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martedì 13 gennaio 2015

RENZI A STRASBURGO: se l'Italia vuole restare nella competizione globale, deve cambiare


STRASBURGO, 13 gennaio - L’Italia se vuole stare nella competizione globale deve cambiare, in questi sei mesi abbiamo fatto molto". Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Strasburgo chiudendo il semestre italiano Ue. "Noi italiani sappiamo che nostra sfida non e' qui ma a casa nostra".
Il premier nella sede del Parlamento Europeo di Strasburgo ha tenuto il discorso di chiusura del semestre europeo a guida italiana. Ad accompagnare Renzi, il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi.
Un saluto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "convinto europeista che in queste ore lascerà l'incarico". Appena il premier ha pronunciato il nome del capo dello Stato dall'assemblea plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo è partito un lungo applauso. "Napolitano ha rappresentato anche in questi sei mesi la guida del nostro Paese: Giorgio Napolitano, convinto europeista che proprio in queste ore lascerà il proprio incarico avendo compiuto un lungo percorso di cambiamento e avendo affrontato le difficoltà in Italia con l'intelligenza e la saggezza".
"Abbiamo cercato di dare un'anima all'Europa" - Il premier ha poi sottolineato che in questi sei mesi di presidenza "abbiamo cercato di dare un'anima all'Europa. Per noi l'Europa è libertà". E ancora: "A nostro giudizio stiamo andando nella giusta direzione, ma dobbiamo fare di più. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, a credere nell'investimento sulla flessibilità". 

"O l'Europa cambia o diventiamo fanalino di coda" - Ha poi auspicato una netta inversione di rotta per l'Unione dicendo: "Credo che o l'Europa cambia marcia nell'economia o diventeremo fanalino coda di un mondo che cambia rapidamente". 
Subito dopo, il premier ha rivolto il suo omaggio al Capo dello Stato: "Giorgio Napolitano ha rappresentato anche in questi sei mesi la guida del nostro Paese: Giorgio Napolitano in queste ore lascerà il proprio incarico avendo compiuto un lungo percorso di cambiamento e avendo affrontato le difficoltà in Italia con l'intelligenza e la saggezza". Appena il premier ha pronunciato il nome del presidente della Repubblica, dall'assemblea plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo è partito un lungo applauso. 
"L'Europa è una piazza" - Renzi ha poi detto che "il luogo dell'Europa non è la fortezza ma la piazza, non il conflitto e lo scontro ma il dialogo e l'incontro". E ha aggiunto che c'è "una demagogia imbarazzante" nel dibattito europeo: "C'è un'idea dell'Europa che serve al mondo da un lato e dall'altro chi investe sulla demagogia e la paura e vuole rannicchiare i nostri valori in una fortezza". 
"I nemici non ci cambieranno la vita" - Il presidente del Consiglio ha poi dedicato una riflessione alle conseguenze degli attentati di Parigi dicendo che "i nostri nemici non potendo ucciderci puntano a cambiare il nostro modo di vivere: non possiamo consentirlo a nessuno". La "foto storica" della marcia di Parigi, ha continuato, non è quella dei leader ma del "popolo, in primo luogo francese": "immagini di uomini e donne che non si rassegnano a terrore e paura" perché "i nostri valori sono più forti degli attentati".

mercoledì 16 luglio 2014

Nomine Ue verso il rinvio a fine agosto. Van Rompuy propone Letta presidente del consiglio europeo

STRASBURGO -Il Consiglio Ue sulle nomine di stasera sembra destinato a chiudersi con un nulla di fatto. "Si va verso il rinvio", hanno fatto sapere qualificate fonti europee, secondo quanto appreso a margine dei lavori. La partita delle nomine potrebbe essere rinviata a fine agosto.
Renzi vede van Rompuy e Hollande prima inizio Vertice. Il premier Matteo Renzi, prima dell'inizio del vertice, ha avuto due brevi colloqui, uno con il presidente del Consiglio Herman van Rompuy, negoziatore nella difficile partita delle nomine Ue, e l'altro con il presidente francese Francois Hollande. Lo si apprende da fonti europee.
Van Rompuy propone all'Italia la presidenza del Consiglio per Enrico Letta, nome su cui nel vertice dei leader del Ppe e tra i 28 è emerso forte consenso. Lo rivelano qualificate fonti del Ppe, specificando che al tavolo del pre-vertice dei popolari dai Paesi baltici e dall'est è stato osservato che Mogherini "non ha abbastanza esperienza". Secondo le fonti, che hanno partecipato al vertice dei leader popolari, se l'Italia scegliesse di puntare su Letta come presidente del Consiglio europeo, nel ruolo di ministro degli Esteri ci sarebbe grande consenso sul nome della bulgara Kristalina Georgieva, attuale commissario europeo per gli aiuti umanitari. Nel corso del vertice dei leader popolari è stato confermato, riferiscono ancora le fonti, che - dopo l'elezione di Jean Claude Juncker alla presidenza della Commissione europea - la "seconda scelta" fra i tre 'top job' europei spetta ai socialisti. Che possono quindi optare tra Alto rappresentante e presidenza del Consiglio. Nel caso in cui l'Italia insistesse per gli Esteri, toccherebbe però di nuovo ai popolari la successione a Van Rompuy. In questo caso, tra le opzioni: la presidente lituana Dalia Grybauskaite, politicamente indipendente ma vicina alla famiglia popolare, ed il premier polacco, Donald Tusk.

Il Pse a Strasburgo: vogliamo la presidenza del consiglio Ue a una danese e la Mogherini agli Esteri

Federica Nogherini
STRASBURGO -Accordo al Pse per chiedere sia la presidenza del Consiglio Ue, per la quale candidano la danese Helle Thorning Schmidt, sia 'Lady Pesc', con la candidata Federica Mogherini. Lo ha detto il capogruppo S&D Gianni Pittella, spiegando che al Ppe andrebbe la presidenza dell'Eurogruppo e la presidenza della Commissione. "Abbiamo confermato che la famiglia socialista chiederà l'alto rappresentante e la presidenza del consiglio, questo rientra in un equilibrio politico che vede attribuita la presidenza della Commissione Ue e quella dell'Eurogruppo alla famiglia popolare, le due famiglie si equivalgono, quasi, al Parlamento europeo e quindi è più che legittima la candidatura doppia", ha detto Pittella indicando i nomi della Mogerini e della danese. Per Pittella è poi superabile il problema della danese che non appartiene all'euro: "Ha esperienza e competenza, il problema si risolverà".
Intanto la cancelliera tedesca Angela Merkel al suo arrivo al vertice a Bruxelles fa sapere che "può benissimo essere che stasera ci sia solo una prima discussione e che non vengano prese decisioni" sulle nomine Ue, sottolineando di essere "a favore" per affrontare "in modo globale" la questione.  "Io sono a favore del fatto che, se si prendono decisioni, siano affrontate le questioni aperte in modo globale", ha detto Merkel, "e io non credo che ci riusciremo già oggi". Sulla stessa linea il premier spagnolo Mariano Rajoy. "Non sono sicuro che questa sera si prenderà una decisione su questo tema", in quanto "e' molto difficile mettere tutti d'accordo essendo in 28".  "Oggi non si parlerà di Eurogruppo", ha aggiunto rispondendo a chi gli chiedeva se la Spagna ne otterrà la presidenza, sottolineando che "la nomina più urgente è l'Alto rappresentante" in quanto anche il vicepresidente della Commissione che scade a fine ottobre, mentre il presidente del Consiglio europeo a fine novembre. 

"Non c'è stato alcun problema, alcun veto sull'Italia". Lo ha detto Angelino Alfano lasciando il vertice del Ppe a chi gli chiedeva informazioni sul dibattito riguardo alla candidatura di Federica Mogherini alla guida della politica estera europea.

mercoledì 2 luglio 2014

Renzi replica a muso duro al Ppe: no ai pregiudizi, non accettiamo lezioni di morale da chi chiese di violare i limiti


STRASBURGO - Matteo Renzi non lascia passare molto tempo dall'attacco e risponde per le rime al capograuppo dei popolari: "E' vero che l'Italia ha un debito molto alto, ma è anche vero che ha una ricchezza privata quattro volte superiore. Saremo felici di fare del nostro semestre un'occasione di discussione ma chi brandisce l'arma del pregiudizio sull'Italia sbaglia, è un atteggiamento da respingere al mittente. Non accettiamo lezioni di morale da nessuno".
 E sulla richiesta di flessibilità, replica: "Se Weber parlava a nome della Germania, gli ricordo che proprio in questa sala, nella scorsa presidenza italiana, ci fu un Paese cui non solo fu concessa flessibilità ma anche di violare i limiti ed essere oggi un Paese che cresce". Il premier non gliele manda a dire e prosegue: "Non sono l'Italia e la Francia a chiedere diverse regole del gioco, a noi vanno bene. Diciamo che continuando a stare fermi negli slogan non difenderemo neanche i Paesi di origine".

L'ultimo fendente del presidente del Consiglio contro Manfred Weber passa sul piano storico. Renzi facendo un salto nel 500 chiude: "Dalla prima crisi finanziaria europea è nato il Rinascimento".

Strasburgo, duro attacco del Ppe all'Italia, a Renzi e alla flessibilità

Manfred Weber (Ppe)
STRASBURGO - Attacco del nuovo capogruppo Ppe, il tedesco Manfred Weber (Cdu), contro la "flessibilità" nel suo intervento all'Europarlamento dopo il discorso di Matteo Renzi.
"I debiti non creano futuro, lo distruggono" e "dobbiamo continuare" sulla linea del rigore. Weber sottolinea che "l'Italia ha il 130% di debito, dove prende i soldi?". Ricorda che Renzi ha chiesto "più tempo per fare le riforme" e che "Barroso lo ha concesso alla Francia" ma "le riforme non si sono viste".

Renzi all’europarlamento di Strasbugo: L'Europa sia un’espressione dell’anima

Renzi a Strasburgo
STRASBURGO - Si è aperta a Strasburgo la nuova legislatura del Parlamento europeo ed è iniziato anche il semestre italiano di presidenza dell'UeMatteo Renzi è all'europarlamento per tenere il suo discorso programmatico, incentrato sulla necessità di sostenere la crescita e non puntare solo sul rigore. Per la prima volta il premier italiano Matteo Renzi avrebbe dovuto leggere un discorso scritto, cambiando rispetto all'abitudine di andare 'a braccio' o aiutandosi solo con appunti scritti su foglietti. Ed invece anche davanti ai parlamentari europei, nel discorso inaugurale del semestre italiano, ha preferito parlare 'a braccio' dopo aver consegnato il discorso ufficiale con gli obiettivi del semestre di presidenza italiana della Ue.
"Non ci sarà spazio per l'Europa se accetteremo di restare solo un puntino su Google map". Così il premier Matteo Renzi , che ha esortato la Ue a riprendere il ruolo di "avanguardia" sull'innovazione, il cambiamento climatico, il capitale umano. "Un'Europa senza il Regno Unito non sarebbe meno ricca ma sarebbe meno Europa, meno se stessa", ha aggiunto Renzi. "Non vedo l'ora di lavorare con Matteo Renzi per portare a termine le riforme in Europa, mentre l'Italia inizia i sei mesi di presidenza dell'Ue". Così il premier britannico David Cameron in un tweet aveva aperto a Matteo Renzi, pochi minuti prima del discorso del premier italiano a Strasburgo, che ha subito risposto nei termini appena riferiti.
 Occorre poi di puntare sulla crescita. Parlando della situazione economica e del dibattito interno all'Ue, il premier ha spiegato: "Noi non chiediamo di cambiare le regole, le rispettiamo ma serve anche la crescita" "Senza crescita, l'Europa non ha futuro", ha poi ribadito. L'invito per "questo semestre non è solo ragionare di questione economiche, su cui comunque ci faremo sentire con la nostra forza, quella di un grande Paese fondatore che contribuisce al bilancio più di quanto incassa". "Se continuiamo a richiuderci nelle nostre frontiere non andremo da nessuna parte. Il protagonismo dell'Europa non è solo nelle esigenze economiche, negli investimenti delle nostre azienda ma anche nella dimensione umana: voi rappresentate un faro di civiltà, la civilizzazione della globalizzazione". "L'Italia non chiede scorciatoie, ma si offre per fare la propria parte". L'Italia sa che deve "fare le sue riforme, cambiare la burocrazia, il sistema fiscale, le istituzioni. In questo momento il Senato sta votando la riforma costituzionale che cambia le regole del gioco. Sappiamo che prima di tutto dobbiamo chiedere a noi la forza di cambiare per essere credibili".  Il nostro è il "partito che ha preso più voti: li abbiamo presi non dicendo che era responsabilità dell'Ue ma che i problemi nascono dall'Italia. Abbiamo usato il linguaggio della responsabilità". 

"Stiamo cercando di far fronte" alle stragi nel Mar Mediterraneo "con operazioni italiane" ma "con la condivisione degli altri Paesi e della Commissione riusciremo a far fronte in modo più deciso per il futuro" ai flussi migratori "con Frontex plus". Per il futuro serve l'impegno a far sì che "l'Europa non sia solo un'espressione geografica ma un'espressione dell'anima". Così il premier Matteo Renzi ha conluso il suo intervento davanti al Parlamento europeo a Strasburgo.

martedì 4 febbraio 2014

Napolitano all'Europarlamento, la Lega lo contesta

STRASBURGO - 'Non regge più la politica di austerità a ogni costo' che è stata la 'risposta alla crisi in zona euro'. Lo ha detto il presidente Napolitano all'europarlamento evidenziando il 'circolo vizioso tra politiche restrittive e arretramento delle economie'. Il capo dello Stato ha detto no a 'un'agitazione distruttiva contro euro e Ue' perché dalla costruzione europea 'nulla può farci tornare indietro'. Contestazione da parte della Lega con striscioni anti-euro. Fischi e buu dall'aula. Salvini commenta: 'Napolitano senza vergogna e in malafede', Borghezio spiega: 'Non contestiamo lui ma la sua adesione un po' cieca a questa Europa e ai poteri delle banche che rappresenta'. Schulz attacca: un abuso a scopo elettorale
Gli eurodeputati della Lega Nord hanno esposto manifesti e striscioni anti-euro interrompendo brevemente il discorso del presidente. "No euro" e "Euro kills", le scritte. Alla contestazione hanno partecipato, oltre al segretario Salvini, il capogruppo Lorenzo Fontana, Mario Borghezio e Mara Bizzotto. Quest'ultima indossa una maglietta con la scritta "Napolitano non è il mio presidente" che gli è stata affidata da un militante prima della partenza per Strasburgo. I commessi dell'Europarlamento sono intervenuti per sequestrare manifesti e striscioni.

giovedì 30 gennaio 2014

Non è "prioritario" il ricorso di Berlusconi a Strasburgo sulla legge Severino

STRASBURGO - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha rifiutato la domanda di Silvio Berlusconi di trattare "con procedura prioritaria" il suo ricorso contro la legge Severino. Lo ha reso noto la stessa Corte. Il leader di Forza Italia per gli effetti della norma, che prevede l'incandidabilità e il divieto di ricoprire cariche elettive o di governo per chi sia stato condannato in via definitiva a una pena superiore ai due anni, è decaduto da senatore.

martedì 7 gennaio 2014

Italia condannata dalla Ue: è un diritto dare a un bambino il solo cognome materno

STRASBURGO - I genitori devono avere il diritto di dare ai figli il solo cognome materno. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che oggi ha condannato l'Italia per aver violato i diritti di una coppia di coniugi avendogli negato la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre invece di quello del padre. Nella sentenza, che diverrà definitiva tra 3 mesi, i giudici indicano che l'Italia "deve adottare riforme" legislative o di altra natura per rimediare alla violazione riscontrata.

sabato 7 settembre 2013

Berlusconi ricorre alla Corte dei diritti dell’uomo a Strasburgo

ROMA -  I legali di Silvio Berlusconi hanno depositato il ricorso alla Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Nel mirino della difesa del leader del Pdl c'è la retroattività della legge Severino che violerebbe l'articolo 7 della Convenzione dei diritti dell'uomo. Il ricorso arriva a poche ore dalla convocazione della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato che si riunirà lunedì per discutere sulla decadenza di Berlusconi.

La legge Severino, si legge nel documento di 33 pagine consegnato alla Giunta delle elezioni del Senato, viola l'art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo perché l'applicazione in tema di incandidabilità e decadenza del ricorrente "è contraria al divieto di retroattività delle sanzioni penali".

sabato 6 ottobre 2012

Ucciso sospetto terrorista in un conflitto a fuoco con la polizia a Strasburgo


PARIGI, 6 OTT - Un uomo e' stato ucciso nel corso di un'operazione antiterrorismo a Strasburgo. L'uomo, secondo quanto si apprende da una fonte dell'antiterrorismo, e' stato colpito a morte durante l'operazione che avrebbe dovuto portare al suo arresto, nel quadro di un'operazione antiterrorismo.

Secondo i primi elementi dell'inchiesta, l'uomo ha sparato sui poliziotti che hanno reagito. L'operazione si e' svolta in diverse localita' in Francia, a Nizza e nella regione di Parigi.+

Un uomo è stato ucciso dalla polizia questa mattina a Strasburgo durante il suo arresto e un altro è stato arrestato nella regione di Parigi, nel contesto di un’operazione di lotta al terrorismo.
Secondo una fonte giudiziaria, la polizia indagava su un attentato avvenuto il 19 settembre in un negozio di alimentari kosher a Sarcelles, Val d'Oise. Un uomo era stato leggermente ferito e il fatto aveva provocato grande eccitazione nella comunità ebraica di questo comune d'Ile-de-France. L'attacco era avvenuto in un momento in cui il negozio era pieno, essendo ll'inizio del nuovo anno ebraico e Yom Kippur.
Alle 24:30, due persone vestite di nero e con un cappuccio, secondo un testimone sul posto, avevano gettato un "dispositivo a basso consumo esplosivo" fuggendo subito dopo.
A volte chiamato "Piccola Gerusalemme" Sarcelles, città di 60.000 abitanti a nord di Parigi, dispone di una grande comunità ebraica,  venuto dal Nord Africa nel 1960.
Una fonte della polizia ha detto che le due persone individuate (e una uccisa) oggi potrebbero appartenere a "circoli salafiti."
Durante l’operazione a Strasburgo, tre poliziotti sono stati leggermente feriti. Secondo l'indagine preliminare, quando la polizia è entrata in casa del sospetto, l'uomo, che era apparentemente solo, aveva esploso numerosi colpi di pistola; gli agenti avevano risposto e il sospetto terrorista era stato colpito a morte.
Un ufficiale dell '"anti-gang" di Strasburgo ha ricevuto in particolare un colpo alla testa e un altro nel cuore, ma le pallottole sono state fermate dal suo giubbotto antiproiettile e casco, ha aggiunto una fonte polizia.
L'operazione è stata condotta dalla Direzione centrale dei servizi segreti interni (DCRI) e dalla sub-direzione terrorismo (SDAT) della polizia giudiziaria, con il sostegno dei servizi locali.
Altri interventi sono stati contemporaneamente effettuati: uno, nella regione di Parigi ,ha portato all'arresto di un uomo armato e "pericoloso", secondo una fonte della polizia. Tuttavia, è stato bloccato prima che facesse uso della sua arma. Questa operazione era ancora in corso a metà mattina, in particolare sulla Costa Azzurra.

Al momento dell'attacco del 19 settembre, gli investigatori si erano rifiutato di parlare di qualsiasi collegamento con il clima di tensione del momento: pochi giorni prima, slogan antisemiti sono stati cantati durante una protesta islamista non autorizzato vicino l'ambasciata americana a Parigi per protestare contro il film "Innocenza del musulmano". E poi Charlie Hebdo aveva pubblicato vignette sul Profeta.
Il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia (CRIF), tuttavia, aveva temuto "che l'attacco fosse in collegamento con l'esplosione di violenza che ha seguito l'uscita del film contro l'Islam." L'ambasciatore israeliano in Francia Yossi Gal, aveva condannato un "attacco antisemita."
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martedì 28 agosto 2012

La Corte di Strasburgo boccia un articolo della legge 40 sulla fecondazione assistita


STRASBURGO - La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha bocciato un articolo della legge italiana 40 sulla fecondazione assistita. La sentenza riguarda il ricorso di una coppia italiana fertile ma portatrice sana di fibrosi cistica contro il divieto di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni. I sette magistrati hanno condannato lo Stato italiano a pagare 15mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali per la violazione del diritto al rispetto per la vita privata e familiare della coppia italiana.
La Corte ha rilevato l'"incoerenza del sistema legislativo italiano" che "da una parte priva i richiedenti dell'accesso alla diagnosi genetica pre impianto" e "d'altra parte li autorizza a una interruzione di gravidanza se il feto risulta afflitto da quella stessa patologia". La Corte ne conclude che "l'ingerenza nel diritto dei richiedenti al rispetto della loro vita privata e familiare è quindi sproporzionata"

venerdì 25 novembre 2011

Sostegno di Merkel e Sarkozy al governo Monti, ma il vertice trilaterale a Strasburgo "è stato un falimento" sul ruolo della Bce e sugli eurobond. Irritato l'Eliseo, Berlino inflessibile sul no

STRASBURGO - Mario Monti incassa il sostegno di Angela Merkel Nicolas Sarkozy e assicura Berlino e Parigi che l'Italia rispettera' gli impegni presi con l'Europa. Al termine del trilaterale con il cancelliere tedesco e il presidente francese, il premier premette che il nostro Paese dovra' affrontare uno sforzo non facile, "a causa dell'elevato stock di debito", ma ribadisce che l'Italia centrera' il pareggio di bilancio nel 2013 e presentera' un rilevante avanzo primario l'anno successivo". Da Merkel Sarkozy l'apertura di credito e' ampia: il presidente francese lo definisce "un amico", la Cancelliera tedesca parla di "un programma impressionante" di riforme strutturali. 
Monti apprezza, dice di aver molto gradito l'invito di Parigi e Berlino, eppure allo stesso tempo chiarisce che "non viene meno lo spirito comunitario" e non rinuncia a chiedere sanzioni per chi non rispetta il patto di stabilita', evocando il 2003 quando a infrangere le regole furono le stesse Francia e Germania. I tre leader riaffermano la convinzione che nel pieno della tempesta finanziaria che sta investendo i titoli di stato delle principali economie del continente e la stessa moneta unica, e' necessario fare di tutto per "sostenere e garantire la solidita' dell'euro" dice Sarkzoy.
Sugli Eurobond e sul ruolo della Bce, le posizioni restano distanti. La Merkel continua ad opporsi ad una modifica del ruolo della Banca Centrale Europea e definisce "non necessario" creare dei titoli di debito europeo. Il prossimo vertice, con ogni probabilita' sara' a Roma: ma oggi vale la premessa di Sarkozy, ovvero che "lo scopo della riunione non era quello di modificare i Trattati" ma di sostenere il governo Monti. Roma, Berlino e Parigi, conclude Merkel, "devono lavorare e lavoreranno a stretto contatto".
Ma al di là dei rapporti con 'Italia "Il vertice è stato un fallimento e Sarkozy è rientrato a Parigi particolarmente irritato" per come sono andate le cose, hanno sentenziato le fonti vicine all'Eliseo riprese da 'Le Monde'. 
Il principale pomo della discorsia era e resta il ruolo che la Bce deve svolgere davanti a una crisi dei debiti sovrani che giorno dopo giorno minaccia sempre più da vicino la sopravvivenza dell'euro. Parigi vorrebbe che Francoforte scendesse in campo come prestatore di ultima istanza acquistando massicciamente i titoli pubblici dei Paesi in difficoltà. Berlino non vuole neanche sentirne parlare. 
"La revisione del Trattato non toccherà la banca centrale", ha sottolineato a scanso di equivoci una Merkel dal volto tirato nel corso della conferenza stampa svoltasi al termine del vertice. "Rispettiamo l'indipendenza della Bce, bisogna astenersi da avanzare richieste e dare istruzioni: è una posizione elaborata insieme e adeguata alla situazione", aveva detto poco prima un Sarkozy assai poco sorridente per mascherare lo scontro con la collega tedesca. Nessun progresso è stato registrato anche sul fronte degli eurobond.
 

sabato 10 settembre 2011

Berusconi martedì a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione Ue Barroso. Salta l'incontro con i pm di Napoli sui soldi a Tarantino. Dice il procurstore: "Sarà fissato un nuovo incontro, non c'è problerma"

ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà martedì prossimo a Strasburgo per incontrare il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso. Lo ha confermato un portavoce dell'esecutivo europeo.
Al centro del colloquio, che si terrà nel pomeriggio nella sede del Parlamento europeo, Barroso e Berlusconi discuteranno della situazione nell'Eurozona, degli interventi per stabilizzare i mercati e, in questo quadro, dei contenuti della manovra italiana per il risanamento dei conti e le riforme strutturali. L'incontro con Barroso è stato fissato recentemente e si terrà a Strasburgo perché, come avviene di consueto in concomitanza con le sessioni plenarie dell'euroassemblea che si svolgono nella città alsaziana, anche martedì prossimo la Commissione europea sarà lì al gran completo per tenere la sua riunione settimanale nella sede del Parlamento Ue.
Al momento ''non c'é nessuna comunicazione ufficiale" in merito al fatto che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in virtù del suo impegno a Strasburgo, martedì prossimo, non possa venire ascoltato, come parte lesa, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Napoli che indaga sulla vicenda Tarantini - Lavitola. Ma, sottolinea il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, "se ci dovesse essere il legittimo impedimento, sarà fissato un nuovo incontro. Su questo non c'é alcun problema".