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domenica 30 settembre 2012

Fini e Casini si rialleano nel nome di Monti


AREZZO - Fini e Casini di nuovo alleati. Ad Arezzo il presidente della Camera e leader di Fli parlando durante l'assemblea dei Mille ha detto che è arrivato il momento di impegnarsi per dar vita a «una sorta di una grande lista per l'Italia, una lista civica nazionale, un rassemblement che chiama a raccolta le energie sane, senza personalismi». Il leader dell'Udc ha dichiarato la sua adesione. Fini ha subito ribadito l'endorsement a un Monti bis perché il «governo dei professori non può essere una parentesi». E «se, come è mio auspicio, si forma una lista civica nazionale e chiaramente è candidato alla guida del governo il senatore Monti, se questa lista vince poi le elezioni, il presidente Monti a Palazzo Chigi ci rimane». Se creiamo un contenitore che «sta tra il Pdl e il Pd», alternativo al «grillismo», «io aderisco a questa lista». Così il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha aperto alla lista per l'Italia, lanciata da Fini.

martedì 10 luglio 2012

Monti: escludo di candidarmi al governo dopo le prossime elezioni



BRUXELLES - "Escludo di considerare una esperienza di governo, per quanto mi riguarda, che vada oltre la scadenza delle prossime elezioni. Naturalmente sono, e resterò anche dopo di allora, membro del Parlamento in quanto senatore a vita". Lo ha detto il premier Mario Monti rispondendo ad una domanda al termine dell'Ecofin. Se nel novembre scorso ciò che questo governo doveva fare aveva un peso rilevante sull'andamento dello spread o sulla volontà di fare investimenti industriali in Italia, man mano che ci si avvicina al 2013 diventa predominante il giudizio che i mercati danno a ciò che sarà la capacità di governance dell'Italia. E' questo, in sintesi, il ragionamento di Monti sull'andamento negativo dello spread. "Questo - ha detto - viene determinato anche da quelle riforme che, finita questa breve esperienza (di governo, ndr), hanno un peso maggiore rispetto a novembre quando gli occhi dei mercati erano tutti su ciò che avrebbe potuto fare questo governo. Quando saremo a gennaio - ha concluso Monti - sarà quasi irrilevante cosa potrà fare il governo diventando di peso predominante l'altro aspetto".
Monti continua a ritenere che l'Italia non avrà bisogno di fare ricorso allo scudo anti-spread ma ritiene che sarebbe "ardito" escluderlo di sicuro per il futuro. "Sarebbe ardito dire l'Italia non avrà mai bisogno di questo o di quel fondo. Il principio della prudenza induce a non dirlo", ha aggiunto. L'Italia potrebbe avere bisogno di "un sostegno temporaneo con acquisti su mercato secondario e primario di titoli" per "contenere "le fluttuazioni degli spread" e non un aiuto per sanare "gli squilibri" e pagare gli stipendi degli impiegati pubblici "come in Grecia. "Confido ancora che l'Italia - ha aggiunto Monti - essendosi messa sulla dura strada dei conti in ordine non si appresti ad avere bisogno di interventi del primo tipo, ma potrebbe avere bisogno di interventi del secondo tipo"