Visualizzazione post con etichetta recessione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta recessione. Mostra tutti i post

mercoledì 17 dicembre 2014

CONFINDUSTRIA, Italia nel 2015 fuori dalla recessione


ROMA - Il Centro studi di Confindustria stima che il Pil italiano chiuda il 2014 con un calo dello 0,5% e prevede che inizi a risalire nel 2015 con un +0,5% e prosegua nel 2016 con un +1,1%. L'Italia, che dovrebbe chiudere il primo trimestre del prossimo anno con un rialzo del Pil dello 0,2%, uscirebbe quindi dalla recessione. Il biennio 2015-2016, secondo l'associazione degli industriali, sarà per l'Italia "un biennio di graduale recupero".

lunedì 3 novembre 2014

ISTAT, calo del Pil dello 0,3% quest’anno, +0,5% nel 2015. Uscita graduale dalla recessione

ROMA - L'Istat prevede un calo del Pil dello 0,3% nel 2014, in linea con le stime del Governo, contenute nel Def. Per il 2015 l'Istituto indica un ritorno alla crescita, con un aumento dello 0,5% (+0,6% nel Def), a cui seguirebbe un rialzo dell'1% nel 2016. Rispetto alle sue precedenti stime l'Istat rivede al ribasso il Pil di quest'anno di 0,9 punti.
I provvedimenti adottati con la manovra avranno un "impatto netto marginalmente positivo nel 2014 ed un effetto cumulativo netto nullo nel biennio successivo" per il bilanciamento tra la spinta del bonus degli 80 euro e gli effetti negativi derivanti dalla clausola di salvaguardia, con l'eventuale aumento dell'Iva.
Dopo tre anni di riduzione, nel 2014, la spesa delle famiglie segnerà un aumento dello 0,3%, in parte grazie all'effetto di una riduzione della propensione al risparmio.
"Nel 2015, la variazione del Pil tornerà debolmente positiva (+0,5%), chiudendo la lunga recessione del triennio precedente". Lo rileva l'Istat, spiegando che tecnicamente si conclude una fase, ma, avverte, si tratterà di un'uscita "graduale".

 "Dopo un lungo periodo di flessione, il mercato del lavoro italiano mostra i primi segnali di stabilizzazione. L'occupazione continuerà comunque a contrarsi nel 2014 (-0,2% in termini di unità di lavoro rispetto al 2013)", con il tasso di disoccupazione che quest'anno raggiungerà il 12,5% per poi scenderà lievemente il prossimo anno, fermandosi al 12,4%, con un un "contenuto" aumento dell'occupazione (+0,2%). Lo comunica l'Istat nel rapporto semestrale sulle prospettive per l'economia italiana.

venerdì 29 agosto 2014

ISTAT, l’Italia è in recessione

ROMA - L'economia italiana nel secondo trimestre del 2014 si è contratta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Lo conferma l'Istat che, per effetti di arrotondamento, ha invece rivisto la stima sul pil tendenziale del 6 agosto da -0,3% a -0,2%. Con il primo trimestre chiuso a -0,1%, l'Italia è di fatto in recessione,  per la prima volta da oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959, quando però l'economia era in forte crescita. Allora la variazione dei prezzi risultò negativa dell'1,1%, in una fase di 7 mesi di tassi negativi.
Ad agosto l'indice dei prezzi al consumo misurato dall'Istat nelle prime stime ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio). Risulta ancora in deflazione anche il cosiddetto carrello della spesa, ovvero l'insieme dei beni che comprende l'alimentare, i beni per la cura della casa e della persona. Il ribasso annuo è infatti pari allo 0,2%, anche se in recupero rispetto al -0,6% di luglio.
La disoccupazione torna a salire. Sempre secondo quanto certifica l'Istat (dati provvisori), a luglio balza al 12,6%, in rialzo di 0,3 punti percentuali su giugno e di 0,5 punti su base annua. Lo rileval'Istat (dati provvisori). Viene così cancellata la flessione del mese precedente, con il tasso che si riporta ai livelli di maggio, appena sotto i massimi storicI.

La spesa delle famiglie in Italia torna a salire, seppure lievemente, segnando nel secondo trimestre del 2014 il primo rialzo tendenziale, con un +0,2%, dopo undici trimestri in negativo. Era infatti dal 2011 che non aumentava.

sabato 14 dicembre 2013

Saccomanni: l’economia italiana sta uscendo dalla recessione


ROMA - "E' vero che c'è la crisi, gravosa eredità del passato, ma ci sono anche segnali di ottimismo". Parola del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che sottolinea come "l'economia italiana sta uscendo dalla recessione". Anche se, ammette, "questo non significa che siamo riusciti a risolvere tutti problemi che ci portiamo dietro: il più gravoso dei quali è la disoccupazione".

mercoledì 11 settembre 2013

Confindustria: recessione finita, Italia a un punto di svolta

ROMA - Recessione finita nel terzo trimestre. Lo afferma il Centro studi di Confindustria (Csc), che nelle previsioni colloca l'interruzione della caduta del Pil nel terzo trimestre di quest'anno e il ritorno a variazioni positive nel quarto (+0,3%). L'economia italiana è arrivata "al punto di svolta", anche se la ripresa sarà "lenta". ''Sulla strada della ripresa persistono infatti rischi, interni e internazionali, e ostacoli. Cruciale - aggiunge la Confindustria - è la stabilità politica''.
 Migliorano le previsioni del Csc sul Pil italiano. Le stime diffuse oggi indicano una contrazione dell'1,6% per il 2013 (contro il -1,9% delle previsioni di giugno) ed una crescita dello 0,7% per il 2014 (dal precedente +0,5%). Ancora in calo l'occupazione che nel quarto trimestre del 2013 toccherà "un nuovo punto di minimo" dall'inizio della crisi, con un milione e 805 mila posti di lavoro (indicati come Ula, Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) in meno rispetto a fine 2007 (-7,2%).  La pressione fiscale raggiungerà nel 2013 il valore record del 44,5% del Pil (dal 44% del 2012) e rimane molto alta nel 2014 (si attesterà al 44,2%). La pressione effettiva, escluso il sommerso, toccherà il 53,5% quest'anno e il 53,2% nel 2014.

Frena la caduta dei consumi. La spesa delle famiglie, infatti, dopo essere scesa del 4,3% nel 2012, diminuirà del 2,8% quest'anno e dello 0,1% il prossimo. Il Centro studi migliora quindi le precedenti previsioni di giugno che indicavano rispettivamente -3,0% e -0,3%.

venerdì 8 marzo 2013

Fitch boccia l’Italia: abbassa il rating e prevede la contrrazione del Pil dell’1,8% nel 2013


La conseguenza del “risultato inconcludente delle elezioni”. Recessione profonda

NEW YORK - Fitch ha tagliato il rating dell'Italia a BBB+ da A- con outlook negativo. Il 'voto' riflette il "risultato inconcludente delle elezioni italiane".
La recessione in atto in Italia è una delle più profonde in Europa, e i dati indicano il rischio che si prolunghi più di quanto atteso. Scrive l'agenzia di rating. La recessione più profonda e lunga del previsto "mette a rischio lo sforzo di risanamento di bilancio e aumenta i rischi del settore finanziario".
Fitch prevede una contrazione del Pil italiano dell'1,8% nel 2013. Il debito sarà invece vicino al 130%.

giovedì 25 ottobre 2012

La Gran Bretagna fuori dalla recessione grazie alle Olimpiadi



LONDRA - La Gran Bretagna esce dalla recessione grazie anche all'effetto Olimpiadi. Il Pil del terzo trimestre 2012 ha segnato, infatti, una crescita dell'1%, dopo la contrazione dello 0,4% del secondo trimestre. E' il tasso di crescita più forte da cinque anni. Le stime indicavano un progresso dello 0,6%.
L'Ons spiega che è la crescita trimestrale più consistente registrata in cinque anni. Si tratta tuttavia di dati preliminari, che potrebbero essere rivisti. L'Office for National Statistics non ha precisato in che misura Olimpiadi e Paralimpiadi abbiano influito sulla crescita del Pil; ha detto però che alle vendite dei biglietti per i Giochi nel 2011 e 2012, considerando quelle che statisticamente confluiscono nei conti per il terzo trimestre, è da attribuire una crescita dello 0,2% del Pil.

Secondo l'Ons a beneficiare di Olimpiadi e Paralimpiadi è stata soprattutto l'attività di agenzie di impiego e dei settori alberghiero e di entertainment. A guidare la ripresa è stato il settore dei servizi, con una crescita dell'1,3%. Il premier David Cameron ha commentato su Twitter dicendo che c'è ancora molto da fare "ma questi dati del Pil mostrano che siamo sulla strada giusta e l'economia sta guarendo".

giovedì 28 giugno 2012

La Confindustria vede nero, anzi nerissimo: ”Siamo nell’abisso”


Danni provocati dalla crisi “equivalenti a quelli di un conflitto”. Nel 2013 disoccupazione al 12,4%, 1 milione e 482mila posti in meno rispetto al 2008. L'inflazione sale al 3,3%

ROMA  - Anche "se non siamo in guerra" i "danni economici fin qui provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto e a essere colpite sono state le parti più vitali e preziose del sistema Italia", rileva il centro studi di Confindustria. Colpite le parti "da cui dipende il futuro del Paese".

I conti pubblici migliorano "vistosamente", ma "si allontana il pareggio di bilancio", secondo il Centro studi. Il deficit pubblico nel 2013 sarà a -1,6% del Pil e non di -0,1% come prospettato a dicembre. Nel 2012 si assesterà invece a -2,6%, in peggioramento di 1,1 punti a causa della crisi.

"Siamo nell'abisso", sottolinea il capoeconomista di Confindustria, Luca Paolazzi, illustrando le stime di via dell'Astronomia sul Pil tagliate rispetto alle precedenti previsioni: per il 2012 al -2,4% (dal -1,6%); per il 2013 al -0,3% (dal +0,6%). La recessione è "più intensa", la ripresa è ora attesa "dalla seconda metà del 2013".

Il 2013 si chiuderà con un milione e 482mila posti di lavoro in meno dal 2008, inizio crisi (in termini di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno): era -1 milione e 276mila a inizio 2012. La disoccupazione salirà al 10,9% a fine 2012 e toccherà il record del 12,4% nel quarto trimestre 2013 (13,5% con la Cig). Lo stima Confindustria.
INFLAZIONE Intanto il tasso d'inflazione annuo a giugno risale, passando al 3,3% dal 3,2% di maggio. Lo rileva l'Istat nelle stime preliminari, indicando un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,2%. La principale spinta arriva dall'aumento congiunturale dei prezzi degli alimentari non lavorati, con la frutta fresca cresciuta del 9,6% in un mese. Il carrello della spesa, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, e' aumentato del 4,4% su base annua e del 4,2% su maggio.


giovedì 29 marzo 2012

Il ministro Passera: siamo nel pieno di una seconda recessione che durerà tutto l'anno


ROMA - "Siamo nel pieno di una seconda recessione". Lo ha ribadito il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, in audizione alla commissione Bilancio della Camera. "Questo trend, se dobbiamo prendere per buone le previsioni, durerà tutto l'anno", ha aggiunto Passera sottolineando che in Italia "siamo in una situazione di non crescita da molto tempo". Per il Pil del 2012 la stima del governo è di una contrazione media di 0,4%.
L'"azienda Italia", ha proseguito il ministro, ha "un problema di credit crunch: dobbiamo agire subito". "Il tema del credito - ha proseguito Passera - è diventato un 'super tema' per una seria di gravi cause: mancanza di liquidità, aumento delle sofferenze, regole bancarie che hanno tolto altro capitale alle banche. Così si è creato un vero e proprio credit crunch".
Sulle semplificazioni, invece, "l'idea è di presentare ogni 2-3 mesi un pacchettone che tocchi la vita delle famiglie ma soprattutto delle imprese, e in particolare delle Pmi", perché "sappiamo quanto bisogno c'è di semplificazioni". Sulle opere pubbliche, poi, "l'idea è di poter vedere nel corso dei prossimi 12 mesi un ammontare di complessivi 40-50 miliardi di lavori indirizzati e il più possibile avviati". Il ministro ha poi fatto presente che il governo punta soprattutto sugli investimenti autostradali, sui quali "bisogna spingere".

giovedì 23 febbraio 2012

L’Italia in recessione: la Commissione europea prevede una riduzione dell’1,3% del Pil nel 2012. Sempre peggio

BRUXELLES - Italia in recessione almeno fino all'estate, con speranza di stabilizzazione della crisi solo nel secondo semestre del'anno in corso. La Commissione europea prevede una riduzione dell'1,3% del Pil italiano nel 2012, con un netto peggioramento rispetto alle sue ultime previsioni economiche, nell'autunno scorso, in cui la crescita del Pil era stata stimata allo 0,1%. Una contrazione, dello 0,3% per il 2012 è prevista anche per l'Eurozona nel suo complesso, mentre il Pil dell'Ue a 27 si fermerà allo 0,0%. E' quanto emerge dal capitolo dedicato all'Italia nelle 'previsioni economiche intermedie' dell'Esecutivo comunitario, pubblicate oggi a Bruxelles.

Secondo la Commissione, c'è stato un "impulso negativo alla crescita" nella seconda metà del 2011, pari a -0,6 punti percentuali, molto peggiore del -0,1% che ci si attendeva nelle previsioni d'autunno (pubblicate il 10 novembre scorso), a cui va ad aggiungersi "un peggioramento anche delle prospettive di crescita per la prima metà del 2012", con "una contrazione di un ulteriore 0,7% del Pil nel primo trimestre e di un altro 0,2% nel secondo trimestre". Nella seconda metà dell'anno, secondo l'Esecutivo Ue, "l'attività economica dovrebbe stabilizzarsi, a condizione che non vi siano ulteriori peggioramenti della situazione sui mercati finanziari e che vi sia uno spread attorno ai 370 punti base fra i titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni".

mercoledì 15 febbraio 2012

L'Italia è in recessione, lo certifica l'Istat

ROMA - Tecnicamente l'Italia è in recessione mentre il debito continua a crescere. Non è confortante la fotografia scattata da Istat e Banca d'Italia sull'economia del Bel Paese. Nel quarto trimestre del 2011, ha stimato l'Istat, il Pil è diminuito dello 0,7% rispetto ai tre mesi prima e dello 0,5% nel confronto con ottobre-dicembre del 2010. Si tratta del secondo trimestre consecutivo di crescita congiunturale negativa, un andamento che per gli economisti significa "recessione tecnica". L'ultimo anno di recessione per l'Italia è stato il 2009, con il Pil in negativo del 5,1%.

Il risultato congiunturale (-0,7%), spiega l'istituto di statistica, "è la sintesi di dinamiche settoriali del valore aggiunto positive per l'agricoltura, negative per l'industria, sostanzialmente stazionarie per i servizi".

Notizie non buone anche dal lato dei conti pubblici. Secondo la Banca d'Italia, il debito pubblico italiano è in crescita di di 55,04 miliardi a dicembre 2011 rispetto allo stesso mese del 2010. Il debito è passato da 1.842,856 miliardi a 1.897,946 miliardi con un incremento del 2,89%. Bene, invece, le entrate fiscali nel 2011 che sono state pari a 403,111 miliardi contro i 396,679 miliardi del 2010, con un aumento di 6,342 miliardi (1,57%). 

giovedì 19 gennaio 2012

Ahi. Economia italiana in netta recessione quest'anno e nel 2013: lo dice il Fondo Monetario

La direttrice del Fondo monetario Christine Lagarde

NEW YORK Economia italiana in recessione nel 2012 e 2013. Sono le ultime stime del Fmi, secondo cui il Pil subirà un calo del 2,2% quest'anno e dello 0,6% il prossimo. Si tratta di un taglio di 2,5 punti percentuali per il 2012 e di 1,1 punti per il 2013 rispetto alle previsioni di settembre scorso.
Le preoccupazioni del Fondo monetario internazionale sono però globali. "La ripresa mondiale è in stallo" ed è "minacciata dalle crescenti tensioni nell'area euro e da fragilità altrove", si legge nella bozza del World Economic Outlook. Per il Fmi il Pil mondiale salirà del 3,3% nel 2012 (-0,7 punti sulle precedenti stime) e del 4% nel 2013 (-0,5).

Secondo il Fmi i rischi al ribasso per le prospettive dell'economia "si sono intensificati" e hanno registrato "una brusca escalation nel quarto trimestre del 2011, quando l'area euro è entrata in una nuova pericolosa fase". A giudizio del Fmi dunque "le previsioni per il breve periodo sono notevolmente peggiorate". Nello specifico il Fondo spiega che "le preoccupazioni per le perdite del settore bancario e per la sostenibilità dei bilanci pubblici hanno ampliato gli spread sui titoli di stato per molti paesi dell'area euro, che hanno raggiunto livelli mai visti dall'avvio della Unione economica e monetaria".

giovedì 15 dicembre 2011

E' "l'inverno della recessione": lo dice il centro studi della Confindustria


ROMA - Sull'eurozona cade "l'inverno della recessione" che "in Italia è iniziata prima e risulterà più marcata" rileva il centro studi di Confindustria. Che prevede un crollo del Pil di 2 punti percentuali tra la scorsa estate e la prossima primavera. Le stime per il 2012 sono state tagliate dal +0,2% al -1,6%, per il 2011 dal +0,7% al +0,5%.
Confindustria giudica "molto probabile che si attenui il reintegro delle persone in Cig, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9% a fine 2012". Con altre 219 mila persone occupate in meno il biennio 2012-2013 si chiuderà conun calo di 800 mila lavoratori da avvio crisi a inizio 2008.

"La pressione fiscale raggiungerà livelli record: 45,5% del Pil tra due anni, inclusi i tagli alle agevolazioni fiscali che dovranno scattare a partire dall'ultima parte del 2012". 
Le analisi del centro studi di Confindustria "evidenziano quanto la crisi abbia falcidiato i posti di lavoro tra i giovani (-24,4% per i 15-24enni, -13% per i 25-34enni da metà 2008 a metà 2011; + 6,6% per gli over 45enni)". Penalizzati "i maschi (-3,4%; zero tra le donne) e chi ha una minore istruzione (-10,6% per quanti hanno solo la licenza media, +3,1% per i diplomati, +3,9% i laureati)".
"L'esito più probabile" della crisi è una ripresa "dalla tarda primavera 2012": il centro studi di Confindustria crede nel "lieto fine" ma avverte che saremo a un bivio "senza mezze misure" con dissolvimento dell'euro, fallimento di imprese e banche, milioni di posti lavoro persi, crisi del debito anche nei Paesi virtuosi.

Frena l'inflazione a novembre. Il dato definitivo comunicato dall'Istat indica un incremento tendenziale del 3,3% contro il 3,4% di ottobre. Su base mensile l'indice del costo della vita risulta in calo dello 0,1% come non accadeva da settembre 2010. Il cosiddetto carrello della spesa, vale a dire il gruppo dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, ha segnato a novembre un incremento dei prezzi dello 0,4% su base mensile e del 4,2% su base annua contro il +4,1% a ottobre. E' il livello massimo da ottobre 2008. Lo rende noto l'Istat.
L'inflazione acquisita per il 2011 si stabilizza al 2,7%. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende al 2,4% dal 2,5% di ottobre. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo e' stabile al 2,4%. Il rallentamento dell'inflazione, spiega l'Istat, deriva da un aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+4,0%, dal +3,9% di ottobre), piu' che compensato dalla diminuzione di quello dei servizi (+2,4%, dal +2,6% del mese precedente).

lunedì 28 novembre 2011

Italia in recessione nel 2012. Lo prevede l'Ocse

ROMA - Italia in recessione nel 2012, in compagnia di Grecia, Portogallo e Ungheria. Meglio di noi, con una crescita comunque limitata allo 0,3%, Francia e Spagna, mentre il Regno Unito crescerà dello 0,5%. E' il quadro sull'economia europea che emerge dall'Outlook dell'Ocse, che stima nel 2012 un calo del 3% per la Grecia (dopo il -6,1% di quest'anno), del 3,2% del Portogallo (-1,6% nel 2011) e dello 0,6% dell'Ungheria (+1,5% nel 2011).
Il Pil italiano quest'anno crescerà dello 0,7%, ma l'anno prossimo l'andamento dell'economia sarà negativo (-0,5%). L'Ocse, che taglia così le precedenti stime (+1,1% nel 2011 e +1,6% nel 2012). La crescita, tornerà nel 2013 con un Pil in aumento dello 0,5%.