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mercoledì 18 marzo 2015

Il governo: non esiste un problema LUPI

ROMA, 18 marzo - "Confermo l'obiettivo del ministero di garantire una rapida ed efficiente realizzazione delle opere e garantire la massima trasparenza". Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, risponde in aula alla Camera al question time sulle grandi opere a Firenze. Quanto a Ercole Incalza, Lupi spiega: "L'ingegner Incalza dal 31 dicembre 2014 non e' piu' direttore dell'unita' tecnica di missione e non ha ne' un rapporto di consulenza ne' di collaborazione con il ministero". Poi aggiunge: "Rispetto alle legittime richieste di chiarimento dei gruppi parlamentari, ritengo doveroso e urgente che questo avvenga quanto prima in Parlamento, nelle modalità che la presidenza riterra' opportuna". La risposta del ministro scatena la protesta dei Cinque Stelle: i deputati 'grillini' hanno cominciato a urlare "dimissioni, dimissioni" e qualcuno di loro, tra cui Carlo Sibilia hanno mostrato un orologio facendo riferimento implicito al Rolex regalato al figlio di Lupi. Per questo motivo, Sibilia ed altri sono stati invitati dal presidente di turno Roberto Giachetti a lasciare l'aula. L'orologio esibito dai deputati 5 Stelle, precisa poi ironica la deputata M5S Giulia Sarti, "non era un Rolex". 
Serve una razionalizzazione e una selezione delle grandi opere, ha poi affermato il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, risponendo al question time alla Camera. "La politica infrastrutturale deve modificarsi in direzione di una maggiore razionalizzazione e selezione delle opere. Il prossimo allegato delle infrastrutture deve prevedere una razionalizzazione delle priorità del nostro paese, non dovranno essere piu' di 60, sara' necessario che le grandi aree metropolitane siano collegate, bisognera' fare interagire i nodi e la rete. Questa è la prima grande modifica, in secondo luogo il governo si e' impegnato al recepimento delle direttive europee", ha aggiunto. Intanto il governo, per voce del ministro dell'Ambiente Galletti, ribadisce che "non esiste un problema Lupi". Gian Luca Galletti spiega che "non ha nessun avviso di garanzia. Se innalziamo troppo il livello della polemica - aggiunge a margine della commemorazione del 13esimo anniversario dalla scomparsa di Marco Biagi presso la sede del quotidiano 'Il Resto del Carlino' - diventa strumentale. Mi pare che, a questo punto, siamo proprio in questa fase: è semplicemente una cosa strumentale che io spero finisca in fretta"

giovedì 23 ottobre 2014

OTTAWA, ecco il killer del soldato. Era un musulmano convertito


L'attentatore, Michael Zejaf-Bibeau in una foto postata su twitter
I primi soccorsi (inutili) al soldato colpito
OTTAWA - Il primo ministro canadese Stephen Harper, in un discorso tv,  ha detto che il suo Paese "non si farà mai intimidire" dopo l’attacco mortale vicino al parlamento nazionale nella capitale Ottawa. E si è impegnato a "raddoppiare i nostri sforzi" in combattimento gruppi "terroristici".
Un uomo armato mercoledì mattina ha ucciso un soldato a un memoriale di guerra di Ottawa, prima di morire in una sparatoria all'interno del Parlamento, più tardi è stato identificati come Michael Zehaf-Bibeau, un musulmano convertito di 32 anni. Recentemente era stato individuati come un "viaggiatore ad alto rischio" e gli era stato tolto il passaporto a causa di presunte simpatie ijhadiste. Aveva avuto scontri con la legge  a Quebec risalenti al 2001. La sua fedina penale include 11 accuse. In un periodo di un mese tra il 20 novembre e il 15 dicembre 2001, aveva ricevuto una scarica di imputazioni per frodi con carta di credito a Montreal, multe per guida in stato di ubriachessa a Mont-Tremblant e aggressione a Laval.
L’attentatore è stato poi ucciso dall’ex ufficiale di polizia addetto ai servizi del cerimoniale della camera Kevin Vickers, l’eroe della giornata.
La serie di sparatorie a Ottawa era iniziata poco prima delle 10, quando il soldato, Nathan Cirillo, 24 anni, era stato ucciso. Testimoni avevano riferito che Cirillo era stato ucciso da un uomo vestito tutto di nero con una sciarpa sul viso.
"Ho guardato fuori dalla finestra e ho visto il killer vestito di nero con un fazzoletto sul naso e la bocca e qualcosa sopra la sua testa, puntare un fucile e sparare alla guardia d'onore di fronte al punto in bianco del cenotafio, due volte" ha detto il teste Tony Zobl, 35 anni.
Zobl ha detto che ha assistito all'incidente dalla sua finestra al quarto piano, direttamente sopra il National War Memorial, un monumento in granito alto 30 metri, con sculture in bronzo che commemorano la prima guerra mondiale
"La guardia d'onore è caduta a terra, e il tiratore ha alzato le braccia in trionfo tenendo in mano il fucile", ha detto Zobl.
La battaglia all'interno del Parlamento

Zobl e altri testimoni hanno raccontato che l'uomo armato poi era corso su per la strada verso Parliament Hillentrando nel corpo principale, dove si sentirono decine di spari. Il ministro Tony Clement ha riferito che almeno 30 colpi sono stati sentiti all'interno del Parlamento, dove conservatore e deputati liberali tenevano i loro incontri settimanali (i cosiddetti caucus).
Secondo le prime ricostruzioni Zehaf-Bibeau, capelli lunghi e neri, era armato con un fucile da caccia, vestito in abiti civili e con una kefiah che gli copriva la parte inferiore del volto. Proprio come appare in quella che dovrebbe essere la sua immagine postata su Twitter. Era italo-canadese, invece, il soldato ucciso, Nathan Cirillo. E a 24 ore dalle sparatorie per tutta Ottawa è ancora caccia all'uomo per scovare i possibili complici in fuga di Zahef-Bibeau. Il clima in città, soprattutto nell'area di Downtown, è surreale, con uomini della polizia e delle forze speciali che fermano ogni auto in uscita dal centro e controllano a tappeto ogni abitazione sospetta. Tutta l'area in cui sorge il Parlamento è tuttora in stato di assedio.

L’Isis ha esortato i sostenitori a compiere attentati contro i paesi occidentali, tra cui il Canada, che partecipano alla coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte i militanti in Iraq e Siria. Non è noto se l'indagato in attacco Quebec aveva alcun legame con gruppi militanti islamici.

L'eroe: Sergeant-at-Arms Kevin Vickers
Sergeant-at-Arms Kevin Vickers è raffigurato nella camera del Senato sulla collina del Parlamento a Ottawa in questo file di foto da 3 Giugno 2011
  • Testimoni hanno identificato l'ex sergente e attuale addetto al cerimoniale del Parlamento Kevin Vickers come l'uomo che ha ucciso l'aggressore
  • Vickers, 58 anni, ha assunto il suo ruolo nel 2006 dopo 29 anni nella polizia a cavallo canadese
  • Aveva fatto notizia nel 2011, quando avevaa sostenuto il diritto dei sikh di indossare pugnali cerimoniali alla Camera dei Comuni


mercoledì 22 ottobre 2014

COMMANDO in Canada assalta Parlamento, soldato e terrorista uccisi


La polizia all'interno del Parlamento assaltato
I soccorsi al soldato ferito
Intervengono le forze speciali
OTTAWA - Tre sparatorie sono avvenute questa mattina ad Ottawa, in Canada. Lo riferisce la polizia. La prima davanti al National War Memorial, la seconda al Rideau Centre (un centro commerciale) e la terza al Parlamento. Tutti gli edifici fanno parte del complesso governativo noto come Parliament Hill. S'indaga al momento sull'ipotesi che possa trattarsi dell'azione d'un commando.
Una ventina di colpi di arma da fuoco sono stati sparati dentro il Parlamento canadese dove era in corso una riunione politica di alto livello. A sparare sarebbe stato almeno un uomo con un fucile e sarebbe stato ucciso. L'uomo aveva prima  colpito un soldato all'esterno del Palazzo davanti al National Memorial War, dove montava di guardia: il militare stato portato in ospedale, ma è morto poco dopo. Poi di corsa l'attentatore è entrato in Parlamento sparando, prima di essere abbattuto.
Massima preoccupazione dopo che ieri un soldato canadese era stato ucciso e uno ferito da un estremista islamico a sua volta ucciso. 
L'area del Parlamento è stata completamente isolata e circondata dalle forze dell'ordine, mentre alcune immagini postate sui social media mostrano i soccorsi al soldato. Non sembrerebbero esserci per ora altri feriti. L'ufficio di Stephen Harper ha reso noto che il premier ha lasciato il palazzo.

giovedì 18 settembre 2014

Ennesima FUMATA NERA per Consulta e Csm

ROMA - Tredicesima fumata nera in Parlamento per l'elezione di due giudici della Consulta. Nessuno dei candidati ha raggiunto il quorum dei tre quinti, pari a 570 voti. Luciano Violante (sostenuto dal Pd) ha incassato 542 voti mentre Donato Bruno (Forza Italia) ne ha presi 527. Interviene il premier, Matteo Renzi: "Il presidente della Repubblica ha ragione: si deve andare veloci. Il Parlamento troverà una soluzione di alto livello".
Dopo la bacchettata di Giorgio Napolitano sull'elezione dei membri laici di Consulta e Csm e l'endorsement del premier, i capigruppo di Pd e Sel hanno espresso "piena condivisione delle parole del Capo dello Stato" e "disponibilità al reciproco ascolto per una vicenda che deve trovare rapida conclusione". 

Prossima votazione il 23 settembre - La prossima votazione del Parlamento in seduta comune per l'elezione dei giudici della Corte costituzionale si terrà martedì 23 settembre alle ore 12. Oltre ai due candidati più votati Violante e Bruno, hanno preso rispettivamente 32 voti Besostri, 30 Bertolissi, 11 Zanettin e 7 Barbera. I voti dispersi sono stati 45, 145 le schede bianche e 42 le nulle.

Speranza: "Andiamo avanti con Violante e Bruno" - Sulla Corte Costituzionale "andiamo avanti con questi due candidati: Luciano Violante e Donato Bruno". Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza lasciando la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. 

Tesauro: "Consulta merita ben altro trattamento" - Lo stallo non lascia indifferente Giuseppe Tesauro, presidente della Corte Costituzionale. "Un'istituzione come la Consulta penso meriti ben altro trattamento e neppure i cittadini italiani meritano questo spettacolo", dichiara a margine di una cerimonia a Salerno.


Fumata nera anche per l'elezione dei membri laici - Niente quorum anche per l'elezione di due membri laici del Csm: nella votazione del Parlamento in seduta comune nessuno ha raggiunto la quota di 514 voti necessari per far scattare l'elezione (servivano i 3/5 dei votanti). Servirà una nuova votazione.

martedì 5 agosto 2014

Roma, arrestato il rapinatore di SAN MACUTO. Stava depositando il bottino alle Poste


ROMA - Gli uomini dell'ispettorato di Polizia della Camera hanno arrestato il rapinatore di San Macuto nei locali dell'ufficio postale di Montesacro a Roma. L'uomo aveva già depositato parte del bottino. Il rapinatore sarebbe un dipendente di 'Milano 90', una società esterna di servizio per la Camera.  "Non avrei mai voluto farlo, ma ero disperato". E' quanto ha detto alla polizia l quando lo hanno bloccato. Secondo quanto si è appreso, il 38enne ha detto di essersi pentito del gesto, ma che è stato spinto a farlo per grossi problemi economici.

ROMA: Rapinatore in banca nel sorvegliatissimo palazzo del Parlamento di San Macuto

ROMA - L'ingresso del palazzo San Macuto
ROMA - Rapina questa mattina a Roma nella filiale del Banco di Napoli a Palazzo San Macuto. Un rapinatore è entrato nella filiale della banca nel palazzo che ospita, tra l'altro, le commissioni bicamerali d'inchiesta del Parlamento, si è fatto consegnare del denaro dalla cassiera ed è scappato da un ingresso secondario del complesso. L'uomo sarebbe entrato nella piccola sede della banca con il volto travisato da un passamontagna.
Il rapinatore doveva necessariamente essere esperto dei luoghi: per raggiungere, dopo il colpo, l'uscita secondaria del palazzo, in via del Seminario, da cui si è poi dileguato per i vicoli del centro storico di Roma ha dovuto fare un lungo giro per i corridoi del palazzo, salendo e scendendo dal quinto piano. Un percorso che anche diversi assistenti parlamentari non conoscono.

Il colpo è oggettivamente difficile: gli ingressi di San Macuto, come tutti quelli degli altri palazzi della Camera dei deputati sono presidiati dagli assistenti parlamentari che sottopongono chiunque entra a rigidi controlli di sicurezza. Peraltro, per entrare nelle sedi della Camera bisogna essere accreditati.

sabato 5 luglio 2014

Autobomba vicino al Parlamento di Mogadiscio. Vittime

Il Parlamento di Mogadiscio
MOGADISCIO - Un'autobomba è esplosa nelle vicinanze del Parlamento a Mogadiscio provocando delle vittime. Lo ha annunciato la polizia somala che per il momento non è in grado di fornire ulteriori dettagli. Dieci persone erano morte quando i militanti di al-Shabab di mira l'edificio del parlamento sei settimane fa.
Il gruppo militante islamico ha perso il controllo di Mogadiscio nel 2011 e da allora ha svolto diversi attentati e omicidi. All'inizio di questa settimana, un deputato di spicco, Ahmed Mohamud Hayd, è stato ucciso nella città, in un attacco  rivendicato da al-Shabab. Sadettin Doğan, un capo della sicurezza Turkish Airlines (THY), che è stato ucciso in un assalto armato nella capitale somala. Uomini armati hanno attaccato una macchina di funzionari della compagnia a Mogadiscio.

domenica 11 maggio 2014

Berlusconi: punto a tornare molto prima di 6 anni in Parlamento

ROMA - Silvio Berlusconi annuncia che "Tornerò molto prima di sei anni in Parlamento perché la sentenza che ha dato il via a tutto ciò sarà presto dichiarata ingiusta ed annullata". E, alla domanda se abbia intenzione di ricandidarsi afferma: "Vedremo, l'importante è che la sentenza venga dichiarata per quello che è: infondata.  Mia figlia - prosegue, parlando del possibile ingresso in politica di Marina - farà quello che le sembrerà giusto fare: io le sconsiglierò sempre di cambiare quello che sta facendo molto bene ora. In generale -  continua - l'eredità che penso di lasciare a chi prenderà il mio posto spero sia quella di trasformare la maggioranza numerica dei moderati in maggioranza politica per arrivare a cambiare l'assetto istituzionale del Paese".
Alle Europee un risultato del "20% sarebbe un miracolo, appena un punto sotto quello delle elezioni 2013 quando Alfano era ancora con noi. Ma io punto a superare il 25%. Io in televisione non vado mai quindi già il 20% sarebbe un buon risultato" aggiunge.
"La sinistra non credo avrà la maggioranza. Gli italiani sanno che votando la sinistra votano Shulz e gli uomini di Grillo saranno ininfluenti. Dalle elezioni mi aspetto di poter mandare in Europa un nucleo importante di nostri parlamentari molto capaci e soprattutto di indirizzare e condizionare le decisioni del Ppe che è maggioranza nel Parlamento. Nessun altro partito può fare alcunché in Europa", conclude.

martedì 29 aprile 2014

Tripoli, uomini armati attaccano il Parlamento

TRIPOLI - Uomini armati hanno preso d'assalto il parlamento della Libia e ha iniziato a sparare.  Diverse persone sono state ferite. L'attacco ha costretto i parlamentari ad abbandonare la votazione sul nuovo primo ministro. Abdullah al-Thinni si era dimesso dalla caricaall'inizio di questo mese dopo essere stato preso di mira dai miliziani.

mercoledì 19 marzo 2014

Renzi: spending review, sceglieremo dall'elenco di Cottarelli. Il 3% anacronistico

ROMA - "Le coperture e le discussioni che abbiamo avuto troveranno negli atti una naturale conseguenza e concretizzazione". Lo assicura il premier Matteo Renzi nel corso della sua replica alla Camera dopo le comunicazioni al Parlamento in vista del vertice Ue del 20 e 21 marzo.   "Il governo ha immaginato per il pacchetto di riforme coperture molto ampie, molto più ampie rispetto all'impegno fiscale. Non è necessario uno sforamento del 3 per cento con un'eventuale possibile modifica dal 2,6 al 3%", ha spiegato Renzi. "Noi come Pd abbiamo una caratteristica è cioè quella di approfondire e provare ad affrontare i problemi studiandoli e conoscendoli meglio per farci un opinione. Il tema del 3% come parametro è oggettivamente anacronistico".
Quanto alla riduzione della spesa pubblica "presenteremo la spending rewiev alle Camere. Il commissario ci ha fatto un elenco, ma toccherà a noi decidere. Come in famiglia se non ci sono abbastanza soldi sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no". Altro capitolo la giustizia civile, tra le priorità: "Non possiamo pensare che l'Ue sia il nostro alibi, i dati offerti dall' Ue non sono dati della strega brutta e cattiva ma sono dati della nostra debolezza" e per questo "risolvere il problema della giustizia civile è una priorità del nostro Paese".
"E' fondamentale che si esca dalla visione per cui l'Ue ci controlla i compiti o ci fa le pulci. l'Ue non è altro rispetto a noi. E se non saremo in grado di affermare che l'Italia e l'Europa - a dispetto di certa propaganda - non sono controparti ma sono sulla stessa barca,non ci sarà spazio per la politica". Lo aveva detto il premier Renzi nelle comunicazioni alla Camera. Come possiamo chiedere di "cambiare le regole del gioco sull'occupazione giovanile se noi abbiamo dei numeri che gridano vendetta?" si è chiesto, sottolineando che "si è pensato di creare lavoro per decreto e si è fallito. Si è pensato di dare garanzie ai giovani moltiplicando norme e si è nuovamente fallito e ora la disoccupazione giovanile è a livelli atroci". "Questo spinga il parlamento" ad affrontare la questione anche con temi innovativi. La riforma del lavoro è necessaria, "non è un argomento a piacere che possiamo affrontare o no" ha detto Renzi ricordando come questa riforma ci venga chiesta "dal 42% di giovani disoccupati" e non dall'Europa.
All'Europa, ha detto il premier "abbiamo offerto un pacchetto di riforme che parte da quella costituzionale a quella istituzionale che più hanno colpito i nostri partner europei perché è il segno che l'Italia è pronta a fare la propria parte". E ha aggiunto che "non abbiamo paura di confrontarci con nessuno sui numeri, sui dati e parametri e sappiamo di avere una zavorra del debito pubblico".
Il taglio dell'Irpef nelle buste paga di chi guadagna fino a 1.500 euro al mese è solo un primo passo per rivitalizzare il mercato interno ora bloccato, ha sostenuto Renzi chiarendo che altri passi si faranno con gli obiettivi del sostegno all'economia e della giustizia sociale per ridare speranza e fiducia.

giovedì 6 marzo 2014

Il parlamento della Crimea dice sì all’adesione alla Russia

Il porto di Sebastopoli
SEBASTOPOLI - Il parlamento della Crimea ha votato oggi in favore dell'adesione della regione alla Russia, come soggetto della Federazione Russa: lo ha annunciato il primo vice premier locale Rustam Temirgaliev, secondo l'agenzia Itar-Tass. Il parlamento della Crimea - dominato da filorussi - ha votato all'unanimità in favore dell'adesione alla Russia, formalizzando al contempo la convocazione del referendum che dovrà confermare o meno la decisione. Il referendum, fissato per 16 marzo, proporrà un'alternativa ai cittadini della Crimea (in maggioranza russi e russofili): volete tornare alla costituzione del 1992 oppure aderire alla Federazione Russa?

Vladimir Putin e' stato informato sulla risoluzione adottata del parlamento della Crimea in favore dell'adesione alla Russia: lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

sabato 22 febbraio 2014

Kiev, fuga degli ex: non c’è più Ianukovich, si dimette il capo del parlamento

KIEV - Piazza Maidan questa mattina
KIEV - Ianukovic firma accigliato l'accordo con i rivoltosi


KIEV - Il presidente del Parlamento ucraino, Volodimir Ribak, fedelissimo del presidente Viktor Ianukovich, si è dimesso dal proprio incarico "per motivi di salute". Subito dopo il pugile Vitali Klitschko, uno dei capi dell'opposizione, ha chiesto che si tenga un'elezione presidenziale entro il 25 maggio. Ianukovich, intanto, ha lasciato Kiev e sarebbe partito per Kharkov, seconda città dell'Ucraina, dove la contestazione nei suoi confronti è più blanda. Secondo altre fonti, avrebbe addirittura lasciato il Paese. Gli uffici di Kiev del presidente ucraino Viktor Yanukovich sono vuoti e non presidiati, con i manifestanti dell'opposizione apparentemente con il pieno controllo del distretto di governo. Ed è prudentemente (per lui) scomparso l’ex ministro dell’interno Zakharchenko.
 Il leader dell'opposizione Arseniy Yatseniuk ha detto che il parlamento ha bisogno di 300 voti di oggi per intervenire perché il presidente Yanukovich non ha firmato le leggi che sono state approvate assieme a lui ieri, “il che significa che ora abbiamo bisogno di votare le sue dimissioni”
L'ex speaker della Verkhovna Rada Volodymyr Lytvyn, ora membro del parlamento ha detto: "Io sostengo l'idea che il parlamento assuma il potere. Dobbiamo nominare un nuovo ministro dell’ interno Alcuni dei nostri colleghi qui hanno esperienza adatta per farlo".

Migliaia di manifestanti sono rimasti nella piazza principale di Kiev, ma la situazione è calma e la polizia sta smontando i presidi e se ne è andata da piazza Maidan.

giovedì 20 febbraio 2014

Kiev, saltata subito la tregua, si spara e si muore. Sgomberato il Parlamento

KIEV - La piazza Maidan questa mattina: in primo piano le barricate degli insorti, sul fondo un incendio (Kjivpost)
KIEV - Nonostante le parole e le promesse, l'Ucraina non riesce a svoltare pagina. Questa mattina infatti, nonostante il presidente ucraino Viktor Ianukovich avesse annunciato una "tregua" per "fermare il bagno di sangue" e la ripresa dei colloqui con l'opposizione, nel centro di Kiev sono ripresi gli scontri tra polizia e manifestanti e c'è già un morto. Deputati e impiegati stanno evacuando il palazzo della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) per motivi di sicurezza. La notizia è stata diffusa dall'agenzia Interfax. Fonti mediche hanno fatto sapere che un altro dei manifestanti è morto negli scontri di questa mattinaIntanto il bilancio comoplessivo dei caduti di quella che rischia di diventare una guerra civile si fa sempre più aspro, con i morti che salgono da 26 a 28, mentre 287 feriti sono ancora in ospedale. Lo ha annunciato il ministero ucraino della Salute. Il ministero ha precisato in un comunicato postato sul suo sito Internet che tra i feriti nelle violenze di martedì sera nella capitale ucraina c'erano anchequattro giovani di meno di 18 anni e due cittadini stranieri. Gli insorti hanno costretto gli agenti delle forze speciali ucraine ad arretrare abbandonando le posizioni conquistate in Maidan, la piazza centrale di Kiev. Secondo il Kyiv Post si sentono in continuazione colpi di arma da fuoco, e continua anche il lancio di molotov. Un mezzo della polizia è in fiamme, e i dimostranti stanno occupando negozi e magazzini vuoti nella piazza. I colpi di pistola sono incessanti e centinaia di manifestanti attaccano sistematicamente la polizia, sloggiandola dalle sue posizioni sulla piazza principale I manifestanti si stanno proteggendo da spari con scudi. Un cecchino degli insorti antigovernativi starebbe poi sparando sulla polizia dall'edificio del conservatorio di Kiev e avrebbe già ferito più di 20 agenti. Lo sostiene il ministero dell'Interno. Il conservatorio si affaccia su Maidan, la piazza centrale di Kiev cuore della protesta antigovernativa.

martedì 18 febbraio 2014

Si riaccendono durissimi scontri a Kiev

KIEV - Di nuovo durissimi scontri tra polizia e manifestanti antigovernativi a Kiev, capitale ucraina. Le violenze sono scoppiate quando un cordone di agenti ha impedito a un corteo di migliaia di dimostranti di avvicinarsi al Parlamento, dove oggi si discute una riforma costituzionale chiesta dall'opposizione per ridurre i poteri del presidente.
La polizia ha sparato  gas lacrimogeni e granate flash  nel tentativo di respingere migliaia di manifestanti che marciavano sul  parlamento. I manifestanti hanno risposto con bastoni, pietre e alcuni esplosivi. Almeno un manifestante è rimasto gravemente ferito, sanguinante dalla testa.
Gli scontri sono scoppiati in almeno tre puntii distinti t: al Parco Mariinsky , sulla Hrushevskoho Street e sulla Institutska Street vicino a Shovkovychna Street.
Alle 11:00 (10:00 in Italia) , i manifestanti avevano incendiato un camion della polizia. Almeno quattro agenti avevano preso posizioni nell’edificio al 17/5 di Institutska St., un edificio di cinque piani residenziali e di commercio e dal tetto hanno lanciato gas lacrimogeni e granate versoi manifestanti che hanno preso d'assalto l'edificio e rotto le finestre.L'ingresso principale è stato incendiato, mentre migliaia di manifestanti urlavano contro la polizia sul tetto.
Altri gruppi di manifestanti sono stati ammassati in Hrushevskhoho Street, il punto di infiammabilità delle violenze precedenti tra polizia e manifestanti che hanno preso posizioni tra barricate abbandonate solo ieri. I manifestanti hanno cominciato a bruciare pneumatici per creare una cortina di fumo tra loro e la polizia. 


martedì 28 gennaio 2014

Ucraina, abolite le leggi antiproteste

KIEV - Il Parlamento ucraino ha abrogato le leggi anti-protesta che, approvate il 16 gennaio, hanno portato all'inasprimento della crisi politica e agli scontri tra polizia e manifestanti. A favore dell'abrogazione si sono espressi 361 deputati su 450, e la votazione è stata accolto da un lungo applauso. 

domenica 12 gennaio 2014

Le intercettazioni della De Girolamo: pronta a riferire in Parlamento

NAPOLI .  "Sono più che disponibile a chiarire al più presto in Parlamento gli aspetti di questa sconcertante vicenda che mi vede sottoposta a un linciaggio mediatico senza precedenti pur non essendo io coinvolta nell'indagine''. e' quanto afferma il ministro dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo. ''Sono sicura di non aver fatto nulla di irregolare''. ''Il mio mandato ministeriale è, sin dal primo giorno del mio insediamento, nelle mani del Presidente del Consiglio, ma sono pronta a difendere con tutte le forze che ho in corpo la mia dignità e la mia onestà''. 
"Non bisogna aver paura di spiegare le proprie ragioni in Parlamento": così il ministro Graziano Delrio aveva risposto su SkyTg4 alla domanda se il responsabile dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo debba riferire in Parlamento sulla vicenda della Asl di Benevento. "La valenza penale della telefonata - aggiunge - non è rilevante, ma il confronto va accettato". Andrebbe sostituita in caso di rimpasto? "Per fortuna - risponde - questo tipo di valutazione non spetta a me ma al premier...".
''Ribadisco - dice il ministro nella nota - di essere vittima di registrazioni abusive in casa mia da parte di chi è stato sottoposto a misura cautelare dalla magistratura per presunti reati commessi nell'Asl di Benevento e di testimonianze raccolte dai giornali da parte di personaggi già noti alle forze dell'ordine e ai giudici. Constato con amarezza che la scala dei valori viene sovvertita e chi è accusato di aver violato la legge viene ritenuto più credibile di chi invece la legge l'ha rispettata''. ''Con la fermezza e la determinazione di chi è più che sicura di non aver commesso nulla di irregolare e di illecito - a meno che le parole in libertà pronunciate nella propria abitazione lo siano - sono pronta a fornire ai colleghi parlamentari - afferma la ministro nel comunicato - tutte le informazioni reali rispetto alle ricostruzioni distorte apparse in queste ore di accanimento, ribadendo totale e incondizionata fiducia negli accertamenti compiuti da parte chi ha, per Costituzione, il compito di farlo e cioè la magistratura''.
"Nunzia De Girolamo, che all'epoca non era neanche ministro, è stata abusivamente e a nostro avviso illecitamente intercettata". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano, rispondendo alla domanda di un giornalista sulla vicenda che coinvolge il ministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo.


Va intanto avanti, negli uffici della procura di Benevento, l'inchiesta sui pagamenti della Asl di Benevento che ha visto l'arresto, il 27 dicembre, di quattro imprenditori con l'accusa di aver ottenuto pagamenti irregolari dalla struttura sanitaria, per almeno 700mila euro. Nei fascicoli dell'inchiesta sono finite le registrazioni abusive che Felice Pisapia, ex direttore amministrativo della Asl e destinatario di un provvedimento di obbligo di dimora, fece di un incontro privato del luglio 2012 al quale era presente anche il ministro Nunzia De Girolamo (all'epoca deputato e coordinatore provinciale del Pdl), che non è indagata dalla procura. Ma le frasi della De Girolamo, finite nei verbali e pubblicate da alcuni giornali, sono all'origine delle polemiche politiche cresciute negli ultimi giorni contro l'esponente del Ncd. "Ho sbagliato nell'usare espressioni poco eleganti” ha detto ieri il ministro delle Politiche agricole. Tra le espressioni "poco eleganti", c'è un "mandagli i controlli e vaffa..." riferito all'ospedale Fatebenefratelli di Benevento, il cui bar è gestito da anni da una società amministrata dal marito della zia del ministro. Le indagini sulle truffe alla Asl hanno fatto emergere un "direttorio politico-partitico costituito al di fuori di ogni forma di legge" - scrive il gip Flavio Cusani nell'ordinanza cautelare per Pisapia - "che si occupava, in funzione di interessi privati e di ricerca del consenso elettorale, con modalità a dir poco deprimenti e indecorose, di ogni aspetto della gestione dell'Asl". Da alcune testimonianze emergerebbero favoritismi verso ditte 'amiche' e pagamenti ritardati a svantaggio di altre. Ma sul piano penale ci sono per ora solo le accuse di truffa aggravata e peculato che hanno portato all'arresto di quattro imprenditori, all'obbligo di dimora per l'ex direttore amministrativo della Asl Pisapia e ad un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Federico Russo, dirigente dell'Unità Farmaceutica della Asl. Nel mirino della procura, l'addebito da parte degli imprenditori alle casse dell'Azienda sanitaria, con l'aiuto di funzionari compiacenti, di prestazioni che non sarebbero mai state eseguite.

lunedì 9 dicembre 2013

Bangkok: la premier scioglie il Parlamento e indice nuove elezioni

BANGKOK - I manifestanti in marcia questa mattina verso il Parlamento
BANGKOK - La premier Yingluck Shinawatra
BANGKOK - Il primo ministro thailandese Yingluck Shinawatra ha sciolto il parlamento e indetto elezioni, dopo le proteste nella capitale, Bangkok. Lo ha annunciato alla televisione. "In questa fase, quando ci sono molte persone che si oppongono al governo, il modo migliore è quello di restituire il potere al popolo thailandese e tenere le elezioni", ha detto. "Allora il popolo Thai deciderà".
Le elezioni probabilmente si terranno il 2 febbraio, dicono i funzionari governativi thailandesi.
La mossa segue le dimissioni di tutti i deputati dell'opposizione dal Parlamento di domenica: intanto centinaia di migliaia di manifestanti marciano nuovamente sulla Government House.

La signora Yingluck ha vinto le elezioni nel 2011. Ma i manifestanti dicono che il suo governo è controllato dal fratello, il leader deposto Thaksin Shinawatra, e hanno promesso di continuare a dimostrare. Nelle elezioni generali nel luglio 2011, Pheu Thai partito della signora Yingluck ha ottenuto la maggioranza, con 265 seggi contro i  159 del Partito Democratico. Pheu Thai trae un notevole sostegno da zone prevalentemente povere e rurali della Thailandia e sarebbe favorito per le prossime elezioni.

giovedì 5 dicembre 2013

Agricoltori davanti al Parlamento, con alcuni maiali "da adottare" per salvare le stalle


ROMA - Per la prima volta migliaia di allevatori da tutte le regioni hanno portato maiali davanti al Parlamento per chiedere alle istituzioni di "adottarli" per salvare le stalle, dopo che solo nell'ultimo anno sono scomparsi dal territorio nazionale 615mila maiali "sfrattati" dalle importazioni dall'estero per realizzare falsi salumi italiani di bassa qualità. L'iniziativa è della Coldiretti, guidata dal presidente, Roberto Moncalvo, nell'ambito della mobilitazione "La battaglia di Natale: scegli l'Italia" mentre continua il presidio alla frontiera del Brennero di allevatori e agricoltori per combattere le imitazioni che fanno concorrenza sleale ai nostri produttori. Al centro della piazza davanti Montecitorio un grande libro raccoglie le domande di "adozione" dei maiali di cittadini e rappresentanti delle istituzioni che vogliono salvare il vero prosciutto italiano, assunto a simbolo della protesta. Sul palco allestito vicino a un piccola stalla dove razzolano comodamente i maiali di fronte a Montecitorio ci sono infatti bidoni di concentrato di pomodoro cinese, sacchi di polvere di latte del Nord Europa, cagliate industriali straniere per produrre mozzarella "senza latte" in Italia e cosce di maiale dalla Germania arrivate sul territorio nazionale per diventare prosciutti. Nei cartelli e sugli striscioni si legge "615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni gli antibiotici dalla Germania", "Una mozzarella su 4 e' senza latte", "Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro", "Subito l'etichetta per succhi di frutta, salumi, formaggi e mozzarelle", "Il falso Made in Italy uccide l'Italia". Dalla stalla al salumiere - spiega la Coldiretti - trovano occupazione 105mila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione, ora in pericolo. Insieme alle stalle e agli allevatori, a rischio di estinzione c'è una buona parte del patrimonio enogastronomico nazionale con i prelibati prodotti della norcineria nazionale dal culatello di Zibello alla coppa piacentina, dal prosciutto di San Daniele a quello di Parma, la cui produzione e' calata del 10% dall'inizio della crisi nel 2008. "In Italia due prosciutti su tre oggi provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta", ha denunciato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si tratta di "un inganno per i consumatori e un danno per gli allevatori italiani impegnati a rispettare rigidi disciplinari di produzione per realizzare carne di altissima qualità che non ha nulla a che fare con quella importata dove per l'alimentazione dei maiali si usano spesso sottoprodotti". Sul mercato - sostiene la Coldiretti - è facile acquistare prosciutti contrassegnati dal tricolore, con nomi accattivanti come prosciutto nostrano o di montagna, che in realtà non hanno nulla a che fare con la realta' produttiva nazionale. Una situazione favorita dall'inerzia dell'Unione Europea che, nonostante gli allarmi sanitari, non intende ancora estendere con un regolamento l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della carne di maiale impiegata nei salumi, al pari di quanto e' stato fatto con quella bovina dopo l'emergenza mucca pazza. Inoltre per ogni 100 euro spesi dai cittadini in salumi 48 restano in tasca alla distribuzione commerciale, 22,5 al trasformatore industriale, 11 al macellatore e solo 18,5 euro all'allevatore. In altre parole - spiega Coldiretti - mentre in media all'allevatore i maiali allevati sono pagati circa 1,4 euro al chilo, il consumatore ne spende oltre 23 euro per il prosciutto Dop.

domenica 29 settembre 2013

Letta al Quirinale: risolutivo il chiarimento in Parlamento


ROMA - Terminato alle 20.30 l’incontro al Quirinale tra Letta e Napolitano. Un comunicato precisa che “alla luce delle dichiarazioni di ministro del Pdl e dello stesso Berlusconi”£ la situazione non appare definita e quindi il risolutivo chiarimento non potrà avvenire che in Parlamento. Dove il premier non si presenterà dimissionario. "'Il succedersi nella giornata odierna di dichiarazioni pubbliche politicamente significative dei ministri dimissionari, di vari esponenti del PdL e dello stesso Presidente Berlusconi ha determinato un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica. Da ciò il Presidente del Consiglio ha tratto, d'intesa con il Presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento - che è la sede propria di ogni risolutivo chiarimento - le proprie valutazioni sull'accaduto e sul da farsi. Il Presidente del Consiglio concorderà la data dei dibattiti con i Presidenti delle Camere'. E' questa la note del Presidente della Repubblica al termine dell'incontro questa sera con il premier.
Le reazioni a cui accenna il comunicato sono, ad esempio queste. "Questo non è il momento di fare scouting, ma di unire i moderati che devono essere diretti dai moderati, perché non è possibile che siano diretti da estremisti". Lo ha detto Gaetano Quagliariello, che poi ha ripreso una definizione di Angelino Alfano per dire che "per essere 'diversamente berlusconiani' bisogna dividersi".
Il ministro dimissionario, Nunzia De Girolamo, ribadisce la sua fedeltà al leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ma "da moderata". "Sono sempre più evidenti - ha quindi denunciato la De Girolamo - atteggiamenti, posizioni e radicalismi che poco hanno a che vedere con i valori fondativi del nostro movimento liberale fatto di rispetto delle istituzioni, senso dello Stato e tolleranza".

domenica 22 settembre 2013

Germania, exit poll: La Merkel stravince (42,5%) e sfiora la maggioranza assoluta (le mancano 3 seggi). Fuori i liberali

BERLINO - Secondo gli exit poll della emittente pubblica ARD i cristiano-democratici di Angela Merkel hanno vinto le elezioni politiche con il  42,5 per cento dei voti. Si tratterebbe di una quota maggiore anche rispetto maggior parte dei sondaggi, ma non è ancora chiaro come la Merkel potrà istituire un governo di coalizione. Secondo i primi exit poll della rete pubblica “Zdf” la Cdu avrebbe 302 seggi, tre in meno della maggioranza assoluta. 
Gli attuali partner della coalizione, i Liberaldemocratici, sono al 4,7 per cento, proprio sul filo del 5 per cento necessario per garantirne la rappresentanza parlamentare. Non dovrebbero farcela.
I socialdemocratici sono al 26 per cento secondo i primi dati, mettendoli  in seconda posizione, ma ben lontani dai cristiano-democratici della Merkel.
I Verdi sono stati collocati a circa l’8 per cento e la Sinistra all’8,5 per cento. 
Sommati ai voti della Spd, il centrosinistra complessivamente otterrebbe il 43%.  La Grosse Koalition è vicina?
Il partito euroscettico Alternative fuer Duetschland è vicino al fatidico  5 per cento nei primi sondaggi: potenzialmente la nuova compagine potrebbe entrare nel parlamento nazionale.

Il voto si è chiuso in Germania alle 18 di oggi, 60 milioni di persone erano ammesse a votare e  l'affluenza prevista è di 73 per cento.