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domenica 17 maggio 2015

FITTO è uscito da Forza Italia

Fitto a "In mezz'ora"
ROMA , 17 giugno - Strappo finale dell'europarlamentare Raffaele Fitto che lascia Forza Italia. I rapporti con Silvio Berlusconi da tempo erano ai minimi termini, soprattutto dopo la scelta del Cav del Patto del Nazareno con Matteo Renzi. La lacerazione finale era arrivata con il sostegno a due diversi candidati alle regionali in Puglia. Negli ulti giorni tra i due impegnati entrambi nella campagna elettorale nella regione erano volati gli stracci e Fitto era arrivato a consigliare al Cav di ritirarsi dalla scena.
"Per quanto mi riguarda - ha detto Fitto - Fi è un capitolo chiuso e soprattutto dopo le ultime performance pugliesi non ci sono più le condizioni per restare"."Ho scritto una lettera al capogruppo del Ppe - sottolinea a 'In Mezz'Ora - per spiegare che esco e ho mandato una richiesta di adesione al capogruppo dei conservatori europei". "La lettera l'ho scritta questa mattina: è una decisione che stavo maturando da tempo".

giovedì 2 aprile 2015

BERLUSCONI-SALVINI, accordo chiuso per Veneto e Liguria


ROMA, 2 aprile - Silvio Berlusconi e Matteo Salvini hanno chiuso l'accordo sulle Regionali. Alla fine il cavaliere e il leader del carroccio hanno trovato l'intesa, nonostante i mal di pancia all'interno di entrambi i partiti. E il "sacrificio" chiesto alla Lega in Liguria, dove il candidato del carroccio lascerà il posto a Giovanni Toti. Ma l'obiettivo è vincere e "se gli alleati ci chiedono di fare un passo indietro per vincere lo facciamo", ha detto senza giri di parole Salvini che punta a "raddoppiare" i voti presi lo scorso anno. Dunque Forza Italia, recita un comunicato degli azzurri, "sosterrà il presidente uscente Luca Zaia in Veneto e la Lega Toti in Liguria". Niente liste per il carroccio in Campania. L'intesa per correre insieme alle prossime elezioni regionali era praticamente chiusa da giorni. 

martedì 31 marzo 2015

BONDI E REPETTI lasciano Forza Italia

Sandro Bondi e Manuela Repetti
ROMA, 31 marzo - Sandro Bondi e Manuela Repetti hanno deciso di lasciare il gruppo di Forza Italia al Senato ed iscriversi al gruppo Misto. I due esponenti azzurri, interpellati telefonicamente, non hanno però voluto aggiungere alcun commento alla decisione di dire addio a Forza Italia. La notizia di lasciare Forza Italia arriva a meno di un mese dall'incontro, il tre marzo scorso ad Arcore, che i due senatori ebbero con Silvio Berlusconi. Il Cavaliere infatti riuscì in quell'occasione a sedare i malumori evitando in extremis l'addio al partito che la Repetti aveva annunciato in una lunga lettera al Corriere della Sera. Questa decisione però, stando a quanto si apprende, appare irreversibile.

martedì 10 marzo 2015

RIFORME, via libera della Camera con 357 sì. Caos in Forza Italia

ROMA, 10 marzo - Via libera dell'Aula di Montecitorio alle riforme costituzionali. La Camera ha approvato il ddl sul nuovo Senato con 357 sì e 125 no e il testo ora torna a Palazzo Madama in terza lettura. Il Movimento cinque stelle è rimasto fuori dall'Aula al momento del voto mentre Sel ha protestato mostrando la Costituzione.  Soddisfatto il premier Matteo Renzi che ha parlato di un Paese che ora è "più semplice e giusto". 
 Forza Italia vota no alle riforme, ma una ventina di deputati hanno sottoscritto un documento in cui si conferma il voto contrario esprimendo però forti critiche alle linea: "Voteremo contro non per disciplina di gruppo ma per affetto e lealtà nei tuoi confronti". A firmare il documento in cui si esprimo critiche "alla linea scelta" sono tra gli altri Massimo Parisi, Luca D'Alessandro, Daniela Santanchè, Laura Ravetto, Monica Faenzi, Ignazio Abrigani, Luca Squeri, Basilio Catanoso, Antonio Marotta, Giovanni Mottola, Giuseppe Romele, Marco Martinelli, Carlo Sarro, Gregorio Fontana, Giorgio Lainati e Paolo Russo, oggi assente perchè malato. "Di fronte alla notizia che Renzi non ha la maggioranza in Parlamento - ha detto Renato Brunetta - guardo con tolleranza queste sensibilità diverse" emerse in FI, che sono "ingiustificabili" dopo un "anno sofferto di Patto del Nazareno. 

“Oggi benvenuti tutti all'opposizione". E' quanto afferma Raffaele Fitto che, dopo il no di Fi sulle riforme, avverte: "Ora l'essenziale è che non ci sia la riserva mentale, nel prossimo passaggio al Senato, una volta passate le elezioni regionali, di riprendere a fare pasticci come è accaduto fino a quindici giorni fa".  "Sarebbe facile, per me e per gli amici con cui ho condiviso lunghi mesi di solitudine nel Palazzo, nel nostro tentativo di emendare la modesta e inadeguata proposta di riforma costituzionale avanzata dal Governo. Sarebbe facile ricordare i nostri emendamenti, e come venivamo trattati per il solo fatto di averli proposti", premette Fitto. "Ma, in politica così come nella vita personale, serve a poco dire: 'Ve l'avevamo detto'. Dico invece con positività: 'Oggi benvenuti tutti all'opposizione'".

giovedì 26 febbraio 2015

SALVINI, nessuna intesa Lega-Forza Italia

ROMA, 26 febbraio - Tra Lega e Forza Italia non c'è nessuna intesa. Spiega infatti il leader del Carroccio, Matteo Salvini: "Ad oggi con Berlusconi non c'è un accordo sul piano politico nazionale perché a Bruxelles sediamo su banchi diversi: lui difende l'euro che noi riteniamo una moneta sbagliata. Lui è insieme alla Merkel, noi alla Le Pen. Abbiamo una visione di Italia e di Europa completamente diversa". Il leader leghista, che è a Barberino del Mugello per un tour nel Fiorentino, ha quindi sottolineato come "la Toscana è l'esempio migliore di una mancanza di opposizione per dieci anni. Nel senso che qua Fi e Pd hanno inciuciato per dieci anni. Noi vogliamo portare un po' di aria nuova".
Poi, tornando sulla polemica tra Zaia e Tosi, Salvini ha detto che "Zaia è uno dei governatori più apprezzati d'Italia, il Veneto è una delle regioni più efficienti d'Europa. Quindi Zaia non si discute, avrà totale e pieno mandato per riproporsi per altri cinque anni. Tosi è un ottimo sindaco, è il segretario della Lega in Veneto, se sostiene Zaia è il benvenuto".
Se invece sceglierà la sfida, ha messo in chiaro Salvini, sappia che "chiunque metta in difficoltà Zaia fa un favore alla sinistra e fa un dispiacere ai veneti e quindi si accomoda fuori".


La risposta di Forza Italia - A Salvini risponde a distanza il consigliere politico di FI, Giovanni Toti, che a Tgcom24 spiega come Forza Italia debba "cercare di costruire una coalizione di centrodestra larga e vincente, ma non siamo disposti ad essere presi in giro". E sottolinea come una mancata alleanza in Veneto "metterebbe in discussione anche l'esperienza della Lombardia". "Chi vuol costruirsi un piccolo successo personale sulle macerie del centrodestra, distruggendolo, non fa né la fortuna sua né quella del Paese", aggiunge. Sottolineando come, comunque, "il nostro orizzonte è quello di costruire un centrodestra compatto. Consideriamo Ncd, come la Lega, nostri interlocutori, e spero che le prossime due settimane servano anche agli alleati a chiarirsi le idee e a venire in una coalizione larga e vincente".

lunedì 13 ottobre 2014

Il senatore D’ALI lascia Ncd e torna in Forza Italia



ROMA -"Ritengo che la mia storia politica di coerenza con i sentimenti dei miei elettori e di dedizione alla progettualità di sviluppo dell'Italia e della Sicilia in particolare, suggeriscano l'assunzione di una posizione più netta e il rilancio di una sfida della mia attività nel partito di Forza Italia che mi ha visto in prima linea sin dal 1994 e con Silvio Berlusconi". Lo afferma il senatore Antonio D'Alì, annunciando il suo ritorno in Forza Italia.

sabato 4 ottobre 2014

BERLUSCONI: chiudo Forza Italia? Niente di più falso


ROMA - "Rimango letteralmente sconcertato nel leggere alcune vere e proprie fantasie riportate oggi in alcuni articoli di cosiddetto 'retroscena', e in particolare su La Repubblica, Il Giornale e Libero, notizie senza alcun fondamento, circa una mia presunta volonta' di chiudere Forza Italia. Niente di più falso". Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota, smentendo le indiscrezioni circa una prossima chiusura di Forza Italia, anche a causa dei debiti che gravano sul partito. "Dovrebbe essere noto a tutti che i costi di venti anni di battaglie azzurre per la libertà sono stati garantiti da mie fideiussioni, delle quali risponderei dunque personalmente".

lunedì 22 settembre 2014

DENIS VERDINI rinviato a giudizio (finanziamento illecito)


Denis Verdini
ROMA -  Il senatore di Forza Italia Denis Verdini è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Roma per la vicenda legata ad una plusvalenza di 18 milioni di euro nella compravendita di un immobile in via della Stamperia, nel centro della Capitale. Con lui, che è accusato di finanziamento illecito, a processo anche il collega di partito Riccardo Conti. Il processo è stato fissato per il 9 gennaio davanti alla ottava Sezione penale. A processo anche l'ex presidente di Enpap Angelo Arcicasa.

sabato 16 agosto 2014

NAPOLI: il Riesame annulla l’ordinanza di custodia per il deputato Cesaro

Luigi Cesaro
NAPOLI - Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l'ordinanza di custodia nei confronti del deputato di Forza Italia, Luigi Cesaro, ex presidente della Provincia di Napoli. Per lui era stata avanzata richiesta d'arresto alla Camera dei deputati, ma i giudici del Riesame hanno accolto la domanda di annullamento del suo legale. L'accusa contro di lui è di concorso esterno in associazione camorristica e turbativa d'asta.
"E' finito un incubo, sono stati anni terribili", ha commentato Cesaro. "Sono sempre stato sereno e ho sempre avuto fiducia nella magistratura. Quando mi hanno dato la notizia al telefono mi sono commosso". La richiesta di annullamento dell'ordinanza era stata presentata dall'avvocato Vincenzo Maiello.
Il provvedimento restrittivo, la cui esecuzione era sospesa in attesa della decisione del Parlamento, è stato annullato per carenza di gravi indizi di colpevolezza. Cesaro è stato coinvolto in una vicenda giudiziaria che riguarda presunte irregolarità in appalti del Comune di Lusciano (Caserta) dalla quale sarebbero emersi rapporti tra Cesaro e il clan dei Casalesi. Nei giorni scorsi il Riesame aveva disposto la scarcerazione dei fratelli Aniello e Raffaele.
L'inchiesta, basata in particolare sulle rivelazioni di collaboratori di giustizia, si riferisce a una vicenda del 2004 e in particolare a due gare di appalto bandite dal Comune di Lusciano, in provincia di Caserta. Gare condizionate, secondo gli inquirenti, dal clan dei Casalesi, e che riguardavano la costruzione del Pip, area del Piano insediamenti produttivi, e di un impianto sportivo.
I fratelli Cesaro, secondo la ricostruzione dell'accusa, avrebbero estromesso un concorrente grazie a una tangente di importo superiore rispetto a quella proposta dall'altro imprenditore. I retroscena sulle gare d'appalto furono rivelati ai magistrati della Dda fa due pentiti: Luigi Guida, per anni braccio destro del boss Francesco Bidognetti, e Gaetano Vassallo, imprenditore legato al clan. Le richieste di misure cautelari, avanzate dalla procura due anni e messo fa, furono emesse il 23 luglio.


L'avvocato di Cesaro: "Dal Riesame una lezione di imparzialità"- "In relazione a una vicenda turbata dalle pressioni e dai condizionamenti alimentati dal circuito mediatico i giudici del riesame hanno offerto una lezione di indipendenza e imparzialità riconoscendo la fondatezza delle ragioni di innocenza dell'onorevole Luigi Cesaro, oscurate da accuse contrarie alla verità e al diritto". Così il difensore di Cesaro, l'avvocato Maiello, commenta la decisione, concludendo: "Siamo felici di aver concorso a restituire a Luigi Cesaro l'onore personale e la piena agibilità delle sue funzioni di parlamentare".

martedì 15 luglio 2014

Berlusconi ai suoi: datemi ancora fiducia

ROMA - "Sono vent'anni che mi date la vostra fiducia e vi chiedo di darmela ancora una volta". L'appello è di Silvio Berlusconi, intervenuto con queste parole a Roma, alla riunione dei gruppi di Forza Italia. "Manteniamo fermo il patto - riprende - anche se non sono le nostre riforme ideali. Ma sono quelle possibili, visto che siamo all'opposizione".
Berlusconi ha chiesto di evitare ulteriori fratture: "Forza Italia deve essere unita, basta divisioni". L'ex capo del governo ha quindi chiesto ai presenti di evitare di aprire il dibattito. "Forza Italia - avrebbe detto il leader di Forza Italia secondo quanto riferito - è centrale ma, se ci tiriamo fuori dall'accordo, diventiamo ininfluenti perché Renzi, dopo le Europee, ha acquisito un grande consenso ed ha comunque i numeri per fare le riforme".
La riunione dei gruppi parlamentari azzurri è durata poco meno di quaranta minuti e a prendere la parola è stato solo Berlusconi. "Non è un momento facile, ma il nostro #Presidente è sempre il migliore, #ForzaItalia ce la farà! Avanti con le #Riforme", ha scritto su Twitter Mariastella Gelmini, vice presidente vicario di Forza Italia alla Camera.

mercoledì 28 maggio 2014

Berlusconi: resto a guidare il partito, lasciate stare i miei figli. Coalizione con la Lega


ROMA - Silvio Berlusconi è nella sede di Forza Italia per il comitato di presidenza allargato del partito. Rispondendo poi ai cronisti che si erano avvicinati Berlusconi ha affermato di "star bene, bene". 
"Noi abbiamo fatto il possibile, l'unica colpa che ho io è che ho detto che Renzi era simpatico e capace. Non lo ripeterò mai più": così Berlusconi nel corso del comitato presidenza di Forza Italia. "Noi non abbiamo perso. Il 50% degli elettori non ha compreso che doveva essere protagonista del voto", ha detto nel corso del comitato di presidenza nella sede del partito.
"Forza Italia ha votato alcune riforme che erano le stesse proposte da noi in passato. Non è stato producente, ma noi siamo responsabili": così Berlusconi, a quanto raccontano, nel corso del suo intervento al comitato di presidenza del partito.  "Io rimango a guidare il partito. Per favore non parliamo più dei miei figli", ha affermato Berlusconi.
"Dobbiamo fare una coalizione ma non subito e non con tutti. Con la Lega sì": ha poi aggiunto."Se siete d'accordo non rispondiamo più alle provocazioni. Ignoriamoli", ha ancora detto parlando di Grillo e degli attacchi da parte dei pentastellati.

"C'è un problema di giustizialismo. Tra le grandi battaglie da fare c'è quella sulla riforma della giustizia", ha poi affermato aggiungendo che "siamo con l'acqua alla gola, servono soldi". L'ex premier annuncia poi il via ai congressi cittadini. Ad illustrare il progetto è Denis Verdini che parla del coinvolgimento di 1942 comuni.

mercoledì 9 aprile 2014

Berlusconi striglia i suoi (oltre che la sinistra e i giudici)

ROMA -  "In questo delicato momento in cui la sinistra, avvalendosi del suo braccio giudiziario, vuole impedirmi" di condurre la campagna elettorale, "Forza Italia subisce senza reagire maldestri tentativi di sottrarle voti con la confusione e con l'inganno". Lo ha affermato Silvio Berlusconi in una dichiarazione. Berlusconi fa inoltre appello all'unità all'interno del suo partito, dicendo: "Non si può fare parte di Forza Italia e militare contemporaneamente in un altro partito. In Forza Italia non possono esserci correnti, rivendicazioni territoriali, ambizioni personali". E aggiunge che "Forza Italia è una e una soltanto".  Il riferimento è alla Campania, dove è nato il movimento "Forza Campania", che dichiara di aderire a gruppi diversi da Forza Italia nella Regione e di essere invece con Forza Italia a livello nazionale. Forza Campania chiarisca, chiede il leader.

lunedì 10 marzo 2014

Legge elettorale: FI dice no alle quote rosa, "problemi di inconstituzionalità"

Francesco Paolo Sisto (FI)
ROMA - "Forza Italia dice no alle quote rosa perché sarebbero una norma con problemi di incostituzionalità evidenti". Lo afferma Francesco Paolo Sisto (Fi), relatore alla riforma del sistema di voto, parlando delle misure sulle quote di genere. Il nodo legato alla riforma della legge elettorale è ancora irrisolto. Le trattative, appese a un filo per l'opposizione di Forza Italia, sono in corso. Restano ancora da votare oltre ottanta emendamenti, e ci sono a disposizione otto ore di lavoro.
Sisto ha chiesto una sospensione nell'esame del testo fino alle 14:30. "Abbiamo da fare alcuni approfondimenti da svolgere nell'ambito del Comitato dei 9. Anche il governo ha rappresentato l'esigenza di approfondimenti. La legge elettorale vogliamo che vada avanti a tutti i costi e per questo serve una certa flessibilità sui tempi per consentire gli approfondimenti", spiega Sisto. "Ci sono ancora dei punti aperti, cioè non votati. Tra questi la delega per le tabella dei collegi, le multicandidature e il Salva-Lega. Si sta lavorando a emendamenti che consentano di raggiungere un'intesa". 

venerdì 24 gennaio 2014

Toti nominato da Berlusconi consigliere politico per il programma di FI

Giovanni Toti
MILANO - Berlusconi ha nominato oggi Giovanni Toti, ex direttore di YG4 e Studio Aperto, consigliere politico per il programma di FI. Lo rende noto un comunicato che annuncia anche le nomine di Alessandro Cattaneo (Responsabile formazione amministratori locali), Andrea Mandelli (Responsabile dei rapporti con le professioni), Enrico Lillo (Presidente Comitato Trentino Alto Adige),Gianfranco Rotondi (Commissario del Molise).

No ribadito di Forza Italia alle preferenze

ROMA - Nessuna apertura di Forza Italia sulle preferenze. Sarebbe questo l'esito dell'incontro, secondo fonti parlamentari, tra Denis Verdini e Maria Elena Boschi. Fi potrebbe invece concordare su un innalzamento della soglia dal 35 al 38 per cento.
"Vedo che le preferenze sono diventate improvvisamente popolarissime ma io, che ho iniziato a prenderle, e molte, a vent'anni, sento il dovere morale di dire che oggi sarebbe un errore enorme reintrodurle". Così il ministro Dario Franceschini risponde in Transatlantico su uno dei nodi della riforma elettorale. Reintrodurre le preferenze sarebbe un errore, per Franceschini, "non soltanto perché farebbero quasi certamente saltare l'intesa raggiunta ma molto di più per i danni al sistema politico e alla sua trasparenza". Le preferenze, spiega, "come tutti sanno, farebbero aumentare a dismisura i costi delle campagne elettorali dei singoli candidati, con tutti i rischi connessi, non sempre porterebbero in Parlamento i migliori e comunque lo priverebbero della presenza di competenze e professionalità indispensabili". "Io da capogruppo - aggiunge Franceschini - ho conosciuto deputati indispensabili per competenze e lavoro che non riuscirebbero mai a essere eletti. Non è un caso se in nessun paese di Europa sono utilizzate le preferenze per il parlamento nazionale, ma soltanto o collegi uninominali, da sempre la proposta del Pd, o liste corte, perché dappertutto cercano intelligentemente di avere gruppi parlamentari che siano un mix di radicamento territoriale e competenze".
"Mi sembra che Renzi abbia fatto una cosa doverosa, per cambiare le regole del gioco bisogna parlare col leader dell'opposizione. La parte più significativa dell'accordo sulla legge elettorale è il superamento del bicameralismo perfetto, siamo l'unico paese ad averlo. Poi la riforma del titolo V. Nella proposta di nuova legge elettorale vedo due problemi, ma Parlamento non è un passacarte e potrà migliorarla. Il primo è lo sbarramento al 35%, con un premio di maggioranza così alto. Deve salire almeno al 40%. E poi le preferenze, che non vanno mitizzate. Però con i collegi così stretti non hanno controindicazioni, permettono solo agli italiani di scegliere". Lo ha detto il senatore Pierferdinando Casini intervenendo questa mattina ad Agorà, su Rai Tre.
La proposta di legge di riforma elettorale venuta fuori dai colloqui informali fra il segretario del Pd, Matteo Renzi, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, è illegale. Lo afferma il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle alla Camera che ha scritto alla presidente di Montecitorio, Laura Boldrini, una lettera denunciando tutte le violazioni del regolamento avvenute in commissione Affari costituzionali e chiedendole di intervenire per garantire il rispetto delle regole. "Il 'pregiudicatellum' - denuncia il M5S - è giunto in commissione non solo senza il vaglio degli uffici tecnici della Camera, ma addirittura senza neanche essere depositato. È stato presentato con una veste informale priva di elementi essenziali e imprescindibile per la discussione quali le tabelle che definiscono la divisione territoriale delle circoscrizioni e dei collegi plurinominali. Ciò, inoltre, è avvenuto dopo due giorni di discussione sul nulla, basata solo su indiscrezioni di stampa". Inoltre, evidenziano i grillini, il provvedimento, "giunto in commissione come un canovaccio, in un primo momento viene fintamente presentato come proposta di testo base (senza numero di protocollo e senza esser stato vagliato dagli uffici tecnici, come avviene per tutte le proposte di legge) per poi diventare una proposta di testo unificato', ovvero l'accorpamento delle diverse proposte di legge depositate dai gruppi parlamentari. Peccato che nel 'pregiudicatellum' ci siano elementi non presenti in alcuna delle proposte di legge depositate". Per il M5S, quindi si tratta di "una legge che nasce da un contesto extraparlamentare, mai depositata alla Camera e che viola numerose norme regolamentari. Ecco come fanno le cose il Pd di Renzi e Berlusconi. È stato chiesto alla Boldrini di intervenire per ristabilire la legalità in questo Parlamento. Ma si è certi che la vergogna non è termine noto a questi politici"

giovedì 28 novembre 2013

I 6 sottosegreari di FI "si dimettono in serata". Uno no

ROMA - I sei esponenti di Forza Italia che ancora hanno incarichi di governo per ora restano al loro posto, ma il capogruppo al Senato Paolo Romani ha fatto sapere che "dovrebbero dimettersi in serata". I berlusconiani ancora in gioco sono il viceministro esteri Bruno Archi, i sottosegretari Jole Santelli, Rocco Girlanda, Gianfranco Micciché, Walter Ferrazza. Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia, ha detto: "Non mi dimetto, sono un tecnico".

mercoledì 27 novembre 2013

Berlusconi, il Senato accellera. Forza Italia: boicottano i nostri manifestanti

ROMA - I manifeztanti di Forsa Italia arrivano a Palazzo Grazioli
ROMA - L'Aula respinge le questioni pregiudiziali sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Il voto e' avvenuto per alzata di mano. I lavori dell'Aula del Senato non si sospenderanno. Alle 15.30 cominceranno le dichiarazioni di voto e per le 17 è previsto il voto sugli ordini del giorno presentati in difformità dalla relazione della Giunta che chiede di non convalidare l'elezione di Berlusconi. Non c'è più grossa aria di scontro né in Aula, né nei corridoi del Palazzo solitamente animati in occasioni così cruciali. Ascoltando alcuni esponenti di Forza Italia sembra quasi che l'attenzione si sia spostata ormai fuori dal Palazzo, dando per scontato questo "inutile e vergognoso" passaggio parlamentare con il quale si confermerà l'addio dell'ex premier alle Camere. Molti senatori di FI vogliono prendere parte alla manifestazione organizzata a via del Plebiscito davanti all'abitazione del Cavaliere.
"Berlusconi oggi parlerà alle 16, poi andrà ad Arcore dai suoi figli, nel focolare domestico". Licia Ronzulli, eurodeputati di Forza Italia, lo ha detto a Radio2, aggiungendo che il Cavaliere "è forte, ha una forza incredibile, tanto che in questo momento è lui che ci sta rincuorando".
Due persone sono state fermate perché hanno tentato di entrare a Palazzo Grazioli. Altre quattro sono state fermate perché stavano creando problemi al tranquillo svolgimento della manifestazioni di Forza Italia.

"Continua un indegno e vergognoso boicottaggio. Prima hanno costretto i pullman dei nostri sostenitori a parcheggiare a Cinecittà. Ora hanno spento le macchine dei biglietti e chiusi gli uffici della Metro A alla fermata Cinecittà-Anagnina". E' quanto denuncia l'ufficio stampa di Forza Italia. "Sta accadendo un  molto grave, a dimostrazione del sistematico tentativo di ostacolare una libera e pacifica manifestazione".Nella Forza Italia denuncia infatti che "alle decine e decine di pullman in arrivo a Roma viene impedito di avvicinarsi al centro per permettere la discesa dei sostenitori di Silvio Berlusconi". "Riteniamo questo - conclude il partito - un fatto gravissimo e ci auguriamo che cessino queste prove generali di boicottaggio".

martedì 26 novembre 2013

Forza Italia esce dalla maggioranza

ROMA -  "Non ci sono più le condizioni" perché Forza Italia "stia in maggioranza". Lo ha detto il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani, durante una conferenza stampa assieme al collega della Camera, Renato Brunetta. Della decisione sono stati messi al corrente sia Napolitano che Letta. "Oggi è finito il governo delle larghe intese, si chiude una fase e si apre un nuovo capitolo nella politica italiana", hanno detto. "Abbiamo deciso di uscire da questo governo, ma prima di annunciarlo in conferenza stampa abbiamo avvertito il presidente della Repubblica che ci ha concesso un'attenzione di cui lo ringraziamo e il premier Letta, che ci ha risposto invece dopo l'incontro con Putin", hanno spiegato i due capigruppo.
 Romani ha spiegato anche il motivo che ha portato FI a non sostenere più Letta: "Tutto nasce anche dal fatto che c'è stata questa determinazione nel far sì che il voto sulla decadenza di Berlusconi avvenisse il 27 novembre". 
 "Sulla legge elettorale noi attendiamo la pronuncia della Consulta il 3 dicembre. Ma se il premio verrà dichiarato incostituzionale - è l'allarme dei due parlamentari - 200 deputati rischiano di venire ridistribuiti tra i vari gruppi perché non c'è stata ancora la loro convalida". 
La pronuncia della Consulta potrebbe quindi avere effetti "devastanti" sui numeri e sul peso dei diversi partiti, con un indebolimento, in primis, del Pd. Si arriverebbe così a un diverso equilibrio all'interno della Camera. 
 L'uscita dalla maggioranza comporta anche lo stop alle riforme. "Visto che è finito il governo delle larghe intese con il passaggio di Forza Italia all'opposizione, anche il cammino delle riforme costituzionali può considerarsi interrotto".
"Avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il Paese al voto, per di più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza di Berlusconi". Lo ha detto il leader del Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano. "La legge di Stabilità è una scusa che non regge di fronte alle difficoltà del Paese", ha aggiunto. E sulla decisione di Fi di uscire dalla maggioranza commenta: "Avevamo visto giusto. Sapevamo che sarebbe finita così".

sabato 23 novembre 2013

Forza Italia, manifestazione a Roma il giorno del voto sulla decadenza di Berlusconi. Si "indigna" il Pd

ROMA - Mercoledì 27 novembre alle 14 in via del Plebiscito a Roma, davanti Palazzo Grazioli, è in programma la manifestazione di Fi contro il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. E' stato comunicato ai deputati del partito, secondo quanto si apprende, in una mail arrivata questa mattina. La manifestazione convocata da Forza Italia nel giorno della decadenza ha un 'format' ancora variabile. Secondo quanto viene spiegato dal partito, anche l'orario potrebbe slittare. A condizionarlo, è infatti la decisione di scendere in piazza in contemporanea con il voto di Palazzo Madama sulla decadenza. Soltanto lunedì, dunque, quando la capigruppo calendarizzerà il voto, si saprà qualcosa di più. Al momento, l'orario indicativo è tra le 14 e le 17 di mercoledì. Resta anche la possibilità, inoltre, che una parte dei manifestanti si sposti da via del Plebiscito a Palazzo Madama, nel caso in cui Silvio Berlusconi decida di andare in Aula per il voto. L'intenzione è quella di far sentire la propria vicinanza al Cavaliere, ma anche contrapporsi a eventuali manifestanti anti-Cav che si presentino davanti al Senato.

Insorge il Pd, per bocca del responsabile Giustizia Danilo Leva. "Il 27 novembre voteremo la decadenza di Berlusconi. E' la conseguenza naturale della condanna definitiva per frode fiscale. Fi continua intanto a ricattare il paese ma la legge di stabilità e il governo non possono essere ostaggio degli interessi personali del cavaliere'':  Il governo delle larghe intese - ha proseguito Leva in una dichiarazione rilasciata i Tg della Rai - è nato con lo scopo di portare il paese fuori dalla crisi e non per risolvere i guai giudiziari di Berlusconi. Si è trattato di un accordo fatto alla luce del sole e siglato con la fiducia votata dal Pdl e da Berlusconi stesso. L'unica cosa vergognosa è il continuo tentativo di tenere in scacco una nazione per sottrarsi alle leggi. Ed è bene ricordare - conclude - che Berlusconi è stato condannato per frode fiscale e non per motivi politici, come qualcuno cerca di far credere".

sabato 16 novembre 2013

Berlusconi: non possiamo stare con chi mi vuole uccidere politicamente

ROMA - "Siamo qui per la dipartita del Pdl un nome che potrà essere usato per la coalizione di centrodestra. Si ritorna a Forza Italia". Così Silvio Berlusconi apre il Consiglio Nazionale di FI. Immediato il riferimento alla scissione avvenuta nel centrodestra: "Si sono create delle distanze fra singole persone, l'atmosfera era grigia: la situazione, a loro giudizio, non permetteva di continuare un percorso comune. Non possiamo stare con chi mi vuole uccidere politicamente".
Un momento di commozione per Silvio Berlusconi,quando dal podio del Consiglio nazionale del Pdl è il momento di parlare della scissione consumatasi ieri con Angelino Alfano e i suoi. Il Cavaliere, che non cita mai il suo ex pupillo, ha la voce rotta e un momento di esitazione, che viene subito colto dalla platea, che si alza in piedi per tributargli una standing ovation e un lungo applauso.
La divisione che si è determinata nel Pdl va "contro la missione di unire i moderati" ed è stata motivata non da questioni legate ai valori ma "per distanze personali", dopo tante dichiarazioni che si sono "succedute sulle agenzie", ha affermato Berlusconi. "Vorrei raccomandarvi di non fare alcuna dichiarazione" contro il Nuovo centrodestra. "Questo gruppo anche se adesso apparirà come un sostegno alla sinistra, al Pd, dovrà poi necessariamente far parte della coalizione dei moderati: dobbiamo comportarci con loro come adesso facciamo con Lega e Fratelli d'Italia". Così Silvio Berlusconi, parlando alla platea. "Il nome Nuovo centrodestra mi sembra non particolarmente efficace, pensando a chi lo compone. Avevo suggerito per scherzo nei giorni passati un altro nome: visto che ci sono i Fratelli d'Italia, fate i Cugini d'Italia così siamo tutti una famiglia" 
"Non possiamo pensare che una legge di stabilità come quella di adesso possa portare qualche pur minimo risultato, dobbiamo considerare la situazione globale in Ue a partire da un cambiamento della politica imposta a tutti dalla Germania e di cui beneficia solo Berlino" ha poi detto Berlusconi, che ha aggiunto: "Alla Merkel e Sarkozy dava fastidio questo signore che era seduto al tavolo dei capi di stato e governo e aveva l'esperienza e la voglia di dire no a molte delle loro proposte che apparivano a me insensate".
Silvio Berlusconi legge poi la postilla che aveva proposto di aggiungere al documento dell'ufficio di presidenza per convincere Alfano e i suoi ad aderire: "'Per quanto riguarda la possibile decadenza del presidente Berlusconi dal Senato, mentre si chiede un rinvio del voto anche in esito alle procedure in corso, ogni decisione viene rimessa a un nuovo Consiglio nazionale previa convocazione dell'ufficio di presidenza'. Mi pare fosse cosa "assolutamente logica", commenta il Cav, lamentando che non si sia raggiunto un accordo.
Era stato accompagnato da un lungo applauso e dalle note dell'inno "Fratelli d'Italia" l'ingresso di Silvio Berlusconi al Consiglio nazionale. Il Cavaliere è subito salito sul palco per salutare i suoi fedelissimi e per ratificare ufficialmente la nascita di Forza Italia.
Per il parlamentare Pdl, Sandro Bondi, "l'unica idea forte che ha ispirato Alfano fino all'ultimo momento è stato il tentativo di imporre al presidente Silvio Berlusconi e all'intero partito l'accettazione della sua decadenza dal Parlamento e la fedeltà assoluta al governo". "E' evidente - si legge in una nota diffusa da Bondi - che questa unica preoccupazione non può non essere dovuta ad un impegno vincolante assunto con il Pd, con Enrico Letta sotto la regia del Presidente della Repubblica".
"Nessuno può essere contento in una situazione del genere". Così Daniela Santanché, al suo arrivo al Palazzo dei Congressi dell'Eur per il Consiglio nazionale del Pdl, risponde ai cronisti che le domandano se Silvio Berlusconi sia triste.
"Noi andiamo con un leader, dall'altra parte non ce ne sono". Lo ha detto il senatore Pdl Nitto Palma, al suo arrivo al Consiglio nazionale, con riferimento ai governativi che con Alfano hanno deciso di formare gruppi parlamentari autonomi. "Al di là dell'inaccettabilità della decisione - aggiunge - infastidisce molto l'enorme tasso di arroganza: mentre la trattativa era ancora in corso hanno deciso di organizzare i gruppi autonomi". 
"Per fortuna è una scissione di vertice, le notizie che arrivano dal territorio sono molto rassicuranti, il popolo del Pdl è a stragrande maggioranza legato a Berlusconi e questo lo si vedrà plasticamente nei prossimi giorni. Andremo sul territorio a spiegare ai nostri militanti e alla nostra gente cosa è accaduto e comunque già oggi Berlusconi farà come sempre la sua parte con l'entusiasmo che lo ha sempre caratterizzato nelle fasi più delicate e cruciali del suo percorso politico dalla discesa in campo in poi". Lo dichiara il senatore Altero Matteoli arrivando a Cn del Pdl.
Per Michaela Biancofiore Alfano è "un po' come capitan Schettinoche scende dalla nave nel momento di difficoltà. Credo - osserva - che non sia un bell'esempio per un giovane di quarant'anni", aggiunge.
Il vicepresidente dei senatori del Pdl, Paolo Romani, fra i pontieri che si sono spesi in questi giorni per evitare la rottura con i governativi, dichiara: "La categoria del tradimento non appartiene al mio modo di pensare ma certamente Alfano ha fatto uno strappo grave, importante: lasciare solo, oggi, Berlusconi, a poche settimane da passaggi importanti come il voto sulla decadenza, non è stata un'operazione che gli fa onore".
Alla domanda se in questa travagliata separazione con gli alfaniani ci sia qualcuno che ha 'tradito' Claudio Scajola risponde così: "Ci sono coloro che non si riconoscono in una storia, che non riconoscono i meriti e i sacrifici degli altri. Bisogna confrontarsi all'interno, mai andare via...".
Iva Zanicchi non ha dubbi: "Certo, sto con Silvio. Sto con lui fino alla morte... anzi, meglio: finché faccio politica".