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mercoledì 25 marzo 2015

NAPOLI, rapina fallita al supermarket, sparatoria, fuga, incidente, 10 feriti (2 CC)

Il supermercato obiettivo della rapina
NAPOLI, 25 marzo - Dieci persone, tra le quali due carabinieri e un dipendente, sono rimaste ferite in un tentativo di rapina in un supermercato tra Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli. Uno dei militari è stato colpito a un gluteo, l'altro alla milza che è stata asportata. Più gravi le condizioni del dipendente del locale, operato. I banditi sono fuggiti a bordo di un'ambulanza dopo aver provocato un incidente stradale a bordo di un'auto.
Al tentativo di rapina è seguita la sparatoria tra forze dell'ordine e malviventi e poi un inseguimento. L'auto dei banditi sarebbe uscita di strada sulla statale 268 tra Palma Campania ed Ottaviano provocando un incidente. A quel punto il cambio di mezzo e la fuga a bordo di un'ambulanza. Il conflitto a fuoco è proseguito sulla Strada Statale 268, tra le uscite di Palma Campania e ‎Ottaviano.Due le auto coinvolte. Il traffico nel tratto interessato è stato interrotto. 
I rapinatori sarebbero stati inseguiti anche dai proprietari del supermercato. Secondo quanto si apprende, la maggior parte dei ferimenti sono avvenuti proprio durante l'inseguimento e il successivo incidente
Sei feriti sono ricoverati a Sarno, uno a Nocera Inferiore, due a Nola e uno a San Giuseppe Vesuviano. Tra i feriti ricoverati nell'ospedale di Sarno ci sono i due carabinieri: entrambi non sono in pericolo di vita. Uno dei militari è ricoverato in prognosi riservata per avere subito l'asportazione della milza. Entrambi erano in licenza.

giovedì 1 gennaio 2015

BOTTI DI CAPODANNO, quest’anno siamo stati più bravi, meno feriti


ROMA, 1 gennaio - Gli italiani sembrano cominciare ad usare i botti con prudenza. E' quando si evince dal bilancio della Polizia che registra negli ultimi due anni l'assenza di decessi e un sensibile calo dei feriti. In particolare i feriti sono diminuiti del 30% assestandosi sui 251 a fronte dei 361 dello scorso anno. In calo anche il numero dei minori feriti, 68 contro gli 89 del 2014.
Secondo il bilancio diffuso dalla Polizia, diminuiscono anche i ferimenti dovuti all'uso di armi da fuoco, 7 rispetto agli 11 del 2014. In diminuzione anche la gravità delle lesioni: i feriti lievi con prognosi inferiore o uguale ai 40 giorni sono 241 a fronte dei 345 del 2014. quelli più gravi, cioè quelli con prognosi superiore ai 40 gg, sono 12 rispetto ai 16 dello scorso Capodanno. Le patologie tipiche dello scoppio di prodotti pirotecnici sono i traumi e le ustioni. In particolare rimangono maggiormente lesionate le mani (frequenti sono le fratture e le amputazioni di dita o falangi) a causa degli effetti degli artifici di ogni genere; il volto e le parti basse del collo. Ingente l'impegno delle forze di polizia nell'attività di sequestro di botti illegali. In particolare sono stati sequestrati: 1.514 lanciarazzi; 6 armi comuni da sparo; 69.907 munizioni; 429 kg di polvere da sparo; 63.049 kg di manufatti appartenenti alla IV e V categoria Tulps; 2.648 Kg di manufatti recanti la marcatura "CE"; Kg. 1.568 di prodotti comunque non riconosciuti e cioè non ricompresi nelle categorie Tulps o "CE" perché illegali, non correttamente etichettati, non conformi alle norme CE, non rispondenti ai decreti di riconoscimento e classificazione, abusivi e/o altro; 282.809 pezzi di articoli pirotecnici di varia natura.

L'esplosione di un pacco di petardi in un edificio di corso Protopisani, alla periferia est di Napoli, ha costretto allo sgombero 14 famiglie residenti nello stabile, dove lo scoppio ha provocato il parziale crollo dell'androne e danni alle parti esterne di alcuni appartamenti. Lo sgombero dovrebbe durare due o tre giorni, il tempo necessario per eseguire le verifiche e i lavori di consolidamento dell'androne.

BOTTI DI CAPODANNO, il bollettino dei feriti cresce, 71 solo in Campania


ROMA, 1 gennaio - Un altro primo gennaio con il solito bollettino di feriti per i botti di Capodanno: oltre a Napoli dove si conta la maggior parte degli incidenti con un bimbo di 10 anni ricoverato in prognosi riservata all'ospedale pediatrico 'Santobono' di Napoli, sono 71 le persone rimaste ferite la scorsa notte in Campania Il maggior numero di feriti - secondo i primi dati diffusi dalle forze dell'ordine - si registra in provincia di Napoli con 48 persone che hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari, alcuni in prognosi riservata come un uomo di 37 anni. Tutti gli altri, invece, guariranno nel giro di qualche settimana. Tredici i feriti in provincia di Salerno; nove in quella di Caserta e uno a Avellino. Intanto, proseguono gli accertamenti della polizia per stabilire la precisa dinamica di quanto accaduto nel quartiere Barra, dove l'esplosione di un pacco di petardi ha causato il crollo parziale dell'androne di un edificio.
 
Ferite agli occhi dallo scoppio di fuochi pirotecnici, a Potenza, nella notte di Capodanno due persone sono state ricoverate nell'ospedale San Carlo con prognosi di 30 giorni. Secondo quanto si è appreso, nel Melfese, altre due persone sono rimaste ferite, una alle mani e l'altra agli occhi, e sono state ricoverate nell'ospedale di Melfi (Potenza).  La notte di Capodanno, in tutta la Basilicata, è stata condizionata dal maltempo, con strade percorribili ma ghiacciate, e temperature di diversi gradi sotto lo zero. 
E' di un ferito grave il bilancio della notte all'Aquila a causa dei fuochi d'artificio: un ragazzino di 14 anni di Pizzoli (L'Aquila) ha probabilmente perso l'uso della mano a causa dell'esplosione di un botto. Il ragazzino è stato poi trasportato dall'ospedale aquilano al Bambino Gesù di Roma.
Un nordafricano è rimasto gravemente ferito, la notte scorsaa Milano, a causa di un petardo durante i festeggiamenti di S.Silvestro. L'uomo, secondo quanto riferito dal 118, ha perso le cinque dita della mano destra. E' accaduto poco dopo le 2.30 in piazzale Selinunte, nel quartiere arabo, uno dei luoghi dove in città si è sparato di più. Si tratta di un egiziano di 29 anni che, mentre alcuni amici dormivano in casa, ha deciso di lanciare un grosso petardo dalla finestra senza accorgersi che era chiusa. Il fuoco artificiale è rimbalzato verso di lui, che lo ha raccolto per tentare di sbarazzarsene. Il botto gli è esploso in mano provocando l'amputazione delle cinque dita. Il ferito ha ustioni di terzo grado alla mano.

lunedì 3 novembre 2014

I tafferugli a BRESCIA, feriti carabiniere e agente di polizia


BRESCIA - Nei tafferugli con i centri sociali a Brescia, dove è in visita il premier Matteo Renzi, sono rimasti feriti un agente di polizia e un carabiniere al quale i manifestanti avrebbero tentato di strappare lo scudo difensivo. I due sono stati medicati. Circa 200 i manifestanti che hanno utilizzato fumogeni, petardi e lanciato sassi e bottiglie. I centri sociali hanno poi tentato di aggregarsi al corteo della Fiom che ha però rifiutato.

lunedì 7 luglio 2014

Folle week end di sangue a Chicago; 9 morti e 60 feriti. La polizia uccide due ragazzi di 14 e 16 anni



CHICAGO - Lungo weekend di sangue a Chicago dove le celebrazioni per la festa dell'indipendenza sono state segnate da diverse sparatorie avvenute in città che hanno coinvolto anche la polizia. Il bilancio provvisorio è di 9 morti, tra cui due ragazzi di 16 anni e 4 anni, e oltre 60 feriti. Nonostante le recenti statistiche indicano che dall'inizio dell'anno il numero delle sparatorie e degli omicidi sono diminuiti a Chicago, questo è stato il weekend più sanguinoso che si ricordi.
La serie di sparatorie è iniziata venerdì sera quando un giovane di 34 anni, Corey Hudson, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa dopo un tamponamento. L’amico che era con lui è rimasto ferito. In un’altra sparatoria, avvenuta sabato e che ha coinvolto la polizia, un 16enne, Warren Robinson, è stato ucciso da un agente durante un inseguimento. Secondo i poliziotti, la vittima si era nascosta dietro un’auto e li minacciava con una pistola mentre la madre nega. Il 14enne è stato ucciso dalla polizia venerdì sera nel vecchio quartiere Irving Park, quando avrebbe puntato un "grande revolver"contro gli agenti. E’ stato identificato come Pedro Rios.
E ancora, domenica sera una donna è stata ferita al braccio e un uomo all’addome in una sparatoria avvenuto alla periferia della città; un’altra donna ha riportato ferite alla testa dopo essere stata sfiorata da una pallottola vagante mentre si trovava sul portico di casa.
Ecco il resto del bollettino di sangue (incompleto):
Un giovane di 24 anni è stato colpito a morte alle 2:20 a 84th Street e Buffalo Avenue, nel quartiere di Bush sul South Side. E 'stato trovato nel mezzo dell’incrocio con ferite multiple da arma da fuoco e polizia crede che il suo aggressore si sia avvicinato da una corsia e abbia aperto il fuoco. L'uomo, Joey Henderson  è stato dichiarato morto al Northwestern Memorial Hospital questa mattina.
Una donna, 44 anni, è stata uccisa alle 00:30 di oggi nel quartiere di Morgan Park on the Far South Side. E’ stata colpita al torace e al braccio, mentre camminava, da un’auto nel blocco di South Throop Via 10900. Non è chiaro se fosse il bersaglio. Gli investigatori presso l'ufficio del medico legale non l’hanno ancora identificata.
Un 23enne è stato colpito a morte  nel quartiere di West Pullman in Far South Side. Stava percorrendo un terreno abbandonato ed è crollati tra le  erbacce che crescono sotto un palo della luce. La polizia lo ha trovato seguendo le tracce di sangue  causate da almeno due ferite da arma da fuoco al tronco.
Mentre una macchina della polizia sorvegliava la  scena, qualcuno ha aperto il fuoco a circa un isolato di distanza, ferendo un uomo che più tardi si presentò al Roseland Community Hospital, con un colpo di pistola alla lato sinistro del petto
• Due persone sono state uccise in Austin, vicino Lake Street e Laramie Avenue. Un 21enne  è morto  al West Suburban Medical Center di Oak Park. Era con un amico di 19 anni, seduto in una macchina quando una persona si è avvicinato a piedi e ha sparato colpi in macchina, Il 21enne è stato colpito alla testa ed è morto sulla scena, l’amico è stato colpito alla coscia destra e portato all’ospedale Stroger in condizioni "stabili''.
In altre sparatorie in tutta la città:
• Un uomo è stato ricoverato al John H. Stroger, Jr. Ospedale di Cook County, con una ferita alle  natiche dopo che qualcuno gli ha sparato circa alle 03:30 di oggi vicino a Jackson Boulevard e Halsted Street nel quartiere Greektown sulla Near West Side . 
Due uomini, 38 e 46 anni, sono stati feriti alle 1:25 nel blocco di South Dobson Avenue, 7200 nel quartiere Grande Traversata nel South Side.  Il più giovane è stato colpito alla gamba sinistra e alla parte destra del suo tronco, il più anziano è stato colpito alla coscia destra.Entrambi sono in condizioni stabili, ha detto la polizia.
• Un  uomo di 24 anni è stato colpito circa 1:10 nel blocco 1000 di North Springfield Avenue, nel quartiere di Humboldt Park nel West Side. Era in piedi in un angolo quando ha sentito i colpi e un fortissimo dolore, alla sua schiena: era stato colpito da un colpo di pistola E 'in gravi condizioni.

Due ragazzi (16 e 19 anni) sono stati feriti circa alle 00:40 nel blocco 9600 di South Carpenter Street nel quartiere Longwood Manor sul Far South Side. Qualcuno in una berlina di colore chiaro ha aperto il fuoco sui due mentre si trovavano sul marciapiedi, ha detto la polizia. Sono rimasti gravemente feriti

domenica 13 aprile 2014

Ucraina, controffensiva di Kiev nell'est del Paese: "morti e feriti"

Bandiere russa a Sloviansk
Barricate incendiate dei filorussi a Slovianck
KIEV - "L'operazione anti-terrorismo" lanciata dalle forze di governo pro-europee ucraine contro gli insorti armati filo-russi nell'est del paese ha provocato "morti e feriti da entrambe le parti". Lo ha annunciato il ministro degli interni ucraino sulla sua pagina Facebook.  l'operazione antiterrorismo è iniziata a Sloviansk" città dell'est dell'Ucraina, dove ieri uomini armati filo-russi hanno preso edifici dei servizi di polizia e di sicurezza. Lo ha annunciato annunciato il ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov sulla sua pagina Facebook sottolineando "che Dio sia con noi". Avakov non ha fornito ulteriori dettagli mentre messaggi sui vari social network riferiscono di sparatorie nella città, ma senza trovare al momento conferme. Ieri sera il ministro aveva denunciato una "aggressione" russa, dopo la serie di attacchi ad edifici delle forze di sicurezza nella città russofona dell'Ucraina orientale, al confine con la Russia. Ieri sera il Consiglio di Sicurezza ucraino si è riunito per più di tre ore, in seguito agli attacchi nell'est, ma nessuna decisione è stata ufficialmente annunciata al termine dell'incontro.
Ecco la situazione nelle altre città dell'est:
Donetsk
Separatisti filo-russi controllano il centro del governo eil Ministero dell'Interno. C'è poca presenza visibile di polizia ucraina o militari a Donetsk.
Mariupol
AMariupol, seconda città più grande del Donetsk Oblast, cvirca mille separatisti hanno sequestrato l'edificio dell'amministrazione comunale locale. Il sequestro è avvenuto durante una manifestazione di manifestanti che vogliono la secessione dall'Ucraina e la formazione della Repubblica popolare indipendente. Un'enorme barricata è in costruzione di fronte al palazzo. I manifestanti usano tutto ciò che possono trovare oer costruirla, uomini prendono cemento dal marciapiede, altri portano mobili dall'edificio dell'amministrazione. Le forze di polizia non hanno fatto nulla. 
Kramatorsk
Dopo una sparatoria, armati separatisti filo-russi hanno sequestrato la stazione di polizia e hanno anche il controllo dell'edificio dell'amministrazione locale della città e l'aeroporto locale.


sabato 18 gennaio 2014

Cogliate (MB): rapina alle Poste, arrivano i CC, sparatoria, due feriti

COGLIATE (MB) - Un carabiniere e un rapinatore sono rimasti feriti durante un conflitto a fuoco a Cogliate (Monza e Brianza) a seguito di una rapina a un ufficio postale. Dopo aver preso il bottino, i due avrebbero preso una persona in ostaggio. Ne è nata una sparatoria. Il militare, ferito all'inguine, non è in pericolo di vita, mentre sono gravi le condizioni del malvivente. Il complice di quest'ultimo è riuscito a scappare. Arrivati sul posto i carabinieri sono stati investiti dal fuoco di due rapinatori, ed hanno risposto esplodendo alcuni colpi a loro volta. Un carabiniere ed un malvivente sono rimasti feriti nello scontro. Il primo, che non versa in gravi condizioni, è stato raggiunto da un proiettile all'altezza dell'inguine. Gravissime invece le condizioni del rapinatore ferito. 

domenica 8 dicembre 2013

Roma: auto piomba addosso a persone in attesa del bus, 5 feriti

ROMA - Gravissimo incidente stradale alla periferia di Roma: alla fermata dell'autobus di via Palmiro Togliatti un'auto, forse rubata,  è piombata addosso alla gente in attesa. Cinque le persone travolte e rimaste ferite, una di loro (una donna) è in gravi condizioni e ricoverata in codice rosso all'ospedale. Il conducente della macchina è fuggito a piedi subito dopo lo schianto. L'incidente è avvenuto poco dopo le 18. Due ore dopo  il figlio 20enne del proprietario dell'auto si è presentato in caserma dai carabinieri sostenendo di avere subito il furto dell'auto. Secondo alcuni testimoni dalla vettura, dopo l'incidente, sarebbero fuggiti un ragazzo e una ragazza.

Ad avere la peggio una donna sui 50 anni che è stata trasportata all'ospedale Pertini in codice rosso. In condizioni serie anche un altro pedone, ricoverato al Vannini. Tra i feriti anche due automobilisti - un uomo e una donna - rimasti coinvolti nello schianto con le loro vetture.

lunedì 28 ottobre 2013

Anche due turisti morti nell’auto schiantata in piazza Tiananmen, 38 feriti. Solo un incidente?

PECHINO - Il fumo dell'incendio dell'auto si vedeva da molto lontano in piazza Tiananmen
PECHINO - L a polizia sul luogo dell'attentsto

PECHINO - Una foto scattata a poca distanza dal luogo dell'impatto
PECHINO - Media di Stato cinesi hanno detto almeno cinque persone sono morte e altre 38 sono rimaste ferite dopo lo schianto a mezzogiorno ora locale (ore 5 in Italia) di una jeep in piazza Tiananmen a Pechino a un ingresso della Città Proibita.
Tre delle vittime erano all'interno della vettura ed gli altri due erano turisti che si trovvano ij quel momento in fila assieme a molti altri per l’ingresso. L’auto ha falciato 42 persone prima di esplodere: oltre ai tre all’interno, gli altri morti sono una turista filippina e un turista della provincia di Guangdong. Tre i teriti, 3 filippini e un giapponese. Le notizie dell'incidente sono state postate sul social media da coloro che avevano assistito alla scena, ma alcune immagini sono state prontamente rimossi.
Un team della BBC che era andato al sito di raccogliere filmati, è stato trattenuto per circa 20 minuti prima di essere rilasciato. L’agenzia di stampa AFP ha detto che due dei suoi giornalisti sono stati bloccati vicino alla piazza e le immagini sono state cancellate dalle loro macchine fotografiche.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying, alla domanda se il governo ritiene che l'incidente sia stato un attacco terroristico, ha preferito non rispondere. Ma la domanda resta: è stato un incidente o una sorta di protesta politica? L'ingresso della Città Proibita delimita il confine settentrionale della piazza Tiananmen, la piazza della repressione del 1989 sugli  attivisti a favore della democrazia e  punto di infiammabilità nel corso di proteste negli anni  dei cittadini scontenti.
Gli utenti di Weibo, la versione cinese di Twitter, si sono affrettati a mettere in discussione il luogo dello schianto. "Tiananmen è un punto di riferimento politico ... Incendi in altri luoghi sono notizie locali, ma questo è diverso", ha scritto uno di loro, , Chaijuncat.

Secondo alcuni, Piazza Tiananmen è l'area pubblica più fortemente sorvegliata del mondo. L’episodio di oggi, malgrado tutto,  avvalora questa idea. Pochi attimi dopo l'incidente, la polizia ha evacuato la piazza ed è stata velocissima nel  mettere su schermi in plastica per proteggere il luogo in cui la jeep si  è schiantata contro il ponte Jinshui sul fossato della Città Proibita, proprio sotto il ritratto iconico di fondatore del Partito comunista Mao Zedong.

giovedì 26 settembre 2013

Sestri Ponente, esplosione in un cantiere, 4 feriti


GENOVA - Emergenza in via Chiaravagna, a Sestri Ponente, dove è esploso un tubo in un cantiere,forse una bombola di aria compressa, provocando almeno quattro feriti. Sul posto, vigili del fuoco, ambulanza 118 e automedica

venerdì 9 agosto 2013

Sardegna, 48 ore di incendi, 4 feriti, polemiche sull’arrivo ritardato dei Canadair

L'incendio minaccia Laconi
CAGLIARI - Quattro feriti, di cui uno gravissimo, mezzo paese di Laconi nell'Oristanese (compresa una casa di riposo per anziani) e una colonia penale evacuati, oltre 2mila ettari bruciati e polemiche sui Canadair che mancano insieme agli elitanker.
E' il bilancio delle ultime 48 ore in Sardegna dopo gli incendi dolosi di Laconi-Nurallao-Isili, il più esteso, Ghilarza e Sinnai. I più gravi, senza contare gli altri 12 roghi in tutta l'isola.
Un uomo di 52 anni, che ha tentato il tutto per tutto per salvare le sue 15 vacche nelle campagne di Ghilarza (Or), è in coma farmacologico al Ss. Annunziata di Sassari con ustioni sul 70% del corpo e lotta tra la vita e la morte; un sottufficiale della forestale è stato ricoverato per un'intossicazione da fumo a Sinnai (Ca). Altri due sono feriti lievemente.
Dalle 5 di stamani volontari, protezione civile, vigili del fuoco, barracelli, forestali sono riuniti al campo sportivo di Laconi e sono stati distribuiti sul territorio per avviare le bonifiche.
Da ieri pomeriggio il vento di sud est ha lasciato la scena al maestrale che ieri pomeriggio sulla costa occidentale della Sardegna ha portato anche qualche goccia di pioggia e abbassato la temperatura, ma la notizia non è accolta positivamente perché soffia a circa 55 km all'ora e quel vento costituisce un ulteriore grave pericolo che potrebbe far ripartire le fiamme.
Ma è sulla dotazione dei mezzi aerei che il coro si leva unanime contro il governo, nonostante l'arrivo (giudicato tardivo per la distanza) di tre Canadair dalla Sicilia e dalla Liguria: ''Ora il governo, se ce ne fosse ancora bisogno, sa di che aerei c'e' bisogno'', ha detto il presidente della Regione sarda Ugo Cappellacci, presente a Laconi per sincerarsi della situazione insieme al capo della Forestale Regione Carlo Masnata e al capo della protezione civile Giorgio Cicalo'.

''Rinunciando all'acquisto di un F35 - ha detto Mauro Pili (Pdl) - si potevano comprare 8 Canadair''. ''Vorrei sapere - dice invece il deputato di Sel Michele Piras - da chi ha sostenuto il Governo Monti e poi l'attuale Governo, quando chiederanno scusa ai sardi per il danno che hanno procurato sottraendo risorse e mezzi, riducendo la flotta dei Canadair, lasciando la strada spianata e le vite delle persone esposte ai delinquenti ed alla devastazione del territorio".

Quattromila ettari in fiamme nel sud della California. Case bruciate, popolazioni evacuate, feriti


BANNING - Brucia una casa raggiunta dalle fiamme

BANNING - L'incendio appare inarrestabile

Le frecce blu indicano le località evacuate, quelle verdi i rifugi allestito. La zona dell'incendio è in rosso
LOS ANGELES - Circa 1.500 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case nel sud della California presso la città di Banning nella contea di Riverside, dove un incendio infuria fuori controllo. Due vigili del fuoco e un civile sono rimasti feriti. Le fiamme a rapida diffusione hanno finora distrutto circa 4.047 ettari. I funzionari del fuoco hanno detto 15 strutture erano state danneggiate e filmati aerei hanno mostrato diverse case che stavano  bruciando.
Il civile ferito ha subito gravi ustioni. Alcuni residenti in fuga sono stati costretti a "ricovero in luogo" (nelle cantine)  perché il fuoco in movimento ha tagliato i percorsi di fuga. Circa 1.000 vigili del fuoco sono sul posto supportati da sei aerei cisterna e 13 elicotteri.
Alcuni residenti in fuga sono stati costretti a "ricovero in luogo" come il fuoco in movimento tagliato i percorsi di fuga.

Le comunità di Poppet Flats, Twin Pines, Vista Grande, Mt. Edna and Silent Valley sono state evacuate. Il fuoco si avvicina a Palm Spring

domenica 3 febbraio 2013

Fiumicino: aereo rumeno fuori pista, 16 feriti. Volava per conto di Alitalia da Pisa



ROMA - Un aereo rumeno ATR 72  proveniente da Pisa per conto di Alitalia e in atterraggio a Fiumicino è finito fuori pista ieri sera. A bordo dell'aereo ATR 72, della compagnia romena Carpatair, vi erano 50 persone: quattro componenti dell'equipaggio e 46 passeggeri. "Tanta paura, qualcuno di noi ha creduto di poter morire e tutti urlavano. Durante l'atterraggio l'aereo ha toccato due volte bruscamente a terra: ci è stato spiegato che la seconda volta si è piegato il carrello e l'aereo è finito fuori pista". A parlare è uno dei 46 passeggeri dell'aereo finito fuori pista a Fiumicino. "Tutti quei sobbalzi erano dovuti a dei vuoti d'aria. Eppure il volo era stato tranquillo fino a quel momento", continua il passeggero. Le persone a bordo dell'aereo, tra le quali cresce il numero delle persone curate in codice verde, sono assistite anche dagli agenti della Polaria che li stanno rifocillando. Molti sono ancora sotto choc. Una delle persone ferite n è un membro dell'equipaggio, una hostess romena di 30 anni. La donna, ricoverata al policlinico Gemelli, è entrata in codice rosso, ha diversi traumi ma, a quanto si apprende dai primi accertamenti, non è in pericolo di vita. Sono 16 le persone ferite e trasportate dal 118 in diversi ospedali. 
L'ATR 72 si trovava all'altezza della pista numero 3: e' inclinato dalla parte dell'ala destra; il muso e la pancia del velivolo sono completamente adagiati sull'erba e il carrello destro si è sventrato così come sono danneggiate le pale dell'elica destra. Anche il sottopancia del muso dell'aereo presenta dei danni e alcuni detriti sono sparsi intorno alla sagoma. .  L'Atr 72  è finito fuori pista "a causa del forte vento". E' quanto afferma l'Alitalia in un comunicato nel quale ricostruisce la vicenda. A bordo vi erano 46 passeggeri e 4 membri dell'equipaggio. I passeggeri feriti sono stati portati in ospedale, solo uno ha riportato una frattura del femore. "A causa del forte vento - è scritto nel comunicato dell'Alitalia - l'aeromobile ATR72 di Carpatair che operava il volo AZ1670 Pisa-Roma per conto di Alitalia, nelle ultime fasi di avvicinamento sull'aeroporto di Roma Fiumicino ha incontrato difficoltà nell'atterraggio che hanno provocato un'uscita di pista". "A bordo dell'aereo, decollato alle ore 19.15 da Pisa - prosegue la nota della compagnia italiana - erano presenti 46 passeggeri, oltre a 4 membri dell'equipaggio. I passeggeri sono stati fatti tutti evacuare immediatamente dall'aeromobile. Tutti i passeggeri che necessitavano di cure e di accertamenti ulteriori sono stati portati in ospedale. Di essi solo uno ha riportato una frattura del femore". "Alitalia - conclude il comunicato - ha attivato, per i parenti dei passeggeri, il numero verde 800551350 dall' Italia, e lo 00390665859051 per le chiamate dall'estero, ha avviato immediatamente un'inchiesta e contemporaneamente sospeso tutti i voli operati da Carpatair per conto di Alitalia su Pisa e Bologna".

mercoledì 28 novembre 2012

Taranto: tromba d’aria, apocalisse sull’Ilva, scoperchiati capannoni e ciminiere, crollate gru. 38 feriti, un disperso, rischio esplosioni di gas

La tromba d'aria sull'Ilva (sky24)
(inmeteo)

TARANTO - Una tromba d'aria si è abbattuta sullo stabilimento dell'Ilva provocando diversi crolli. Come fa sapere la stessa azienda, "sono crollati un capannone all'imbarco prodotti e la torre faro, è crollato il Camino delle batterie uno e tre". Ci sono quasi 40 di feriti, forse 4 dispersi e c'è anche il rischio di esplosioni per le fughe di gas. Un operaio risulta sicuramente disperso. Secondo quanto si apprende dai vigili del fuoco, l'uomo era al lavoro nella cabina di una gru finita in mare dopo la tromba d'aria. A Taranto stanno arrivando le squadre dei sommozzatori per le ricerche. La tromba d'aria ha scoperchiato numerosi capannoni di diversi reparti del siderurgico, e un incendio si è verificato nella zona dell'area a caldo. Crollate per il forte vento anche numerose gru nell'area portuale in uso all'Ilva, mentre gli impianti dell'area a caldo sono andati in blocco e i tecnici stanno mettendo in sicurezza, in particolare, il reparto ossigeno per scongiurare il rischio di esplosioni.
"Sono mobilitati tutti i mezzi di soccorso dello stabilimento, vigili del fuoco e ambulanze e stanno convergendo anche i mezzi di soccorso cittadini e provinciali, vigili del fuoco e 118" prosegue Ilva. Ci sarebbero 4 dispersiVoci non confermate parlano di gravi conseguenze  per alcuni operai dell’azienda, di un incendio e di un piano di evacuazione messo in atto dalla direzione della stessa Ilva per timore di un’esplosione. Mobilitati mezzi di soccorso, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine.  Stando a notizie in corso di accertamento, il maltempo ha causato lo sradicamento di lamiere, di alberi e danni pesantissimi anche alla circolazione stradale: numerosi i sinistri che hanno visto coinvolti vetture e mezzi pesanti.
"Lo stabilimento sta mettendo in atto tutte le procedure che in questi casi di emergenza generale vengono adottate",conferma Ilva sottolineando che "gli impianti sono, come da procedura d'emergenza generale, presidiati".
(tgcom24)

Sono caduti diversi quintali di cemento. La direzione ha disposto immediatamente l'evacuazione dello stabilimento. Sul posto ci sono diverse ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Un fulmine è caduto su una delle ciminiere dell'Ilva i cui pezzi si sono riversati su due tralicci dell'alta tensione. Attualmente è bloccata la linea ferroviaria Bari-Taranto e i passeggeri di un treno sono in attesa di trasbordo su autobus per raggiungere Taranto. La tromba d'aria proveniva dal mare: è passata prima sui moli, poi sull'intero stabilimento.
Dalla strada provinciale per Statte si notano all’interno dello stabilimento focolai di incendio provocati dalla caduta di pezzi delle ciminiere e da alcuni scoppi. I gasometri all’interno della fabbrica sono stati messi in sicurezza. All’esterno del siderurgico si notano gruppi di lavoratori che stanno abbandonando lo stabilimento. La tromba d'aria ha causato finora 38 feriti, tra cui nove bambini in una scuola di Statte (Taranto) -vedi sotto -, come fa sapere la Protezione civile regionale. Tra i nove bambini, che hanno tutti ferite lievi, cinque sono stati medicati all'ospedale Moscati di Taranto, quattro a Martina Franca. A uno dei nove è stato diagnosticato un trauma cranico. Tre persone politraumatizzate sono ricoverate in condizioni critiche all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Altri due politraumatizzati (operai dell'Ilva e dell'Enel) sono ricoverati a Martina Franca.

"Stavo guidando un camion vicino alle batterie 7-12. All'improvviso ho visto un tornado, volare tutto e fumo. Non riuscivo a vedere più niente. Mi sono fermato e sono fuggito''. E' la drammatica testimonianza di un lavoratore dell'Ilva di Taranto rimasto illeso. 

A Statte colpita una scuola: 6 bambini feritio
La tromba d'aria ha provocato gravi danni anche a Statte, Comune non lontano dal luogo dove sorge l'Ilva. Alcune case dell'abitato sono state scoperchiate dalle raffiche di vento. La tromba d'aria ha investito una scuola: sei bambini sono rimasti feriti in modo lieve e sono stati portati nell'ospedale Moscati di Taranto per essere medicati. Lo riferisce il responsabile della protezione civile regionale, l'assessore Fabiano Amati. In tutto negli ospedali, compresi i bambini, dovrebbero esserci, secondo Amati, 18 persone: la vita di nessuna di loro sarebbe in pericolo.

Preallarme nel Bolognese per la piena del Reno


La protezione civile dell'Emilia-Romagna ha attivato il preallarme per la piena del Reno nel Bolognese. Sono interessati il capoluogo e i Comuni di Argelato, Castello d'Argile, Castel Maggiore, Sala Bolognese, S.Giovanni in Persiceto, Calderara e Casalecchio. Date le forti piogge, il livello dell'acqua s'è alzato nel tratto montano, fino a 2,64 metri a Vergato e 1,3 a Casalecchio. Visto il perdurare della pioggia, il colmo della piena, 1,6 metri, è atteso a Casalecchio nel pomeriggio
Sono 50 le persone evacuate dalle loro abitazioni ad Albinia, in provincia di Grosseto. La zona era già stata la più colpita dall'alluvione dell'11 e 12 novembre scorsi, quando in Maremma ci furono 4 morti. Le persone sfollate sono per lo più residenti nelle campagne. Il livello dei fiumi nella zona, in particolare dell'Albegna, è salito. Sul posto sono intervenuti i volontari delle Misericordie, della Protezione Civile, tecnici del Comune di Orbetello e della provincia. Nel grossetano sono 17 le strade chiuse per allagamenti e frane.

domenica 14 ottobre 2012

Collisione tra un incrociatore e un sottomarino Usa durante un’esercitazione in Florida

Il sottomarino arriva indenne in porto

MIAMI - Una nave e un sottomarino della Marina statunitense si sono scontrati ieri pomeriggio al largo della costa nord-orientale della Florida, ci sono stati feriti a bordo dei due natanti . Soni stati coinviolti il  sottomarino a propulsione nucleare USS Montpelier (SSN 765) e l'incrociatore Aegis USS San Jacinto (CG 56). Un comunicatoprecisa che ci sono stati feriti a bordo delle navi e che il reattore nucleare  del sottomarino "non è stato influenzato da questo scontro."
Insieme a un’altra nave, i due mezzi coinvolti partecipavano a una esercitazione  anti-sommergibile in difesa della portaerei USS Harry S. Truman.
Circa alle 15 :30 (21,30 in Italia)  le vedette a bordo del ponte dell’incrociatore San Jacinto hanno visto spuntate il  sottomarino Montpelier a quota periscopica circa 100 a 200 metri davanti a loro. Il ponte ha ordinato un "tutto indietro", ma la collisione è stata inevitabile.
C'è stata una completa depressurizzazione della cupola sonar a bordo della San Jacinto. Situata al di sotto della linea di galleggiamento delle navi da guerra di superficie, le cupole sonar a forma a bulbo stanno a prua delle navi da guerra.
Dopo la collisione il funzionario ha detto che il sommergibile è emerso e le comunicazioni sono state stabilite tra tutte le navi della scena.
La portaerei USS Harry S. Truman  si è messa a disposizione per fornire assistenza.
Le due navi coinvolte nella collisione hanno però potuto continuare la navigazione verso i porti con i loro mezzi.

venerdì 31 agosto 2012

L'incendio a Marbella: trovato un corpo carbonizzato. Molti altri ustionati

Un aereo antincendio sorvola la A-335, chiusa al traffico tra le fiamme

MARBELLA (Spagna) -Il corpo  carbonizzato di un uomo anziano è stato trovato nei pressi di Ojen, dove è ancora fuori controllo uno dei quattro focolai di incendi che si stanno avvicinando a Marbella. Una donna di 58 anni e un uomo della stessa età sono affetti da ustioni del 65 per cento del  corpo, rispettivamente. L'uomo, molto grave, presenta ustioni di secondo e terzo grado e rimane sedato e in ventilazione meccanica in terapia intensiva all’ospedale di  Malaga, così come la donna: le fiamme li hanno sorpresi nella loro villa a El Rosario di Marbella  Una madre con i suoi due figli, che mancavano sono stati ritrovati rifugiati in una grotta a Ojén e portati in ospedale a Marbella Costa del Sol, dove ricevono cure e ossigeno per aver inalato fumo. Cinque altre persone sfrattate dalle loro case sono state portate direttamente in ospedale a Marbella. L'ospedale funziona normalmente, ma all'esterno c'è molto fumo e cenere e la temperatura è di 30 gradi.
Evacuazioni sono state ordinate ai confini di Marbella, a Ojen e in vari campeggi. Almeno 300 espatriati britannici sono tra gli sfollati.

Angelo Nozal, il sindaco di Mijas, una città tra Marbella e Malaga, ha detto: "Il fuoco è orribile, con fiamme di 10-15 metri di altezza." I residenti di Ojen hanno descritto scene di panico mentre le fiamme li costringevano a fuggire senza nemmeno il tempo di raccogliere qualche oggetti. "Siamo fuggiti solo con i  vestiti che avevamo addosso e con i nostri nervi scossi", ha detto Filomena Gomez. Gli sfollati di Ojen sono ora ospitati in un palazzetto dello sport a Marbella.
Gill Williams, un residente britannico di Monda vicino a Marbella, ha detto che una sirena di evacuazione era entrata in funzione nel villaggio alle 03:00 (04:00 in Italia) di oggi. "Le fiamme, spinte dal vento, stanno venendo verso di Monda. Ci stiamo preparando a lasciare la casa con i nostri cani, gatti e quattro galline", ha detto 
L’enorme fuoco nella forestarimane attivo in montagna tra le città di Malaga, coin, Alhaurin el Grande, Mijas, Marbella  e si sta diffondendo verso la Sierra de las Nieves.L'altro fronte degli incendi, a Ojén, si estende verso est. Il fuoco, di grandi proporzioni,  colpisce un perimetro che varia tra 50 e 60 chilometri,e si è diffuso con grande velocità in un viaggio rettilineo fino a 12 chilometri.
L'A-355, tra le città di Marbella e Malaga Ojén, è stata chiusa così come una corsia dell'autostrada AP-7 in direzione di Cadice.
L'incendio è scoppiato in almeno due sacche isolate in pochi minuti, e ore più tardi in altre due e si fa strada l’ipotesi del fatto doloso. A Marbella, l'urbanizzazione Elviria e la zona superiore di El Rosario  hanno dovuto essere evacuate, così come l'urbanizzazione La Mairena, un complesso di lusso a metà strada tra Mijas e Marbella.
A Mijas è stato sgomberato l’hotel La Cala Resort. Il forte vento del nord, alte temperature (37 °) per l'ora di inizio del fuoco e la grande siccità hanno favorito il propagarsi delle fiamme. 
L'incendio nel Barranco Blanco, una zona di protezione ecologica a Alhaurin el Grande  ha raggiunto  Entrerríos a Mijas, che aveva subito un grande incendio già l'anno scorso


martedì 29 maggio 2012

Il sottosegretario Catricalà: nel terremoto 15 morti, 7 dispersi, 200 feriti, 8000 sfollati, oltre 70 scosse




Un parroco schiacciato dal crollo della sua chiesa mentre tenta di salvare la statua diuna Madonnina a Rovereto, nel Modenese




BOLOGNA - Almeno quindici morti, sette dispersi e duecento feriti il bilancio delle scosse che hanno colpito oggi l'Emilia. Il sisma di oggi ha provocato ottomila sfollati che si aggiungono ai seimila della scossa dello scorso 20 maggio, ha spiegato il sottosegretario Antonio Catricalà, in un'informativa al Senato.
Nei soccorsi, ha detto il sottosegretario, sono impegnati 3.698 uomini e 758 mezzi, più sette moduli di aiuto, per 1.250 posti letto aggiuntivi. Ulteriori 360 posti letto sono stati recuperati con sei carrozze delle ferrovie dello Stato. Per l'eventuale ulteriore fabbisogno di posti si ricorrerà alle strutture alberghiere.
Due delle vittime, ha spiegato Catricalà, "sono decedute per cause non connesse direttamente all'evento". I morti si sono registrati: tre a Mirandola, tre a San Felice sul Panaro, una a Concordia, una a Finale Emilia, una a Cento, una a Novi di Modena, una a Medolla e quattro a Cavezzo. Quanto ai dispersi, se ne registrano uno a Mirandola, tre a Medolla e tre a Cavezzo. Per il sottosegretario non si tratterebbe di una scossa di assestamento del sisma del 20 maggio, ma di un nuovo terremoto. Il governo intende deliberare il 4 giugno il lutto nazionale. Alle 13 due forti scosse a distanza di quattro minuti l'una dall'altra, la prima di magnitudo 5,3 e la seconda di magnitudo 5.1, hanno colpito il modenese. Dopo le 13, la terra ha tremato altre 5 volte in venti minuti.
Sono state oltre 70 le scosse di terremoto avvenute avvenute nella zona compresa fra quella colpita il 20 maggio scorso, nel ferrarese, a quella del modenese. Sono almeno 800 quelle registrate a partire dal 20 maggio. Delle 70 scosse che stanno facendo tremare l'arco settentrionale dell'Appennino, la maggior parte è avvenuta nella mattinata, ossia dopo il terremoto di magnitudo 5,8 delle 9,00, spiega il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Tra le vittime, un parroco che stava cercando di mettere in salvo una piccola statua della Madonna mentre la terra tremava. Don Ivan Martini è morto durante il crollo della sua chiesa, quella della Stazione di Novi, a Rovereto, nel Modenese. Don Martini stava conducendo un sopralluogo con i Vigili del fuoco ma si sarebbe attardato a prendere la statuetta. E' rimasto schiacciato sotto le macerie.
Una grossa trave gli è caduta addosso mentre si attardava nella sua piccola chiesa per non lasciare che il crollo dell'edificio portasse alla rovina anche quella piccola statua della Madonna, a cui don Ivan teneva tanto. E così è rimasto intrappolato sotto le macerie, proprio mentre una delle infinite scosse della giornata stava facendo tremare la terra nel martoriato territorio della provincia di Modena.
Il sacerdote era parroco nel paesino in provincia di Modena, e nella chiesa era entrato, insieme con gli uomini delle Fiamme gialle, per verificare i danni di una prima scossa. Ma, mentre lui e i Vigili del fuoco si trovavano all'interno dell'edificio, è arrivata all'improvviso una seconda scossa. Gli altri sono riusciti a mettersi in salvo. Non lui: quei pochi secondi per portarsi via la statuina gli sono stati fatali.

Don Ivan Martini
Il sacerdote era parroco nel paesino in provincia di Modena, e nella chiesa era entrato, insieme con gli uomini delle Fiamme gialle, per verificare i danni di una prima scossa. Ma, mentre lui e i Vigili del fuoco si trovavano all'interno dell'edificio, è arrivata all'improvviso una seconda scossa. Gli altri sono riusciti a mettersi in salvo. Non lui: quei pochi secondi per portarsi via la statuina gli sono stati fatali.

I danni più rilevanti, spiega la regione Emilia Romagna, sono nei comuni vicini all'epicentro, dove si sono verificati numerosi crolli. Diverse le scuole evacuate in regione per precauzione, mentre disagi si sono verificati sulle linee ferroviarie, che questa mattina hanno subìto rallentamenti: la circolazione dei treni attorno alla stazione centrale di Bologna è stata interrotta per accertamenti sulle infrastrutture.

La maggior parte delle vittime è stata colpita dalle macerie o dal crollo dei capannoni. Crollato anche il duomo di Mirandola all'interno del quale vi erano operai al lavoro, la Torre dell'orologio e la chiesa di San Francesco. Colpito anche il vicino comune di San Possidonio, dove si è sbriciolato il campanile della locale chiesa. Gravissimi danni al centro storico di Cavezzo nel modenese e alle fabbriche alimentari del territorio. Crolli anche a Moglie e Poggio Rusco in provincia di Mantova, a Fiorenzuola d'Arda in provincia di Piacenza e piccoli crolli anche nelle province di Reggio Emilia, Rovigo e Venezia.

Per quanto riguarda i servizi essenziali e le telecomunicazioni, sono circa 5.000 le utenze Enel disalimentate tra Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna. Problemi anche per la telefonia, dovuti al sovraccarico della rete mobile.

giovedì 1 marzo 2012

Notte di scontri sull'A32 in Val di Susa, ora riaperta. Tredici feriti tra le forze dell'ordine. I No Tav: "Oggi blocchiamo tutto"

CHIOMONTE - Notte di scontri in Val di Susa a Chianocco (Torino), presso lo svincolo autostradale dell'A32, dove i No Tav da lunedì avevano stabilito un presidio ad oltranza con il blocco dell'A32 che collega Torino a Bardonecchia. Ora, però, l'autostrada risulta riaperta al traffico, anche se si preannuncia una nuova giornata ad altissima tensione.

La Questura riferisce che cinque persone sono state fermate nella tarda serata di mercoledì: 4 di loro sono state rilasciate dopo essere state identificate, mentre un uomo di 32 anni è stato arrestato per i reati di resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale.

Sono in corso indagini volte ad individuare gli autori degli episodi di violenza verso le forze dell'ordine. Stando all'ultimo bilancio delle forze dell'ordine, cinque poliziotti e otto carabinieri sono rimasti feriti negli scontri. Impossibile stilare un bilancio dei feriti tra i No Tav, che lamentano cariche violentissime e che per oggi promeriggio hanno già promesso: "Blocchiamo tutto".

mercoledì 25 gennaio 2012

E i pescatori assediano Montecitorio:scontri con la polizia, tre feriti

ROMA - Le forze dell'ordine hanno caricato i pescatori che da questa mattina stanno protestando in piazza Montecitorio contro il caro-gasolio. Dopo una raffica di bombe carta lanciate verso la Camera dei deputati, le forze dell'ordine sono intervenute, creando un cordone in piazza Montecitorio per contenere la protesta. Dopo una prima carica della polizia, i pescatori hanno alzato le mani in segno di resa. Due manifestanti sono rimasti feriti, uno e' rimasto disteso in terra.
Durante gli scontri davanti Montecitorio con la polizia i pescatori hanno gridato più volte "vergogna" verso gli agenti in tenuta anti sommossa. 
Dopo l'esplosione di un'ulteriore bomba carta le forze dell'ordine si sono avvicinate un'altra volta ai manifestanti cercando di spingerli ancora più distanti dalla Camera dei deputati. Durante la carica di alleggerimento della polizia un uomo e' caduto ed e' rimasto ferito alla testa, ma non sembra essere in gravi condizioni. Un altro ha subito una frattura alla mano. Un terzo e' stato caricato su una barella dopo che era crollato a terra accusando dolore al torace, a una gamba e alle spalle. I manifestanti sfogano la loro rabbia contro la polizia: "assassini, assassini", gridano all'indirizzo degli agenti. 
La carica di alleggerimento ha portato ad arretrare il presidio, ma ha esacerbato anche gli animi: "adesso facciamo una guerra", gridano minacciosi alle forze dell'ordine.

Erano scesi in piazza di prima mattina i pescatori d'Italia con lancio di fumogeni e petardi. Centinaia i manifestanti arrivati davanti alla Camera dei Deputati: molti di loro indossano giubbotti arancioni di salvataggio. "La Comunità Europea ci affonda", "Vi state mangiando anche le nostre barche", "Le regole del Nord Europa non valgono per il Mediterraneo". Questi alcuni degli striscioni portati dai pescatori. Un razzo di segnalazione color rosso, di quelli lanciati in mare per mandare un sos è partito da piazza Montecitorio ed ha attraversato il cielo sopra la Camera dei Deputati.

domenica 1 gennaio 2012

Divieto dei botti? Macché. E ci sono i primi feriti: a Palermo un bimbo rischia di perdere la vista


 ROMA - Due persone arrestate, 12 denunciate, sequestro complessivo di 3,7 tonnellate di fuochi proibiti: è il bilancio di controlli eseguiti nelle ultime ore dai carabinieri in vari comuni della provincia partenopea. In particolare, a San Giuseppe Vesuviano i militari hanno arrestato un 62enne incensurato per la detenzione illegale di 2,3 tonnellate di botti. Nella sua auto trovati ben 668 "thunder" per 70 kg di peso, vere e proprie bombe carta.
E c'è già la piccola vittima dei botti di fine anno, prima ancora che scoccassela mezzanotte in Italia. Un bambino di 12 anni ha infatti perso le dita di una mano in seguito all'esplosione di un petardo. Il piccolo, di Palermo, rischia anche di rimanere cieco per le profonde ustioni provocate dallo scoppio al volto. L'incidente ha distrutto le finestre della casa del ragazzino, nel quartiere Zen del capoluogo siciliano, e il bambino è ora ricoverato al Pronto soccorso dell'ospedale Villa Sofia.

Un uomo di 36 anni è rimasto gravemente ferito dallo scoppio di un petardo artigianale trovato in strada che lui stesso aveva acceso. l'episodio è avvenuto in località Collina delle Muse, vicino a Roma
. La vittima, un italiano, aveva recuperato un petardo in strada provando ad accenderlo. Il botto gli è esploso in mano provocandogli gravissime lesioni. Sul posto, in piazza Camastra, la volante del commissariato Monte Mario e gli artificieri, hanno trovato altri petardi artigianali.

I carabinieri di Padova hanno arrestato un ventenne, Mirco Marigo, poi rimesso in libertà dopo la convalida, e denunciato in stato di libertà un suo amico 17enne. I due stavano "testando" un fucile e una pistola perfettamente funzionanti per esplodere i botti a Capodanno. Gli uomini dell'arma erano stati allertati da un cittadino che aveva notato le due persone armate a bordo di un'autovettura nel parcheggio di un supermercato.