TARANTO - Il tribunale di Taranto ha condannato 28 ex dirigenti dell'Ilva per le morti causate dall'amianto e da altri agenti cancerogeni provenienti dallo stabilimento siderurgico. Le pene più alte sono state inflitte agli ex manager della vecchia Italsider pubblica (alla quale subentrò poi il gruppo Riva): tra loro spicca il nome di Giovanbattista Spallanzani, condannato a 9 anni.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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venerdì 23 maggio 2014
mercoledì 30 aprile 2014
E' morto Emilio Riva, patron dell'Ilva
| Emilio Riva |
MILANO - Si è spento Emilio Riva, imprenditore dell'acciaio e proprietario dell'Ilva. Riva è morto all'età di 87 anni nella sua Milano, dove nacque il 22 giugno del 1926. Nel 1954 a soli 28 anni fondò la Riva & C insieme al fratello Adriano, commercializzando rottami ferrosi, destinati alle acciaierie del Bresciano. Tre anni dopo realizzò la prima acciaieria a Caronno Pertusella (Varese) dove, nel 1964, installò, primo al mondo, la macchina a colata continua.
Laureato in ingegneria 'honoris causa' Riva non si definiva un ''capitalista'' ma un ''imprenditore industriale''. ''Non sono padrone neanche di un cane - diceva di sé - sono un datore di lavoro '', ma in realtà era il classico 'uomo al comando', che in azienda controllava tutto, lasciando aperti, con la sua scomparsa, molti interrogativi sul futuro dell'azienda, che conta oggi 38 stabilimenti in Italia e nel mondo (dal Canada alla Francia, dal Belgio alla Germania, dalla Spagna alla Tunisia) per la produzione di acciaio grezzo, coils, vergella, tondo per cemento armato, barre-billette laminate, lamiere da treno, tubi saldati, tubi forma e travi, che impiega circa 25 mila dipendenti e realizza un fatturato stabile attorno ai 10 miliardi di euro.
Nel 1988, diventando azionista di maggioranza della società Acciaierie di Cornigliano, con quote di minoranza affidate all'Ilva (già Italsider), Riva diede vita alla prima società mista a partecipazione statale. In questo modo la produzione del Gruppo raddoppiava e la sua gamma di prodotti si estendeva alle bramme (semilavorati destinati alla laminazione in prodotti piatti). Nell'aprile del 1995 Riva portò a termine la seconda grande operazione rilevando dall'Ilva lo stabilimento siderurgico di Taranto, già attivo dal 1961. In un solo anno, tra il 1994 e 1995, la produzione di acciaio incrementò da 6 a 14,6 milioni di tonnellate e quella di laminati da 5 a 12,8 milioni di tonnellate.
Il sequestro dei beni del gruppo da parte della magistratura di Taranto risale al maggio del 2013, provvedimento poi annullato dalla Corte di Cassazione. Riva - commentano ambienti a lui vicini - ''se n'è andato con il rammarico di non potersi difendere dalle accuse infondate che gli venivano contestate, ma anche con la certezza che la giustizia avrebbe fatto il proprio corso, restituendo alla famiglia e al gruppo la piena onorabilità''.
mercoledì 5 febbraio 2014
E' diventato legge il decreto sulle emergenze ambientali (Ilva e terre dei fuochi)
ROMA - L'Aula del Senato ha approvato in via definitiva il decreto sulle emergenze ambientali ed industriali: il testo ora è legge. Il provvedimento - passato con 174 voti favorevoli, 58 contrari e 12 astenuti - contiene interventi sia per la Terra dei fuochi sia per l'Ilva. Palazzo Madama non ha apportato modifiche al testo licenziato dalla Camera.
Hanno votato contro la conversione del decreto i senatori del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord. Si sono invece astenuti i rappresentanti di Sel. Festeggia, seppur pacatamente, don Maurizio Patriciello, il sacerdote che da anni porta avanti una lotta per riconoscere l'emergenza ambientale di dell'area. "La terra dei Fuochi finalmente è diventata un problema nazionale e questo è avvenuto grazie al lavoro dei volontari. Ma è un punto di inizio, non certo di arrivo", dichiara dopo l'ok alla conversione del dl.
Hanno votato contro la conversione del decreto i senatori del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord. Si sono invece astenuti i rappresentanti di Sel. Festeggia, seppur pacatamente, don Maurizio Patriciello, il sacerdote che da anni porta avanti una lotta per riconoscere l'emergenza ambientale di dell'area. "La terra dei Fuochi finalmente è diventata un problema nazionale e questo è avvenuto grazie al lavoro dei volontari. Ma è un punto di inizio, non certo di arrivo", dichiara dopo l'ok alla conversione del dl.
mercoledì 30 ottobre 2013
Ilva di Taranto: 15 operai intossicati dal fumo
TARANTO - Quindici operai dell'Ilva questa mattina sono stati portati in infermeria dopo aver avvertito sintomi di intossicazione per aver inalato fumi che si sono sprigionati dalla Siviera di emergenza della Colata a caldo dell'Acciaieria 1, probabilmente a causa di un incendio. Lo rende noto il coordinatore provinciale di Taranto dell'Usb (Unione sindacale di base) Francesco Rizzo.
venerdì 26 luglio 2013
In libertà il patron dell’Ilva, suo figlio e il direttore della fabbrica di Taranto
TARANTO - Ad un anno esatto di distanza dall'arresto per disastro ambientale, sono tornati in libertà il patron dell'Ilva, Emilio Riva, suo figlio Nicola e l'ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso. Ai tre è stata notificata un'ordinanza del gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco
Il provvedimento è stato adottato per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Ai tre indagati è stato imposto anche l'obbligo di dimora e, per Emilio Riva e Capogrosso, il divieto di espatrio.
I tre erano stati arrestati il 26 luglio 2012 nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Taranto che quel giorno portò anche al sequestro degli impianti dell'area a caldo del Siderurgico.
Ad Emilio Riva e a Capogrosso, il 26 novembre 2012, è stata notificata una seconda ordinanza per gli stessi reati ma con la contestazione anche dell'associazione per delinquere.
martedì 4 giugno 2013
Il CdM nomina Enrico Bondi commissario dell’Ilva (per 36 mesi)
ROMA - Il governo ha deciso di ricorrere a Enrico Bondi per il commissariamento temporaneo dell'Ilva, finalizzato a realizzare le prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale per il risanamentoche l'azienda ha attuato solo in parte. La durata massima prevista è di 36 mesi. L'annuncio è stato dato dal ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato, che ha anche lanciato l'allarme: "La chiusura avrebbe un impatto economico da 8 miliardi di euro".
Il decreto, che "è ormai definito", come ha spiegato il ministro, prevede "la sospensione dei poteri degli organi societari e la nomina del commissario, che "può avvalersi di due subcommissari". La bozza del decreto Ilva prevede poi che il ministro dell'Ambiente nomini uncomitato di 5 esperti che proponga, entro 60 giorni dalla nomina, "il piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dei lavoratori e della popolazione e di prevenzione del rischio di incidenti rilevanti".
Al termine di questa fase di gestione eccezionale e straordinaria potranno essere ricostituiti gli ordinari organi di amministrazione restituendo alla proprietà" i suoi poteri. Dalle decisioni che vengono prese sull'Ilva, ha concluso Zanonato, "dipende il futuro della siderurgia italiana e più in generale la credibilità del nostro Paese".
lunedì 3 giugno 2013
Ilva: il gip concede l’uso degli impianti a caldo
TARANTO - Il gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha concesso all'Ilva la facoltà d'uso degli impianti dell'area a caldo sequestrati per inquinamento il 26 luglio 2012, pur confermando il sequestro. Il provvedimento è stato notificato dai carabinieri del Noe di Lecce all'azienda e ai quattro custodi giudiziari.
giovedì 30 maggio 2013
Il ministro Zanonato: un commissario per l’Ilva
ROMA - La soluzione allo studio per l'Ilva potrebbe essere o un commissario unico o un commissario ad acta solo per il risanamento ambientale. Lo ha detto il ministro dello sviluppo, Flavio Zanonato, parlando del futuro dell'azienda di Taranto, dopo le dimissioni in blocco del Cda e spiegando che "o un commissario unico o l'azienda continua a gestirsi e il governo decide di farsi il risanamento con un commissario ad acta".
domenica 26 maggio 2013
Il ministro Zanonato: se si ferma l’Ilva, addio a tutta la siderurgia italiana
ROMA - ''Se si ferma un'azienda di questo tipo possiamo dire addio a tutta l'industria siderurgica e avremmo problemi con l'industria meccanica''. E' quanto dichiara, il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, in merito alla vicenda Ilva. Il polo dell'acciaio, e l'Ilva in particolare, ''deve rimanere italiano, dobbiamo fare di tutto per farlo rimanere italiano. E' una questione strategica''. L'Ilva ''deve essere risanata. L'alternativa non esiste''.
sabato 25 maggio 2013
Ilva, sequestro dei beni: si dimette il CdA, 24mila posti a rischio
TARANTO - Il Consiglio di amministrazione dell'Ilva si è dimesso in polemica con il provvedimento di sequestro di beni dei proprietari, i Riva, per 8 miliardi emesso dal Gip di Taranto. L'azienda, inoltre, ha dato mandato ai propri legali di impugnare l'atto del giudice. Con i sequestri disposti dal Gip "sono a rischio 24mila posti di lavoro diretti, 40mila con l'indotto", sottolineano fonti dell'Ilva. "Si sta mettendo in pericolo tutto".
Le dimissioni dei consiglieri Bruno Ferrante, Enrico Bondi e Giuseppe De Iure - comunica l'azienda in una nota - avranno effetto dalla data dell'assemblea dei soci, che il Consiglio ha convocato per il 5 giugno alle 9. Il comunicato sottolinea che l'ordinanza dell'autorità giudiziaria "ha effetti oggettivamente negativi per l'Ilva, i cui beni sono strettamente indispensabili all'attività industriale".
venerdì 24 maggio 2013
Ilva: la Gdf sta sequestrando beni pari a 8 miliardi e 100 milioni
TARANTO - Gli uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto stanno notificando in queste ore il sequestro di beni pari a otto miliardi e cento milioni di euro all’Ilva Spa e alla Società Rivafire Spa. Il provvedimento di sequestro firmato dal Gip Patrizia Todisco viene notificato negli stabilimenti e nelle filiali della società in tutta Italia. Tre giorni fa era stato il tribunale di Milano a provvedere a un sequestro di un miliardo e duecento milioni ai capostipiti della famiglia Riva. Si tratta di uno dei più imponenti sequestri mai realizzati, le cui cadute sono al momento difficili da immaginare. Il reato che si contesta è associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati ambientali plurimi. La somma di otto miliardi e cento milioni è stata calcolata sulla base dei mancati investimenti per la sicurezza e l’ambiente, ed è quindi considerata un illecito guadagno.
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mercoledì 15 maggio 2013
Vicenda Ilva di Taranto, arrestati il presidente della provincia e 3 funzionari
TARANTO - Il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta su presunti favori all'Ilva denominata 'Ambiente svenduto'. L'accusa sarebbe di concussione.
Insieme a Florido sono stati arrestati anche l'ex assessore provinciale di Taranto all'Ambiente, Michele Conserva, l'ex dirigente dell'Ilva, Girolamo Archinà, e l'ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia. Quest'ultimo ha beneficiato dei domiciliari. Le accuse sono in relazione alla gestione da parte dell'Ilva della discarica Mater Gratiae, Florido e Conserva. Al centro delle accuse le autorizzazioni alla discarica.
Anche per Conserva e Specchia l'accusa è di concussione. Archinà, invece, è accusato di concorso nel reato contestato ai pubblici ufficiali. Florido e Conserva sono accusati di aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare autorizzazioni per la discarica gestita dall'Ilva "in carenza dei requisiti tecnico-giuridici".
giovedì 28 febbraio 2013
lva di Taranto, un operaio morto e uno ferito nel crollo di un ponteggio nelle cokerie
TARANTO - Un operaio è morto e un altro è rimasto ferito in un incidente all'Ilva di Taranto. A quanto si è saputo, l'incidente è avvenuto alla batteria 9 delle cokerie. L'incidente causato dal crollo di ponteggio verificatosi alle 5 del mattino. La vittima aveva 42 anni. L'altro ferito non sarebbe in pericolo di vita.
L'operaio morto si chiamava Ciro Moccia, aveva 42 anni ed era un dipendente dell'Ilva. Il lavoratore rimasto ferito si chiama Antonio Liti, ed è un dipendente della ditta Mir. A quanto si è saputo per ora, sono caduti, mentre erano insieme al lavoro sul piano di carico della batteria. Le condizioni di Liti sono gravi.
Dopo l'incidente , l'Ilva ha deciso di sospendere l'attività. "Il presidente e il direttore di stabilimento - si legge in una nota - esprimono la loro vicinanza ai parenti e in segno di cordoglio sono state sospese tutte le attività di stabilimento".
Dopo l'incidente , l'Ilva ha deciso di sospendere l'attività. "Il presidente e il direttore di stabilimento - si legge in una nota - esprimono la loro vicinanza ai parenti e in segno di cordoglio sono state sospese tutte le attività di stabilimento".
martedì 19 febbraio 2013
Taranto: l’Ilva chiederà la “cassa” per 6500 lavoratori
TARANTO- L'Ilva ha comunicato ai sindacati di categoria che chiederà la cassa integrazione straordinaria per 6.500 lavoratori (di cui 6.417 per lo stabilimento di Taranto). La cassa integrazione, secondo fonti sindacali,comincerà il 3 marzo prossimo e durerà di 24 mesi. L'istanza e' motivata dalla ristrutturazione in atto nell'ambito della procedura per la bonifica degli impianti inquinanti, secondo quanto prevede l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia).
giovedì 14 febbraio 2013
Ilva: sì del gip al dissequestro delle merci. Ma i soldi andranno in un deposito e saranno poi confiscati
TARANTO - Via libera anche dal gip Patrizia Todisco al dissequestro delle merci Ilva. Il provvedimento sara' notificato domani all'azienda a Milano, dove e' la sede legale. Le merci in questione sono pari ad un milione e 700mila tonnellate prodotte nei mesi scorsi fra coils, tubi e lamiere e sequestrate il 26 novembre nell'ambito degli ulteriori sviluppi dell'inchiesta giudiziaria sull'Ilva. Il loro valore - secondo quanto accertato dai custodi giudiziari incaricati dalla Procura di fare una relazione tecnica - ammonta a 800 milioni mentre l'Ilva nelle settimane scorse aveva parlato di un miliardo.
Il dissequestro delle merci avvierà la vendita diretta che sarà gestita dagli stessi custodi giudiziari, i quali seguiranno l'ordine dei contratti stipulati dall'Ilva. Il ricavato, però, non andrà all'azienda ma confluira' invece in un deposito che sarà utilizzato a fini di confisca nel momento in cui la vicenda si sara' chiusa e definita sotto il profilo processuale. La decisione della vendita diretta e' stata presa dalla Magistratura a fronte del rischio di deterioramento delle merci che sono stoccate sui piazzali e nei magazzini del siderurgico. L'ok del gip segue il parere favorevole dell'altro ieri da parte della Procura di Taranto.
Nelle settimane scorse l'Ilva aveva chiesto un dissequestro vincolato delle merci, finalizzandone il ricavato al pagamento degli stipendi e all'attuazione dell'Aia, e facendo gestire il tutto al Garante dell'Aia. Questa proposta e' stata pero' respinta sia dalla Procura che dal gip.
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mercoledì 13 febbraio 2013
Corte Costituzionale: inammissibili i ricorsi dei pm sul decreto salva-Ilva
ROMA - La Corte Costituzionale ha giudicato inammissibili i due ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato presentati dalla Procura di Taranto, uno nei confronti del governo per il decreto salva-Ilva e l'altro nei confronti del parlamento per la relativa legge di conversione. La Consulta ha ritenuto inammissibili i conflitti sull'Ilva sia perché il conflitto di attribuzione relativo ad una legge è inammissibile quando sussista la possibilità di sollevare eccezione di legittimità costituzionale su una norma; sia perché questa possibilità sussiste e si è concretizzata proprio nel caso Ilva.
"Con l'autorizzazione integrata ambientale che ho rilasciato a ottobre l'Ilva ha un piano di attività e investimenti che va realizzato in tre anni e che consentirà allo stabilimento da un lato di essere pienamente in regola con le nuove direttive europee e dall'altro assicurerà la continuità produttiva". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, intervenuto ad Ancona a una iniziativa della Lista Monti.
martedì 22 gennaio 2013
Taranto, gip inflessibile: no al dissequestro dei prodotti finiti dell’Ilva
TARANTO - Il gip di Taranto,Patrizia Todisco, ha dato stamani parere negativo alla richiesta che era stata avanzata dall'Ilva di dissequestro di prodotti finiti e semilavorati dello stabilimento tarantino per un valore di 1 milione di euro, che servirebbero, tra l’altro, per pagare gli stipendi agli operai.
mercoledì 12 dicembre 2012
Decreto Ilva, un emendamento per sbloccare il prodotto finito e sequestrato dal giudice
ROMA - L'Ilva è "autorizzata" alla produzione ed "alla commercializzazione dei prodotti ivi compresi quelli realizzati antecedentemente all'entrata in vigore del presente decreto legge". Questo il testo dell'emendamento che il governo presenta al dl salva-Taranto. IIn questo modo, come ha specificato questa mattina Clini, si dà "coerenza" all'attività produttiva e alla commercializzazione. Nel testo dell'emendamento (art.3, comma 3, del decreto) si dice che: "A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, la società Ilva spa di Taranto è immessa nel possesso dei beni dell'impresa ed è in ogni caso autorizzata, nei limiti consentiti dal provvedimento di cui al comma 1, alla prosecuzione dell'attività produttiva nello stabilimento ed alla commercializzazione dei prodotti ivi compresi quelli realizzati antecedentemente all'entrata in vigore del presente decreto legge per un periodo di 36 mesi, ferma restando l'applicazione di tutte le disposizioni contenute nel presente decreto legge".
La Procura di Taranto starebbe lavorando per sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione agli interventi del governo, e in particolare del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, sui provvedimenti della magistratura nei confronti dell'Ilva. Lo si è appreso da fonti giudiziarie.
"L'emendamento presentato oggi serve a integrare il decreto con un'interpretazione autentica delle norme - spiega Clini - con le quali abbiamo voluto coniugare la tutela dell'ambiente, del lavoro, e la continuità produttiva". Inoltre, in questo modo, "abbiamo voluto chiarire che il decreto è finalizzato alla continuità produttiva e alla disponibilità dei prodotti a condizione che l'Ilva applichi le disposizioni" previste. "Se ci sono interpretazioni del decreto diverse - osserva Clini a proposito della decisione della Magistratura di non dissequestrare i prodotti finiti - le chiarisce il legislatore. E' questo il senso dell'emendamento".
mercoledì 5 dicembre 2012
Ilva: operaio schiacciato da un camion, grave
TARANTO - Un operaio dell'Ilva di Taranto è rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro. L'uomo è rimasto schiacciato tra un carrello e un camion, sullo stradone che dall'impianto Pca porta alla portineria D. L'operaio ferito è dipendente di una delle ditte dell'appalto. Soccorso, è stato condotto con un'ambulanza in ospedale.
venerdì 30 novembre 2012
Ilva: ritrovato il corpo dell’operaio scomparso in mare. Era nella cabina della gru
TARANTO - Il corpo dell'operaio di 29 anni dell'Ilva di Taranto disperso a causa della tromba d'aria che ha colpito lo stabilimento mercoledì, è stato recuperato attorno alle 9.15 dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Il corpo era all'interno della cabina della gru finita in mare.
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