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mercoledì 18 marzo 2015

L'OCSE rivede al rialzo le stime di crescita per l'Italia

ROMA, 18 marzo - L'Ocse rivede al rialzo, rispetto all'outlook di novembre, le stime di crescita per i tre big dell'Eurozona: Italia, Francia e Germania. Per Roma prevede un Pil in crescita dello 0,6% nel 2015, 0,4 punti percentuali in più della vecchia stima, e dell'1,3% nel 2016 (+0,3 punti). Per l'Eurozona, invece, la stima della crescita è dell'1,4% quest'anno e del 2% nel 2016.
Per la Germania, le stime di crescita dell'Ocse sono riviste a +1,7% per il 2015 e +2,2% per il 2016, rispettivamente 0,6 e 0,4 punti in più rispetto all'outlook di novembre, e per la Francia a +1,1% e +1,7%, 0,3 e 0,2 punti in più.

Il ritocco, precisa l'Ocse, è legato principalmente a "prezzi del petrolio più bassi" e al "quantitative easing intrapreso dalla Bce". Questi fattori, scrive l'organizzazione, "forniscono un'opportunità, di cui c'era molto bisogno, per l'eurozona di evitare un periodo prolungato di redditi reali stagnanti ed inflazione eccessivamente bassa. 

"Piano Juncker opportunità per catalizzare gli investimenti" - "Il Piano Juncker fornisce un'importante opportunità per catalizzare l'investimento privato usando il supporto pubblico nell'ambito degli attuali vincoli di bilancio. Agendo insieme, i Paesi Ue possono avere un impatto maggiore sulla domanda e portare avanti progetti di investimento con rendimenti elevati", scrive l'Ocse nel suo Interim assessment.

"La crescita migliora, ma non basta per dell'occupazione" - Le prospettive di crescita globale "appaiono leggermente migliori" di quanto previsto nell'outlook di novembre del 2014, ma a medio termine restano "moderate" e "troppo basse per ristabilire e attivare il mercato del lavoro". L'Ocse sottolinea che su questo scenario pesa "un crescente rischio di instabilità finanziaria" legato a "inflazione e tassi d'interesse bassi in modo abnorme".

"Ritmo ottimale per riforme italiane, ci sono opportunità" - "L'Italia è passata da uno stallo sulle riforme a un passo ottimale di riforme, e per questo siamo più positivi sulle prospettive future", ha dichiarato il capo economista dell'Ocse, Catherine Mann, a margine di un punto stampa. Per il Paese "ci sono opportunità" anche grazie a un contesto migliore, ha aggiunto. 

Inps: "Cig febbraio -36,4% sul 2014" - Nel mese di febbraio sono state autorizzate complessivamente 58,9 milioni di ore di cassa integrazione guadagni, con una diminuzione del 36,4% rispetto a febbraio 2014 (quando le ore erano state 92,5 milioni). Rispetto al mese di gennaio, invece, i dati destagionalizzati evidenziano un aumento del 7,1%. Lo comunica l'Inps, precisando che a gennaio 2015 le domande sono state 184.941, il -23,4% rispetto al gennaio 2014.

Crolla l'export, Istat: "-4,2% a gennaio" - Le esportazioni a gennaio diminuiscono del 4,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e del 2,5% rispetto a dicembre. Lo comunica l'Istat che rileva, per le importazioni, un calo sempre del 4,2% rispetto all'anno precedente e un aumento dell'1% rispetto al mese precedente. Il saldo della bilancia commerciale è positivo per 219 milioni.

lunedì 9 febbraio 2015

OCSE, critiche al sistema scolastico italiano

PARIGI, 9 febbraio -  L'Italia deve "migliorare equità ed efficienza" del suo sistema educativo, che "ha un basso rapporto tra qualità e costo e dovrebbe fare di più per migliorare le opportunità per i meno qualificati". Lo scrive l'Ocse nel suo rapporto 'Going for Growth' rilevando, in particolare, le poche risorse destinate al settore. L'Ocse bacchetta in particolare il nostro Paese per la spesa per l'istruzione "scesa ben al di sotto della media" e per i numerosi cambi, "tre in quattro anni", al vertice dell'agenzia per la valutazione della scuola.
Pil procapite Italia 2013 meno 30% grandi Paesi - "La mancata ripresa dalla recessione sta portando il reddito pro capite dell'Italia a scendere ancora più in basso rispetto alle principali economie dell'Ocse". Lo scrive l'organizzazione stimando che il Pil pro capite italiano nel 2013 era inferiore del 30% rispetto alla media dei primi 17 Paesi Ocse. Il gap è cresciuto: nel 2007 era del 22,7%.
Riforme strutturali sostengano domanda a breve termine - In questa fase di limitato margine delle politiche macroeconomiche, "è importante che l'agenda delle riforme strutturali metta più attenzione su quelle riforme che oltre ad accrescere la produttività e la creazione di posti di lavoro nel medio termine sappiano sostenere la domanda nel breve termine". Lo scrive la capo economista dell'Ocse, Catherine Mann. Se il passo di queste riforme dovesse rallentare troppo, aggiunge, "c'è il rischio che si sviluppi un circolo vizioso, in cui la domanda debole mina alla base la crescita potenziale, prospettiva che deprime ancora di più la domanda, dato che sia gli investitori sia i consumatori diventano ostili al rischio e preferiscono risparmiare".

Avanti con privatizzazioni e deregulation - L'Italia deve ancora fare passi avanti sulle privatizzazioni, che "non hanno raggiunto gli obiettivi fissati" negli anni scorsi, e implementare con più efficacia le riforme per la riduzione delle "barriere alla concorrenza".  In particolare, sottolinea l'organizzazione parigina, occorre "eliminare i legami di proprietà tra i governi locali e i fornitori di servizi, migliorare gli incentivi all'efficienza della giustizia civile, e snellire ulteriormente le procedure di bancarotta per ridurre durata e costo". Inoltre, rimarca l'Ocse, "un numero significativo di decreti attuativi" per le riforme di "deregulation abbastanza estesa" approvate tra il 2011 e il 2012 "devono ancora essere emanati".

lunedì 15 settembre 2014

OCSE: Italia, unico Pil negativo tra i Paesi del G7

PARIGI - L'Italia registrerà nel 2014 una contrazione del Pil dello 0,4%, l'unico dato negativo tra i Paesi del G7. E' la stima dell'Ocse che ha tagliato drasticamente le precedenti stime, pari a +0,5%. Nel 2015, secondo l'organizzazione, ci sarà una timida ripresa dello 0,1% (+1,1% la precedente stima).
Il recupero in Eurolandia "rimane deludente, specialmente nei Paesi più grandi: Germania, Francia, Italia". Lo scrive l'Ocse nell'Interim Economic Assessment. "Mentre - si legge - la ripresa in alcune economie periferiche è incoraggiante, altri Paesi fronteggiano ancora sfide strutturali e di bilancio, insieme al peso di un alto debito".
Per Eurolandia l'Ocse prevede una crescita quest'anno dello 0,8%, in accelerazione all'1,1% nel 2015. Il Pil dovrebbe aumentare in Germania dell'1,5% sia quest'anno che il prossimo, mentre in Francia il prodotto interno lordo dovrebbe assestarsi allo 0,4% nel 2014 e all'1% nel 2015. Secondo l'organizzazione la crescita nell'area dell'euro sembra quindi nel breve termine dover rimanere "frenata". Al contrario la ripresa "è solida" negli Stati Uniti, si sta rafforzando in India ed è in linea in Giappone e Cina. "L'inferiore sincronizzazione economica dei diversi Paesi si riflette in requisiti di strategia politica divergenti. - scrive l'Ocse - Ciò nonostante, resta vero che le condizioni monetarie dovrebbero rimanere di sostegno in tutte le principali economie avanzate, mentre la maggior parte dei Paesi dovrebbero fare ulteriori progressi nel consolidamento di bilancio per assicurare che il debito resti sostenibile. Per rafforzare sostanzialmente la crescita, - insiste l'organizzazione parigina - alcuni Paesi stanno cogliendo l'opportunità di riforme strutturali e devono ora assicurarne l'effettiva implementazione, mentre altri devono essere più ambiziosi per aumentare la competizione e l'occupazione".

S&P, sofferenze Italia diventate più pronunciate
Standard and Poor's taglia le stime per il Pil Italiano nel 2014. L'agenzia prevede ora una crescita zero contro il +0,5% previsto a giugno. E' quanto si legge in un rapporto dedicato all'Eurozona.
Le misure annunciate in marzo dal governo Renzi (gli 80 euro e il pagamento dei debiti P.a) "non hanno avuto effetti" sui consumi in Italia. Secondo Standard and Poor's la precedente stima di un aumento del Pil 2014 dovuto a queste misure, dello 0,3%, è ora ridotto a un +0,1% mentre la domanda interna "è anemica".
"I deludenti risultati del secondo trimestre hanno gettato dubbi sulla sostenibilità della ripresa dell'Eurozona, ma le ultime azioni messe in campo dalla Bce suggeriscono un approccio più proattivo che potrebbe alla fine annunciare un programma completo di 'quantitative easing' e sostenere la crescita nel medio termine". Lo scrive l'agenzia di rating Standard & Poor's in un rapporto, in cui sottolinea: "Le condizioni economiche restano fragili nell'Eurozona, ma stanno emergendo alcuni segnali" positivi.
C'è anche l'Italia alla base delle difficoltà dell'Eurozona. "Tre fattori sono alla base di questi segnali di debolezza: la crescita degli scambi mondiali è stata abbastanza modesta finora quest'anno; la spesa delle aziende ha mostrato piccoli segnali di ripresa; mentre le sofferenze dell'Italia sono diventate più pronunciate". Secondo S&P, Germania e Francia sono "in difficoltà per sostenere la ripresa iniziata lo scorso anno e l'Italia resta bloccata nella recessione".

I ritardi dell'Italia "nelle riforme intraprese" hanno "fatto fallire" l'obiettivo di far risalire "la fiducia delle aziende e degli investitori". L'agenzia rileva inoltre come i principali mercati delle esportazioni italiane (Germania,Francia e Usa) abbiano frenato nel primo trimestre pesando quindi sull'export del nostro paese.

lunedì 11 agosto 2014

OCSE: "fase positiva" per l'Italia. Ma Moody's spegne gli entusiasmi

ROMA - "Si delinea una fase positiva per l'Italia". Lo rivela l'Ocse secondo cui  per il nostro Paese il superindice di giugno si attesta a +0,1%. La crescita nell'eurozona conferma invece "uno slancio stabile" (-0,04%) nonostante il calo dello 0,23% su base sequenziale relativo alla Germania. Stabili gli Stati Uniti mentre per ilGiappone emergono segnali di interruzione della fase positiva degli ultimi mesi. In Russia Cina si conferma poi una crescita in linea con i trend di lungo termine. Al di sotto, invece, il Brasile. Con il superindice, l'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, prevede l'evoluzione del ciclo economico di un Paese.
Se secondo le previsioni Ocse sembra che si apre qualche spiraglio positivo per l'Italia, ci pensa però Moody's a spegnere gli entusiasmi. L'agenzia di rating infatti taglia le stime sul Prodotto interno lordo del nostro Paese per quest'anno, con la previsione che passa dal precedente +0,5% a -0,1%.
L'Italia mancherà dunque gli obiettivi governativi di deficit/Pil sia per il 2014 sia per il 2015, collocandosi quest'anno e il prossimo a quota 2,7%, con "rischi significativi" di sforare ulteriormente, secondo Moody's. 


martedì 6 maggio 2014

L'Ocse rivede al ribasso la crescita del Pil italiano

PARIGI - L'Ocse rivede lievemente al ribasso le sue stime di crescita per il Pil italiano rispetto alle previsioni del novembre scorso, da +0,6% a +0,5%. Per il 2015 è previsto un +1,1%, grazie alla spinta data dal "ritorno della fiducia" e dai "moderati tagli alle tasse". "Il rapporto tra debito e Pil non comincerà a scendere prima del 2016". avvisa prevedendo un debito al 134,3% nel 2014 e al 134,5% nel 2015. Ciò rende il Paese "ancora vulnerabile a potenziali scossoni".
   

sabato 8 marzo 2014

Gli ispettori dell’Ocse presi ancora a fucilate in Crimea

Una nave russa senza bandiere a Sebastopoli
KIEV - Gli ispettori dell'Osce, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, hanno tentato oggi per la terza volta di entrare in Crimea ma, una volta arrivati al confine, sono tornati indietro dopo alcuni spari di avvertimento. Intanto, il ministro degli Esteri russo, Serghiey Lavrov, ha dichiarato che l'attuale governo ucraino "non è indipendente, ma è legato ai nazionalisti radicali che hanno preso il potere con un attacco armato".

Evacuato consolato Polonia a Sebastopoli - La Polonia intanto ha evacuato il proprio consolato a Sebastopoli. "A causa dei continui problemi causati dalle forze russe, abbiamo evacuato controvoglia il nostro consolato a Sebastopoli in Crimea", ha annunciato il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, su Twitter.
Colloquio tra Renzi e Obama - Conversazione telefonica, nel pomeriggio, tra Matteo Renzi e Barack Obama. Dieci minuti di colloquio sulle tensioni internazionali legate all'Ucraina. Renzi ha ribadito la forte partnership con gli Usa per la risoluzione della crisi assieme ai partner europei, secondo quanto concordato e ribadito dal vertice straordinario Ue.
Hollande: "Valutiamo nuove misure contro la Russia" - Stati Uniti e Francia pensano di adottare, "in assenza di passi avanti" verso l'uscita dalla crisi in Ucraina, "nuove misure" nei confronti della Russia. Lo ha annunciato la presidenza francese dopo un colloquio telefonico tra il capo della Casa Bianca, Barack Obama, e il presidente francese, Francois Hollande.

martedì 26 novembre 2013

Ocse: in Italia precari oggi, poveri da anziani

PARIGI  - In Italia, "l'adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema" per le generazioni future, e "i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà'' durante la vecchiaia". Lo scrive l'Ocse accusando il ''metodo contributivo" e l'assenza di pensioni sociali. L'Ocse rileva come il metodo di calcolo del sistema contributivo sia "legato strettamente" all'ammontare dei contributi, e lamenta il fatto che "l'Italia non preveda alcuna pensione sociale per attenuare il rischio di povertà degli anziani". ''Con la riforma globale del sistema pensionistico adottata nel dicembre 2011" dall'allora ministro del Lavoro, Elsa Fornero, l'Italia ha fatto un passo importante per garantirne la sostenibilità finanziaria'', e in particolare ha ''stabilizzato la spesa sul medio periodo'' (2010-2050). Secondo i calcoli dell'organizzazione, la spesa pensionistica in Italia era al 15,3% del Pil nel 2010, la più onerosa fra tutti i Paesi membri, principalmente per effetto di ''un'eredità del passato''. Ma grazie alle modifiche apportate dal 2008 in avanti, e in particolare alla riforma del 2011 che ha aumentato l'età pensionabile, scenderà al 14,5% nel 2015 e al 14,4% nel 2020. Nei decenni successivi tornerà a salire, ma sempre restando compresa tra il 15% e il 15,9%. Nonostante l'aumento dell'età pensionabile sancito dalla riforma di fine 2011, ''l'età effettiva alla quale uomini e donne lasciano il lavoro è ancora relativamente bassa in Italia: 61,1 anni per gli uomini e 60,5 per le donne''. E "le politiche per promuovere l'occupazione e l'occupabilità e per migliorare la capacità degli individui ad avere carriere più lunghe sono essenziali'', sottolinea l'organizzazione, ricordando che ''l'aumento dell'età pensionabile non è sufficiente per garantire che le persone rimangano sul mercato del lavoro, soprattutto se esistono meccanismi che consentono ai lavoratori di lasciare il mercato del lavoro in anticipo''. In Italia, la partecipazione al mondo del lavoro degli over 55 resta ''relativamente bassa'', al 40,5%, anche se dal 2000 è aumentata di quasi 13 punti percentuali.

giovedì 14 novembre 2013

I manager italiani guadagnano il triplo della media nell’Ocse

PARIGI - I senior manager della pubblica amministrazione italiana sono i più pagati dell'area Ocse (Organisation for Economic Cooperation and Development). Lo rivela la stessa Organizzazione, su dati del 2011, sottolineando che lo stipendio medio è di 650mila dollari, oltre 250mila in più dei secondi classificati, i neozelandesi con 397mila dollari. La cifra è quasi il triplo della media Ocse, ferma a 232mila dollari. L’Ocse conta 34 membri tra i Paesi sviluppati, ra cui Canada, Usa e Giappone, e ha sede a Parigi nello Chateau de la Muette.

Bocciatura anche sull'utilizzo del web nei rapporti con la Pa: peggio di noi solo il Cile. Secondo un rapporto comparativo dell'Organizzazione parigina, solo il 19% dei cittadini italiani usa la rete per interagire con enti locali e governo centrale, contro una media Ocse del 50%. Solo il Cile, con il 7%, ha un risultato peggiore, mentre tutti i grandi Paesi europei sono al di sopra del 40%: la Gran Bretagna al 43%, la Spagna al 45%, la Germania al 51% e la Francia al 61%. Nella classifica non è incluso il Giappone, per cui non erano disponibili dati aggiornati. La percentuale di utilizzatori di servizi di e-government cresce nettamente per quanto riguarda le imprese, al 76%, ma l'Italia resta la penultima tra i Paesi Ocse, davanti alla sola Svizzera, e nettamente inferiore alla media, che si attesta all'88%.

giovedì 2 maggio 2013

L’Ocse: impossibile in Italia una significativa riduzione delle tasse

PARIGI  - L'Italia "ha avviato un ambizioso programma di riforme", che insieme alle misure intraprese dall'eurozona "hanno ridotto i rischi di rallentamento economico, e potrebbero aiutarla a uscire dalla recessione già nel corso del 2013". Lo scrive l'Ocse, nel suo ultimo rapporto sull'economia italiana.
Gli effetti benefici di questi interventi, sottolinea però l'organizzazione, "richiederanno tempo per materializzarsi, a causa del clima di scarsa fiducia, del ritmo lento della ripresa negli altri Paese e della necessità di proseguire sulla strada del consolidamento fiscale".
 In Italia "é impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell'imposizione", ma l'eliminazione delle agevolazioni fiscali senza giustificazioni economiche permetterebbe di aumentare la base imponibile e quindi ritoccare le aliquote marginali "senza impatto sulle entrate". Lo scrive l'Ocse.
Per l'Italia, la priorità resta "la riduzione ampia e prolungata del debito pubblico", perché "con un rapporto debito/Pil vicino al 130% e un piano di ammortamento del debito particolarmente pesante", il Paese "rimane esposto ai cambiamenti improvvisi dell'umore dei mercati finanziari".
Nel suo rapporto sull'economia italiana, l'Ocse rivede di nuovo al ribasso le stime sul Pil per il 2013, prevedendo una contrazione dell'1,5%, contro il -1% previsto nell'outlook del novembre scorso. Il ritorno alla crescita non è previsto prima del 2014, per cui l'organizzazione stima un +0,5%.
Queste previsioni, precisa l'Ocse, sono basate su una "stima conservativa", dato che l'impatto sulla crescita di alcune misure, tra cui "il piano annunciato ad aprile 2013 di ridurre significativamente i debiti arretrati della Pubblica amministrazione", resta "incerto".
In Italia, "sebbene il sistema bancario si sia rivelato complessivamente solido, diversi istituti di credito hanno incontrato gravi difficoltà e il settore finanziario resta esposto a rischi sistemici". L'Ocse consiglia quindi al nostro Paese di "incoraggiare le banche ad aumentare gli accantonamenti per perdite e continuare a incitarle a soddisfare le loro esigenze di capitale tramite le emissioni di nuove azioni o la cessione di attività non strategiche".

venerdì 15 febbraio 2013

L’Ocse invita l’Italia a ridurre “le alte aliquote fiscali”


PARIGI - Nel suo rapporto sulla crescita, l'Ocse invita l'Italia a ridurre le distorsioni e gli incentivi all'evasione diminuendo "le alte aliquote fiscali" e riaffermando "la volontà di evitare i condoni". Tra le altre raccomandazioni rivolte al nostro Paese, una maggiore flessibilità sul fronte delle assunzioni e dei licenziamenti e una riforma della giustizia per accorciare i tempi dei procedimenti.
I moniti rivolti al nostro Paese sono contenuti nel rapporto dell'Ocse "Going for Growth 2013". Gli esperti di Parigi invitano poi l'Italia a "proseguire la riforma del mercato del lavoro rendendo più flessibili le assunzioni e i licenziamenti e accorciando i tempi dei procedimenti giudizari, realizzando contemporaneamente la rete universale di protezione sociale già in programma".
Secondo l'Ocse poi tutti i Paesi, compresi quelli che sono già sulla buona strada come il nostro, devono continuare ad attuare riforme strutturali "importanti perché stimolano la crescita e il benessere, ma anche perché possono restituire respiro alle politiche macroeconomiche. Politiche strutturali migliori consentiranno di raggiungere la sostenibilità finanziaria e lasceranno più ampio margine di manovra alle politiche monetarie. E ancora, potranno rafforzare la fiducia". 

martedì 27 novembre 2012

Monti: “Il sistema sanitario potrebbe non essere garantito”. Poi frena. Ocse: forse nuova manovra


ROMA - "Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento". A lanciare l'allarme è il presidente del Consiglio, Mario Monti. "Il momento è difficile - spiega il premier -. La crisi ha colpito tutti e ha impartito lezioni a tutti. E il comparto medico non è stato esente né immune".
Monti è intervenuto in videoconferenza in occasione della presentazione a Palermo del progetto del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della fondazione Rimed. "La posta in palio - ha concluso Monti - è altissima".
Il presidente ha voluto attirare l'attenzione "sulle sfide cui devono far fronte i sistemi sanitari per contrastare l'impatto della crisi. Ciò vale, peraltro, per tutti i settori della pubblica amministrazione".
Palazzo Chigi ha voluto poi precisare quanto affermato in mattinata dal premier Mario Monti sulla situazione preoccupante del Servizio sanitario nazionale. "Le garanzie di sostenibilità del Ssn - si legge in una nota - non vengono meno. Per il futuro è però necessario individuare e rendere operativi modelli innovativi di finanziamento e organizzazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie".
E anche il Prodotto interno lordo non dà segnali incoraggianti, a guardare le previsioni dell'Ocse. Secondo l'Economic outlook le stime per il 2012 e il 2013 parlano di una contrazione rispettivamente del 2,2% e dell'1%, contro le precedenti previsioni, di maggio, pari al -1,7% e -0,4%. Una "crescita debole", sottolinea l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo europeo, che "metterà ulteriore pressione negativa su occupazione, salari e prezzi".
"Per il 2013 e il 2014, l'Ocse presuppone che il governo italiano riuscirà a centrare il suo obiettivo di equilibrio strutturale - dice ancora l'Ocse -. Tuttavia, date le previsioni di macroeconomiche dell'Organizzazione, sia il deficit, sia il debito pubblico continueranno ad aumentare" in questo periodo a livello nominale. L'Ocse prevede dunque per l'Italia un rapporto tra deficit e Pil al 3% nel 2012, al 2,9% nel 2013 e al 3,4% nel 2014. Grazie all'Imu e alla spending review, il deficit quest'anno dovrebbe diminuire rispetto al 3,8% del Pil segnato nel 2011, ma "sarà sopra al 2,6% del Pil previsto dal governo". Se le previsioni del'Ocse si materializzeranno, "un'ulteriore stretta dei conti pubblici dovrebbe essere necessaria per intraprendere il cammino di riduzione del debito come previsto". Il debito pubblico è stimato al 127% nel 2012, al 129,6% nel 2013 e al 131,4% nel 2014.

martedì 10 luglio 2012

Ocse, allarme disoccupazione in Italia (quest'anno 9,4%) e in Europa


ROMA - Allarme dell'Ocse sulla disoccupazione in Europa e in Italia. Nel nostro paese il tasso nel 2012 dovrebbe toccare il 9,4% mentre a livello europeo la "maglia rosa" di paese piu' virtuoso spetta alla Germania con un tasso del 5,4% quest'anno. La "maglia nera" invece tocca alla Spagna che quest'anno tocchera' un livello di disoccupazione del 24,5%. Crescerà la disoccupazione in Italia, che dovrebbe toccare  nel 2013 Il 9,9%.
L'Ocse sottolinea inoltre che "diversi paesi - Grecia, Spagna, Italia e Portogallo - hanno annunciato o attuato riforme del mercato del lavoro per contrastare la dualita' tipica del settore riducendo il gap tra la protezione di chi un lavoro ce l'ha e i lavoratori a tempo determinato". L'impatto di tali riforme, prosegue l'organizzazione, "potranno essere ampliate da altre riforme strutturali che aumentino la competizione nei settori dove esistono grandi potenzialita' di creare posti di lavoro come il commercio al dettaglio e i servizi professionali". .

martedì 22 maggio 2012

Famiglie italiane più povere rispetto a 20 anni fa. Soprattutto al Sud


ROMA - Famiglie italiane più povere rispetto a 20 anni fa, con un potere di acquisto pro capite in calo e inferiore del 4% rispetto al 1992. Lo rileva l'Istat nel Rapporto annuale 2012. "Complessivamente - si sottolinea - dall'inizio della crisi economica, dal 2008, le famiglie hanno visto crescere del 2,1% il reddito disponibile con una riduzione del potere di acquisto di circa il 5%
Al Sud sono povere 23 famiglie su 100, al Nord 4,9. E dunque il 67% delle famiglie e il 68,2% delle persone povere risiedono nel Mezzogiorno
Gli occupati in Italia sono aumentati tra il 1995 e il 2011 di 1,66 milioni di unità (+7,8%) ma la crescita si è concentrata nel Centro Nord mentre il Sud ha fatto un passo indietro (da 6,4 a 6,2 milioni di lavoratori). Nello stesso periodo l'occupazione nei paesi Ue15 è aumentata di 24,7 milioni di unità (+16,6%). 
Tra il 1993 e il 2011 gli occupati maschi sono scesi di 40.000 unità mentre le occupate sono passate da 7,6 a 9,3 milioni (1,5 mln in più nel Centro Nord, 196.000 al Sud).


Le prospettive dell'Ocse: per l'Italia forse alcune misure di bilancio supplementari

PARIGI - L'economia italiana è in recessione a causa della debolezza generale dell'economia europea e per le conseguenze immediate delle misure di consolidamento fiscale. Il declino "proseguirà probabilmente anche nel corso dell'anno prossimo" mentre la ripresa potrebbe partire "verso la fine del 2013".
In Italia la recessione potrebbe richiedere ''l'adozione di alcune misure di bilancio supplementari'': è quanto si legge nella parte dedicata all'Italia delle prospettive economiche dell'Ocse 2012, presentate oggi a Parigi In Italia il prodotto interno lordo calerà dell'1,7% nel 2012 e dello 0,4% nel 2013
''La crisi nell'eurozona e' diventata piu' seria recentemente, e resta la piu' importante fonte di rischio per l'economia globale''. Nel 2012 il Pil dell'eurozona si contrarra' dello 0,1%. In particolare, il Pil sara' stabile nel 1/o trimestre, subira' un calo dello 0,3% nel 2/o e tornera' a crescere nel 3/o e 4/o, rispettivamente dello 0,3% e 0,7%. 


venerdì 24 febbraio 2012

L’Ocse: l’Italia privatizzi tv, energia e trasporti.


ROMA -  L'Italia deve ridurre le proprieta' dello Stato ''specialmente nei settori dei media televisivi, dei trasporti, dell'energia e dei servizi locali''. E' quanto torna a chiedere l'Ocse nel rapporto sulla crescita dove si rileva come il governo Monti abbia piani per ''realizzare le privatizzazioni''.
Nel suo rapporto l'Ocse, nelle schede dedicate ai singoli paesi mette a confronto le raccomandazioni emanate dall'organizzazione negli ultimi anni e le azioni effettivamente intraprese. Per l'Italia si ricorda come il referendum sull'acqua nel 2011 abbia "rovesciato i piani per privatizzare i servizi del settore". Più in generale il nostro paese, pur avendo progressi su diversi temi come l'educazione terziaria, la decentralizzazione dei salari e la corporate governance, abbia "realizzato poco nella riduzione delle società e servizi a controllo pubblico".
 ''Ammorbidire la protezione del lavoro sui contratti standard'' dice ancora l'Ocse. L'Italia ''non ha ancora intrapreso azioni significative'' ma sta ''considerando una riforma del mercato del lavoro, mirata ad ammorbidire le tutele sui contratti standard'' con ''una riforma welfare per migliorare la rete di sicurezza per i disoccupati''.
Il governo italiano, inoltre, secondo l'organizzazione deve "ridurre le barriere legislative alla concorrenza" in diversi settori, tra cui "le professioni, il commercio al dettaglio e i servizi locali". Il decreto varato a dicembre 2011, sottolinea l'Ocse nel proprio rapporto, "introduceva misure per liberalizzare il commercio al dettaglio", ma queste misure "possono essere in parte sorpassate dalle politiche territoriali delle autorità regionali". Il governo ha però "introdotto misure significative per liberalizzare le professioni e i servizi di trasporto".

Più in generale, e non più solo a riguardo dell'Italia, secondo il rapporto l'attuazione delle riforme strutturali può mitigare l'impatto della crisi, evitando che la disoccupazione resti "su livelli strutturali" e contribuendo a rilanciare "più velocemente" il mercato del lavoro. Secondo l'organizzazione, "un'ampia e ambiziosa agenda di riforme potrebbe portare a una crescita annua del Pil fino all'1%, in media, nei prossimi 10 anni", e le riforme possono rendere la ripresa "più sostenibile e più equa".

Per quanto riguarda la crisi, lo scenario peggiore "è stato evitato", ma anche così "la disoccupazione resterà alta nel corso del 2013", mentre "non si attende un recupero della produzione persa e i bilanci pubblici dovrebbero rimanere sugli stessi livelli insostenibili in molti paesi".

lunedì 28 novembre 2011

Italia in recessione nel 2012. Lo prevede l'Ocse

ROMA - Italia in recessione nel 2012, in compagnia di Grecia, Portogallo e Ungheria. Meglio di noi, con una crescita comunque limitata allo 0,3%, Francia e Spagna, mentre il Regno Unito crescerà dello 0,5%. E' il quadro sull'economia europea che emerge dall'Outlook dell'Ocse, che stima nel 2012 un calo del 3% per la Grecia (dopo il -6,1% di quest'anno), del 3,2% del Portogallo (-1,6% nel 2011) e dello 0,6% dell'Ungheria (+1,5% nel 2011).
Il Pil italiano quest'anno crescerà dello 0,7%, ma l'anno prossimo l'andamento dell'economia sarà negativo (-0,5%). L'Ocse, che taglia così le precedenti stime (+1,1% nel 2011 e +1,6% nel 2012). La crescita, tornerà nel 2013 con un Pil in aumento dello 0,5%.