciato dichiarazioni. Poi Renzi è risalito sulla sua auto ed è ripartito presumibilmente per Roma, dove nel pomeriggio - con ogni probabilità - ci sarà un "faccia a faccia" proprio con Alfano, un summit fondamentale per spazzare via l'ipotesi di un rinvio, di un allungamento dei tempi per la formazione del nuovo esecutivo.

I nodi tra il segretario Pd e il Ncd, comunque, non sarebbero solo di natura meramente politica e programmatica: in ballo, in realtà, ci sarebbero poltrone fondamentali nel governo come quelle del ministero dell'Economia e quella del Viminale, che Alfano non vorrebbe mollare; Renzi, invece, pensa a Franceschini come ministro dell'Interno. Poi, certamente, verrà discusso anche il programma di coalizione: tra l'altro, richiesto da Napolitano ancora prima che dal Ncd e dagli altri alleati di coalizione. Insomma, la blitzkrieg di Renzi non avrà i tempi sperati dal protagonista: la fiducia parlamentare entro la settimana sembra difficile se non addirittura improbabile.

sabato 15 febbraio 2014

Consultazioni, Alfano: c'è buona volontà, ma l'esito è incerto

ROMA - In corso le consultazioni al Quirinale. La delegazione del Nuovo centro destra al Colle: a colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano il segretario Angelino Alfano, i capigruppo Maurizio Sacconi e Enrico Costa. Presente anche l'ex presidente del Senato Renato Schifani. "Da parte nostra c'è buona volontà, ma l'esito è incerto perché vogliamo vederci chiaro" su programma e composizione coalizione: così Angelino Alfano dopo il colloquio al Quirinale. "Se il programma è grande non ci deve essere fretta: non si può chiudere in 48 ore", ha spiegato Alfano. "Il colloquio con Napolitano - ha detto Alfano - è stato molto proficuo: gli abbiamo ribadito che il trauma per la scelta del Pd è stato davvero significativo ma che Nuovo Centro destra è pronto ad affrontare una nuova fase". Ricordando quella che ha definito "una scelta coraggiosa" di restare al governo, Alfano ha aggiunto: "Non vorremmo venire meno ora a quella scelta".
"Non possiamo immaginare di cambiare natura all'esecutivo spostandolo a sinistra: se la composizione della coalizione si sposterà a sinistra con l'entrata di altre forze, noi diremo di no": così il leader del Nuovo centro destra. Alfano ha spiegato che Ncd ha un suo programma e ha "idee molto concrete e chiare, idee di centrodestra". "Noi siamo gli avvocati del ceto medio italiano e il ceto medio - ha aggiunto - dovrà essere protagonista". Per questo Alfano ha garantito che la sua formazione politica è pronta a fare "cose grandi" ma il programma deve essere messo "nero su bianco". Ha quindi confermato la "buona volontà" di Ncd ma, per andare avanti in quello che potrebbe essere il governo Renzi, "si deve vedere con grande nitore il tratto di penna del centrodestra".

giovedì 13 febbraio 2014

Letta si dimette domani. Le sofferenze di Alfano

ROMA - "A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri". Lo afferma il premier Enrico Letta. Termina dunque con l'inizio della crisi di governo il giorno più lungo del premier, entrato a Palazzo Chigi il 28 aprile del 2013.  
E Alfano (quello che ha da perdere di più, probabilmente, dal cambio di cavallo) in una amareggiata conferenza stampa afferma: "Questo governo viene fatto cadere in esito allo scontro interno al Pd”. Alfano si dice poi "indisponbile a partecipare a un governo politico di centrosinistra". Se nel nuovo esecutivo "non si avranno le condizioni politiche per far valere le nostre istanze, noi diremo no alla nascita del nuovo governo". E conclude: "Per noi non sarà un governo politico". Auguri
''Un minuto dopo l'incarico a Renzi, come segretario della Lega gli chiederò un incontro per sapere quello che vuole fare'': lo ha detto Matteo Salvini, numero uno del Carroccio. ''Ciò premesso, per noi la via maestra, in un Paese normale, sarebbero le elezioni'', ha aggiunto Salvini.

lunedì 10 febbraio 2014

Renzi: non voglio ministri, tocca a Letta dire che cosa farà

ROMA - “Non dirò mai che voglio posti per ministri o sottosegretari, non farò nessuna lista della spesa". Lo afferma Matteo Renzi intervistato da Agora su Rai3. "Nessuno di noi ha chiesto di prendere il governo, io dico: E' stato preso un impegno di 18 mesi per fare certe cose e Letta ha detto che ci farà sapere cosa intende fare. Il presidente del Consiglio ha oneri e onori, a lui il compito di dire cosa ha funzionato e cosa no".

Dal canto suo Alfano, in un’intervista a Repubblica dice: “Non ci stiamo a un governicchio che ogni giorno rischia di scivolare su un incidente perché sostenuto da una maggioranza che non ci crede fino in fondo”.

domenica 2 febbraio 2014

Alfano; basta melassa centrista, noi alleati di FI

ROMA - "Noi del Ncd correremo alle prossime politiche con il centrodestra perché diciamo basta alla melassa centrista". Lo ha detto Angelino Alfano, annunciando l'alleanza del suo partito con Forza Italia. "FI è distaccata di dieci punti rispetto al Pd", ha sottolineato. "Se i sondaggi ci danno in pareggio, il centrodestra lo deve a noi. Abbiamo restituito ottimismo alla nostra coalizione", ha ribadito.

domenica 26 gennaio 2014

Alfano: il Pd sostenga il governo o si chiude


TERAMO - Il presidente del Consiglio "è espressione del Pd, e se il Pd sostiene Letta il governo va avanti, in caso contrario no". Lo ha detto il vicepremier Angelino Alfano, a margine della manifestazione del Ncd a Teramo. "Si riuniscano e decidano cosa fare, il Paese non può pagare le liti interne al Pd", ha aggiunto.

lunedì 20 gennaio 2014

Alfano: ci vuole un Letta-bis

 ROMA - Per una ripartenza dell'esecutivo, "secondo me ci vuole anche più di un rimpasto: ci vuole un nuovo governo a guida Letta che abbia un 'reshuffling' dei ministri". Così il vicepremier Angelino Alfano a Radio24. Questo passaggio, afferma, è nella competenza del "presidente del Consiglio, d'accordo con il presidente della Repubblica". "Mi auguro di cuore", aggiunge Angelino Alfano a proposito della necessità di una nuova squadra, "che il Pd assicuri una guida unitaria rispetto al governo".
Con Matteo Renzi "ci siamo sentiti frequentemente". Anche oggi? "Abbiamo in mente di sentirci e vederci, ma non abbiamo avuto modo di organizzarci perché ora sono impegnato al Viminale". Così Angelino Alfano nell'intervista a Radio24.
Per il via libera alla legge elettorale, "dobbiamo vedere rispetto alle nostre 4 richieste quante vanno in porto", ha spiegato Alfano a proposito della trattativa in corso sulla legge elettorale. "Dobbiamo ottenere almeno tre su quattro condizioni", spiega: "Indicazione del candidato premier della coalizione, premio di maggioranza alla coalizione, no a un Parlamento di nominati, soglie di sbarramento vere e non finte".
A proposito dell'accordo tra Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale, "hanno tentato di soffocarci nella culla, di ucciderci col sistema spagnolo. E non possono pretendere che facciamo finta di non averlo capito. Il tentativo di soffocarci non l'abbiamo scambiato con una carezza o un bacetto", ha detto Alfano.
Con l'incontro nella sede del Pd tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è archiviata la stagione dell'antiberlusconismo e della via giudiziaria per sconfiggere il Cavaliere? "Lo abbiamo sperato tante volte, ma non mi sentirei di scommetterci. Del resto Renzi è stato quello che ha detto 'game over' dopo la decadenza giudiziaria di Berlusconi". Così il leader del Nuovo centrodestra.