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mercoledì 8 ottobre 2014

PALAZZO CHIGI, “la fiducia riguarda l’art.18”. Landini: pronti a occupare le fabbriche


Il corteo con Landini a Milano
MILANO - Il voto di oggi sulla fiducia al Jobs Act riguarda evidentemente l'articolo 18. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi, contrariamente a quanto riportato da notizie di stampa. La delega, osservano, attribuisce al Governo il dovere di superare l'attuale sistema e il presidente del Consiglio ha indicato con chiarezza la direzione. E’ intanto in corso la riunione del ministri del Lavoro Ue per il Semestre italiano di presidenza europea e della riunione dei capi di Stato.  "Siamo pronti ad occupare le fabbriche": lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, alla partenza del corteo contro il vertice Ue sul lavoro a Milano. Alla manifestazione partecipano sigle sindacali, lavoratori e centri sociali. "La precarietà non si combatte rendendo più facile il licenziamento ma con il tempo indeterminato e garantendo i diritti a tutti", ha aggiunto Landini. "Siamo pronti ad occupare le fabbriche perché ci chiedono di abbassare i salari. Se Renzi pensa di fare il figo dandoci ottanta euro e se pensa che noi siamo i coglioni che accettano di firmare la riduzione, si sbaglia di grosso".
Al corteo, insieme alle sigle sindacali e ai lavoratori ci sono anche gli studenti e i militanti di alcuni centri sociali. In testa al corteo, dietro allo striscione della Fiom, Maurizio Landini. Che ha definito la manifestazione "la prima mobilitazione della stagione a cui ne seguiranno altre"
Attimi di tensione al corteo. Un gruppo di manifestanti, tra cui i centri sociali e Usb, si è staccato dal corteo principale per iniziare una marcia indipendente. Alla partenza, in via Traiano, ci sono stati alcuni secondi di contatto con le forze dell'ordine che tentavano di bloccare il fronte. Qualche spinta ed è iniziato il contro corteo.

mercoledì 17 settembre 2014

Renzi-Berlusconi, incontro alle 17 a Palazzo Chigi


ROMA - Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si incontreranno, intorno alle 17, a Palazzo Chigi. Un faccia a faccia tra il premier e il leader di Forza Italia atteso ormai da giorni, e che servirà per fare il punto su diversi temi: dalle riforme alle votazioni per la scelta dei candidati di Consulta e Consiglio superiore della magistratura.

mercoledì 6 agosto 2014

Ore 8: in corso l’incontro tra RENZI e BERLUSCONI



ROMA - Da poco dopo le 8 è in corso a Palazzo Chigi l’incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Al centro del confronto tra il presidente del Consiglio e il leader di Forza Italia c’è la discussione sulle modifiche alla legge elettorale che da settembre sarà al centro del dibattito a Palazzo Madama. In automobile con l'ex premier c'era Gianni Letta. Tocca al Cavaliere, dopo i contatti tra gli sherpa dei due partiti, dichiarare fino a che punto Forza Italia è disposta ad accettare le modifiche al testo della legge licenziato dalla Camera. Argomenti che l'ex premier aveva discusso per tutto ieri in una serie di riunioni a palazzo Grazioli. 

giovedì 6 marzo 2014

Palazzo Chigi: nessuna manovra correttiva

ROMA - Non è prevista alcuuna manovra correttiva. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, smentendo le voci che si erano diffuse negli ultimi giorni.

mercoledì 19 febbraio 2014

Bisignani e un generale dei CC arrestati per appalti a Palazzo Chigi


Luigi Bisignani
ROMA - L'uomo d'affari Luigi Bisignani e il generale dei carabinieri, Antonio Ragusa, sono finiti agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma su presunte irregolarità legate all'affidamento di appalti per Palazzo Chigi. Bisignani è accusato di frode fiscale, mentre a Ragusa sono contestati la corruzione e la turbativa d'asta. Ragusa, nel 2010, era capo del Dipartimento della Risorse strumentali. I provvedimenti sono stati eseguiti dagli uomini del nucleo della Polizia tributaria della Guardia di Finanza e dai carabinieri del Ros. A chiedere ed ottenere le misure il pm Paolo Ielo.

martedì 21 gennaio 2014

Sedici anni allo sparatore davanti a Palazzo Chigi

ROMA - Luigi Preiti è stato condannato a 16 anni di reclusione per tentato omicidio plurimo, porto e detenzione di arma clandestina. La decisione è stata presa dal gup, Filippo Steidl, mentre i pm avevano chiesto 18 anni. Una perizia psichiatrica lo ha dichiarato capace di intendere e di volere al momento dell'accaduto. Il 28 aprile, giorno di insediamento del governo Letta, Preiti fece fuoco davanti a Palazzo Chigi, colpendo due carabinieri
"Chiedo scusa ai carabinieri feriti, ai loro familiari, alla mia famiglia. Se potessi ancora oggi mi sostituirei al carabiniere Giangrande e mi farei carico della sua sofferenza" così Luigi Preiti in una dichiarazione spontanea prima di essere condannato.
 "Siamo davvero soddisfatti di questa sentenza, sono venuta qui a Roma a sentire con le mie orecchie cosa sarebbe accaduto. Tra poco lo dirò a mio padre, che è a Prato, visto che per il momento non sono riuscita a sentirlo". Questo il commento a caldo di Martina Giangrande, figlia del brigadiere Giuseppe Giangrande.

mercoledì 15 gennaio 2014

"Busta sospetta" a palazzo Chigi. Indirizzata alla Kyenge?

ROMA - I vigili del fuoco sono intervenuti questa mattina a palazzo Chigi per una lettera sospetta. La missiva presentava una fuoriuscita di polvere sospetta. Da Palazzo Chigi si fa sapere che sono in corso accertamenti. "Ancora non è confermato che la busta che è arrivata a Palazzo Chigi sia indirizzata a me quindi non posso commentare". Così il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, ha risposto ai giornalisti che le chiedevano di una busta con della polvere arrivata a palazzo Chigi. "L'Italia non è razzista, l'ho detto e lo ripeto": così si è espressa il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, parlando questa mattina ad Agorà, su Raitre. A proposito degli episodi di intolleranza nei suoi confronti, la Kyenge ha detto che non si possono confondere tali episodi con i sentimenti di un popolo. "I comportamenti di poche persone non possono coinvolgere oltre 60 milioni di italiani" .

giovedì 31 ottobre 2013

Scontri a Roma tra manifestanti per la casa e polizia, 6 feriti, 8 fermati

ROMA - Sono sei le persone ferite, non gravemente, trasportate in ospedale dal 118 di Roma a seguito degli scontri alla manifestazione dei movimenti per la casa nella Capitale. Quattro carabinieri e una manifestante sono stati portati all'ospedale Santo Spirito mentre un'altra manifestante all'Umberto I. Una decina di persone, soprattutto delle forze dell'ordine, sono state medicate sul posto. 
Un gruppo di manifestanti hanno lanciato fumogeni e uova contro la polizia in una strada limitrofa al Parlamento. Assaltato un blindato delle forze dell'ordine: alcuni giovani sono saliti sopra il mezzo innescando scontri con gli agenti che hanno poi lanciato dei fumogeni per disperdere i manifestanti. Fermati otto manifestanti. Le forze dell'ordine si sono schierate con due cordoni di blindati a protezione di Palazzo Chigi, bloccando l'accesso dei manifestanti. Nel tentativo di sfondare il cordone, alcuni giovani hanno spruzzato spray urticante contro gli agenti. Il gruppo, circa un centinaio di persone, mescolato ai tanti turisti, è ora fermo tra piazza Fontana di Trevi e la Galleria Colonna. Una manifestante nella calca ha anche avuto un malore. Blindati schierati anche nelle strade sotto il Quirinale.

Le centinaia di manifestanti intonano lo slogan 'Tutti liberi'. "Devono rilasciare immediatamente i nostri nove fratelli e sorelle che hanno fermato" è l'ultimatum di uno dei leader della protesta, Paolo Di Vetta, rivolgendosi alla folla in assemblea.

lunedì 26 agosto 2013

Vertice a Palazzo Chigi sul nodo Imu


MILANO - E' iniziata a palazzo Chigi una riunione tra il premier e alcuni ministri sul nodo Imu e sulle misure all'ordine del giorno del Cdm di questo pomeriggio. Oltre al presidente del Consiglio, Gianni Letta, è presente il vicepremier Angelino Alfano, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, e quello degli Affari Regionali, Graziano Delrio.

venerdì 2 agosto 2013

Letta: prevarrà l’interesse del Paese, ma “non continuerò a tutti i costi”

ROMA - Il momento è delicato ma prevarrà l'interesse per il Paese. Così il premier, Enrico Letta, dopo la sentenza di condanna per Silvio Berlusconi sul caso Mediaset, che potrebbe mettere in seria difficoltà l'attuale governo. Il presidente del Consiglio ha poi voluto precisare che non "intende sottoporre l'escutivo a a logoramenti" e che non continuerà a "tutti i costi", poiché "non sarebbe nell'interesse del Paese".
"Sono assolutamente convinto che debba prevalere l'interesse del Paese, che è anche la lotta all'evasione fiscale e sono convinto che tutti i partiti oggi devono assumersi le proprie responsabilità e fare scelte che riguardano il futuro", ha "Sono assolutamente consapevole del momento delicato, ma io sono tra quelli che mette davanti a tutto l'Italia e se c'è chi vuole mettere davanti altre priorità io penso che sia invece importante mettere davanti il Paese poi vengono altri interessi".

 Lei come leader del Pd ha un'opinione su come si debba votare sull'incandidabilita'? "Penso che bisogna applicare la legge e da quello che ho capito non ci sono elementi di discrezionalita'", ha risposto il premier Enrico Letta, durante la conferenza stampa.

domenica 28 aprile 2013

SPARATORIA DAVANTI A PALAZZO CHIGI, FERITI DUE CARABINIERI, PRESO L'ATTENTATORE

ROMA -I primi soccorsi a uno dei due carabinieri feriti


ROMA - Lo sparatore, Luigi Preiti, steso a terra dopo la sparatopria
ROMA - Sparatoria davanti a palazzo Chigi verso le 11,40, mentre al Quirinale era in corso il giuramento dei ministri. A terra due carabinieri feriti, un brigadiere e un appuntato, fermato lo sparatore. Uno dei due militari è grave, colpito al collo: ma non è in pericolo di vita.  L'altro è ferito alla testa. Fuggi fuggi di turisti. A Palazzo Chigi alle 13 è iniziato comunque il primo consiglio dei ministri, la piazza è fortemente presidiata. Stato di massima allerta. Lo sparatore, in giacca e cravatta, era davanti a Palazzo Chigi ed ha sparato sette colpi. I due carabinieri hanno risposto al fuoco. L'uomo, un italiano, si chiama Luigi Preiti, 46 anni, nato a Rosarno in Calabria ma residente ad Alessandria da vent'anni ed ha tentato la fuga, ma è stato subito bloccato: sarebbe stato ferito alla testa, mentre veniva buttato a terra. E'incensurato, muratore, senza porto d'armi e, secondo il fratello, non ha mai avuto problemi psichiatrici. E' divorziato dalla moglie e disoccupato. E' arrivato in piazza Colonna, si è avvicinato ai due militari, ha detto loro: "Perché non mi sparate?" e poi ha sparato lui. "Per favore, allentatemi le manette, non sento il braccio". Cosi Luigi Preiti si è rivolto alle forze dell'ordine che lo hanno bloccato. "E' apparso freddo e lucido", ha riferito un addetto alla sicurezza che ha partecipato all'arresto. 
Ferita anche leggermente una passante, incinta, da una pallottola di rimbalzo.
"A naso penso sia il gesto compiuto da uno squilibrato" risponde ai giornalisti che gli chiedono informazioni sulla sparatoria davanti palazzo Chigi, il neoministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri uscendo dal Quirinale al termine della cerimonia di giuramento. A chi le chiede: "Dunque nessuna regia?" il ministro replica: "Credo proprio di no, spero si tratti di un fatto isolato ma dobbiamo ancora appurare le esatte dinamiche dell'evento anche se non è più un compito che spetta al mio dicastero". Alla domanda se avesse dato consigli al nuovo ministro dell'Interno Alfano, a capo di un dicastero ricoperto fino a ieri da lei stessa, Cancellieri ha replicato: "Assolutamente no, non è nella mia natura dare consigli, ma sicuramente ci vedremo presto". "E' il gesto di un pazzo e di uno squilibrato ma non ci dobbiamo stupire quando si inveisce continuamente contro il 'Palazzo', come se fosse da abbattere" ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ai cronisti che gli chiedevano se si riferisse al Movimento 5 Stelle, ha replicato: "Non mi riferisco a nessuno".
A strettissimo giro i capigruppo del M5S Roberta Lombardi e Vito Crimi hanno diffuso una nota congiunta: "A nome di tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle esprimiamo la nostra ferma condanna per il folle gesto di violenza perpetrato poco fa davanti a Palazzo Chigi ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civile ai due Carabinieri in servizio ed al passante feriti. La democrazia non accetta violenza".

giovedì 7 marzo 2013

Monti e Bersani: maggiore attenzione della Ue alla crescita


ROMA - Mario Monti e Pier Luigi Bersani "hanno esaminato il modo per l'Italia di orientare le politiche dell'Ue in favore di una maggiore attenzione alla crescita, all'occupazione e alla dimensione sociale della crisi, tenendo conto delle specificità nazionali". Lo scrive palazzo Chigi al termine dell'incontro fra il premier e il leader Pd.
"Il Consiglio europeo del 14 marzo sarà dedicato alle priorità della Politica Economica europea (come è tradizione per il C.E. che si tiene in primavera), con una sezione dedicata a 'competitivita', crescita e occupazioné e una all'Unione Economica e Monetaria", si legge nel comunicato diffuso dalla presidenza del Consiglio. "Si tratta quindi di un'occasione per ribadire la posizione italiana volta a rafforzare la capacità delle istituzioni europee di governare l'economia, coordinando in via preventiva e con maggior efficacia le politiche economiche nazionali e promuovendo a livello europeo la crescita e la creazione di nuova occupazione. L'Italia - si legge ancora - ha attuato tutti gli sforzi necessari in termini di consolidamento di bilancio e avviato le riforme strutturali in grado di migliorare a termine la competitività del sistema economico italiano. Tuttavia la ritrovata stabilità di bilancio e i miglioramenti sui mercati finanziari non si sono ancora traslati sul piano dell'economia reale, rischiando così di indebolire l'impegno nazionale a realizzare le riforme strutturali indispensabili alla crescita". 
"Il Presidente del Consiglio Mario Monti e l'onorevole Pier Luigi Bersani hanno esaminato tali questioni e il modo per l'Italia di orientare le politiche dell'Unione europea in favore di una maggiore attenzione alla crescita, all'occupazione e alla dimensione sociale della crisi, tenendo conto delle specificità nazionali. Hanno inoltre discusso - conclude la nota - delle priorità che dovranno essere al centro del Programma Nazionale di Riforme, che dovrà essere presentato dall'Italia entro il mese di aprile.

mercoledì 19 dicembre 2012

Monti rinvia la conferenza stampa e incontra i centristi


ROMA - La conferenza stampa del presidente del Consiglio, Mario Monti, prevista per venerdì 21 dicembre alle 12, "é stata rinviata ad una data che sarà tempestivamente comunicata". Lo annuncia l'Ordine dei giornalisti.
Stamani, intanto, si è tenuto un vertice dei rappresentanti delle liste moderate di centro a Palazzo Chigi. Presenti il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa e il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi.

sabato 17 novembre 2012

Il Governo: con il nostro rigore, salvata l’Eurozona


ROMA - In un anno l'Italia ha intrapreso profonde trasformazioni. Questo governo e' nato sull'onda dell'emergenza, trovandosi di fronte ad un bivio drammatico: lasciare affondare il Paese o sforzarsi di uscire dalla palude.
  “Tra questi due estremi il primo passo e' stato compiuto ed e' quello del risanamento che era condizione preliminare per ogni altro obiettivo e anche necessario a evitare che l'Italia, per la sua dimensione, non determinasse un cambiamento dello scenario europeo, e forse mondiale, degli avvenimenti economici e finanziari". E' quanto si legge nel documento pubblicato sul sito del governo, dal titolo "Un anno dopo. Il governo, l'Italia, i cittadini", sottotitolo "appunti di viaggio", un bilancio ad un anno dall'insediamento dell'esecutivo guidato da Mario Monti. "Forse oggi, senza le politiche di rigore messe in atto dall'esecutivo non ci sarebbe piu' l'Eurozona. O sarebbe notevolmente ristretta come dimensione geografica, senza quello che l'Italia, con uno sforzo collettivo di cui non si ricordano molti precedenti nella storia repubblicana, è riuscita a compiere", si legge ancora nel documento. "Certamente sarebbe stato necessario fare di più, e forse alcuni errori sono stati commessi, ma l'impianto delle riforme necessario ad uscire dalla fase di emergenza e' stato condiviso dalla 'strana maggioranza' che ha appoggiato l'esecutivo", viene sottolineato nel documento.

domenica 23 settembre 2012

Fiat salvaguarderà la presenza italiana per ora attraverso l’export. Cauta sodisfazione dei sindacati

L'incontro di ieri sera a Palazzo Chigi

ROMA - Sono state cinque lunghe ore di trattative a Palazzo Chigi, tra Marchionne e John Elkann da una parte e Monti, Passera e Fornero dall’altra: alla fine,  un comunicato e nessun incontro con i giornalisti. Dal comunicato si evince che Fiat salvaguarderà la sua presenza in Italia, ma investirà soltanto "al momento più idoneo", quando ci sarà la piena ripresa del mercato europeo dell'auto. "Traspaiono buone intenzioni. Bisogna però vedere nel concreto se i giudizi espressi saranno sostanziati dai fatti", commenta il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, mentre il numero uno dell'Ugl, Giovanni Centrella, sottolinea che per l'assenza di "precise garanzie sul futuro dei lavoratori, anche in termini di ammortizzatori sociali, e sugli stabilimenti italiani Fiat non si può essere né soddisfatti né tranquilli". "Abbiamo apprezzato che la Fiat nel documento congiunto col governo abbia ribadito di restare in Italia dove intende rafforzare la competitivita' attraverso ricerca ed innovazione", ha detto invece Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. Infine per il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo. "E' stato un incontro positivo, si e' avuta la conferma che Fiat non va via dall'Italia ma che c'e' una difficolta', dovuta alla crisi, per cui e' necessario dosare attentamente gli investimenti"."La Fiat - afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - deve assicurare gli investimenti non appena il mercato ripartirà". "Spero che ora il governo convochi i sindacati il più presto possibile", dice il leader della Fiom, Maurizio Landini. La data non c'é ancora ma il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha già assunto l'impegno a convocare le organizzazioni sindacali la prossima settimana. Intanto il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, che ieri ha incontrato Passera, indica una strada da seguire per risolvere il problema Fiat: abbassare la pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro per favorire la competitività.
Nessuna richiesta di soldi è arrivata dall'azienda, né sotto forma di sgravi fiscali né di strumenti come la cassa integrazione in deroga e i prepensionamenti.
Fiat dichiara di voler salvaguardare la presenza in Italia grazie all'export negli Usa e in altre aree extra europee. Finché il mercato non si riprenderà, la casa torinese lavorerà allo sviluppo di un modello di export per aumentare la capacità degli stabilimenti italiani. Elkann e Marchionne ricordano che l'azienda ha investito 5 miliardi di euro in Italia negli ultimi 3 anni e che la collaborazione con la Chrysler sarà sempre più stretta, grazie all'integrazione delle piattaforme. Il Lingotto è disponibile "a valorizzare le competenze e le professionalità peculiari delle proprie strutture italiane, quali ad esempio l'attività di ricerca e innovazione". La Fiat ha espresso ''apprezzamento per l'azione del Governo che ha giovato alla credibilità dell'Italia e ha posto le premesse, attraverso le riforme strutturali, per il miglioramento della competitività, oltre che per un cambiamento di mentalità idoneo a favorire la crescita''. 
Dal canto suo, "il Governo ha apprezzato l'impegno assunto nel corso della riunione a essere parte attiva dello sforzo che il Paese sta portando avanti per superare questa difficile fase economica e finanziaria''. Il governo, come già aveva fatto in altre occasioni, non intende interferire nelle strategie dell'azienda, di cui apprezza i risultati che sta conseguendo a livello internazionale. Esecutivo e Fiat avvieranno nelle prossime settimane "un lavoro congiunto utile a determinare requisiti e condizioni per il rafforzamento della capacità competitiva dell'azienda. Un gruppo di lavoro sarà costituito presso il Mise per individuare gli strumenti per rafforzare ulteriormente le strategie di export del settore automotive".
Secondo quanto apprende l'Agi, le stime che il Lingotto avrebbe illustrato al governo riporterebbero a uno scenario ai livelli degli anni '70. A livello globale le vendite delle autovetture sono scese dai 15,9 milioni del 2007 ai 12,7 milioni del 2012. Mentre per il mercato italiano il calo e' stato piu' consistente: nell'ordine delle due cifre (-44%). Si e' passati infatti da 2,5 milioni di auto vendute nel 2007 a 1,4 milioni del 2012. Di qui il progetto di mantenere comunque la produzione in Italia e di proporre modelli che possano essere appetibili sul mercato estero in particolare in quello americano.

martedì 18 settembre 2012

Caso Fiat: sabato Marchionne da Monti


ROMA - L'a.d. Fiat, Sergio Marchionne, incontrerà il premier, Mario Monti, sabato 22 a Palazzo Chigi. All'incontro, informa la nota della presidenza del Consiglio, parteciperanno, per il governo, anche il ministro per lo Sviluppo economico Passera e il ministro del Lavoro Fornero mentre, per il Lingotto, il presidente Elkann. Nell'occasione - ha assicurato Marchionne - verranno illustrate le prospettive strategiche in Italia.
"Il presidente del Consiglio Mario Monti ha avuto una conversazione telefonica con il dottor Sergio Marchionne, a.d. di Fiat, durante la quale si è convenuto di incontrarsi sabato 22 alle ore 16 a Palazzo Chigi", si legge nel comunicato.

mercoledì 25 luglio 2012

Palazzo Chigi smentisce le voci di blocco delle tredicesime degli statali


ROMA - La presidenza del Consiglio smentisce le vocI secondo le quali sarebbe intenzione del governo di bloccare le tredicesime per i dipendenti pubblici.
"In merito al possibile blocco delle tredicesime dei dipendenti pubblici e dei pensionati prospettate da un'associazione di categoria, fonti di palazzo Chigi smentiscono che sia mai stata presa in considerazione un'ipotesi del genere", si legge nella nota.
Il comunicato aggiunge che "le stesse fonti sottolineano che alimentare l'allarmismo sociale rischia di causare un duplice danno: sia per l'organizzazione che ha diffuso questa ipotesi, in quanto si rischierebbe un possibile blocco dei consumi; sia per la tenuta dell'economia".
L'ipotesi del blocco, sul modello di quanto fatto dal governo spagnolo nei tagli di spesa previsti per fronteggiare la crisi, è stata paventata da alcuni giornali e rilanciata in mattinata dal segretario della Cisl Raffaele Bonanni dicendosi pronto "a fare le barricate" contro l'eventualità.

venerdì 13 aprile 2012

Governo, martedì il vertice di maggioranza


ROMA - Ci sarà martedì il vertice tra il premier Mario Monti ed i leader Pdl, Pd e Terzo Polo Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini. Al centro dell'incontro il tema della crescita e dello sviluppo ma sara' l'occasione, a quanto si apprende, anche per fare il punto sui nodi irrisolti riguardanti il ddl lavoro.

venerdì 2 marzo 2012

Vertice a Palazzo Chigi: la Tav si farà, ma la violenza non sarà tollerata


ROMA - Il Governo conferma: la Tav in Val di Susa si farà. APalazzo Chigi si è svolto il vertice straordinario sui lavori per l'asse ferroviario Torino-Lione "per verificarne lo stato di avanzamento nelle necessarie misure di sicurezza". Alla riunione hanno partecipato il ministro degll'Interno, Anna Maria Cancellieri; il ministro dello Sviluppo Economico, Trasporti e Infrastrutture, Corrado Passera; il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà; e il commissario straordinario di governo, Mario Virano.
Al termine il premier Monti ha ricordato che si sono svolti numerosi momenti di ascolto e confronto, audizioni, incontri con le popolazioni. “Il progetto iniziale è stato modificato per tenere conto delle osservazioni, le analisi costi-benefici hanno messo in luce risultatirilevanti: si riducono i tempi di percorrenza, si genera lavoro sul territorio”.
Il governo, quindi, ha deciso di confermare il proprio impegno. Le operazioni di controllo del territorio, dunque, continueranno ad essere coercitive. 'La liberta' di pensiero - ha premesso - e' un bene fondamentale, ma - ha subito aggiunto - non saranno consentite forme di illegalita' e sara' contrastata ogni forma di violenza''. 
I lavori del cantiere vanno avanti, ha dunque detto il premier. Sulla stessa linea anche il ministro dell'Ambiente Clini: "La posizione del governo è stata espressa in modo chiaro: rigoroso rispetto delle normative italiane ed Europee in materia ambientale ma anche fare le infrastrutture che servono a questo Paese". 

Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha assicurato che il governo si impegnerà affinché non si ripetano "gli anni di piombo". "E' una storia che abbiamo già visto. Le persone devono aiutarci, chi ha voglia di vivere un Paese sereno. Solo col concorso di tutti riusciremo a fronteggiare pericoli che vogliamo che si ripetano".
"Che il governo vada avanti con determinazione lo ritengo un fatto ovvio": Così il commissario straordinario di Governo per la Tav Mario Virano risponde alle domande dei giornalisti dopo la riunione.
APPELLO AL GOVERNO Un appello al Governo da esponenti della società civile, della cultura e della politica per la riapertura di un dialogo in Valsusa. Nel documento chiedono "con forza che il Governo Italiano risponda positivamente alla richiesta d'incontro da parte dei sindaci della Valsusa affinché si possa svolgere un confronto democratico con i territori direttamente interessati dall'opera". Ritengono necessario, inoltre, che si apra "un confronto tecnico sul merito dell'opera". Tra i firmatari don Ciotti, il presidente della Regione Puglia Niki Vendola, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, di Bari Michele Emiliano, Livio Pepino (giurista, già componente Consiglio superiore magistratura), Michele Curto (capogruppo Sinistra, ecologia e libertà, Comune Torino), Giorgio Airaudo (responsabile nazionale auto della Fiom) docenti universitari tra cui lo storico Marco Revelli, Monica Frassoni (presidente Verdi europei), Paolo Beni (presidente nazionale Arci), Giovanni Palombarini (giurista, già Procuratore aggiunto Cassazione)  



venerdì 25 novembre 2011

Monti al Consiglio dei Ministri: riforme il più presto possibile con il consenso delle parti sociali. Oggi nè nomine di sottosegretari, nè misure anticrisi

ROMA - L'Italia si impegna ad attuare il consolidamento sostenibile in tempi rapidi con misure di impulso alla crescita. Questo il contenuto di una nota del Consiglio dei ministri relativa alla situazione italiana. Il presidente del consiglio, Mario Monti "ha sottolineato che l'Italia ha dimostrato nel suo recente passato di aver compiuto progressi significativi in materia di consolidamento fiscale. L'impegno a rendere tale consolidamento sostenibile sarà attuato in tempi rapidi con misure di impulso alla crescita. Le riforme dovranno essere attuate "con il consenso delle parti sociali"


Né nomina dei nuovi sottosegretari né misure anticrisi: nel Consiglio che si è tenuto questa mattina i ministri  non hanno preso decisioni in merito ai due attesi temi. I punti non erano all'ordine del giorno. "Presenteremo le misure quando saremo sicuri; non so i tempi, l'importante è che siamo pronti perché non si possono fare annunci e poi tornare indietro", ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, spiegando che il Cdm di oggi ha approfondito le riforme da fare ma non ha approvato delle misure concrete.
Mario Monti ha infatti illustrato "il programma di riforme strutturali 'equo ma incisivo' da perseguire con il consenso delle parti sociali" sulla base "del suo discorso al Senato del 17 novembre scorso", continua il comunicato di Palazzo Chigi.

Il premier ha anche riferito di aver riconfermato a Angela Merkel e Nicolas Sarkozy "l'impegno a raggiungere gli obiettivi stabiliti in sede europea (ed in particolare il pareggio di bilancio nel 2013)" identificando con chiarezza riforme strutturali. "Sarkozy e Merkel hanno espresso piena fiducia nel Presidente Monti e nel suo Governo e ribadito il sostegno all'Italia dicendosi consapevoli che un crollo dell'Italia porterebbe inevitabilmente alla fine dell'euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili" recita il comunicato

"Il Consiglio dei ministri ha avviato la discussione per identificare il percorso operativo da intraprendere, nel più breve tempo possibile, per la definizione del pacchetto di misure da adottare", si legge ancora nella nota
Il ministro Piero Gnudi, oltre alla delega per il turismo e lo sport, è incaricato da oggi anche di curare gli Affari regionali. Mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda avrà anche la responsabilità dell'attuazione del Programma di Governo, avendo a disposizione a tal fine il Dipartimento per il Programma di Governo. Lo ha deciso il Presidente del Consiglio Mario Monti che ha informato della decisione di attribuire le nuove deleghe ai due ministri senza Portafoglio il Consiglio dei Ministri, che "ha collegialmente condiviso tali iniziative". Lo ha reso noto la Presidenza del Consiglio al termine della riunione del Governo, nel comunicato diffuso dopo la riunione del Cdm.

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