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giovedì 23 luglio 2015

NAPOLI, il Tribunale ha accolto di ricorso di DE LUCA


NAPOLI, 23 luglio - Il Tribunale civile di Napoli ha accolto il ricorso di Vincenzo De Luca per la sospensione degli effetti della legge Severino. Il governatore della Campania potrà continuare ad esercitare la sua funzione di presidente. La prima sezione del tribunale civile, presieduta da Umberto Antico, ha accolto le richieste dei legali di De Luca, avvocati Lorenzo Lentini e Antonio Brancaccio.
Il Tribunale civile ha accolto ''provvisoriamente la domanda cautelare'' sospendendo gli effetti della legge Severino. Ciò ''fino alla ripresa del giudizio cautelare successiva alla definizione delle questioni di legittimità costituzionale'', sottolinea il Tribunale civile di Napoli. Pertanto la causa civile è stata sospesa e gli atti sono stati trasmessi alla Corte costituzionale e solo in seguito quindi alla decisione della consulta il procedimento civile potrà eventualmente ripartire. 

martedì 26 maggio 2015

LODI, armata di coltello cerca di aggredire una pm in tribunale (il metal detector era guasto)

LODI - Una donna, con un coltello diu 32 centimeti nascosto nella borsetta, Rosa Maria Capasso, 38 anni, ha cercato di aggredire il pm Alessia Menegazzo nel palazzo di Giustizia di Lodi. L'intervento di una funzionaria, del personale di polizia giudiziaria e dei carabinieri del nucleo operativo ha permesso di bloccarla prima che riuscisse a prendere l'arma. La donna è stata arrestata. Il metal detector, denuncia il personale del tribunale, era fuori uso da mesi.
Nel corso della colluttazione per impedire che la donna estraesse il coltello per avventarsi contro il magistrato, un'altra donna di 52 anni è rimasta leggermente ferita ed è stata portata in ospedale. 
Il personale amministrativo ha immediatamente proclamato un'assemblea anche per denunciare il fatto che lo scanner per borse e bagagli a mano non funzionasse. La riparazione del metal detector - è stato spiegato - compete al Comune di Lodi che però da tempo lamenta pagamenti arretrati di forti somme dal Ministero della Giustizia.
La Menegazzo sarebbe stata colpita con un pugno sulle spalle. Da una prima ricostruzione la Capasso, arrivata direttamente da Napoli con il coltello nella borsa, avrebbe prima messo le mani addosso all'assistente del magistrato e sarebbe poi riuscita a colpire la pm prima di essere bloccata. Sembra che in nessuna fase dell'aggressione sia riuscita tuttavia a tirare fuori il coltello. "Era venuta per uccidere", ha detto il pm.

 La donna aveva presentato una denuncia, in aprile, per evidenziare una presunta illegittimità della procedura con la quale non le era stato assegnato un posto a scuola. La donna avrebbe dei problemi psichici e sarebbe stata visitata alcuni giorni fa a Napoli. Dovrà rispondere di resistenza e lesioni aggravate dalla premeditazione, porto abusivo d'arma e anche di danneggiamento

lunedì 19 gennaio 2015

TROVATA BOMBA in una borsa all'ingresso del tribunale di VERCELLI


VERCELLI, 19 gennaio - Allarme bomba al tribunale di Vercelli. Lettera anonima annuncia un ordigno in una borsa abbandonata vicino all'ingresso. La zona è stata isolata. Gli artificieri hanno trovato la borsa con dentro una vecchia bomba a mano, l'ordigno sarebbe potuto esplodere ed, è stato fatto brillare. Episodio analogo a settembre. Escluse ipotesi legate al terrorismo. Quattro mesi fa un ordigno era scoppiato nel cuore della notte, sempre davanti al tribunale vercellese, senza provocare feriti: la bomba, un ordigno rudimentale ma secondo gli investigatori "fabbricato da mani esperte", era nascosta in un grosso vaso, andato in frantumi. "L'episodio di questa mattina è sicuramente collegato con quella esplosione" ha detto Marozzo. Per quell'episodio non è mai giunta a Vercelli alcuna rivendicazione. Il ritrovamento odierno di un nuovo ordigno è considerato "un fatto preoccupante per il quale è opportuno alzare le disposizioni in fatto di sicurezza" ha aggiunto Marozzo. Il prefetto di Vercelli, Salvatore Malfi, ha confermato che sarà alzato il "livello di attenzione": "Eleveremo le misure di prevenzione, non sono episodi da prendere sotto gamba".

lunedì 21 aprile 2014

Salt Lake City: imputato aggredisce testimone al processo, poliziotto lo uccide

SALT LAKE CITY - Siale Angilau, l'imputato ucciso in tribunale
Il nuovo tribunale di Salt Lake City, inaugurato da una settimana
SALT LAKE CITY 8Utah) - Un imputato è stato ucciso questa mattina all'interno del nuovo tribunale federale di Salt Lake City (aperto una settimana fa)  durante il primo giorno del processo a un presunto membro di una gang di Tonga Crip, .
Secondo Mark Dressen,  agente speciale FBI, l'imputato ha aggredito un testimone con una penna o una matita, inducendo un maresciallo di servizio in aula a sparare all'uomo più volte al petto. L’imputato è morto in ospedale. Si tratta di Siale Angilau, 25 anni,  presunto membro della banda tongana  Tonga Crip accusata di aver sparato a due marescialli degli  Stati Uniti nel mese di agosto 2007. Il processo di oggi riguardava un caso di racket.

Il testimone che è stato attaccato è Vaiola Mataele Tenifa, 31 anni. che sta attualmente scontando  30 anni nella Utah State Prison per rapina e aggressione aggravata ed è accusato ora anche  di un caso di stupro.  Perry Cardwell, uno spettatore in aula, ha detto  che l'imputato si è alzato di scatto dal tavolo della difesa ed è corso al banco dei testimoni, dove è sembrato cercasse di colpire il testimone. A quel punto,  Angilau è stato colpito da un maresciallo che  ha sparato otto colpi finché è caduto a terra e poi ne ha sparato un altro paio all’uomo a terra. Il testimone stava testimoniando su dettagli specifici della banda e su come funziona, quando Angilau lo ha attaccato.

lunedì 23 settembre 2013

Egitto: vietato ai Fratelli Musulmani di svolgere attività politica

IL CAIRO - Un tribunale egiziano ha vietato la Fratellanza musulmana di svolgere qualsiasi attività nel paese. L'ex presidente Mohammed Morsi e altri membri della Fratellanza rimangono in stato di arresto da quando l'esercito ha preso il controllo del Paese nel mese di luglio.

mercoledì 21 agosto 2013

Il Cairo: il tribunale ordina il rilascio di Mubarak

IL CAIRO - Un tribunale egiziano ha ordinato il rilascio su cauzione dell'ex presidente Hosni Mubarak imputato di corruzione. Potrebbe essere liberato dalla prigione domani, ma l'accusa può ancora proporre appello.
L’ottantacinquenne ex rais deve ancora affrontare l'accusa di complicità nell'uccisione di manifestanti durante la rivolta che lo ha costretto ad andarsene dal potere nel 2011.
Era stato condannato al carcere a vita in carcere lo scorso anno, ma un nuovo processo era stato poi ordinato dopo che il suo ricorso era stato accolto.
Questo nuovo processo si è aperto a maggio, ma Mubarak ora ha superato la quantità massima di detenzione preventiva. Alla domanda se potrebbe effettivamente lasciare la prigione, il suo avvocato difensore Fareed El-Deeb ha detto : "Forse domani".
Il giudice Ahmed el-Bahrawi ha detto che la decisione "è definitiva e l'accusa non può appellarsi contro di essa".

I pubblici ministeri hanno già portato nuove accuse, una mossa destinata a mantenere l'ex leader malato in stato di detenzione

venerdì 21 giugno 2013

L’ex tesoriere della Margherita Lusi colto da malore in Tribunale


ROMA - L'ex tesoriere della Margherita Luigi Luisi, è stato colto da malore oggi in Tribunale a Roma durante una pausa del processo. L'ex senatore, in una pausa del processo che lo vede imputato per essersi appropriato di oltre 20 milioni dei fondi destinati al partito, si è sentito male accusando una forte crisi ipertensiva al punto che è stato necessario l'intervento di un'ambulanza. Lusi doveva affrontare l'interrogatorio ma, prima di essere colto da malore, aveva annunciato che avrebbe effettuato solo dichiarazioni spontanee. L'ex senatore è ricoverato in rianimazione all'ospedale Santo Spirito. Pochi minuti prima di sentirsi male l'ex parlamentare aveva, per bocca del suo collegio difensivo, annunciato che non si sarebbe sottoposto all'interrogatorio previsto ma che avrebbe effettuato alcune dichiarazioni spontanee.

giovedì 18 aprile 2013

Pakistan: arrestate l’ex presidente Musharraf. Ma lui fugge dal tribunale


ISLAMABAD - Pervez Musharraf, presidente del Pakistan tra il 1999 e il 2008, e' riuscito a fuggire dal Tribunale Superiore di Islamabad subito dopo che i magistrati avevano disposto il suo arresto. Approfittando degli attimi di confusione creati dalla notizia, l'ex generale golpista e' riuscito ad allontanarsi dal recinto e a dileguarsi a bordo di una jeep scortata dalle sue guardie del corpo. Il tribunale ha ordinato il fermo immediato dell'ex presidente in relazione all'arresto di alcuni giudici, tra i quali il presidente della Corte Suprema, nella fase finale del suo regime, nel 2007.
Per il Tribunale quella decisione creò un 'vulnus' all'ordine costituzionale. Musharraf era rientrato in Pakistan il mese scorso dopo quasi quattro anni di esilio auto-imposto per partecipare alle elezioni generali dell'11 maggio e aveva in tal modo sfidato il rischio di essere arrestato ma anche le minacce di morte dei talebani pakistani. Nei giorni scorsi, gli era stato proibito di presentarsi alle elezioni per l'Assemblea nazionale, un veto che aveva di fatto azzerato le sue possibilità di rientrare sulla scena politica.

Pakistan: arrestate l’ex presidente Musharraf! Ma lui fugge dal tribunale

ISLAMABAD - Musharraf con le sue guardie del corpo
ISLAMABAD - Pervez Musharraf, presidente del Pakistan tra il 1999 e il 2008, e' riuscito a fuggire dal Tribunale Superiore di Islamabad subito dopo che i magistrati avevano disposto il suo arresto. Approfittando degli attimi di confusione creati dalla notizia, l'ex generale golpista e' riuscito ad allontanarsi dal recinto e a dileguarsi a bordo di una jeep scortata dalle sue guardie del corpo. Il tribunale ha ordinato il fermo immediato dell'ex presidente in relazione all'arresto di alcuni giudici, tra i quali il presidente della Corte Suprema, nella fase finale del suo regime, nel 2007.
Per il Tribunale quella decisione creò un 'vulnus' all'ordine costituzionale. Musharraf era rientrato in Pakistan il mese scorso dopo quasi quattro anni di esilio auto-imposto per partecipare alle elezioni generali dell'11 maggio e aveva in tal modo sfidato il rischio di essere arrestato ma anche le minacce di morte dei talebani pakistani. Nei giorni scorsi, gli era stato proibito di presentarsi alle elezioni per l'Assemblea nazionale, un veto che aveva di fatto azzerato le sue possibilità di rientrare sulla scena politica.

domenica 14 aprile 2013

Assalto al tribunale di Mogadiscio firmato al Shabab, molti morti

MOGADISCIO  - Un'auto in fiamme all'esterno del tribunale

MOGADISCIO - Almeno 10 persone sono state uccise in un attacco contro i tribunali principali della capitale somala, Mogadiscio. Uomini armati hanno  fatto detonare esplosivi e aperto il fuoco. Uno scontro è seguito tra le forze di sicurezza e gli assalitori, che rimangono non identificati. Ci sono state anche segnalazioni di un secondo attacco nei pressi del quartier generale delle forze di sicurezza, e un terzo in una posizione non confermato.Non è chiaro chi abbia effettuato gli attacchi, ma l’imputato è il gruppo islamico militante al-Shabab, che ha legami con al-Qaeda.
Gli intrusi armati sono entrati nel tribunale a Mogadiscio e hanno cominciato a sparare, poi c’è stata un'esplosione. Un ufficiale dei servizi segreti, Abdirahman Mohamed, ha detto che almeno un attentatore suicida si era fatto saltare in aria, lasciando diverse persone morte.
Altri testimoni hanno riferito che gli aggressori erano vestiti con uniformi militari somale. La gente ha cercato di sfuggire alla violenza dai piani superiori dei palazzi di giustizia rompendo finestre e calandosi fuori dall'edificio.
Il tribunale si trova in uno dei più frequentati luoghi della città ed era piene di gente quando gli attacchi sono avvenuti. Domenica è un giorno di lavoro normale in Somalia.
L'incidente arriva un mese dopo che 10 persone sono state uccise in un attentato suicida, in uno dei più letali attacchi nella città costiera dal momento che un nuovo governo somalo è stato formato lo scorso anno
La sicurezza è migliorata a Mogadiscio da quando al-Shabab si è ritirata dalla città nel mese di agosto 2011, ma i combattenti del gruppo ancora lanciano attacchi.
Gli insorti sono stati costretti ad abbandonare le città principali, ma hanno ancora il controllo la maggior parte dei villaggi e delle zone rurali.

lunedì 8 aprile 2013

Firenze, allarme bomba, sgomberato il Tribunale

FIRENZE - La gente abbandona il Tribunale

FIRENZE- Il palazzo di giustizia a Firenze è stato evacuato stamani in seguito ad un allarme bomba, segnalata da una telefonata anonima. Fra l'altro in un aula del tribunale era in corso un'udienza del riesame per Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell'area finanza del Monte dei Paschi, coinvolto nell'inchiesta senese su Rocca Salimbeni. Baldassarri stamani era presente in aula.

mercoledì 3 aprile 2013

Talebani attaccano con camion bomba tribunale a Farah City, in Afghanistan: 48 morti



FARAH CITY - Due immagini dell'attacco al tribunale
KABUL - E' salito a 48 morti e più di 108 feriti il bilancio dell'attacco portato oggi con camion bomba e armi automatiche da un commando di talebani ad alcuni edifici governativi, fra cui il tribunale, di Farah City, capoluogo della omonima provincia occidentale afghana. Lo riferisce il ministero dell'Interno. La maggior parte delle vittime sono civili. Ma sono morti anche almeno una decina di esponenti delle forze di sicurezza e alcuni degli almeno nove terroristi che hanno portato a termine la strage. 
I militanti travestiti da soldati hanno cercato senza successo di liberare 15 sospetti membri dei talebani che erano stati portati in tribunale per essere processati: c’è stato un duro scambio di colpi di mitragliatrice lancio di granate. L'attacco è iniziato verso le 09:00 ora locale (06:30 in Italia) con veicoli militari di grandi dimensioni imbottiti di esplosivo, fatti saltare distruggendo edifici vicini - tra cui l'ufficio del governatore locale - e due banche piene di civili.

Nella loro rivendicazione dell'attacco i talebani avevano assicurato per bocca del loro portavoce Qari Yousaf Ahmadi che 20 dirigenti amministrativi sono stati uccisi e molti altri sono rimasti feriti

martedì 2 aprile 2013

Ha violentato 22 donne, chiesti dai pm 122 anni di carcere (ma, al massimo, ne riceverà 20)


MILANO - Avvicinava le sue vittime in sella ad una vecchia bicicletta le violentava e poi le rapinava. A denunciare lo stupratore che agiva in diverse zone di Milano sono state 22 donne. I pm, durante il processo, alla fine della requisitoria dell'udienza preliminare, hanno chiesto di sommare le pene delle singole aggressioni per un totale di 122 anni di carcere. Scelta insolita visto che il massimo della pena potrà essere al massimo 30 anni.
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, "a destare attenzione è il segnale che la procura con i pm Cristiana Roveda e Gianluca Prisco, prova a dare nel processo a Sameh el Melegy, 29enne egiziano arrestato l'anno scorso e ora imputato di violenze sessuali a 22 donne aggredite per strada nei posti più disparati (San Babila, piazza Duomo, le vicinanze del tribunale, Porta genova, Ticinese, via Imperia, viale Romolo, via Nervesa, via Boncompagni, la metropolitana a San Donato)". 
I pm hanno chiesto di escludere che le violenze con rapina siano inquadrate in un "unico disegno criminoso" e hanno proposto al giudice di negare la "continuazione" tra i reati e farne invece il cumulo aritmetico. Si è arrivati così ai teorici 122 anni di carcere. Ma tra pochi giorni, al momento della sentenza per l'imputato, il tetto massimo dei 30 anni scenderà già a 20 perché, scegliendo il rito abbreviato, avrà per legge il diritto a uno sconto di un terzo della pena.

mercoledì 20 marzo 2013

Ohio: uccise tre studenti, in tribunale insulta i parenti. Condannato a tre ergastoli

CHARDON Il giovane assassino in tribunale con la scritta "Killer sulla maglietta 

CHARDON (Ohio) - Nessun segno di pentimento, nemmeno un anno dopo la strage. T.J. Lane aveva 17 anni quando uccise a colpi di pistola tre suoi compagni di scuola. Ieri è stato condannato a tre ergastoli, ma la notizia che passerà la vita dietro le sbarre non sembra bastare: nel corso dell'udienza il giovane ha ricoperto di insulti i genitori delle sue vittime e ha mostrato loro il dito medio. Poi, rivolto all'aula, giudice compreso, ha insultato tutti i presenti. T.J. Lane, che nel frattempo ha compiuto 18 anni, poco dopo l'inizio dell'udienza si è anche tolto la camicia blu che indossava, solo per mostrare una maglietta bianca su cui era scritto con un pennarello: "killer".
Lane era in attesa di un autobus per la scuola quando aveva ucciso tre studenti il 27 febbraio 2012 presso la Scuola di di Chardon alta nell’Ohio. Daniel Parmertor, 16 anni, Demetrio Hewlin, 16 anni, e Russell King Jr., 17 anni, erano morti durante l'attacco. Tre altri studenti erano rimasti feriti. E’scampato alla pena di morte perché aveva 17 anni al momento della sparatoria.

martedì 19 febbraio 2013

Il presidente del tribunale: l’omicidio di Reeva fu premeditato. Impossibile la cauzione per Pistorius



PRETORIA - Per il presidente del tribunale di Pretoria Desmond Nair, l'omicidio della sua fidanzata Reeva Steenkamp era premeditato e Oscar Pistorius rischia quindi l'ergastolo. Pistorius è di nuovo in lacrime e la seduta e' stata  interrotta per qualche minuto, per la seconda volta.
A questo punto sembra impossibile, salvo colpi di scena, che a Pistorius venga concessa la libertà su cauzione, come chiesto dalla difesa. Secondo i giornalisti che seguono il processo, il giudice può decidere in un secondo tempo di modificare i termini dell'accusa, se emergeranno nel frattempo nuove prove a favore dell'ex campione.

lunedì 18 febbraio 2013

Steroidi nella casa di Pistorius. Causa della esplosione d’ira contro la fidanzata?

Reeva e Pistorius in tribunale

PRETORIA - Sempre più difficile, con il prosieguo delle indagini, la posizione Oscar Pistorius dopo l'uccisione della fidanzata Reeva Steenkamp. La polizia sudafricana ha trovato nella casa del delitto steroidi proibiti e ha quindi ordinato l'esame del sangue dell'atleta per verificare se ne abbia fatto uso. Gli investigatori vogliono infatti capire se un'eventuale massiccia assunzione di sostanze anabolizzanti possa aver favorito un'esplosione d'ira di Pistorius contro la donna, in quella che viene chiamata “rabbia steroide”.
Insomma, il delitto potrebbe essere una tragica conseguenza dell'uso di anabolizzanti da parte dello sportivo, come rivelano i media sudafricani sulla base delle indicazioni della polizia. 
Gli inquirenti escludono ormai definitivamente la versione presentata da Pistorius: secondo loro l'omicidio non è stato un tragico errore. Sostengono invece l'incriminazione dell'atleta per omicidio premeditato e la richiesta degli esami del sanuge è il tentativo di fare un passo avanti in questa direzione, come sottolinea il Mail online. La polizia vuole capire se l'assunzione di sostanze stupefacenti sia alla base di un raptus o di un attacco d'ira: questi sintomi possono infatti rientrare tra gli "effetti indesiderati" di alcuni anabolizzanti.
Reeva Steenkamp sarà sepolto domani, lo stesso giorno in cui Pistorius apparirà a Pretoria davanti al magistrato Desmond Nair per l'inizio del procedimento per la concessione di  un’eventuale cauzione.
Mike Steenkamp, che parla per la famiglia Reeva, ha detto: 'Per ora, stiamo solo concentrandosi sul funerale, su come ottenere questa parte del difficile cammino davanti a  noi. Stiamo cercando di non pensare a Oscar o alla comparizione in tribunale. Abbiamo volutamente non guardato la TV o ascoltato la radio. Vogliamo oscurare tutto fuori e concentraci per ora sul qui e ora ', ha detto.
La madre disperata Reeva Steenkamp ha parlato del suo dolore per la prima volta e ha detto che vuole 'risposte'.


venerdì 15 febbraio 2013

Mps: monetine contro l’ex presidente Mussari che entra in tribunale


SIENA - Giuseppe Mussari, l'ex presidente di Monte dei Paschi di Siena, è entrato nel Palazzo di Giustizia di Siena, accompagnato dai due legali Tulli e Padovani e Fabio Pisillo. All'ingresso, contro di lui sono state lanciate alcune monetine e urlato 'ladro, ladro' e 'buffone, buffone'. Mussari, tirato in volto, è stato subito circondato dalle forze dell'ordine che lo hanno accompagnato all'interno del Palazzo di Giustizia facendolo passare tra le telecamere e i giornalisti.

domenica 3 febbraio 2013

Mps: da domani davanti ai pm gli otto ex dirigenti della banca senese


SIENA - Sul fronte delle indagini sul Montepaschi quella che si apre a Siena sarà una settimana intensa e, probabilmente, ricca di novità. Da domani in Procura inizieranno a sfilare davanti ai magistrati tutte le persone coinvolte a vario titolo nello scandalo che ha investito la banca senese. Si tratta di almeno otto dirigenti, raggiunti nei giorni scorsi da avvisi a comparire.
I sostituti procuratori Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso ascolteranno i principali protagonisti della vicenda, a cominciare dell'ex presidente Giuseppe Mussari e dall'ex direttore generale Antonio Vigni. Ma in Procura sono stati convocati anche l'ex responsabile dell'area finanza Gianluca Baldassarri e il suo vice Alessandro Toccafondi. E poi ancora l'ex responsabile di Mps Londra Matteo Pontone e l'ex presidente del collegio dei revisori dei conti Tommaso di Tanno. 
Su tutti pesano accuse che vanno dall'ostacolo alla vigilanza, fino ad arrivare alla più grave associazione per delinquere. L'inchiesta si snoda lungo due filoni distinti. Da un lato c'è l'acquisizione della Banca Antonveneta, con l'anomalia nella somma corrisposta ai venditori del Banco di Santander. L'altro fronte dell'inchiesta riguarda invece le spericolate operazioni in derivati, (Alexandria, Santorini e Nota Italia) utilizzate per "abbellire" i bilanci.

lunedì 23 luglio 2012

Il massacratore di Denver davanti al giudice con i capelli dipinti di arancione


James Holmes con il suo avvocato Tamara Brady

DENVER - L'uomo accusato di aver commesso uno dei peggiori omicidi di massa nella storia degli Stati Uniti ha affrontato un giudice per la prima volta questa mattina.
Eagan James Holmes, 24 anni, autore del massacro al cinema Aurora, è comparso alle ore 9.30 (16.30 in Italia) davanti alla Corte del Colorado nella città di Centennial. Aveva i capelli tinti di arancione, la barba lunga, la tuta da carcerato sotto la quale si intravvedeva un giubbotto antiproiettile. Il 24enne si è seduto, ha guardato verso il basso, occhi spalancati e attoniti, ogni tanto dava l'impressione di assopirsi. L'uomo, 24 anni, tenuto in isolamento, si è finora rifiutato di collaborare con le autorità e non ha mostrato rimorso per aver ucciso 12 persone. Egli è rappresentata da Tamara Brady e Daniel King, membri del team di  difensori d’ufficio che rappresentano i clienti nei casi nei quali è prevista la pena di morte.
Un procuratore ha detto, infatti,  questa mattina che Holmes potrebbe affrontare la pena di morte. Un’udienza rapidissima quella di stamattina, il giudice ha ordinato che all’imputato siano proibiti contatti co testimoni. Holmes tornerà in tribunale la prossima settimana, dove sarà formalmente incriminato e conoscerà nel dettaglio le accuse.
Lo scopo dell'audizione, conosciuto come advisement, è stato quello di riferire a  Holmes circa le accuse di omicidio per le quali è attualmente detenuto. Una presentazione formale delle accuse stesse da parte dell'ufficio del procuratore distrettuale avverrà successivamente. I procuratori possono aggiungerne o modificarle.
I difensori hanno consigliato all'imputato di non richiedere  di parlare.Tuttavia, l'udienza ha consentito  al pubblico di vedere l’assassino per la prima volta dalla strage di venerdì.
A causa di ciò, i funzionari giudiziari si sono preparati per l’arrivo di una marea di persone. L'ufficio del Administrator Corte dello Stato ha riservato 35 posti a sedere all'interno del tribunale - aula 201 - per i rappresentanti dei media. Lo spazio viene inoltre messo a disposizione dei sopravvissuti e delle famiglie delle vittime. I parenti di almeno cinque delle vittime erano presenti in aula durante l'udienza, compreso il padre di Alex Teves, che sedeva in prima fila con gli occhi fissi su Holmes.

martedì 7 febbraio 2012

Cinque orche di SeaWorld in tribunale in Florida: sono “schiave” e viene richiesta per loro la stessa protezione costituzionale degli esseri umani



ORLANDO (Florida) - Cinque orche sono stati chiamati in qualità di attori in un processo in cui si sostiene che meritino la stessa protezione costituzionale contro la schiavitù garantita agli esseri umani.
Un giudice degli Stati Uniti sta valutando una denuncia della Peta, associazione animalista,  contro il trattamento degli animali a SeaWorld.
E ' la prima volta che un tribunale degli Stati Uniti ha ascoltato argomentazioni giuridiche sulla possibilità che gli animali debbano godere delle stesse protezioni costituzionali degli esseri umani.
Il team legale SeaWorld  ha detto che il caso era uno spreco di tempo e risorse.
L'avvocato del parco marino, la Theodore Shaw, ha detto alla corte di San Diego: "Né Orca né alcun altro animale sono stati inclusi nel " noi, il popolo "... quando la Costituzione è stata adottata".
Ha detto che se il caso avesse successo, potrebbe avere ripercussioni non solo su come operano parchi marini o altri zoo operare, ma anche sull'uso da parte della polizia di cani addestrati per individuare bombe e droghe.
Peta ribatte che le orche sono trattate come schiave per essere costretti a vivere in vasche e a eseguire tutti i giorni spettacoli nei parchi SeaWorld in California e Florida.
Non si ritiene probabile che le balene potranno ottenere la loro libertà, ma gli attivisti si sono detti soddisfatti del fatto il caso sia approdato in un tribunale.
La causa invoca l'emendamento 13 della Costituzione, che ha abolito "la schiavitù o di servitù involontaria" negli Stati Uniti.
Sentendo gli argomenti per circa un'ora, il giudice distrettuale Jeffrey Miller ha espresso perplessità sul fatto che gli animali possano essere rappresentati come attori in una causa. Egli emetterà una sentenza in un secondo momento.
Le cinque orche sono Tilikum e Katina, di SeaWorld Orlando e Kasatka, Corky, e Ulises, di SeaWorld San Diego.
Non è la prima volta su Tilikum si accendono i riflettori dei media: aveva annegato il suo allenatore davanti agli spettatori inorriditi nel febbraio 2010.