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lunedì 3 febbraio 2014

Berlusconi: lieto del ritorno di Casini nell'area dei moderati

ROMA -  "In questi giorni non ho condiviso gli attacchi a Pier Ferdinando Casini, il cui ritorno nell'area dei moderati è da sempre stato da me auspicato e del quale non posso che esserne lieto, ritenendo che anche il suo movimento potrà offrire un reale contributo alla vittoria del Centrodestra". Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota. "Da molto tempo mi si attribuiscono posizioni e indicazioni che quotidianamente influenzerebbero la linea dei giornali dell'area di Centrodestra. Mai sono intervenuto né sulle decisioni editoriali, né su singole vicende rispettando appieno la libertà dei giornalisti e dei direttori".

venerdì 24 gennaio 2014

No ribadito di Forza Italia alle preferenze

ROMA - Nessuna apertura di Forza Italia sulle preferenze. Sarebbe questo l'esito dell'incontro, secondo fonti parlamentari, tra Denis Verdini e Maria Elena Boschi. Fi potrebbe invece concordare su un innalzamento della soglia dal 35 al 38 per cento.
"Vedo che le preferenze sono diventate improvvisamente popolarissime ma io, che ho iniziato a prenderle, e molte, a vent'anni, sento il dovere morale di dire che oggi sarebbe un errore enorme reintrodurle". Così il ministro Dario Franceschini risponde in Transatlantico su uno dei nodi della riforma elettorale. Reintrodurre le preferenze sarebbe un errore, per Franceschini, "non soltanto perché farebbero quasi certamente saltare l'intesa raggiunta ma molto di più per i danni al sistema politico e alla sua trasparenza". Le preferenze, spiega, "come tutti sanno, farebbero aumentare a dismisura i costi delle campagne elettorali dei singoli candidati, con tutti i rischi connessi, non sempre porterebbero in Parlamento i migliori e comunque lo priverebbero della presenza di competenze e professionalità indispensabili". "Io da capogruppo - aggiunge Franceschini - ho conosciuto deputati indispensabili per competenze e lavoro che non riuscirebbero mai a essere eletti. Non è un caso se in nessun paese di Europa sono utilizzate le preferenze per il parlamento nazionale, ma soltanto o collegi uninominali, da sempre la proposta del Pd, o liste corte, perché dappertutto cercano intelligentemente di avere gruppi parlamentari che siano un mix di radicamento territoriale e competenze".
"Mi sembra che Renzi abbia fatto una cosa doverosa, per cambiare le regole del gioco bisogna parlare col leader dell'opposizione. La parte più significativa dell'accordo sulla legge elettorale è il superamento del bicameralismo perfetto, siamo l'unico paese ad averlo. Poi la riforma del titolo V. Nella proposta di nuova legge elettorale vedo due problemi, ma Parlamento non è un passacarte e potrà migliorarla. Il primo è lo sbarramento al 35%, con un premio di maggioranza così alto. Deve salire almeno al 40%. E poi le preferenze, che non vanno mitizzate. Però con i collegi così stretti non hanno controindicazioni, permettono solo agli italiani di scegliere". Lo ha detto il senatore Pierferdinando Casini intervenendo questa mattina ad Agorà, su Rai Tre.
La proposta di legge di riforma elettorale venuta fuori dai colloqui informali fra il segretario del Pd, Matteo Renzi, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, è illegale. Lo afferma il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle alla Camera che ha scritto alla presidente di Montecitorio, Laura Boldrini, una lettera denunciando tutte le violazioni del regolamento avvenute in commissione Affari costituzionali e chiedendole di intervenire per garantire il rispetto delle regole. "Il 'pregiudicatellum' - denuncia il M5S - è giunto in commissione non solo senza il vaglio degli uffici tecnici della Camera, ma addirittura senza neanche essere depositato. È stato presentato con una veste informale priva di elementi essenziali e imprescindibile per la discussione quali le tabelle che definiscono la divisione territoriale delle circoscrizioni e dei collegi plurinominali. Ciò, inoltre, è avvenuto dopo due giorni di discussione sul nulla, basata solo su indiscrezioni di stampa". Inoltre, evidenziano i grillini, il provvedimento, "giunto in commissione come un canovaccio, in un primo momento viene fintamente presentato come proposta di testo base (senza numero di protocollo e senza esser stato vagliato dagli uffici tecnici, come avviene per tutte le proposte di legge) per poi diventare una proposta di testo unificato', ovvero l'accorpamento delle diverse proposte di legge depositate dai gruppi parlamentari. Peccato che nel 'pregiudicatellum' ci siano elementi non presenti in alcuna delle proposte di legge depositate". Per il M5S, quindi si tratta di "una legge che nasce da un contesto extraparlamentare, mai depositata alla Camera e che viola numerose norme regolamentari. Ecco come fanno le cose il Pd di Renzi e Berlusconi. È stato chiesto alla Boldrini di intervenire per ristabilire la legalità in questo Parlamento. Ma si è certi che la vergogna non è termine noto a questi politici"

giovedì 12 dicembre 2013

Quagliarello: legge elettorale, o accordo in 15 giorni o crisi

ROMA -"Nei prossimi 15 giorni", al più "subito dopo la Befana", questa maggioranza o trova un accordo "su legge elettorale e riforma del bicameralismo"o va in crisi. E allora ognuno si prenderà le sue responsabilità". Così il ministro Gaetano Quagliariello a SkyTg24. "La maggioranza deve avere una proposta che avanza all'opposizioni",afferma.
"A 24 ore dalla fiducia ottenuta dal governo Letta-Alfano, Quagliariello che fa? Minaccia la crisi sulla legge elettorale? Fa il Brunetta? Usa irresponsabilmente la strategia degli aut aut nei confronti dell'esecutivo al quale appartiene? E non si era detto che la riforma della legge elettorale era competenza del Parlamento e non del governo? Che tristezza!". Così Renato Brunetta capogruppo di Fi alla Camera.

"Un conto è abolire il Senato, ipotesi più che praticabile e per molti anche condivisibile, un conto e' avallare un vero e proprio scippo della Camera dei Deputati ai danni del Senato sulla legge elettorale esercitato sulla base di una decisione trasversale che contraddice precedenti deliberazioni e intendimenti concordati. Si sta preparando una fase di prepotenza che non promette nulla di buono". Lo dice Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri di Palazzo Madama.

domenica 20 ottobre 2013

Monti scatenato: Letta inginocchiato al Pdl, Casini ci ha fatto perdere

ROMA - Senza un contratto di coalizione chiaro, accadrà in futuro quello che è successo per la manovra, con Letta che sull' Imu, ''si è inginocchiato al Pdl, con la conseguenza di una manovra non adeguata sul cuneo fiscale e facendo aumentare l'Iva''. Lo ha detto Mario Monti a ''In mezz'ora''.
"Scelta Civica ha sempre detto che la grande coalizione e questo presidente del Consiglio sono la migliore cosa per il Paese, io sono perché duri 5 anni vorrei che fosse il governo 'del fare' come ha fatto all'inizio, ma poi per il predominare di Pd e Pdl è diventato il governo del 'disfare' alcune riforme fatte in passato"
''Chi minaccia la stabilità del governo? E' ridicolo dire che sia Scelta Civica. Piuttosto è minacciato dal Pd che, in questa fase precongressuale, è una variabile indipendente; e dal Pdl che fa continui diktat, tanto che spesso si scrive Letta ma si legge Brunetta''.  ''Tutto e' condizionato dalla posizione del senatore Berlusconi. D'altra parte dopo che varammo la legge Severino, Alfano alla Camera ritiro' la fiducia alla politica economica del mio governo''.

Perchè lo strappo di Casini e Mauro da Scelta Civica? ''Bisogna chiederlo a loro. Se fosse a viso aperto lo capirei; ma lo fanno perché vedono più spazio elettorale da quella parte. -  Ha detto Monti - 'Anche io avrei fatto un accordo con il Pdl - ha aggiunto - ma per dar vita a un centrodestra depurato da certe personalità e prassi, incompatibili con Scelta Civica''. "Mi rivolgo a chi non ha votato Scelta Civica, pare siano tanti, perchè avevamo Casini.. puo' essere che avessero ragione loro". T”rovo strano che Mauro e Casini critichino Scelta Civica per un non sufficiente appoggio al governo e poi vadano verso coloro che lo minacciano davvero''.

venerdì 18 ottobre 2013

Casini: non so come voterò su Berlusconi. E nasce con lui e fuoriusciti da SC un gruppo al Senato

ROMA - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, non ha ancora deciso come voterà in Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. "Non è vero che ho contrattato con lui, non gli ho parlato e non gli parlerò", ha assicurato a Matrix. "Sarà un voto che appartiene solo alla mia coscienza - ha aggiunto - e al momento giusto lo dirò".
Sulla rottura con Monti, Casini afferma: "Le accuse di Monti nei miei confronti sono semplicemente ridicole. Monti sa cosa significa governare questo Paese quando c'è una maggioranza litigiosa. Questa politica del doppio binario, questo atteggiamento rissoso, anche da parte di Monti, sull'azione dell’esecutivo, questi continui distinguo, non sono accettabili". A proposito delle dimissioni del senatore a vita da Scelta Civica, aggiunge: "Non gli chiederò di ritirarle perché questo non mi riguarda".

Arriva nuovo gruppo a Palazzo Madama - Verso un nuovo gruppo al Senato, formato da 12 senatori di Scelta civica, tra cui Pier Ferdinando Casini e Mario Mauro. Dopo le dimissioni di Monti, gli undici firmatari del documento in sostegno del governo, più il ministro Mauro, sono pronti a compiere il primo passo verso una formazione politica dei moderati e popolari. Il nuovo gruppo, che attrarrebbe la maggioranza dell'attuale gruppo Sc, dovrebbe avere la parola 'popolari' nel nome. E potrebbe attrarre, si racconta a Palazzo Madama, anche due o tre senatori Pdl.

martedì 15 ottobre 2013

Casini: per Berlusconi ci vuole il voto segreto

ROMA - "Se si interpellassero 100 presidenti delle assemblee parlamentari neppure uno direbbe che la decadenza di Berlusconi può essere votata a scrutinio palese".
Lo ha detto Pier Ferdinando Casini, ospite di Radio Anch'io. "In linea teorica il voto palese si potrebbe anche fare, ma il regolamento del Senato in questi casi tutela il segreto e va applicato. I principi - conclude - non possono essere rispettati in modo più o meno disinvolto a seconda delle persone".

martedì 15 gennaio 2013

Berlusconi: Monti? Un leaderino spaventato dai sondaggi


ROMA - "Monti è molto diverso da come pensavamo e ci siamo cascati. E' sotto shock per i sondaggi che lo indicano come uno dei leaderini del centro". Lo afferma Silvio Berlusconi stamattina a "Omnibus". "Il nostro avversario è Bersani, Monti ha rivelato il patto pre-elettorale con Bersani, si è presentato sotto mentite spoglie di indipendenza ma è una protesi della sinistra. Tutti i voti dati a lui vanno alla sinistra", spiega il leader del Pdl che reagisce così alle accuse che gli ha rivolto il premier durante la trasmissione “Porta a Porta” di ieri sera nella quale lo ha tacciato di “pifferaio magico” 
"Fini e Casini hanno partiti di proprietà". Parte poi così il nuovo attacco di Silvio Berlusconi ai centristi. Il leader del Pdl sottolinea  come "dato che loro sono sempre vicini alla famiglia, hanno introdotto il quoziente familiare nei partiti, avendo candidato 4 figli di parlamentari precedenti, il nipote di De Mita e il genero e la cognata di Casini".
"Sotto processo dovrebbero andare i giudici di Milano, che sono mostruose macchine di diffamazione" ha affermato anche Berlusconi, il quale sottolinea come il pm del processo Ruby, Ilda Boccassini, "dovrebbe andare sotto processo per aver impiegato risorse dello Stato su un'accusa inesistente".

mercoledì 2 gennaio 2013

Berlusconi: meglio un voto al Pd che ai centrini di Monti, Casini e Fini


ROMA - "Per evitare fenomeni scandalosi come quelli di cui si sono resi protagonisti Lusi, Fiorito e Penati, abbiamo deciso di mettere in lista persone che che non hanno bisogno di arricchirsi con la politica". A dirlo è il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, intervenendo a Canale Italia. "Queste persone stanno per sottoscrivere un patto per la riduzione del 50% dei componenti di Camera e Senato, e contemporaneamente il dimezzamento degli emolumenti".
Sull'esito del voto, Berlusconi afferma: "Io spero che i moderati si facciano consapevoli del fatto che i voti del centrino sono tutti voti che vanno a favore del Pd di Bersani o al partito di Vendola. Credo che non si possa votare per Monti se non su una base di simpatia personale, non vedo altri motivi".
"Spero - aggiunge - che gli elettori scelgano la strada migliore, diano il voto direttamente al Partito democratico, piuttosto che sostenere il centrino di Fini, Casini e Monti".
''Con gli attuali assetti l'Italia è un paese ingovernabile, occorre mettere mano alla Costituzione'', precisa poi, riferendosi alla situazione istituzionale. ''Il presidente del consiglio - spiega Berlusconi - non può cambiare un ministro: se lo deve fare deve sfiduciare se stesso. Inoltre non esiste il decreto legge se non sotto il vaglio del presidente della Repubblica. Il disegno di legge mediamente ci mette 450 o 600 giorni a passare il vaglio di Camera e Senato e quando diventa legge di originale mantiene solo il titolo''.
Secondo l'ex premier ''la Corte costituzionale poi è un organismo politico di sinistra, con 7 componenti di sinistra e 4 di centrodestra. Gli ultimi tre presidenti della Repubblica hanno mandato lì i loro amici, rendendone il luogo dove vengono cassati i provvedimenti del Governo. Capisco il timore dei padri costituenti nel dare troppo potere al Governo rischiando il riaffacciarsi di un regime, ma in questo assetto, al Governo vengono dati poteri residuali e messi mille inciampi''.

martedì 25 dicembre 2012

Monti telefona auguri e ringraziamenti a tutti (anche a Berlusconi)


ROMA - Il premier dimissionario, Mario Monti, ha telefonato in occasione del Natale al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dopo gli auguri di rito, Monti ha espresso "profonda riconoscenza per l'alta guida morale e istituzionale che il Capo dello Stato ha esercitato nei confronti dell'intera comunità nazionale e del governo". Il premier ha quindi chiamato i presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini.
Monti ha voluto sentire anche i principali leader politici del Paese, da Silvio Berlusconi a Angelino Alfano, da Pier Luigi Bersani a Pier Ferdinando Casini. A loro ha espresso "apprezzamento per l'impulso" impresso all'attività del Parlamento in questo periodo "di emergenza nazionale". Monti ha sentito anche Gianni Letta.

lunedì 24 dicembre 2012

I moderati: inchino a Monti, faccia tutto lui, liste comprese


ROMA - I moderati dicono si' alle 'condizioni' di Mario Monti e, dopo un vertice al quale erano presenti Pier Ferdinando Casini, Luca Cordero di Montezemolo e Andrea Riccardi e Lorenzo Cesa, danno il via libera al professore sulla composizione delle liste ed hanno deciso di rimettersi alla decisione dell’ex premier anche sulla scelta fra una lista unica o più liste federate.

giovedì 20 dicembre 2012

Monti premier di una coalizione di centro. Prima, però, il programma, poi si vedrà


ROMA - Ormai non ci sono dubbi sulla sostanza ma solo sulla forma. Monti si candiderà premier di una coalizione di centro ma resta da valutare se con una lista unitaria 'pro-Monti' anche alla Camera (al Senato la scelta appare obbligata) come vorrebbe Casini ma non Montezemolo. L'alternativa è una sorta di federazione in cui le singole anime sarebbe unite dall'agenda e dal sostegno a Monti a Palazzo Chigi. Entro domenica l'annuncio e il programma.
Prima si stabilisce un programma, poi si valuta il resto. E' questa la road-map che Mario Monti ha in mente. Ed è questo il percorso che ha illustrato ai suoi più fedeli sostenitori: Montezemolo, Casini, Cesa, Riccardi. Da palazzo Chigi non smettono di sottolineare che "il presidente non ha ancora deciso se e come impegnarsi nella campagna elettorale". "La situazione è in continua evoluzione e quello che è vero ora, cioè una sua partecipazione, non lo é fra due ore", spiega una fonte che frequenta quotidianamente il professore. Precisazioni che non fanno recedere i 'montiani' dalla convinzione che il presidente del Consiglio, in un modo o nell'altro, parteciperà alla competizione elettorale.
Per quanto riguardo i nomi da candidare l'obbligo è rispettare i principi del decreto sulle liste pulite varato dall'esecutivo. Monti in ogni caso ha chiesto a tutti i leader dei moderati di impegnarsi in prima persona. 
Monti ha spiegato che in ogni caso prima del via libera sulla legge di stabilità e dello scioglimento delle Camere non ufficializzerà la decisione presa. Il presidente del Consiglio si sta concentrando sul manifesto da presentare. Un'agenda in linea con l'attuale governo, riforme radicali per cambiare l'Italia e soprattutto per raccogliere i semi del lavoro fatto. Ovvero l'obiettivo è imprimere un'accelerazione sui provvedimenti in cantiere, dall'abbattimento del debito al taglio graduale dell'Irpef. Il Professore presenterà il programma e chiederà anche ai riformisti del Pdl e del Pd di sottoscriverlo. 

mercoledì 19 dicembre 2012

Monti rinvia la conferenza stampa e incontra i centristi


ROMA - La conferenza stampa del presidente del Consiglio, Mario Monti, prevista per venerdì 21 dicembre alle 12, "é stata rinviata ad una data che sarà tempestivamente comunicata". Lo annuncia l'Ordine dei giornalisti.
Stamani, intanto, si è tenuto un vertice dei rappresentanti delle liste moderate di centro a Palazzo Chigi. Presenti il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa e il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi.

Quattro liste per Monti. Berlusconi: Fini e Casini “orridissimi”, mi presento, decade l’offerta al premier


ROMA - I movimenti al centro  - riportano le indiscrezioni dei quotidiani - prevedono una federazione di liste per Monti ormai definita: quattro listoni tra cui Udc e Fli, Montezemolo e i transfughi del Pdl. Oggi l'ex presidente della Ferrari dovrebbe annunciare infatti la lista di Italia Futura.
Ieri sera a Porta a Porta Inizialmente Berlusconi aveva spiegato che "se Monti sciogliesse il dubbio e dicesse di essere disposto a fare il candidato premier di tutti i moderati io farei un passo indietro da candidato premier e sarei felicissimo. Lui avrebbe sotto di sé un Pdl che è sempre stato leale al governo tecnico e non gli ha mai votato contro". Successivamente, però, si è corretto: "Dopo quello che ha detto Casini si mette fine a questa possibilità. Non credo che a Monti convenga mettersi in un partito con Casini e Montezemolo, passerebbe da deus ex machina a piccolo protagonista della Repubblica". E ha definito Casini e Fini “orridissimi”.
 "Punto al 40%, avendo una montagna di argomenti” - ha aggiunto -  spiegando che in Italia “non c'è alternativa alla mia proposta". 
"Già con la mia apparizione il mio partito è salito di 4 punti" ha affermato Silvio Berlusconi, spiegando che "ho molto da recuperare" in merito alle presenze in tv. "Da quando non mi sono presentato al pubblico noi abbiamo avuto un degrado nel consenso che ci ha allontanato molto dai numeri della sinistra - ha aggiunto - Ho ritenuto di tornare in base a sondaggi e focus secondo la cui indicazione io sarei in grado di far avere un numero di consensi più alto".
Berlusconi è quindi tornato a parlare del rischio che l'Italia possa uscire dall'euro qualora la Bce non "faccia la vera banca" con l'eventualità di "poter stampare moneta". "Se non si cambia linea economica in Europa e non si danno più poteri alla Bce - avverte Berlusconi - saremo costretti, sfortunatamente, a uscire dall'euro e tornare alla nostra moneta per essere competitivi con i prodotti tedeschi".
Nessuna "tensione" o "frattura" tra il presidente della Repubblica e il premier Monti. Lo precisa lo stesso capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in una lettera inviata a "La Stampa" in cui sottolinea che la "temperatura dei colloqui" svoltisi in queste settimane non è affatto "gelida". Napolitano chiarisce tra l'altro che ogni decisione relativa al nuovo governo "nascerà dalle consultazioni post-elettorali con tutti i partiti".

giovedì 15 novembre 2012

Fini: mi candiderò con Casini in una lista per Monti


ROMA - Fini con Mario Monti alle prossime elezioni. Il presidente della Camera ha detto che si ricandiderà al Parlamento "perché è giusto che a giudicarmi siano gli elettori". Lo farà nella "lista per l'Italia a cui stiamo lavorando con Casini e gli amici dell'Udc che chiami a raccolta le energie migliori nell'ambito politico, sociale e professionale di chi non vuole archiviare dopo il voto la cosiddetta 'agenda Monti'" e sia "convinto che il Paese non possa fare a meno della sua esperienza e credibilità e debba avere un governo politico".

Una lista, ha spiegato Fini alla trasmissione radiofonica Radio anch'io, che intende "essere presente alle elezioni come alternativa a un governo delle sinistre ed è deluso da una certa deriva populista e radicale dall'altra parte".

Fini ha inoltre sottolineato la convinzione di una "significativa convergenza" fra questo suo progetto politico e quello di Luca Cordero di Montezemolo e della sua associazione "ItaliaFutura'" che sabato prossimo a Roma scoprirà le sue carte in vista delle prossime elezioni. "Bisognerà aspettare di sentire le sue parole - ha concluso Fini - ma sono convinto condivida e converga sulla necessità per il Paese di portare avanti con un governo politico l'agenda Monti e non fare a meno di una personalità come Mario Monti".

sabato 10 novembre 2012

Bersani attacca ancora sulla legge elettorale: Casini: dica chiaro che vuole il Porcellum


ROMA - "Chi pensa che con questa riforma elettorale si arrivi al Monti-bis è da ricovero. Ci sarebbe la palude e l'ingovernabilità. Lo tsunami, non per il Pd, ma per l'Italia". Pier Luigi Bersani stronca così l'ipotesi di riforma della legge elettorale. "Se non si garantisce la governabilità, noi ci metteremo di traverso. Dietro questa riforma c'é una logica furba del 'muoia Sansone con tutti i filistei', ma io sono fiducioso che si possa migliorare". Il leader del Partito democratico annuncia le barricate del suo partito se la riforma elettorale in discussione non prevederà un premio al primo partito.
"Non penseranno mica che mi metto a fare un governo con Berlusconi e Fini? - sbotta il segretario del Pd - Al di là di quanto sia alta la soglia il punto è se si vuole consentire a chi arriva primo di avere un ragionevole premio che non può essere sotto il 10%". Bersani sostiene la necessità di un premio che certo "non garantisce la maggioranza assoluta ma indica l'azionista di riferimento in grado di dire chi governa".
"Casini morirà di tattica. Io spero che metta la barra dritta a un certo punto e decida dove andare", aggiunge Bersani, a un incontro promosso da Left, criticando la mancanza di chiarezza della linea politica del leader Udc.
"Bisogna mettere le carte in tavola con serietà sulla legge elettorale. Questa mattina ho letto che Grillo e Bersani contestano questa riforma", ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini arrivando ad una iniziativa a Roma. "Lo dicano chiaramente - ha aggiunto - se vogliono tenere il Porcellum non devono avere paura di dirlo. Lo dicano in Parlamento e mi spieghino che è giusto che chi ha il 30% prenda il 55% dei seggi. Io ritengo che mettere una soglia, come peraltro ha richiesto la Corte Costituzionale, sia il minimo che si possa fare, perché un conto è premio del 7/8% un conto è il 25%. Quando Berlusconi e Prodi hanno vinto ed hanno raggiunto quasi il 50%, hanno preso il 6/7% di premio. Oggi questo non è più possibile per nessuno. Bisogna avere serietà - ha concluso Casini - le sceneggiate lasciano il tempo che trovano e dimostrano solo che c'é un tasso di strumentalità preoccupante: il Pd è una forza seria, si comporti da forza seria".

lunedì 8 ottobre 2012

Berlusconi pronto a non ricandidarsi “per unire il centrodestra”


ROMA - Silvio Berlusconi sarebbe pronto a non ricandidarsi. Ad annunciarlo è il segretario del Pdl, Angelino Alfano. "Per unire il centrodestra Berlusconi è pronto a non ricandidarsi. Per non consegnare l'Italia alla sinistra occorre un gesto di visione e generosità degli altri protagonisti del centrodestra", ha detto Alfano. "Se ne avremo le forze - ha poi aggiunto - la sinistra non andrà al governo e avremo uno Stato più leggero e meno tasse - ha assicurato - Con la sinistra al governo avremo uno Stato più pesante e più tasse".

Alfano ha poi rivolto un appello alle altre forze moderate. "Occorre un gesto di visione e generosià degli altri protagonisti storici del centrodestra”. Rivolgendosi direttamente a Pier Ferdinando Casini, ha aggiunto: ''Se Berlusconi non si ricandida, tu Casini sei chiamato a fare una scelta: hai il dovere di unire l'area dei moderati alternativa alla sinistra. Alle prossime elezioni, ha aggiunto, devono confrontarsi un'area moderata e quella della sinistra".

''Mi auguro che i fatti dimostrino che quel che ha detto Alfano sia vero'' ma ''gli italiani sono abituati alle giravolte di Berlusconi. Accettare le sfide è doveroso ma non cedere agli inganni lo è altrettanto'', ha risposto il leader dell'Udc.

domenica 30 settembre 2012

Fini e Casini si rialleano nel nome di Monti


AREZZO - Fini e Casini di nuovo alleati. Ad Arezzo il presidente della Camera e leader di Fli parlando durante l'assemblea dei Mille ha detto che è arrivato il momento di impegnarsi per dar vita a «una sorta di una grande lista per l'Italia, una lista civica nazionale, un rassemblement che chiama a raccolta le energie sane, senza personalismi». Il leader dell'Udc ha dichiarato la sua adesione. Fini ha subito ribadito l'endorsement a un Monti bis perché il «governo dei professori non può essere una parentesi». E «se, come è mio auspicio, si forma una lista civica nazionale e chiaramente è candidato alla guida del governo il senatore Monti, se questa lista vince poi le elezioni, il presidente Monti a Palazzo Chigi ci rimane». Se creiamo un contenitore che «sta tra il Pdl e il Pd», alternativo al «grillismo», «io aderisco a questa lista». Così il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha aperto alla lista per l'Italia, lanciata da Fini.

domenica 9 settembre 2012

Casini: dopo Monti c’è Monti. Alfano: se vuol governare, si candidi


ROMA - Siamo pronti, noi del Pd, a governare", dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, e afferma che "tocca solo agli italiani decidere chi governerà". Ma è acceso il dibattito sull'ipotesi di un esecutivo Monti-bis. E il segretario del Pdl Angelino Alfano e il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ingaggiano un duello a distanza su questo tema. Mentre Casini afferma infatti senza mezzi termini che "dopo Monti c'è Monti", Alfano sostiene che l'ipotesi di un ritorno al governo del professore, si può realizzare solo se si candiderà alle elezioni.
Da Cernobbio, da parte sua, Mario Monti afferma: "E' sicuramente episodico e limitato nel tempo l'esperimento di un governo tecnico, ma non sarà limitata nel tempo una maggiore penetrazione del sapere e delle competenze nell'attività politica". Mi rifiuto di pensare, aggiunge, che in un grande Paese democratico come l'Italia non si possa eleggere un leader che sia in grado di guidare il Paese''.
"Spesso - è convinto il presidente del Consiglio - si è pensato che gli italiani siano ingovernabili: io credo che la domanda di governo c'é presso gli italiani", ma che "qualche volta è mancata l'offerta di governance all'altezza dei problemi".

domenica 12 agosto 2012

Ilva, “revocato” Ferrante dal gip. La preoccupazione della politica


TARANTO - E' stata revocata la nomina del presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, a custode e amministratore degli impianti dell'area a caldo sequestrati perché inquinano. La decisione è stata presa dal gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco per "palese conflitto di interessi". Prenderà il posto di Ferrante il presidente dell'ordine dei commercialisti, Mario Tagarelli. 
Bonanni: "Si sta giocando a risiko"
Sul futuro industriale dell'Ilva "c'è un vero e proprio atteggiamento da risiko" secondo Raffaele Bonanni, che chiede alle "massime istituzioni del Paese di interrompere questo rilancio continuo" e di "indicare alla giustizia la via dell'equilibrio".

Bersani: il governo faccia chiarezza
E lancia il suo appello sul caso Ilva il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "E' indispensabile - dice - che il governo, con tutti gli strumenti formali e informali che ha, faccia chiarezza sulla situazione dell'Ilva di Taranto. Bisogna essere consapevoli che la confusione attorno al più grande stabilimento siderurgico d'Europa farà presto il giro del mondo". 

Casini: "Si rischia punto di non ritorno
"L'ordinanza del gip di Taranto sull'Ilva rischia di segnare il punto di non ritorno di una vicenda drammatica che coinvolge migliaia di lavoratori e le loro famiglie e arriva dopo anni di incuria e di noncuranza in primo luogo da parte delle autorità locali preposte alla funzione di vigilanza e di controllo della salute dei cittadini". Lo dichiara in una nota il leader dell'UDC Pier Ferdinando Casini. "In tutto il mondo - prosegue Casini - questa decisione verrà interpretata come esempio di una cultura anti-industriale che sta sedimentandosi nel nostro Paese".

Alfano: "Monti prenda in mano il dossier"
"Chiedo al presidente Monti di prendere direttamente e personalmente in mano il dossier Ilva". E' quanto dichiara Angelino Alfano, segretario del Pdl. "La politica industriale la fa il governo, non la magistratura e, con tutto il rispetto, non può essere un atto giudiziario a dire la parola definitiva sull'industria dell'acciaio in Italia. Vogliamo o no attrarre investitori anche internazionali? Se l'obiettivo è quello di spaventarli - conclude - ci stiamo riuscendo".

venerdì 13 aprile 2012

Governo, martedì il vertice di maggioranza


ROMA - Ci sarà martedì il vertice tra il premier Mario Monti ed i leader Pdl, Pd e Terzo Polo Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini. Al centro dell'incontro il tema della crescita e dello sviluppo ma sara' l'occasione, a quanto si apprende, anche per fare il punto sui nodi irrisolti riguardanti il ddl lavoro.