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venerdì 17 aprile 2015

RENZI, Italia bella addormentata "ma noi siamo qui per svegliarla"

WASHINGTON, 17 aprile - "Cambiare la riforma costituzionale? Tornare al Senato elettivo? Per me si può fare. L'importante è che si abbandoni il bicameralismo paritario". Così il premier Matteo Renzi in un colloquio con Repubblica in cui evidenzia un "elemento di novità: la minoranza la guida Bersani, e Pierluigi ieri ha aperto la trattativa". Sulla fiducia all'Italicum, Renzi si dice  "Tranquillo: I voti ci saranno in ogni caso", anche con il voto segreto: "una parte di Forza Italia non si tirerà indietro. Questo è un tema che ci porremo a fine aprile. Mi sembra più una questione procedurale che politica. Vedremo"
"Non prenderemo provvedimenti. Non lo abbiamo mai fatto. Nemmeno quando alcuni non hanno votato il Jobs act. Certo, se poi la legge non passa allora il discorso cambia. Eppure io non vedo rischi. Sono una quarantina quelli davvero pronti a fare le barricate. Ma la mia impressione - dice - è che i critici siano comunque divisi tra di loro. Ho visto almeno quattro anime diverse dentro la minoranza". 
Nel corso della sua visita in Usa,  Renzi ha parlato alla Georgetown University. "Per troppo tempo - ha detto - l'Italia è stata come la bella addormentata nel bosco ma noi siamo qui per svegliarla, per dare un indirizzo al futuro. Non è possibile tornare indietro sulle riforme, sarebbe folle sciupare questa occasione". Citando Bob Kennedy ("Il futuro non è un dono ma una conquista"), il premier ha affermato che per troppo tempo in Italia "è stato come il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato". Per dare un indirizzo al futuro invece, serve, ha precisato Renzi con un post su Facebook, serve "l'energia, l'impegno che abbiamo messo in quest'ultimo anno nelle riforme: la legge elettorale, l'architettura istituzionale, la P.A., il fisco, il Jobs Act, la giustizia, la lotta alla corruzione, la buona scuola, l'innovazione".

mercoledì 1 aprile 2015

NISCEMI, la procura ordina il sequestro dell'impianto satellitare Usa Muos


CALTANISETTA, 1 aprile - La procura di Caltagirone ha ordinato il sequestro dell'impianto satellitare Usa Muos nella riserva di Niscemi (Caltanissetta). Il provvedimento fa seguito alla decisione del Tar di Palermo che aveva accolto i ricorsi dei No-Muos contro la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto di Tlc nella base americana. Il sequestro è stato disposto dal gip di Caltagirone, Salvatore Ettore Cavallaro, su richiesta del procuratore Giuseppe Verzera, per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente in una riserva naturale, al quale sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare. 
Il provvedimento è già stato notificato al comandante del contingente militare statunitense presente nella base di Sigonella. L'esecuzione è del nucleo di polizia giudiziaria della Polizia municipale della Procura di Caltagirone.
I complimenti all'azione dei giudici sono stati fatti dal sindaco di Caltagirone, Nicola Bonanno. "Per far rispettare la legge - ha detto - la magistratura non ha esitato a scendere coraggiosamente in campo, ancora una volta, contro i poteri forti".

"Questo provvedimento - aggiunge Bonanno - rende giustizia alle ragioni del territorio e della sua battaglia, portata avanti con coraggio e determinazione. Speriamo di avere scritto la parola fine a questa vicenda e che non si registrino ulteriori tentativi di attentare al sacrosanto diritto alla salute delle nostre comunità".

mercoledì 18 febbraio 2015

Gli USA alla GRECIA: accordo sul debito o "immediate difficoltà"

WASHINGTON - Gli Stati Uniti scendono in campo nel tentativo di sbloccare lo stallo delle trattative sul rifinanziamento del debito greco. Il segretario del tesoro Jack Lew ha chiamato il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, avvertendolo sul rischio di "immediate difficoltà" qualora non si trovi un accordo. "E' il momento di passare ai fatti", ha detto Lew al collega di Atene. Si deve "trovare un sentiero costruttivo in accordo con il Fmi e i ministri europei delle finanze", ha proseguito Lew nel corso della telefonata col ministro ellenico, durante la quale ha anche ricordato come "l'incertezza non sia una cosa buona per l'Europa". Il segretario del Tesoro ha quindi insistito con Varoufakis sul fatto che un accordo della Grecia con il Fondo monetario internazionale e con l'Europa deve basarsi sul fatto che esistono i margini per fare passi in avanti sia sul fronte della crescita sia su quello delle riforme. L'esponente americano ha infine assicurato il collega greco che fara' di tutto per incoraggiare i creditori internazionali della Grecia a raggiungere un accordo.

martedì 10 febbraio 2015

MOSCA-USA, tensione ad altissimo livello sull’Ucraina

Vladimir Putin
MOSCA, 10 febbraio - Le speranze di trovare una soluzione diplomatica alla crisi in Ucraina sono affidate al vertice in programma domani a Minsk, ma la tensione fra le parti in causa è sempre altissima. Usa e Russia continuano a scambiarsi accuse ed è Angela Merkel a interpretare il ruolo di grande sostenitrice delle trattative.   L’ultimo affondo è arrivato dal Cremlino. per il portavoce Dimitri Peskov, l’occidente cerca di destabilizzare la situazione in ucraina con la minaccia di nuove sanzioni e con l’ipotesi di inviare armi. Una posizione dura, lievemente attenuata solo dalla garanzia che “la Russia è veramente interessata a risolvere la crisi”. Secondo il segretario del consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev, se gli Stati Uniti decideranno di armare l'esercito di Kiev, nel sud-est ucraino ci sarà "un'ulteriore escalation del conflitto" e Mosca potrebbe reagire "con strumenti diplomatici". Nel frattempo 600 militari russi hanno iniziato un'esercitazione in Crimea, regione annessa dalla Russia nel marzo scorso dopo un controverso referendum.   

A non escludere l’invio di armi è stato Obama. Il presidente statunitense ha accusato la Russia di aver “violato tutti gli impegni presi con gli accordi di Minsk, continuando a operare nell'ucraina dell'est, inviando soldati e artiglieria pesante e distruggendo interi villaggi". pur definendo “improbabile” l’intervento militare, ha anche detto che gli Usa sono pronti a fornire armi a Kiev se la via diplomatica dovesse fallire.

sabato 24 gennaio 2015

USA, il Dna lo scagiona dall’accusa di omicidio dopo 40 anni, scarcerato


Joseph Sledge esce da Carcere di Whiteville dopo 40 anni, applaudito dai parenti
COLUMBUS (North Carolina) - Dopo quasi quarant'anni trascorsi dietro le sbarre per essere stato condannato ingiustamente all'ergastolo, un uomo di 70 anni della Carolina del Nord, Joseph Sledge, è uscito di prigione. "Tra le prime cose che voglio fare ci sono una bella dormita in un letto vero letto e anche un bagno in piscina", ha detto. Sledge, anche se innocente, venne condannato nel 1976 per l'assassinio di una donna e di sua figlia, trovate morte nella loro abitazione. Solo ora si è però arrivati a stabilire la sua innocenza, dopo che uno dei testimoni chiave ha ritrattato e un esperto di Dna ha stabilito che i capelli trovati sulla scena del delitto non sono i suoi.

lunedì 19 gennaio 2015

STRADE “asfaltate” di ghiaccio, caos, maxiincidenti e morti nel nord est Usa




NEW YORK, 19 gennaio  - La pioggia gelata su strade e marciapiedi ha lasciato una glassa di ghiaccio sotto i piedi e gli pneumatici in gran parte del nord-est di domenica, causando incidenti che hanno causato almeno cinque morti.
Un incidente che ha coinvolto 50 veicoli sulla Interstate 76 fuori Philadelphia ha ucciso una persona, e altri due sono morti sulla vicina Interstate 476, ha detto la polizia. Nel nord-est della Pennsylvania, un uomo è stato ucciso dopo che la sua auto si è rovesciata su una strada ghiacciata e lui è stato gettato fuori dall’abitacolo e investito da un veicolo commerciale. In Connecticut, la polizia cita le condizioni scivolose della strada in un incidente che ha ucciso una guidatrice di 88 anniche ha colpito un palo a New Haven.
Sulla costa occidentale, forti venti hanno lasciato decine di migliaia di clienti senza elettricità nella zona di Seattle, ma le società elettriche promesso ai fans Seahawks che avrebbero fatto fanno del loro meglio per ripristinare l'alimentazione prima che inizi la partita di football americano valida per il titolo NFC dei Seahwaks contro i Green Bay Packers.

In Oregon orientale, è stata parzialmente riaperta la Interstate 84 domenica dopo che un incidente enorme per colpa sul ghiaccio aveva fatto chiudere più di 160 chilometri di piste a oriente. Decine di  incidenti sono stati segnalati dal nord del New Jersey a sud del New Hampshire  e le condizioni insidiose hanno costretto alla chiusura del New York State Thruway da Newburgh a New York City nel corso della mattinata. La Metropolitan Transportation Authority ha avvertito i viaggiatori pend0lari sulla Metro-North della ferrovia di New York City di prestare attenzione al ghiaccio sulle scale, piattaforme e parcheggi.

mercoledì 22 ottobre 2014

IRAQ, un piano per attaccare gli jihadisti da terra


BAGHDAD - Usa e Iraq stanno delineando un piano per lanciare un'offensiva delle truppe di terra irachene e permettere loro di riprendersi le città occupate dai jihadisti dell'Isis. Lo riferisce il Washington Post che cita un alto funzionario dell'amministrazione Usa. Il piano dovrà assicurare che le forze irachene non si espongano prima di essere in grado di controllare il territorio occupato dai jihadisti.

lunedì 20 ottobre 2014

ISIS, gli Usa paracadutano armi e munizioni ai curdi a Kobane, la Turchia aiuterà i peshmerga


ANKARA -  Nella battaglia contro gli jihadisti che minacciano Kobane, la comunita' internazionale si concentra sull'assistenza ai curdi impegnati nella difesa della citta' al confine con la Siria. Nella notte gli Usa hanno paracadutato casse di armi, munizioni e attrezzature mediche ai curdi assediati: "Un aiuto enorme", hanno fatto sapere i miliziani, spiegando che avrà "un effetto positivo" sulle operazioni militari anche da sola se non basterà ad evitare una sconfitta. Era la prima volta che gli Usa lanciavano materiale ai curdi nella città da settimane assediata dagli jihadisti.

Si attendeva una possibile protesta della Turchia per il fatto che vengono fornite atmi ai curdi e invece Ankara ha reagito con l'annuncio che aiutera' i peshmerga, le truppe curde del Kurdistan iracheno, a raggiungere la città assediata attraverso l'unico varco che si trova in territorio turco.
"Aiuteremo i peshmerga a entrare a Kobane: stiamo negoziando la questione", ha spiegato il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, "Non abbiamo alcun desidero di veder cadere Kobane". Anche l'annuncio è un'assoluta novità nella posizione della Turchia che finora aveva rifiutato di far passare i miliziani curdi attraverso il suo territorio, 'via libera' necessario visto che l'unico corridoio di ingresso nella citta' e' quello alla frontiera tra Turchia e Siria.

martedì 7 ottobre 2014

USA, 4 anni distribuisce caramelle agli amici. Ma era eroina (della madre)


Le dosi di eroina distribuite ai compagni dalla bambina
Ashley Tull, la madre
SELBYVILLE (Delaware) - Spacciatrice per sbaglio. In una cittadina del Delaware, negli Usa, Selbyville, una bimba di soli quattro anni ha distribuito dosi di eroina all'asilo pensando si trattasse di caramelle. La piccola aveva trovato nello zainetto della madre circa 250 bustine di droga per un totale di quattro chili. In manette è finita la madre, Ashley Tull, 30 anni, la quale, probabilmente per sbaglio, ha dato alla figlia lo zaino contenente l'eroina al posto di quello della scuola. Il personale della scuola materna ha avvertito la polizia dopo aver visto i bambini con in mano delle bustine contenenti una sostanza sospetta. Già dopo le prime verifiche gli agenti hanno stabilito stabilito che si trattava di eroina. Per precauzione sette bambini sono stati accompagnati in ospedale, per essere dimessi subito dopo un controllo medico. La madre della piccola ha altri due figli, una ragazzina di undici anni e un bimbo di nove. È stata rilasciata su cauzione. Deve rispondere di possesso di droga e messa a rischio di minori.

sabato 27 settembre 2014

AEREI USA bombardano i militanti Isis che attaccano la città di Kobane sul confine turco in Siria

Un carro dei militanti sulle alture attorno a Kobane

DAMASCO - I combattenti dell’Isis che assediano la città siriana di Kobane al confine con la Turchia sono stati presi di mira da attacchi aerei delle forze Usa e degli alleati, mentre i combatenti curdi tentato di difendere la città dagli assalti dei militanti isilamici.
Kobane è diventato un punto di infiammabilità durante la scorsa settimana:  si stima che 140.000 civili siano fuggiti dalla zona della città e dintorni, attraversando il vicino confine turco. La situazione è tesa, con le truppe turche che cercano di impedire a curdi turchi e siriani di attraversare il confine per andare a difendere la città.
Durante la notte, il capo delle forze armate degli Stati Uniti ha detto che gli attacchi aerei in Siria stanno danneggiando il gruppo jihadista, ma  che da soli non sono sufficienti a sconfiggere i militanti.
Venerdì scorso il Regno Unito è stato l'ultimo Paese ad aderire alla coalizione guidata dagli Stati Uniti contro l'ISIS, che controlla ampie fasce di Siria e Iraq dopo rapidi progressi in estate. Parlamentari hanno votato a grande maggioranza a favore di attacchi aerei in Iraq, ma non in Siria.
Caccia francesi stanno già prendendo parte ad attacchi in Iraq con il Belgio e i Paesi Bassi impegnando ogni sei F-16  e la Danimarca  sette.

Circa 40 paesi, tra cui alcuni dal Medio Oriente, hanno aderito alla coalizione guidata dagli Stati Uniti contro l'IS. I Paesi europei hanno finora solo accettato di colpire obiettivi in Iraq, dove il governo ha espressamente chiesto aiuto, mentre aerei americani hanno attaccato obiettivi anche in Siria orientale, compresi gli impianti petroliferi. Diversi alleati arabi degli Stati Uniti - Bahrain, Giordania, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti - hanno "partecipato o sostenuto" i bombardamenti.

RENZI: abbiamo dimostrato in Usa che l’Italia non è un Paese finito, ma infinito


ROMA -  La missione negli Stati Uniti è servita a dimostrare che "l'Italia non è un Paese finito ma infinito, pieno di risorse e bellezza". Matteo Renzi lo dice al rientro dal viaggio negli State, in un video in cui traccia il bilancio della sua permanenza oltreoceano. "Torniamo - dice - convinti che la pagina migliore l'Italia la debba ancora scrivere, e tutti insieme la scriveremo".

martedì 23 settembre 2014

RAID aereo di Usa e Paesi arabi alleati sulla roccaforte dell’Isis in Siria


DAMASCO - Primi raid degli Usa e dei Paesi arabi "alleati" contro l'Isis in Siria. Secondo fonti dell'amministrazione americana hanno partecipato alle operazioni Arabia Saudita, Emirati arabi, Giordania, Bahrein e Qatar. I bombardamenti avrebbero interessato l'area in cui si trova la città di Raqqa, nel nordest del Paese, eletta dai jihaidisti del "califfato" dello Stato Islamico come loro capitale. Negli attacchi aerei in Siria, secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano dei diritti umani, sono stati uccisi più di venti miliziani dell'Isis. I raid hanno colpito anche la regione dove potrebbero essere tenute prigioniere Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due italiane rapite nel Paese. 

Golan, Israele abbatte un caccia siriano - Il regime siriano ha confermato che Israele ha abbattuto un velivolo militare siriano sulle Alture occupate del Golan, come si apprende da un comunicato diffuso dalla tv di Stato siriana. Testimoni oculari hanno riferito che l'aereo è caduto in territorio siriano, nei pressi del villaggio di Mashara, 10 km a est della linea del cessate il fuoco tra il Golan occupato da Israele e il territorio sotto controllo siriano.

Gli Usa: "Raid per sventare un attacco contro l'America" - I raid Usa in Siria contro le postazioni jihadiste sono stati avviati per prevenire "un imminente attacco contro gli Usa e gli interessi occidentali" pianificato da veterani di Al Qaeda, conosciuti come il gruppo 'Khorasan'. Lo riferisce il comando centrale americano (Centcom) citato dalla Bbc. 


Massima allerta attentati in Usa - Con l'inizio dei bombardamenti in Siria è scattato il massima allerta negli Stati Uniti sul fronte dell'antiterrorismo, anche se al momento non si registrano minacce specifiche di attacchi contro obiettivi americani. Lo affermano fonti di intelligence citate dalla Cnn, ammettendo che la nuova offensiva contro l'Isis aumenta i rischi per la sicurezza nazionale.

lunedì 22 settembre 2014

Renzi è a San Francisco



SAN FRANCISCO - Il premier Matteo Renzi è a San Francisco, prima tappa del tour negli Stati Uniti. Il presidente del Consiglio ha partecipato a una cena con imprenditori, top scientist e opinion leader della Silicon Valley e della Bay Area, offerta dal presidente dell'Università di Stanford, John Hennessy. Durante il viaggio visiterà anche Twitter e Yahoo!
Renzi è partito lasciando code polemiche con la minoranza del suo partito. Reagisce Bersani all'accusa di rappresentare la vecchia guardia: ""Con la mia storia conservatore no, non posso essere accusato di esserlo. Vecchia guardia posso accettarlo ma più vecchia guardia di Berlusconi e Verdini chi c'è". Così Pier Luigi Bersani replica a Matteo Renzi. "Vedo che loro sono trattati con educazione e rispetto, spero che prima o poi capiti anche a me", ha aggiunto. Votare contro il Jobs Act? "Io non ragiono così ora ci riuniamo per trovare una convergenza e un'intesa", ha affermato.
Ad alimentare lo scontro interno al Pd è stato proprio il premier che, sul lavoro, avverte: "Nel mio partito c'è chi pensa" che dopo il 40,8% alle europee "si possa" continuare con "un 'facite ammuina'" per cui "non cambia niente e Renzi fa la foglia di fico: sono cascati male, ho preso questi voti per cambiare l'Italia davvero".

martedì 16 settembre 2014

Gli USA bombardano l’Isis per la prima volta vicino a Baghdad


WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno lanciato il loro primo attacco aereo contro i jihadisti dello Stato Islamico vicino a Baghdad. Lo ha reso noto una fonte del Pentagono che non ha specificato il luogo esatto, ma il portavoce della sicurezza irachena Lt Gen Qassem Atta ha detto all'agenzia di stampa AFP che era "un obiettivo importante" a Sadr al-Yusufiya, 25 km (15 miglia) dalla capitale.
Finora l'offensiva statunitense contro l'Isis in Iraq si era limitata a colpire le postazioni dei jihadisti nel nord del Paese, in modo da proteggere il personale americano nella zona e le popolazioni assediate o messe in fuga dai terroristi. Ma i presidente Barack Obama lo scorso mercoledi' ha annunciato che l'operazione militare, cominciata lo scorso 8 agosto, sarebbe stata ampliata alla Siria e intensificata in Iraq con altri attacchi aerei, in modo da appoggiare le forze irachene e curde che lottano sul terreno contro gli estremisti islamici.

venerdì 22 agosto 2014

L’Isis agli Usa: siamo assettati del vostro sangue

James Foley
NEW YORK - Il "Global Post", testata con la quale collaborava il giornalista americano James Foley, ha diffuso il testo dell'ultima mail mandata dall'Isis alla famiglia del reporter prima della sua esecuzione, arrivata il 12 agosto. Nella lettera, definita "un messaggio al governo americano e al suo popolo di cittadini-pecore", gli uomini dell'Isis avvertono che ora le loro "spade sono sguainate" e non si fermeranno "fino a quando non avremo placato la nostra sete del vostro sangue".
Quanto a lungo la pecora seguirà il pastore cieco?": comincia così l'email alla famiglia Foley inviata sette giorni prima della diffusione del filmato della barbara decapitazione. Il "Global Post" ha diffuso la lettera con l'autorizzazione della famiglia del reporter.
"Vi abbiamo lasciati stare sin dalla vostra vergognosa sconfitta in Iraq", si legge nel testo, in cui si afferma inoltre che "la feccia della vostra società che viene tenuta prigioniera da noi ha tentato di entrare nella tana del leone ed è stata divorata". "Vi sono state date molte occasioni di negoziare il rilascio della vostra gente, con transazioni finanziarie, come altri governi che hanno accettato" ha scritto ancora l'Isis. In realtà il "Global Post" precisa che dopo oltre un anno da rapimento senza alcun contatto, il primo messaggio dei rapitori è arrivato il 26 novembre 2013, con una richiesta di denaro. Dopo che è stato provato che proveniva da chi deteneva davvero James Foley, è arrivata una sola richiesta di 100 milioni di euro o il rilascio di prigionieri non precisati da parte degli Usa.

"Ora siete tornati nuovamente a bombardare i musulmani in Iraq, questa volta con attacchi aerei e 'eserciti per procura', rimanendo in maniera codarda lontano da un faccia a faccia", affermano ancora i sequestratori, che si dicono "assetati del vostro sangue", e affermano infine che "voi e i vostri cittadini pagherete il prezzo dei vostri bombardamenti. Il primo dei quali sarà il sangue del cittadino americano James Foley! Sarà eseguita la sua esecuzione, come un risultato diretto delle vostre trasgressioni nei nostri confronti".

domenica 17 agosto 2014

IRAQ: i curdi tentano di riconquistare la diga di Mosul


ERBIL - Fonti curde dicono che loro forze "avanzano" in un'offensiva per riconquistare la diga di Mosul occupata dal gruppo jihadista dell'ISISUn'operazione congiunta che coinvolge sia le forze curde e sia attacchi aerei Usa è in corso dalle 05:00 ora locale (la stessa ora in Italia), hanno detto le fonti.
La diga strategica, che fornisce acqua ed elettricità al nord dell'Iraq, era stata sequestrata dai militanti del 7 agosto. Gli Stati Uniti segnalano nove attacchi condotti sabato contro obiettivi dell’ISIS nei pressi della diga e della città di Erbil. Complessivamente 14 veicoli presidiati da militanti ISIS sono stati colpiti, compresi quelli lasciati dalle forze americane quando hanno lasciato l'Iraq, tre anni fa, ma poi sequestrati dai militanti. C'è una speranza che i militanti possano essere indotti a lasciare la diga con la minaccia della forza estrema.La diga è visto come un obiettivo fondamentale, anche perché una sua rottura potrebbe causare un disastro, con un muro alto 20 metri d'acqua nella città di Mosul e verso Baghdad.
Un nuovo crimine commesso dallo Stato islamico (i jihadisti dell'Isis) contro la minoranza Yazidi e' stato denunciato in Iraq, dove almeno 81 uomini sono stati uccisi e 180 donne rapite vicino alla citta' di Sinjar, secondo fonti locali. E mentre l'aviazione americana intensifica i suoi raid sulle postazioni dei jihadisti dall'Italia arrivano i primi voli umanitari per i soccorsi ai profughi.
Fonti informate nella provincia di Ninive hanno spiegato che il massacro e' stato compiuto nel villaggio di Kojo, dove si e' ripetuto uno scenario già conosciuto da quando, il 3 agosto scorso, l'Isis ha conquistato Sinjar e i territori circostanti,
culla degli Yazidi. Le donne rapite, secondo i testimoni, sono state portate verso una località sconosciuta.

L'Unione europea dice sì alla fornitura di armi ai curdi impegnati contro l'offensiva dei jihadisti dell'Isis. E il capo della diplomazia italiana Federica Mogherini - grande promotrice della riunione dei ministri degli esteri Ue di Ferragosto - incassato l'endorsement europeo -  si prepara, col ministro della difesa Roberta Pinotti, a riferire in Parlamento, il 20 agosto, sulla richiesta di sostegno militare di Erbil.

giovedì 14 agosto 2014

YAZIDI: l’evacuazione dal monte Sinjar “meno necessaria”, secondo gli Usa


BAGHDAD - Un piano di evacuazione della comunità yazida rifugiata sulle montagne intorno a Sinjar è "meno probabile" di quanto valutato in un primo momento, visto che gli osservatori militari americani sul posto hanno constato che le loro condizioni sono meno gravi di quanto temuto. Lo ha detto il portavoce del Pentagono, l'ammiraglio John Kirby. "I consiglieri militari - ha proseguito Kirby - hanno constatato che ci sono meno yazidi sulle montagne rispetto a quanto temuto in precedenza". Grazie agli aiuti umanitari, ai raid aerei americani contro le postazioni dei jihadisti dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante, agli sforzi dei miliziani curdi Peshmerga, "molti yazidi sono riusciti a fuggire nelle scorse notti. Coloro che sono rimasti sono in condizioni migliori rispetto a quanto calcolato in precedenza e continuano ad avere accesso ai viveri e all'acqua lanciati di cargo americani". 

 Il personale militare americano ha constatato che gli yazidi vivono in "condizioni migliori" del previsto e "sulla base di questa valutazione", ha detto l'ammiraglio Kirby, "la missione di evacuazione è molto meno probabile". Gli Stati Uniti però, ha spiegato, continueranno a fornire un aiuto umanitario ai rifugiati.

domenica 10 agosto 2014

IRAQ: terzo giorno di bombardamenti mirati degli Usa sugli islamisti


I blindati degli islamisti distrutti questa mattina dai caccia Usa
Un gruppo di yazidi sul monte Sinjar
BAGHDAD - L'esercito americano ha effettuato un terzo round di attacchi aerei su militanti musulmani sunniti per difendere i civili nel nord dell'Iraq. Caccia e droni hanno distrutto veicoli blindati che sparavano sui membri della setta Yazidi intrappolati dagli jihadisti sul Monte Sinjar.
Gli Stati Uniti hanno autorizzato i bombardamenti la scorsa settimana per fermare l'avanzata lampo dello Stato islamico (IS) in Iraq.
Funzionari britannici hanno stimato che tra 50.000 e 150.000 persone potrebbero essere intrappolate sul monte e altri 20mila sono fuggiti attraverso il confine. Ha detto che le colonne di profughi passano attraverso un tenue "passaggio sicuro"  difeso da forze del Kurdistan, regione autonoma dell'Iraq.
Il consigliere di Amnesty International Donatella Rovera ha detto che migliaia di quelli intrappolati sul lato nord della montagna erano riusciti a fuggire, ma ha aggiunto:. "La situazione più grave è per quelli sul lato meridionale Non possono arrivare al passaggio sicuro che è stato aperto. "
Il ministro degli esteri francese Fabius è arrivato questa mattina in Iraq per discutere della crisi. Supervisionerà anche la prima consegna di aiuti francese per gli sfollati nella regione di Sinjar. Egli si recherà poi nella città curda di Erbil, che viene minacciata dai jihadisti.
IS ha dichiarato un "califfato", o stato islamico, nella regione.

mercoledì 6 agosto 2014

Riportata negli USA anche la seconda americana infetta da Ebola in Liberia


L'arrivo di Nancy Writebol all'ospedale di Atlanta

Nancy Writebol e il dottor Kent Bratly, i due americani infettati da Ebola
ATLANTA - Anche la seconda americana colpita in Liberia dal v irus Ebola, la missionaria laica Nancy Writebol, è stata riportata negli Usa per curarla. Uno dei piloti che era alla cloche del volo privato atterrato ad Atlantga ha raccontato l’esperienza del traspporto di questo  "passeggero speciale".
Randy Davis è uno dei tre capitani che ha portato l'aereo privato dalla Liberia al Maine, dove si è fermato per fare rifornimento. Davis ha detto che non era nervoso per la sua vicinanza al paziente contagioso e che anzi lo vedeva come un onore.
"Penso che tutti in tutto il mondo sarebbero d'accordo se cerchi di aiutare le persone che ne hanno bisogno. E’ certamente un'esperienza gratificante."
Davis ha detto di aver incontrato il marito della  Writebol, che lavora nella stessa associazione della moglie, SIM USA a che rimane in Liberia al momento, ma ci sono piani per farlo tornare negli Stati Uniti entro questa settimana. La condizione contagiosa di Nancy ha significato che il capitano Davis non è stato in grado di interagire con lei. In Liberia l’aereo è atterrato, ha fatto rifornimento, ha caricato la paziente ed è subito ripartito, Da lì, ha volato a Bangor, nel Maine, che la compagnia aerea privata Phoenix Air Group utilizza regolarmente come una fermata suivoli a lungo raggioi. Davis era uno dei tre piloti che hanno ruotato durante tutta la prima tappa del viaggio dalla Liberia al Maine, e poi una volta raggiunta la base a Bangor, uno di loro è sceso dall'aereo e gli altri due hanno compiuto la parte finale del viaggio dal Maine alla Georgia.
Gli unici altri passeggeri erano la Writebol e tre medici di una società che lavora regolarmente con Phoenix Air Group. I piloti sono stati informati sulle condizioni del paziente, ma non sono state date istruzioni esplicite per la cura, il che ha detto è tipico nella maggior parte dei voli di evacuazione medica, soprattutto questo dato che il "passeggero speciale" è stato tenuto in una zona di isolamento per tutto il viaggio.
Lo stesso aereo era stato uilizzato per portare l’altro malato, il dottor Kent Brantly,  dalla Liberia all’Emory University Hospital sabato scorso.
Anche se non ha dovuto indossare abiti speciali di protezione in quanto Ebola non è una malattia che si trasmette per via aerea, il personale medico indossava tute anti-incendio.
Il CDC (Center of Disease Control and Prevention) di Atlanta ha confermato oggi di aver ricevuto almeno100 denunce inoltrate da singoli per l’arrivo di pazienti con infezione da Ebola negli Stati Uniti, ma Davis, che vive in Georgia, ha detto che non è preoccupato per la diffusione del virus mortale.

"Certamente qui c’è la migliore assistenza medica nel mondo per massimizzare il recupero di queste persone, presso l’Emory Hospital", ha detto Davis."
La diffusione (in rosso) del virus in Africa. La H indica i centri di cura allestiti in Sierra Leone, Guinea e Liberia

venerdì 25 luglio 2014

Il PAPA in Usa nel settembre 2015

ROMA - Papa Francesco farà la sua prima visita negli Stati Uniti nel settembre 2015. Lo fa sapere la stampa americana citando la Conferenza episcopale statunitense, secondo la quale il Papa ha accettato l'invito dell'arcivescovo di Philadelphia, Charles Chaput, a partecipare al "World Meeting of Families" in programma dal 22 al 27 settembre 2015.