domenica 31 marzo 2013

E se ne è andato anche il “Califfo”. Camera ardente al Campidoglio

Franco Califano

ROMA - E' proprio una Pasqua tragica per la musica italiana. Venerdì Enzo Jannacci, sabato Franco Califano. Nell'arco di 24 ore se ne sono andati prima un simbolo di Milano, poi uno di Roma, "er Califfo". Nel mondo anglosassone per descrivere uno come Califano si usa l'espressione "larger than life" (più grande della vita), lui di sé diceva: "ero bello esagerato".
Franco Califano "era anche un mio amico personale e non lo posso dimenticare. Abbiamo offerto il Campidoglio per la camera ardente e pensiamo che possa cominciare da domani". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, all'indomani della morte dell'artista. "Vogliamo testimoniare tutta la vicinanza della città- ha aggiunto - a questa bella figura di artista, controversa, con tante contraddizioni, ma anche con tanta umanità". I funerali avranno luogo martedì, in concomitanza con quelli, a Milano, di Emzo Jannacci
"I complimenti arrivano quando non ci sei più. Ti dedicano le piazze, le strade...". Così Franco Califano, nella sua ultima intervista concessa all'emittente romana Tg9 in occasione del concerto del 18 marzo al teatro Sistina di Roma. Califano appariva in buona forma e pensava al futuro, già proiettato sul tour in programma in estate. "Soffro il caldo, speriamo bene...".  Invece la malattia lo stava corrodendo e alla fine ha vinto. Aveva 75 anni, vissuti pericolosamente.



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