venerdì 20 settembre 2013

Monza, titolare del gruppo Viesse arrestato: le sue aziende non pagavano tasse

MONZA - Nonostante un fatturato da 82 milioni di euro e 2.200 collaboratori sparsi in tutta Italia, le sue aziende, che fanno parte del Gruppo Viesse International Holding di Usmate Velate, non hanno praticamente mai versato né imposte all'Erario né contributi all'Inps e all'Inail. Il fondatore, un imprenditore monzese di 44 anni, è stato arrestato dalla guardia di finanza per un'evasione quantificata in 50 milioni di euro. Le aziende sono state poste sotto sequestro per lo stesso importo.
I debiti tributari e previdenziali delle società venivano infatti azzerati, ossia compensati con crediti Iva del tutto inventati o gonfiati (le fatture ricevuti venivano annotate sui registri Iva con importi decisamente maggiorati, per aumentare il credito Iva delle singole società.
Agli inizi del 2013 le Fiamme Gialle monzesi avevano notificato i primi avvisi di garanzia a sette tra amministratori e rappresentanti legali delle società del Gruppo Viesse e sono scattate le perquisizioni ordinate dai pm presso le sedi delle aziende e delle abitazioni degli indagati.
Per i magistrati e i militari della Gdf è il fondatore del Gruppo il vero regista e il reale beneficiario dell’ingente frode fiscale.  L’imprenditore è attualmente detenuto nel carcere di Monza, a disposizione dell’Autorità giudiziaria, per rispondere delle accuse di evasione fiscale, indebite compensazioni d’imposta, omessi versamenti di ritenute fiscali operate nei confronti dei propri dipendenti. 

Nel frattempo i militari della Guardia di Finanza monzese, per garantire le casse dell’Erario in caso di condanna dell’indagato, hanno sequestrato su ordine del gip e della Procura della Repubblica di Monza un vero e proprio patrimonio immobiliare di cui l’arrestato disponeva direttamente o attraverso familiari e società. Si tratta della villa con piscina, sauna e bagno turco a Lesmo (MB) dove l’imprenditore vive con la famiglia, di un attico con super attico in Sardegna, ad Alghero, di 6 villette realizzate a Villasanta (MB), di 13 appartamenti, 43 capannoni industriali e 40 terreni distribuiti tra le provincie di Milano, Monza, Bergamo, Lecco e Sassari. Inoltre sono state poste sotto sequestro anche disponibilità liquide su conti correnti per circa 100mila euro. Il tutto per un importo pari a 50 milioni di euro, ossia il controvalore della frode contestata all’indagato ed in concorso agli amministratori delle società del gruppo che si sono prestati a figurare come rappresentanti legali delle aziende.

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