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mercoledì 10 giugno 2015

La UE respinge la nuova proposta di riforma presentata da ATENE

BRUXELLES, 10 giugno - L'Ue gela Atene e respinge la nuova proposta di riforma presentata dal governo: ora la palla torna in mano alla Grecia. La proposta presentata ieri alle istituzioni dal governo greco "non riflette i progressi fatti nell'incontro fra il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e il premier greco Aleis Tsipras", afferma il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas. "Il lavoro tecnico - aggiunge - va avanti per cercare di superare le difficoltà e trovare un accordo soddisfacente per tutti i 19 paesi della moneta unica. Ora la palla è nel campo del governo greco per la spinta finale, che sia coerente con i progressi fatti" nell'incontro.
  Intanto oggi non c'è stato alcun incontro tra Juncker e Tsipras.  Schinas non ha confermato nemmeno la partecipazione di Juncker all'eventuale incontro a tre tra Tsipras, Angela Merkel e Francoise Hollande. Tsipras incontrera' invece il presidente del Consiglio europeo Tusk. Un portavoce del governo tedesco sottolinea comunque che la Merkel incontrerà Tsipras se il primo ministro greco lo chiederà.
  Smentite anche le indiscrezioni secondo cui ci sarebbe una diversità di vedute tra la stessa Merkel e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, sulla linea da tenere nei confronti di Atene. Per Schaeuble è inappropriato parlare ora di un'estensione del programma di salvataggio.
Intanto oggi in Grecia i prezzi al consumo sono ancora in calo: l'indice ha segnato un -2,1% a maggio a livello tendenziale, invariato rispetto ad aprile. Secondo l'ufficio statistico ellenico si tratta del 27 esimo mese di deflazione per la Grecia, il picco e' stato raggiunto nel novembre 2013 quando l'indice dei prezzi al consumo ha segnato un -2,9% su base annua. 

martedì 24 febbraio 2015

Arrivato a BRUXELLES il piano greco. UE: buon punto di partenza

BRUXELLES, 24 febbraio - La lista di riforme chiesta dall'Eurogruppo al governo greco è arrivata "nella notte, ma in tempo". A comunicarlo è la portavoce della direzione generale degli affari economici e monetari della Commissione Ue. Il piano, composto da sei pagine, è stato anticipato lunedì dal quotidiano tedesco Bild, e prevederebbe 7 miliardi di risparmi da lotta a corruzione, contrabbando, evasione fiscale, riforma della burocrazia e patrimoniale sui ricchi.
Per l'Unione europea la lista di Atene "è sufficientemente completa per essere un valido punto di partenza per una positiva conclusione della revisione del programma, come chiesto dall'Eurogruppo" ed "è incoraggiata dal forte impegno a combattere evasione fiscale e corruzione". "Ulteriori specifiche - fanno sapere fonti europee - sono attese prima della fine di aprile".

Avanti solo con le privatizzazioni già avviate - La Grecia "si impegna a non ritirare le privatizzazioni già completate e a rispettare, in base alla legge, quelle per cui è stato lanciato il bando", ma "rivedrà quelle non ancora lanciate puntando a migliorare i benefici a lungo termine per il Governo", scrive il governo greco nella lista di riforme. 

Aumento del salario minimo dopo la consultazione Ue - Il governo greco farà "un 'phase in' di un nuovo approccio intelligente sulla contrattazione collettiva per bilanciare la flessibilità con l'equità. Questo include l'ambizione di aumentare il salario minimo" che però "sarà fatto in consultazione con le istituzioni europee", si legge nella liste di riforme.


Revisione Iva e lotta all'evasione - Rivedere l'Iva perché non abbia "impatto negativo sulla giustizia sociale" ed evitare "sconti ingiustificati". Rafforzare i concetti di "frode ed evasione", sostituire le esenzioni con misure sociali, "assicurare che tutte le aree della società, specialmente le benestanti, contribuiscano equamente" alla spesa, si legge ancora nel piano greco all'Ue.

giovedì 19 febbraio 2015

IMMIGRAZIONE, la Commissione Ue rafforza la sua assistenza all'Italia

BRUXELLES, 19 febbraio - "La Commissione Ue rafforza la sua assistenza all'Italia per l'immigrazione". L'operazione Triton sarà estesa almeno fino a fine 2015. Così il commissario Avramopoulos. L'esecutivo Ue "è pronto a reagire rapidamente a qualsiasi richiesta dell'Italia di aumentare le risorse per Triton". Stanziati 13,7 milioni dal fondo per l'Asilo.
"Il messaggio che inviamo oggi è molto semplice: l'Italia non è sola. L'Europa è al fianco dell'Italia", così il commissario Ue Dimitris Avramopoulos che ripete le due affermazioni in italiano. "Fino a quando ci sono guerre e crisi nel nostro vicinato, le persone continueranno a rischiare la loro vita in cerca di coste europee. Non c'è una soluzione semplice per questo problema complesso, ma è chiaro che non c'è una soluzione nazionale. C'è solo una soluzione europea", così il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermens in una nota.
"Abbiamo sentito l'appello dell'Italia e stiamo rispondendo in tutti i modi che possiamo", così il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans in una nota. "Siamo pronti a rispondere in modo costruttivo se l'Italia identifica la necessità di rafforzare le risorse per l'operazione Triton", aggiunge.
Al fine di aiutare gli Stati membri "a prepararsi ad una potenziale pressione migratoria forte e continuativa data l'attuale instabilità di alcuni Paesi vicini del Mediterraneo, la Commissione Ue rafforza la sua sorveglianza sull'attuazione delle raccomandazioni della Task force per il Mediterraneo e farà un punto della situazione sui progressi fatti al consiglio Affari interni di marzo. Lo annuncia il commissario Ue all'Immigrazione e affari interni Dimitris Avramopoulos.
"Mentre lavoriamo per affrontare la drammatica situazione in Libia, abbiamo deciso di rafforzare la nostra partnership con i Paesi terzi lungo le principali rotte migratorie, come parte della nostra cooperazione per il processo di Khartoum e Rabat. Questo dovrebbe contribuire a smantellare le reti criminali di trafficanti e dare la massima protezione ai bisognosi, a partire dalle aree di vicinato in crisi", così l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini.
Gentiloni, bene Ue, primo passo - E' "un primo passo in risposta alle sollecitazioni del Governo italiano: confidiamo che al Vertice dei Commissari del 4 marzo" sull'Agenda per la Migrazione, siano "definite ulteriori azioni" "per far fronte all'urgenza della sfida". Così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni commenta il rafforzamento dell'assistenza all'Italia deciso da Bruxelles. "L'Italia conferma la sua piena disponibilità - ha aggiunge il Ministro in una nota - ad apportare il proprio contributo e a mettere a fattore comune tutta la propria esperienza in campo migratorio per una risposta europea sempre più efficace". La decisione della Commissione Europea di estendere l'operazione congiunta di Frontex Triton ad almeno la fine del 2015 e di assegnare all'Italia un finanziamento di emergenza per 13,7 milioni di euro - ricorda la nota della Farnesina - è la risposta alla lettera del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale indirizzata all'Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Federica Mogherini, al Vice Presidente della Commissione Europea Frans Timmermans e agli altri sei commissari competenti per i temi migratori. Nella lettera il Ministro Gentiloni aveva richiamato la grave emergenza in atto con l'incremento del 59% degli sbarchi nei primi 45 giorni dell'anno rispetto al 2014. Per parte loro - si ricorda nel comunicato - i due vicepresidenti Mogherini e Timmermans hanno sottolineato nella risposta indirizzata al governo italiano come "sia indispensabile lavorare insieme per risolvere le situazioni di crisi nei Paesi della nostra regione, a cominciare dalla Libia". "Si tratta - scrivono Mogherini e Timmermans - non solo di un dovere morale, ma anche di un interesse strategico e di una priorità politica di tutta l'Unione Europea".

venerdì 16 gennaio 2015

DUE MARO', l'India "irritata" per la risoluzione UE

NEW DELHI, 16 gennaio - L'India ritiene che, date le circostanze in cui si trova attualmente il caso, "sarebbe stato consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato una risoluzione" sulla vicenda dei fucilieri italiani. Lo ha dichiarato il portavoce del governo indiano, Syed Akbarrudin. Giovedì l'Europarlamento ha approvato un documento ufficiale che chiede il rimpatrio dei militari.
Questo il testo della breve dichiarazione del portavoce governativo: "Il caso che riguarda i due fucilieri di Marina italiani che hanno ucciso due pescatori indiani, è all'esame della giustizia, ed è in discussione fra India e Italia".
"La Corte Suprema Indiana - si dice ancora - nella sua ordinanza del 14 gennaio 2015, ha concesso tre mesi di estensione della permanenza di Massimiliano Latorre in Italia per motivi di salute, mentre l'altro fuciliere, Salvatore Girone, risiede nell'ambasciata di Italia a New Delhi". "In queste circostanze - conclude il testo - sarebbe stato consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato una risoluzione". 
Ieri l'Europarlamento ha approvato, per acclamazione, una risoluzione che, per la prima volta con un documento ufficiale chiede il rimpatrio dei Fucilieri, un cambio di giurisdizione e un netto incoraggiamento all'Alto Rappresentante europeo Federica Mogherini a intraprendere tutte le misure necessarie al raggiungimento di una soluzione equa, rapida e soddisfacente.

venerdì 28 novembre 2014

PAGELLE Ue, l'Italia evita la bocciatura della legge di stabilità, rinviata a marzo. Drammatico aumento della disoccupazione

BRUXELLES - Arrivano le pagelle Ue sui Paesi dell'Unione. L'Italia evita la bocciatura della legge di stabilità 2015 presentata a Bruxelles ma l'anno prossimo, evidenzia la Commissione Ue, dovrà "adottare le misure necessarie per garantire che il bilancio sia conforme al Patto". A marzo Bruxelles procederà a un nuovo esame della situazione. Sotto la lente d'ingrandimento, in particolare, i conti del nostro Paese, di Francia e Belgio.
L'Italia è a "rischio di non conformità" con il Patto di stabilità. La Commissione Ue "valuterà la situazione a inizio marzo 2015" insieme a quella di Francia e Belgio dopo "l'approvazione delle leggi di bilancio e delle previste specifiche dei programmi di riforme strutturali" per cui i tre Paesi "si sono impegnati ai più alti livelli". L'Italia "ha fatto qualche progresso" sul fronte delle raccomandazioni Ue, ma "ne devono essere fatti di più". In particolare per far scendere il debito servono "politiche per aumentare la crescita, tenere la spesa primaria sotto stretto controllo aumentando l'efficacia della spesa pubblica, così come le previste privatizzazioni".

Disoccupazione a ottobre al 13,2%

Lo scorso ottobre l'Italia, tra i 18 Paesi dell'Eurozona, ha registrato ilmaggior incremento del tasso di disoccupazione, salito dal 12,3 di settembre al 13,2%, come 37 anni fa, un record. Lo ha reso noto oggi l’Istat. E’ in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,0 punti nei dodici mesi. Si tratta del massimo storico, il valore più alto sia dall'inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, ovvero dal 1977 (ben 37 anni fa). Il tasso di disoccupazione sorpassa così la soglia del 13%, a settembre infatti si era fermato al 12,9% (dato rivisto dall'Istat, rispetto al 12,6 precedentemente comunicato). Nel dettaglio, il tasso di disoccupazione maschile risulta pari al 12,4% (+0,3 punti percentuali su base mensile e +0,9 punti nei dodici mesi); quello femminile raggiunge invece il 14,3% (+0,3 punti rispetto al mese precedente e +1,1 punti su base annua). Il nuovo aumento della disoccupazione, che si aggiunge a quello di settembre, deriva, nell'ultimo mese, da un calo dell'occupazione a cui si associa una diminuzione dell'inattività, ovvero del tasso di persone 'fuori dal mercato del lavoro', che né hanno né cercano un impiego. Il riversamento degli inattivi nel mercato ha così contribuito ad un innalzamento della disoccupazione: questo perché chi è entrato non ha trovato ancora un 'posto'. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce infatti dello 0,2% rispetto al mese precedente (-32 mila) e del 2,5% rispetto a dodici mesi prima (-365 mila). Il tasso di inattività si ferma invece al 35,7%, in discesa di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,8 punti su base annua.

Novantamila disoccupati in più a ottobre, rispetto a settembre

Il numero di disoccupati ad ottobre risulta pari a 3 milioni 410 mila, in aumento del 2,7% rispetto al mese precedente, ovvero di 90 mila unità, e del 9,2% su base annua, con 286 mila persone in più in cerca di un lavoro. Lo rileva l'Istat nei dati provvisori.
Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni ad ottobre è pari al 43,3%, in aumento di 0,6 punti percentuali sul mese precedente e di 1,9 punti su base annua. Lo rileva l'Istat nelle stime provvisorie. I giovani under25 in cerca di lavoro raggiungono così quota 708 mila.
A ottobre si contano 55 mila occupati in meno, con un ribasso dello 0,2% su settembre, mentre restano sostanzialmente stabili su base annua. 
 Nella media dell'Eurozona e dell'Ue la disoccupazione a ottobre è rimasta invece sostanzialmente stabile all'11,5% e al 10%.

Intanto dopo il 'rimbalzo' di ottobre, a novembre torna a scendere l'inflazione nell'Eurozona dove si è attestata allo 0,3% rispetto allo 0,4% del mese precedente. Questa la prima stima resa nota oggi da Eurostat. Con l'eccezione di ottobre, è da gennaio che il tasso d'inflazione nell'Eurozona sta costantemente diminuendo.

lunedì 27 ottobre 2014

PADOAN spiega alla Ue come ridurremo il deficit di 0,3 punti

Il ministro Padoan
ROMA - L'Italia annuncia un pacchetto di misure per ridurre in modo strutturale di 0,3 punti il deficit nel 2015. Lo spiega il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, nelle lettera inviata al vice presidente della Commissione Ue Jyrki Katainen. La lettera conterrà anche altre misure, dopo le obiezioni di Bruxelles circa le "significative deviazioni" dalle regole Ue. Le misure valgono 4,5 miliardi.

Il ministro dell'Economia, nella lettera all'Ue, precisa i passaggi per raggiungere gli obiettivi di bilancio di medio termine: 3,3 miliardi presi dal fondo per la riduzione delle tasse; 0,5 miliardi dai fondi per i cofinanziamenti Ue; 0,73 miliardi da un'estensione del regime del reverse charge Iva.
"Il Pil dell'Italia - scrive Padoan è calato di oltre il 9% rispetto al livello del 2008: l'economia è ora al terzo anno di recessione ed ha un serio rischio di stagnazione e deflazione. Un quarto anno di recessione deve essere evitato in ogni modo". "La composizione del bilancio sosterrà il processo di riforme strutturali, che continuerà con ulteriori aggiustamenti nel mercato del lavoro e nella giustizia civile attesi all'inizio del prossimo anno".
Il governo italiano assicura l'Ue che il debito si trova su un "su percorso al ribasso" anche "grazie all'ambizioso piano di privatizzazioni pari a una media annua dello 0,7% del Pil", scrive Pier Carlo Padoan nella lettera di risposta all'Ue. "Alcuni ritardi, dovuti a condizioni avverse del mercato, saranno riassorbiti nei prossimi mesi". In questo modo, prosegue il ministro, il governo "punta a raggiungere pienamente gli effetti programmati sul debito entro il 2015".

mercoledì 8 ottobre 2014

MILANO, il presidente del parlamento europeo Schulz: il governo italiano fantastico


MILANO - "Il governo italiano è fantastico, sta facendo il massimo per mobilitare gli investimenti e io sostengo il governo italiano in questo". Lo ha detto il presidente del parlamento europeo Martin Schulz arrivando alla Conferenza di alto livello sull'occupazione in Europa. I  leader europei riuniti alla Conferenza di Milano devono "trovare una strategia per il rilancio dell'occupazione, velocemente". Schulz ha ribadito che "non può esserci alcun aggiustamento di bilancio se non si sostiene la crescita", e che per sostenere la crescita occorre "un piano di investimenti pubblici e privati". "Spero che siano usati i 6 miliardi disponibili per il fondo dell'occupazione giovanile".

mercoledì 1 ottobre 2014

Il MINISTRO delle finanze francese: “Non chiederemo ulteriori sacrifici, il governo rifiuta l’austerità”

PARIGI - "Non chiederemo ulteriori sforzi ai francesi. Perché il governo adotta la serietà di bilancio per rilanciare il Paese, ma rifiuta l'austerità". Così il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, che conferma il ritocco al rialzo delle stime del deficit, al 4,4% del Pil per il 2014 e 4,3% per il 2015, con il passaggio sotto il 3% solo a fine 2017.

La Francia, gravata da un debito che ha superato ieri la soglia dei 2.000 miliardi di euro, continuerà nel 2015 il programma di taglio della spesa pubblica, con 7,7 miliardi di risparmi sui costi dello Stato e dei suoi operatori. E' quanto prevede la legge di bilancio per il prossimo anno, presentata stamane dal ministro delle Finanze Michel Sapin. La spesa pubblica transalpina calerà così dal 56,5% del Pil nel 2014 al 56,1% nel 2015, per poi continuare a scendere (55,5% nel 2016 e 54,5% nel 2017). Tuttavia, il pareggio di bilancio arriverà solo nel 2019, e non nel 2017 come previsto dall'ultima manovra finanziaria.
Parigi  "si è assunta le proprie responsabilità" in materia di conti pubblici, ora l'Unione europea "deve a sua volta assumersi le sue, in tutte le sue componenti" di fronte alla scarsa crescita e al rischio deflazione, ha affermato il ministro delle Finanze Michel Sapin. Il messaggio, ha precisato, è diretto in particolare "ai Paesi in surplus", riferimento implicito alla Germania. La Bce invece, secondo Sapin, ha fatto la sua parte.

L’ITALIA dovrà restituire alla UE 235mila euro di fondi per i giovani mal spesi

BRUXELLES -  L'Italia dovrà restituire a Bruxelles circa 235 mila euro di fondi destinati a programmi per i giovani perché non sono stati utilizzati in maniera coerente con le norme comunitarie. Lo ha stabilito oggi il Tribunale dell'Unione europea che ha respinto il ricorso presentato dall'Italia contro la decisione della Commissione. I fondi fanno parte del programma Ue per il periodo fra il 2000 e il 2006 e in particolare il Servizio volontario europeo che prevede il sostegno alla la partecipazione dei giovani a diverse forme di attività di volontariato, tanto all' interno che all'esterno dell'Unione europea. Le somme da rimborsare riguardano due casi diversi. Per il 2007, le attività di formazione hanno beneficiato di un sostegno finanziario comunitario pari al 100% dei costi effettivi fino ad un massimo di 800 euro per partecipante.

Secondo la convenzione stabilita dall'Agenzia italiana Ang e la COmmissione, l'importo massimo del finanziamento per tutte le sue iniziative ammonta a 6,441 milioni, di cui 2,248 per il volontariato. Ma nel 2012, per attività di formazione del 2008, l'agenzia aveva contabilizzato 136.636,24 euro, per la formazione di soli 94 studenti, mentre il massimo consentito era di 84.600 euro. Ecco perché la differenza di 52.036 euro non e' stata ritenuta "ammissibile al finanziamento". A questa cifra, si aggiungono 183.730 euro "indebitamente utilizzate da beneficiari finali e non recuperate" per il periodo fra il 2000 e il 2004.

venerdì 15 agosto 2014

Ok della UE alle armi ai curdi iracheni contro l’Isis


BRUXELLES- Il consiglio dei ministri degli esteri dell'Ue accoglie "con favore" la decisione di alcuni stati membri di consegnare armi ai curdi iracheni, che combattono l'Isis. Lo si legge nelle conclusioni sull'Iraq della riunione di Bruxelles.

mercoledì 16 luglio 2014

Il Pse a Strasburgo: vogliamo la presidenza del consiglio Ue a una danese e la Mogherini agli Esteri

Federica Nogherini
STRASBURGO -Accordo al Pse per chiedere sia la presidenza del Consiglio Ue, per la quale candidano la danese Helle Thorning Schmidt, sia 'Lady Pesc', con la candidata Federica Mogherini. Lo ha detto il capogruppo S&D Gianni Pittella, spiegando che al Ppe andrebbe la presidenza dell'Eurogruppo e la presidenza della Commissione. "Abbiamo confermato che la famiglia socialista chiederà l'alto rappresentante e la presidenza del consiglio, questo rientra in un equilibrio politico che vede attribuita la presidenza della Commissione Ue e quella dell'Eurogruppo alla famiglia popolare, le due famiglie si equivalgono, quasi, al Parlamento europeo e quindi è più che legittima la candidatura doppia", ha detto Pittella indicando i nomi della Mogerini e della danese. Per Pittella è poi superabile il problema della danese che non appartiene all'euro: "Ha esperienza e competenza, il problema si risolverà".
Intanto la cancelliera tedesca Angela Merkel al suo arrivo al vertice a Bruxelles fa sapere che "può benissimo essere che stasera ci sia solo una prima discussione e che non vengano prese decisioni" sulle nomine Ue, sottolineando di essere "a favore" per affrontare "in modo globale" la questione.  "Io sono a favore del fatto che, se si prendono decisioni, siano affrontate le questioni aperte in modo globale", ha detto Merkel, "e io non credo che ci riusciremo già oggi". Sulla stessa linea il premier spagnolo Mariano Rajoy. "Non sono sicuro che questa sera si prenderà una decisione su questo tema", in quanto "e' molto difficile mettere tutti d'accordo essendo in 28".  "Oggi non si parlerà di Eurogruppo", ha aggiunto rispondendo a chi gli chiedeva se la Spagna ne otterrà la presidenza, sottolineando che "la nomina più urgente è l'Alto rappresentante" in quanto anche il vicepresidente della Commissione che scade a fine ottobre, mentre il presidente del Consiglio europeo a fine novembre. 

"Non c'è stato alcun problema, alcun veto sull'Italia". Lo ha detto Angelino Alfano lasciando il vertice del Ppe a chi gli chiedeva informazioni sul dibattito riguardo alla candidatura di Federica Mogherini alla guida della politica estera europea.

mercoledì 2 luglio 2014

Renzi all’europarlamento di Strasbugo: L'Europa sia un’espressione dell’anima

Renzi a Strasburgo
STRASBURGO - Si è aperta a Strasburgo la nuova legislatura del Parlamento europeo ed è iniziato anche il semestre italiano di presidenza dell'UeMatteo Renzi è all'europarlamento per tenere il suo discorso programmatico, incentrato sulla necessità di sostenere la crescita e non puntare solo sul rigore. Per la prima volta il premier italiano Matteo Renzi avrebbe dovuto leggere un discorso scritto, cambiando rispetto all'abitudine di andare 'a braccio' o aiutandosi solo con appunti scritti su foglietti. Ed invece anche davanti ai parlamentari europei, nel discorso inaugurale del semestre italiano, ha preferito parlare 'a braccio' dopo aver consegnato il discorso ufficiale con gli obiettivi del semestre di presidenza italiana della Ue.
"Non ci sarà spazio per l'Europa se accetteremo di restare solo un puntino su Google map". Così il premier Matteo Renzi , che ha esortato la Ue a riprendere il ruolo di "avanguardia" sull'innovazione, il cambiamento climatico, il capitale umano. "Un'Europa senza il Regno Unito non sarebbe meno ricca ma sarebbe meno Europa, meno se stessa", ha aggiunto Renzi. "Non vedo l'ora di lavorare con Matteo Renzi per portare a termine le riforme in Europa, mentre l'Italia inizia i sei mesi di presidenza dell'Ue". Così il premier britannico David Cameron in un tweet aveva aperto a Matteo Renzi, pochi minuti prima del discorso del premier italiano a Strasburgo, che ha subito risposto nei termini appena riferiti.
 Occorre poi di puntare sulla crescita. Parlando della situazione economica e del dibattito interno all'Ue, il premier ha spiegato: "Noi non chiediamo di cambiare le regole, le rispettiamo ma serve anche la crescita" "Senza crescita, l'Europa non ha futuro", ha poi ribadito. L'invito per "questo semestre non è solo ragionare di questione economiche, su cui comunque ci faremo sentire con la nostra forza, quella di un grande Paese fondatore che contribuisce al bilancio più di quanto incassa". "Se continuiamo a richiuderci nelle nostre frontiere non andremo da nessuna parte. Il protagonismo dell'Europa non è solo nelle esigenze economiche, negli investimenti delle nostre azienda ma anche nella dimensione umana: voi rappresentate un faro di civiltà, la civilizzazione della globalizzazione". "L'Italia non chiede scorciatoie, ma si offre per fare la propria parte". L'Italia sa che deve "fare le sue riforme, cambiare la burocrazia, il sistema fiscale, le istituzioni. In questo momento il Senato sta votando la riforma costituzionale che cambia le regole del gioco. Sappiamo che prima di tutto dobbiamo chiedere a noi la forza di cambiare per essere credibili".  Il nostro è il "partito che ha preso più voti: li abbiamo presi non dicendo che era responsabilità dell'Ue ma che i problemi nascono dall'Italia. Abbiamo usato il linguaggio della responsabilità". 

"Stiamo cercando di far fronte" alle stragi nel Mar Mediterraneo "con operazioni italiane" ma "con la condivisione degli altri Paesi e della Commissione riusciremo a far fronte in modo più deciso per il futuro" ai flussi migratori "con Frontex plus". Per il futuro serve l'impegno a far sì che "l'Europa non sia solo un'espressione geografica ma un'espressione dell'anima". Così il premier Matteo Renzi ha conluso il suo intervento davanti al Parlamento europeo a Strasburgo.

sabato 28 giugno 2014

La stampa inglese: Gran Bretagna più vicina all'uscita dall'Europa

Il premier inglese Cameron
LONDRA - All'indomani della nomina di Jean-Claude Juncker a presidente della commissione Ue, contro il quale il premier britannico David Cameron si è opposto fino all'ultimo, la stampa inglese è unanime: la Gran Bretagna e' più vicina all'uscita dall'Ue ed alcuni quotidiani attaccano il premier per la sua conduzione della trattativa. 'Un passo avanti verso l'uscita dall'Europa', è il titolo dell'euroscettico Daily Mail che poi definisce Cameron 'il Rooney d'Europa' riferendosi all'attaccante della Nazionale (e del Manchester), Wayne Rooney, eliminata al primo turno dei Mondiali di calcio in corso in Brasile. Stessa considerazione da parte del Times: 'La Gran Bretagna vicino all'uscita dalla Ue' titola il giornale di Rupert Murdoch. Il Paese - prosegue - si trova in uno "splendido isolamento". 'Una sconfitta, un disastro' è il titolo dell'Independent, mentre il Guardian pure punta a un "Regno Unito vicino all'uscita da Ue" e il Sun si rivolge a Cameron titolando 'Cam, siamo in guerra con l'Europa'. Infine, il Financial Times, nel suo editoriale, sostiene che si tratta di un "cambiamento storico di potere all'interno della Ue" e di "un momento pericoloso per le relazioni del Regno Unito con l'Europa".
"Persa una battaglia, ma non la guerra". Non si rassegna il premier britannico David Cameron, che ha scelto di andare a sbattere contro il muro dei 28 nella sua lotta contro l'ex premier lussemburghese Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione Ue. In sola compagnia del premier più 'reietto' d'Europa, l'ungherese Orban, avverte gli altri leader con toni da Savonarola: "lo rimpiangerete per tutta la vita". Obiettivo - che agli occhi di colleghi e diplomatici sembra piuttosto 'mission impossible' - riconquistare l'opinione pubblica inglese e allo stesso tempo acquisire un maggiore peso negoziale a Bruxelles per rimpatriare poteri dall'Ue. Con una possibile conseguenza all'orizzonte: aprire la strada a un'Ue a due velocità, opzione che negli ultimi anni sembrava abbandonata. "Oggi è una brutta giornata per l'Europa", esordisce Cameron davanti alla stampa dopo l'annunciata ma non meno cocente sconfitta che ha voluto far mettere nero su bianco con una votazione a maggioranza qualificata - una prima assoluta nella storia delle nomine europee - finita per 26 a 2. Tutti lo hanno abbandonato, anche gli alleati di sempre come Olanda e Svezia. E persino la Germania, dove la Cancelliera aveva avvertito: "Votare? Non è un dramma". "E' un grande passo indietro" la modalità degli 'spitzenkandidat' per la nomina del presidente della Commissione Ue, ha avvertito Cameron. "Non sono d'accordo col fatto che sia il Parlamento europeo a scegliere il presidente - ha continuato - Non credo che questa scelta sia nell'interesse britannico". E anche se in patria sono immediatamente fioccate le critiche degli oppositori politici, da Ed Miliband a Nigel Farage, Cameron non fa marcia indietro: "Mi sono battuto. Sono convinto di quello che ho fatto e lo rifarei ancora dall'inizio". E infatti c'è subito un primo effetto concreto dello scontro con i colleghi: "il concetto di una Unione più stretta - si legge nelle conclusioni del vertice Ue - prevede la possibilità di percorsi diversi di integrazione a seconda dei Paesi". Ovvero, il ritorno dell'idea di un'Europa a più velocità.

giovedì 5 giugno 2014

Carceri sovraffollate: l’Ue promuove l’Italia “al primo esame”



STRASBURGO - L’Italia promossa al primo esame del comitato dei ministri del Consiglio d’Europa sulla risoluzione del problema del sovraffollamento carcerario. Nella decisione adottata oggi il comitato dei ministri UE ha riconosciuto i “significativi risultati” già ottenuti dall’Italia. Nella decisione del comitato dei ministri sulla esecuzione della sentenza Torreggiani, con cui la Corte Europea dei diritti umani aveva condannato un anno fa l’Italia, si legge che il comitato riprenderà in esame la questione “al più tardi nella sua riunione del giugno 2015” quando farà un esame approfondito sui progressi fatti. L’organismo di Strasburgo “riconosce l’impegno che le autorità italiane hanno messo nel risolvere la questione del sovraffollamento carcerario e i risultati significativi già ottenuti attraverso l’introduzione di varie misure strutturali”. Il comitato “prende inoltre nota che l’Italia ha introdotto, entro i limiti di tempo imposti dalla sentenza Torreggiani, un rimedio preventivo”.

lunedì 2 giugno 2014

Italia quasi bocciata dalle Ue: serve nel 2014 una manovra aggiuntiva. "Eccessivo ottimismo"

BRUXELLES - Per la Commissione Ue l'Italia dovrà fare "sforzi aggiuntivi" anche nel 2014.  Nelle raccomandazioni della Commissione Ue all'Italia si legge, infatti,  che "in base alla valutazione del programma e delle previsioni della Commissione, il Consiglio è dell'opinione che servono sforzi aggiuntivi, anche nel 2014, per rispettare i requisiti del Patto di stabilità". È stata evitata all'ultimo minuto la bocciatura della richiesta italiana di far slittare di un anno il pareggio di bilancio. La frase è stata infatti cancellata dal testo delle raccomandazioni rese note dalla Commissione Europea su iniziativa del commissario italiano Antonio Tajani.

"Serve più intensità su riforme e finanziare taglio cuneo anche in 2015"
"Aumentare l'intensità delle riforme per sostenere la crescita e l'occupazione", chiede il commissario agli Affari economici Olli Rehn il quale ha riconosciuto che l'Italia è già "impegnata in un programma di riforme considerevole". Ma ha anche ricordato l'alto livello del debito pubblico del Paese. La richiesta è anche di "spostare ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi e ai beni immobili e all'ambiente nel rispetto degli obiettivi di bilancio e a questo scopo valutare l'efficacia delle recente riduzione del cuneo assicurandone il finanziamento nel 2015".


"Rafforzare misure di bilancio" e "gestire meglio fondi Ue"
Per l'Ue, "il raggiungimento degli obiettivi di bilancio non è totalmente suffragato da misure sufficientemente dettagliate soprattutto dal 2015". L'Italia dovrà dunque "rafforzare le misure di bilancio per il 2014" visto lo "scarto" nel rispetto della "regola di riduzione del debito" e "nel 2015 deve operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio" per poter "assicurare che il debito sia su un percorso discesa sufficiente". Tra le raccomandazioni, c'è anche quella di "garantire una migliore gestione dei fondi Ue con un'azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale specialmente nelle Regioni del Mezzogiorno".

"Uno scenario ottimistico"

La Commissione Ue ha anche definito "lo scenario macroeconomico su cui si fonda il Programma nazionale di riforme (dell'Italia, ndr) è leggermente ottimistico", e "nel 2014 è prevista una deviazione dal pareggio che se si ripetesse l'anno successivo potrebbe essere valutata come significativa".

venerdì 21 marzo 2014

Le Ue "accoglie" l'Ucraina

BRUXELLES - I leader Ue hanno firmato con il premier ucraino Arseni Iatseniuk la parte politica dell'Accordo di associazione con l'Ucraina. Lo ha annunciato il presidente Ue Herman Van Rompuy su Twitter, dicendo che questo "simbolizza l'importanza delle relazioni e la volontà di proseguire oltre"

martedì 18 marzo 2014

"L'Ue non riconosce e non riconoscerà l'annessione della Crimea"

Putin con i nuovi dirigenti della Crimea annessa alla Russia
BRUXELLES - "L'Ue non riconosce e non riconoscerà l'annessione della Crimea e Sebastopoli alla Federazione russa", così i presidenti di Commissione e Consiglio Josè Manuel Barroso e Herman Van Rompuy in una dichiarazione congiunta.
Quello che sta facendo Mosca e le decisioni del presidente russo Vladimir Putin "sono una minaccia alla pace". Lo ha detto il portavoce della Casa Biamca, Jay Carney.
Il premier ad interim ucraino, Arseni Iatseniuk, ha definito l'annessione della Crimea da parte della Russia "una rapina su scala internazionale". Lo riferiscono alcuni media americani.
Putin naturalmente non se ne da per intese ed ecco che ilpresidente russo ha firmato al Cremlino con i dirigenti della Crimea e di Sebastopoli l'accordo per il loro ingresso come nuovi soggetti nella Federazione Russa. Accordo che deve essere ratificato dal parlamento, contestualmente ad una nuova legge. Il documento e' stato firmato, oltre che da Putin, dal premier e dal presidente del parlamento crimeano, Serghiei Aksionov e Vladimir Kostantinov, e dal sindaco di Sebastopoli, Alexiei Cialyi. Dopo la firma e' stato intonato l'inno russo.

lunedì 17 marzo 2014

Crimea, Ue, sanzioni contro 13 russi e 8 ucraini (politici e militari)

Soldato russi per le vie di Sebastopoli
BRUXELLES - L'Unione europea ha adottato sanzioni (divieto di viaggiare e congelamento dei beni) contro 13 russi e 8 cittadini della Crimea per la questione dell'indipendenza dall'Ucraina. Le persone inserite nella lista delle "misure restrittive" sono "alcuni politici e alcuni militari". Gli individui ancora senza nome colpiti dalle sanzioni hanno giocato un ruolo chiave nel referendum, che Kiev, Usa e Ue ritengono illegale. L'UE ha annunciato la decisione dopo una riunione dei ministri degli Esteri a Bruxelles. Il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevic su Twitter afferma che potranno essere prese ulteriori misure nei prossimi giorni.
Fonti diplomatiche della Ue sottolineano poi che saranno i leader europei a prendere la decisione sull'eventuale annullamento del vertice G8 in programma a Sochi a giugno.
 L'ultimo presidente sovietico e premio Nobel per la Pace, Mikhail Gorbaciov, difende il risultato del referendum in Crimea e si schiera contro le sanzioni occidentali. Con il voto, afferma, "il popolo ha deciso di correggere un errore del passato". "La possibile annessione della Crimea nella Federazione Russa - sottolinea - non può essere motivo di sanzioni".

giovedì 13 marzo 2014

Rensi riispetto per i vincoli Ue, ma basta con i vincoli

ROMA - ''A nome del Governo italiano voglio dire che il Governo italiano rispetta tutti gli impegni che ha con l'Europa''. Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando alla camera ad un convegno sui valori dell'Europa.''L'Italia vuole tenere i conti in ordine non perché ce lo chiede la Ue ma perché ce lo chiedono i nostri figli''.
''Dobbiamo fare in modo che l'Europa sia l'Europa dei popoli e dei cittadini e non solo dei vincoli''. ''Bisogna uscire da un'idea bisestile della politica Ue, dove ogni 4-5 anni si affida il nostro voto e poi per il resto del tempo dell'Europa se ne occupano i tecnici'', ha aggiunto il premier.
"I sondaggi dimostrano che non è solo una crisi dell'Europa ma della rappresentanza, delle istituzioni politiche, dei partiti e dei Parlamenti. E' mancato da parte nostra far sentire ai cittadini di sentirsi parte di un destino comune. Dobbiamo rivolgerci al passato come granitico punto di riferimento ma non dobbiamo avere paura di scrivere una pagina significativa e dire che il futuro che ci riguarda lo vogliano costruire e non subire". E Renzi conclude citando il segretario generale Dag Hammarskjold "Al passato grazie, al futuro sì".

Sì di Breuxelles alle riforme

Bruxelles "accoglie con favore le riforme" annunciate ieri dall'Italia, "le valuterà non appena avrà i dettagli legislativi", ma ricorda "l'importanza di rispettare le regole del patto di stabilità, cioè il pareggio in termini strutturali ed essere in regola con la regola del debito": lo ha detto il portavoce di Olli Rehn. Le misure annunciate sul lavoro sono "appropriate vista l'elevata disoccupazione dei giovani": lo ha detto il portavoce del Commissario Ue all'economia, Olli Rehn, rispondendo a una domanda sull'Italia. Finora l'Italia "non ha fatto tangibili progressi rispetto alla raccomandazione della Commissione Ue" di far scendere il deficit, rimasto al 3% nel 2013 contro il 2,6% raccomandato dall'Europa. Lo scrive la Bce, chiedendo che Roma faccia "i passi necessari" per rientrare nel deficit e assicuri che il debito sia messo "in traiettoria discendente". L'Eurotower, come si legge nel bollettino mensile, ha rivisto lievemente in meglio le stime di crescita dell'Eurozona, portandole a 1,2% per il 2014, a 1,5% per il 2015 e 1,8% per l'anno successivo. Le stime di tre mesi fa indicavano un Pil in crescita all'1,1% quest'anno e all'1,5% il prossimo.

mercoledì 5 marzo 2014

Debito troppo alto: la Ue bacchetta l'Italia



BRUXELLES - "L'Italia ha fatto progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo di medio termine" dei conti pubblici, ma nonostante questo "l'aggiustamento strutturale per il 2014 appare insufficiente", soprattutto alla luce della "necessità di ridurre il debito ad un passo adeguato". E' quanto scrive la Commissione Ue.
L'Italia ha "squilibri macroeconomici eccessivi" che richiedono uno "speciale monitoraggio" da parte dell'Ue che farà rapporto all'Eurogruppo sulle riforme italiane e a giugno "deciderà ulteriori passi": scrive sempre la Commissione Ue. Tra gli squilibri: debito alto, scarsa competitività, aggiustamento strutturale insufficiente.
Nella sua analisi approfondita degli squilibri macroeconomici effettuata su 17 Paesi, la Commissione Ue mette l'Italia assieme a Croazia e Slovenia nel gruppo di Paesi dove gli squilibri sono considerati "eccessivi". Tutti gli altri sono nel gruppo dove gli squilibri ci sono, ma non sono considerati gravi. "L'Italia deve affrontare il livello molto alto del debito e la debole competitività esterna, entrambi radicati nella protratta lenta crescita della produttività e richiedono politiche urgenti", scrive la Commissione secondo cui "la necessità di azione decisiva per ridurre il rischio di effetti avversi sul funzionamento dell'economia italiana e della zona euro è particolarmente importante data la dimensione dell'economia italiana". In particolare, prosegue l'analisi, "il debito elevato mette un grande peso sull'economia, in particolare nel contesto di cronica crescita debole e inflazione sommessa".
Resta inoltre "una sfida raggiungere e mantenere un avanzo primario molto alto - sopra la media storica - e una robusta crescita del pil per un periodo prolungato, entrambi però necessari a mettere il debito su un percorso discendente". "Nel 2013 - conclude la Commissione - l'Italia ha fatto progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo di medio termine (MTO), ma ciononostante l'aggiustamento strutturale per il 2014 appare insufficiente vista la necessità di ridurre il debito ad un passo adeguato". Dati tali squilibri, "la Commissione compirà un monitoraggio specifico delle politiche raccomandate all'Italia dal Consiglio nell'ambito del Semestre europeo (l'esercizio di controllo dei bilanci nato dal rafforzamento della governance della zona euro, ndr), e farà regolari rapporti all'Eurogruppo e al Consiglio.
Rehn a Italia, urgenti riforme crescita-occupazione - "Invitiamo il nuovo Governo ad affrontare gli squilibri che richiedono urgenti politiche e a fare le riforme per rafforzare crescita e occupazione": lo ha detto il commissario agli affari economici Olli Rehn parlando degli squilibri macroeconomici dell'Italia.