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lunedì 29 dicembre 2014

Il ministro LUPI: possibili 38 dispersi nell'incendio del traghetto. I morti saliti a 8

ROMA, 29 dicembre - Nel pomeriggio, durante una conferenza stampa congiunta, il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, hanno spiegato che al momento i dispersi risultano 38, 8 le persone morte, 427 i passeggeri salvati. Secondo quanto riferito dalle autorità italiane, non è possibile al momento stabilire il numero preciso dei dispersi, in quanto non c’è sicurezza sui numeri della lista passeggeri indicata inizialmente con 468 nomi: «Può esistere un margine di errore, da qui non siamo in grado di stabilirlo», ha ribadito il ministro Lupi. Ad una domanda dei giornalisti sulla eventuale presenza di clandestini a bordo, la Guardia costiera fa sapere che «sono in corso accertamenti» e che «tra le persone recuperate ci sono nomi che non sono nella lista».

Uomini picchiavano donne e bambini per salire sugli elicotteri

"E' stato allucinante perché i militari portavano prima bambini, donne e anziani al livello dove potevano salire sull'elicottero, ma c'erano uomini, che li picchiavano, tiravano loro i capelli e li buttavano fuori per prendere il loro posto". Il racconto è del soprano Dimitra Theodossiou, salvata dalla Norman Atlantic.

lunedì 9 dicembre 2013

Ritrovati padre e figlio dispersi da ieri sulle montagne dell’Aquilano


L’AQUILA - Sono stati ritrovati ieri sera alle 23 dagli uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso e L'Aquila padre e figlio, rispettivamente di 48 e 10 anni originari di Perugia, dispersi dalle ore 14.00 di ieri. I due, ritrovati in località 'Passo del diavolo'-zona La Guardia, nel Comune di Gioia dei Marsi (Aq), avevano smarrito la via del rientro.

domenica 6 ottobre 2013

Lampedusa, riprendono le ricerche dei dispersi. In fondo al mare ce ne sono almeno 250


LAMPEDUSA - Riprendono le ricerche dei dispersi del naufragio davanti all'isola dei Conigli: i sommozzatori della Guardia costiera, della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco, assieme ai palombari della Marina, si immergeranno nei pressi del relitto. Sono infatti migliorate le condizioni meteo-marine. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, sulla barca c'erano 518 persone: se il numero è vero, significa che in fondo al mare ci sono ancora oltre 250 persone.

lunedì 30 settembre 2013

Tifone in Cina si abbatte su tre navi da pesca, 75 dispersi


Zhang Jie, vice capo del Hainan Maritime Bureau, parla con i giornalisti a Haikou, capitale della provincia di Hainan,
PECHINO - Oltre 70 persone risultano disperse dopo il naufragio di tre imbarcazioni da pesca nel mar Cinese meridionale, spazzato da un tifone. Lo riportano i media locali. "Tre navi da pesca sono scomparse da domenica dopo il passaggio del tifone Wutip lasciando 75 dispersi", afferma l'agenzia di stampa Nuova Cina citando le autorità marittime. Secondo la tv statale Cctv le persone disperse sarebbero invece 74. 
Le barche con a bordo 88 persone hanno tentato di navigare nella tempesta nei pressi delle isole Xisha, circa 330 km dalla provincia dell'isola di Hainan in Cina. A partire da Lunedi a mezzogiorno, i soccorritori hanno recuperato 14 superstiti, hanno detto le fonti.

domenica 15 settembre 2013

Sale il bilancio dei dispersi dell'alluvione in Colorado: sono 500




DENVER - Piu' di 500 persone risultano disperse oggi in Colorado a causa delle inondazioni dovute alle forti piogge che hanno colpito lo Stato americano e che hanno provocato finora cinque morti. Lo riferiscono le autorita' locali. Anche oggi rimane l'allerta in quanto sono previste piogge che potrebbero provocare ulteriori inondazioni. E gia' si contano i danni. Nella sola contea di Boulder saranno necessari 150 milioni di dollari per riparare le strade e i ponti danneggiati dalle violente piogge.

mercoledì 8 maggio 2013

Genova: nave mercantile in porto abbatte la torre piloti: un morto, sei dispersi


GENOVA - La nave mercantile Jolly Nero della compagnia "Messina" è finita contro il Molo Giano del porto di Genova facendo crollare in mare la torre piloti. Una decina di persone che si trovavano all'interno della struttura, in quel momento, verso le 23, sono finite in mare. Una è morta: il corpo è stato trovato dai vigili del fuoco. Tre sono state recuperate. Sono ferite e sono state portate in ospedale. Altre sei sono disperse.
Decine di soccorritori e sommozzatori stanno scandagliando le acque della zona per recuperare le sei persone che mancano all'appello. Nella torre c'era anche un ascensore che è crollato in mare. L'incidente, avvenuto all'imboccatura del porto. potrebbe essere stato provocato da un'avaria o da un errore di manovra, nella fase di uscita dal porto.
Il momento dell’impatto è stato particolarmente drammatico perché si trattava del cambio turno: «È la fase in cui all’interno della torre si trovano più persone», hanno raccontato alcuni militari della guardia costiera. «Non avevamo mai visto una cosa del genere», hanno ribadito.

mercoledì 28 novembre 2012

Taranto: tromba d’aria, apocalisse sull’Ilva, scoperchiati capannoni e ciminiere, crollate gru. 38 feriti, un disperso, rischio esplosioni di gas

La tromba d'aria sull'Ilva (sky24)
(inmeteo)

TARANTO - Una tromba d'aria si è abbattuta sullo stabilimento dell'Ilva provocando diversi crolli. Come fa sapere la stessa azienda, "sono crollati un capannone all'imbarco prodotti e la torre faro, è crollato il Camino delle batterie uno e tre". Ci sono quasi 40 di feriti, forse 4 dispersi e c'è anche il rischio di esplosioni per le fughe di gas. Un operaio risulta sicuramente disperso. Secondo quanto si apprende dai vigili del fuoco, l'uomo era al lavoro nella cabina di una gru finita in mare dopo la tromba d'aria. A Taranto stanno arrivando le squadre dei sommozzatori per le ricerche. La tromba d'aria ha scoperchiato numerosi capannoni di diversi reparti del siderurgico, e un incendio si è verificato nella zona dell'area a caldo. Crollate per il forte vento anche numerose gru nell'area portuale in uso all'Ilva, mentre gli impianti dell'area a caldo sono andati in blocco e i tecnici stanno mettendo in sicurezza, in particolare, il reparto ossigeno per scongiurare il rischio di esplosioni.
"Sono mobilitati tutti i mezzi di soccorso dello stabilimento, vigili del fuoco e ambulanze e stanno convergendo anche i mezzi di soccorso cittadini e provinciali, vigili del fuoco e 118" prosegue Ilva. Ci sarebbero 4 dispersiVoci non confermate parlano di gravi conseguenze  per alcuni operai dell’azienda, di un incendio e di un piano di evacuazione messo in atto dalla direzione della stessa Ilva per timore di un’esplosione. Mobilitati mezzi di soccorso, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine.  Stando a notizie in corso di accertamento, il maltempo ha causato lo sradicamento di lamiere, di alberi e danni pesantissimi anche alla circolazione stradale: numerosi i sinistri che hanno visto coinvolti vetture e mezzi pesanti.
"Lo stabilimento sta mettendo in atto tutte le procedure che in questi casi di emergenza generale vengono adottate",conferma Ilva sottolineando che "gli impianti sono, come da procedura d'emergenza generale, presidiati".
(tgcom24)

Sono caduti diversi quintali di cemento. La direzione ha disposto immediatamente l'evacuazione dello stabilimento. Sul posto ci sono diverse ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Un fulmine è caduto su una delle ciminiere dell'Ilva i cui pezzi si sono riversati su due tralicci dell'alta tensione. Attualmente è bloccata la linea ferroviaria Bari-Taranto e i passeggeri di un treno sono in attesa di trasbordo su autobus per raggiungere Taranto. La tromba d'aria proveniva dal mare: è passata prima sui moli, poi sull'intero stabilimento.
Dalla strada provinciale per Statte si notano all’interno dello stabilimento focolai di incendio provocati dalla caduta di pezzi delle ciminiere e da alcuni scoppi. I gasometri all’interno della fabbrica sono stati messi in sicurezza. All’esterno del siderurgico si notano gruppi di lavoratori che stanno abbandonando lo stabilimento. La tromba d'aria ha causato finora 38 feriti, tra cui nove bambini in una scuola di Statte (Taranto) -vedi sotto -, come fa sapere la Protezione civile regionale. Tra i nove bambini, che hanno tutti ferite lievi, cinque sono stati medicati all'ospedale Moscati di Taranto, quattro a Martina Franca. A uno dei nove è stato diagnosticato un trauma cranico. Tre persone politraumatizzate sono ricoverate in condizioni critiche all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Altri due politraumatizzati (operai dell'Ilva e dell'Enel) sono ricoverati a Martina Franca.

"Stavo guidando un camion vicino alle batterie 7-12. All'improvviso ho visto un tornado, volare tutto e fumo. Non riuscivo a vedere più niente. Mi sono fermato e sono fuggito''. E' la drammatica testimonianza di un lavoratore dell'Ilva di Taranto rimasto illeso. 

A Statte colpita una scuola: 6 bambini feritio
La tromba d'aria ha provocato gravi danni anche a Statte, Comune non lontano dal luogo dove sorge l'Ilva. Alcune case dell'abitato sono state scoperchiate dalle raffiche di vento. La tromba d'aria ha investito una scuola: sei bambini sono rimasti feriti in modo lieve e sono stati portati nell'ospedale Moscati di Taranto per essere medicati. Lo riferisce il responsabile della protezione civile regionale, l'assessore Fabiano Amati. In tutto negli ospedali, compresi i bambini, dovrebbero esserci, secondo Amati, 18 persone: la vita di nessuna di loro sarebbe in pericolo.

Preallarme nel Bolognese per la piena del Reno


La protezione civile dell'Emilia-Romagna ha attivato il preallarme per la piena del Reno nel Bolognese. Sono interessati il capoluogo e i Comuni di Argelato, Castello d'Argile, Castel Maggiore, Sala Bolognese, S.Giovanni in Persiceto, Calderara e Casalecchio. Date le forti piogge, il livello dell'acqua s'è alzato nel tratto montano, fino a 2,64 metri a Vergato e 1,3 a Casalecchio. Visto il perdurare della pioggia, il colmo della piena, 1,6 metri, è atteso a Casalecchio nel pomeriggio
Sono 50 le persone evacuate dalle loro abitazioni ad Albinia, in provincia di Grosseto. La zona era già stata la più colpita dall'alluvione dell'11 e 12 novembre scorsi, quando in Maremma ci furono 4 morti. Le persone sfollate sono per lo più residenti nelle campagne. Il livello dei fiumi nella zona, in particolare dell'Albegna, è salito. Sul posto sono intervenuti i volontari delle Misericordie, della Protezione Civile, tecnici del Comune di Orbetello e della provincia. Nel grossetano sono 17 le strade chiuse per allagamenti e frane.

venerdì 7 settembre 2012

Barcone con 150 migranti naufraga al largo di Lampedusa. Decine di dispersi


LAMPEDUSA - Un barcone con un numero imprecisato di migranti è naufragato a circa 12 miglia al largo di Lampedusa. Nella zona stanno operando diverse unità della Guardia costiera e della Guardia di finanza, tre navi militari della Nato e mezzi aerei. In 54 si salvano nuotando fino all'isolotto di Lampione. Secondo le dichiarazioni fornite dagli immigrati a bordo del natante vi erano almeno 150 persone.
L'allarme è scattato nel tardo pomeriggio di giovedì in seguito a una telefonata giunta alla Capitaneria di porto di Palermo. Un immigrato ha detto di trovarsi a bordo di un barcone in difficoltà, con oltre 100 persone a bordo, a poca distanza dalla costa di Lampedusa. Immediatamente sono state avviate le ricerche che sono proseguite durante la notte. 
Intorno alle 2:30 le unità impegnate nei soccorsi hanno individuato la zona del naufragio, a circa 12 miglia dall'isola, e raccolto i primi superstiti. Nelle operazioni sono impegnate tre motovedette della Guardia costiera e tre della Guardia di finanza, oltre alle tre unità militari Nato, una delle quali batte bandiera italiana, e ad alcuni mezzi aerei. 
Cinquantaquattro migranti sono stati recuperati nei pressi dell'isolotto di Lampione, che erano riusciti a raggiungere a nuoto. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, sul barcone - un vecchio motopesca in legno di dieci metri - viaggiavano oltre un centinaio di extracomunitari. Qualcuno ha parlato addirittura di 150 persone. All'appello, dunque, mancherebbero ancora decine di persone.

venerdì 13 luglio 2012

Sono vivi i 4 dispersi della valanga del Monte Bianco


La zona della valanga sul monte Maudit

CHAMONIX -I quattro dispersi nella valanga che ha ucciso 9 alpinisti sul monte Bianco sono vivi. Lo ha reso noto la polizia francese. In realtà la gendarmeria ha scoperto che i quattro dati per dispersi per tutta la giornata di ieri semplicemente non facevano parte della cordata travolta. Due avevano dall'inizio annullato la spedizione mentre gli altri due avevano scelto un altro percorso, hanno spiegato agli agenti di Chamonix Pertanto il bilancio definitivo della tragedia è di 9 morti e 11 feriti. 

martedì 29 maggio 2012

Il sottosegretario Catricalà: nel terremoto 15 morti, 7 dispersi, 200 feriti, 8000 sfollati, oltre 70 scosse




Un parroco schiacciato dal crollo della sua chiesa mentre tenta di salvare la statua diuna Madonnina a Rovereto, nel Modenese




BOLOGNA - Almeno quindici morti, sette dispersi e duecento feriti il bilancio delle scosse che hanno colpito oggi l'Emilia. Il sisma di oggi ha provocato ottomila sfollati che si aggiungono ai seimila della scossa dello scorso 20 maggio, ha spiegato il sottosegretario Antonio Catricalà, in un'informativa al Senato.
Nei soccorsi, ha detto il sottosegretario, sono impegnati 3.698 uomini e 758 mezzi, più sette moduli di aiuto, per 1.250 posti letto aggiuntivi. Ulteriori 360 posti letto sono stati recuperati con sei carrozze delle ferrovie dello Stato. Per l'eventuale ulteriore fabbisogno di posti si ricorrerà alle strutture alberghiere.
Due delle vittime, ha spiegato Catricalà, "sono decedute per cause non connesse direttamente all'evento". I morti si sono registrati: tre a Mirandola, tre a San Felice sul Panaro, una a Concordia, una a Finale Emilia, una a Cento, una a Novi di Modena, una a Medolla e quattro a Cavezzo. Quanto ai dispersi, se ne registrano uno a Mirandola, tre a Medolla e tre a Cavezzo. Per il sottosegretario non si tratterebbe di una scossa di assestamento del sisma del 20 maggio, ma di un nuovo terremoto. Il governo intende deliberare il 4 giugno il lutto nazionale. Alle 13 due forti scosse a distanza di quattro minuti l'una dall'altra, la prima di magnitudo 5,3 e la seconda di magnitudo 5.1, hanno colpito il modenese. Dopo le 13, la terra ha tremato altre 5 volte in venti minuti.
Sono state oltre 70 le scosse di terremoto avvenute avvenute nella zona compresa fra quella colpita il 20 maggio scorso, nel ferrarese, a quella del modenese. Sono almeno 800 quelle registrate a partire dal 20 maggio. Delle 70 scosse che stanno facendo tremare l'arco settentrionale dell'Appennino, la maggior parte è avvenuta nella mattinata, ossia dopo il terremoto di magnitudo 5,8 delle 9,00, spiega il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Tra le vittime, un parroco che stava cercando di mettere in salvo una piccola statua della Madonna mentre la terra tremava. Don Ivan Martini è morto durante il crollo della sua chiesa, quella della Stazione di Novi, a Rovereto, nel Modenese. Don Martini stava conducendo un sopralluogo con i Vigili del fuoco ma si sarebbe attardato a prendere la statuetta. E' rimasto schiacciato sotto le macerie.
Una grossa trave gli è caduta addosso mentre si attardava nella sua piccola chiesa per non lasciare che il crollo dell'edificio portasse alla rovina anche quella piccola statua della Madonna, a cui don Ivan teneva tanto. E così è rimasto intrappolato sotto le macerie, proprio mentre una delle infinite scosse della giornata stava facendo tremare la terra nel martoriato territorio della provincia di Modena.
Il sacerdote era parroco nel paesino in provincia di Modena, e nella chiesa era entrato, insieme con gli uomini delle Fiamme gialle, per verificare i danni di una prima scossa. Ma, mentre lui e i Vigili del fuoco si trovavano all'interno dell'edificio, è arrivata all'improvviso una seconda scossa. Gli altri sono riusciti a mettersi in salvo. Non lui: quei pochi secondi per portarsi via la statuina gli sono stati fatali.

Don Ivan Martini
Il sacerdote era parroco nel paesino in provincia di Modena, e nella chiesa era entrato, insieme con gli uomini delle Fiamme gialle, per verificare i danni di una prima scossa. Ma, mentre lui e i Vigili del fuoco si trovavano all'interno dell'edificio, è arrivata all'improvviso una seconda scossa. Gli altri sono riusciti a mettersi in salvo. Non lui: quei pochi secondi per portarsi via la statuina gli sono stati fatali.

I danni più rilevanti, spiega la regione Emilia Romagna, sono nei comuni vicini all'epicentro, dove si sono verificati numerosi crolli. Diverse le scuole evacuate in regione per precauzione, mentre disagi si sono verificati sulle linee ferroviarie, che questa mattina hanno subìto rallentamenti: la circolazione dei treni attorno alla stazione centrale di Bologna è stata interrotta per accertamenti sulle infrastrutture.

La maggior parte delle vittime è stata colpita dalle macerie o dal crollo dei capannoni. Crollato anche il duomo di Mirandola all'interno del quale vi erano operai al lavoro, la Torre dell'orologio e la chiesa di San Francesco. Colpito anche il vicino comune di San Possidonio, dove si è sbriciolato il campanile della locale chiesa. Gravissimi danni al centro storico di Cavezzo nel modenese e alle fabbriche alimentari del territorio. Crolli anche a Moglie e Poggio Rusco in provincia di Mantova, a Fiorenzuola d'Arda in provincia di Piacenza e piccoli crolli anche nelle province di Reggio Emilia, Rovigo e Venezia.

Per quanto riguarda i servizi essenziali e le telecomunicazioni, sono circa 5.000 le utenze Enel disalimentate tra Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna. Problemi anche per la telefonia, dovuti al sovraccarico della rete mobile.

martedì 31 gennaio 2012

Sospese definitivamente le ricerche dei dispersi nella parte sommersa della Concordia: è troppo pericoloso


ISOLA DEL GIGLIO - La ricerca dei dispersi nella parte sommersa della Costa Concordia è stata definitivamente sospesa. La decisione è stata presa dai soccorritori perche "sono venute meno le condizioni operative di sicurezza". La decisione è stata comunicata dal commissario per l'emergenza Franco Gabrielli ai familiari e alle ambasciate.
La decisione è stata presa dal direttore tecnico dei soccorsi, il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto Ennio Aquilino, di comune accordo con tutti i responsabili delle strutture operative che sono state impegnate in questi giorni nell'attività di ricerca e dopo aver sottoposto al Comitato scientifico le informazione ricevute dai sommozzatori in merito allo stato di deformazione dello scafo della nave, in corrispondenza dei varchi aperti nei giorni scorsi.
Dopo aver fatto tutta una serie di valutazioni è stato dunque ritenuto che "oggettivamente sono venute meno le condizioni operative di sicurezza per gli operatori in corrispondenza di tutte le zone sommerse". In ogni caso, la decisione finale - che al momento viene data per scontata - verrà presa dal Comitato consultivo della struttura del commissario per l'emergenza.

La nave naufragata al Giglio il 13 gennaio una volta recuperata non tornerà a solcare il mare. Lo ha detto l'amministratore delegato di Costa Crociere, Pierluigi Foschi. "In questo momento - ha dichiarato Foschi - non si intravedono le condizioni perchè la società di assicurazione non dichiari la perdita totale: noi non riteniamo che questo relitto possa essere rimesso in esercizio".

venerdì 27 gennaio 2012

Il crollo dei tre palazzi a Rio de Janeiro: trovati finora sei morti, venti i dispersi



RIO DE JANEIRO  - E 'stato trovato stamattina all'alba (ora locale) corpo della sesta vittima del crollo di tre edifici su avenue Treze Maio nel centro di Rio de Janeiro. Si tratta di una donna, secondo le informazioni confermate dai vigili del fuoco. Così, le vittime della tragedia sono ora tre uomini e tre donne.
L'identità della vittima non è stata rivelata. Il numero dei dispersi è di una ventina. Secondo la Protezione Civile di Rio de Janeiro, la ricerca continuerà fino a sabato mattina.
A più di 24 ore dal crollo, il sindaco di Rio de Janeiro, Eduardo Paes ha ancora la speranza di trovare sopravvissuti tra le macerie. Ha detto che tutto il lavoro è ancora focalizzata nel tentativo di trovare le vittime che vivevano nel luogo della tragedia:. "Noi tutti continueremo a lavorare con l'attenzione per le vite umane coinvolte nel crollo. Abbiamo anche affrontato la cura  di 26 famiglie chre sono alla ricerca di parenti in uno degli edifici ", ha detto.
Secondo Paes, non esiste finora certezza su che cosa abbia causato il crollo. Per lui, la risposta arriverà presto, dopo che  i lavori di competenza della polizia civile saranno completati. 


Paes ha inoltre chiarito che, sebbene ci fossero i lavori in corso negli edifici che potrebbero aver causato la tragedia, non è possibile per ora accertarlo. 
"Opere che non influiscono sulla struttura e che non aggiungono nulla di nuovo, non hanno bisogno di autorizzazione del Comune. Dipendono solo dall'approvazione dell'amministratore del condominio ". 
Paes ha parlato con le autorità coinvolte nella analisi della situazione, compreso il comandante dei Vigili del Fuoco, Sergio Simoes, e l'impiegato della contea. Per gli specialisti, non è possibile che l'incidente sia stato causato da un'esplosione, "Non c'è una risposta definitiva, ma ho fiducia i nostri esperti che sono andati al sito. La possibilità che il crollo sia stato causato da un'esplosione è praticamente pari a zero."
C'erano invece lavori sul tetto del grattacielo di venti piani, quello che sbriciolandosi, ha tirati giuù con se anche la casa di dieci piani e quella di quattro.

venerdì 23 dicembre 2011

Sono ancora mille i dispersi dopo il passaggio del tifone Washi nelle Filippine



MANILA - Un migliaio di persone sono ancora ritenute disperse dopo il passaggio della tempesta tropicale Washi sul sud delle Filippine, che ha già provocato più di mille vittime. Lo ha annunciato il governo di Manila. Un bilancio precedente riferiva di 1.010 morti e 51 dispersi, portati via dalle inondazioni che hanno devastato l'isola meridionale di Mindanao e colpito circa 471.000 persone a diverso livello.