Visualizzazione post con etichetta arresto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arresto. Mostra tutti i post

giovedì 15 gennaio 2015

TRAFFICO DROGA, in carcere 14 del clan GIONTA di Torre Annunziata

Palazzo Fienga a Torre Annunziata
NAPOLI, 15 gennaio - Un’operazione dei Carabinieri a Torre Annunziata (Napoli) ha portato questa mattina all’arresto di 14 persone ritenute legate al clan camorristico dei “Gionta”. Gli arrestati sono tutti accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata da finalità mafiose, dall’aver agito in vari Stati, dalla disponibilità di armi e dall’impiego di un minorenne. Durante le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, è stata ricostruita l’attività delle piazze di spaccio di Torre Annunziata e Boscoreale (Napoli) da parte del clan. Nell’ambito delle stesse indagini erano state già arrestate 30 persone, tra le quali alcuni presunti affiliati e altri ritenuti contigui allo stesso clan, accusate dagli investigatori di importare cocaina, hashish e marijuana dall’Olanda.
É in corso lo sfratto degli occupanti di palazzo Fienga, ritenuta storica roccaforte del clan Gionta. Non sono mancati momenti di tensione, con alcune persone che hanno urlato frasi ingiuriose nei confronti di chi sta eseguendo lo sgombero. Sul posto anche operai che stanno eliminando alcune cancellate di finestre realizzate abusivamente.

mercoledì 24 settembre 2014

VATICANO: arresti domiciliari (pedofilia) per l’ex nunzio a Santo Domingo


ROMA - L'ex nunzio Jozef Wesolowski è stato posto agli arresti domiciliari nei locali del Collegio dei Penitenzieri, nel Palazzo del tribunale vaticano, all'interno delle mura leonine.  E' la prima volta che il Vaticano arresta un altissimo prelato, un ex nunzio accusato di pedofilia. E lo fa nel proprio Stato, con il suo tribunale interno, per espressa volontà di Papa Francesco, visti i gravi fatti di abuso a danni di minori, avvenuti nella Repubblica Dominicana. Ha spiegato in una nota il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, che il Promotore di Giustizia del Tribunale di prima istanza dello Stato della Città del Vaticano ha convocato l'ex nunzio Mons. Wesolowski, a carico del quale aveva avviato un'indagine penale. "Al prelato - ha spiegato padre Lombardi - già condannato in prima istanza dalla Congregazione della Dottrina della Fede alla riduzione allo stato laicale al termine di un processo amministrativo penale canonico, sono stati notificati i capi di imputazione del procedimento penale avviato a suo carico per gravi fatti di abuso a danni di minori avvenuti nella Repubblica Dominicana".
La gravità degli addebiti ha indotto l'Ufficio inquirente vaticano a disporre un provvedimento restrittivo che, alla "luce della situazione sanitaria dell'imputato, comprovata dalla documentazione medica, consiste negli arresti domiciliari, con le correlate limitazioni, in locali all'interno dello Stato della Città del Vaticano",

Tra le dichiarazioni contro l'ex nunzio, quelle di un diacono suo collaboratore che ha riferito di avergli procurato giovani per rapporti sessuali. Sulla vicenda, oltre all'inchiesta penale di Santo Domingo, si era avuto anche l'intervento dell'Onu, attraverso un proprio comitato per i diritti, che aveva chiesto al Vaticano di garantire indagini immediate e imparziali sulla condotta del Nunzio in Sud America.

martedì 22 luglio 2014

La Camera ha detto sì all’arresto di GALAN. Lui: Sono incazzato

ROMA -  L'aula della Camera ha votato a favore dell'arresto del deputato di Forza Italia Giancarlo Galan, coinvolto nell'inchiesta Mose. I "sì" sono stati 395, 138 i contrari e 2 gli astenuti. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto. Intanto l'ex governatore del Veneto è uscito dall'ospedale di Este, dove era ricoverato. Imbestialito per essere stato dimesso, ha detto: "Sono incazzato". L'ex governatore ha lasciato in carrozzina il nosocomio, dove era rimasto per una decina di giorni. E' poi salito su un'ambulanza che lo ha portato nella sua casa di Cinto Euganeo, da dove ha chiamato i carabinieri per capire cosa succederà dopo il sì al suo arresto. Galan, si apprende da fonti a lui vicine, è "imbestialito e incredulo" di fronte alla decisione dei medici dell'ospedale di dimetterlo, provvedimento, assicurano le stesse fonti, che non aveva in alcun modo preventivato. Al momento non risulta notificato alcun provvedimento nei suoi confronti.
Gli avvocati di Galan, Nicolò Ghedini e Antonio Franchini, hanno deciso di chiedere per il deputato gli arresti domiciliari. "Eseguita l'ordinanza di custodia cautelare, una volta concluso il voto - aveva detto Franchini, poco prima del pronunciamento della Camera -, noi depositeremo via fax al gip una istanza, appena finita la votazione, con tutte la documentazione medica, chiedendo i domiciliari, di cui è comunque già in possesso il gip e la Procura. Il pm darà il parere e si deciderà cosa succede". "Può succedere - prosegue - che vada in un centro clinico carcerario a Parma, Opera o Bologna, può darsi che resti qui o che vada in carcere in infermeria. Non credo in una cella". Cosa farà Galan? "Ormai lo arrestano - ha risposto Franchini -, volontariamente non può fare più nulla. Verrà piantonato, stiamo a vedere. Comunque è reattivo, battagliero e ha detto che ci batteremo nelle sedi opportune". 


Berlusconi: "Sono profondamente addolorato" -  Silvio Berlusconi ha espresso la sua solidarietà nei confronti dell'ex governatore del Veneto: "Sono profondamente addolorato per il voto parlamentare che ha dato il via libera all'arresto di Galan. Trovo particolarmente ingiusto che, non accettando il rinvio del voto proposto da Forza Italia, sia stato impedito a Galan di essere presente in aula per potersi difendere dalle accuse che gli sono state rivolte. Sono vicino a Giancarlo, della cui correttezza dopo trent'anni di collaborazione e amicizia sono assolutamente certo, in questo momento così drammatico e difficile".

mercoledì 11 giugno 2014

Entro l'estate il voto della Camera sull'arresto di Galan

Giancarlo Galan
ROMA - Il voto dell'Aula della Camera sul deputato Giancarlo Galan in merito alla richiesta di arresto inoltrata nell'ambito dell'inchiesta Mose potrebbe giungere entro l'estate. Ad affermarlo è il presidente della giunta delle Autorizzazioni a Procedere, Ignazio La Russa, al termine della prima seduta della Giunta, che si aggiornerà per mercoledì prossimo. Tra 15 giorni, rileva invece il relatore Mariano Rabino Galan potrebbe essere ascoltato dalla Giunta, a meno che il deputato non chieda che ciò avvenga prima. Il fascicolo arrivato in Giunta sul caso Galan, consta di 18 faldoni e migliaia di pagine. Fra sette giorni quindi, la Giunta si riunirà nuovamente per esaminare gli atti con una decisione - con voto - che dovrebbe arrivare entro un mese. A tal proposito il presidente La Russa ha suggerito che si faccia decorrere il mese di tempo a disposizione della Giunta a partire da oggi e non dall'arrivo dell'ordinanza, il 4 giugno. Sulla richiesta la Giunta si dovrà pronunciare, fermo restando - rileva il relatore Rabino - che stando al regolamento i lavori si dovrebbero concludere il 4 luglio prossimo. Probabile, in ognuno dei due casi, che il voto dell'Aula sulla richiesta di arresto di Galan avvenga comunque entro l'estate. "Da quando finiamo per il voto dell'Aula bastano anche 24 ore", fa notare La Russa.

lunedì 19 maggio 2014

Tempio Pausania: fermato l'uomo che avrebbe fatto entrare gli assassini nella casa della strage

TEMPIO PAUSIANIA - La villetta della strage
Angelo Frigeri, fermato per complicità nella strage
TEMPIO PAUSANIA - Svolta nelle indagini sul triplice omicidio di Tempio Pausania, dove madre, padre e figlio di 12 anni sono stati uccisi brutalmente: i carabinieri hanno fermato un artigiano 35enne amico di famiglia. Si chiama Angelo Frigeri, incensurato. Dopo il lungo interrogatorio durante la notte, messo sotto torchio dagli investigatori, si è contraddetto ed è crollato raccontando alcuni particolari legati al brutale delitto. Fuori dalla caserma dei carabinieri si è radunato un folto gruppo di cittadini che visto l'artigiano contro il quale ha inveito urlando "Bastardo, bastardo".
Secondo alcune indiscrezioni l'uomo, specializzato in impiantistica, stava eseguendo dei lavori all'interno dell'abitazione della famiglia Azzena e forse proprio per questa ragione era in possesso delle chiavi. Forse proprio i cavi, fili elettrici o telefonici usati per la sua normale attività, sono stati utilizzati per strangolare le tre vittime.
Il 35enne, a quanto pare, è stato inquadrato dal sistema di videosorveglianza di alcune attività commerciali. Un ''commando'' di assassini sarebbe stato ripreso da un video ed ora è al vaglio degli inquirenti. L'artigiano avrebbe fatto entrare in casa gli assassini, avendo libero accesso, visto che era impegnato a eseguire dei lavori nell'appartamento. Ma cosa sia accaduto effettivamente in quell'abitazione  e quante persone siano state coinvolte rimane un mistero. Angelo Frigeri nel suo lungo interrogatorio, secondo indiscrezioni ancora non confermate, avrebbe detto di essere stato minacciato e obbligato a far entrare in casa due persone. Non è chiaro se poi sia uscito per fare il "palo". Ancora da chiarire anche se il delitto sia stato premeditato o se a scatenarlo sia stata la reazione di uno dei componenti della famiglia. Nelle prossime ore Frigeri sarà nuovamente interrogato.
I militari sono alla ricerca di un movente, nessuna ipotesi viene scartata, ma al momento la pista più accreditata sembra essere quella legata ad una vendetta nel mondo degli usurai o delle loro vittime. Nel 2008, infatti, Giovanni Maria Azzena venne arrestato insieme ad altre due persone, Osvaldo Premuselli, assicuratore di Tempio, e Piero Dati, imprenditore napoletano, nell'ambito di un'inchiesta su una serie di prestiti a strozzo, con tassi di interesse dal 50 al 200 per cento, sfociata in un processo che è tutt'ora in corso. Nonostante in paese Azzena sia descritto come una persona gioviale e serena, sempre sorridente, dalle indagini dell'epoca era emersa un'altra lettura del suo carattere. Da una intercettazione telefonica, in particolare - riproposta da L'Unione Sarda - si trae l'immagine di un uomo duro con i deboli, i poveracci a cui avrebbe prestato i soldi con interessi vorticosi. "Io sono buono ma divento molto cattivo, molto cattivo hai capito, io so che sei venuto a domandarmi i soldi piangendo e te li ho dati", questa la registrazione della chiamata. I carabinieri stanno ora lavorando sul fronte dei commercianti che si sarebbero rivolti a lui per i prestiti, vittime dell'epoca che probabilmente saranno sentite dagli inquirenti nelle prossime ore.

martedì 26 novembre 2013

Berlusconi: temo l'arresto? Non so

ROMA -  "Temo l'arresto? Non so. Certo è che nei miei confronti c'è un odio totale da parte della magistratura che ha impiantato 57 processi contro di me". Lo afferma Silvio Berlusconi ribadendo di non aver mai chiesto "salvacondotti" e di aver lavorato esclusivamente per il bene del Paese. "Ora gli elettori del centrodestra devono guardare in faccia la realtà e dare il voto a una sola forza politica", ha aggiunto il leader di Forza Italia. Domani alle 19 si vota la decadenza.
Legge di Stabilità, "stasera i capigruppi decidono sul voto" - Stasera i gruppi di Fi si riuniscono ed esaminano il testo della legge di Stabilità per decidere sul voto, ha spiegato Silvio Berlusconi parlando alla telefonata di Belpietro, su Canale 5. "Questo governo in confusione non ha ancora definito il testo".

"Nessun passo indietro, prima voto decadenza" - "Non ho intenzione di fare alcun passo indietro prima del voto sulla decadenza - ha ribadito il Cavaliere -. Gli italiani che mi hanno dato la fiducia guardano a me come leader del centrodestra".

"Io sono innocente" - "Se ci fosse un minimo di indipendenza di giudizio da parte di questi parlamentari rispetto alle indicazioni dei loro partiti, dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza" e agire di conseguenza. Il Cavaliere ricorda che già ci sono delle prove "assolute" che lo scagionano e che ora, con le 12 nuove testimonianze in campo, è automatica la richiesta di revisione del processo che ha emesso una sentenza voluta - dice - da una magistratura di "estrema sinistra" che ha solo l'obiettivo di "condannarmi" . E lo ha fatto ora con una sentenza che - aggiunge - "grida vendetta davanti a Dio e agli uomini. Io sono stato già scagionato se si guarda ai fatti concreti, come hanno accertato i giudici nei precedenti giudizi". "Il popolo ha diritto alla democrazia ma non alla via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese per consentire alla sinistra di andare definitivamente al potere", ha spiegato.

giovedì 10 ottobre 2013

Tripoli, gli ex ribelli: abbiamo "arrestato" il premier su mandato della Procura (che smentisce a metà)

Ali Zeidan al momento del suo "arresto"
TRIPOLI - Il gruppo di ex-ribelli della 'Camera dei rivoluzionari di Libia' ha reso noto che “l'arresto del premier libico Ali Zeidan è stato eseguito con un mandato della Procura generale”: lo si legge sulla pagina Facebook del gruppo. Ma l'ufficio del procuratore generale di Tripoli ha smentito di aver emesso un mandato di arresto per il Primo Ministro Ali Zeidan.
Il portavoce del Dipartimento anti-crimine, sezione del ministero dell'Intero, Abdel Hakim Albulazi, ha confermato che il premier Ali Zeidan è "in custodia per un mandato di arresto emesso dal Dipartimento". Albulazi ha detto all'agenzia ufficiale Lana che Zeidan è "in buona salute e che viene trattato bene come qualsiasi cittadino libico". Il caos regna a Tripoli.
Nato pronta a intervenire - L'immediato rilascio del premier libico è stato chiesto oggi dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, il quale ha comunque precisato di essere ancora in attesa della conferma del rapimento. "La stabilità e il pieno rispetto della legge in Libia è importantissimo" ha aggiunto Rasmussen. La Nato è pronta ad intervenire per rafforzare le condizioni di sicurezza in Libia "ma sta al Paese chiederlo".

lunedì 7 ottobre 2013

Il leader di al Qaeda preso in Libia sotto interrogatorio su una nave Usa

La Uss San Antonio, dove il leader di al Qaeda è sotto interrogatorio
TRIPOLI - Il leader operativo di Al Qaeda sequestrati da  commandos degli Stati Uniti in Libia durante lo scorso fine settimana viene in queste ore interrogato mentre è in custodia militare su una nave della Marina nel Mar Mediterraneo, hanno detto i funzionari. Ci si aspetta che alla fine vegnga inviato a New York per i procedimenti penali.
Il ricercato, conosciuto come Abu Anas al-Libi, è visto come una potenziale miniera d'oro di intelligence, che possiede forse due decenni di informazioni su Al Qaeda, dai suoi primi giorni con Osama bin Laden in Sudan a oggi.

Abu Anas al-Libi
L’interrogatorio di Abu Anas si svolge a bordo della USS San Antonio, una nave portata in Mediterraneo specificatamente per questa missione, hanno detto i funzionari.
Il segretario di Stato americano John Kerry ha giudicato "appropriata e legittima" la cattura del presunto leader di Al-Qaeda in Libia, definita da Tripoli un "rapimento", aggiungendo però che la Libia non era stata informata.
Gli Usa mettono in atto "tutto quanto sia in loro potere e sia appropriato e legale" per porre fine alla minaccia terroristica, ha detto Kerry a margine del summit dell'Asia Pacifica in Indonesia.

sabato 21 settembre 2013

Nairobi, ferito e arrestato uno degli aggressori

NAIROBI - Una delle vittime della sparatoria
NAIROBI - Uno degli uomini del commando che hanno preso d'assalto il centro commerciale Westgate di Nairobi è stato ferito e arrestato. A riferirlo sono fonti della polizia. Agenti delle forze dell'ordine kenyani sono infatti riusciti a entrare nell'edificio ed è subito scattata la caccia ai banditi. Si apprende intanto che il commando armato terroristico che ha fatto irruzione nel centro è composto da una decina di persone.

venerdì 20 settembre 2013

Monza, titolare del gruppo Viesse arrestato: le sue aziende non pagavano tasse

MONZA - Nonostante un fatturato da 82 milioni di euro e 2.200 collaboratori sparsi in tutta Italia, le sue aziende, che fanno parte del Gruppo Viesse International Holding di Usmate Velate, non hanno praticamente mai versato né imposte all'Erario né contributi all'Inps e all'Inail. Il fondatore, un imprenditore monzese di 44 anni, è stato arrestato dalla guardia di finanza per un'evasione quantificata in 50 milioni di euro. Le aziende sono state poste sotto sequestro per lo stesso importo.
I debiti tributari e previdenziali delle società venivano infatti azzerati, ossia compensati con crediti Iva del tutto inventati o gonfiati (le fatture ricevuti venivano annotate sui registri Iva con importi decisamente maggiorati, per aumentare il credito Iva delle singole società.
Agli inizi del 2013 le Fiamme Gialle monzesi avevano notificato i primi avvisi di garanzia a sette tra amministratori e rappresentanti legali delle società del Gruppo Viesse e sono scattate le perquisizioni ordinate dai pm presso le sedi delle aziende e delle abitazioni degli indagati.
Per i magistrati e i militari della Gdf è il fondatore del Gruppo il vero regista e il reale beneficiario dell’ingente frode fiscale.  L’imprenditore è attualmente detenuto nel carcere di Monza, a disposizione dell’Autorità giudiziaria, per rispondere delle accuse di evasione fiscale, indebite compensazioni d’imposta, omessi versamenti di ritenute fiscali operate nei confronti dei propri dipendenti. 

Nel frattempo i militari della Guardia di Finanza monzese, per garantire le casse dell’Erario in caso di condanna dell’indagato, hanno sequestrato su ordine del gip e della Procura della Repubblica di Monza un vero e proprio patrimonio immobiliare di cui l’arrestato disponeva direttamente o attraverso familiari e società. Si tratta della villa con piscina, sauna e bagno turco a Lesmo (MB) dove l’imprenditore vive con la famiglia, di un attico con super attico in Sardegna, ad Alghero, di 6 villette realizzate a Villasanta (MB), di 13 appartamenti, 43 capannoni industriali e 40 terreni distribuiti tra le provincie di Milano, Monza, Bergamo, Lecco e Sassari. Inoltre sono state poste sotto sequestro anche disponibilità liquide su conti correnti per circa 100mila euro. Il tutto per un importo pari a 50 milioni di euro, ossia il controvalore della frode contestata all’indagato ed in concorso agli amministratori delle società del gruppo che si sono prestati a figurare come rappresentanti legali delle aziende.

venerdì 23 agosto 2013

Arrestato a Mumbai uno del branco che ha violentato la fotogiornalista


MUMBAI - Centinaia di persone hanno manifestato oggi a Mumbai in vari sit-in dopo lo stupro ieri sera di una giovane fotoreporter in una fabbrica diroccata, da parte di un 'branco' di cinque uomini. I manifestanti, giornalisti e gente comune, chiedevano soprattutto più sicurezza per le donne. Uno degli stupratori e' stato arrestato oggi dalla polizia ed ha confessato. Gli altri 4 sono stati identificati e vengono ricercati.

mercoledì 10 luglio 2013

Egitto: la Procura ordina l’arresto del leader dei Fratelli Musulmani

IL CAIRO - La Procura egiziana ha ordinato l'arresto del leader del movimento islamico dei Fratelli Musulmani, Mohammed Badie, accusato di aver incitato la violenza al Cairo venerdì scorso, quando almeno 51 persone sono state uccise.

Diverse figure di spicco della Fratellanza sono già in stato di detenzione e mandati di arresto sono stati emessi per altre centinaia.

venerdì 31 maggio 2013

Messico: liberata la donna Usa accusata di contrabbando di marijuana. Incastrata?


Yanira Maldonado con il marito Gary
NOGALES (Messico) -  Un tribunale messicano ha rilasciato una donna dell'Arizona arrestata sotto l’accusa di aver cercato di contrabbandare 6 chili di marijuana sotto un sedile dell'autobus.
Yanira Maldonado, una madre mormone di 7 bambini nata in Messico, ha negato le accuse. Ora sta tornando negli Stati Uniti dopo il suo rilascio, avvenuto ieri sera.
I filmati di una telecamera di sicurezza visionati in tribunale  mostrano la Maldonado e il marito a bordo di un autobus in Messico la scorsa settimana. Stanno portando una borsa, due coperte e due bottiglie di acqua.
L'avvocato difensore Francisco Benitez ha sostenuto che le immagini sono un pezzo fondamentale delle prove. Perché? Perché nulla di ciò che stavano portando, ha detto, poteva contenere la quantità di marijuana che Yanira Maldonado è stata accusata di contrabbandare.
Le riprese video suggeriscono che qualcun altro ha portato la marijuana a bordo del bus, ha detto l'avvocato. I pacchetti di marijuana recuperati da sotto il sedile della Maldonado non sarebbero entrati nella sua borsa. Gli avvocati di Maldonado hanno presentato anche i documenti che mostrano che lei e suo marito, Gary Maldonado, non hanno precedenti penali negli Stati Uniti.
"Questa è stata la chiave che ci aiuterà a dimostrare la sua innocenza - ha detto il marito - Ha dimostrato  chiaro come il giorno che non è possibile trasportare  6 chili con un braccio".
I funzionari militari messicani che hanno arrestato Maldonado non si sono ancora presentati in tribunale: era attesi mercoledì, ma non si sono visti. Avevano arrestato Yanira  il 22 maggio, mentre lei e suo marito erano sulla via del ritorno in Arizona.

Gary Maldonado ha detto di ritenere che i soldati messicani al checkpoint volevano una tangente. Un funzionario dello stato messicano ha anche detto alla CNN sembra che Maldonado possa essere stata incastrata.

mercoledì 29 maggio 2013

Preso l’uomo che ha accoltellato un soldato a Parigi: ha 21 anni, è un convertito musulmano

PARIGI - L'aggressore subito dopo l'arresto
PARIGI - Il giovane ripreso dalle telecamere di sicurezza a La Defense

PARIGI - Un ventunenne è stato arrestato per l'accoltellamento, avvenuto sabato,  del soldato francese alla Defense di Parigi  ed ha ammesso il delitto.
L'uomo, il cui nome è  Alexandre, è un convertito all'Islam che aveva "voluto attaccare un rappresentante dello Stato", ha detto procuratore Francois Molins.


La polizia ha arrestato l'uomo, questa mattina a La Verriere, nella regione di Yvelines, 45 km a sud ovest della capitale. E’ stato rintracciato grazie a prove lasciato la scena, hanno detto le autorità. Noto alla polizia per reati di diritto comune (furto, rapina, possesso di un'arma ...), l'indagato è stato identificato attraverso la prova del DNA trovato su oggetti che aveva abbandonato (compresa borsa contenente una bottiglia di succo d'arancia , una fondina vuota e un coltello Laguiole).
L'accoltellamento ha avuto luogo tre giorni dopo l'uccisione del soldato inglese Lee Rigby fuori di una caserma nella zona di Woolwich di Londra. Il presidente francese Francois Hollande ha però subito detto che non vi era alcuna prova di collegamento tra i due attacchi.
Il sospettato, che ha pugnalato il soldato con un "abbastanza chiaro intento di uccidere", probabilmente aveva agito sulla base della sua "ideologia religiosa", ha detto Molins ai giornalisti.
Il procuratore ha aggiunto che l'uomo è stato visto sulla telecamera di videosorveglianza "dire una preghiera musulmana" pochi minuti prima dell'attacco.ed era già noto alla polizia per piccoli reati.
"Abbiamo bisogno di sapere di più circa le sue motivazioni, il suo background,  il suo ambiente familiare," ha detto durante un'intervista televisiva il ministro dell’interno Manual Walls
Il soldato era stato avvicinato da dietro e pugnalato al collo con un coltello con una piccola lama nella stazione del quartiere degli affari La Defense. L'attacco è avvenuto in una sala sotterranea molto trafficata dove convergono negozi e linee di trasporto pubblico.E’ in condizioni stabili.

Testimoni avevano descritto l'aggressore come un uomo barbuto di origine nordafricana. L'uomo è stato monitorato sulle telecamere di sicurezza ed è stato visto togliersi la tunica fuggendo con abiti europei.

domenica 7 ottobre 2012

California: vecchio gangster di 192 chili cerca di rapire bambino. Bloccato

Victor Espinoza

SANTA ANA (California) - Un allenatore di calcio California ha sventato il tentativo di sequestro di uno dei suoi giovani giocatori da parte di che un uomo del peso di 192 chili con più di 60 arresti alle spalle.
Gli agenti di polizia di Santa Ana hanno arrestato Victor Joseph Espinoza, di Santa Ana, dopo che egli avrebbe bloccato un ragazzo di 10 anni che era diretto a un allenamento di calcio,.
Espinoza avrebbe avvicinato il ragazzo e la sua cugina di 19 anni che lo  che accompagnava e avrebbe afferrato il ragazzo non lasciandolo anche se lui si era messo a urlare. Il ragazzo finalmente era riuscito a liberarsi ed era corso dall'allenatore di calcio riferendo molto scosso l’accaduto. 
"Il bambino è venuto a piangere da me, dicendo che l'uomo voleva prenderlo", ha detto l'allenatore che ha rintracciato e  affrontato l'uomo mentre cercava di scappare. L'allenatore ha cercato di trattenere Espinoza, ma alla fine non è stato in grado di controllarlo.
"Ok,, me ne vado, me ne vado” ha detto Espinosa. “E io ho replicato: 'No, non ce ne andiamo. Andiamo ad aspettare la polizia, perché hai fatto qualcosa di sbagliato a quel bambino '", ha detto l'allenatore. Ma Espinoza è scappato. Un elicottero della polizia lo ha poi individuato con i raggi infrarossi  nascosto nel cortile di una casa vicina sotto un albero. Il sospetto non avrebbe dato alcun dettaglio circa il presunto rapimento quando è stato arrestato
Espinoza è descritto dalla polizia come un " gangster della vecchia scuola". La polizia ha avuto a che fare con lui per 30 anni e ha più di 60 arresti precedenti, tra cui possesso di droga, aggressione a mano armata e tentato omicidio. 

mercoledì 3 agosto 2011

Un altro arrestato per l’uccisione delle due turiste francesi in Argentina. E’ stata una vera e propria esecuzione: una delle vittime è stata violentata


Il sentiero lungo il quale sono stati trovati i corpi delle due ragazze francesi

BUENOS AIRES - Le autorità in Argentina hanno arrestato un secondo sospetto nel caso dell’omcidio di due turiste francesi i cui cadaveri sono stati triovati nei pressi di un sentiero escursionistico la scorsa settimana.
L'indagato è per ora accusato di aver qualcosa a che fare con l'arma usata per uccidere le due stuydentesse. Il giudice istruttore Martin Perez, ha detto che Daniel Vilte è stato arrestato questa mattina, è stato interrogato e rimane imprigionato fino al realizzo di  "alcune misure" investigative. “Stiamo cercando di chiarire i fatti", ha detto Perez, e ha aggiunto che il detenuto "in realtà non vive nella zona del crimine", anche se si trova lì "una nonna da lui."  Il giudice ha confermato che Vilte è in carcere per presunti legami con l'arma utilizzata per commettere il duplice omicidio. “Stiamo cercando di indagare l'origine delle armi o qualsiasi dato, e questa persona a quanto pare avevano partecipato  forse al suo acquisto o alla sua vendita", ha detto il magistrato. 
Nel frattempo, i parenti di Houria Moumni (23anni) e CassandereBouvier  (29 anni), le due turiste uccise, sono arrivati ieri pomeriggio nella città di Salta accompagnati dall'ambasciatore di Francia in Argentina, Jean-Pierre Asvazadourian e si si sono incontrati con il governatore di Salta Juan Manuel Urtubey. Il giudice del processo ha detto che i corpi delle vittime "sono in grado di essere consegnati" alle loro famiglie che, appena arrivate nella capitale di Salta sono andate alla Morgue giudiziaria. L'ambasciatore francese e il console generale, Patrick Flot, si sono incontrati con il giudice Perez per concordare le procedure di rimpatrio delle salme. 
Le donne sono stati "brutalmente" uccise, una con un colpo alla testa e l'altra nella schiena, ha detto Marcelo Baez, portavoce per l'autorità giudiziaria della provincia di Salta.
Baez ha anche detto che le autorità sospettano che le due turiste possano essere state tenute sequestrate per diversi giorni prima di essere uccise. I loro corpi sono stati trovati venerdì, nella zona del burrone di San Lorenzo nel nord dell’Argentina. Erano state viste per l’ultima volta in un ostello il 16 luglio scorso.
La prove hanno indicato che una delle vittime è stata violentata.  Lunedì una guida locale, Ariel Tejada di 43 anni era stato arrestato e poi rilasciato  per "mancanza di prove" in attesa dei risultati dei test genetica. Dopo il suo rilascio, Tejeda ha detto che "più di una dozzina di poliziotti" lo avevano picchiato presso la sede della polizia. 
Le turiste francesi, che studiavano presso l'Istituto di Studi Latinoamericani (IHEAL), l'Università Sorbonne (Paris III), erano in viaggio a Salta e hanno soggiornato al Hostal del Cerro, dove sono stati visti l'ultima volta 15 luglio. 
Venerdì scorso, i corpi delle ragazze sono stati trovati nella zona di El Mirador, nella Quebrada de San Lorenzo, una riserva naturale privata, dove ci sono percorsi per lunghe passeggiate. 
I corpi sono stati trovati nella parte della prima tappa del percorso finale, a faccia in giù, a circa 4 o 5 metri di una passerella stretta nel mezzo di un pascolo. Secondo un esperto sono state uccise con un arma calibro 22 . 
Il giudice ha spiegato Perez Telam che una delle vittime aveva una pallottola conficcata nella testa e pantaloni con ogni cucitura aperto, mentre l'altra aveva i pantaloni calati a metà polpaccio e aveva ricevuto il colpo nella schiena con fuorisucita dal petto. 
La polizia ha  confermato che le due studentesse sono state uccise nello stesso luogo dove sono state trovate morte.