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domenica 26 ottobre 2014

LA BCE boccia 25 banche europee, anche Mps e Carige

BRUXELLES - La Bce boccia 25 banche europee, tra queste anche Mps e Carige. Sono i risultati degli stress test sulla verifica di solidità degli istituti finanziari in Europa condotti su 131 istituti europei. Dodici delle 25 banche europee che non hanno passato gli stress test della Bce hanno già varato misure di rafforzamento del capitale. Montepaschi ha bisogno di un ulteriore rafforzamento del capitale da 2.111 milioni, mentre a Carige servono altri 814 milioni per superare lo scenario avverso degli stress test Bce. Lo comunica Bankitalia.
Dopo i risultati delle valutazioni Bce Mps annuncia in una nota di aver avviato l'esame delle potenziali azioni da includere nel capital plan da sottoporre alla Bce: Ubs e Citigroup saranno advisor per valutare tutte le "opzioni strategiche".

Carige, cda decide aumento capitale per 500 mln - Il cda di Carige ha approvato all'unanimità il Capital Plan che verrà sottoposto all'approvazione Bce che prevede la copertura dello shortfall tramite un aumento di capitale per un importo non inferiore a 500 milioni garantito da Mediobanca ed altre operazioni di asset disposal. Tra le altre operazioni Carige elenca la dismissione delle attività del Gruppo operanti nel comparto assicurativo, nei settori del private banking e credito al consumo, oltre a economie di scala da realizzarsi con l'aggregazione delle controllate.

lunedì 24 febbraio 2014

Mps, scontro tra gup e pm


SIENA - E' scontro tra pm e gip a Siena per l'inchiesta che vede indagate 11 persone per truffa aggravata a Mps. Il gip Ugo Bellini avrebbe respinto otto ordinanze di custodia cautelare chieste dai pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, concedendo solo la misura del divieto di espatrio. I pm starebbero già valutando di fare appello contro la decisione.

lunedì 10 febbraio 2014

Positiva la Borsa (+0.35%), ok Mps

MILANO - Piazza Affari apre in rialzo la seduta. Il Ftse Mib guadagna lo 0,35% in avvio con Mps che si mette subito in luce (+2,6%).

sabato 20 luglio 2013

Siena, nuova inchiesta su Mps: evasi 178 milioni di euro?


SIENA - C'è anche un'inchiesta per reati fiscali che coinvolge gli ex vertici del Mps, con riferimento agli esercizi dal 2005 al 2008. Il nuovo filone di accertamenti vede indagate 11 persone. Tra loro, l'ex presidente e l'ex ad, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, Gianluca Baldassarri, il responsabile dell'area finanza finito in carcere, Pier Luigi Fabrizi ed Emilio Tonini, presidente e dg fino al 2006. Per i pm di Siena hanno evaso almeno 178 mln di euro.

sabato 6 aprile 2013

Grillo: sullo scandalo Mps è calata una cappa di silenzio. Rossi “suicidato”?


ROMA - In vista delle comunali di Siena, il leader 5 Stelle attacca proprio sullo scandalo Mps: "Da quando David Rossi si è buttato (lo hanno buttato?) dalla finestra, sulla città è calata una cappa che si taglia con il coltello" scrive dal suo blog. "Qualcuno si chieda chi sarà il prossimo, l'informazione ha seppellito l'affare Mps/Santander sotto il gossip post elettorale" continua l'ex comico genovese.
La vox populi senese dà per scontato che Rossi non sarà l’ultima vittima” insiste “è impossibile che Mussari sia l’unico responsabile del saccheggio. Ci sono responsabilità chiare: dei membri di nomina pdmenoellina dalla Fondazione e di chi li ha nominati. Secondo il guru 5 Stelle, però, “lo scandalo Mps ricorda molto quello del Banco Ambrosiano in cui c’era di tutto” sostiene “in una brodaglia che vide coinvolti pariti, mafie, Ior, massoneria”. “Forse, Mps è una replica” aggiunge “è proprio per questo che deve essere nazionalizzato”.

domenica 17 marzo 2013

Mps: Baldassari torna in carcere


SIENA - Gianluca Baldassarri, ex capo area finanza di MpS, torna in carcere. E' quanto ha disposto il gip del tribunale di Siena Ugo Bellini, che venerdì lo aveva scarcerato per un vizio di forma. Il giudice ha disposto il trasferimento di Baldassarri al carcere di San Vittore a Milano. Secondo quanto si apprende il gip di Siena avrebbe confermato l'arresto di Gianluca Baldassarri per "pericolo di fuga e inquinamento probatorio". L'ex capoarea finanza di Mps è indagato nell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta, tra l'altro, per associazione per delinquere, concorso in ostacolo alla vigilanza e truffa. Dopo aver lasciato la procura di Siena ieri sera dopo le 22, Baldassarri era tornato a Milano.

venerdì 8 marzo 2013

Siena: il mistero di quella lunga telefonata prima del suicidio di David Rossi

SIENA - Rocca Salimbeni, sede di Mps, e nel riquadro David Rossi

SIENA - David Rossi, il responsabile dell'area comunicazione Mps, avrebbe ricevuto una lunga telefonata sul suo cellulare poco prima di suicidarsi, gettandosi dalla finestra del suo ufficio la sera di mercoledì. Mentre era ancora in vita, secondo quanto stanno ricostruendo gli inquirenti, avrebbe ricevuto altre chiamate senza però rispondere.
Alessandro Profumo, presidente di Banca Mps, è stato sentito nel pomeriggio di ieri, per circa un'ora, dai pm della Procura di Siena che indagano sul suicidio. Profumo e stato sentito come persona informata dei fatti. Già da mercoledì sera, dopo il tragico gesto, sono state sentiti vari testimoni. Un dipendente avrebbe descritto il responsabile Area comunicazione di Mps come "molto turbato ed emotivamente scosso".
Ieri il pubblico ministero Nicola Marini ha disposto il sequestro dei messaggi che il responsabile comunicazioni di banca Monte dei Paschi di Siena aveva scritto in un foglio, poi strappato, rivolgendosi alla moglie Antonella. Contrariamente a quanto precedentemente appreso non si tratta di più biglietti, ma di un unico foglio riportante più tentativi di scrittura. Da quanto trapela il contenuto non sarebbe esattamente "ho fatto una cavolata", ma sarebbe più lungo. Il senso delle frasi comunque sarebbe lo stesso. 
Rossi, 51 anni, si è lanciato dal terzo piano, da un altezza di circa 25 metri, in un vicolo senza sfondo dalla sede di Mps, a Rocca Salimbeni. Da quanto si apprende, il primo ad accorgersi di quanto accaduto è stato il suo segretario, intorno alle 20:30: ha trovato il computer acceso, la giacca sulla spalliera della sedia e la finestra aperta.
Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, Rossi era solo e non aveva ricevuto nessuno. Nato a Siena il 2 giugno 1961, era laureato in Lettere moderne. Dal 2006 era responsabile dell'Area comunicazione Gruppo Montepaschi, per volere di Giuseppe Mussari. Il 19 febbraio scorso aveva subito la perquisizione del suo ufficio, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Siena sul Monte dei Paschi, ma non risultava tra gli indagati.

mercoledì 6 marzo 2013

Suicida da una finestra della sede Mps il capo dell’area comunicazione Rossi

David Rossi
SIENA - David Rossi, responsabile dell'area comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, si è ucciso gettandosi da un ufficio della sede dell'istituto a Rocca Salimbeni. Rossi era stato perquisito dieci giorni fa nell'ambito dell'inchiesta sulla banca senese ma non era indagato.  I pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell'indagine, sospettavano che potesse avere messo in contatto gli ex manager indagati con altri dipendenti della banca rimasti in Mps che avrebbero dovuto testimoniare.
Rossi si sarebbe gettato da una finestra della Rocca morendo poco dopo l'impatto al suolo. Inutili i tentativi di rianimarlo. Tutto è accaduto questa sera.
Rossi è un elemento di spicco che da anni ricopriva il prestigioso incarico di capo area comunicazione della banca, a lui affidato dalla vecchia direzione. A lui erano state, di fatto, affidate le maggiori iniziative pubblicitarie del gruppo tra cui quelle che hanno visto protagonisti personaggi di statura mondiale come Pavarotti e, da ultimo, il regista Tornatore.

Strettissimi i rapporti, anche personali, tra il dirigente e il presidente Mussari.
"Quando le persone perbene finiscono nel tritacarne della magistratura succedono queste disgrazie. Sono sconvolta. Spero che se esista una giustizia qualcuno ne debba rispondere". Così Daniela Santanchè, deputato del Pdl commenta la morte di David Rossi.

venerdì 15 febbraio 2013

Mps: monetine contro l’ex presidente Mussari che entra in tribunale


SIENA - Giuseppe Mussari, l'ex presidente di Monte dei Paschi di Siena, è entrato nel Palazzo di Giustizia di Siena, accompagnato dai due legali Tulli e Padovani e Fabio Pisillo. All'ingresso, contro di lui sono state lanciate alcune monetine e urlato 'ladro, ladro' e 'buffone, buffone'. Mussari, tirato in volto, è stato subito circondato dalle forze dell'ordine che lo hanno accompagnato all'interno del Palazzo di Giustizia facendolo passare tra le telecamere e i giornalisti.

giovedì 14 febbraio 2013

Mps: fermato l’ex capo dell’area finanza Baldassari, pericolo di fuga


SIENA - L'ex capo dell'area finanza di Mps Gian Luca Baldassarri è stato fermato dalla guardia di finanza. Perquisizioni sono in corso a Milano da parte della Guardia di Finanza, disposte dalla magistratura di Siena nell'inchiesta su Mps e riguarderebbero anche Baldassari. Il fermo di Gian Luca Baldassarri, ex responsabile dell'area finanza del Monte dei Paschi di Siena, è stato operato da militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza per gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico e per un concreto pericolo di fuga dell'indagato.

sabato 9 febbraio 2013

Visco: le banche in perdita non dovranno distribuire bonus


BERGAMO - Le "gravi vicende" che hanno colpito Mps "non cambiano le nostre valutazioni sul sistema bancario italiano" che "é fondamentale sano" e con una "esposizione contenuta verso i prodotti della finanza strutturata". Lo ha affermato il governatore di Banca d'Italia Visco al Forex.
I Monti bond da 3,9 miliardi di euro per il Monte dei Paschi di Siena "non sono un salvataggio di una banca in crisi" ma "un prestito, concesso dallo Stato a un costo particolarmente elevato e crescente nel tempo".
Le perdite emerse in Mps sulle operazioni strutturate non avranno un "impatto tale da pregiudicare l'adeguatezza patrimoniale complessiva della banca". Secondo Visco "ne abbiamo tenuto conto del parere dato" al Tesoro sull'iter dei Monti Bond.
Le banche in perdita "non dovranno distribuire bonus". Questo il monito del governatore che chiede che "la parte variabile delle remunerazioni" fletta in linea con i risultati reddituali. Se "non si avrà un adeguamento spontaneo", "norme e controlli saranno più stringenti".
I 3,9 miliardi di Monti bond saranno emessi dal Montepaschi "a brevissimo". Lo ha detto il presidente di Mps, Alessandro Profumo, a margine dell'Assiom Forex, senza precisare però se il lancio avverrà già in settimana. "Il piano industriale del Montepaschi è confermato, ma a breve inizierà il confronto con la Commissione europea che potrà chiederci degli interventi rafforzativi", ha aggiunto l'a.d. della banca, Fabrizio Viola.
Dal canto suo Profumo, sul futuro della banca, ha affermato che è meglio un socio finanziario ad uno industriale perché ''questa è una banca che può stare benissimo in piedi in modo autonomo, indipendente". "Nell' orizzonte di piano abbiamo da realizzare un aumento di capitale da 1 miliardo. Auspichiamo di avere degli azionisti o un' azionista, non sappiamo quanti, vediamo quanti sottoscriveranno questo aumento di capitale". Poi "in questo momento è tecnicamente impossibile andare sul mercato" per le risorse, ha concluso.
 L'iter sanzionatorio della Banca d'Italia contro gli ex vertici del Monte Paschi di Siena si concluderà entro marzo. Lo afferma il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, che ha ricordato come il processo abbia i suoi tempi anche per tutelare le persone sotto accusa. 
 Il ministero dell'Economia dovrà depositare sollecitamente "ogni e qualsiasi atto, nessuno escluso emesso dalle Autorità e/o Organi nazionali e comunitari" che si riferisca alla vicenda del via libera ai cosiddetti Monti bond per 3,0 miliardi in favore di Monte dei Paschi di Siena. Lo ha deciso il Tar del Lazio.

giovedì 7 febbraio 2013

Draghi: su Mps la Banca d’Italia “ha fatto quello che doveva fare”, ma ha pochi poteri


BRUXELLES - La debolezza economica prevale nella prima metà del 2013. Più avanti ci sarà una ripresa graduale". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi.
Restano "rischi al ribasso" per la crescita, ha evidenziato Draghi, facendo riferimento in particolare alla domanda "che potrebbe indebolirsi" e al processo delle riforme "che potrebbe frenare". "La fiducia tornata sui mercati" e la "ridotta frammentazione" nell'area euro "spingeranno la crescita", ha spiegato il numero uno della Bce, sottolineando che anchel'apprezzamento della moneta unica sulle altre valute "è un segnale di ritorno di fiducia nell'euro", ma visto che ogni tasso di cambio "alla fine dovrebbe riflettere i fondamentali" dell'economia, al momento "i tassi reali sono nella media".
Quanto all'inflazione, ''scenderà sotto il 2% nei prossimi mesi". Il presidente della Bce ha aggiunto che "la politica monetaria resta accomodante" con l'obiettivo di tenere l'inflazione sotto ma vicina al 2%. 
Draghi ha parlato anche del caso Mps ed ha invitato a ''fare la tara su molto di quanto si legge sulla stampa, sui blog, e altrove" in merito alla questione, perché, ha sottolineato, c'è anche molto "rumore elettorale".
La Banca d'Italia "ha fatto quello che doveva fare" ha rimarcato il presidente della Bce che ha citato lo statement del Fmi per ribadire che l'azione di Vigilanza di Via Nazionale è stata "appropriata e tempestiva". Quindi il numero uno dell'Eurotower, che era governatore di Bankitalia durante l'acquisizione di Antonveneta, ha ricordato che un organo di vigilanza "non ha poteri di polizia" e che Via Nazionale ha girato alla magistratura "molti documenti".
Per Draghi, "se l'istituzione di vigilanza avesse avuto più poteri, questo avrebbe aiutato". Poi, a una domanda sul Monte dei Paschi di Siena, ha risposto che "la creazione di una vigilanza unica europea comporta sostanziali cambiamenti nella legislazione a livello nazionale". In questo contesto "va dato all'Autorità di vigilanza il potere di giudicare un top manager e, dove necessario, di rimuoverlo".

Disinnescata la “bomba” derivati, Mps vola in Borsa


SIENA - La bomba derivati è stata disinnescata e il Monte dei Paschi di Siena "va verso il risanamento". Ne è convinto l'amministratore delegato, Fabrizio Viola, che assicura: "Ora la banca si concentrerà sul core business dell'attività commerciale, destinando alla finanza solo un peso residuale". E la Borsa sembra dargli ragione: il titolo a Piazza Affari arriva infatti a guadagnare oltre il 4%.
Proprio ieri sera l'istituto ha annunciato di aver iscritto a bilancio perdite dovute a derivati per 730 milioni escludendo problemi di liquidità. E adesso i vertici della banca assicurano che si concentreranno sul core business. Monte dei Paschi è una banca commerciale, spiega, Viola, quindi la finanza deve avere un peso marginale "e comunque funzionale all'attività principale - dice -. Questo lo confermo e le azioni e le decisioni sono coerenti con tale obiettivo".

La Borsa in rialzo, vola Mps


MILANO - Piazza Affari apre in rialzo. L'indice Ftse Mib sale dello 0,19% a 16.634 punti. Mps apre le contrattazioni in Borsa in rialzo del 3,34% a 0,23 euro. L'istituto ha annunciato ieri sera di aver iscritto a bilancio perdite da derivati per 730 milioni, escludendo problemi di liquidità.

Mps: concluso il sequestro di 40 milioni “nella disponibilità” di indagati Mps


SIENA - Il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha concluso il sequestro, presso banche e altre strutture finanziarie, di 40 milioni di euro, in denaro e titoli, disposto dalla procura di Siena. Si tratta di somme nella disponibilità di alcuni dei maggiori indagati dell'inchiesta Mps, i quali, secondo l'ipotesi dell'accusa, avrebbero ideato un piano per truffare l'istituto di credito. Le somme sequestrate erano all'estero ed erano state riportate in Italia attraverso la procedura dello scudo fiscale.
Dopo circa sei ore è terminato ieri sera il Consiglio d'amministrazione di banca Monte dei Paschi dedicato ai problemi dei derivati. Il presidente Alessandro Profumo e alcuni consiglieri hanno lasciato Rocca Salimbeni senza rilasciare dichiarazioni "Abbiamo fatto chiarezza: è la più antica e la più bella banca e noi vogliamo che resti tale. E ci crediamo fermamente"  ha detto il consigliere di Mps, Pietro Giovanni Corsa, al termine del Cda. "Non siamo preoccupati - ha proseguito - ma delusi perché tutto quello che sta succedendo non rende giustizia al grande lavoro di trasparenza che stiamo facendo, che stanno facendo il presidente Profumo e l'ad Viola. "La banca non ha problemi di liquidità". Lo ha ribadito al termine del cda di questa sera l'amministratore delegato di Bmps, Fabrizio Viola. "Ci andremo a riprendere quelli e altri, se dovessero essercene". Così l'ad di Bmps, Fabrizio Viola, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se l'istituto cercherà di riprendere i 40 milioni di euro che la Gdf ha sequestrato: "La banca è stata danneggiata"

mercoledì 6 febbraio 2013

Mps: “false informazioni”, indagati Mussari e Vigni. Un ispettore nel Comune di Siena


SIENA - L’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, e l'ex direttore generale Antonio Vigni sarebbero indagati per concorso per falso in prospetto e manipolazione del mercato. La notizi sarebbe emersa dagli inviti a comparire inviati dalla procura di Siena agli indagati. Secondo l'accusa sarebbero state fornite "false informazioni" agli organi preposti al controllo.
Per l'acquisizione di Antonveneta sia Mussari che Vigni al fine di portare a termine l'operazione denominata 'Trash 2008' avrebbero diffuso notizie false al mercato "idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell'azione ordinaria di Mps". 
Gli stessi reati vengono contestati anche all'ex direttore finanziario del Monte dei Paschi, Daniele Pirondini, che deve rispondere anche, insieme a Vigni, del reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorita' di vigilanza.
Un ispettore arrivato da Roma starebbe controllando da giorni il bilancio 2011 del Comune di Siena. La notizia è stata confermata da alcune fonti. Non è chiaro ancora se si tratti di un ispettore ministeriale o di un altro organismo dello Stato.
L'ex direttore generale di banca Monte dei Paschi Antonio Vigni è  entrato nel tardo pomeriggio nel Palazzo di Giustizia di Siena per presentarsi davanti ai magistrati. Vigni è arrivato accompagnato dai suoi due legali, Roberto Borgogno ed Enrico De Martino, che hanno confermato ai giornalisti che l'ex direttore generale è pronto a rispondere alle domande dei pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell'inchiesta su Antonveneta.

lunedì 4 febbraio 2013

Mps: l’ex presidente Mussari davanti al pm non parla. Testimone conferma la “banda del 5%”


SIENA - L'ex presidente della Banca Monte dei Paschi e dell'Abi, Giuseppe Mussari, è pronto a rispondere a tutte le domande dei sostituti procuratori "ma non in data odierna". Lo ha riferito il suo legale, Fabio Pisillo, spiegando che questa decisione è stata presa in considerazione dell'assenza dell'altro difensore, Tullio Padovani. Mussari è giunto in Procura, a Siena, per essere sentito nell'ambito dell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta.
L'ex dirigente si è trattenuto davanti ai magistrati soltanto per pochi minuti. Era arrivato a bordo di una Smart rossa guidata da uno dei suoi avvocati ed è uscito dopo circa mezz'ora. Secondo fonti giudiziarie, l'ex numero uno dell'istituto senese è stato sentito dai pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso in qualità di indagato nell'inchiesta che ipotizza i reati, fra gli altri, di ostacolo all'autorità di vigilanza e manipolazione del mercato. In particolare, i pubblici ministeri contestano a Mussari alcune operazioni "sospette" compiute dalla banca senese e soprattutto quella dell'acquisto di Antonveneta dal gruppo spagnolo Santander per un prezzo intorno al 10 miliardi, operazione che risale al 2007.
C'era "una banda del 5%" che prendeva una percentuale illecita su ogni operazione e c'erano "pagamenti riservati" ai vertici di Mps: l'ex funzionario della banca d'affari Dresdner Antonio Rizzo, sentito a Roma dalla Gdf, ha confermato tutte le accuse nei confronti di Mps che aveva già messo in un verbale di polizia giudiziaria nel 2008. Rizzo ha dunque ribadito le sue accuse nei confronti degli ex vertici della banca e ha fatto anche i nomi dei funzionari di Dresdner che hanno partecipato alle riunioni in cui si affrontava la questione delle percentuali per i funzionari di Rocca Salimbeni. Persone che saranno adesso sentite nei prossimi giorni dalla procura di Siena che indaga sull'acquisizione di Antonveneta e sulla vicenda del derivato Alexandria. Rizzo ha anche confermato l'esistenza dei nastri - depositati a Milano già nel 2008 - sui quali avrebbe registrato le conversazioni tra lui e gli altri funzionari della Dresdner nelle occasioni in cui si parlava di Mps. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende, di 2-3 nastri relativi a riunioni interne alla banca d'affari alle quali ha partecipato lo stesso Rizzo. Registrazioni effettuate su suggerimento dei legali nel timore che, una volta denunciate l'anomalia relativa a Mps, nei suoi confronti potesse essere aperta una procedura di licenziamento. Nel verbale del marzo del 2008, in particolare, Rizzo citava una cena con il funzionario della Dresdner, Michele Cortese - che sarà sentito anche lui nei prossimi giorni - nella quale quest'ultimo affermava che "Baldassarri e Pontone (capo area finanza e responsabile ufficio di Londra Mps, ndr) avevano percepito una commissione indebita dell'operazione per il tramite di Lutifin. Mi disse che i due erano conosciuti come la banda del 5% perché su ogni operazione prendevano una percentuale".

domenica 3 febbraio 2013

Mps: da domani davanti ai pm gli otto ex dirigenti della banca senese


SIENA - Sul fronte delle indagini sul Montepaschi quella che si apre a Siena sarà una settimana intensa e, probabilmente, ricca di novità. Da domani in Procura inizieranno a sfilare davanti ai magistrati tutte le persone coinvolte a vario titolo nello scandalo che ha investito la banca senese. Si tratta di almeno otto dirigenti, raggiunti nei giorni scorsi da avvisi a comparire.
I sostituti procuratori Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso ascolteranno i principali protagonisti della vicenda, a cominciare dell'ex presidente Giuseppe Mussari e dall'ex direttore generale Antonio Vigni. Ma in Procura sono stati convocati anche l'ex responsabile dell'area finanza Gianluca Baldassarri e il suo vice Alessandro Toccafondi. E poi ancora l'ex responsabile di Mps Londra Matteo Pontone e l'ex presidente del collegio dei revisori dei conti Tommaso di Tanno. 
Su tutti pesano accuse che vanno dall'ostacolo alla vigilanza, fino ad arrivare alla più grave associazione per delinquere. L'inchiesta si snoda lungo due filoni distinti. Da un lato c'è l'acquisizione della Banca Antonveneta, con l'anomalia nella somma corrisposta ai venditori del Banco di Santander. L'altro fronte dell'inchiesta riguarda invece le spericolate operazioni in derivati, (Alexandria, Santorini e Nota Italia) utilizzate per "abbellire" i bilanci.

sabato 2 febbraio 2013

Mps: Maroni e Grillo all’attacco di Napolitano


MILANO - Il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, ha un sospetto sull'operato del Presidente della Repubblica. "Conosco e stimo Napolitano, non voglio pensare questo, ma la brutta impressione è che sia sceso in campo per coprire lo scandalo Mps e attenuare i riflessi negativi che sta avendo sulle sorti elettorali del Pd", afferma Maroni a Milano. E a Tgcom24: "Questa banca ha preso 4 mld di soldi pubblici, gli italiani hanno diritto alla verità".
"Anche il loro presidente della Repubblica dice che ci vuole la privacy, vuole mettere sotto silenzio questo sfascio. E' incredibile". Sono le parole ddi Beppe Grillo sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena. Il leader del Movimento 5 Stelle ha parlato nella tappa elettorale di piazza Maggiore a Bologna, gremita nonostante la pioggia.
Intanto, l'istituto di credito nella bufera ha avviato una "Campagna verita" su Facebook per informare clienti, azionisti e dipendenti sulla reale situazione della banca e correggere le "inesattezze della stampa e le strumentalizzazioni della politica". Nel primo post si afferma che "la banca è solida" e che la richiesta dei Monti Bond è dovuta "in larghissima parte" alle oscillazioni di valore del portafoglio di titoli di Stato italiani a causa dello spread.

Mps: un manager “collabora”. Pronti gli avvisi a comparire


SIENA - Un manager dell'Area Finanza del Monte dei Paschi sta aiutando gli inquirenti a scoprire che cosa accadde al momento di trattare l'acquisizione di Antonveneta. Starebbe svelando i reali termini dell'accordo che portarono alla famosa "plusvalenza" di circa tre miliardi di euro concordata con i venditori del Banco Santander. L'indagine della Procura di Siena, ricorda il Corriere della Sera, entra nella fase più delicata.
Sono infatti pronti gli avvisi a comparire per gli indagati e potrebbero essere notificati già nelle prossime ore visto che gli interrogatori sono stati fissati per la prossima settimana. È la svolta attesa, dopo le ultime verifiche effettuate dai pubblici ministeri Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso e dal Nucleo Valutario della Guardia di Finanza. L'attenzione si concentra su tutte le fasi dell'operazione, ma anche su quanto accadde all'interno del consiglio di amministrazione in carica nel 2007. In particolare si sta cercando di verificare che cosa accadde al momento di redistribuire gli incarichi.
I reati contestati ai manager, prosegue il Corsera, vanno dall'associazione a delinquere alle false comunicazioni, oltre alla turbativa e in alcuni casi all'aggiotaggio. In tutto il periodo del negoziato tra italiani e spagnoli, ma anche recentemente, sarebbero state infatti effettuate manovre speculative sul titolo Mps. L'ipotesi dell'accusa è che in quella plusvalenza siano rientrate alcune "stecche" per i manager, senza escludere che anche la politica abbia potuto partecipare alla spartizione. Proprio di questo sta parlando la «fonte», già interrogata più volte dagli inquirenti. Si tratta di un funzionario di alto livello che ha seguito personalmente le fasi dell'affare e ne conosce bene i retroscena.
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