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venerdì 22 maggio 2015

JOHN CANTLIE, l'ostaggio-megafono dell'Isis annuncia un "grande attentato" in USA


DAMASCO, 21 maggio - Un ordigno nucleare o qualche tonnellata di esplosivo, comunque faranno qualcosa di grande negli Stati Uniti. E' lo scenario delineato dal reporter John Cantlie, ostaggio-megafono dell'Isis, nell'ultimo numero di Dabiq, la rivista del gruppo. L'Isis, secondo Cantlie farà qualcosa che ridicolizzerà "gli attacchi del passato".
Cantlie definisce l'ipotesi di un attacco con un ordigno nucleare 'importato' dal Pakistan in Usa - attraverso la Libia, poi la Nigeria e infine il Sudamerica e il Messico, "sfruttando le tratte del traffico di droga ed esseri umani" - come uno scenario "improbabile", salvo poi mettere sul piatto "qualche tonnellata di esplosivo".
    La rivista dell'Isis si apre con la celebrazione degli attentatori del Texas, che hanno attaccato l'evento dedicato alle vignette su Maometto a inizio maggio. Proprio in quell'occasione, l'Isis lanciò una minaccia contro gli Usa: "Quello che sta arrivando, sara' piu' doloroso e piu' amaro".

    Dabiq prosegue con una serie di articoli contro i Paesi della Coalizione a guida Usa - la copertina è dedicata a John Kerry e ai principali responsabili arabi - e contro la Coalizione nazionale siriana, la piattaforma anti-Assad appoggiata da diversi Paesi occidentali e arabi.

    E, per la prima volta dalla sua uscita, contiene una serie di 'messaggi pubblicitari' che rimandano a 'compilation' e 'top10' dei video sfornati dai media dell'organizzazione.

domenica 19 aprile 2015

L'ISIS decapita cristiani etiopi su una spiaggia libica e posta il video


IL CAIRO, 19 aprile - Militanti dello Stato islamico in Libia hanno decapitato gruppi di prigionieri cristiani etiopi: lo ha mostrato un video postato oggi dagli estremisti. L'attacco allarga il cerchio delle nazioni colpite dalle atrocità del gruppo terroristico.
Il rilascio del video 29 minuti arriva un giorno dopo che il presidente dell'Afghanistan ha accusato gli estremisti di un attacco suicida nel suo paese che ha ucciso almeno 35 persone.
Un altro filmato uscito nel febbraio mostrava i militanti decapitare 21 cristiani egiziani su una spiaggia libica, ciò che aveva immediatamente attirato attacchi aerei egiziani sulle posizioni del gruppo in Libia. Se Etiopia possa rispondere con un’azione militare simile rimane poco chiaro.
Il video inizia con quello che ha definito una storia di relazioni tra cristiani e musulmani, seguita da scene di militanti che distruggono  chiese, tombe e icone. Un combattente mascherato brandendo una pistola effettua una lunga dichiarazione, dicendo che i cristiani devono convertirsi all'Islam o pagare una tassa speciale prescritta dal Corano.

Il filmato poi mostra un gruppo di prigionieri, identificati come cristiani etiopi, presumibilmente detenuti da un territorio affiliato allo Stato islamico in Libia orientale, conosciuto come Barqa Province e poi giustiziati su una spiaggia. In Etiopia, il portavoce del governo ha detto di essere in contatto con la sua ambasciata al Cairo per verificare l'autenticità del video. Ha aggiunto di ritenere che gli uccisi probabilmente fossero migranti etiopi che speravano di raggiungere l'Europa. "Se questo è confermato, sarà un avvertimento per le persone che vogliono rischiare e viaggiare verso l’Europa anche se il percorso è pericoloso", ha detto il portavoce, prima che arrivasse la notizia dei 700 annegati nel Canale di Sicilia.

venerdì 17 aprile 2015

Ex modello australiano morto in Siria. Combatteva con l'Isis


MELBOURNE, 17 aprile - Un ex modello e dj di Melbourne di origini somale è rimasto ucciso in Siria mentre combatteva nelle fila dell'Isis. Lo riporta la Cnn. I genitori del 25enne Sharky Jama sono stati informati della morte del figlio con un sms e una successiva telefonata. "Sono sotto shock e molto dispiaciuti", ha detto Hussein Harakow, presidente del Somali Australian Council dello stato di Victoria. Harakow ha detto inoltre che Jama è scomparso lo scorso agosto in compagnia di un altro somalo-australiano di nome Yusuf Yusuf. Jama si è poi messo in contatto con i genitori una volta stabilitosi a Falluja, in Iraq. Il giovane avrebbe però trovato la morte in Siria. Circostanza che il governo australiano non può del resto verificare con certezza. "Vista la situazione estremamente pericolosa, l'assistenza consolare in Siria non è più garantita", ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri australiano. 

giovedì 9 aprile 2015

HACKER Isis attaccano tv francese

Una schermata apparsa sulla tv francese TVMonde
PARIGI, 9 aprile - Hacker informatici che affermano di agire per conto dell'Isis hanno attaccato e oscurato l'emittente francese TV5Monde. Lo riferisce France Info, citando messaggi diffusi sui social network dai vertici della stessa tv. Il sito è irraggiungibile e le trasmissioni sono sospese, mentre sul profilo Facebook compaiono slogan jihadisti.

domenica 29 marzo 2015

L’Isis decapita 8 soldati siriani. I coltelli consegnati ai boia da un bambino



HAMA (Siria) - Otto soldati siriani, che erano stati catturati nella provincia nord-occidentale di Hama, sono stati decapitati dall'Isis. In un nuovo video shock viene mostrato un bambino che consegna coltelli agli jihadisti prima dell'esecuzione. Lo riferisce il Site. Nel filmato i soldati indossano delle tute arancioni. Sarebbero stati uccisi "in quanto musulmani sciiti".

venerdì 27 marzo 2015

IRAQ, l'Isis ha venduto al mercato 3000 ragazze a 18 dollari l'una


NEW YORK, 27 marzo - L'Isis ha venduto, a 18 dollari l'una, circa tremila ragazze nei mercati iracheni: lo ha denunciato al Consiglio di Sicurezza Onu Vian Dakhil, la parlamentare irachena della minoranza yazida. "Veniamo massacrati, uccisi, le nostre donne vengono violentate, le nostre ragazze vendute, i nostri bambini rapiti", ha detto alla riunione sulla persecuzione delle minoranze in Medio Oriente.

mercoledì 25 marzo 2015

SMANTELLATA dall’Antiterrorismo a Torino e in Albania cellula di terroristi islamici

BRESCIA, 25 marzo - Una cellula di estremisti islamici che operava tra l'Italia e i Balcani è stata smantellata dall'Antiterrorismo della polizia, al termine di una lunga indagine. La cellula, secondo quanto si apprende, era dedita al reclutamento di aspiranti combattenti e al loro instradamento verso le milizie dell'Isis. Tre persone arrestate. Gli arresti sono stati eseguiti in provincia di Torino e in Albania. Perquisizioni nei confronti di alcuni soggetti ritenuti simpatizzanti dell'Isis sono in corso in Lombardia, Piemonte e Toscana.

Arrestati zio e nipote e un 20enne - I provvedimenti di custodia cautelare sono stati emessi dal Gip di Brescia nei confronti di due cittadini albanesi, zio e nipote: il primo è residente in Albania mentre il secondo vive in provincia di Torino così come il terzo arrestato, che è un ventenne cittadino italiano di origine marocchina. L'accusa ipotizzata nei confronti dei due albanesi è di reclutamento con finalità di terrorismo mentre nei confronti del 20enne il reato contestato è apologia di delitti di terrorismo, aggravata dall'uso di internet.

Il ventenne arrestato sarebbe l'autore del documento di propaganda dell'Isis, un testo di 64 pagine interamente in italiano, apparso di recente sul web. Il documento si intitola "Lo stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare".

Arrestati in contatto con foreign fighter italiano - I tre arrestati erano in contatto, sia telefonico che tramite Facebook, con Anas El Abboubi, uno dei foreign fighters italiani che si troverebbe attualmente in Siria. Lo stesso Anas (arrestato dalla Digos nel giugno del 2013 e poi scarcerato dal tribunale del Riesame), pochi giorni prima di trasferirsi in Siria, aveva effettuato un viaggio in Albania, dove viveva uno dei presunti estremisti islamici bloccati dall'antiterrorismo. 


Indagine durata due anni - L'indagine, rende noto il direttore della Direzione centrale della polizia di prevenzione (Ucigos), il prefetto Mario Papa, è durata due anni ed è stata coordinata dall'Ucigos e condotta dalla Digos di Brescia con il concorso delle questure di Torino, Como e Massa Carrara. Uomini dell' Antiterrorismo, della questura di Brescia e del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia stanno operando anche in Albania, nella zona di Tirana.

giovedì 12 marzo 2015

KAMIKAZE, muore in Iraq il diciottenne australiano che si era unito all’ISIS


Jack Belardi armato, al centro, con due compagni in una foto apparsa su Twitter a dicembre
Jack Belardi a bordo del furgone sul quale si farà saltare: la foto è stata distribuita dall'Isis
RAMADI (Iraq), 12 marzo - Morto in un'"azione di martirio" in Iraq il diciottene australiano  di MelbourneAbu Abdullah al Australi noto alle cronache come "il jihadista bianco" dopo essersi unito alle milizie dello Stato islamico. L'annuncio è stato dato dalla stessa organizzazione terroristica che ha diffuso ieri sera in rete una foto del giovane Jake Belardi, questo sarebbe il suo nome vero, al volante di un'auto prima di compiere la sua missione suicida a Ramadi, capoluogo della provincia sunnita irachena Al Anbar. Nell'attentato sono morte almeno 10 persone. 
Interpellata dai giornalisti sull'annuncio dell'Isis, la ministra degli Esteri australiana Julie Bishop, ha dichiarato: "Posso confermare che il governo australiano sta cercando attualmente di accertare in modo indipendente la notizia secondo cui il 18enne Jake Belardi di Melbourne è rimasto ucciso in un azione suicida in Medio Oriente", come riporta il sito on-line della tv al Arabiya, Dal canto loro fonti irachene hanno riferito che, proprio a Ramadi, 13 mezzi hanno attaccato postazioni dell'esercito di Baghdad. Stando a quanto è stato scritto sui media nei giorni scorsi, il diciottenne era un cittadino australiano e non dalla Gran Bretagna come inizialmente si pensava. Frequentava il "Craigieburn Secondary College", era un ragazzo tranquillo e ritenuto un "genio" in matematica. A dicembre è apparso su Twitter, in una foto dove imbraccia un fucile a fianco di due altri jihadisti con alle spalle la bandiera nera dell'Isis

lunedì 9 marzo 2015

SIRIA, aerei Usa bombardano campo petrolifero conquistato dall'ISIS, 30 morti


TEL ABYAD (Siria) - Un attacco aereo Usa in Siria ha colpito una raffineria di petrolio gestita dall’Isis vicino al confine con la Turchia domenica, uccidendo 30 persone: lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani.
Rami Abdulrahman, che gestiscel’Osservatorio, ha detto che i morti sono  lavoratori della raffineria e militanti islamici. La raffineria presa di mira è a nord-est della città di Tel Abyad, vicino al confine con la Turchia.
L’Isis ha preso ampie zone di Siria e Iraq, dichiarando il "califfato". I territori controllati nel nord e nell'est della Siria comprendono regioni produttrici di petrolio, che hanno finanziato le attività del gruppo. Nel mese di novembre le Nazioni Unite hanno stimato che le entrate dello Stato islamico dal petrolio oscillato tra $ 846.000 a $ 1,6 milioni al giorno.

Tuttavia, il Pentagono ha valutato che il petrolio non èa più la principale fonte di entrate per l’Isis. I diplomatici occidentali hanno detto che ciò è dovuto ai bombardamenti su impianti petroliferi e al crollo dei prezzi del petrolio a livello mondiale che ha interessato anche quelli del mercato nero.

lunedì 2 marzo 2015

Le forze dell’IRAQ all’attacco dell’Isis per riconquistare Tikrit


Blindati iracheni in partenza per Tikrit
BAGHDAD, 2 marzo - Sostenuta da alleati combattenti sciiti e sunniti, le forze di sicurezza itrachene hanno iniziato oggi una grande operazione militare per riconquistare Tikrit, città natale di Saddam Hussein, dal gruppo estremista dell’Isis che l’aveva conquistata: sarebbe un passo importante in una campagna per riprendersi una grande fetta di territorio nord dell'Iraq, attualmente controllato dai militanti.
La città di Tikrit, circa 130 chilometri a nord di Baghdad, era caduta nelle mani dello Stato islamico la scorsa estate assieme alla seconda città più grande del paese, Mosul, e altre aree dopo il crollo delle forze di sicurezza nazionali. Tikrit è una delle più grandi città detenute dall’Isis e si trova sulla strada per Mosul.
Le forze di sicurezza non sono state finora in grado di riprendere Tikrit, ma lo slancio si è intensificato dopo che i soldati, appoggiato da attacchi aerei da una coalizione guidata dagli Stati Uniti, di recente hanno preso di nuovo la vicina città e la raffineria di Beiji. Qualsiasi operazione per conquistare Mosul richiede prima di riprendere Tikrit per la sua posizione strategica per esecuzioni militari.
La televisione Al-Iraqiya ha detto che le forze stavano attaccando Tikrit da direzioni diverse, supportate da artiglieria e raid aerei di caccia iracheni. Ha detto che i militanti sono stati sloggiati da alcune zone fuori della città, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
L’Iraq è aspramente diviso tra minoranza sunnita, che era una base importante di sostegno per Saddam, e maggioranza sciita. La collaborazione tra i combattenti sciiti e sunniti in funzione da oggi è stato un importante sviluppo nella lotta contro lo Stato islamico. Il primo ministro Haider al-Abadi, uno sciita, ha invitato i combattenti tribali sunniti ad abbandonare il gruppo estremista, offrendo ciò che ha descritto come "l'ultima chance" e promettendo il perdono.

"Chiedo a coloro che sono stati ingannati di unirsi a loro popolo e alle forze di sicurezza, al fine di liberare le loro città", ha detto al-Abadi  durante una conferenza stampa a Samarra, 95 chilometri (60 miglia) a nord di Baghdad.

sabato 28 febbraio 2015

Un documento dell'ISIS in perfetto italiano spiega le sue motivazioni e invita ad arruolarsi

ROMA, 28 febbraio - Sessantaquattro pagine scritte in perfetto italiano e diffuse dall'autoproclamato Califfato. Intitolato "Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare" e firmato "Il vostro fratello in Allah, Mehdi", del documento è stata accertata la circolazione nei forum online jihadisti sin dallo scorso mese di novembre ed è stato raccolto dal sito WikiLao del giornalista Lao Petrilli.
Una fonte qualificata di WikiLao, "non lascia dubbi su chi siano i destinatari" del messaggio: "i musulmani che si trovano da noi", che sono considerati esposti alla narrative occidentale e all'influenza degli imam moderati, pur essendo ritenuti, invece, "coltivabili". 
Gli analisti degli apparati di sicurezza ipotizzano che lo scritto sia stato elaborato con il contributo di soggetti in qualche modo legati al nostro Paese, forse addirittura italiania rruolatisi nell'ISIS.

Quella che potrebbe sembrare una vera e propria brochure aziendale, contiene foto e grafici e a livello di contenuti ripropone i temi della propaganda jihadista.
Il documento ha persino un'introduzione "motivazionale" che spiega perché è importante leggerlo. Maometto, si legge, "ordinò in un hadith di ascoltare l'accusato allo stesso modo di come si è ascoltato l'accusatore". "Ai giorni d'oggi, invece, la maggior parte dei Musulmani ha giudicato l'entità dello Stato Islamico prestando attenzione solo agli accusatori, ascoltando decine di fatawa di 'ulamaa, leggendo decine di articoli e ascoltando centinaia di notizie accusanti lo Stato Islamico", "ignorando totalmente qualsiasi tentativo di difesa da parte delle organizzazioni mediatiche del Dawla al-Islamiya", cioè del sedicente Califfato.
"Dobbiamo esser sinceri? Quanti di noi han mai letto una dichiarazioni ufficiale dello Stato" islamico? "Quanti han mai ascoltato un discorso del suo portavoce ufficiale? Quanti han mai prestato attenzione ad una (anche una sola!) risposta dello Stato Islamico in seguito ad un qualcosa per cui è stato accusato?"."Allah ci ordina nel Suo Libro di verificare le notizie", afferma con tratti in neretto l'autore del documento, Mehdi.
Vengono illustrati tutti i servizi offerti dall'Isis alla popolazione visto che il Califfato è "uno stato che dà il massimo per i Musulmani": dalla raccolta dello zaqat (l'imposta coranica) alla produzione di pane, per arrivare alla distribuzione della benzina ai meno abbienti, al servizio d'ordine fatto dalla polizia che "ordina il bene e proibisce il male", all'istruzione, la produzione energetica, la ristrutturazione e l'abbellimento dei luoghi pubblici.
Un capitolo presenta poi i profili  biografici o le parole dei più grandi comandanti dello Stato Islamico, dal numero uno al-Baghdadi alle altre figure di spicco dell'organizzazione.
Dopo un breve capitolo dedicato alla donna che "dal punto di vista islamico è considerata una regina, un gioiello da preservare", il pamphlet contiene anche un "invito alla rettitudine e all'allontanarsi dalla fitna" (una sorta di male di vivere interiore).
Nella parte finale del documento un'esortazione ai lettori: "Fratello o sorella in Allah che stai leggendo questo testo: se non sapevi molto sullo Stato Islamico ebbene ora ti sei informato un minimo. Se non credi a qualcosa che è stato scritto nel testo puoi comunque verificare, per grazia di Allah siamo nel 2014 e Internet ha facilitato in maniera impressionante la ricerca e l'informazione".
Infine un appello all'arruolamento delle fila del Califfato. "Accorri al supporto del Califfato Islamico! Accorri che al Khalifah Ibrahim Ibn Awwad si sono alleate molteplici fazioni militari Islamiche e moltissimi Musulmani [...] Accorrete oh Musulmani, questo con il permesso di Allah è il Califfato Islamico che conquisterà Costantinopoli e Roma come Muhammad صلى الله عليه وسلم profetizzò. Lo Stato Islamico sta combattendo una coalizione da quasi 80 nazioni, e in shaa Allah come è stato citato nel Hadith, proprio 80 nazioni combatteranno i Musulmani e verranno sconfitti a Dabiq. Che Allah faccia realizzare tutto ciò".
Alla fine del documento compare una lista di consigli concernente materiale da consultare. In un caso ci si premura di sottolineare che un video diffuso da Al-E'tisam Media ha una traduzione in italiano "che non è stata prodotta dai media dello Stato Islamico". Le immagini in questione si riferiscono alla distruzione del confine Sykes-Picot. "Un video che rianima l'atmosfera speciale del giorno in cui la barriera colonialista dividente Iraq e Siria è stata abbattuta. Un giorno di felicità per i Musulmani in tutto il mondo", si legge nel testo.



giovedì 26 febbraio 2015

L'ISIS uccide 15 ostaggi cristiani rapiti in SIRIA e prepara un'esecuzione di massa

DAMASCO, 26 febbraio - L'Isis ha ucciso i primi cristiani rapiti in Siria, nel governatorato di Hassake, al confine Nord-orientale con l'Iraq. L'archimandrita Emanuel Youkhana, che lunedì scorso riferì del rapimento, dà notizia ad Aiuto alla Chiesa dell'uccisione di 15 persone fra gli ostaggi: "Molti di loro - afferma Youkhana - stavano difendendo i loro villaggi e le loro famiglie". Nel villaggio di Tel Hormidz una donna è stata decapitata, mentre due uomini sono stati uccisi con colpi di arma da fuoco. Per ora non ci sono informazioni circa le esecuzioni subite dalle altre dodici vittime. L'archimandrita Youkhana, inoltre, informa che il numero dei rapiti è salito a circa 350. Oltre alle centinaia di persone menzionate la volta scorsa, parliamo di altri 80 abitanti del villaggio di Tel Jazira, 21 di Tel Gouran, 5 di Tel Feytha e 3 di Qabir Shamiya. Quasi tutti sono tenuti ostaggio nel villaggio sunnita di Um Al-Masamier. Altre 51 famiglie, "con circa 5 componenti a testa", come riferisce Youkhana, sono state rapite a Tel Shamiram; ma di queste non si conosce la posizione precisa: "Non sappiamo - continua l'Archimandrita - dove siano tenute in ostaggio. È probabile che siano stati portati nella regione del Monte Abdul Aziz, controllata dallo Stato Islamico". Una fonte non confermata riferisce che si prepara, per venerdì 27 febbraio, un'esecuzione di massa nella Moschea di Bab Alfaraj, villaggio sunnita della zona. Nei 35 villaggi cristiano-assiri non è rimasto più nessuno: coloro che sono riusciti a scappare lo hanno fatto verso la regione di Hassake o verso Qamishli: "Le famiglie sfollate - riferisce Youkhana - sono 800 ad Hassake e 175 nel Qamishli".

Quaranta le donna AUSTRALIANE fuggite in Siria e Iraq con l'ISIS


CANBERRA, 26 febbraio - Decine di donne australiane, circa 40, fra cui le cosiddette "spose jihad", si sono recate segretamente in Iraq e in Siria per unirsi a gruppi terroristici. "Un numero crescente di giovani donne si unisce all'Isis, nonostante vengano usate come schiave del sesso e in alcuni casi come kamikaze", ha riferito in Parlamento il ministro degli Esteri Julie Bishop. "Raggiungono i mariti combattenti stranieri e cercano di trovare un partner", ha detto.

lunedì 23 febbraio 2015

L'ISIS minaccia ancora l'ITALIA sul web: un Mediterraneo colorato di sangue

LONDRA, 23 febbraio - Nuove minacce contro l'Italia sul web. Secondo quanto riporta Site, un jiahdista mette in guardia l'Italia dall'entrare in guerra contro l'Isis per evitare che il Mediterraneo sia "colorato dal sangue dei suoi cittadini". Il terrorista fa quindi riferimento all'azione di potenziali lupi solitari italiani, fa sapere l'organismo che monitora i media jihadisti. "Il nostro stato di allerta è notevolissimo, il controllo sugli arrivi efficiente. Collaboreremo con le Procure e auspichiamo che il loro lavoro ci dia certezze dal punto di vista giuridico", ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano a proposito dell'allarme lanciato dal Procuratore di Reggio Calabria sulla possibile saldatura tra l'Isis e la criminalità organizzata.

La portaerei CHARLES DE GAULLE contro l'ISIS


PARIGI, 23 febbraio - La Francia mette in campo la più prestigiosa delle sua portaerei, la Charles De Gaulle, nella coalizione in lotta contro lo Stato islamico. Lo annunciano fonti del ministero della Difesa, precisando che il ministro Jean-Yves Le Drian si recherà di persona sulla nave da guerra per sancire l'avvio delle operazioni. I primi velivoli decolleranno dalla nave già stamattina, per operazioni di ricognizione e raccolta di dati sulla situazione sul terreno, ma anche per alcuni bombardamenti a supporto dell'esercito iracheno. La De Gaulle, che si trova nel Golfo Persico settentrionale da qualche giorno, dovrebbe restare nell'area tra quattro e otto settimane, con a bordo 12 cacciabombardieri Rafale, nove Super Etendard e quattro elicotteri. E' accompagnata da un 'gruppo aeronavale' che comprende una fregata di difesa antiaerea, la Chevalier Paul, una petroliera di rifornimento e una fregata britannica per la lotta anti-sottomarina e un sottomarino nucleare d'attacco.
Gb: ragazze fuggite, indottrinate da 70 estremisti su Twitter
Non è avvenuto all'interno di centri islamici o moschee radicali l'indottrinamento delle tre adolescenti britanniche partite quasi una settimana fa per unirsi ai jihadisti dell'Isis in Siria. Ma 'comodamente' dalle loro camere da letto, tramite 70 profili di estremisti su Twitter che diffondono l'ideologia dello Stato islamico e riescono a fare proseliti in tutto il mondo. E' quanto si legge sul Daily Mail, che critica il social network per non aver introdotto quei filtri che molti governi hanno richiesto per fermare l'arruolamento online. Le ragazze hanno molto probabilmente visto i video e le immagini della violenza jihadista pubblicate sui profili, a partire dai filmati delle decapitazioni. Una di loro, la 15enne Shamima Begum ha contattato proprio su Twitter Aqsa Mahmood, la 20enne che ha lasciato Glasgow per la Siria ed è considerata come la 'reclutatrice' delle ragazze desiderose di entrare fra le file dell'Isis. Dopo pochi giorni la giovane è partita con le due amiche alla volta della Turchia.
Agenti di Scotland Yard sono arrivati in Turchia per proseguire le ricerca delle tre adolescenti britanniche . Shamima Begum, Amira Abase e Kadiza Sultana sono arrivate a Istanbul martedì scorso. Secondo fonti dell'intelligence turca, si troverebbero già in Siria. "Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità turche", ha detto un portavoce di Scotland Yard.

domenica 22 febbraio 2015

"Se l'ISIS sbarcherà in Italia, troverà l'appoggio della 'nrangheta"


REGGIO CALABRIA, 22 febbraio - Qualora l'Isis volesse infiltrarsi sul territorio italiano, in Calabria potrebbe trovare appoggi logistici dalla 'ndrangheta in cambio di armi e droga. A formulare quella che al momento è solo un'ipotesi è il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho che sottolinea come "sia una ipotesi da percorre, su cui vale la pena lavorare e su cui tenere un'attenzione molto alta. Tenere un'attenzione alta su questi aspetti almeno per quanto riguarda la nostra Dda è fondamentale".

BLITZ delle forze turche in SIRIA, riportati in patria mausoleo circondato dall'ISIS e i soldati di guardia


La bandiera turca sventola sul luogo del blitz
ANKARA, 22 febbraio - Le forze armate turche, che questa notte hanno condotto un blitz 35 chilometri all'interno della Siria, hanno riportato in patria il feretro di Suleyman Shah, nonno del fondatore dell'impero ottomano. Evacuati anche gli oltre 40 soldati turchi di guardia alla tomba che si trovava in un'area considerata una enclave turca, ma ora controllata dall'Isis. All'incursione hanno partecipato 100 mezzi blindati, con l'appoggio di caccia ed elicotteri d'assalto. Nel blitz è morto, in un incidente secondo fonti militari, un soldato turco.
Il primo ministro Davutoğlu ha annunciato in una serie di tweet che i manufatti sono stati "temporaneamente" portati in Turchia, mentre l'esercito turco "ha preso il controllo di una zona nella regione Ashma della Siria, alzando la nostra bandiera, dove sarà poi trasferito Süleyman Şah” . Forze speciali turche hanno distrutto la tomba attuale prima di partire, nel tentativo di impedire un attacco ISIS.   Sottolineando che c'è "un clima di conflitto che porta ogni tipo di rischio" in Siria, Davutoğlu ha descritto l'operazione, denominata " Şah Fırat "(Shah Eufrate), come" un grande successo ". Davutoğlu poi aggiunt nel corso di una conferenza stampa: "Voglio sottolineare che una nazione pò costruire un futuro solo difendendo il suo passato”. 
In una dichiarazione separata, ma breve, l'esercito turco ha anche confermato che l'operazione è stata completata e le truppe così come tutti gli artefatti preziosi sono stati rimossi dall’avamposto. L'esercito ha citato "problemi di sicurezza e obblighi militari" per spiegare la ragione dell'operazione di evacuazione, pur ribadendo che non vi sono stati scontri tra l'esercito e i gruppi armati all'interno della Siria.

lunedì 16 febbraio 2015

Aerei egiziani hanno bombardato obiettivi ISIS in Libia


Un caccia egiziano decolla nella notte verso la Libia
IL CAIRO, 16 febbraio - Aerei da guerra egiziani hanno oggi colpito gli obiettivi dell’ISIS in Libia , poche ore dopo che il gruppo estremista aveva pubblicato un video che mostrava la macabra decapitazione di diversi cristiani copti egiziani tenuti in ostaggio per settimane.
Un portavoce delle forze armate ha annunciato gli attacchi alla radio di stato ed è la prima volta che Il Cairo ha pubblicamente riconosciuto un'azione militare nella vicina Libia.
La dichiarazione ha detto che aerei da guerra hanno preso di mira depositi di armi e campi di addestramento prima di rientrare alle basi in modo sicuro. Ha aggiunto che i "colpi intensi" sono stati effettuati "per vendicare lo spargimento di sangue e cercare la punizione dai killer. Gli egiziani hanno uno scudo per proteggere e salvaguardare la sicurezza del paese e una spada che amputa il terrorismo e l'estremismo".
La Forza aerea della Libia nel frattempo ha annunciato di aver lanciato attacchi nella città orientale di Darna, una roccaforte di estremisti conquistata dall’Isis l'anno scorso. L'annuncio, sulla pagina Facebook del capo forze aeree del personale, non ha fornito ulteriori dettagli.
I raid aerei egiziani hanno colpito anche accampamenti dell'Isis a Bengasi e Sirte, ha riferito il comandante dell'Aviazione libica, Saqer al-Joroushi. Il generale ha detto di essere stato incaricato dal capo di Stato maggiore delle Forze armate, Abdel Razzak el Nazouri, e dal capo dell' "Operazione dignità", Khalifa Haftar, di "collaborare" con le forze armate egiziane per colpire postazioni Isis.

lunedì 9 febbraio 2015

ERBIL, italiano detenuto dall’antiterrorimo curdo. Voleva unirsi all'Isis?


BRUXELLES, 9 febbraio - Un italiano è stato "arrestato a luglio scorso nella zona di Erbil" ed è "detenuto dal dipartimento antiterrorismo della regione autonoma curda di Erbil" e del caso "si sta occupando il consolato italiano". Lo conferma il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, precisando di essere stato informato della vicenda "da dieci minuti". Si sospetta che l'uomo volesse arruolarsi con i miliziani dell'Isis. Secondo quanto riferito dall'ambasciatore italiano a Baghdad, Massimo Marotti, l'Italia è stata informata nel settembre 2014 dell'arresto di un suo cittadino da parte delle autorità del Kurdistan iracheno, e "gli sta fornendo assistenza consolare". L'arresto, ha confermato l'ambasciatore, è avvenuto in luglio, ma i diplomatici italiani non hanno ancora ricevuto gli atti da cui risultino i reati di cui e' accusato.
Il cittadino italiano arrestato dalle autorità curde irachene "era entrato nel Kurdistan dalla Turchia per unirsi all'Isis". Lo ha affermato il presidente della regione autonoma dell'Erbil, Massud Barzani, in un'intervista al quotidiano panarabo Al Hayat. "Una storia strana", ha aggiunto Barzani, visto che l'uomo era entrato nel Kurdistan iracheno "con un visto regolare". Al momento l'ambasciatore Marotti ha dichiarato di non poter confermare se si tratti della stessa persona di cui ha parlato Barzani.

DRONE Nato uccide in AFGHANISTAN comandante Isis

Mullah Abdel Rauf
KABUL, 9 febbraio - Un drone in Afghanistan ha ucciso un comandante militante che ha recentemente giurato fedeltà a Stato islamico (Isis). Il capo della polizia di Helmand, ha detto che l'ex comandante talebano Mullah Abdul Rauf era morto in un attacco di un drone Nato. Era stato catturato dagli americani ndel 2001 e imprigionato a Guantanamo per 6 anni. E 'emerso il mese scorso che Rauf aveva giurato fedeltà all’Isis, dopo aver lasciato i talebani Gli anziani delle tribù del nord Helmand dicono un'auto con a bordo fino a sei persone è stata distrutta mentre attraversava il deserto. La macchina era caricata con munizioni ed è esplosa. La Nato ha confermato l'attacco aereo, ma non il bersaglio.

E’ il primo uso confermata di un attacco aereo Natlo a fianco delle forze afgane sotto il loro nuovo mandato da quando le truppe da combattimento sono state alla fine del 2014.