| Giorgia Meloni |
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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mercoledì 9 luglio 2014
Centrodestra, prove di nuova coalizione
lunedì 9 giugno 2014
Ballottaggi: il Pd perde 4 roccaforti (compresa Livorno che va al M5S), ma conquista 7 capoluoghi (con Bergamo e Pavia)
| Filippo Nogarin, nuovo sindaco M5S di Livorno |
La città di Livorno, che ha tenuto a battesimo il Pci e che dal dopoguerra era sempre stata guidata dalla sinistra, questa volta dà fiducia a Filippo Nogarin, candidato per il Movimento 5 Stelle, che strappa la poltrona di sindaco a Marco Ruggeri, Pd. La sconfitta per il Pd è paragonabile a quando a Bologna, nel 1999, Giorgio Guazzaloca riuscì a conquistare la città portando, per la prima volta dal dopoguerra, una coalizione di centrodestra alla guida del capoluogo emiliano. Il Movimento 5 Stelle ha vinto anche a Civitavecchia, nel Lazio.
In Veneto altra clamorosa sconfitta del Pd, che ha governato Padovadal 1993 (con uno stop solo tra il 1999 e il 2004): il candidato del centrosinistra, Ivo Rossi, che ha guidato la città da quando l'ex sindaco Flavio Zanonato divenne ministro allo Sviluppo Economico, ha perso la sfida contro Massimo Bitonci (sostenuto da Lega e Fi).
Il Pd esce sconfitto anche in Umbria: Perugia, città che nel dopoguerra era sempre stata amministrata da sindaci di sinistra, va questa volta ad Andrea Romizi, di Forza Italia, che ha battuto il candidato di centrosinistra Wladimiro Boccali.
Il centrodestra ha riconquistato anche Teramo, che già governava con Maurizio Brucchi. A Potenza ha vinto Dario De Luca, esponente di Fratelli d'Italia nella coalizione di centrodestra: clamorosa la sconfitta del centrosinistra, il cui candidato, Luigi Petrone, del Pd, aveva sfiorato la vittoria al primo turno.
Il Pd è riuscito a confermarsi a Modena, dove Giancarlo Muzzarelli (Pd), che aveva sfiorato la vittoria al primo turno, ha battuto l'avversario M5s Marco Bortolotti, che ha potuto contare sul sostegno della Lega nord, di Fratelli d'Italia e del Nuovo Centro Destra del modenese Carlo Giovanardi. Conferma del Pd anche a Terni e Bari, dove il nuovo sindaco è Antonio Decaro.
Il Pd poi è riuscito a strappare Vercelli, Verbania,Cremona, Biella, Pescara, Foggia e Bergamo al centrodestra. In quest'ultima città l'ex spin doctor di Matteo Renzi, Giorgio Gori, ha battuto il sindaco uscente, Franco Tentorio. A Verbania e Vercelli a imporsi sono state due donne: Silvia Marchionini e Maura Forte.
Altro scontro importante, quello di Pavia, dove Cattaneo, sindaco uscente di centrodestra, uno dei più giovani e più amati primi cittadini d'Italia, ha perso la sfida contro Depaoli (Pd).
Nei 139 comuni al voto circa un terzo lo si è aggiudicato il centrodestra, due terzi il centrosinistra. Molto bassa l'affluenza alle urne, pari al 49,5%, mentre al primo turno aveva toccato il 70,6%.
In Veneto altra clamorosa sconfitta del Pd, che ha governato Padovadal 1993 (con uno stop solo tra il 1999 e il 2004): il candidato del centrosinistra, Ivo Rossi, che ha guidato la città da quando l'ex sindaco Flavio Zanonato divenne ministro allo Sviluppo Economico, ha perso la sfida contro Massimo Bitonci (sostenuto da Lega e Fi).
Il Pd esce sconfitto anche in Umbria: Perugia, città che nel dopoguerra era sempre stata amministrata da sindaci di sinistra, va questa volta ad Andrea Romizi, di Forza Italia, che ha battuto il candidato di centrosinistra Wladimiro Boccali.
Il centrodestra ha riconquistato anche Teramo, che già governava con Maurizio Brucchi. A Potenza ha vinto Dario De Luca, esponente di Fratelli d'Italia nella coalizione di centrodestra: clamorosa la sconfitta del centrosinistra, il cui candidato, Luigi Petrone, del Pd, aveva sfiorato la vittoria al primo turno.
Il Pd è riuscito a confermarsi a Modena, dove Giancarlo Muzzarelli (Pd), che aveva sfiorato la vittoria al primo turno, ha battuto l'avversario M5s Marco Bortolotti, che ha potuto contare sul sostegno della Lega nord, di Fratelli d'Italia e del Nuovo Centro Destra del modenese Carlo Giovanardi. Conferma del Pd anche a Terni e Bari, dove il nuovo sindaco è Antonio Decaro.
Il Pd poi è riuscito a strappare Vercelli, Verbania,Cremona, Biella, Pescara, Foggia e Bergamo al centrodestra. In quest'ultima città l'ex spin doctor di Matteo Renzi, Giorgio Gori, ha battuto il sindaco uscente, Franco Tentorio. A Verbania e Vercelli a imporsi sono state due donne: Silvia Marchionini e Maura Forte.
Altro scontro importante, quello di Pavia, dove Cattaneo, sindaco uscente di centrodestra, uno dei più giovani e più amati primi cittadini d'Italia, ha perso la sfida contro Depaoli (Pd).
Nei 139 comuni al voto circa un terzo lo si è aggiudicato il centrodestra, due terzi il centrosinistra. Molto bassa l'affluenza alle urne, pari al 49,5%, mentre al primo turno aveva toccato il 70,6%.
venerdì 16 maggio 2014
Il centrodestra stravince in India. Il partito della Ghandi riconosce la sconfitta
| Si festeggia la vittoria del partito di Narenda Modi (a destra) |
NEW DELHI - La coalizione di centrodestra guidata dall'aspirante premier Narendra Modi ha conquistato i seggi necessari per avere la maggioranza assoluta nel Lok Sabha (Camera bassa) del Parlamento indiano. Iniziati i festeggiamenti davanti alla sede del partito indù nazionalista del Bharatya janata party (Bjp) a New Delhi. Nella sede del Congresso e' prevista nel pomeriggio una conferenza stampa della leader italo indiana Sonia Gandhi e del figlio Rahul.
Il partito indiano del Congresso ha ammesso oggi la sconfitta nelle elezioni. Lo ha detto il leader Satyavrat Chaturvedi alla tv NDTV. Il politico ha però aggiunto che si e' trattato di "una sconfitta collettiva" e non del numero due Rahul Gandhi, figlio dd Sonia, che ha guidato la campagna elettorale. La coalizione di centro-destra Nda guidata dal Bjp ha superato quota 300 seggi nella Camera bassa del Parlamento, potrà formare un governo senza apporti esterni.
lunedì 28 ottobre 2013
Elezioni: il Trentino al centrosinistra, batosta per il centrodestra e grillini. Svp trionfa a Bolzano
TRENTO - Le elezioni provinciali in Trentino Alto Adige riconfermano le giunte uscenti. A spoglio ancora in corso, i risultati sembrano essere ben delineati. La provincia di Trento va al candidato del Pd e della coalizione di governo uscente, Ugo Rossi, col 58,2% delle preferenze (450 sezioni su 528). A Bolzano confermato il successo della Suedtiroler Volkspartei, primo partito con il 45,6% delle preferenze.
Male il centrodestra - Da registrare in entrambe le votazioni lo scarso risultato ottenuto dalle liste del Pdl: a Bolzano la lista Forza Alto Adige-Lega Nord fortemente voluta dalla leader locale del Pdl, Michaela Biancofiore, si è fermata al 2,5%. A Trento il rappresentante di Forza Trentino è giunto solo quinto con il 4,22% dei voti.
Giù anche i grillini - In forte arretramento rispetto alle politiche anche i grillini: il Movimento 5 stelle si è fermato al 5,74% a Trento e al 2,5% a Bolzano. Il Pd, come si diceva, è nella coalizione vincente a Trento e ha ottenuto il 6,8% a Bolzano dove è giunto dietro la lista Verdi-Sel che si è piazzata terza con l'8,7%. A Bolzano da segnalare l'exploit della lista di estrema destra Die Freiheitlichen giunta seconda con il 17,9%. L'affluenza è stata del 77,7% a Bolzano, il 62,81% a Trento.
Male il centrodestra - Da registrare in entrambe le votazioni lo scarso risultato ottenuto dalle liste del Pdl: a Bolzano la lista Forza Alto Adige-Lega Nord fortemente voluta dalla leader locale del Pdl, Michaela Biancofiore, si è fermata al 2,5%. A Trento il rappresentante di Forza Trentino è giunto solo quinto con il 4,22% dei voti.
Giù anche i grillini - In forte arretramento rispetto alle politiche anche i grillini: il Movimento 5 stelle si è fermato al 5,74% a Trento e al 2,5% a Bolzano. Il Pd, come si diceva, è nella coalizione vincente a Trento e ha ottenuto il 6,8% a Bolzano dove è giunto dietro la lista Verdi-Sel che si è piazzata terza con l'8,7%. A Bolzano da segnalare l'exploit della lista di estrema destra Die Freiheitlichen giunta seconda con il 17,9%. L'affluenza è stata del 77,7% a Bolzano, il 62,81% a Trento.
venerdì 30 agosto 2013
Nuovi senatori a vita, polemica del centrodestra: quattro voti per un eventuale Letta-bis
ROMA - ''Con tutto il rispetto dovuto al Capo dello Stato e alle sue prerogative e con tutto l'apprezzamento per la personalita' dei nuovi senatori a vita, a me sembra evidente, tuttavia, che un eventuale governo Letta-bis potrebbe contare, da oggi, su quattro voti in più a Palazzo Madama, dove i numeri ballano. In fondo la politica e' un po' una coazione a ripetere. Anche il governo Prodi si avvaleva del voto, spesso determinante, dei senatori a vita'': così Giuliano Cazzola esponente di Scelta civica per l'Italia.
''Che bisogno c'era? La ''spending deppiu''' ha contagiato anche il Quirinale. Come sempre, risparmiano gli altri. Loro sfornano senatori a vita''. Lo dice Francesco Storace, responsabile de La Destra.
"Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Restiamo in fervida attesa di un voto determinante nel quale i 4 senatori a vita, creati da re Giorgio, saranno determinanti per la sconfitta del centrodestra e di Berlusconi. Proprio di ben in
''La scelta di nominare altri quattro senatori a vita è fuori luogo oltre che anacronistica visto che tutti auspicano un senato federale, delle regioni con un numero ridotto di senatori espressi col voto dai territori. L'articolo 59 al secondo comma deve essere abolito così come avevamo già previsto nella riforma costituzionale del 2005. Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma qualche volta si indovina. Non vorrei mai che queste nomine possano assumere l'importanza che i senatori a vita ebbero nel sostegno del governo Prodi. Facendo due calcoli vedo nel nostro futuro con questa scelta un Letta Bis con una rinnovata maggioranza. Chi decide le sorti del paese votando le leggi deve essere eletto non nominato''. Lo dichiara il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli.
martedì 11 giugno 2013
Comunali: centrosinistra-centrodestra 16 a 0
ROMA - Il centrosinistra ha fato en plein: trionfa a Roma, che strappa al centrodestra dopo 5 anni, così come Brescia, governata dal Pdl negli ultimi 5 anni. Dopo 18 anni di indiscusso dominio del centrodestra, si riprende anche Viterbo, e dopo 20 anni strappa Treviso alla Lega e Imperia (feudo dell'ex ministro Claudio Scajola) al Pdl. Tutti gli 11 capoluoghi al ballottaggio sono infatti andati a sindaci del centrosinistra, e, se si sommano ai 5 già vinti al primo turno (Sondrio, Pisa, Massa, Isernia e Vicenza) portano la vittoria del centrosinistra sul centrodestra a 16 a 0. Nei capoluoghi brucia alla Lega la sconfitta di Gentilini, il 'sindaco sceriffo' che, direttamente o indirettamente, ha guidato la politica di TREVISO' dal lontano '94. ''E' finita l'era Gentilini, è finita l'era della Lega e del Pdl", ha commentato lui . A SIENA, storica roccaforte del centrosinistra sconvolta dal caso Monte dei Paschi, Bruno Valentini (Pd, Sel e lista civica) riesce, con il 52% dei voti, a prevalere di misura su Eugenio Neri, che si ferma al 48%.
Altro dato eclatante è quello di BRESCIA, dove, dopo 5 anni, la città torna ad essere guidata dal centro sinistra. Emilio Del Bono, sostenuto da Pd e civiche, ha ottenuto il 56,52% dei voti. Il candidato del centro destra, il sindaco uscente Adriano Paroli, si è fermato al 43,47%. Un altro feudo strappato al centrodestra è IMPERIA: dopo 20 anni di governo di centrodestra, il feudo dell'ex ministro Claudio Scajola ha deciso di cambiare. Il nuovo sindaco è l'imprenditore Carlo Capacci, sostenuto da Pd e tre liste civiche, tra cui una che fa capo all'ex sindaco Paolo Strescino (ex Pdl) e che raccoglie dissidenti del Pdl. Ha vinto il ballottaggio con oltre il 76%; al candidato Pdl, Erminio Annoni, il 23,8%. Il centrosinistra torna anche alla guida di Viterbo, dopo 18 anni: Leonardo Michelini, con il 62,9% dei consensi, ha strappato la città al sindaco uscente Giulio Marini, che si è fermato al 37,1%. A IGLESIAS, commissariata e prima in mano al centrodestra, vince, anche se di misura, Emilio Gariazzo (Pd, Sel, Comunisti italiani, liste civiche) con il 51,7%.
Il centrosinistra riesce a riconfermare la poltrona del sindaco a LODI - dove vince Simone Uggetti (Pd, Sel e liste civiche) - a BARLETTA, dove si impone, con il 62,9%, Pasquale Cascella, giornalista ed ex portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ad AVELLINO, dove vince Paolo Foti, con il 60,6% dei consensi e ad ANCONA. Qui Valeria Mancinelli, candidata del centro sinistra, ha battuto con il 62,6% lo sfidante del centro destra Italo D'Angelo (37,4%) ed è il primo sindaco donna della città. Negli altri 56 comuni al voto - 54 superiori ai 15 mila abitanti, 2 inferiori a questa cifra - 34 sono andati al centrosinistra, 2 se li è aggiudicati il Movimento Cinque Stelle: sono Pomezia (Latina) e Assemini (Cagliari). Al M5S vanno i comuni di Assemini e Pomezia.
''Il voto nella citta' capitale ha in se' un elemento simbolico e mi spiace che la sindacatura di Gianni Alemanno non sia stata confermata e premiata, ma la vita continua, e il governo di larga coalizione vive obiettivamente oltre il perimetro delle battaglie amministrative parziali.''.Lo afferma il ministro e vicepremier del Pdl Angelino Alfano in una intervista al 'Foglio'.
Il risultato complessivo "va valutato nel complesso, nel primo, nel secondo turno e quello siciliano" ma è un risultato che "rafforza lo schema delle larghe intese e mi spinge e ci spinge a lavorare di più". Lo ha detto il premier Enrico Letta commentando le amministrative.
La "batosta c'è stata ed è innegabile" ma Roberto Maroni intervistato dal "Corriere della Sera" non gradisce le richieste di dimissioni da leader della Lega: "Significa non aver capito nulla. Quello che ci ha fatto perdere sono state le polemiche". Il secondo turno delle amministrative indica che la Lega ha perso ovunque, "un dato oggettivo che dovremo analizzare per capirne le cause".
Il problema secondo Maroni non è la scelta dei candidati, per esempio Gentilini che non è stato riconfermato a Treviso ma che "si è battuto come un leone"; il problema è "il discredito che ha colpito tutti i partiti, anche la sinistra che oggi canta vittorie dovrebbe essere preoccupata, ha perso vagonate di voti".
Quanto alla Lega, "ha pagato il prezzo delle nostre vicende interne e delle nostre divisioni, dalla Tanzania in avanti". L'astensionismo, poi, punisce tutti, ma "se a Siena ha vinto ancora il Pd e a Treviso ha perso Gentilini, che è la storia della Lega, credo che per noi ci sia un disvalore aggiungto, e cioè la litigiosità", un riferimento alle recenti interviste di Umberto Bossi.
Maroni poi contesta i "soliti avvoltoi", non solo contro di lui ma contro il segretario veneto Flavio Tosi: "Questo è il momento di unire le forze e non di fare processi sommari. Rimane Tosi, rimena Salvini. Gli avvoltoi se ne vadano fuori dalle scatole". Infine, sempre in agenda il congresso straordinario, "non oltre febbraio visto che sono possibili le elezioni a marzo. E il nuovo segretario sarà un giovane".
La "batosta c'è stata ed è innegabile" ma Roberto Maroni intervistato dal "Corriere della Sera" non gradisce le richieste di dimissioni da leader della Lega: "Significa non aver capito nulla. Quello che ci ha fatto perdere sono state le polemiche". Il secondo turno delle amministrative indica che la Lega ha perso ovunque, "un dato oggettivo che dovremo analizzare per capirne le cause".
Il problema secondo Maroni non è la scelta dei candidati, per esempio Gentilini che non è stato riconfermato a Treviso ma che "si è battuto come un leone"; il problema è "il discredito che ha colpito tutti i partiti, anche la sinistra che oggi canta vittorie dovrebbe essere preoccupata, ha perso vagonate di voti".
Quanto alla Lega, "ha pagato il prezzo delle nostre vicende interne e delle nostre divisioni, dalla Tanzania in avanti". L'astensionismo, poi, punisce tutti, ma "se a Siena ha vinto ancora il Pd e a Treviso ha perso Gentilini, che è la storia della Lega, credo che per noi ci sia un disvalore aggiungto, e cioè la litigiosità", un riferimento alle recenti interviste di Umberto Bossi.
Maroni poi contesta i "soliti avvoltoi", non solo contro di lui ma contro il segretario veneto Flavio Tosi: "Questo è il momento di unire le forze e non di fare processi sommari. Rimane Tosi, rimena Salvini. Gli avvoltoi se ne vadano fuori dalle scatole". Infine, sempre in agenda il congresso straordinario, "non oltre febbraio visto che sono possibili le elezioni a marzo. E il nuovo segretario sarà un giovane".
lunedì 27 maggio 2013
Roma, al ballottaggio 11 capoluoghi. Non c’è il M5S, 5 sindaci subito al centrosinistra
ROMA - Roma al ballottaggio con Marino (43%), Alemanno (30%) e De Vito, M5S solo 12%. Sindaco al primo turno forse per Vicenza, Sondrio, Pisa, Massa e Iglesias. Niente di fatto a Brescia, Ancona, Treviso e Siena: si torna al voto il 9-10/6. Nessun grillino al ballottaggio. Deludono anche i leghisti mentre tra i Comuni al ballottaggio, tutti e 12 vedono prevalere i candidati del centrosinistra. A Treviso Gentilini, 83 anni, di nuovo candidato sindaco per la Lega, sotto di 12 punti.
L'elenco dei Comuni che andranno al ballottaggio il 9 e il 10 giugno è lungo: oltre a Roma, Brescia, Ancona, Treviso, Siena, anche a Barletta, Avellino, Viterbo, Imperia, Isernia e Lodi. Da sottolineare che nessun candidato del Movimento 5 Stelle sarà in corsa in queste sfide. Persino a Brescia il sindaco uscente del centrodestra, Adriano Paroli - quando sono 177 le sezioni scrutinate su 206 - è in svantaggio rispetto all'avversario di centrosinistra, Emilio Del Bono: 37,9% contro il 38,3%.
Coloro che conquistano subito la poltrona di sindaco, se verranno confermati i risultati, sono tutti del centrosinistra: aVicenza viene riconfermato Achille Variati (Pd, Udc e lista civica), a Sondrio è probabile la vittoria di Alcide Molteni (Pd, Psi e liste civiche) anche a Massa dovrebbe imporsi Alessandro Volpi (Pd, Sel, Socialisti, Rifondazione e liste civiche). A Pisa viene riconfermato il sindaco uscente, Marco Filippeschi, del centrosinistra. AIglesias, dopo un testa a testa, potrebbe prevalere Emilio Agostino Gariazzo (Pd, Sel e civica) che, a 19 sezioni su 33 scrutinate, ha il 50,5% dei consensi.
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domenica 28 aprile 2013
Islanda al voto: vola il centrodestra anti Ue
| Reykjavik |
lunedì 4 febbraio 2013
Sondaggi: secondo Demopolis il centro sinistra ha ancora un 6% di vantaggio sul centrodestra
ROMA - A tre settimane dal voto, secondo il Barometro Politico dell'Istituto Demopolis, il centrosinistra con il 34% mantiene sul centrodestra (27,8%) un vantaggio di poco meno di 6 punti percentuali. Al 16,5% si posiziona, in ulteriore crescita, il Movimento 5 Stelle. Al 15,4% la coalizione centrista guidata da Mario Monti.
Se ci recasse oggi alle urne - secondo l'indagine Demopolis - la coalizione di Bersani otterrebbe, con un buon margine, il premio di maggioranza alla Camera, conquistando 340 seggi. 125 deputati andrebbero al Centro Destra, 77 al Movimento 5 Stelle, 70 seggi all'area centrista dell'attuale Premier. Circa 20 deputati andrebbero a Rivoluzione Civile attestata poco sopra il 4%.
Primi tre partiti sarebbero il PD al 28,5%, il PDL al 19%, il Movimento 5 Stelle al 16,5%. È una fotografia, quella scattata oggi, destinata ad essere profondamente modificata da altri 20 giorni di campagna elettorale.
"L'esito delle prossime elezioni - afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento - si giocherà comunque sul numero dei seggi attribuiti al Senato in base ai diversi premi di maggioranza regionali: la vera partita si giocherà in Lombardia ed in Sicilia, le due regioni maggiormente incerte nelle quali si registra una situazione di sostanziale parità e dal cui voto dipenderà la governabilità del Paese". Nelle regioni in bilico, come nel resto d'Italia, determinante risulterà la scelta degli indecisi. Meno di 6 elettori su 10 hanno già compiuto una scelta definitiva.
venerdì 18 gennaio 2013
Sondaggio Swg: centrosinistra sempre in testa ma in calo, recupera il centrodestra
Sono 6 i punti di differenza tra i due partiti. Recupera il M5S, stabile Monti
ROMA - Con il 33 percento, la coalizione di centrosinistra si conferma quella con più consensi in vista delle prossime elezioni, ma perde quasi due punti (-1,9%) rispetto alla settimana scorsa. Nel dettaglio, infatti, il Pd perde un punto (da 29,8% a 28,8%) mentre Sel scende dal 4,4 percento al 3,8 percento. Sale invece il centrodestra, che si attesta al 27,2 percento (+1,9%) per effetto della crescita del Pdl (+2%, toccando quota 17,7%), che bilancia la flessione della Lega Nord+Lista Tremonti (-0,7%). E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre.
Pressoché stabile la coalizione di Centro intorno a Monti (- 0,1%), che si attesta al 13,7 percento, con il risultato di Scelta civica con Monti (8,6%), Udc (4,1%) e Fli (1%). Dopo un periodo di flessione, torna invece a crescere il Movimento 5 Stelle, che sale di quasi un punto percentuale (+0,9%), raggiungendo il 16,8percento. Significativa anche la salita di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, che guadagna quasi un punto percentuale (+0,9%) superando la soglia del 5 percento (5,4%). In lieve flessione (-0,3%) Fare per fermare il declino, al 2,2 percento.
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lunedì 8 ottobre 2012
Berlusconi pronto a non ricandidarsi “per unire il centrodestra”
ROMA - Silvio Berlusconi sarebbe pronto a non ricandidarsi. Ad annunciarlo è il segretario del Pdl, Angelino Alfano. "Per unire il centrodestra Berlusconi è pronto a non ricandidarsi. Per non consegnare l'Italia alla sinistra occorre un gesto di visione e generosità degli altri protagonisti del centrodestra", ha detto Alfano. "Se ne avremo le forze - ha poi aggiunto - la sinistra non andrà al governo e avremo uno Stato più leggero e meno tasse - ha assicurato - Con la sinistra al governo avremo uno Stato più pesante e più tasse".
Alfano ha poi rivolto un appello alle altre forze moderate. "Occorre un gesto di visione e generosià degli altri protagonisti storici del centrodestra”. Rivolgendosi direttamente a Pier Ferdinando Casini, ha aggiunto: ''Se Berlusconi non si ricandida, tu Casini sei chiamato a fare una scelta: hai il dovere di unire l'area dei moderati alternativa alla sinistra. Alle prossime elezioni, ha aggiunto, devono confrontarsi un'area moderata e quella della sinistra".
''Mi auguro che i fatti dimostrino che quel che ha detto Alfano sia vero'' ma ''gli italiani sono abituati alle giravolte di Berlusconi. Accettare le sfide è doveroso ma non cedere agli inganni lo è altrettanto'', ha risposto il leader dell'Udc.
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