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venerdì 5 settembre 2014

La NATO realizzerà 5 basi nei Paesi baltici per una “forza di intervento immediato”

NEWPORT - Il vertice della Nato ha approvato il nuovo piano di risposta dell'Alleanza (Rap) che include le spearhead, una forza di intervento immediato che avrà cinque basi-deposito nei paesi baltici, Polonia e Romania e che sarà "molto reattiva" e "avrà una presenza continua" nell'est europeo. Lo ha annunciato il segretario Anders Fogh Rasmussen.
L'ok al nuovo piano di risposta "manda un chiaro messaggio: la Nato protegge tutti gli alleati, in ogni momento", ha aggiunto il segretarario secondo cui la decisione "manda anche un messaggio ai potenziali aggressori: se anche dovessero solo pensare di attaccare un alleato, sappiano che dovranno affrontare l'intera Alleanza".
Il prossimo vertice della Nato si terrà in Polonia nel 2016, hanno annunciato il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rassmussen, ed il presidente polacco Bronisław Komorowski. 
Una task force multinazionale per bloccare il flusso di combattenti stranieri che arrivano in Siria e da lì approdano in Iraq: è una delle altre decisioni prese al summit della Nato, come sottolinea una nota congiunta del segretario di Stato Usa, John Kerry, e del capo del Pentagono, Chuck Hagel. La coalizione internazionale anti-Isis - si legge - dovrà inoltre dare sostegno militare all'Iraq, contrastare le forme di finanziamento dell'Isis, affrontare le crisi umanitarie e delegittimare l'ideologia dell'Isis.
"I combattenti stranieri rappresentano una grave minaccia per gli alleati della Nato", affermano Kerry e Hagel aggiungendo che "lavoreremo di concerto per annullare ogni fonte di entrata per l'Isis, anche sul fronte del commercio dei prodotti petroliferi. E - si legge ancora nella nota - riterremo responsabili tutti coloro che violeranno i divieti internazionali su tale commercio".
Londra si impegna a partecipare al nuovo piano di risposta rapida Nato (Rap) con 1.000 uomini nell'ambito della forza di intervento immediato ''in grado di intervenire ovunque nel mondo in 2-5 giorni'', annunciata oggi al vertice dell'Alleanza in Galles. Lo ha confermato Downing Street. Si tratta del 25% delle forze previste al momento per la cosiddetta Spearhead (punta di lancia), che conterà circa 4.000 soldati in tutto e avrà cinque basi-deposito nei paesi baltici, Polonia e Romania. Il primo ministro David Cameron aveva in un primo momento menzionato il contribuito di 3.500 soldati britannici, ma con riferimento alle forze impegnate in esercitazioni Nato nei baltici e in Europa dell'Est nei prossimi due anni.

La Nato sta agli accordi presi con Mosca e al Memorandum di Budapest, ma la Russia ''ne ha violato i principi in più punti, e dunque l'articolo 5, la disponibilità di essere pronti gli uni per gli altri, ha assunto maggior significato''. Lo ha detto Angela Merkel a Newport, a margine del vertice Nato. ''Abbiamo chiarito che tutti i paesi dell'alleanza godono della protezione - ha continuato Merkel - e deciso tutta una serie di misure, in modo che anche nella prassi possano essere messe in pratica, anche se noi contiamo sul fatto che auspicabilmente, non saranno necessarie''.

giovedì 4 settembre 2014

Vertice Nato in Galles, spiragli di pace in Ucraina

NEWPORT (Galles) - L'incontro tra (da sinistra) Hollande, Poroshenko, Obama, Cameron, Merkel e Renzi
NEWPORT (Galles) - In Ucraina si è aperto uno spiraglio di pace proprio in coincidenza con l'avvio del vertice Nato a Newport, in Galles, che vuole inviare un duro monito a Mosca, anche attraverso nuove sanzioni. E' stato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ad annunciare dal Celtic Manor Resort teatro del summit che domani mattina a Minsk dovrebbe firmare una "roadmap" per la pace che prevede un cessate il fuoco a partire dalle 14 (le 13 in Italia). Poco dopo i ribelli filo-russi hanno fatto sapere che anche loro sono pronti a sottoscrivere e a rispettare l'intesa.
E' uno sviluppo che fa ben sperare, nonostante da Mariupol, uno degli ultimi bastioni dell'esercito nell'est, arrivassero notizie di sporadici combattimenti. Il Cremlino ha parlato di "una luce in fondo al tunnel" che fa seguito al piano di pace in 7 punti proposto da Vladimir Putin.
Poroshenko ha anche riferito che la Nato si è detta pronta a sostenere i suoi membri che intendano fornire assistenza militare all'Ucraina. Del resto la Casa Bianca ha riferito che nella riunione tra Barack Obama, Matteo Renzi, Angela Merkel, Francois Hollande e David Cameron e Poroshenko è emersa la volontà di imporre nuove sanzioni a Mosca per la presenza di truppe russe in Ucraina. Da quanto trapela, gli europei vorrebbero però prima vedere se si arriverà al cessate il fuoco mentre gli Usa sarebbero per un'iniziativa immediata.
A Newport sono riuniti una sessantina di capi di Stato e di governo per un summit cruciale che ha sullo sfondo anche l'offensiva militare jihadista in Iraq e Siria.
Sull'Ucraina, Renzi ha chiesto un cessate il fuoco duraturo e ha invitato Putin a dimostrare la propria volontà e il proprio impegno per la pace con i fatti e non con le parole.
  Poi ha sottolineato che la Nato può avere un ruolo per risolvere la crisi, ma occorre evitare che sia percepita come un ulteriore elemento di tensione. Il presidente francese Hollande ha fatto sapere che la fornitura della portaelicotteri classe Mistral a Mosca "non e' stata revocata" ma èlegata a una tregua e all'avvio di un processo politico in Ucraina. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avvertito che un'eventuale apertura Nato sulla richiesta di ingresso di Kiev rischierebbe di "far deragliare" gli sforzi per la pace.

Al tavolo di Newport si parla anche dell'offensiva militare jihadista. Il segretario generale, Anders Fogh Rasmussen, ha affermato che la comunità internazionale ha "l'obbligo di fermare" gli jihadisti dello Stato Islamico (Is) e che gli alleati valuterebbero "seriamente" una richiesta di aiuto dall'Iraq.

martedì 2 settembre 2014

Esercitazioni Nato (9 Paesi, l’Italia compresa) nell’Est europeo

KIEV - Un'esercitazione su larga scala con centinaia di militari di nove paesi tra cui l'Italia è cominciata oggi tra Polonia, Germania e paesi baltici e proseguirà fino a lunedì prossimo. Lo rende noto la Nato. L'esercitazione 'Steadfast Javelin II' è disegnata per rassicurare i paesi dell'Europa orientale.
L'esercitazione era stata programmata con il nome 'Saber Junction' e doveva riguardare solo forze statunitensi. Il Comando delle forze di terra della Nato informa che l'operazione è stata "trasformata in una esercitazione multi-nazionale su larga scala" e ribattezzata appunto 'Steadfast Javelin II' e "coinvolge centinaia di veicoli, aerei e soldati da nove diversi paesi" e ha luogo in Germania, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. All'esercitazione, oltre a militari dei paesi in cui si svolge, partecipano anche forze statunitensi, canadesi e truppe d'assalto italiane.

L'esercitazione, scrive il Comando Nato, è "disegnata per dimostrare l'impegno della Nato all'obiettivo fondamentale di salvaguardare la libertà e la sicurezza dei suoi membri e partner" ed è la prima di un fitto calendario di operazioni di addestramento che copre tutto il mese di settembre fino al 2 ottobre. Tra queste è stato confermato anche l'esercizio 'Rapid Trident' in Ucraina dal 13 al 20 settembre a Lviv con la partecipazione di una dozzina di nazioni. Tutte le esercitazioni erano già previste prima dell'annessione della Crimea, ma sono state tutte allargate e passate sotto comando Nato.
E stamani Federica Mogherini ha detto che in Ucraina "non c'è soluzione se non una soluzione politica di questa crisi". Le parole del presidente tedesco Joachim Gauch sul fatto che la Russia ha messo fine di fatto alla partnership strategica "sono l'instantanea del momento e fotografano perfettamente la situazione" dei rapporti tra Russia e Ue. Non esiste più un partenariato strategico, per scelta di Mosca".
"In futuro - ha aggiunto - è chiaro che sarebbe nel nostro interesse cercare le condizioni" per ricreare il partenariato, ma "non è la situazione attuale per scelta di Mosca", ha aggiunto.
"La mia prima visita" dopo l'inizio della presidenza italiana "l'ho fatta a Kiev, dove ho visto tra gli altri il presidente Poroshenko e Iulia Timoshenko, e non è stato un caso, ma una precisa scelta politica". Lo rivendica la Mogherini davanti alla Commissione Esteri del Parlamento europeo, aggiungendo che "mi è molto dispiaciuto" che il fatto che la prima visita sia stata fatta a Kiev "sia stato oscurato". A luglio il ministro italiano venne accusato da alcuni parlamentari di essere troppo vicina alla Russia.

Mogherini davanti alla Commissione Esteri del Parlamento ammette che "riscriverebbe" la prima frase del capitolo del programma della presidenza italiana in cui si indica la priorità di rafforzare il partenariato strategico con la Russia. La frase era stata criticata da molti europarlamentari. Mosca, dice oggi il ministro, "resta un attore politico importante nelle sfide regionali, è innegabile, ma non è più un partner strategico per la Ue". "Spero però - aggiunge - che in futuro cambi e voglia tornare a essere un nostro partner".

mercoledì 16 aprile 2014

Crisi ucraina: "nuove misure" della Nato

BRUXELLES - "Abbiamo preso nuove misure per rispondere alla crisi ucraina": così il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha illustrato le mosse dell'Alleanza atlantica al termine del Consiglio. Rasmussen ha spiegato che saranno rafforzati i "dispiegamenti via terra, aria e mare".

martedì 1 aprile 2014

La Nato sospende ogni cooperazione con la Russia

BRUXELLES - La Nato ha deciso di "sospendere ogni cooperazione pratica, civile e militare, con la Russia". Lo hanno dichiarato i ministri degli Esteri riuniti nel Consiglio Atlantico. La decisione va al di là della precedente sospensione della preparazione del prossimo Consiglio Nato-Russia.

martedì 25 marzo 2014

Obama: e la Russia "andrà oltre" abbiamo i piani di emergenza, questa è la Nato


L'AJA - "Ci stiamo organizzando in modo ancora più intenso per fare in modo che ci siano piani di emergenza e tutti gli alleati abbiano delle garanzie. Agiremo in loro difesa qualunque cosa accada: questa è la Nato". Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama in conferenza stampa dall'Aja, parlando della crisi Ucraina. "Ogni alleato della Nato ha la rassicurazione che tutti noi, inclusi gli Stati Uniti, ribadiamo pieno sostegno al concetto di difesa collettiva previsto dall'art.5 del Patto Atlantico". "Siamo preoccupati" che possano esserci "ulteriori violazioni da parte della Russia in Ucraina". Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama in conferenza stampa dall'Aja.E ancora: 'Sta alla Russia dimostrare di essere responsabile", aggiungendo che se la Russia "andrá oltre" sono pronte sanzioni settoriali che possono colpire l'energia, la finanza ed il commercio

giovedì 20 marzo 2014

Sebastopoli, i russi rilasciano il comandante della Marina ucraina

Il checkpoint dove è stato rilasciato il comandante della Marina
SEBASTOPOLI -, KryminformIl comandante della Marina ucraina Serhiy Haiduk e altri sette attivisti che sostengono le nuove autorità di Kiev sono stati rilasciati dalla detenzione in Crimea, ha riferito questa mattina il deputato Andriy Senchenko. "Il rilascio è avvenuto vicino al checkpoint fuori della comunità di Chonhar", ha detto.
Quello che sta avvenendo in Crimea "è un campanello d'allarme per la comunità euroatlantica, per la Nato e per tutti quelli che sono impegnati nella difesa di un'Europa libera e pacifica": lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ribadendo come in atto ci sia "un'aggressione militare" da parte della Russia.
Il presidente Barack Obama ha escluso un ''intervento militare" dagli Stati Uniti in Ucraina, dicendo che impegnarsi militarmente contro la Russia "non sarebbe appropriato". "Non abbiamo intenzione di dare inizio a un intervento militare in Ucraina", ha detto Obama, in un'intervista con la KNSD, una tv di San Diego. "Quello che ci accingiamo a fare è mobilitare tutte le nostre risorse diplomatiche per assicurare una forte coalizione internazionale in grado di inviare un messaggio chiaro sul fatto che l'Ucraina debba decidere del suo destino. Per noi - ha aggiunto - c'e' una strada migliore a quella militare. Credo che anche gli ucraini riconoscano il fatto che affrontare la Russia militarmente per noi non sarebbe opportuno, e non andrebbe bene neanche per l'Ucraina".
Gli Stati Uniti ei suoi alleati sono pronti a prendere "azioni economiche ancora più dirompenti". Lo ha detto Barack Obama parlando ad alcune tv locali americane. "Ovviamente - ha aggiunto - non abbiamo bisogno di scatenare una guerra reale con la Russia. Gli ucraini non lo vogliono, nessuno lo vuole''.
L'Ucraina sta preparando un piano per far evacuare dalla Crimea i propri militari e le loro famiglie. Lo ha annunciato il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza Andrii Parubii, citato dai media locali. L'Ucraina ha anche intenzione di chiedere alle Nazioni Unite che la Crimea diventi "zona demilitarizzata". Lo ha annunciato il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza ucraino Andrii Parubii.

martedì 4 marzo 2014

Ucraina, la Nato alza il livello di sorveglianza. Kerry a Kiev

KIEV -Il segretario di stato Usa Kerry con il presidente Turcinov e il primo ministro Iatsenik
BRUXELLES - La Nato ha preso provvedimenti per alzare il livello di "conoscenza, sorveglianza e prontezza" di risposta. Lo riferiscono fonti dell'Alleanza Atlantica sotto condizione di anonimato, precisando che tali attività sono condotte dai Paesi sul confine orientale della Nato.
"Nonostante i ripetuti appelli la Russia continua a violare l'integrità del territorio ucraino e a violare i suoi impegni internazionali. Ciò comporta serie conseguenze sulla sicurezza e la stabilità dell'area euroatlantica". Lo dichiara il segretario generale della Nato, Rasmussen
A Kiev l segretario di Stato Usa, John Kerry, ha arringato la folla in piazza Maidan, cuore della protesta antigovernativa che ha portato alla deposizione dell'ex presidente, Viktor Ianukovich: "Vi aiuteremo, il presidente Obama sta pianificando una maggiore assistenza", ha detto Kerry, che ha incontrato  il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov, e il premier, Arseni Iatseniuk.

Crimea, colloqui tra ucraini e russi
Il nuovo primo ministro dell'Ucraina Arsenij Yatseniuk ha detto che ministri del suo paese e loro omologhi russi hanno iniziato colloqui sul  controllo della penisola di Crimea.

domenica 7 aprile 2013

Dieci bambini e due donne uccisi in un attacco aereo Nato in Afghanistan



KABUL - Almeno 10 bambini tra i due mesi e i sette anni e due donne  sono stati uccisi in un attacco aereo della Nato nella parte orientale dell'Afghanistan, avvenuto sabato.
Altri sei donne ssono rimaste ferite nell'attacco avvenuto nel distretto di Shigal , della provincia di Kunar.
Gli abitanti dei villagg ihanno riferito alla BBC che le vittime erano dentro le loro case quando sono state uccise.
La Nato ha confermato che "un supporto di fuoco" era stato usato in Shigal dopo che un consulente civile americano era morto in un attacco di militanti talebani.
Le fotografie inviate dalla scena da  agenzie di stampa internazionali mostrano i corpi di diversi bambini morti, circondati dagli abitanti dei villaggi. Un funzionario locale ha detto che otto insorti talebani erano anche morti nell’attacco aereo, che ha fatto crollare i tetti di alcune case in tre villaggi.
Gli attacchi aerei erano stati decisi per sostenere una grande operazione degli americani e delle forze governative afgane rivolta contro alti comandanti talebani e un deposito di armi.
Un anziano ha raccontato: "Il combattimento è iniziato ieri mattina [e continuato per almeno sette ore Ci sono stati pesanti scambi tra le due parti. La zona è molto vicino al confine con il Pakistan e ci sono centinaia di combattenti locali e stranieri, per lo più pakistani, nella zona''.
In un comunicato, l’Isaf ha detto: "Siamo a conoscenza di un incidente di ieri nella provincia di Kunar, in cui gli insorti hanno impegnato una forza afgana e della coalizione. Nessun personale Isaf è stato coinvolto sul terreno, ma l’Isaf fornito supporto di fuoco dal cielo, uccidendo diversi insorti. Siamo anche a conoscenza di segnalazioni di diversi civili feriti , ma non di notizie di morti civili."
Le forze internazionali si stanno preparando a ritirarsi dall'Afghanistan entro la fine del 2014. Le morti di civili in operazioni militari occidentali sono stati una fonte di tensione tra il governo afghano guidato da Hamid Karzai e gli Stati Uniti e i suoi alleati della NATO.
La valle stretta e montuosa del Shultan si trova a 30 km di distanza dal capoluogo di provincia Asadabad, proprio sul confine con i territori delle agenzia tribali del Pakistan. L'area è coperta da una fitta foresta, che offre la copertura perfetta per gli insorti.
Funzionari dei servizi segreti afgani a Kunar dicono che combattenti afghani e stranieri appartenenti ad al Qaeda hanno una grande presenza nella zona e spesso lanciano attacchi contro le forze afghane e internazionali e contro postazioni militari pakistane attraverso il confine. L'area è stata il luogo di intensi combattimenti tra talebani e forze USA /afghane negli ultimi 10 anni. Funzionari afgani dell’anti-terrorismo  dicono che combattenti stranieri si sono alleati con i combattenti locali della zona da un bel po 'di tempo, e la loro presenza è diventata una delle principali minacce per la sicurezza della provincia di Kunar.

lunedì 1 ottobre 2012

Afghanistan: kamikaze uccide tre soldati Nato


KABUL - Tre soldati della forza Nato in Afghanistan sono stati uccisi in un attacco a Khost, nell'Est del Paese. Lo si è appreso dall'Isaf. Secondo il colonnello Yaqub, vice capo della polizia di Khost, l'attacco è stato compiuto da un kamikaze e sono stati coinvolti anche dei civili. Tra i feriti ci sono anche quattro poliziotti afghani.

martedì 18 settembre 2012

La Nato dice basta ai pattugliamenti congiunti con le forze afghane, dopo gli attacchi mortali ai suoi soldati


KABUL - La Nato ha deciso di limitare le operazioni congiunte con le truppe afghane a seguito di una serie di attacchi mortali contro il suo personale da parte di componenti delle forze di sicurezza afgane. Solo le operazioni di grandi dimensioni saranno ora condotta congiuntamente, con pattugliamenti valutati caso per caso.
Si tratta di un passo indietro importante per la strategia della Nato. Le nuove restrizioni colpiscono al cuore la sua strategia in Afghanistan. Le formazioni di polizia afghana e di soldati Isaf  uniti per prendere la responsabilità della sicurezza è stato al centro finira del piano Nato. Solo i pattugliamenti congiunti venivano effettuati. In termini pratici, i soldati americani stanno già rimanendo sulla loro basi, mentre gli afghani effettuano i pattugliamenti da soli. C'è un’enorme frustrazione tra i comandanti della Nato per il fatto che i funzionari afghani non stanno facendo abbastanza per evitare l'aumento degli attacchi.

domenica 16 settembre 2012

Attacco aereo Nato sui monti afgani a ribelli talebani: uccise anche otto donne del posto


KABUL - Almeno otto donne sono morte in un attacco aereo della Nato in Afghanistan orientale nella provincia di Laghman.
La Nato ha ammesso che tra cinque e otto civili sono morti, in un’operazione che aveva come bersaglio un gruppo  di ribelli, e ha offerto le condoglianze.
La remota regione in cui l’incidente ha avuto luogo è fuori dalla portata del governo centrale. 
Un gruppo di circa 45 ribelli erano stati presi di mira da una unità Isaf, e molti sono stati uccisi. "Purtroppo, ci siamo resi poi conto di possibili  vittime civili - ha detto un portavoce dell’Isaf - Isaf offre le sue più sentite condoglianze alla comunità colpita e membri della famiglia, così come al popolo afghano, riguardo a questa tragica perdita della vita".
Una delle donne scampate al bombardamento Nato
L'ufficio del governatore di Laghman ha detto che un certo numero di civili era andato in montagna a raccogliere legna e noci da un bosco nella valle Saib Noarlam, una pratica comune nella zona. La montagna, un terreno boscoso molto lontano dal controllo del governo, rende la zona attraente per i gruppi di insorti talebani e di altri.

lunedì 31 ottobre 2011

Trovati in Libia ordigni atomici. E a mezzanotte termina la missione Unified Protector della Nato

TRIPOLI - In Libia sono stati trovati ordigni atomici. Lo ha reso noto il primo ministro dimissionario del Cnt Mahmoud Jibril,secondo quanto riferisce la rete al Arabiya. Formalmente Muammar Gheddafi ci aveva rinunciato nel 2004 riallacciando i rapporti con l'Occidente. Jibril ha aggiunto che entro qualche giorno sara' l'agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) dell'Onu a fornire maggiori particolari sugli ordigni trovati. 
Alla mezzanotte di oggi, intanto, si conclude formalmente la missione Unified Protector della Nato: il controllo dello spazio aereo libico passerà sotto la responsabilità delle autorità libiche. Dopo sette mesi di missione, finisce dunque l'operazione militare della Nato in Libia. "La fine delle operazioni il 31 ottobre è stata decisa all'unanimità" ha indicato venerdì scorso una fonte diplomatica dell'Alleanza, al termine di una riunione del Consiglio atlantico a Bruxelles allargato ai cinque Paesi non membri che hanno preso parte all'operazione nel paese nordafricano (Qatar, Emirati Arabi, Marocco, Giordania e Svezia).

"Il nostro compito militare è ormai compiuto", ha confermato il segretario generale dell'Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, dopo che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha revocato il mandato che autorizzava la comunità internazionale al ricorso alla forza militare in Libia a protezione della popolazione civile.

Nei fatti, l'embargo sulle armi a Gheddafi e i circa 26mila raid aerei della Nato, di cui oltre 9.650 con scopo "offensivo", hanno ampiamente contribuito al cambio di regime in Libia dopo oltre quarant'anni di dittatura, anche se ciò non ha mai rappresentato l'obiettivo ufficiale della missione.

Dalla riunione della scorsa settimana a Doha dei capi di Stato maggiore dei paesi impegnati nella missione Nato in Libia, si sta facendo strada l'ipotesi di un nuovo intervento multinazionale - al di fuori dell'ambito Nato - che possa affiancare le nuove forze di sicurezza libiche in attività che vanno dall'addestramento delle forze di sicurezza libiche al sequestro delle armi, fino al controllo dei confini e all'assistenza per la ricostruzione delle istituzioni locali. Anche l'Italia, secondo quanto riferito dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, è pronta a fare la sua parte.
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sabato 22 ottobre 2011

La Nato: fine della missione in Libia il 31 ottobre

BRUXELLES - La Nato metterà fine alla missione in Libia il prossimo 31 ottobre. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. 
Al termine del Consiglio atlantico riunitosi a Bruxelles, Rasmussen ha spiegato che si tratta di una ''decisione preliminare'' e che l'Alleanza continuera' a ''monitorare'' la situazione in Libia fino al 31 ottobre, ''proteggendo i civili se necessario''.

martedì 11 ottobre 2011

A Sirte che sta per cadere arriva a sorpresa il presidente del CNT

SIRTE - Blitz a sorpresa di Mustafa Abdel Jalil, il presidente del Cnt, a Sirte dove le forze dei ribelli stanno tentando di sconfiggere le ultime sacche di resistenza delle truppe lealiste di Muammar Gheddafi. Jalil e' stato visto sul pianale di un camion accolto da grida di giubilo dai combattenti che hanno inneggiato "Libia, Libia" e sparato in aria.
La caduta di Sirte "e' vicina". Lo sostiene la Nato, affermando che le truppe leali a Muammar Gheddafi "hanno perso posizioni importanti", pur ammettendo che la battaglia e' ancora in corso. Il portavoce della missione dell'Alleanza in Libia Roland Lavoie ha inoltre sottolineato che la popolazione della citta' "comincia ad avere accesso agli aiuti umanitari". Per Lavoie il significato della caduta della citta' natale del colonnello "non va sottostimato", dato il "carattere simbolico" della posta in palio .



mercoledì 14 settembre 2011

Uccisi gli ultimi due talebani asseragliati in un edificio d Kabul:i complessivamente le vittime degli scontri sono state undici

L'edificio in costruzione in cui erano annidati gli ultimi due talebani
KABUL - Le forze di sicurezza afghane hanno ucciso gli ultimi due talebani che resistevano in un edificio in costruzione a Kabul. Lo ha reso noto oggi il ministero dell'Interno.
Confermando che "l'operazione di sicurezza è terminata", il portavoce del ministero, Siddiq Siddiqi, ha segnalato che nel complesso i talebani morti sono sei. Il bilancio delle vittime afghane, inoltre, è salito a quota undici fra civili ed agenti di polizia mentre, ha infine detto, anche sei militari della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) sono rimasti feriti.
L'attacco era iniziato martedì alle 13.30 ora locale (ore 10.30 in Italia) quando una macchina piena di ribelli era stata fermata a check-point nella piazza Abdui Haq qui erano cominciate le esplosioni e le raffiche di mitra, e spari di granate e anche di un mortaio. Gli isnorti erano poi entrati nel palazzo in costruzione e vi si erano asseragliati continuando ad aprire il fuoco: probabilmente avevano accomulato armi nell'edificio nei giorni precedenti.

Allo stesso tempo, nella parte occidentale della città, due attentatori suicidi si sono fatti esplodere all'esterno di una stazione di polizia.Un terzo è stato ucciso mentre cercava di fare la stesssa cosa nell''aeroporto. Un carcere gestito dai servizi segreti è stato un ulteriore bersaglio.Un portavoce talebano ha detto che il gruppo stava effettuando "un massiccio attacco suicida contro strutture di intelligence locali e stranieri".Haroun Mir, direttore del Centroper gli Studi di Ricerca e Politica di Kabul, ha detto che era la prima volta che quattro gruppi di militanti avevano attaccato in quattro luoghi diversi.

giovedì 8 settembre 2011

Riecco Gheddafi (a una televisione di Damasco): "La mia fuga? Giuerra psicologica e menzogne. La Nato sarà sconfitta"

DAMASCO - Torna a farsi sentire il leader libico Muammar Gheddafi che, in un messaggio diffuso dalla televisione Al Rai con sede a Damasco, ha condannato "la guerra psicologica e le menzogne" dette sulla sua presunta fuga dalla Libia. "Non restano loro che la guerra psicologica e le menzogne. Hanno detto recentemente di aver visto Gheddafi in un convoglio verso il Niger", ha dichiarato il colonnello, prima di ironizzare: "Quanti convogli di contrabbandieri, merci e gente entrano nel deserto ogni giorno verso il Sudan, il Ciad, il Mali o l'Algeria. Come se fosse stata la prima volta che un convoglio attraversava il confine con il Niger". Indirizzandosi ai libici, Gheddafi ha poi aggiunto: "Vogliono indebolire il vostro morale, non occupatevi di questo nemico debole e ignobile". Quindi il colonnello ha assicurato che "la Nato sarà sconfitta" poiché "le sue capacità materiali non le permettono di continuare" a intervenire. "Siamo pronti a Tripoli e ovunque a intensificare gli attacchi contro i ratti e i mercenari", ha insistito il rais. 
"Il fatto che (Muammar Gheddafi e i suoi figli, ndr) siano sempre in libertà, in Libia o fuori dal Paese, rappresenta un pericolo che minaccia gli sforzi del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) per instaurare un nuovo governo", ha dichiarato l'ambasciatore statunitense in Libia, Gene Cretz, durante un incontro con un think tank. Secondo i riobelli, Gheddafi si trova ancora in una parte desertica inacessibile del sud della Libia e starebbe invioando oro e denaro fuori dai confini verso il Niger per organizzare un'armata di mercenari e riprendere i combattimenti
 Ieri il governo del Niger ha smentito, infine, che l'ex leader libico SIA arrivato nel Paese. Lo ha ribadito il governo di Niamey in un comunicato, letto dal portavoce e ministro della Giustizia, Marou Amadu. Tuttavia, Niamey ha riconosciuto "l'ingresso di tre veicoli con a bordo 14 persone di cui quattro del Niger e il seguito di un altro veicolo dove si trovavano quattro persone fra cui un nigerino", senza rivelare l'identità degli altri occupanti.
Alcuni responsabili di Muammar Gheddafi catturati nei giorni scorsi dai ribelli libici hanno reso noto il luogo dove si troverebbe la fossa comune con 1.300 cadaveri di prigionieri politici uccisi per ordine del rais nel 1996, nel carcere di Abu Salim, a Tripoli. Una strage denunciata da organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International (Ai) e Human Rights Watch (Hrw).

venerdì 26 agosto 2011

Frattini: "Gheddafi voleva trasformare Lampedusa in un inferno

ROMA - L'Italia ha le prove e "non può far finta di nulla" di "ordini" impartiti dal colonnello Gheddafi come quello di "trasformare Lampedusa in un inferno" e di "messaggi terribili" delle autorità del governo libico come l'ordine di "mascherare cadaveri militari con abiti civili per far cadere colpe loro sulla Nato". A rivelarlo è il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista ad Avvenire, all'indomani dell'incontro tra il premier Silvio Berlusconi ed il primo ministro del Consiglio transitorio libico Mahmud Jibril al quale ha partecipato anche lui. "Abbiamo messaggi terribili e presto saranno resi pubblici", ha detto Frattini. Rispetto ai progetti del rais su Lampedusa il ministro spiega che esistono le prove che Gheddafi abbia ordinato: "mettete sui barconi migliaia di disperati e gettate l'isola nel caos".

sabato 30 luglio 2011

La Nato bombarda la tv di stato libica a Tripoli


TRIPOLI - La Nato ha detto che ha disattivato tre trasmettitori della TV satellitare nella capitale, attraverso un "attacco di precisione" effettuato da caccia della coalizione. Lo scopo era quello di fermare "le trasmissioni infiammatorie" da parte del regime di  Gheddafi. La Nato sta valutando l’efficacia del bombardamento.
Un comunicato della Nato ha detto che il colpo è stato "eseguito da aerei da combattimento della Nato con munizioni guidate di precisione", e che vi era stata "la dovuta considerazione e pianificazione attenta a minimizzare i rischi di perdite di vite dei civili".
"Il nostro intervento è stato necessario, la TV è stata utilizzata come parte integrante dell'apparato di regime progettato per opprimere sistematicamente e minacciare i civili e per incitare attacchi contro di loro", dice il comunicato, aggiungendo che il bombardamento dovrebbe . "Ridurre la capacità del regime di opprimere i civili" ma anche "preservare le infrastrutture televisive  che saranno necessarie dopo il conflitto". La  Tv di Stato libica era comunque ancora in onda dopo la dichiarazione della Nato.
Rapporti da Tripoli riferiscono di una serie di forti esplosioni  nel centro della città nella tarda serata di venerdì. La tv ha riferito che obiettivi civili erano stati colpiti, anche se questo fatto  non è stato verificato. La capitale libica è stata un bersaglio regolare per gli attacchi aerei della Nato nelle ultime settimane.

sabato 4 giugno 2011

Eliccotteri d'attacco Nato in azione per la prima volta in Libia

BENGASI - La NATO ha utilizzato per la prima volta elicotteri d'attacco questa notte nella sua operazione militare volta a una creare crescente pressione sul regime libico di Muammar Gheddafi .
"L'uso di elicotteri d'attacco è previsto dalla NATO al fine di monitorare  le forze pro-Gheddafi che deliberatamente prendono di mira i civili e tentano di nascondersi in zone popolate," ha detto la NATO ha detto in un comunicato.
Veicoli e mezzi militari sono stati tra gli obiettivi colpiti dalla elicotteri. La NATO non ha rivelato dove gli attacchi hanno avuto luogo.
Ieri 
continui combattimenti ci sono stati nella città occidentale di Yefren, dove la gli aerei della Nato hanno distrutto carri armati e mezzi da truppe
Aerei da guerra NATO appartenenti alla Royal Air Force inglese hanno sparato bombe Paveway teleguidate e distrutto due carri armati e due veicoli corazzati, ha detto il maggior generaleJohn Lorimer, responsabile della comunicazione strategica per il Capo di Stato Maggiore della difesa. I raid aerei sono avvenuti giovedì.
Le forze governative stanno continuando "ad attaccare i popoli degli altipiani occidentali", ha detto Lorimer.
Nel frattempo, i ribelli hanno affermato di aver liberato Yefren e la vicina città di Kikla,che sono entrambe a circa 25 miglia a est della loro roccaforte di Zintan.
Talhat al-Jiwayli, un ribelle in prima linea a Zintan, ha anche detto che le forze anti-Gheddafi circondavano la città di al-Rayyana,  7 miglia a nordest di Zintan.
Al-Jiwayli ha aggiunto che la situazione sul terreno è ancora tesa e le truppe di Gheddafi prendevano di mira, con il fuoco quotidiano di razzi, Gradsu, Zintan e i villaggi circostanti.