ROMA - Magistrati della procura di Siena e militari della Guardia di Finanza sono da questa mattina nella sede della Banca d'Italia, a Roma, per attività legate all'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.Bankitalia è estranea al filone investigativo seguito in questa fase dai magistrati senesi. A dirigenti dell'istituto centrale verrebbero notificati provvedimenti adottati dai magistrati toscani a carico di terzi.
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martedì 16 aprile 2013
martedì 5 marzo 2013
Montepaschi, nuovo filone dell’inchiesta: perquisizioni per due componenti del Cda
SIENA - Militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza stanno eseguendo perquisizioni a carico di componenti del Consiglio di amministrazione della Banca Monte dei Paschi di Siena. Le perquisizioni sono state disposte dalla Procura senese. Le perquisizioni domiciliari eseguite dalla Guardia di Finanza a Torino e Lecce - da quanto si è appreso - riguardano due componenti del Cda della Banca Mps. I due membri oggetto di perquisizione - secondo La Nazione - sono Lorenzo Gorgoni e Michele Briamonte. E' questo un nuovo filone dell'inchiesta, che vede accertamenti su presunti casi di insider trading. I due membri non sono indagati.
martedì 19 febbraio 2013
Mps: perquisizioni nelle abitazioni di Mussari e Vigni
SIENA - Sono in corso, secondo Adnkronos, quattro perquisizioni da parte degli uomini della Guardia di Finanza che indagano sul caso Mps. In particolare i controlli riguardano le abitazioni di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale dell'istituto senese, l'abitazione e l'ufficio in Mps di Davide Rossi, ex vice direttore di Mps.
Le perquisizioni nelle tre abitazioni (di Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Davide Rossi, ndr) e nell'ufficio di Rossi nella sede di Mps, sono condotte dai militari del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza su richiesta dei pm senesi che indagano sull'istituto di credito.
giovedì 14 febbraio 2013
Mps: fermato l’ex capo dell’area finanza Baldassari, pericolo di fuga
SIENA - L'ex capo dell'area finanza di Mps Gian Luca Baldassarri è stato fermato dalla guardia di finanza. Perquisizioni sono in corso a Milano da parte della Guardia di Finanza, disposte dalla magistratura di Siena nell'inchiesta su Mps e riguarderebbero anche Baldassari. Il fermo di Gian Luca Baldassarri, ex responsabile dell'area finanza del Monte dei Paschi di Siena, è stato operato da militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza per gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico e per un concreto pericolo di fuga dell'indagato.
mercoledì 6 febbraio 2013
Mps: “false informazioni”, indagati Mussari e Vigni. Un ispettore nel Comune di Siena
SIENA - L’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, e l'ex direttore generale Antonio Vigni sarebbero indagati per concorso per falso in prospetto e manipolazione del mercato. La notizi sarebbe emersa dagli inviti a comparire inviati dalla procura di Siena agli indagati. Secondo l'accusa sarebbero state fornite "false informazioni" agli organi preposti al controllo.
Per l'acquisizione di Antonveneta sia Mussari che Vigni al fine di portare a termine l'operazione denominata 'Trash 2008' avrebbero diffuso notizie false al mercato "idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell'azione ordinaria di Mps".
Gli stessi reati vengono contestati anche all'ex direttore finanziario del Monte dei Paschi, Daniele Pirondini, che deve rispondere anche, insieme a Vigni, del reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorita' di vigilanza.
Un ispettore arrivato da Roma starebbe controllando da giorni il bilancio 2011 del Comune di Siena. La notizia è stata confermata da alcune fonti. Non è chiaro ancora se si tratti di un ispettore ministeriale o di un altro organismo dello Stato.
L'ex direttore generale di banca Monte dei Paschi Antonio Vigni è entrato nel tardo pomeriggio nel Palazzo di Giustizia di Siena per presentarsi davanti ai magistrati. Vigni è arrivato accompagnato dai suoi due legali, Roberto Borgogno ed Enrico De Martino, che hanno confermato ai giornalisti che l'ex direttore generale è pronto a rispondere alle domande dei pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell'inchiesta su Antonveneta.
lunedì 4 febbraio 2013
Mps: l’ex presidente Mussari davanti al pm non parla. Testimone conferma la “banda del 5%”
SIENA - L'ex presidente della Banca Monte dei Paschi e dell'Abi, Giuseppe Mussari, è pronto a rispondere a tutte le domande dei sostituti procuratori "ma non in data odierna". Lo ha riferito il suo legale, Fabio Pisillo, spiegando che questa decisione è stata presa in considerazione dell'assenza dell'altro difensore, Tullio Padovani. Mussari è giunto in Procura, a Siena, per essere sentito nell'ambito dell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta.
L'ex dirigente si è trattenuto davanti ai magistrati soltanto per pochi minuti. Era arrivato a bordo di una Smart rossa guidata da uno dei suoi avvocati ed è uscito dopo circa mezz'ora. Secondo fonti giudiziarie, l'ex numero uno dell'istituto senese è stato sentito dai pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso in qualità di indagato nell'inchiesta che ipotizza i reati, fra gli altri, di ostacolo all'autorità di vigilanza e manipolazione del mercato. In particolare, i pubblici ministeri contestano a Mussari alcune operazioni "sospette" compiute dalla banca senese e soprattutto quella dell'acquisto di Antonveneta dal gruppo spagnolo Santander per un prezzo intorno al 10 miliardi, operazione che risale al 2007.
C'era "una banda del 5%" che prendeva una percentuale illecita su ogni operazione e c'erano "pagamenti riservati" ai vertici di Mps: l'ex funzionario della banca d'affari Dresdner Antonio Rizzo, sentito a Roma dalla Gdf, ha confermato tutte le accuse nei confronti di Mps che aveva già messo in un verbale di polizia giudiziaria nel 2008. Rizzo ha dunque ribadito le sue accuse nei confronti degli ex vertici della banca e ha fatto anche i nomi dei funzionari di Dresdner che hanno partecipato alle riunioni in cui si affrontava la questione delle percentuali per i funzionari di Rocca Salimbeni. Persone che saranno adesso sentite nei prossimi giorni dalla procura di Siena che indaga sull'acquisizione di Antonveneta e sulla vicenda del derivato Alexandria. Rizzo ha anche confermato l'esistenza dei nastri - depositati a Milano già nel 2008 - sui quali avrebbe registrato le conversazioni tra lui e gli altri funzionari della Dresdner nelle occasioni in cui si parlava di Mps. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende, di 2-3 nastri relativi a riunioni interne alla banca d'affari alle quali ha partecipato lo stesso Rizzo. Registrazioni effettuate su suggerimento dei legali nel timore che, una volta denunciate l'anomalia relativa a Mps, nei suoi confronti potesse essere aperta una procedura di licenziamento. Nel verbale del marzo del 2008, in particolare, Rizzo citava una cena con il funzionario della Dresdner, Michele Cortese - che sarà sentito anche lui nei prossimi giorni - nella quale quest'ultimo affermava che "Baldassarri e Pontone (capo area finanza e responsabile ufficio di Londra Mps, ndr) avevano percepito una commissione indebita dell'operazione per il tramite di Lutifin. Mi disse che i due erano conosciuti come la banda del 5% perché su ogni operazione prendevano una percentuale".
domenica 3 febbraio 2013
Mps: da domani davanti ai pm gli otto ex dirigenti della banca senese
SIENA - Sul fronte delle indagini sul Montepaschi quella che si apre a Siena sarà una settimana intensa e, probabilmente, ricca di novità. Da domani in Procura inizieranno a sfilare davanti ai magistrati tutte le persone coinvolte a vario titolo nello scandalo che ha investito la banca senese. Si tratta di almeno otto dirigenti, raggiunti nei giorni scorsi da avvisi a comparire.
I sostituti procuratori Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso ascolteranno i principali protagonisti della vicenda, a cominciare dell'ex presidente Giuseppe Mussari e dall'ex direttore generale Antonio Vigni. Ma in Procura sono stati convocati anche l'ex responsabile dell'area finanza Gianluca Baldassarri e il suo vice Alessandro Toccafondi. E poi ancora l'ex responsabile di Mps Londra Matteo Pontone e l'ex presidente del collegio dei revisori dei conti Tommaso di Tanno.
Su tutti pesano accuse che vanno dall'ostacolo alla vigilanza, fino ad arrivare alla più grave associazione per delinquere. L'inchiesta si snoda lungo due filoni distinti. Da un lato c'è l'acquisizione della Banca Antonveneta, con l'anomalia nella somma corrisposta ai venditori del Banco di Santander. L'altro fronte dell'inchiesta riguarda invece le spericolate operazioni in derivati, (Alexandria, Santorini e Nota Italia) utilizzate per "abbellire" i bilanci.
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sabato 2 febbraio 2013
Mps: un manager “collabora”. Pronti gli avvisi a comparire
SIENA - Un manager dell'Area Finanza del Monte dei Paschi sta aiutando gli inquirenti a scoprire che cosa accadde al momento di trattare l'acquisizione di Antonveneta. Starebbe svelando i reali termini dell'accordo che portarono alla famosa "plusvalenza" di circa tre miliardi di euro concordata con i venditori del Banco Santander. L'indagine della Procura di Siena, ricorda il Corriere della Sera, entra nella fase più delicata.
Sono infatti pronti gli avvisi a comparire per gli indagati e potrebbero essere notificati già nelle prossime ore visto che gli interrogatori sono stati fissati per la prossima settimana. È la svolta attesa, dopo le ultime verifiche effettuate dai pubblici ministeri Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso e dal Nucleo Valutario della Guardia di Finanza. L'attenzione si concentra su tutte le fasi dell'operazione, ma anche su quanto accadde all'interno del consiglio di amministrazione in carica nel 2007. In particolare si sta cercando di verificare che cosa accadde al momento di redistribuire gli incarichi.
I reati contestati ai manager, prosegue il Corsera, vanno dall'associazione a delinquere alle false comunicazioni, oltre alla turbativa e in alcuni casi all'aggiotaggio. In tutto il periodo del negoziato tra italiani e spagnoli, ma anche recentemente, sarebbero state infatti effettuate manovre speculative sul titolo Mps. L'ipotesi dell'accusa è che in quella plusvalenza siano rientrate alcune "stecche" per i manager, senza escludere che anche la politica abbia potuto partecipare alla spartizione. Proprio di questo sta parlando la «fonte», già interrogata più volte dagli inquirenti. Si tratta di un funzionario di alto livello che ha seguito personalmente le fasi dell'affare e ne conosce bene i retroscena.
i.
giovedì 31 gennaio 2013
Mps: indaga anche la procura di Roma per “manipolazione di mercato”
ROMA - La procura di Roma ha aperto un fascicolo, per il momento contro ignoti, sul caso Monte dei Paschi di Siena. La fattispecie ipotizzata dai magistrati è quella DI manipolazione del mercato, sulla base di alcuni esposti ricevuti negli ultimi giorni a piazzale Clodio. I pubblici ministeri capitolini comunque ritengono che la titolarità sulla vicenda sia dei colleghi di Siena. Intanto il presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini, è al palazzo di giustizia di Siena probabilmente per il caso Antonveneta.
Anche il banchiere Ettore Gotti Tedeschi è stato ascoltato oggi in procura a Siena sull'acquisizione di Antonveneta da parte di Monte dei Paschi. Un interrogatorio pdi circa 4 ore e mezza.
Sembrerebbe aggravarsi intanto il quadro accusatorio ipotizzato dai pubblici ministeri di Siena che indagano su Mps. Alcuni quotidiani riportano oggi la notizia che la Procura indaga il vecchio management anche per associazione per delinquere volta a truccare i conti in un unico disegno criminoso.
Ma interviene la procura a fermare la fuga di notizie. ."Considerata l'infondatezza delle notizie circa le iniziative che questa Procura della Repubblica sarebbe in procinto di adottare con riferimento alle indagini relative alla banca Monte dei Paschi di Siena", si legge nella nota, il procuratore di Siena Tito Salerno "rende noto che sta valutando lì'apertura di un procedimento penale per insider trading ed aggiotaggio, trattandosi di società quotata presso un mercato regolamentato nazionale".
martedì 29 gennaio 2013
Montepaschi, primi due indagati per truffa (Mussari e Baldassari)
SIENA - Dall'inchiesta della Procura di Siena sul buco di bilancio di Montepaschi emerge che i vertici della banca, l'ex presidente Giuseppe Mussari e il responsabile dell'Area Finanza all'epoca dei fatti (2007-2012) Gianluca Baldassari, nascosero agli azionisti le operazioni sui "derivati" tentate per risanare il debito emerso con l'acquisto di Antonveneta. Mussari e Baldassari sono perciò indagati per truffa.
Al vaglio degli inquirenti anche la posizione di altri responsabili tra cui l'ex direttore generale Antonio Vigni. Come riporta il Corriere della Sera, per cercare di ripianare il grosso buco dato dall'esborso per Antonveneta Mps avrebbe sottoscritto due contratti con Jp Morgan con condizioni capestro. I contratti, siglati da Baldassari, avallati da Mussari, furono tenuti in cassaforte per tre anni da Vigni. L'operazione sarebbe dovuta servire a colmare le perdite provocate dalla plusvalenza di Antonveneta, comprata dagli spagnoli del Santander a settembre 2007 per 6,3 miliardi di euro e rivenduta a Mps due mesi dopo per 9,3 miliardi di euro, più un miliardo di euro per gli oneri.
L'accordo con Jp Morgan sarebbe stato presentato come un aumento di capitale ma, in realtà, e su questo la Procura sta indagando,sarebbe stato un vero e proprio prestito. Il contratto non solo sarebbe stato tenuto segreto agli azionisti, nonostante l'obbligo per legge di informarli, ma non sarebbe neppure stato registrato sui libri contabili.
I vertici aziendali sono accusati anche di ostacolo agli organi di Vigilanza. Nelle lettere a Bankitalia che aveva chiesto chiarimenti a a Mps il 23 settembre 2008, Vigni rispose che per garantire che "in ordine all'assorbimento delle perdite, Jp Morgan ha acquistato le proprietà delle azioni senza ricevere alcuna protezione esplicita o implicita dalla banca". In un'altra lettera del presidente del collegio sindacale Tommaso Di Tanno e dei due sindaci Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti si legge che "nel suo complesso l'operazione patrimoniale con Jp Morgan realizza il pieno e definitivo trasferimento a terzi del rischio d'impresa per quanto attiene sia al capitale assorbimento delle perdite, sia alla remunerazione annuale (flessibilità dei pagamenti), replicando quindi agli effetti economici delle azioni". Ma, secondo le verifiche dei magistrati, queste dichiarazioni "non sono corrispondenti al vero" e si configurano elementi di accusa di ostacolo agli organi di Vigilanza.
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lunedì 28 gennaio 2013
Bankitalia: per Montepaschi nessuna ipotesi di commisariamento
ROMA - Per il Monte dei Paschi di Siena non c'e' alcuna ipotesi di commissariamento. E' quanto confermano fonti della Banca d'Italia, rilevando come il governatore Ignazio Visco a Davos abbia già negato ''azioni immediate''.
L'ipotesi commissariamento, infatti, si fa notare, non e' applicabile ai termini della normativa vigente.
venerdì 25 gennaio 2013
Montepaschi: via libera ai Monti-bond
MILANO - Via libera dell'assemblea degli azionisti del Montepaschi agli aiuti di Stato attraverso i cosiddetti Monti-bond da 3,9 mld. Oltre il 98% dei presenti in aula ha votato in favore. "A nostra conoscenza no", non ci sono altre cassaforti da aprire al Montepaschi. Lo ha detto l'ad della banca, Fabrizio Viola, in conferenza stampa. "Come ho già detto per poter dire la parole fine occorre terminare il lavoro. L'obiettivo è chiudere entro primi dieci giorni di febbraio. Ancora un po' di prudenza ci vuole".
mercoledì 23 gennaio 2013
Bufera sul Montepaschi: in Borsa crolla il titolo, dopo le dimissioni dall’Abi dell’ex presidente
MILANO - Lo scandalo derivati pesa sul Montepaschi in Borsa: le azioni dell'istituto senese, all'indomani del passo indietro dell'ex presidente Giuseppe Mussari dal vertice dell'Abi, adesso perdono il 5 per cento a 0,26 euro. Secondo alcuni analisti, tra cui quelli di Equita sim, la vicenda derivati sta pesando soprattutto sull'immagine della banca, mentre dal punto di vista contabile la situazione sarà tamponata dalla sottoscrizione dei 3,9 miliardi di Monti-bond.
Scambi vorticosi, con oltre il 3,4% del capitale sociale passato di mano in meno di tre ore e volumi gia' superiori alla media giornaliera dell'ultimo mese. Il titolo, nel pieno della tempesta sui derivati e dopo l'addio all'Abi dell'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, non è' riuscito a fare prezzo in avvio di seduta ed e' entrato in contrattazione dopo mezz'ora di sospensione.
"Prendiamo atto delle dimissioni del presidente dell'Abi Giuseppe Mussari mentre è in pieno svolgimento la Conferenza di Organizzazione della Uilca. Non entriamo nel merito di questa decisione, pur apprezzando un atto di tale portata, peraltro non dovuto, se funzionale a fare chiarezza su vicende particolarmente complesse". Lo afferma il segretario generale della Uilca Massimo Masi. Per quanto riguarda il settore del credito, aggiunge, "valutiamo con dispiacere quanto avvenuto, riconoscendo a Mussari una importante spinta per riportare l'Abi e il mondo bancario al centro del dibattito tra le Organizzazioni datoriali, con un ruolo da protagonista nel mondo del lavoro e nell'agenda politica. Auspichiamo che le dimissioni del presidente non impediscano ad Abi di mantenere il ruolo di riferimento nel settore, che quanto mai oggi si trova ad affrontare un periodo di difficolta', in cui le lavoratrici e i lavoratori hanno assoluta necessita' di certezze normative e salariali".
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