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lunedì 19 maggio 2014

Tasi in attesa di rinvio. In 12 capoluoghi più cara dell’Imu

ROMA - Mentre si fa largo la possibilità di un rinvio per la prima rata della Tasi, la nuova tassa sulla casa, la Uil lancia l'allarme sui ritardi dei Comuni. Solo 832, su un totale di 8.092, infatti, hanno deliberato quale aliquota applicheranno sulla Tasi, e di questi solo 514 hanno pubblicato sul sito del ministero dell'Economia la loro delibera. Lo rende noto il Servizio delle Politiche Territoriali del sindacato. Intanto, dalle delibere delle 32 città capoluogo che hanno già deciso, emerge come in 12 di queste si pagherà più dell'Imu del 2012. Succede a Bergamo, Ferrara, Genova, La Spezia, Macerata, Mantova, Milano, Palermo, Pistoia, Sassari, Savona, Siracusa
In 23 si pagherà invece meno, da Roma ad Aosta, da Brescia a Vicenza. I risparmi maggiori si avranno a Caserta (con 168 euro in meno), Aosta (-163), Pordenone (-148), Livorno (-141) e Roma (-127). 

Costo medio per famiglia: 240 euro - Considerando le città oggetto del campione, la media del costo della Tasi, secondo la Uil, è di 240 euro a famiglia, a fronte dei 267 euro pagati nel 2012 per assolvere l'Imu. 
In particolare a Torino, mediamente, la Tasi costerà 468 euro contro i 475 euro dell'Imu per l'anno 2012; a Genova 439 euro contro i 372 euro precedenti; a Milano 430 euro contro 396 euro; a Roma 410 euro contro 537; a Palermo 154 euro contro i 152 dell'Imu.

Il sindacato: "8.092 applicazioni diverse" - "Alla fine si avranno sicuramente 8.092 applicazioni diverse della Tasi e si rischia di avere oltre 75mila combinazioni differenti di applicazioni dell'imposta". E' quanto denuncia lo studio della Uil. "Ad esempio, a Bologna ci sono 23 detrazioni diverse in base alla rendita dell'immobile". 


"Penalizzati i Comuni virtuosi" - "La Tasi penalizza i Comuni virtuosi con l'Imu, cioè quei Comuni, oltre 5.600, che avevano scelto l'aliquota base del 4 per mille o come Mantova che aveva scelto un'aliquota minore rispetto a quella base (3 per mille)". Lo dichiara Guglielmo Loy, Segretario confederale Uil.

domenica 18 maggio 2014

Imu e Tasi, rompicapo da risolvere entro il 16 giugno

ROMA - Si avvicina la scadenza del 16 giugno quando gli italiani saranno chiamati a pagare per la prima volta la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili che, insieme alla Tari, ha sostituito l'Imu. Almeno in parte, in realtà, perché la vecchia imposta patrimoniale resiste ancora per seconde case, immobili di pregio, negozi e altri fabbricati. Molti comuni non hanno ancora indicato le aliquote: in assenza di delibera entro il 23 di questo mese le prime case potranno versare tutto in un'unica soluzione a dicembre. Per le seconde case, invece, il 50% dell'imposta va pagata subito (aggiungendo anche l'Imu che per questi immobili è rimasta). Novità anche per gli inquilini, chiamati a pagare una quota tra il 10 e il 30 % della nuova tassa. Ecco un vademecum sulla nuova imposizione immobiliare.
ALIQUOTE: come noto la legge di stabilità fissava un tetto massimo al 2,5 per mille per la prima casa e al 10,6 per mille per la seconda (somma di Tasi e Imu). Il governo è poi intervenuto per concedere ai Comuni la possibilità di aumentare le aliquote fino a un massimo dello 0,8% distribuendo l'aumento tra prima e seconda casa. La maggiorazione deve essere però vincolata alla concessione delle detrazioni, scomparse a livello nazionale rispetto all'Imu.
PRIME CASE: l'aliquota potrà dunque salire fino a un massimo del 3,3 per mille.
SECONDE CASE: Si potrà arrivare all'11,4 per mille complessivo. Su seconde case e tutti gli altri fabbricati - uffici, negozi, capannoni e così via - si pagano sia l'Imu che la Tasi. IMMOBILI DI LUSSO: Le 73mila case accatastate nelle categorie di pregio (A/1, dimore signorili; A/8, ville e A/9, castelli) continueranno a pagare l'Imu sulla prima casa, con un'aliquota massima del 6 per mille e con la sola detrazione di 200 euro, senza i 50 euro extra per ogni figlio. Su queste case si pagherà anche la Tasi, sempre con aliquota massima del 3,3 per mille, ma il totale di Imu e Tasi non potrà superare il 6,8 per mille.
IMMOBILI IN AFFITTO: Anche in questo caso si pagherà sia l'Imu che la Tasi con il limite massimo dell'11,4 per mille. L'Imu verrà pagata interamente dal proprietario, mentre la Tasi peserà anche sulle spalle dell'inquilino che dovrà versarne una quota compresa tra il 10 e il 30% a seconda della delibera comunale.
CALCOLO: la base imponibile è la stessa dell'Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). Su questo valore si applica l'aliquota comunale, con le eventuali detrazioni. Il calcolo può essere effettuato sul sito amministrazionicomunali.it.. Ovviamente ci si può rivolgere anche ad un Caf o alla Confedilizia (la confederazione della proprietà edilizia) presente in molti capoluoghi.
COME E QUANDO PAGARE: per pagare la Tasi di potrà utilizzare il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale. Le rate previste sono due: la prima il 16 giugno, la seconda il 16 dicembre. Se il Comune non avrà preso alcuna decisione sulle aliquote entro i termini utili per far pagare l'acconto a giugno (23 maggio, con delibera da pubblicare sul sito portalefederalismofiscale.gov.it), quella di fine anno rimane per i proprietari di prime case l'unica data utile. Per le seconde case, invece, resta fisso l'appuntamento del 16 giugno, quando dovranno pagare Imu e Tasi. Per la Tasi, in caso non sia stata deliberata un'aliquota dal Comune, dovranno pagare il 50% dell'aliquota base dell'1 per mille, togliendo però una quota forfettaria - del 10% annuo secondo alcune indicazioni delle Finanze (quindi il 5% per la prima rata), del 30% secondo Confedilizia - che spetta invece all'inquilino. 

mercoledì 29 gennaio 2014

Dl Imu-Bankitalia, continua l'ostruzionismo M5S. Se decade, si paga la seconda rata

ROMA - Continua anche oggi l'ostruzionismo di M5S nell'Aula della Camera sul dl Imu-Bankitalia, che deve essere convertito al massimo entro oggi a pena di decadenza. I deputati a Cinque stelle, così come hanno fatto negli ultimi giorni, intervengono a raffica sul verbale della seduta precedente per ritardare al massimo la ripresa dell'esame del testo, su cui vanno ancora votati degli ordini del giorno e vanno tenute le dichiarazioni di voto finale.
Il decreto Imu-Bamkitalia decade a mezzanotte. A questo punto tutto e' possibile, nel senso che non è più scontato che il governo possa portare a casa la conversione in legge del testo su cui la scorsa settimana ha incassato la fiducia. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini attacca: se il decreto non sarà convertito per colpa dello "stupefacente atteggiamento di M5S milioni di italiani dovranno andare a pagare la seconda rata Imu 2013". Dunque, se non si converte il decreto, il governo ed il Pd sanno bene a chi affibbiare la colpa del pagamento della seconda rata Imu per una ventina di milioni di italiani proprietari di prime case: al Movimento Cinque Stelle. Il quale, a sua volta, non desiste dal filibustering,

domenica 15 dicembre 2013

Sbloccati i fondi per il bonus bebè, spostata la minirata Imu

ROMA - Il governo ha presentato un emendamento alla legge di stabilita' che sblocca fondi per il bonus bebè, lo rendono noto fonti dell'Esecutivo aggiungendo che la cifra sbloccata dovrebbe valere intorno ai 30 milioni di euro.
Il pagamento della cosiddetta mini rata Imu sarà differito dal 16 gennaio al 24 gennaio 2014. Lo prevede un emendamento alla legge di stabilità presentato dal relatore Maino Marchi (Pd).
Le risorse della spending review e della lotta all'evasione serviranno a tagliare le tasse sul lavoro dei dipendenti ma anche quelle degli autonomi e delle imprese. Lo prevede la bozza di un emendamento del governo alla legge di stabilità. Le risorse saranno utilizzate "in egual misura" al taglio dell'Irap sul lavoro delle imprese e al taglio delle tasse per i lavoratori autonomi, e dall'altro lato alle detrazioni per lavoro dipendente.
L'emendamento istituisce un "fondo per la riduzione della pressione fiscale, in cui confluiranno fin dal 2014 "i risparmi di spesa derivanti dalla razionalizzazione della spesa pubblica", nonché "le maggiori entrate incassate rispetto a quanto previsto a legislazione vigente, derivanti dalle attività di contrasto all'evasione fiscale" al netto delle attivitàdi lotta all'evasione svolta dagli Enti territoriali. 

Il governo ha presentato un emendamento alla legge di stabilità che prevede semplificazioni per la realizzazione di nuovi stadi ma ''esclude'' che con essi possano essere realizzati ''nuovi complessi di edilizia residenziale''. La legge di stabilità, così come licenziata dal Senato, ha stanziato 45 milioni nel prossimo triennio per il credito agevolato alla realizzazione di nuovi impianti sportivi, gestito dall'Istituto per il credito sportivo. L'emendamento appena depositato e che sarà discusso dalla Commissione bilancio della Camera nella seduta notturna che comincia oggi alle 23, introduce delle procedure per semplificare l'approvazione dei progetti per ''l'ammodernamento o la costruzione di impianti sportivi, con particolare riguardo alla sicurezza degli impianti e degli spettatori''. L'emendamento precisa anche che gli interventi devono essere realizzati ''prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente ad impianti localizzati in aree edificate''.

domenica 1 dicembre 2013

Imu-caos, mancano soldi, scattano tasse. Cgil: rimettiamola

Enrico Letta perplesso
ROMA - E' caos sull'Imu dopo la pubblicazione dei decreti sulla Gazzetta Ufficiale. Prima il "pezzo" della seconda rata a carico dei cittadini. Ora la clausola di salvaguardia: mancano i soldi e scattano gli aumenti degli acconti Ires-Irap (per le aziende) e delle accise (gas, energia,alcolici ma non benzina). Camusso (Cgil): rimettere l'Imu così come era. Fassino (Anci) invita il Parlamento a trovare nuove coperture.
Il ministro all'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha firmato il decreto ministeriale che fa scattare la clausola di salvaguardia posta a "garanzia" dell'incasso per cancellare la prima rata. Il gettito in quel caso doveva arrivare dalla sanatoria sui giochi on line (600 milioni) e dalla maggiore Iva incassata dopo l'accelerazione dei pagamenti dei debiti della P.a. (altri 925 milioni). Ma, almeno per i giochi, non sarebbe andata bene. 

Quindi, oltre agli aumenti degli acconti già previsti dal decreto Imu2 scatta la clausola di Imu1: +1,5 punti percentuali per Ires-Irap (per tutti sale al 102,5, e al 130% per banche e assicurazioni) e l'aumento, ma solo dal 2015, delle accise su gas, energia elettrica e bevande alcoliche (non benzina). 

La politica va in ebollizione - Una situazione che manda su tutte le furie Renato Brunetta mentre il leader della Cgil,Susanna Camusso, chiede addirittura di rimettere l'imposta e rilancia l'armonizzazione delle rendite finanziarie e la patrimoniale. La segretaria Cgil non apprezza inoltre l'altra parte del dl sulla rivalutazione delle quote Bankitalia che definisce una "finanziarizzazione". 

Il rappresentante di Fi in un dossier dal titolo inequivocabile ("Il pasticciaccio brutto dell'Imu 2013") avverte che alla fine la cancellazione la pagheranno comunque i cittadini sotto forma di nuove tasse. E addirittura i piccoli imprenditori di Cobas Imprese sfilano davanti a Montecitorio con delle bare nell'Ultimatum Day: "Siamo stati uccisi da un sistema e adesso vogliamo rappresentare la morte di un paese e delle sue straordinarie risorse", ha spiegato il presidente Giuseppe Graziani

Fassino: "Parlamento trovi una soluzione" - Toni meno "accesi" da parte dei sindaci che guardano con attenzione al prossimo passaggio parlamentare. Piero Fassino, presidente dell'Anci, chiede infatti di "dare soluzione a questo nodo irrisolto", del gettito non coperto. E il governo ha già spiegato che durante il cammino parlamentare la norma si potrà modificare e magari si troverà la copertura anche per questi ultimi 200 milioni. 

Alfano: "Miglioreremo il risultato" - Lo dice anche il vicepremier Angelino Alfano, "non siamo ancora pienamente soddisfatti e lavoreremo ulteriormente alle Camera per migliorare il risultato". Anche perché - spara ancora a zero Brunetta - potrebbe crearsi una situazione "paradossale e ridicola" e cioè che "quei contribuenti che, grazie alle detrazioni previste dalla norma, non avevano pagato l'Imu sulla prima casa nel 2012 (quando l'imposta c'era), dovranno pagarla nel 2013 (nonostante la cancellazione)". E c'è sempre da vedere che effetto avrà la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto l'istanza di sospensione del Comune di Napoli contro il decreto sulle modalità di ripartizione tra i Comuni delle somme a titolo di rimborso del minor gettito Imu sulla prima casa per il 2013. 


Il giallo dei comuni e le aliquote - Infine "piccolo giallo" sul numero dei comuni dove si dovrà pagare il gettito dovuto all'aumento delle aliquote. Il Sole 24 Ore fornisce un dato preciso: sono 2.735 e di questi 11 comuni capoluogo di Provincia. Ma non è detto: i Comuni hanno tempo infatti fino ad oggi per riunire i consigli e varare un nuovo aumento. Aumento che poi dovrà essere pubblicato entro il 9 dicembre. E' possibile così che il numero dei comuni possa crescere di molto.

sabato 30 novembre 2013

Cgia Mestre: la copertura della prima rata Imu a rischio. Nuove tasse?

ROMA  - La copertura della prima rata dell'Imu è a rischio. Sono quindi possibili aumenti delle accise sulle bollette di luce, gas e degli acconti fiscali delle imprese. Difficile incassare 1,5 miliardi di euro previsti dalla legge. A denunciarlo è la Cgia  se entro il 30 novembre l'Erario non avrà incassato 925 milioni di euro di maggiori entrate Iva versate dalle imprese, a seguito dell'impegno della Pubblica amministrazione di pagare - così come previsto dal Decreto legge n° 102/2013 - 7,2 miliardi di euro di debiti scaduti e altri, e 600 milioni di euro dalla sanatoria rivolta ai concessionari dei giochi.
Il decreto che ha cancellato la prima rata dell'Imu sull'abitazione principale, spiega la Cgia, farà scattare la cosiddetta "clausola di salvaguardia". Pertanto, il ministero dell'Economia, per coprire la parte di gettito mancante, potrà dar luogo a un provvedimento di legge che preveda l'aumento degli acconti Ires e Irap in capo alle imprese e delle accise sul gas, l'energia elettrica e le bevande alcoliche, afferma ancora la Cgia rimarcando che il rischio che ciò avvenga "è molto elevato".
La Cgia sottolinea che a fronte degli ulteriori 7,2 miliardi di euro di risorse stanziate dal Governo, affinché la Pubblica amministrazione saldi i vecchi debiti contratti con le imprese, il ministero dell'Economia (in data 29 novembre 2013) ha certificato che ne sono stati pagati poco più di 2 miliardi (pari al 28% circa del totale). Pertanto, prosegue la Cgia, risulta difficile rispettare l'indicazione prevista dalla legge: ovvero quella di incassare 925 milioni di euro di Iva entro la fine di novembre.
In merito alla sanatoria rivolta ai concessionari dei giochi, invece, continua la Cgia, le indiscrezioni apparse in questi giorni sulla stampa specializzata ci dicono che, probabilmente, l'Erario ha riscosso poco più della metà del gettito previsto.
In buona sostanza, prosegue la Cgia, l'obbiettivo di incassare 1,525 miliardi di euro (dato dalla somma tra i 925 milioni di Iva e i 600 milioni di sanatoria) pare difficilmente raggiungibile e per i cittadini, salvo ripensamenti dell'ultima ora, è probabile un ulteriore aumento delle tasse.

"Voglio sperare che ciò non accada - afferma Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - sarebbe una vera e propria beffa. Dopo che per mesi ci hanno assicurato che nel 2013 non avremmo pagato l'Imu sulla prima casa, rischiamo, invece, di pagarla, almeno in parte, sotto altre forme. Questo meccanismo introdotto con la cosiddetta clausola di salvaguardia è paradossale". "Se il Governo non raggiunge un determinato obbiettivo di bilancio, scatta automaticamente una nuova forma di gettito che va a coprire la parte mancante. Nel caso specifico: la Pubblica amministrazione non paga i suoi debiti e quindi le aziende non possono versare l'Iva o lo Stato non riesce a incassare i soldi dalla sanatoria sui giochi? Nessun problema, a pagare la differenza è il cittadino" conclude Bortolussi.

giovedì 28 novembre 2013

Fassino (Anci): il governo faccia chiarezza sulla seconda rata dell’Imu

ROMA - ''Il Governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell'Imu 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani. I sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilità e spirito propositivo, ma non si può abusare della loro pazienza e tanto meno si puo' abusare della pazienza dei cittadini''. Lo ha dichiarato il presidente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), Piero Fassino, rinnovando la richiesta di un incontro urgente con il Presidente del Consiglio.
''Da troppe settimane e ancora nelle ultime ore - ha sottolineato Fassino - si susseguono da parte di singoli esponenti governativi dichiarazioni contraddittorie e addirittura antitetiche. E' tempo che cessi questo assurdo balletto di parole che hanno il solo esito di alimentare confusione e sconcerto nei cittadini ed esasperazione negli Amministratori locali''. ''All'atto della decisione di superare l'Imu sulla prima casa - ha ancora aggiunto il presidente Anci - il Governo assunse due espliciti impegni: i contribuenti non avrebbero più pagato l'Imu nel 2013 e ai Comuni sarebbe stato garantito l'identico importo onde poter assicurare l'erogazione di essenziali servizi ai cittadini. E' troppo chiedere che finalmente si dia corso a impegni così esplicitamente assunti?''.

 Addio all'Imu sulla prima casa: Ma una piccola quota alcuni contribuenti dovranno pagarla, cioè metà della quota eccedente l'aliquota standard che i Comuni hanno deciso di ritoccare al rialzo e che dovrà essere versata entro metà gennaio. 

sabato 23 novembre 2013

Imu, "non ci sarà l'aumento delle accise sulla benzina"

ROMA - "Non ci sarà alcun aumento della benzina. Il decreto legge Imu sarà all'esame del Consiglio dei ministri che discuterà di questa ipotesi, che si atteggia come clausola di salvaguardia differita nel tempo". Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini. "Ci sarà tutto il tempo" per non farla scattare, ha aggiunto.
"Siamo a un buon punto, si profila una soluzione: nessuno pagherà più di prima. Anzi bisogna pagare di meno" garantendo le "fasce deboli" e "bisogna trovare le risorse per introdurre le detrazioni", ha sottolineato Legnini ai microfoni di Skytg24 parlando della service tax.
Le proposte di modifica alla Legge di Stabilità sulla casa e sul cuneo arriveranno nelle prossime ore e saranno da un punto di vista tecnico "riformulazioni di emendamenti parlamentari" che dunque non dovranno sottostare alla tagliola della scadenza delle 13 prevista dal presidente della commissione Bilancio per i nuovi emendamenti, spiega il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

sabato 9 novembre 2013

Imu e Trise, nel 2014 stangatona sugli immobili produttivi delle imprese

ROMA - Salgono ancora le tasse sugli immobili produttivi delle imprese. Nel 2014, con l'effetto combinato di Imu e della nuova Trise, aumenteranno fino a 1,1 miliardi, vale a dire il 9,6% in più rispetto al 2013. E' quanto emerge da una rilevazione di Confartigianato, assumendo l'ipotesi più probabile dell'applicazione dell'aliquota Tasi intermedia dell'1,9 per mille: l'impatto dell'Imu sugli immobili strumentali delle aziende, unito a quello della Trise sui rifiuti e i servizi indivisibili, si attesterà a 12,8 miliardi di euro, con un incremento del 9,6% rispetto al 2013 e del 51,4% rispetto al 2011. n particolare, rileva Confartigianato, per quanto riguarda l'Imu, le imprese nel 2014 pagheranno 7,3 miliardi (+50,4% rispetto al 2011), mentre per la Trise il costo a carico degli imprenditori sarà pari a 5,5 miliardi (+52,8% rispetto al 2011). Tra il 2011 e il 2014, l'aumento medio annuo della tassazione immobiliare sulle imprese è stato del 14,8%. Incrementi decisamente non proporzionali con l'andamento negativo dei risultati aziendali provocati dalla crisi: tra il 2010 e il 2013, infatti, il fatturato delle imprese manifatturiere è diminuito dello 0,5%, quello delle imprese di costruzioni è sceso del 9,4%, e per le aziende del commercio è calato dell'1,2%.
All'impatto dei nuovi tributi, fa poi notare Confartigianato, si somma un paradosso contenuto nella legge di stabilità: infatti, l'incremento della tassazione derivante da Imu e Trise finirà per annullare la diminuzione del carico fiscale sul costo del lavoro a carico delle imprese previsto nella manovra di finanza pubblica con la riduzione dei contributi non previdenziali e le detrazioni Irap per i nuovi assunti.

Copertura Imu: sbagliati i conti sui soldi dalle slot, il governo aumenta la benzina

ROMA - Nell'ambito del decreto Imu e delle conseguenti coperture economiche, lo Stato aveva previsto un introito pari a circa 600 milioni derivante dalla sanatoria dei contenziosi aperti con le società del settore giochi. Ma nonostante la Corte dei Conti abbia respinto il taglio delle penali richiesto dai gestori, all'appello mancheranno circa 250 milioni: sanati, sempre secondo decreto, con l'aumento delle accise sui carburanti. L'aumento sarà piuttosto contenuto, considerata la portata "esigua" del buco: il ritocco dovrebbe essere intorno ai due centesimi al litro. Ciò non toglie, che questo sarà il quindicesimo aumento dal 1935 a oggi delle tasse governative su benzina e simili, una storia - come è noto - partita ai tempi della guerra di Abissinia, passata attraverso terremoti e altre emergenze nazionali e mai ritirata anche in una singola parte.

Sei delle dieci concessionarie degli apparecchi da intrattenimento - Lottomatica, Sisal, Snai, Cogetech, Gamenet e Cirsa - hanno chiesto di beneficiare del condono originale, pari al 30% delle pendenze originali (le società avevano chiesto di scendere al 20%):  a questo punto verseranno complessivamente 350 milioni di euro, piu' gli interessi legali maturati dalla sentenza di primo grado (il 2,5% anni, che porta a una di circa 12-14 milioni di euro). Troppo poco, per i conti fatti frettolosamente dal governo.

venerdì 8 novembre 2013

Letta: la seconda rata Imu non si paga

ROMA - "Non si torna indietro sulla decisione già presa dello stop alla seconda rata Imu". Lo dice il premier Enrico Letta in conferenza stampa, sgombrando i dubbi e le polemiche interne alla maggioranza di questi ultimi giorni. Il premier ha poi sottolineato come si stia lavorando sulla copertura economica del provvedimento: "Non è semplice ma stiamo arrivando a conclusione".

lunedì 7 ottobre 2013

Imu, respinto emendamento Pd che voleva far pagare la prima rata alle case di lusso

ROMA - Esenti dalla prima rata Imu anche le case di lusso. E' stato dichiarato inammissibile infatti l'emendamento del Pd al decreto Imu, che propone di esentare dalla 1/a rata dell'imposta solo le case con una rendita catastale inferiore a 750 euro. Il primo firmatario, il capogruppo in commissione Bilancio Maino Marchi, presenterà ricorso. L'emendamento del Pd è stato dichiarato inammissibile, assieme ad altri, per estraneità di materia, in quanto esso prevede di utilizzare i risparmi provenienti dal pagamento dell'Ici da parte di una fetta di proprietarie per coprire alcune spese. La prima è il ritorno dell'aliquota Iva, a novembre, al 21%; la seconda è l'innalzamento di 50 milioni del Fondo per gli affitti; la terza è un finanziamento di 400 milioni per la Cig in deroga per gli ultimi mesi del 2013.

lunedì 30 settembre 2013

Berlusconi: votiamo la cancellazione dell’Iva e la legge di stabilità, poi al voto. "La nostra esperienza di governo è finita"


ROMA - A palazzo Grazioli c'e' stato un vertice tra Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del partito. La decisione di far dimettere i ministri è stata mia. Lo ha detto, a quanto si apprende, Silvio Berlusconi, nel corso della riunione. "Dobbiamo restare uniti, non dobbiamo dare all'esterno l'impressione che sta dando il Pd, i panni sporchi si lavano in casa. Quello che hanno fatto i ministri lo hanno fatto in buona fede ma abbiamo chiarito tutto", ha detto, a quanto raccontano, Silvio Berlusconi nel corso della riunione del Pdl. "Per il bene del Paese assicuriamo che in una settimana votiamo la cancellazione della seconda rata Imu, la legge di stabilità, purche' non aumenti la pressione fiscale, la cancellazione dell'Iva e poi torniamo al voto e vinciamo", ha affermato Berlusconi ai gruppi Pdl. Il 4 ottobre si terrà la manifestazione del Pdl in piazza Farnese, hanno deciso i gruppi nel corso della riunione. "O congeliamo le dimissioni dei ministri e, così facendo, vengono meno le ragioni per un voto di fiducia oppure il Pdl deve votare la fiducia". Così Fabrizio Cicchitto al termine della riunione del Pdl, sottolineando che questo è l'unico modo per fare ciò che Berlusconi ha detto e cioè votare delle misure in pochi giorni".
La replica di Berlusconi è arrivata alla riunione dei parlamentari del Pdl, iniziata attorno alle 19.30: "la nostra esperienza di governo è finita".  Il leader del Pdl ha poi aggiunto: "Siamo contrari a governicchi che si reggono con transfughi e traditori".

mercoledì 25 settembre 2013

Alfano firma il decreto per i soldi ai Comuni per l'Imu

ROMA - Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha annunciato su Twitter di aver firmato il "decreto che attribuisce ai Comuni i soldi per compensare il mancato introito dell'Imu". "Tutto bene", ha commentato il vicepremier, perché "i cittadini non pagano la tassa sulla casa e i Comuni continueranno tranquillamente ad erogare i loro servizi". Il rimborso previsto è di 2,3 miliardi di euro.

domenica 22 settembre 2013

Saccomanni: tregua sull’abolizione di Imu e Iva, altrimenti me ne vado

ROMA - Il Ministro dell'Economia reagisce alle pressioni di Pdl e Pd. Dobbiamo trovare subito 1,6 miliardi per rientrare di corsa nei limiti del 3 per cento. Poi si dovrà concordare una tregua su Iva e Imu, rinviando la questione al 2014 con la legge di Stabilità che va presentata entro il 15 ottobre.
E' questa la sintesi del pensiero del ministro Saccomanni riferita dal Corriere della Sera, in un colloquio in cui il ministro si dice pronto a lasciare: "Gli impegni vanno rispettati, altrimenti non ci sto". Se si agisce subito, ritiene Saccomanni, è sperabile che l’effetto sui tassi d’interesse sia positivo e si possa finire l’anno con un dato consuntivo sul deficit ben inferiore al maledetto limite del 3 per cento, grazie ad alcune operazioni già allo studio, come una serie di privatizzazioni, e la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia oggi a bilancio degli istituti che ne detengono il capitale per cifre irrisorie. Una volta aggiornate le quote di via Nazionale ne beneficerebbe anche l’Erario. Solo così, è sempre il pensiero del ministro, si potrebbe aprire una seria prospettiva per la riduzione delle tasse e rendere praticabile un sostegno alle imprese con l’alleggerimento del cosiddetto cuneo fiscale. Ma questo presuppone che non si vada a votare presto, altrimenti è tutto inutile. E oltre alle sanzioni del mercato, avremmo anche le multe dell’Unione Europea.

Anche l’ipotesi di differire l’aumento dell’Iva a fine anno, secondo Saccomanni, è poco praticabile. Nemmeno se aumentassimo la benzina di 15 centesimi, è l’esempio che propone il ministro, riusciremmo a incassare l’equivalente. Ma, avverte, "io non mi metto alla disperata ricerca di un miliardo se poi a febbraio si va a votare. Tutto inutile se una campagna elettorale è già iniziata".
''Noi non vogliamo l'aumento dell'iva, abbiamo spinto perché l'aumento venisse rinviato e siamo convinti che vada evitato''. Lo ha detto il vice ministro dell'economia Stefano Fassina intervistato da Maria Latella a SkyTg24. ''Bisogna fare delle scelte - ha aggiunto - Da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 mld di euro''. "Se solo il 10% continua a pagare l'Imu" è possibile "evitare l'aumento dell'Iva". 'Purtroppo siamo in una situazione difficile, la coperta è cortissima'', ha spiegato Fassina, ricordando che servono un miliardo per evitare l'aumento dell'Iva, 2,4 miliardi per la seconda rata dell'Imu, 1,6-1,7 mlod per tornare al 3% del deficit/Pil, poi ci sono le missioni internazionali, le risorse della cig in deroga: ''in questo quadro bisogna scegliere e la riflessione che ho invitato a fare è di non aumentare l'Imu, ma dovendo discutere la seconda rata, se confermiamo l'eliminazione dell'Imu per il 90% delle famiglie e la lasciamo sul 10% delle abitazioni di maggior valore, recuperiamo 1 mld che ci consente di evitare l'aumento dell'Iva''. Interpellato sulla soglia da considerare per far scattare l'imposizione dell'Imu, Fassina ha precisato: ''Se noi lasciamo l'Imu su chi ha pagato 1000 euro o più di Imu riusciamo a recuperare le risorse che ci permettono di evitare l'aumento dell'Iva''. ''Se prevale la demagogia non andiamo da nessuna parte'', ha aggiunto Fassina, sottolineando che fa bene il ministro Saccomanni a richiamare tutti al senso di realtà''.
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, esprime a Saccomanni "vicinanza e piena sintonia". Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi aggiungendo che "i margini per soluzioni di politica economica ci sono". Le stesse fonti aggiungono con fermezza che devono finire gli "aut aut al governo".
Capezzone: 'Minacce Saccomanni alimentano l'instabilità"  - "No scuse, no alibi. Ci sono risorse sia per fermare aumento Iva sia per confermare abolizione Imu su prima casa. E le dimissioni si danno o non si danno, più che annunciarle..." Lo afferma Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Finanze della Camera. "Non ho mai fatto polemiche dirette con il ministro Saccomanni, verso il quale ho stima personale. Ma trovo francamente sconcertante e contraddittorio - sottolinea - il fatto che, nei giorni pari, si deplori l'incertezza, e nei giorni dispari la si alimenti con minacce di dimissioni". "Aggiungo due considerazioni. La prima: le dimissioni si danno o non si danno, più che annunciarle, prospettarle, minacciarle. La seconda: ci sono le risorse sia per fermare l'aumento dell'Iva sia per confermare la cancellazione dell'Imu sulla prima casa, come abbiamo largamente mostrato e dimostrato. Quindi, non ci sono scuse né alibi: gli impegni assunti davanti ai cittadini possono e debbono essere mantenuti", conclude.

venerdì 30 agosto 2013

Palazzo Chigi smentisce: niente stangata Imu sulle seconde case


ROMA - Palazzo Chigi smentisce le indiscrezioni su nuove ipotesi di tassazione sulle seconde case, per coprire il provvedimento sull'Imu, riportate su alcuni giornali stamane. Tali indiscrezioni evidentemente si riferiscono a bozze circolate nei giorni scorsi e che non faranno parte del provvedimento che sarà in Gazzetta Ufficiale

Imu, stangata da un miliardo per i proprietari delle seconde case

ROMA -  Imu sulla prima casa abolita, copertura del mancato gettito addossata ai proprietari di una seconda abitazione. Il decreto approvato dal governo reintroduce infatti l’Irpef sugli immobili non locati, categoria che comprende le case di vacanza oppure appartenenti a cittadini residenti all’estero. La tassa dovrà essere corrisposta allo Stato a novembre insieme all'acconto Irpef.
Una vera e propria stangata da un miliardo di euro valida già per l’anno fiscale 2013 in esplicita deroga allo Statuto dei contribuenti, che non consentirebbe l’introduzione di norme retroattive: l’articolo 6 del decreto stabilisce di assoggettare a tassazione Irpef il 50% del “reddito dominicale dei terreni non affittati e il reddito dei fabbricati non locati”, quest’ultimo da calcolare rivalutando del 5% la rendita catastale dell’immobile e aumentandola di un terzo. Se l’abitazione rimane sfitta solo in certi periodi dell’anno, l’imposta verrà determinata in modo proporzionale. Nel 2012 sono stati 15,3 milioni gli italiani che hanno versato l’Imu sulla seconda casa.

Nel concreto, uno studio de Il Corriere della Sera evidenzia la pesante incidenza dell’Irpef sulle finanze dei contribuenti: considerando un trilocale di 80 mq, classe catastale A/3, un proprietario con reddito annuo di 30mila euro può arrivare a pagare fino a 368 euro in più rispetto all’anno scorso se residente a Roma, 290 euro nel caso di Milano. L’Irpef su un’abitazione di 110 mq, classe A/2, di un cittadino di reddito pari a 80mila euro supererà l’Imu 2012 di oltre 800 euro a Torino, mentre a Bologna sfiorerà i 700. Un aumento ancora più consistente se paragonato all’imposta dovuta nell’anno 2011, nell’ordine dei 1000 euro nelle grandi città: allora Irpef e Ici venivano sommate, ma le aliquote sull’Imposta comunale – calcolata su un imponibile nettamente inferiore - erano più basse.

giovedì 29 agosto 2013

Fassina: all’addio all’Imu farà scattare l’Iva. Alfano: non è vero

ROMA - L'addio all'Imu, con la cancellazione per tutti delle rate dell'imposta, rende ormai "irrimediabile" l'aumento dell'Iva previsto per il primo ottobre. Ne è convinto il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina. "In una fase così difficile - spiega - dedicare un miliardo per eliminare l'Imu per meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse a finanziare, ad esempio, il rinvio dell'aumento dell'Iva per ottobre".
La cancellazione dell'Imu non porterà all'introduzione di altre tasse perché il gettito mancante verrà compensato da tagli alla spesa pubblica e "altre modalità virtuose". E' stata un'operazione "fatta senza commutare questo con altre tasse". Questa, indirettamente, la risposta del vicepremier Angelino Alfano al collega di governo Fassina: "Speriamo che tutto ciò si trasformi in consumi perchè impedendo che i soldi per il pagamento dell'Imu affluiscano alle casse dello Stato avremo messo circa 5 miliardi nell'economia reale", ha aggiunto Alfano.

Il vicepremier poi, sul tema Iva, non si sottrae e precisa: il prossimo obiettivo è quello di evitarne l'aumento, a partire dalla scadenza di ottobre. "Per noi ha avuto davvero il senso di una missione compiuta - dice riferendosi al provvedimento preso in Consiglio dei ministri - perché è stata una grande battaglia che abbiamo spiegato agli italiani durante la campagna elettorale e avere centrato questo risultato è davvero straordinario. E' chiaro che lo consideriamo non il nostro successo, ma il successo di milioni di italiani che dovevano pagare una tassa e non dovranno più pagarla". Ma aggiunge anche: "Ora un altro obiettivo importante che abbiamo per settembre è quello di evitare l'aumento Iva di un punto percentuale e siamo fiduciosi".

Fassina - Insomma, per Fassina la "vittoria" del Pdl sull'Imu rende ormai una via obbligata il ritocco di un punto sull'imposta sul valore aggiunto. Ma, continua, quelle risorse sarebbero servite anche ad "allentare il Patto di stabilità interno dei Comuni e a rianimare i piccoli cantieri e l'attività di migliaia di imprese artigiane e relativi lavoratori". Tutto sfumato, per il viceministro, proprio per colpa del decreto legga appena approvato.

D'altra parte, Fassina ci tiene a precisare che il Consiglio dei ministri ha abolito l'Imu ma "non la tassazione sulla prima casa" perché la Service Tax "conferma una componente patrimoniale dell'imposta come è per l'Imu". Una decisione che viene giudicata dal viceministro un buon compromesso tra le esigenze politiche in campo, che però contiene anche parti che il Pd giudica "sbagliate", come spiega all'Huffington Post. "Dobbiamo dire la verità. L'errore va evitato nel reperimento dei 2,4 miliardi necessari a finanziare la cancellazione della seconda rata dell'Imu 2013 dovuta a dicembre. Vanno chiamate a contribuire anche le prime abitazioni di valore più elevato attraverso un acconto della Service Tax o altre soluzioni temporanee. Altrimenti, priorità di interesse generale continuano a soffrire".

Anche il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, ritiene a questo punto inevitabile l'aumento dell'Iva. "E' chiaro - spiega - che avere dedicato tante risorse all'abolizione dell'Imu creerà qualche problema in più sulla questione dell'Iva, su questo il viceministro Fassina ha perfettamente ragione".



mercoledì 28 agosto 2013

Il CdM cancella l’Imu “senza nuove tasse”. Berlusconi: promesso, fatto

ROMA - ''L'Imu è cancellata, dal 2014 non ci sarà più l'Imu come l'abbiamo conosciuta fino a oggi, nella linea dell'impegno assunto con la nascita del governo. Il superamento porta oggi alla fine dell'Imu e dal 1 gennaio 2014 ci sarà la Service Tax'' che sarà ''formalizzata con la legge di stabilità''. Lo ha detto il premier Letta al termine del Cdm.
La cancellazione della prima rata dell'Imu e il rifinanziamento della Cig avverra' ''senza nuove tasse'' ha assicurato Letta. Le coperture sono indicate nel decreto approvato oggi dal consiglio dei ministri.
Nel decreto che accompagnerà la legge di stabilità, il 15 ottobre, ''saranno indicate le coperture della seconda rata dell'Imu perchè alcune coperture si svilupperanno nelle prossime settimane'' ha spiegato il premier
"Questa operazione" sull'Imu "la facciamo senza modificare il saldo dei conti pubblici e dunque il messaggio che diamo a Bruxelles è che facciamo questa operazione rimanendo sotto il 3%" del rapporto deficit/pil, ha garantito Letta.
Nella bozza di decreto entrato in Consiglio dei ministri è contenuta l'eliminazione della prima rata dell'Imu. L'impegno politico alla cancellazione della rata di dicembre è scritto nella relazione tecnica che accompagna il decreto. E' quanto riferiscono fonti ministeriali.
''Abbiamo dato una risposta strutturale a 6.500 persone'' cioè i ''licenziati individuali'', ovvero la ''categoria più disagiata'' tra gli esodati, ha inoltre annunciato Letta sottolineando che questo è il quarto intervento, dopo tre del governo Monti, a favore degli esodati. A Palazzo Chigi sono stati inoltre prei altri importanti provvedimenti di tipo economico. "Abbiamo rifinanziato la cassa integrazione per mezzo miliardo di euro", ha detto infatti ancora il premier, sottolineando che si tratta di "una prima risposta molto importante" per l'emergenza lavoro. 
"Cdm: missione compiuta! Imu prima casa e agricoltura 2013 cancellata. Parola Imu scomparirà dal vocabolario del futuro". Lo annuncia Angelino Alfano, su Twitter. "Per finanziare la cancellazione dell'Imu non aumentano altre tasse: tagli alla spesa pubblica e altre scelte virtuose!". Lo afferma il vicepremier Angelino Alfano, su Twitter, definendo il dl Imu "una legge tax free".
Arriva anche il commento di Berlusconi: "Promesso, fatto. Nelle tasche degli italiani tornano 4 miliardi di euro".

Imu, iniziato il CdM. Il capogruppo Pdl Brunetta: l’accordo c’è, via la tassa nel 2013

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha iniziato alle 17 di questo pomeriggio ed è decisivo per la controversa abolizione definitiva dell'Imu 2013. L'obiettivo del governo è quello di cancellare la tassa sia sulla prima, che sulla seconda casa: per la copertura economica dell'operazione servono 4,6 miliardi.

L’accordo è stato trovato. A confermare quella che finora è solo un'ipotesi, sono arrivate le parole del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. "Finalmente ci sarà la soluzione per l'Imu sulla prima casa e i terreni agricoli. Cancellazione per il 2013 e riforma complessiva della tassazione degli immobili, in termini di service tax, dal 2014. Stiamo definendo - ha spiegato Brunetta - le coperture in maniera seria, responsabile, trasparente".