mercoledì 14 maggio 2014

Ubi Banca, indagati Giovanni Bazoli e Giampiero Pesenti

Giampiero Pesenti e Giuovanni Bazoli, indagati
BERGAMO - Nell'inchiesta della Procura di Bergamo su Ubi-Banca (quinto gruppo bancario italiano) e Ubi-Leasing, Giovanni Bazoli e Giampiero Pesenti sono indagati insieme a dirigenti ed ex dirigenti dei due istituti tra i quali Andrea Moltrasio, Franco Polotti, Mario Cera, Victor Massiah e Italo Lucchini.
Giovanni Bazoli (presidente di Intesa San Paolo) è indagato per ostacolo alle funzioni di vigilanza insieme al presidente del Consiglio di gestione di Ubi-Banca Franco Polotti, al presidente del Consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio e al vicepresidente Mario Cera, e ai consiglieri dell’istituto Victor Massiah e Italo Lucchini.
Perquisizioni da parte della Guardia di Finanza sono in corso da questa mattina a Bergamo. Le perquisizioni - eseguite da militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza - sono state disposte dalla Procura di Bergamo.
La perquisizione a carico di Bazoli riguarderebbe la sua responsabilità di presidente di un gruppo di azionisti di Ubi-Banca, denominato Associazione Banca Lombarda e Piemontese. Giampiero Pesenti sarebbe invece coinvolto nel filone di indagine che riguarda Ubi-Leasing e i suoi ex dirigenti Giampiero Bertoli, Alessandro Maggi e Guido Cominotti: i reati di truffa e riciclaggio ipotizzati dalla magistratura di Bergamo riguarderebbero una compravendita anomala di beni da parte di Ubi-Leasing. Le Fiamme Gialle hanno perquisito gli uffici di Ubi e Ubi leasing, nonché quelli di Cera, Massiah e Lucchini. In Ubi Leasing sarebbero stati perquisiti la Direzione credito anomalo e gli uffici del Servizio recupero e vendita beni.
Secondo l’accusa, due gruppi di azionisti di Ubi-Banca - l’Associazione Amici di Ubi e l’Associazione Banca Lombarda e Piemontese - avrebbero messo in campo, senza che le autorità di vigilanza ne avessero compiuta conoscenza, un sistema di regole tale da predeterminare i vertici di Ubi Banca. Quanto ai reati di truffa e riciclaggio, la magistratura ipotizza gravi irregolarità nella compravendita di beni di lusso, tra i quali imbarcazioni e aeromobili. Beni che, sempre secondo le ipotesi dell’accusa, venivano ceduti in leasing a persone fisiche e società. Di fronte alle prime difficoltà di pagamento, i beni venivano sottratti a chi aveva sottoscritto il contratto di leasing e subito ceduti, a un prezzo di gran lunga inferiore al valore reale, a persone vicine a Ubi-Leasing.

Primi effetti dell’inchiesta, il crollo del titolo che perde il 3,9% ed è entrato in asta di volatilità quando segnava 6,13 euro.
 

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