mercoledì 18 aprile 2012

Il governo di Panama irritatissimo: nessuna tangente a Lavitola. "Roma ha l'obbligo di smentire"

Panama, 18 apr. - Il governo di Panama smentisce i versamenti illeciti di denaro a Valter Lavitola, che secondo i giudici di Napoli era uomo di fiducia di Silvio Berlusconi e collettore di mazzette, e ha accusato le autorita' italiane di voler "incastrare" funzionari in una trama di "tangenti inesistenti". Un lungo comunicato stampa, di circa undici punti, cerca di fare chiarezza sul coinvolgimento nell'inchiesta del presidente panamense, Riccardo Martinelli, ipotizzato dalla procura italiana in base alle dichiarazioni dell'imprenditore Mauro Velocci e che ha al centro l'ex direttore dell'Avanti, rientrato lunedi' dalla latitanza e adesso in carcere. Panama, tra l'altro, "richiama l'attenzione sul fatto che, pur essendo l'obiettivo dell'inchiesta le relazioni di Silvio Berlusconi e il signor Valter Lavitola, si indaghi con piu' attenzione sui legami tra lo stesso Lavitola e le autorita' panamensi". Nel comunicato di Panama, letto dal segretario alla Comunicazione Eduardo Camacho nel corso di una conferenza stampa, si esprime il "fastidio" per il "silenzio" delle "autorita' giudiziarie e dello stesso governo italiano" di fronte a storie che non hanno alcun "fondamento". In ogni caso, prosegue la nota, Roma ha l'obbligo di "smentire" il pagamento di tangenti per "carceri che non sono mai state costruite".
  Panama avviera' "nei prossimi giorni altre azioni diplomatiche", ma nella nota non si specifica quali, mentre l'irritazione sara' espressa anche nel corso della visita, "programmata da tempo", che il vice cancelliere panamense Francisco Alvarez, compira' a maggio in Italia. Ieri lo stesso Martinelli aveva replicato su Twitter alle accuse: "Lavitola non ha ricevuto un centesimo", ha scritto, e nelle stesse ore si era fatto vivo il ministro Jose' Fabrega, negando che l'ex direttore dell'Avanti "abbia partecipato a contratti a Panama.
  Il procuratore generale dell'isola, dal canto suo, ha avviato un'inchiesta sulle presunte tangenti ma ha precisato che dall'Italia non e' arrivata alcuna richiesta di informazioni.

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