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martedì 23 dicembre 2014

Attentato No Tav, incendio in una stazione di Bologna, fermi tutti i treni per ore


BOLOGNA - Un incendio doloso ha distrutto alcuni impianti alla stazione ferroviaria di Santa Viola, a Bologna. La circolazione ferroviaria in transito per il nodo di Bologna è rimasta interrotta, e registra tuttora forti rallentamenti, essendo interessato il sistema di gestione complessivo e controllo del traffico. La circolazione è rimasta ferma per ore: coinvolti i treni dell'Alta velocità lungo la tratta Milano-Bologna, i treni ordinari lungo la stessa linea e i convogli della linea Bologna-Verona.I pozzetti dati alle fiamme sarebbero quattro. La prima segnalazione arrivata alla Polfer è delle 4,25. Secondo quanto accertato i quattro pozzetti incendiati si trovano nell'arco di una cinquantina di metri. Le fiamme su tre pozzetti vicini all'Alta Velocità sono state spente in breve tempo con gli estintori dagli agenti della Polizia Ferroviaria. Per il quarto pozzetto, che interessa invece la linea convenzionale per Milano, l'incendio si è sviluppato in modo più ampio ed è stato domato dall'intervento dei vigili del fuoco.
Nessun dubbio sull'origine dolosa delle fiamme, su cui indagano Polizia ferroviaria e scientifica e Digos. Per il ministro Lupi si è trattato di "un nuovo atto terroristico con la Tav" ma - ha aggiunto - "non ci fermeranno nella strada di innovare e cambiare l'Italia".
"Voglio rassicurare tutti gli italiani: non torniamo a rievocare parole del passato, è in atto un'operazione di sabotaggio e verifichiamo quanto accaduto". Così Matteo Renzi a Rtl commenta l'incendio a Bologna. "Stiamo monitorando la situazione: era accaduto qualcosa di analogo anche se meno impattante nei giorni scorsi in altre città".

Alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, dopo l'incendio, i ritardi dei treni ad alta velocità provenienti da Milano sono stati, in mattinata, tra i 30 e i 60 minuti. La situazione, hanno spiegato dalle Ferrovie, è sotto controllo, soprattutto considerando il movimento di passeggeri del periodo pre-natalizio. Ritardi anche a Milano.
Su un muretto vicino alla massicciata ferroviaria della stazione di Santa Viola a Bologna sono state trovate due scritte vergate con bombolette spray di contenuto 'No Tav'. Le scritte, a quanto si apprende, sembrano recenti. Sono poi stati trovati vari fiammiferi e parti degli stracci utilizzati per l'accensione del rogo che ha interrotto la circolazione ferroviaria. Il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, sta seguendo personalmente la prima fase delle indagini. 

La prima segnalazione arrivata alla Polfer è delle 4,25. Secondo quanto accertato i quattro pozzetti incendiati si trovano nell'arco di una cinquantina di metri. Le fiamme su tre pozzetti vicini all'Alta Velocità sono state spente in breve tempo con gli estintori dagli agenti della Polizia Ferroviaria. Per il quarto pozzetto, che interessa invece la linea convenzionale per Milano, l'incendio si è sviluppato in modo più ampio ed è stato domato dall'intervento dei vigili del fuoco.

giovedì 1 maggio 2014

1° maggio a Torino, scontri polizia-No Tav

TORINO - Sale la tensione, a Torino, tra antagonisti, No Tav e forze dell'ordine al corteo del primo maggio. Dallo "spezzone sociale" della manifestazione sono volati oggetti contro le forze dell'ordine, tra cui alcune sedie dei dehors dei bar. Le forze dell'ordine hanno risposto con cariche di alleggerimento e hanno riportato la calma. Fermati alcuni manifestanti.
I rappresentanti del Pd sono stati fatti avanzare, in modo da non essere più a contatto con lo "spezzone sociale" della manifestazione, formata da antagonisti e No Tav. Al posto dei democrat c'è un gruppo di non violenti. Le forze dell'ordine hanno sciolto il nutrito cordone di sicurezza che teneva a distanza antagonisti e esponenti del Partito Democratico.
A far scattare la prima scintilla l'arrivo del senatore Stefano Esposito, noto per le sue posizioni a favore della Tav. Qualche spintone, poi la polizia è intervenuta a separare i due gruppi.

lunedì 3 marzo 2014

Violati i sigilli in Valsusa: Grillo condannato a 4 mesi

Grillo durante la manifestazione incriminata a Chiomonte
TORINO - Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, è stato condannato a quattro mesi per violazione di sigilli. Questa la decisione del giudice monocratico Elena Rocci di Torino per la vicenda della baita No Tav di Chiomonte. Stessa condanna è stata inflitta ad Alberto Perino, il capo del movimento che si oppone alla Torino-Lione. I fatti risalgono al dicembre 2010 quando Beppe Grillo insieme ad altri 19 No Tav violarono i sigilli posti dalla magistratura alla baita costruita abusivamente dagli attivisti a Chiomonte. Complessivamente sono undici le condanne inflitte dal tribunale di Torino, la più alta, a nove mesi di carcere, è nei confronti del leader antagonista Giorgio Rossetto. Dieci invece le assoluzioni. La procura di Torino aveva chiesto per Grillo e Perino condanne a nove mesi e pene fino a un anno e mezzo per gli altri imputati.
Alla lettura della sentenza, nell'Aula 3 del Palagiustizia di Torino, dal pubblico si è levato lo slogan "giù le mani dalla Valsusa".
Tra gli undici condannati, oltre a Grillo e Perino, ci sono alcuni leader storici del movimento No Tav: Francesco Richetto (cinque mesi e dieci giorni), Nicoletta Dosio (quattro mesi), Pietro Fissore (sette mesi e dieci giorni) e Stefano Milanesi (sei mesi e dieci giorni). Quest'ultimo è noto per avere militato, negli anni 70, nel movimento Prima Linea. Dosio, invece, è la gestrice del circolo La Credenza di Bussoleno, storico ritrovo dei No Tav. Fissore è consigliere comunale a Villar Focchiardo..

"Oggi mi hanno condannato a 4 mesi in primo grado. Non mi arrendo. La vostra solidarietà è un grande aiuto. #vinciamonoi", scrive Beppe Grillo. "C'è condanna e condanna: per me quei quattro mesi per la rottura di quei sigilli violati dal vento (come avrebbe cantato Modugno) sono una medaglia al valore", aggiunge.

venerdì 21 febbraio 2014

I No Tav imbrattano nella notte a Milano le sedi dei giornali.

La sede de "Il giorno"
la sede del "Sole 24 ore"
MILANO - Una serie di scritte inneggianti al corteo "No Tav" organizzato per sabato a Milano, è stata realizzata con vernice spray, la scorsa notte, sui muri di organi di stampa cittadini. Si tratta delle redazioni del "Sole 24 ore", del "Corriere della Sera", dell'"Espresso", de "Il Giorno" e de "il Giornale". Per gli accertamenti del caso è intervenuta la Digos.
Lettera a "Repubblica": "Tanti pronti a lotta armata" - Un uomo che si firma come "cattivo maestro preoccupato" ha inviato una lettera alla redazione di Torino del quotidiano "La Repubblica" in cui sostiene di aver visto circolare in Valle di Susa il documento dei Nuclei Operativi Armati recapitato mercoledì scorso all'agenzia Ansa. Secondo l'autore "in valle sono sempre di più quelli che si rendono disponibili ad andare dietro ai metodi di chi predica la lotta armata".

venerdì 7 febbraio 2014

No Tav: chiesti 9 mesi per Beppe Grillo

TORINO - La Procura di Torino ha chiesto di condannare a nove mesi di reclusione Beppe Grillo al termine di un processo legato a una delle dimostrazioni dei No Tav in Valle di Susa. Si tratta della violazione dei sigilli della costruzione abusiva di una baita, nel dicembre 2010, diventata simbolo del movimento.

“Su Beppe Grillo, per la lettera aperta ai capi delle forze di polizia, sono arrivati numerosi atti da diverse procure dove risulta già indagato". Lo ha detto il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce in merito alla notizia dell'inchiesta sul leader del Movimento 5 Stelle per istigazione ai militari a disobbedire alle leggi.

mercoledì 1 gennaio 2014

I No Tav a Chiomonte festeggiano il Capodanno ferendo un agente


CHIOMONTE - Tensioni nella notte in Valle di Susa al cantiere della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione, a Chiomonte, a causa dell'attacco di un gruppo di un centinaio di attivisti No Tav. I manifestanti hanno prima lanciato pietre e petardi contro le forze dell'ordine e poi hanno cercato di entrare all'interno dell'area. Un agente di polizia è rimasto ferito. Tre attivisti sono stati fermati: uno di loro è stato denunciato per resistenza.

giovedì 12 dicembre 2013

La ragazza che baciò “per sfregio” un poliziotto denunciata per violenza sessuale

TORINO - E' diventata famosa per aver baciato un poliziotto durante la marcia anti-Tav del 16 novembre. E ora la milanese Nina De Chiffre è stata denunciata dal segretario generale del Coisp, il sindacato di polizia, Franco Maccari, il quale ha spiegato di aver sporto denuncia per violenza sessuale e oltraggio a pubblico ufficiale.
"Se fosse stato un poliziotto a baciare un manifestante a caso - ha spiegato Maccari a 'La Zanzara' su Radio24 - sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale". E invece, per ora, è spuntata solo la denuncia: il segretario del sindacato ha sottolineato che baciare qualcuno senza il suo consenso è un reato.

E in effetti, l'immagine che inizialmente era stata letta come un gesto di distensione tra manifestanti e agenti, aveva in realtà tutt'altro significato: proprio la ragazza aveva infatti sottolineato che la sua intenzione era esattamente opposta, e cioè un gesto di provocazione, un atto di disprezzo nei confronti delle forze dell'ordine. Tanto che su Facebook aveva definito gli agenti "porci schifosi da appendere a testa in giù", e a Repubblica aveva spiegato di aver voluto "che quel poliziotto si ricordasse quello che è successo a Marta di Pisa, che a luglio è stata molestata e picchiata senza nessuna conseguenza per gli agenti".

lunedì 9 dicembre 2013

Torino, arrestati quattro No Tav


TORINO - Operazione della polizia di Torino, tra Piemonte e Lombardia, nei confronti di appartenenti al movimento No Tav. Quattro persone vicine all'ala autonoma sono state arrestate perché ritenute responsabili di alcuni attacchi al cantiere di Chiomonte: l'accusa per loro è di attentato con finalità di terrorismo. I fatti contestati risalirebbero a quest'anno.

Torino, arrestati quattro No Tav


TORINO - Operazione della polizia di Torino, tra Piemonte e Lombardia, nei confronti di appartenenti al movimento No Tav. Quattro persone vicine all'ala autonoma sono state arrestate perché ritenute responsabili di alcuni attacchi al cantiere di Chiomonte: l'accusa per loro è di attentato con finalità di terrorismo. I fatti contestati risalirebbero a quest'anno.

sabato 23 novembre 2013

No Tav: il Pd è un obiettivo politico

ROMA - Arriva via Internet una specie di "rivendicazione" dei disordini di mercoledì davanti alla sede Pd a Roma. Sul sito dei No Tav si dice chiaro e tondo che "il Pd è un obiettivo politico. Il suo comportamento, che a pranzo sostiene Cancellieri e in serata gestisce la repressione contro la manifestazione di Campo de Fiori, rappresenta plasticamente l'enorme distanza tra il Paese che soffre e gli interessi che Letta e compagni difendono".
Il documento è firmato da Paolo Di Vetta, attivista dei Blocchi precari metropolitani di Roma. 
Secondo Di Vetta, la sede del Pd è stato obiettivo dell'assalto di Roma perché "al primo posto nelle attenzioni di questo partito non ci sono i senza casa, gli sfrattati, i pignorati, i precari, gli studenti, i migranti, gli abitanti aquilani alle prese con una difficile ricostruzione della propria città e della propria dignità. Sono le lobbie del mattone, gli imprenditori come Ligresti, la Lega delle cooperative, i profitti legati alla rendita e al consumo di suolo, invece, i fari di riferimento sui quali puntare e sui quali investire. Una vergogna da difendere anche con l'inasprimento degli apparati di controllo sia a livello locale che nazionale".

mercoledì 20 novembre 2013

Scontri polizia-No Tav a Roma durante l’incontro tra Letta e Hollande

ROMA - I manifestanti fuori dalla sede dl Pd in via di S.Andrea delle Fratte
ROMA - Tensione a Roma in piazza Campo dei Fiori, dove è in atto un sit-in dei No Tav in occasione del vertice a Villa Madama tra il premier italiano, Enrico Letta, e il presidente francese, Francois Hollande. I manifestanti, che volevano partire in corteo, hanno tentato di forzare il cordone dei poliziotti e sono quindi stati caricati dalle forze dell'ordine. Sono stati lanciati petardi, bombe carta e bottiglie. Ci sarebbero alcuni feriti. La protesta di piazza è capeggiata da un storico anarchico di Roma paraplegico. L'uomo si muove sulla sua carrozzina tra antagonisti e il cordone delle forze dell'ordine capeggiando i blitz e anteponendosi alle cariche. Non lascia la sua postazione neanche durante gli scontri.
Una carica è avvenuta a via dei Giubbonari dove gli antagonisti hanno tentato di forzare il cordone dei poliziotti. Alcuni manifestanti, la maggior parte a volto coperto e con i caschi, ha cercato ripetutamente di forzare il "blocco" per far partire il corteo ma sono stati respinti. Sono stati lanciati petardi, bombe carta e bottiglie. Alcuni dei manifestanti lamentano di "essere stati feriti".
Barricate per proteggere piazza Campo de' Fiori ed impedire ai poliziotti di entrare. Le hanno erette i No Tav utilizzando pesanti fioriere di ghisa. "Qui la polizia non entra", dicono i manifestanti che sono stati fatti arretrare dalle forze dell'ordine e che al momento pare abbiano desistito dal tentativo di dare vita ad un corteo.
Proteste davanti alla sede nazionale del Pd: la stretta via di S.Andrea delle Fratte, dove c'è la sede del partito, è stata bloccata dai carabinieri nel momento del passaggio del corteo No Tav nelle vicinanze. Da un lato un blocco di carabinieri in tenuta antisommossa, all'altro capo della strada una camionetta per impedire il passaggio. Dai manifestanti sono stati lanciati petardi e fumogeni nei pressi dei carabinieri che stavano bloccando la strada. Tutti i portoni della sede del partito sono stati chiusi.
"Ci urlavano pezzi di m... fascisti" - "Erano una ventina, incappucciati, con le bandane No Tav: hanno tentato l'irruzione, avevano un odio animalesco". A Parlare è Giulia Urso, segretario della storica sezione Pd Giubbonari di Roma. "Hanno tentato di entrare, si sono avventati contro le finestre cercando di spaccarle ma hanno le grate, quando ho visto che imbrattavano i nostri simboli, la falce e martello e la targa fuori, non ci ho visto più e ho tentato di fermarli", racconta Urso. 

"Spintoni, urla, insulti - spiega Urso - uno di noi è rimasto ferito ad un occhio. La polizia ci ha detto di chiuderci dentro e così abbiamo fatto". "Ho provato a parlare a questi ragazzi - continua il segretario della sezione Giubbonari - ma avevano odio e ci urlavano 'Pezzi di m...'".
 Intanto si è concluso l'incontro Italia-Francia a Palazzo Madama. In un comunicato si afferma che "i governi di Italia e Francia "considerano la nuova linea Lione-Torino un cantiere aperto di cui sottolineano il carattere prioritario della realizzazione". Nel documento si sottolinea l'importanza del sostegno finanziario europeo.


sabato 19 ottobre 2013

La solita liturgia dei No Tav a Roma, bombe carta con la polizia e lancio di uova. Cariche delle forze dell'ordine, 19 arrrestati

ROMA - Bombe carta contro blindati della polizia sono state tirate da aluni esponenti (mascherati e vestito di nero) del corteo dei No Tav, antagonisti vari, immigrati e black bloc davanti al ministero dell'Economia. E sono partite le cariche degli agenti. Le forze dell'ordine hanno caricato un gruppo di persone travisate che stava assaltando i blindati. Alcuni di loro sono fuggiti verso via Quintino Sella inseguiti dalla polizia e alcuni sono stati arrestati. Avevano cappucci neri a celare il viso.  Acuni, nella fuga, hanno sfondato le vetrine di una banca, l'Unicredit. Al passaggio degli incappucciati diversi i cassonetti dati alle fiamme in via Goito e in via quintino Sella. Cassonetti incendiati anche in via Boncompagni. Subito dopo, bombe carta contro il ministero delle Infrastrutte e la sede delle Ferrovie dello Stato. Dieci arrestati.
Poco prima, dopo un avvio relativamente tranquillo, la tensione è salita quando i dimostranti sono arrivati nei pressi dell'organizzazione di destra Casa Pound, dove sono scattati i lanci di bottiglie contro i blindati delle forze dell'ordine. Secondo gli organizzatori, sono  in piazza almeno 70mila persone. Alla protesta partecipano studenti, lavoratori, No Tav, e anche tanti immigrati.
 Naturalmente ci sono stati lanci di uovac ontro vari obiettivi. E i corteo avanza verso piazza San Giovanni

sabato 5 ottobre 2013

Napolitano: No Tav, violenze di stampo ormai terroristico

ROMA - Dopo il plico contente materiale esplosivo, recapitato giovedì alla redazione de "La Stampa" e indirizzato al giornalista Massimo Numa, Giorgio Napolitano scrive alla redazione del quotidiano torinese. Per il capo dello Stato è necessario "un netto richiamo al superamento di ogni tolleranza e ambiguità nei confronti di violenze di stampo ormai terroristico" che stanno "snaturando ogni legittimo profilo di pacifico dissenso" del movimento No Tav.

Napolitano esprime al direttore e "al giornalista così pesantemente minacciato nella sua vita la più calorosa solidarietà e al tempo stesso condividere l'appello del Sindaco Fassino e l'allarme del Procuratore Caselli che hanno commentato sulla colonne de "La Stampa" il drammatico episodio".
"Si snatura movimento No Tav" - Si tratta, come ha detto il dottor Caselli, di una escalation di violenza che dalle cose si trasferisce sulle persone e che caratterizza gli "obbiettivi criminali delle frange estreme" cresciute ai margini del movimento No Tav snaturandone ogni legittimo profilo di pacifico dissenso e movimento di opinione".
"Come ho avuto modo di osservare ricevendo di recente il Commissario Virano e da lui apprendendo l'accrescersi dell'impegno di coloro che - sindaci e cittadini - hanno originariamente dato vita a quel movimento, non posso che condividere il più netto richiamo al superamento di ogni tolleranza e ambiguità nei confronti di violenze di stampo ormai terroristico. E - conclude Napolitano - rinnovo il mio apprezzamento per come magistratura e forze dell'ordine stanno operando in quella tormentata area della Val di Susa".

venerdì 4 ottobre 2013

No Tav: pacco-bomba in un hard disk a un giornalista de “La Stampa”. Poteva esplodere

ORINO - Un plico contente materiale esplosivo è stato recapitato alla redazione del quotidiano torinese La Stampa. Il plico era indirizzato al giornalista Massimo Numa che da tempo segue la vicenda della Tav e che, per questo, in passato era già stato più volte minacciato. L'innesco dell'esplosivo era contenuto in una chiavetta usb che sarebbe esplosa se collegata a un computer. Sul posto sono intervenuti gli artificieri.
L'ordigno era costituito da 120 grammi di polvere compressa all'interno di un hard disk e collegata a un chip che, secondo gli artificieri, poteva esplodere. La redazione de La Stampa ha riferito che la busta era stata recapitata per posta ordinaria, regolarmente affrancata ma priva dell'indirizzo del mittente. Nella busta c'era anche un messaggio, scritto al computer e stampato su un normale foglio A4, per segnalare che l'hard disk conteneva alcuni video riguardanti campeggi di attivisti no Tav di Venaus e Chiomonte, in Val Susa. 
La busta ha insospettito i fattorini del giornale e lo stesso giornalista a cui era indirizzata, che hanno chiamato la polizia. La Scientifica ne ha analizzato il contenuto ed ha accertato che si trattava di una bomba pronta ad esplodere nell'arco di 5 secondi dal momento in cui fosse stata collegata a un computer. 
Il plico recapitato martedì era stato annunciato da una telefonata, un mese e mezzo fa. Sembrava una segnalazione come tante, di un lettore che voleva offrire documentazione fotografica sui campeggi di lotta No Tav a Venaus e Chiomonte. Il cronista si è dichiarato disponibile a ricevere il materiale. Era una trappola. Confezionata alla perfezione, compresa la lettera di accompagnamento, formato A4, scritta al computer, per illustrare il presunto contenuto dell’hard disk.  
Alle 10,30, la busta è stata recapitata al giornale. Senza mittente. È stata subito identificata come sospetta ed è stata lasciata sul banco dei sorveglianti, all’ingresso della redazione. È rimasta lì finché il giornalista non l’ha prelevata per portarla sulla propria scrivania. Un lembo della linguetta di chiusura era leggermente scollato, abbastanza da poterlo sollevare per guardare dentro e notare le prime parole sulla lettera di accompagnamento all’oggetto che appesantiva il plico. Il giornalista ha aperto, estratto foglio e hard disk, infilati nella busta assieme al cavetto di collegamento per il computer. Il cronista ha letto il documento e poi si è fermato. Un gesto d’istinto. Ha chiamato la polizia, lasciando la memoria per pc sulla scrivania, accanto a lettera e cavetto. Gli agenti di Digos, reparto Artificieri e Scientifica hanno esaminato l’hard disk, sembrava innocuo. Soltanto gli esami di laboratorio fatti alcune ore dopo hanno svelato che era una bomba, potente,confezionata con perizia, con l’obiettivo di uccidere.  

Un altro ordigno rudimentale era stato recapitato al quotidiano torinese il 9 aprile scorso. Il quel caso non era esploso per il malfunzionamento dell'innesco.

sabato 21 settembre 2013

Rodotà esagera: la lettera delle nuove Br ai No- Tav “deprecabile, ma comprensibile”

TORINO - Atti come la lettera delle nuove Brigate Rosse, in cui si auspica che il movimento no Tav 'faccia uno scatto politico - organizzativo', sono "deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell'opera a una mera questione di ordine pubblico". Lo ha detto il giurista ed ex candidato alla Presidenza della repubblica da parte del Movimento 5 Stelle, Stefano Rodotà, a margine di un convegno organizzato a Torino dal Forum italiano dei Movimenti per l'acqua. "In Italia - ha affermato - dovremmo prendere atto di quanto stia avvenendo a livello internazionale e riaprire una riflessione politica più ampia sull'infrastruttura, a maggior ragione in un momento di fibrillazione sociale molto forte, in cui non sarebbe giustificabile un impiego consistente di capitali in un'impresa che rischia di rimanere sospesa". Secondo Rodotà, il decreto con cui la Francia ha dichiarato di pubblica utilità alcuni lavori del cantiere Tav, senza però dare certezze sullo stanziamento finanziario per l'opera è "un sostanziale rinvio della Torino - Lione, che può apparire come una rinuncia a costruire la parte francese della linea". 
E se fosse diventato presidente della Repubblica?

Le parole di Stefano Rodotà, che oggi ha definito deprecabili ma comprensibili le affermazioni delle Nuove Br, ''sono gravissime, inquietanti. Le condanno duramente, mi auguro che Rodotà le rettifichi'' commenta il ministro dell'Interno Angelino Alfano. ''Mi chiedo - dice - se non ci sia da temere per il ritorno dei cattivi maestri''. Secondo Alfano la dichiarazione di Rodotà ''se fosse confermata sarebbe sconvolgente''. ''Mi pare intollerabile - ha aggiunto - che un candidato alla presidenza della Repubblica abbia potuto dire questo mentre i nostri poliziotti sono impegnati a proteggere il cantiere e mentre i lavoranti delle ditte sono lì a rischiare la vita''. ''Non possiamo dare un millimetro di vantaggio - ha detto il ministro - alle Nuove Br''. Alfano ha assicurato che ''lo Stato farà il proprio mestiere fino in fondo'' e ha ricordato che è stato raddoppiato il contingente di uomini. ''Pensiamo che le parole in questi momenti - ha concluso - pesino come pietre e che non si possano sbagliare le parole''.

venerdì 20 settembre 2013

Le “nuove Br”: il movimento No Tav faccia un salto in avanti

ROMA - Il movimento No Tav deve "compiere un altro salto in avanti, politico organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare". E' quanto scrivono dal carcere in cui sono rinchiusi, in un documento apparso su internet, Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, delle cosiddette 'nuove Br'.
“Lo Stato fa lo Stato. La Tav si farà. Delinquenti e bombaroli si rassegnino"replica il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

 Altri 200 militari saranno inviati per le esigenze di sicurezza del cantiere Tav in Val di Susa. E' stato deciso nel corso della riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Finora erano circa 215 i militari del quinto reggimento Alpini impiegati nella difesa della recinzione del cantiere.

lunedì 9 settembre 2013

Valsusa: tre betoniere date alle fiamme dai no Tav

VAL DI SUSA - Attentato incendiario in Valsusa. Tre betoniere della Imprebeton, azienda impegnata nei lavori della Torino-Lione, sono state date alle fiamme. Il fuoco a Salbertrand, nella sede dell'azienda, si è esteso alla vicina officina. Chiuso per precauzione un tratto dell'autostrada del Frejus. Lo denuncia il senatore Pd Stefano Esposito. "Contro i mafiosi No Tav - è la dura presa di posizione di Esposito - non resta che applicare le leggi previste per la mafia".

"Le tre betoniere - riferisce Esposito, vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato - erano vicine a una cisterna di gasolio". Per precauzione, le auto che percorrono la A32 e sono dirette a Torino sono costrette a uscire dall'autostrada al casello di Oulx Ovest e a rientrare a quello di Susa.

sabato 20 luglio 2013

Val di Susa: manifestanti no Tav all’attacco nella notte

VAL DI SUSA - I manifestanti del movimento No Tav hanno sferrato un violento attacco con razzi, fuochi d'artificio, bombe carta, pietre e corpi contundenti, intorno a mezzanotte, contro il cantiere di Chiomonte (Torino). Gli attivisti, incappucciati, si sono divisi in diversi gruppi e hanno colpito in più punti. Le forze dell'ordine hanno risposto con lacrimogeni e azioni di alleggerimento. Feriti alcuni agenti e fermati alcuni contestatori.
La Questura parla di 15 appartenenti alle forze dell'ordine contusi o leggermente feriti e nove fermati, che hanno riportato ferite lacero-contuse. Per uno è stato necessario il trasporto in ospedale. 

I manifestanti - precisa la Questura - sono stati mantenuti lontano dalle recinzioni del cantiere. Durante le operazioni di bonifica dei boschi successive ai disordini sono stati trovati residui di molotov, grossi petardi, razzi da segnalazione, bulloni, fionde, mazze, un'ascia, maschere antigas, cappucci, caschi, sacchetti di pietre, anche all'interno di zaini, scudi artigianali, abbandonati dagli attivisti durante la fuga. L'autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata bonificata e riaperta dopo alcune ore.

mercoledì 15 maggio 2013

L’ultimo attacco no Tav a Chiomonte: la procura valuta il tentato omicidio


TORINO -  Il tentato omicidio è una delle ipotesi di reato che la Procura di Torino valuta per l'attacco dell'altra notte al cantiere Tav di Chiomonte. Il fascicolo é aperto contro ignoti. Questa mattina a Palazzo di Giustizia il capo della Digos di Torino, Giuseppe Petronzi, ha incontrato i magistrati che si occupano delle indagini. I pubblici ministeri procedono anche per danneggiamento, porto di materiale esplodente e altri reati satellite.
Una frangia oltranzista che ha deciso di agire senza coordinarsi con il movimento No Tav "ufficiale", quello composto dai comitati della Valle di Susa: c'e questa mano, secondo le prime ipotesi investigative, dietro l'ultimo attacco al cantiere.

sabato 9 marzo 2013

Cantiere no Tav, sassaiola nella notte di una trentina di incapucciati, poliziotto ferito


TORINO - Protesta No Tav, stanotte in Valsusa, contro il cantiere della Torino-Lione. Una trentina di attivisti, incappucciati e a volto coperto, si sono staccati dalla manifestazione - fino a quel momento pacifica - organizzata in occasione della festa della donna e hanno dato vita ad una fitta sassaiola contro il cantiere di Chiomonte. Le forze dell'ordine che presidiano la zona hanno risposto all'aggressione con l'utilizzo di idranti. Un poliziotto sarebbe rimasto ferito in modo lieve.